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Confessioni di un'etera

Post n°409 pubblicato il 23 Maggio 2011 da nagel_a


Ho la pelle bianca di chi abita le notti e occhi grandi, sottobosco di un'anima che pudica nascondo. Perchè non è la mia anima che chiedono quelli che mi cercano.
Sono lo scrigno dei loro inconfessati sogni, la riva delle loro passioni indecenti. Raccolgo l'ardore delle loro notti infedeli.
Vogliono l'oblio della mia pelle di velluto, l'estasi delle mie labbra morbide, il naufragio del mio grembo. Io sono la marionetta dai fili docili e dal sorriso certo.
Ho lunghi capelli profumati e mani agili e svelte. Sono il fiore di loto della loro frenesia, la medicina notturna dei loro affanni.
Sono un'etera, sciolgo le mie membra in musica tra le braccia che mi cingono affamate. Sono un angelo dalle ali algide, che si diletta a creare con il fango.
Sono una schiava, regina incontrastata su un regno sterminato.

 

 
 
 
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IL REGNO DEL SENSO PROFONDO

"Oltre alla realtà empirica e banale c'era l'ambito dell'immaginazione, costituito da quello stesso mondo percepibile grazie alla vista, al tatto e all'odorato, ma con in più le schiere infinite degli spiriti e delle ombre. [...] Allora non mi capacitavo del fatto che la maggioranza assoluta dell'umanità appartiene al regno del senso profondo non in virtù del proprio sapere - dono assai raro -  bensì della vita, della raggiante, viva sostanza, e che, dunque, accusarli di ignoranza era sciocco e assurdo. Invece di interrogatori, inquisizioni e tormenti, avrei dovuto osservarli e comprenderli. Osservarli con tenerezza e comprenderli con intelligenza"
A. Zagajewski - Due città

 

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