Creato da stellinacadente_81 il 16/08/2013
 

Dancing In The Dark

Ci sono segreti o bugie detti a fin di bene che possono avere conseguenze devastanti anche nella vita di chi non è direttamente interessato alla verità. Tutti mentiamo o custodiamo segreti per salvaguardare rapporti o per tutelare noi stessi. Purtroppo, però, ci sono verità taciute che sbucano fuori quando meno te l’aspetti e cambiano il corso delle cose

 

 

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Toccata e fuga

Post n°26 pubblicato il 03 Settembre 2013 da stellinacadente_81

A volte è necessario ritornare nei luoghi dove sei stato felice per capire se ti mancano per puro egoismo o abitudine o se quell'aria, quei luoghi, dove di tanto intanto immagini di essere, ti mancano talmente tanto da portarti via una parte d'anima.

E' stato così che, dovendo portare dei documenti in stile toccata e fuga, stamattina mi sono alzata, una doccia tiepida, e coraggio andiamo.

Mentre asciugavo i capelli davanti allo specchio non ho potuto non notare il cornetto del sopracciglio. Quel cornetto aggiustato mille volte, con cura e delicatezza, che finiva sempre con quel tuo dolce bacio, quelle labbra che di notte, di tanto in tanto, sogno ancora sulle mie, morbide e vellutate, mai screpolate, quelle che mi sono sempre mancate nei giorni trascorsi lontani.

Ormai non sono più abituata a prendere l'imbocco dell'autostrada per quelle parti, sino a qualche tempo fa dovevo stare attenta a non imbucare un entrata piuttosto che un altratutte le volte che andavo al lavoro, ora quel cartello sta li a ricordarmi il mio passato, quello che ho perso, quello che mi manca ma a cui devo far fronte.

Accendo la musica per farmi compagnia,le gomme scivolano sull'asfalto, il sole tiepido misto alla brezza del primo mattino non fa si che riesca a levarmi il maglioncino con cui sono uscita.

Ho paura cazzo

Sono una libera cittadina posso andare dove voglio e quando voglio.

Eppure ho paura.

E se incrociassi il suo sguardo?

Percorro tratti di strada conosciuti,tappe fatte e rifatte da sola, con lui, con il cuore colmo di gioia o con scazzi assurdi per litigi sterili, era il percorso della felicità, oggi sembra solo un ritorno alle origini, un ritorno a lpassato.

La barriera è li, piano piano mi avvicino, mi tremano le gambe.

Sarò scema?

Ok la strada laconosco a memoria, percorro tutta la strada sino a trovare l'uscita della tangenziale, arrivo al semaforo, ho bisogno di respirare, devo fermarmi o il cuore rischia di scoppiare, fermo la macchina su uno dei parcheggi a lisca di pesce, resto li ferma immobile, aggrappata a quel sedile, tesa come una lenza...scendo e faccio due passi, devo calmarmi.

Aveva ragione Andrea ginocchio aterra per 10 secondi e respiri profondi. In realtà ha regione un po'su tutto ma io, come dice lui sono donna, quindi non dotata di cervello funzionante, di conseguenza mi segnerò di ringraziarlo per questa tecnica di rilassamento.

Riaccendo l'auto,manca poco a passare quel tratto di strada in cui per un bel po' ha fatto da scenario alla mia vita, vado pianissimo, la sento davvero la paura, l'ansia crescere, potrei tagliarla con un coltello, potrei confondermici dentro e diventare invisibile.

Sono arrivata, non mi fermerò, faro un giro come se dovessi cercare parcheggio,percorrerò la strada pian piano come se cercassi parcheggio, come tutte quelle volte in cui, andando a fare la spesa, al ritorno pregavo per un parcheggio vicino al portone, ma questa volta è diverso, vorrei che quella strada non finisse mai.

Ed è in quelmomento che ti vedo, in quel momento il cuore si ferma, io lo sento fermo forse battendo all'impazzata, forse è stato sbalzato fuori dal mio corpo, non lo so, io non lo sento.

Non ho il coraggio di fermarmi, non ho il coraggio di fermarti, per un attimo sorrido,le mie ferite si velano di una sorta di medicina, come un miracolo smettere di sanguinare,ti vedo sereno, ti vedo tranquillo, ora so,ora forse sono consapevole, anche se già lo ero, che stai bene senza di me.

Percorro tratti vissuti e stravissuti, passo davanti a case che conosco e davanti ad una di queste trovo il parcheggio che da un po' cercavo: No qua non posso, preferisco fare due passi e andare più lontano ma qui proprio no. Continuo a girare, poi imbocca la strada conosciuta ci andai un lunedì mattina, c'era il mercato quel giorno, mi torna in mente quella conversazione così intima da fare con chi non conoscevo nemmeno troppo, quella conversazione che ha fatto si di farmi combinare un altro casino, da far quel gesto che ha scaturito quell'odio con cui mi son sentita sputare addosso quelle frasi.

Trovo un parcheggio in fondo alla strada, percorrerò tutta la strada a testa bassa,vedrò quel ristorante, quella gelateria, quel portone, quel bar e forse non guardandomi attorno, mi sentirò solo sfiorare, non sarà come rivivere tutto.

Arrivo dove devo percorrendo la strada più lontana, un giro pazzesco per non passare qui e la, entro dentro il tunnel e mi lascio tutto fuori. Sono incoda per consegnare quel cd, quella cartella clinica che ho dovuto attendere due settimane prima che mi fosse consegnata, ora son li e penso al mio ritorno, a quell'immagine di lui, a come mi sarei dovuta comportare.

E' il mio turno,non voglio stare li mi affretto ad andare allo sportello, comunico i miei dati e ll dottore a cui recapitarli, saluto velocementel'operatore e mi avvio verso la macchina.

Avrei voglia di un buon caffè, oggi dopo un bel po' tornerò al lavoro, visto l'ora a cui mi son svegliata credo che alle 18 arriverà un crollo.

Ok si riparte,decido però, prima di riprendere la tangenziale, di fermarmi un attimo, di passeggiare su quel cemento dove i miei sogni hanno navigato per un po', di respirare quella tranquillità che amavo in quei pochi metri quadrati di verde in mezzo a palazzoni, di toccare quelle pietre che un tempo chiamavo casa.

A testa bassa, con andamento lento, faccio il giro del parco, l'aria non è più quella dell'ultima volta, ora si respira, qualche altalena va, quella griglia in fune sulla quale hai fatto quella foto che ti ha fermato la schiena per settimane ora è scalata da un ragazzino, vado avanti,non voglio incontrare lo sguardo di nessuno, voglio solo vivermi quell'istante,

Arrivo alla macchina, sembra un addio, e forse lo sarà, forse solo un arrivederci, con i forse e con i ma non si arriva da nessuna parte,salgo in macchina, metto quel cd che custodisco gelosamente come fosse un pegno d'amore, e parto, tranquilla, non so se felice, anzisicuramente no, ma scivolo via, non lascio traccia, forse potrò essere per chi mi ha vista la solitaria con il cappuccio che ha fatto il giro del parco, niente di più.

Mentre sto per partire vedo un musetto conosciuto, resto ferma, non mi espongo,lascio che musetto e padrone arrivino sino allo sgambatoio, li guardo entrare, osservo, e immagino..alla fine parto via verso quella che dovrei considerare casa.

In tempo per buttare giù questo post, in tempo per far fare un giretto al cane,poi prendo la divisa pulita e mi avvio al lavoro, riprendo la mia vita, nel silenzio più assoluto.

 
 
 
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