Non son metereopatico, eppure, seguo l'evoluzione del cielo che si riempie di nubi. Il sole gli ha lasciato il posto a poco a poco, quasi a non accorgermene. Lembi di cielo azzurro resistono alle nuvole spesse che vanno addensandosi. E' assai strano scriver per se stessi avendo coscienza che altri verran messi a parte dei tuoi pensieri. Non voglio preoccuparmi di questo ora. Le dita scivolano sulla tastiera componendo parole a me care, capaci di fissare come una foto un mutevole stato d'animo. Mi sento leggero, il cuore batte per la consapevolezza che deriva dall'esser conosciuto per quel che sono, per quel che fa parte del mio Essere. A quanti diamo questa possibilità. A chi doniamo davvero tutto di noi? A quanti diciamo tutto quel che ci riguarda? Alcuni dei nostri pensieri rimangon relegati nei cassetti della nostra memoria, rimanendone gli unici custodi. Quasi a volerci proteggere, in questo modo, da ulteriori altre ferite. Il dolore che si prova, nell'Amore, è indescrivibile ed allora ci difendiamo con tutte le nostre forze, alzando un muro invalicabile fra noi e gli altri. Temiamo di innamorarci, temiamo di scendere negli abissi dell'Amore da cui è così arduo risalire. Non intendiamo riprovare ancora e ancora e ancora quel dolore lancinante che segna le giornate del silenzio, del vuoto, dell'abbandono, della solitudine. Dunque ci allontaniamo dal mondo, dall'Amore, dalla possibilità d'innamorarci. Solo la nostra natura lievemete masochista riuscirà a farci riviver la speranza di non dover più soffrire. Qualcuno ha detto che l'Amore è sofferenza, allora perchè torniamo a soffrire senza tema alcuno? Una mia Amica, tempo fà, disse d'aver già dato, che non sarebbe più stata vittima sacrificale in nome del Dio Amore. Le credo. Sono certo che le sue, seppur dettate dal recente dolore, son parole vere, di cui è convinta. Eppure, continuo a chiedermi: ma siamo in grado di vivere senza Amore?
cielo
Non son metereopatico, eppure, seguo l'evoluzione del cielo che si riempie di nubi. Il sole gli ha lasciato il posto a poco a poco, quasi a non accorgermene. Lembi di cielo azzurro resistono alle nuvole spesse che vanno addensandosi. E' assai strano scriver per se stessi avendo coscienza che altri verran messi a parte dei tuoi pensieri. Non voglio preoccuparmi di questo ora. Le dita scivolano sulla tastiera componendo parole a me care, capaci di fissare come una foto un mutevole stato d'animo. Mi sento leggero, il cuore batte per la consapevolezza che deriva dall'esser conosciuto per quel che sono, per quel che fa parte del mio Essere. A quanti diamo questa possibilità. A chi doniamo davvero tutto di noi? A quanti diciamo tutto quel che ci riguarda? Alcuni dei nostri pensieri rimangon relegati nei cassetti della nostra memoria, rimanendone gli unici custodi. Quasi a volerci proteggere, in questo modo, da ulteriori altre ferite. Il dolore che si prova, nell'Amore, è indescrivibile ed allora ci difendiamo con tutte le nostre forze, alzando un muro invalicabile fra noi e gli altri. Temiamo di innamorarci, temiamo di scendere negli abissi dell'Amore da cui è così arduo risalire. Non intendiamo riprovare ancora e ancora e ancora quel dolore lancinante che segna le giornate del silenzio, del vuoto, dell'abbandono, della solitudine. Dunque ci allontaniamo dal mondo, dall'Amore, dalla possibilità d'innamorarci. Solo la nostra natura lievemete masochista riuscirà a farci riviver la speranza di non dover più soffrire. Qualcuno ha detto che l'Amore è sofferenza, allora perchè torniamo a soffrire senza tema alcuno? Una mia Amica, tempo fà, disse d'aver già dato, che non sarebbe più stata vittima sacrificale in nome del Dio Amore. Le credo. Sono certo che le sue, seppur dettate dal recente dolore, son parole vere, di cui è convinta. Eppure, continuo a chiedermi: ma siamo in grado di vivere senza Amore?