Amare... la più esaltante esperienza che all'uomo sia data vivere. Ma si può essere capaci di non amare?
Più che incapacità di amare si tratta di paura dell’amore.
È vero che amare è esaltante e rende ricchi quanto (e a volte più) essere amati, ma, a volte l'amore che si ha dentro diventa sterile e privo di significato, addirittura irriconoscibile a se stessi, per il semplice fatto di avere paura di mettere a nudo quella parte del proprio essere che per particolari motivi si preferisce celare; si ha, quindi, la sensazione di essere incapaci di provare amore, o ci si convince di non sapere amare.
È possibile che non si possa fare a meno di avere bisogno di una persona accanto per sentirsi bene e più che amare si cerchi di essere amato. Può darsi ci siano motivazioni nel proprio lontano passato: le esperienze della vita incidono sempre nel nostro vissuto e nel nostro presente. Poi c'è anche una componente di vanità nel constatare che riusciamo a innamorare. È sempre un gioco piacevole, la seduzione, anche quando la si raggiunge confidando la delusione per un abbandono e quindi rivelandosi bisognosi di conforto. A volte la donna ha l'istinto di angelo consolatore, oppure si sente stimolata al confronto, come a dimostrare a se stessa di essere in grado di cancellare il ricordo dell'altra che c'è stata. E quindi, a rifletterci, non c'è vero amore da entrambe le parti.
L'amore è davvero prezioso e non lo si trova svoltando la prima curva della strada della vita, arriva e non ti chiede il permesso e non ti dà il tempo di domande, ti pervade. E non svanisce tanto rapidamente.
Forse la convinzione di non riuscire ad amare è proprio data dal volerlo cercare a tutti i costi e dal successivo desiderio di fuggire da esso. E mentre stai con una nuova persona, magari rimpiangi l'altra, così che la tua mente è rivolta altrove invece che dare attenzione a chi ti sta accanto.
Troppo amore, troppo poco amore, nessun amore, piccoli amori, ripieghi…
A qualunque età, ci sembrino troppi o troppo pochi i nostri anni, credo che le diverse esperienze ci rendano capaci di distinguere il vero dal falso, che non ci spingano a lanciarci nella prima storia consolante che ci capiterà. E se, qualcuno, davvero, saprà farci pulsare il sangue nelle vene, sapremo discernere e riconoscere e fare le nostre scelte definitive. Perché siamo proprio noi a non saper o non voler deciderci a fermarci. Forse solo segno che non siamo molto sicuri di noi o che non siamo pronti.
Inviato da: cjd
il 27/06/2008 alle 16:23
Inviato da: cjd
il 27/06/2008 alle 15:05
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il 27/06/2008 alle 11:27