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Creato da gipsy.mm il 05/09/2011
sognare è come volare
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Spacca il granito scivola dal monte
acqua immacolata, acqua di fonte
Lacrime argentate in rivoli sottili
scavalcano dirupi, disegnano i crinali
linfa della terra della vita il seme,
Lacrime di rabbia Il mare le trattiene.
Quanto è selvaggio il mare!
Guardo l'onda nel calmo sciabordare
Col vento che la spinge con amore
E mi chiedo: perché tanto squallore,
Sopra la spiaggia, dopo un fortunale?
Il mare ci rovescia il suo dolore
Fatto di escrementi e spazzatura,
Parto dell'umanità, non madre natura
Quanto è profondo il mare!
Dentro le sue valli l'immondizia
Cresce in pace con l'umana dovizia
Lontano dagli occhi della gente
Come sulla terra, la diversità assente
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Tempo…
il tuo sentiero è lastricato
d'argilla e marmi al cimitero.
Infinitesimali attimi di vita
sperduti nell'immensità dell'universo intero
con cui giochi una partita
prima della tua fine,
indefinita.
Angolo incontaminato tra rovi e canne al vento,
per quanto tempo ancora?
guardo l'immagine tremolante nello stagno
e la rifuggo per le etere silfidi saettanti tra le canne
accompagnate dal gracidare sommesso delle rane.
Si è fermato il tempo nel silenzio d'antichi rumori,
si riavvolge e trema
come il riflesso nell'argenteo specchio d'acqua
che riconosco…
adesso
.
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Non ti scordar di me che son lontano,
quando ti tenevo mano nella mano
Fuori da scuola, i libri sotto braccio,
Eterno amore firmato con un bacio.
Non ti scordar di me che son lontano.
quando si staccò la mano dalla mano
Fuggendo masticavo la mia rabbia,
sputavo bile come stretto in gabbia.
Non ti scordar di me anche se ora
Avanti c'è il tramonto, non l'aurora.
L'inverno ha imbiancato i miei capelli,
E nel ricordar tristezza il cuor ribolle.
Rimpiango il passato, il presente mi assale
Il futuro che arriva è una statua di sale
Mi guardo allo specchio davanti ad un muro
Riflessi di ombre, un riflesso più scuro
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Passeggiare tra le margherite del prato
Pensando al giorno in cui sono nato
Cicale e grilli il ricordo lontano
Anch'essi preda del progresso umano….
Rammento il tempo in cui meraviglia,
Per il sorriso di una giovane figlia
Intenta a guardare un Macaone,
Faceva più luce del solleone
con gli occhi pinti sopra l'intorno,
Sulle bellezze alla luce del giorno.
Ricordo il risveglio della natura
Gli alberi in fiore pel novello tepore
Mentre dai prati spianati dal vento
S'alzava l'eco di un vitale concerto.
Cos'è rimasto di un mondo tranquillo!
Il parapiglia di uno scompiglio,
Muri, cemento e recinzioni,
Inquinamento, schiavi e padroni
E sotto le spinte dell'umano progresso
Natura rivendica il proprio dissenso
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Lascia arabeschi l'acqua di mare
sopra le spalle sapore di sale
Dietro la schiena sopra la rena
Passi felpati calcan la scena
Dove anche il vento non fa rumore
Per non disturbare il platonico amore
Del sogno lontano ingiallito dal tempo
Che si ribella perché non si è spento.
Amore imberbe non sa morire
Sotto la cenere nel divenire.
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