Creato da Arudo il 29/01/2008

Ultimate Naginata

Ci Ryusei o Ryufai? www.naginata.it

 

 

La storia della naginata (parte 1)

Post n°1 pubblicato il 29 Gennaio 2008 da Arudo
Foto di Arudo

La naginata è una sorta di alabarda. Storicamente nasce come arma utilizzata dalle donne durante i lunghi periodi di guerra, quando gli uomini erano sul campo di battaglia per giorni, mesi, anni. Lunghissimi tramonti passati a scrutare l’orizzonte in attesa del ritorno del beneamato.

Per giorni, mesi, anni.

Dovete sapere che nel Giappone feudale non esisteva l’uncinetto e le donne dopo cinque o sei tramonti passati a scrutare l’orizzonte, si annoiavano. Tentarono quindi il patchwork con quello che le poche risorse dell’epoca permettevano. Armi trovate sui cadaveri e attrezzi da lavoro. Pochi furono i risultati soddisfacenti nel montare una katana su un nunchaku (molte persero la vita cercando di capire come potesse funzionare), deprimenti furono i tentativi di montare un cadavere su un arco, un po’ meglio si trovò la donna che innestò una lama su un lungo bastone: nasceva quel dì la naginata. Da quel momento i briganti ed i malfattori che si avvicinavano ai villaggi, rimanevano sconcertati dalla scena che appariva davanti a loro: donne intente a spinare il pesce con un utensile di due metri e venti. Pensavano i briganti: “Se quelli sono i coltelli, pensa le armi”. E fuggivano, sciamando.

 
 
 

La storia della naginata (parte 2)

Post n°2 pubblicato il 29 Gennaio 2008 da Arudo

In seguito gli uomini giapponesi mutuarono la naginata allo scopo di tagliare i garretti dei cavalli. Nessuno spiegò in tempo ai samurai che era quello sopra al cavallo, che dovevano uccidere. Quando i cavalli finirono, i giapponesi passarono alle balene. Infatti mi aspetto che fra 100 anni un Arudo Qualsiasi fondi un’associazione in cui si pratichi l’arte della fiocina giapponese. “La fiocina – reciterà il sito – è una sorta di arpione utilizzato nell’antichità per uccidere le balene”.  Poi, grazie ai giapponesi, gli animali finiranno e con esse le discipline marziali.

Dicevo, un giorno i cavalli sparirono dal Giappone, e la naginata divenne l’arma degli yamabushi, misteriosi guerrieri abitanti i boschi delle montagne.

Spiegatemi: perché un guerriero dei boschi delle montagne dovrebbe utilizzare un’arma di due metri e passa? Solo io quando vado per funghi mi intrappolo nei rovi con un bastone di un metro scarso? E se la lama si incastra tra le fronde proprio durante un attacco decisivo? Che figura ci si fa?

 
 
 

La storia della naginata (parte 3)

Post n°3 pubblicato il 29 Gennaio 2008 da Arudo

I movimenti aggraziati della naginata piacquero alla raffinata classe delle mogli di samurai, che coltivarono quest’arte anche nel periodo Edo (1603-1868), caratterizzato dall’unificazione del Giappone e da una lunga pace duratura. Questo fa decadere con eleganza tutte le malelingue occidentali che ne fanno solo una questione di dimensioni. Nei primi anni ’20 del 1900 la pratica della naginata venne introdotta nelle scuole, per temprare il carattere, lo spirito e la disciplina dei giovani giapponesi. Nel 1913 la signorina Hasegawa, maestra di una scuola elementare di Chiba, invitò tutti i bambini a correre in cortile per l’allenamento di naginata. Il piccolo Saburo alzò educatamente la mano e disse: “Ma è da femmineeeeeeee!”. A causa dell’onta, la signorina Hasegawa fece seppuku e la naginata non fu mai più praticata dagli uomini, cui venne riservato il kendo.

 
 
 

Naginata oggi

Post n°4 pubblicato il 05 Febbraio 2008 da Arudo

La naginata in tempi moderni è praticata principalmente in Giappone, da donne, a scuola. Rimane quindi ancora stabile il sistema educativo degli anni ’20. In Italia la diffusione  più complessa, principalmente perché a mia nonna non interessa, mio cugino non ha mai tempo e pare che motivi religiosi tengano lontano mio padre. Altrimenti il gruppo Ryusei sarebbe davvero numeroso. Ricevo tutti i giorni migliaia di telefonate che chiedono informazioni sulla naginata, principalmente da mamme che domandano se questa disciplina sia utile come metodo di autodifesa. La risposta è sì. E’ altissima la percentuale di ragazze che, andando in giro con un’arma di legno e bambù, riducono sensibilmente il rischio di aggressioni. Qualità necessarie sono la velocità, l’abilità, la precisione e lo zanshin. Ed essere brutte.

 
 
 

I gradi in naginata

Post n°5 pubblicato il 05 Febbraio 2008 da Arudo

La progressione e gradi in naginata è simile a tutte le altre discipline.

Mukyu: tutti siamo mukyu di qualcosa. Io sono mukyu tanto di basket quanto di iaido e di settantamila altre cose.

6 kyu: sei niente-niente

5 kyu: hai ben chiara l’idea di quale sia l’habu della naginata shiainoyo. Ma quando ti viene detto ti prende paura perché non sai che voglia dire shiainoyo.

4 kyu: migi e hidari non hanno segreti. Ricordati solo che all’esame si vede che te le sei scritte sulla mano. Negli shiai hai ancora qualche difficoltà a distinguere l’avversario dagli arbitri. Son errori che si pagano cari…

3 kyu: sei bravissimo a fare la faccia cattiva durante gli shikake ooji ma ne prendi ancora parecchie negli shiai. Ricevi solo correzioni su distanza, monouchi e ashi sabaki.

2 kyu: fai la faccia cattiva anche durante gli shiai. Agli arbitri. Perché pensi di aver fatto punto e non te lo danno. Capita, dai.

1 kyu: guardi con sufficienza i kyu inferiori e con deferenza i gradi superiori. Ipocrita!

1 dan: è fatta! Sei ufficialmente bravo! Solo una domanda: perché continui a prenderle in shiai?

2 dan: sei un punto di riferimento per i tuoi allievi e per gli altri praticanti. Quindi posso immaginare quanto bruci prenderle in shiai da quel 1 kyu malandrino…

3 dan: Sensei. Senti come suona bene? Te lo ridico: sensei. Che meraviglia! Sei un punto di riferimento tecnico, morale, etico, un vero maestro di vita! Potrai dispensare consigli su distanza, monouchi e ashi sabaki. E sì, se quel 1 kyu malandrino ancora te le da in shiai puoi sempre dire che lui ha fatto un errore di distanza, monouchi e ashi sabaki.

4 dan: il grado più figo di tutti. Puoi addirittura dire che ti ritiri dagli shiai per far posto ai giovani. Facendo il gesto dell’ombrello a quel 1kyu malandrino e aspettare pazientemente che le prenda in shiai per andargli a dire: “Fai attenzione alla distanza, al monouchi e agli ashi sabaki”.

5 dan: non so come descriverlo. Sei super-sayan di naginata. Sei nella sfera degli intoccabili. I kyu ti guardano e piangono, i dan si scansano al tuo passaggio. Hai un grado che dimostra una conoscenza della disciplina che mi fa paura solo a immaginare. Ti basta dire “Fai attenzione alla distanza” per sottintendere anche monouchi e ashi sabaki. Che figo…

Renshi: per il potere di Grayskull, la grande forza è con te!!

Kyoshi: i tuoi tsuki spaccano la terra, i tuoi men fendono i cieli

Hanshi: sei come il mago di Oz. Tutti sanno che esisti ma nessuno ti ha mai visto.

 
 
 

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