Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumeni noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione. Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke 'l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po' skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate. (Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi)
SINDONE
La figura di Goffredo de Charny, signore di Lirey, in Champagne, sembra uscire direttamente da un racconto cavalleresco. È tra le mani di questo eroico cavaliere che la Sacra Sindone fa ufficialmente la sua apparizione in Francia. Dopo una vita di avventure improntate ai più alti ideali della cavalleria medievale (ed intorno alle quali il nostro scriverà un libro di buon successo, sorta di manuale del perfetto Chevalier), nel 1355 viene incaricato dal re di portare il suo stendardo di battaglia. È un grande riconoscimento, e il cavaliere non lo disonora: l'anno successivo muore eroicamente nella battaglia di Poitiers, nella strenua difesa dell'Orifiamma, la lingua di tessuto rosso fiammante simbolo del potere supremo e dell'onore di Francia. Come sia giunta, la Sacra Sindone, all'eroico vessillifero di Francia, rimane un mistero. Vediamo le ipotesi che sono state fatte in proposito. La Sacra Sindone potrebbe essere stato un bene di famiglia pervenuto a Goffredo tramite matrimonio o amicizia. Stretti legami collegano Goffredo ai discendenti di Otto de la Roche, feudatario francese e primo duca di Atene, ai tempi in cui proprio ad Atene della Sacra Sindone abbiamo avuto l’ultima segnalazione. La Sacra Sindone avrebbe potuto fare parte dei tesori di famiglia; Goffredo di Charny sposò una diretta discendente di Otto, che avrebbe potuto portargli la reliquia in dote,e fu grande amico di Gautier IV de Brienne, conestabile di Francia e fedele compagno d’armi, anche lui caduto a Poitiers. Se anche non fosse stata materialmente in loro possesso, Gautier IV de Brienne o la stessa consorte potrebbero aver rivelato all'indomito cavaliere il nascondiglio della Sacra Sindone in Oriente: questo spiegherebbe il rapido viaggio di Goffredo oltremare, fino a Smirne nel 1345, ufficialmente compiuto al seguito del Delfino. Ecco il possibile anello mancante della catena che, da Atene, porta il sudario direttamente nelle mani di un cavaliere francese del Trecento. La "pista templare" sostiene che la Sacra Sindone fosse stata affidata a Goffredo durante un periodo di prigionia in Inghilterra, nel castello di Goodrich. Qui essa sarebbe stata portata da quei Cavalieri Templari che scamparono ai roghi e alle carceri di Francia. In contrasto con i fitti misteri dei secoli precedenti, la storia "europea" del Sacro Tessuto, dopo la riapparizione in mano ai de Charny, è sufficientemente documentata: nel 1453 la reliquia viene ceduta da Margherita, ultima erede degli Charny, al duca Ludovico di Savoia. Le travagliate vicende del ducato dei Savoia porteranno in seguito la Sacra Sindone, a più riprese, da Chambéry, in Piemonte, in altre città della Francia e dell'Alta Italia, fino alla traslazione definitiva nella città di Torino nel 1578. La Sacra Sindone, di proprietà di Casa Savoia per oltre mezzo secolo, è stata assegnata, in un lascito testamentario del capo della Casata ed ultimo Re d'Italia S.A.R. Umberto II di Savoia, al Sommo Pontefice. Il re in esilio è morto a Ginevra nel 1983, anno dal quale la Sacra Sindone è divenuta, dunque, di proprietà pontificia.
IN FEDE
ANTICA SEDE
Nel 1102, il Re di Gerusalemme Baldovino II, concesse hai cavalieri di Cristo la custodia del Tempio di Salomone e la residenza nel monastero fortificato di Nostra Signora di Sion situato a finaco al Tempio, con il passare degli anni il numero dei cavalieri aumentò, cosicchè dovettero trasferirsi a pochi metri, andando ad occupare tutta l'area di quella che era la spianata del Tempio di Salomone, ossia l'area fra la Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsaa. A questo punto il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Cavalieri di Cristo a Cavalieri del Tempio di Gerusalemme".
GOFFREDO DI BUGLIONE
BALDOVINO I
templari in Terrasanta
Il Krak dei cavalieri , così chiamato, imponente ancor oggi nonostante i millenni, sorge su un colle di 750 metri , conquistato nel 1109 da Tancredi di Antiochia; fu ceduto in seguito all’ordini cavallereschi. È un castello quasi senza fine, robusto; solo lo spessore della prima cerchia di mura è di 24 metri, la seconda cerchia domina la prima ed infine vi è un robusto mastio che controlla tutte e due; in pratica compongono il krak tre castelli costruiti uno sull’altro ed indipendenti tra loro. Il Krak era considerato il castello più grande tra le tante fortezze -forse il più bello del mondo-, nella valle della Becaa. Il suo nome in arabo significa dunque fortezza, “Karak”, cardine della difesa del porto di Tripoli e della valle d Becaa, inserito come un anello in una collana tra le cui maglie splendevano i castelli della Santa Milizia Templare. La fortezza KARAK come la chiamavano gli arabi-. KARAK è un palindromo, cioè una parola che si legge uguale sia da Occidente, sinistra a destra, che da Oriente, destra a sinistra. In sumero significa ‘anima (KA) Sole (sia RA che AR)’. KAR è la ‘forza dell’anima’ [Il nome Carlo ß KAR LU ‘soggetto forza’ comprova].
templari lungo la via Francigena
La presenza dei Templari in Italia riguardava tanto le regioni settentrionali (ad esempio lungo la via Francigena, una delle arterie principali lungo le quali i pellegrini dalla Francia giungevano a Roma), quanto nelle regioni meridionali e, tra queste, un sicuro ruolo di preminenza fu svolto dalla Puglia per la posizione strategica occupata da questa regione da sempre crocevia tra Occidente ed Oriente. La causa dell'espansione dei Templari in Italia è da ricondurre a due motivazioni principali: la viabilità terrestre e la possibilità di adoperare i porti, in modo speciale quelli della costa pugliese (Manfredonia, Barletta, Trani, Molfetta, Bari, Brindisi), per l'imbarco verso la Terra Santa dei pellegrini e dei Crociati ed il loro rientro, nonché per la spedizione di vettovagliamento e derrate alimentari alle guarnigioni templari in Outremer. L'espansione dell'Ordine (tra la seconda metà del XII secolo sino alla fine del XIII secolo) avveniva secondo una logica ben precisa tendente a privilegiare in primo luogo le località costiere per poi procedere verso l'entroterra. Secondo una stima approssimata per difetto, in Italia erano presenti almeno 150 insediamenti appartenenti all'Ordine del Tempio, di questi meno di un terzo si trovavano nella parte meridionale della penisola. La maggiore concentrazione di domus templari, molto probabilmente, era nella terra di Puglia ove, tra l'altro, avevano diverse sedi. Gli insediamenti dei Templari erano chiamati in Italia "precettorie" o "mansioni" a seconda della loro importanza, mentre in Francia prendevano il nome di "Commanderies". Anche in Puglia l'espansione sul territorio delle case templari seguì la dinamica sopra esposta: dagli avamposti sul mar Adriatico i Templari cominciarono a penetrare all'interno del territorio pugliese e, in particolare, nelle fertili pianure della Capitanata nell'entroterra garganico e della Murgia in Terra di Bari.I Cavalieri Templari sovente alloggiavano in chiese minori, oratori, cappelle dipendenti da episcopi o cattedrali o in monasteri cui spesso erano annessi ospizi per l'accoglienza dei pellegrini. Grazie all'intervento dei pontefici il Tempio riusciva ad ottenere in concessione perpetua o temporanea immobili appartenenti ad Enti ecclesiastici dietro pagamento di un censo annuo. A volte erano gli stessi Templari a costruire delle chiese, anche se in Italia tale attività sembra essere alquanto ridotta. Ma è soprattutto alle donazioni e ai lasciti dei benefattori che il patrimonio templare vide una rapida crescita sia nelle città che nelle campagne. Le domus templari italiane raramente erano isolate e sovente facevano parte di ecclesiae, con le quali finivano per confondersi. Le domus erano anche costituite nell'ambito delle mansiones, composte nella forma più elementare da un ricovero per i viaggiatori ed una stalla per i cavalli. Le domus-mansiones erano collocate nei centri di transito o confluenza delle principali correnti di traffici e pellegrinaggi che percorrevano l'Italia. La funzione assistenziale era altresì svolta con le domus con annessi degli hospitales.
Templari in Puglia
Castel del Monte
All'interno del cortile c'era una vasca ottagonale monolitica che serviva per contenere l'acqua; sotto il cortile vi era una cisterna grandissima. Su cinque delle otto torri c'erano cinque cisterne pensili collocate proprio su quelle torri dove c’erano i servizi igienici. Le cisterne raccoglievano l’acqua e quando erano troppo piene c’era un troppo pieno che scaricava fuori. Il terrazzo del castello è fatto a dorso d’asino: l’acqua che scorreva verso l’esterno riempiva queste cisterne, l’acqua che scorreva verso l’interno riempiva la cisterna situata sotto. Ciò dimostrerebbe che Castel del Monte non è un castello di difesa ma un edificio costruito come un Tempio.Fedeico II, Ordina la costruzione del castello nel gennaio del 1240 e muore nel 1250: c'erano dieci anni di tempo per terminare la costruzione del castello. Alla costruzione del castello hanno lavorato maestranze altamente qualificate come dimostrato dalla costruzione architettonica che è un gioiello di matematica. Le pareti del piano superiore erano tutte rivestite di marmi preziosi che sono stati rubati assieme a sculture e bassorilievi. In quel momento storico particolare in Puglia vi era una presenza molto massiccia dei Cavalieri Templari, i monaci guerrieri i quali erano padroni di tutta la Puglia come dimostrano le numerose testimonianze dal Foggiano al Leccese. La Puglia era una delle dieci province dei Cavalieri Templari disseminate dal centro Europa fino al medio Oriente e in più la Puglia a quel tempo era la cerniera tra oriente e occidente.
RE RUGGERO II
Jolly Roger". La tradizione vuole che questo vessillo venisse utilizzato anche a bordo delle navi dei "Poveri Soldati di Cristo e del Tempio di Salomone", come i Templari erano conosciuti originariamente. I Templari combattevano le loro battaglie anche in mare, abbordando ed affondando le navi nemiche: di qui l'analogia coi Pirati e l'adozione della bandiera col teschio e le ossa, la bandiera usata da re Ruggero II di Sicilia (1095-1154). Ruggero era un famoso Templare e di una flotta di seguaci dell'Ordine si separò in quattro unità indipendenti, quindi era una eredità, e le sue ossa incrociate rappresentavano un chiaro riferimento al logo templare della croce rossa con le estremità ingrossate.sempre legata ai Cavalieri Templari. La notte del 13 Ottobre 1307, prima dell'arresto di massa, in gran segreto, 18 galee templari navigarono lungo la Senna e presero il mare, dirette a La Rochelle, dov'era pronta una flotta templare. I Templari, segretamente avvertiti del tranello teso nei loro confronti dal Re Filippo il bello di Francia, avevano portato in salvo il loro Tesoro e le reliquie più preziose. Le loro vele erano state annerite con del catrame per non essere visti nella notte. Durante il viaggio in mare, i Templari superstiti si riunirono in consiglio per decidere sotto quale segno avrebbero navigato, non potendo più utilizzare la classica croce rossa in quanto ormai bandita. Al termine, fu decisa l'adozione dell'antico simbolo di pericolo, il teschio con le tibie incrociate, con il fondo mutato in nero in riferimento al colore delle vele.
Portogallo tomar
ORDINE SUPREMO del CRISTO
E’ il più prestigioso fra gli Ordini Equestri Pontifici, riservato solo ai Sovrani ed ai Capi di Stato, di fede cattolica, che si siano resi particolarmente benemeriti verso la Santa Sede. L’ Ordine venne creato da Dionigi I re del Portogallo ( 1279 - 1325) e dedicato a Cristo, riunendo in tale Ordine tutti i cavalieri del Tempio ( templari ) . Alla nuova istituzione rimase la stessa regola dei Templari, quella Cistercense, come parimenti identici restarono il mantello e la croce patente di rosso, con la sola aggiunta di una piccola croce latina di bianco, caricata sulla prima, in cuore. L’Ordine ebbe l’approvazione del Sommo Pontefice Giovanni XXII il 14 marzo 1319, riservando lo stesso Papa anche alla Santa Sede, oltre che ai Sovrani portoghesi, la facoltà di conferire tale ambitissima distinzione cavalleresca. L’Ordine, con la destinazione di tutti i beni dei cavalieri del Tempio presenti in Portogallo e con lo scopo di difendere il Regno d’Algarve contro gl’infedeli scrisse, nella penisola iberica stupende pagine di eroismo e di gloria, nella dura e sanguinosa lotta contro i Mori. La sede originaria dell’istituzione cavalleresca era situata a Castro Marino, nell’Algarvia ed in seguito venne invece spostata a Tomar, nel vecchio convento dei templari, ribattezzato Monastero del Cristo, per meglio respingere gli assalti dei Mori. Il Sommo Pontefice Eugenio IV ( 1431 - 1455 )
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Post n°90 pubblicato il 16 Febbraio 2010 da knighttemplar
L' Ordine Militare del Cristo
Un nuovo santo medievale
Papa Benedetto XVI ha proclamato cinque nuovi santi, tra cui l'eroe nazionale del Portogallo Nuno Alvares Pereira, un frate-guerriero del Medioevo che avrebbe ottenuto l'indipendenza del Portogallo dalla Castiglia, e due donne. Parlando della canonizzazione di Pereira, Papa Ratzinger ha detto che l'abate vissuto tra il 14esimo e il 15esimo secolo ha mostrato che "in ogni situazione, anche militare e di guerra, è possibile agire e vivere i valori e i principi della vita cristiana". La canonizzazione di Pereira è stata occasione di grande eccitazione per i cattolici in Portogallo, dove le mostre dedicate all'eroe attirano vaste folle, così come sono molto lette le biografie a lui dedicate.Nato nel 1360 e nominato Conestabile del Regno a soli 24 anni, nel 1385 alla guida di 6.500 soldati portoghesi Alvares Pereira sconfisse l'esercito della Castiglia, forte di 30mila uomini, nella battaglia di Aljubarrota. Dopo di che, si disfece di tutte le sue ricchezze e si fece frate nel Convento del Carmine di Lisbona, trascorrendo gli ultimi anni in preghiera e penitenza. E' dal 15esimo secolo che i cattolici portoghesi tentano di canonizzarlo, ma Pereira è stato elevato al rango di beato solo nel 1918. La sua proclamazione a santo si deve a un miracolo attribuitogli nel 2000, quando avrebbe guarito una donna che si era ustionata un occhio con olio bollente.
(precedentemente Real Ordem dos Cavaleiros de Nosso Senhor Jesus Cristo) fu un ordine che traeva la propria eredità dall'Ordine dei Templari portoghesi dopo che questi vennero soppressi definitivamente nel 1312. Sotto la pesante influenza del re Filippo IV di Francia, papa Clemente V aveva ordinato di sopprimere la congregazione templare in tutta la cristianità e di considerarla come eresia per lo strapotere acquisito negli anni, ma re Dionigi del Portogallo forzò il debole pontefice a creare un ordine cavalleresco che potesse continuare allo spirito templare di sopravvivere in qualche modo. Tale ordine, fondato nel 1318 prese il nome di Ordine del Cristo. Re Dionigi negoziò col successore di papa Clemente, papa Giovanni XXIper il riconoscimento ufficiale del nuovo ordine nella speranza di ottenere anche i possedimenti dei templari per il nuovo ordine.Templari vennero a formarsi nel 1118 e presto ottennero molte commende in tutta Europa per supportare il loro operato in Terrasanta e si insediarono anche in Portogallo nel 1128, il primo Paese ove ottennero piena libertà Don Gualdim Pais, Maestro provinciale dell'Ordine del Tempio in portogallo, diede disposizioni per la costruzione del Convento de Cristo nel 1160. Secondo la tradizione popolare egli scelse il luogo dell'edificazione su ispirazione e dopo molti progetti, su una collina tra il fiume Fria e il canyon di San Gregorio. Il Convento de Cristo che ancora oggi si trova in quella posizione è un chiaro testamento dell'abilità architettonica templare. La chiesa ottagonale venne ispirata dalla Casa della Roccia, il tempio islamico presente in Gerusalemme, usato dai Templari come base delle loro operazioni in Terrasanta. La Casa della Roccia è posta sul Monte Tempio, dove era presente il Tempio d Gerusalemme prima della sua distruzione nel 70 d.C., e i Templari erano convinti che la Casa della Roccia fosse la parte restante dell'antico tempio e come tale da esso fecero derivare il loro nome. L'Ordine incluse quindi l'ottagono nella propria simbologia e come tale esso venne riproposto anche all'interno dell'architettura templare. Altro modello fu certamente la Chiesa del Santo Sepolcro sempre a Gerusalemme. il sepolcro stesso di Cristo si trova in un'elaborata struttura di forma rotonda-ottagonale. Il 13 luglio 1190, il re del Marocco pose assedio ai Templari presso Tomar un assedio che però fu rovinoso per gli attaccanti e dimostrò nel contempo la potenza militare dei Templari. Pais morì nel 1195 dopo 50 anni di governo in Portogallo. Dopo la soppressione dei Templari ad opera di papa Clemente nel 1312, il re Dionigi del Portogallo diede disposizioni per la creazione di un nuovo ordine che rimpiazzasse i templari nel suo reame. Egli istituì pertanto la "Militia Christi" sotto il patronato di san Benedetto da Norcia nel 1317 (altre fonti riportano la data del 14 agosto 1318) e papa Giovanni XXII approvò tale ordine con la bolla papale del 14 marzo 1319 "AD EA EX QVIBVIS". Dopo quattro anni di negoziati, papa Giovanni XXII proclamò una nuova bolla con la quale autorizzò il re Dionigi ad ottenere il passaggio di tutti i beni dei Templari al nuovo ordine nel 1323. I cavalieri dell'Ordine dovevano fare i voti di povertà, castità ed obbedienza. Non è chiaro se molti templari abbiano proseguito la loro attività cavalleresca nel nuovo ordine anche se molti storici sono favorevoli a questa tesi. Il primo Gran Maestro del nuovo ordine, don Gil Martinez, era stato anche cavaliere dell'Ordine di San Benedetto d'Avis. L'Ordine del Cristo ebbe la propria sede dapprima a Castro Marim, nell'Algarve (Diocesi di Faro). Nel 1357, l'Ordine venne spostato nel villaggio di Tomar, presso Santarém, già sede dei templari in Portogallo (altre fonti citano questo spostamento nel 1366 sotto il 6° Gran Maestro, don Nuno Rodrigues). Dopo il 1417, su richiesta del re Giovanni I del Portogallo al papa, il principe Enrico il Navigatore (1417–1460) divenne Gran Maestro dell'Ordine. Questi era nato nel 1393, terzo figlio del re Giovanni del Portogallo. A quel tempo Duarte I ed Alfonso erano cooreggenti del trono portoghese. Nel 1433, re Duarte I diede all'Ordine lo status di "Sovrano" non solo sui territori che già erano in suo possesso, ma anche degli altri che sarebbero seguiti per donazioni o conquiste. Papa Callisto III nel 1455 confermò che Alfonso V avrebbe esteso la propria giurisdizione temporale acquisendo tre nomine episcopali nell'area governata dall'Ordine. Nel 1460 re Alfonso V garantì ai Cavalieri dell'Ordine del Cristo il 5% delle rendite delle terre africane del regno del Portogallo. Con il denaro dell'Ordine, dunque, il principe Enrico il Navigatore organizzò la prima scuola per navigatori a Sagres, preparando la via alla supremazia marittima portoghese che porterà alle grandi esplorazioni cinquecentesche. Dopo Enrico, il gran magistero venne mantenuto entro le personalità della famiglia reale. Enrico colonizzò le Azzorre e Madera. Durante la sua reggenza, vennero costruiti due chiostri gotici del convento di Tomar e con lui di fatti iniziò un vero periodo d'oro per l'Ordine. Verso la fine del 1479 Colombo sposa Donna Felipa Moniz Perestrello, figlia di Bartolomeo Perestrello, ormai deceduto (1457), che era stato aiutante del principe del Portogallo Enrico, detto il Navigatore. Donna Felipa risulta imparentata per parte di madre, Donna Isabel Moniz, probabilmente anch'essa di origine ebraica, con la famiglia reale portoghese. Colombo entra così nel giro degli esploratori templari portoghesi, e la sua doppia origine - figlio di un Pallastrelli e di un'ebrea - non gli è certo di ostacolo, visti i buoni rapporti che i Templari da diverso tempo intrecciano con gli Ebrei, anche se è probabile che la sua nascita illegittima, per la quale sentirà costantemente rimpianto, gli impedisca di entrare regolarmente nell'Ordine, o di raggiungerne i più alti gradi. Lo aiuta pure sicuramente il fatto che durante lo svolgimento della sua attività Bartolomeo Perestrello aveva costituito una biblioteca, finalizzata a tutti gli argomenti inerenti la navigazione, seconda per importanza soltanto a quella del suo Principe. Accade così che, nel regno che era stato fondato proprio dai Templari nel 1143, Colombo venga a conoscere molti particolari del grande progetto di navigazione e di esplorazione del globo che era stato messo in atto sin dal 1416, con la fondazione del Centro di Cultura Nautica di Sagres, nell'estremità meridionale del Portogallo (Capo São Vicente, dove il principe Enrico stabilì la sua residenza fino al giorno della morte), e riesca ad avere conoscenza di tutta una serie di nozioni che gli varranno più tardi l'accusa di "furto" da parte del re del Portogallo Giovanni II (nato a Lisbona nel 1455, quasi coetaneo quindi di Colombo, fu detto Il Perfetto; salì al trono nel 1481, e morì nel 1495). Enrico era duca di Viseu ma anche membro dell'Ordine della Giarrettiera, uno dei più in vista di sempre. Il principe Enrico venne succeduto alla reggenza del gran magistero dell'Ordine dal principe Ferdinando, figlio del re Edoardo I, che morì nel 1470. Nel 1484, Emmanuele, duca di Beja, divenne l'XI Gran Maestro dell'Ordine. Dal momento che la disciplina dell'Ordine stava progressivamente declinando, papa Alessandro VI commutò il precetto del celibato in quello di castità coniugale nel 1492; nel 1496 gli aderenti vennero completamente dispensati dal mantenere il celibato e dal 1505 anche dalla povertà. Già nel 1501 papa Giulio II aveva mitigato il voto di povertà col pagamento di una tassa corrispondente ai tre quarti delle entrate annuali che però poi aveva sollevato polemiche interne all'ordine. Manuele I del Portogallo ottenne il titolo di Gran Maestro da papa Leone X che glie lo conferì con la bolla Constante fide (30 giugno 1516). Re Manuel, successore di Giovanni I, inviò pertanto Vasco da Gama (membro dell'Ordine del Cristo) ad esplorare l'Africa e l'India e già alla fine del regno di Manuel l'Ordine possedeva 454 commende nelle terre portoghesi e coloniali. Manuele inoltre predispose estensive migliorie alla sede dell'Ordine a Tomar: egli ordinò l'allargamento della chiesa del convento con l'aggiunta di una nuova e grandiosa navata centrale, il rifacimento del coro e della sacrestia, così come il rifacimento della casa capitolare. L'Ordine iniziò inoltre il proprio processo di secolarizzazione da ordine monastico a ordine statale. Il figlio di Manuel non ottenne automaticamente i diritti di successione per governare l'ordine, e dovette pertanto richiederli al papa Adriano VI che glie li concesse con la bolla "EXIMIAE DEVOTIONIS" (14 aprile 1523). Dopo trent'anni, solo Giovanni III del Portogallo riuscì ad ottenere l'"Amministrazione Perpetua" dell'Ordine, il quale passò definitivamente all'amministrazione della corona portoghese per merito del papa Giulio III che realizzò un'apposita bolla nel 1551. Alcuni storici affermano che nel 1522 l'Ordine sia stato diviso in due filoni, di cui uno religioso sottoposto all'autorità del Papa e l'altro civile sottoposto all'autorità del re del Portogallo come attualmente risultano suddivisi. Ad ogni modo nel 1523, Giovanni III del Portogallo concesse a frà Antonio da Lisbona l'autorità e la responsabilità di riformare l'Ordine. Il vero nome di frate Antonio, è Fernando di Buglione nasce a Lisbona da nobile famiglia portoghese discendente dal crociato Goffredo di Buglione, proveniente da una famiglia ricca portoghese. A 15 anni entrò nel monastero Agostiniano di Lisbona, trasferendosi successivamente nel Monastero di Coimbra, dopo anni di studi fu ordinato sacerdote. Nel 1220 vicino al Monastero di cui faceva parte, vennero i frati francescani provenienti da Assisi per far conoscere anche a Coimbra l'Ordine Francescano, dopo aver avuto la conferma della Santa Sede. Lo scopo della riforma era quello di rendere sempre più presente la vita religiosa tra i cavalieri dell'Ordine e i nuovi statuti vennero approvati nel 1529. Il Gran Priore venne privato del proprio incarico e a tutti i sacerdoti ed i religiosi membri dell'Ordine venne richiesto di prendere residenza conventuale a Tomar, vestendo l'abito e la croce dell'Ordine. Frà Antonio ottenne la posizione di Priore e persuase papa Pio V a concedergli il controllo di tutti i conventi figli dell'Ordine nel 1567. Questo atto venne aspramente criticato dal re Sebastiano I il quale, rivolgendosi direttamente al pontefice, ottnene la conferma perlomeno del ruolo di Gran Maestro dell'Ordine e come tale i membri dell'Ordine vennero suddivisi in una classe civile ed una classe religiosa. Tra il 1580 ed il 1640 vi fu un altro rilevante tentativo di riforma dell'Ordine. I nuovi statuti pubblicati dal capitolo a Tomar nel 1619 vennero promulgati da Filippo IV di Spagna nel 1627 il che prescrisse che le condizioni per l'ammissione all'Ordine prescrivevano la nobiltà di nascita e due anni minimi di servizio in Africa o tre nella flotta portoghese. Papa Pio VI (1789) e Maria I del Portogallo fecero l'ultimo tentativo di riformare l'Ordine. Questa riforma fece del convento di Tomar, ancora una volta, il quartier generale dell'Ordine. Il sovrano continuava a mantenere la posizione di Gran Maestro dell'Ordine ma, al posto di un priore conventuale, venne ripristinato il Gran Priore dell'Ordine.
La baronnie de Bray s'étend le long d'axes stratégiques comme la Seine, la voie romaine de Sens à Meaux qui permet de passer le pont en marquant le c'ur de la châtellenie de la vallée de l'Oreuse, la limite du comté de Champagne et l'Yonne. Ses barons Henri le Libéral, comte de Champagne, puis Jacques, duc de Savoie, gèrent les territoires autour de dix places principales : Passy, Montigny, Bazoches, Les Ormes, Dontilly, la Villeneuve-du-Comte, Égligny, Vin-neuf, Courlon et Bray-sur-Seine.
CENNI STORICI SUL MIO CASATO BRAY
Il casato BRAY-BRAI, cognome sembra essere derivante dal francese (e prima da quello, Celtico). Il nome proviene da diversi periodi storici nei paesi d'Europa. Contea Wicklow, l'Irlanda, vicino a Brayhead. Nelle annotazioni antiche il nome era Bree, preso dal vecchio bri o brigh irlandese, una collina. Questa parola è simile nelle vecchie lingue gaeliche e celtiche; In Inghilterra il nome è trovato applicato alle parrocchie in contee Devon e Berks. Molti città e distretti in Francia impiegano il Bray o certa forma del nome, come: Bray-sur-Somme, Bray-sur-Seine, Bre-Cotes-du-Nord, Bray-La-Campagne, Bray-Calvados e paga de Bray. Ci sono parecchi posti chiamati BRAY in Europa, la città Bray in Inghilterra è in Berkshire sul fiume di Tamigi vicino a Windsor, Bray in Irlanda è sul sud del litorale appena di Dublino in contea Wicklow e ci è un distretto chiamato paga de Bray vicino a Rouen e ad un villaggio Bray vicino a Parigi in Francia in Lilla."La gente normanna„ dal Re", condizioni il nome deriva da un posto denominato Bray vicino ad Evreux, Normandia; Milo de Brai 1064 era signore di Montlhéry a partire dal 1095 sua moglie era Lithuise figlia di Stephes conte di Blois e di Adela della Normandia, figlia di William il conquistatore ed il suo figlio dello stesso nome Milo II de Brai 1118 signore di Montlhéry e di Braye, visconte di Troyes 1096, il figlio maggiore Trousseau de Brai, signore di Monthléry sua figlia Elizabeth di Montlhéry nel 1103 sposò Philip, Conte di Mantes, figlio di Philip I della Francia e di Bertrada de Momtfort, parteciparono alla 1^ crociata nel 1096. Nel 1066, sir Guillaume de Brai, successivamente in inglese William de Bray e sir Thomas de Bray, parteciparono alla conquista dell'Inghilterra a fianco del Duca di Normandia William. Sul rotolo nell'abbazia i nomi di coloro che hanno partecipato alla battaglia di hastings. Al Servizio dei Re d'Inghlilterra dal (1066 - 1485): In un villaggio vicino Berkshire Bray vi è una chiesa del XII secolo costruita da Bray, in cornovaglia. sir Richard Bray cavaliere della giarrettiera e Consigliere al servio di Henry VI e della sua moglie Joan Troughton. Nel Concistoro del 22 maggio1262 fù nominato Cardinale Guillaume de Bray da Papa Urbano IV . Il casato si stabilì in Puglia in Gravina e nel salento. Nominis reliquiae supersunt planissime, Bibracte Galliae etiam nunc in Bray contrahitur, et non procul hinc Caesar Tamisim cum suis transmisit ...",
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Il Santo Padre con il Vescovo di Ugento (LE) Mons. VITO DE GRISANTIS in occasione della visita a Santa Maria di Leuca (LE) "de finibus terrae"14 Giugno 2008
SIGILLUM MILITUM
A Troyes Francia nel 1127, i Cavalieri Templari adottarono il motto: "Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", ossia "Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome da gloria". E’ facile immaginare come un simile motto potesse accendere gli animi. San Bernardo da Chiaravalle inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande rispetto per la donna, la Regola infatti cita: "Maria presiedette al principio del nostro Ordine
INVESTITURE
Nel medioevo il cavaliere veniva istruito nell’uso delle armi; egli era sottoposto a studi che ingentilivano gli animi e di ordine morale. Altre caratteristiche della cavalleria erano: cortesia, difesa della giustizia, appoggio alla debolezza, omaggio alla bellezza, idealizzazione dell’amore come mezzo di elevazione morale. L’incontro con il soprannaturale, secondo le credenze d’epoca, avrebbe completato l’iniziazione del cavaliere.
Iniziazione cavalleresca La vestizione - com’era chiamata l’iniziazione cavalleresca - era considerata già alla fine del XI -XII secolo con la fondazione degli Ordini un "ottavo sacramento". Il candidato vi si preparava con una notte di veglia in armi nella cappella di famiglia, inginocchiato davanti all’altare. Veniva poi purificato con un bagno rituale, confessato e comunicato. Seguiva una messa solenne, al termine della quale avveniva la vestizione vera e propria, che consisteva nella consegna da parte del sacerdote della spada consacrata, degli speroni, dello scudo, della lancia e delle varie parti dell’armatura, che appunto il giovane indossava. La cerimonia si concludeva infine con l’accollata o palmata, cioè con un colpo inferto col palmo della mano dal padrino sulla nuca del neofita, o anche di piatto con la spada sulla spalla. Era consuetudine che il colpo fosse di una certa forza, tanto da far vacillare il ricevente. Bisognava alimentare tra i cavalieri rapporti di solidarietà, lealtà, fratellanza, oltre che naturalmente di fedeltà incondizionata. Non importava che la compagnia fosse numerosa; importava che fossero saldi i legami al suo interno e che ne facessero parte, soprattutto, quei pochi vassalli davvero in grado - per valore, potere, prestigio personale - di controllare tutti gli altri.
RE CRISTIANI
CATTEDRALI GOTICHE
I Cavalieri Templari, si ritiene avessero rinvenuto documenti relativi alle "LEGGI DIVINE DEI NUMERI,DEI PESI E DELLE MISURE" sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali.
Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto comprendere. Infatti la grandiosità, l'imponenza e tutta una serie di misteri non risolti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal.
Furono costruite improvvisamente in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, con una maestria costruttiva tecnica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo. Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine. Inoltre vennero costruite su luoghi già considerati sacri al culto della "Grande Madre", ritenuto il culto unitario più diffuso prima del Cristianesimo; molti di questi luoghi inoltre sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero punti in cui l'energia terrestre è molto forte (grandi allineamenti di megaliti). Hanno pianta a croce latina: la croce "é il geroglifico alchemico del crogiuolo" (Fulcanelli), ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato.
Sono adornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno a che vedere con la loro funzione di chiese cristiane ed hanno un particolare orientamento in modo che il fedele, entrando nell'edificio sacro, cammini verso l'Oriente, ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo.
Ciascuna cattedrale è dotata di una cripta in cui secondo alcune tradizioni sarebbero nascosti degli oggetti sacri molto importanti (ad esempio si dice che in una delle cripte della Cattedrale di Chartres sia custodita l'Arca dell'Alleanza, e che quando questa cripta sarà scoperta la cattedrale crollerà al suolo). Ma le cripte sono legate ad un altro elemento molto misterioso: le "Vergini Nere", statue o bassorilievi, che raffigurano appunto la vergine Maria, con la particolarità della carnagione scura.