Un grande uomo, Aristotele, ebbe a dire: “Si ama quello che colpisce, e si è colpiti da ciò che non è ordinario”.
A volte confrontandoci con le immagini dell’inconscio possiamo provare ricchezza interiore, accrescimento e ampliamento della propria coscienza ma incontrare anche il pericolo dell’inganno, dell’illusione e di smarrirsi nei meandri della psiche a volte in un viaggio senza ritorno perdendosi nel vuoto della follia.
Voci intellegibili pervadono la nostra mente, e cerchiamo di creare un intenso legame con noi stessi per sopportare e per non essere catturati dalla follia, perché in fondo la follia è una morte che non finisce mai.
La nostra esistenza ha sempre come compagna l’ombra del dolore, della sofferenza, della morte. Tutto ciò che è mutevole e intermittente seduce l’attenzione: siamo attratti dalla cangiante, vibrante, ipnotizzante, magica, astuta, ingannevole, immaginazione di un atto creativo di vita o di morte per ricomporre, non in una fantasia nostalgica, l’unità perduta, accettando le contraddizioni dell’esistenza, per tentare di avvicinarci e cogliere le somiglianze tra sogno e realtà, dove il sogno non è riproduzione di quello che accade, quanto piuttosto atto autentico che crea ed anticipa quello che non esiste ancora, il non progettato, lo sconosciuto, quello che deve avvenire, sicchè l’immaginazione solca i sentieri e le orme della vita, dove l’errare e il vedere ci conducono ad esprimere le emozioni archetipiche in immagini che hanno somiglianze con antichi suoni e bellezze.
Riusciamo ad immaginare il sapore del gusto, il profumo dell’olfatto, il tocco della pelle, l’armonia dell’udito, arrivando ad una visione estetica come percezione attraverso i sensi, dove il corpo non viene relegato nei meandri del basso, dell’inferiore, ma partecipa al coinvolgimento emotivo che eccita le fantasie e le immagini dell’Anima.
Acquisiamo a volte la capacità di saper trasformare le emozioni in immagini, immerse di luce assoluta e di tenebra assoluta, di gioia e di morte: forme pure, che rappresentano la verità nuda o velata, e l’armonia. Ed ecco i che nostri demoni notturni, dalla mente molteplice, colorata e scintillante, che prediligono la commedia, le menzogne, i sogni, il caso, l’eros, la tenerezza e la leggerezza vengono fuori e possono soccombere o farci soccombere ad un incanto melodico più terribile di ogni morte.
Inviato da: cjd
il 27/06/2008 alle 16:23
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il 27/06/2008 alle 15:05
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il 27/06/2008 alle 11:27