FONTE : Leader di te stesso è una produzione di Buongiorno Vitaminic SpA
a cura di Roberto Re
Fin dall'antichità gli uomini si sono posti questa domanda: come posso raggiungere la felicità?
Difficile a dirsi. Forse facciamo prima a dire cosa impedisce alle persone di essere felici. In fondo, come insegnano i bambini, la felicità è un fatto naturale.
Quando un bambino gioca spensierato e ride non ci chiediamo: "Cosa è successo?" Al contrario iniziamo a preoccuparci quando è triste ed imbronciato.
Con gli adulti sembra che funzioni l'esatto opposto. E' assai frequente vedere gente che si lamenta del tempo, dell'euro, del governo e chi più ne ha più ne metta, tanto che quasi ci sorprendiamo quando incontriamo una persona che sorride.
Per molte persone la felicità è un obiettivo ambizioso da perseguire con grande impegno e a volte a prezzo di sacrifici. Sarò felice... "quando avrò finalmente una casa", "quando avrò un compagno/a", "quando avrò un figlio", o "quando avrò un lavoro nuovo".
In realtà, come insegnano i bambini la felicità è a nostra portata di mano in ogni momento, anzi, nasciamo già con questo dono. Il guaio è che, crescendo, ci complichiamo la vita con una serie di strategie, per lo più inconsce, che ci fanno perdere la capacità di vedere ciò che di bello c'è intorno e dentro di noi.
"E già – dirai tu – non è mica così semplice come sembra. Quando si è bambini la vita è più semplice, perché non hai tutte le responsabilità che comporta l'essere adulti".
Esatto! La felicità è proprio una questione di responsabilità, peccato che spesso questa parola venga usata come alibi per la propria infelicità come se fosse un peso che non dà alcuna possibilità di scampo. Così, anziché dire "Io sono responsabile di come sto e se qualcosa non mi piace, ho il potere di cambiarla" a volte la gente preferisce dire: "Non ho possibilità di scelta. Devo pensare alla mia famiglia, non posso cambiare lavoro", "Ho la casa da pulire, i figli da accompagnare a calcio, danza, inglese, non posso proprio concedermi qualche ora solo per me".
In realtà questo significa scaricare la responsabilità della propria infelicità sugli altri, significa mentire a se stessi. Noi adulti rimproveriamo i bambini quando raccontano delle bugie, ma che dire di quelle che raccontiamo a noi stessi?
"Tanto con lui è impossibile!"
"Qui dentro certe cose funzionano così e non si può cambiare."
"Vorrei, ma non ho tempo..."
In alcune situazioni rassegnarsi può sembrare un atteggiamento maturo, ma siamo proprio certi che non nasconda la paura di crescere veramente?
"Mentire a se stessi" è una delle strategie di incasinamento di cui Roberto Re parla nel suo ultimo libro, Smettila di incasinarti! Dal 14 Novembre e' disponibile nelle migliori librerie ed è in corso un tour teatrale di presentazione che toccherà dieci città d'Italia. I posti vanno a ruba! Clicca qui per prenotare nella città a te più vicina.
Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 11:04
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il 25/12/2007 alle 19:52
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