UTOPIAFOLLE

parole... parole... parole.... in questo blog non parlo di me stessa... anche se indirettamente il blog parla di me, del mio modo di concepire la vita, del mio ottimismo, della speranza e della gioia che vorrei trasmettere a chi mi legge...

 

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ACQUA PER TUTTI

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EHEHE... CARINA!

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DIVERSAMENTE ABILI... IMMENSAMENTE ADORABILI

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I bambini disabili nascono due volte:
la prima li vede impreparati alla vita,
la seconda è una rinascita affidata
all'amore e all'intelligenza degli altri.
Coloro che nascono con un handicap
devono conquistarsi giorno dopo
giorno, più degli altri,
il proprio diritto alla felicità.

 

LA LUCE

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E' meglio accendere
una candela
che maledire
l'oscurità


 

 

UNA STRADA...PER GIGHESSA

Post n°568 pubblicato il 20 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

“La strada è tua soltanto,
è un nastro che lega il mondo,
un filo teso tra i tuoi sogni e la realtà;
avanti non ti fermare
la strada non ha frontiere
tu segui lei e saprai che cos'è la tua libertà”.

La missione di Gighessa si trova nel sud dell'Etiopia. Dista circa 240 Km da Addis Abeba, ma solo 5 km dalla principale strada asfaltata che collega Addis Abeba al Kenya. E' localizzata in una zona rurale, a circa 2100 metri di altezza, si tratta di una zona verde, fertile, non colpita dalla malaria.
Il territorio della parrocchia comprende circa 20 villaggi. Le attività svolte dalla missione coprono diversi ambiti, oltre a quello pastorale: una casa per bambini e ragazzi handicappati, una scuola in cui i ragazzi possono studiare fino all'8^ classe, due asili, campi sportivi e tra le attività iniziate dalla missione va inoltre ricordato il microcredito.
La missione di Gighessa è stata fondata più di trenta anni fa e i primi contatti con la Diocesi di Mantova risalgono al 1982. Attualmente sono presenti a Gighessa, in qualità di sacerdoti fidei donum, don Gianfranco Magalini e don Matteo Pinotti, della Diocesi di Mantova e don Vito, della Diocesi di Bari. 
“Fidei donum” significa “dono della fede”, ed è anche il titolo dell’enciclica con cui, cinquant’anni fa, veniva ufficialmente istituita la possibilità per i preti diocesani di vivere un periodo in missione, al servizio di una Chiesa sorella di un’altra nazione.
Nella clinica della missione di Gighessa, ogni anno vengono operati alle gambe, a causa di incidenti, poliomielite o altre malattie, circa 120 bambini e ragazzi, in due turni da 60 ciascuno. Arrivano da ogni parte dell'Etiopia; qui vengono accolti e preparati per l'operazione. Poi arrivano i dottori da Mantova, a marzo e a ottobre, e ci sono gli interventi operatori.
I due teams ortopedici hanno contribuito alla costruzione di una nuova sala operatoria all'ospedale missionario di Gambo (a 40 Km da Gighessa), dove vengono eseguiti gli interventi ortopedici.
Il problema… è come raggiungere l’ospedale…

Iniziativa promossa dal gruppo famiglie del mio paese per raccogliere fondi per la costruzione di una strada che aiuti la gente di Gighessa a raggiungere l'ospedale in maniera più veloce...
La splendida canzone di Edoardo de Crescenzo (Le mani)... unita alle bellissime e significative immagini chiede ad ognuno di noi: "Dammi una mano anche tu"

 
 
 

Abbiamo detto OK

Post n°567 pubblicato il 19 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

...siamo liberi di scegliere...
...ma siamo diventati come pecore....

 
 
 

CIAO CIAO CIAO

Post n°566 pubblicato il 19 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

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...con questi 2 splendidi boccioli che colorano
il mio giardino... auguro a tutti gli amici di blog
una felice domenica

*baci&abbracci*

mary

 
 
 

PER RIFLETTERE INSIEME

Post n°565 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

“Recentemente la religione è stata nuovamente percepita come una fonte di ostilità e di odio. Ma promuovere l’idea che la religione sia una delle principali fonti di danno e violenza nel mondo non è solo ingiusto, è anche pericoloso perché distrae la nostra attenzione dalle radici politiche della maggior parte dei conflitti. Al contrario, l’influenza positiva della religione può essere colta attraverso i valori di fondo e gli ideali comuni delle grandi tradizioni di fede, che sollecitano i credenti a rispettare sia il più fondamentale dei valori umani – il diritto alla vita di tutti – e il diritto di vivere con dignità. Questo assunto di base enuncia il requisito essenziale per relazioni pacifiche tra i popoli e le società (…) Sostenere la profezia nichilista dello ‘scontro di civiltà’ serve solo ad approfondire e consolidare queste tendenze. Sottoscrivere l’immagine del ‘clash of civilizations’ significa arrendersi di fronte alle sfide e accettare l’idea che la guerra è inevitabile. Equivale ad accettare che nulla può essere fatto per migliorare le relazioni tra culture e per affrontare gli argomenti che producono sospetto e ostilità tra le comunità”.

[Da un discorso di Jorge Sampaio, ex-presidente del Portogallo e a capo dell’Alleanza di civiltà (Aoc) delle Nazioni Unite. Negli ultimi giorni Sampayo ha partecipato a Teheran (in Iran) alla conferenza “La religione nel mondo moderno” durante la quale l’ex-presidente irlandese Mary Robinson ha definito l’estremismo religioso “un’arma di distruzione di massa”. La Robinson ha quindi chiesto un “rafforzamento del dialogo tra esponenti politici e religiosi per prevenire tensioni e conflitti nel mondo”]

 
 
 

C'ERA UNA VOLTA...

Post n°564 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Bella gente... questa bella "favola" è tutta per voi... tratta dallo splendido libro di
Antoine de Saint-Exupéry:
"Il Piccolo Principe"

 
 
 

DIVERSI MA UGUALI

Post n°563 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Sono stanca di leggere sui giornali o di ascoltare dai tg
le troppe notizie di razzismo o di intolleranza!
Come possiamo al giorno d'oggi non riconoscere nell'altro
un nostro simile? Una persona con un cuore che batte,
che prova dei sentimenti, prova gioia, dolore che insomma
è a tutti gli effetti un essere umano e come tale DEVE
essere rispettato???

... E non guardiamo solo alle grandi notizie che parlano
di razzismo... il razzismo si evidenzia anche nei nostri
atteggiamenti quotidiani di insofferenza, di menefreghismo,
di intolleranza...


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Il razzismo è figlio dell'ignoranza... e forse finirà quando
sui giornali e nei tg, i giornalisti diranno
"hanno ammazzato un UOMO"...
anziché un nero, un marocchino, un albanese....

 
 
 

BELLA GIORNATA, VERO?

Post n°562 pubblicato il 13 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 
Tag: STORIE

Il giorno era cominciato male e stava finendo peggio. Come al solito, l'autobus era molto affollato. Mentre venivo sballottata in tutte le direzioni, la tristezza cresceva. Poi sentii una voce profonda provenire dalla parte anteriore dell'autobus:
"Bella giornata, non è vero?".
A causa della folla non riuscivo a vedere l'uomo, ma lo sentivo descrivere il paesaggio primaverile, richiamando l'attenzione sulle cose che si avvicinavano: la chiesa, il parco, il cimitero, la caserma dei pompieri. Di lì a poco tutti i passeggeri guardavano fuori dal finestrino. L'entusiasmo era cosi contagioso che mi misi a sorridere per la prima volta nella giornata.
Arrivammo alla mia fermata. Dirigendomi con difficoltà verso la porta, diedi un'occhiata alla nostra guida: una figura grassottella con la barba nera, gli occhiali da sole, con in mano un bastone bianco.
Era cieco!

Scesi dall'autobus e, all'improvviso, tutta la mia tensione era svanita. Dio nella sua saggezza aveva mandato un cieco che mi aiutasse a vedere: a vedere che, sebbene a volte le cose vadano male, quando tutto sembra scuro e triste, il mondo continua ad essere bello. Canticchiando un motivetto salii le scale del mio appartamento. Non vedevo l'ora di salutare mio marito con le parole: "Bella giornata, non è vero?".

 
 
 

PILLOLE DI SAGGEZZA

Post n°561 pubblicato il 13 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 
Tag: PILLOLE

Essere donna è un compito terribilmente difficile,
visto che consiste principalmente nell’avere a che fare con gli uomini

Joseph Conrad

 
 
 

AMORE... E DINTORNI

Post n°560 pubblicato il 12 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

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Una ragazza chiese ad un ragazzo:
"Mi vuoi bene?" - Lui rispose no.
Lei chiese: "Mi trovi carina?" - Lui rispose no.
Lei chiese: "Sono nel tuo cuore?" - Lui rispose no
Per ultimo lei chiese:"Se io me ne andassi,
tu piangeresti per me?"
- Lui rispose no...

Lei andò via triste...

Allora lui la prese tra le sue braccia e disse;
"Io non ti voglio bene, io ti amo.
Io non ti trovo carina, io ti trovo stupenda
Tu non sei nel mio cuore, tu sei il mio cuore.
Io non piangerei per te, io morirei per te!"



A tutte le persone a cui voglio bene...
dedico la splendida canzone di Battiato
"La cura"
*baci&abbacci*
mary

 
 
 

MI TROVO UN HOBBY?

Post n°559 pubblicato il 12 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

SINDROME DEL "NIDO VUOTO"

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Viene definita "sindrome del nido vuoto" il momento in cui entrambi i genitori si trovano a fare i conti con l'allontanamento dei figli dalla loro casa (o perché si sposano o semplicemente perché decidono di andare a vivere da soli). Solitamente questo momento coincide con sentimenti di solitudine e di abbandono vissuti in maniera molto intensa da chi, per molti anni, ha allevato e visto crescere il proprio figlio.

Certo che... se con tutti gli impegni che ho mi trovo pure un hobby... mio marito mi porta direttamente al neuro! ahahah

 
 
 

LA VOCE DEL SILENZIO

Post n°558 pubblicato il 09 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Abbiamo bisogno di maggior SILENZIO
...dentro e fuori di noi

 
 
 

PILLOLE DI SAGGEZZA

Post n°557 pubblicato il 07 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 
Tag: PILLOLE

" Mi sono messa a immaginare come mi sarebbe piaciuto vivere quel momento. Mi sarebbe piaciuto essere piena di gioia, curiosa, felice. Vivere intensamente ogni istante, dissetarmi con l'acqua della vita. Avere di nuovo fiducia nei sogni. Essere capace di lottare per ciò che desideravo. Avere un uomo che mi amava.
Si, era davvero questa la donna che avrei voluto essere e che, all'improvviso, compariva e si trasformava in me.
Ho sentito la mia anima inondata della luce di un Dio, o di una Dea, in cui non credevo più. E ho percepito che, in quel momento, l'Altra abbandonava il mio corpo e si sedeva in un angolo della piccola camera. Io guardavo la donna che ero stata sino ad allora: era debole, ma fingeva di essere forte. Aveva paura di tutto, ma diceva a se stessa che non si trattava di paura, bensì della saggezza di chi conosce la realtà. Costruiva pareti intorno alle finestre da cui penetrava la gioia del sole, affinché i suoi mobili non si sbiadissero.
Ho visto l'Altra seduta nell'angolo della camera, fragile, stanca, delusa. Controllava e schiavizzava quello che avrebbe dovuto essere sempre libero: i sentimenti. Tentava di giudicare l'amore futuro in base alla sofferenza passata.
L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario cercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e tristezza.
Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro.
E ci salva."

Paulo Coelho
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

 
 
 

ANGELO O...DIAVOLO?

Post n°556 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

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...entrambe le cose...
diciamo che a volte emerge l'angelo che è in me...
ed altre volte [forse un po' troppo spesso!]
il diavoletto...

...angelicamente diabolica...
o diabolicamente angelica?

this is the problem!

 
 
 

RIFORMA GELMINI (3)

Post n°555 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Il Giornale, 30 settembre 2008

Per avere un’Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore”: con questa premessa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico dal Cortile d’Onore del Quirinale esprime il proprio sostegno alla politica del ministro Mariastella Gelmini. Il Presidente chiede a tutti i politici, maggioranza e opposizione, a dare un “senso della misura e realismo nell’affrontare anche le questioni più spinose. Tra le quali vi è certamente quella delle risorse finanziarie”. La scuola, continua Napolitano, “va collocata tra le priorità per l’avvenire del Paese  e merita dunque una speciale considerazione. (…) Non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell’esistente”.
È con questi termini che il Presidente della Repubblica lancia un avvertimento a Walter Veltroni e al suo partito che nell’assemblea di ieri, disapprova severamente la politica dei tagli di governo. “In Italia nessuna parte sociale e politica può sfuggire alla riduzione del deficit pubblico”, replica Napolitano. Questo implica anche “un contenimento della spesa per la scuola”.
Nel suo colloquio al Quirinale Napolitano accoglie il progetto del ministro Gelmini rispetto all’inserimento nelle scuole di una nuova materia “Cittadinanza e Costituzione”. Il Presidente della Repubblica dice “Importante e positiva” questa proposta. “La Costituzione costituisce la base del nostro stare insieme - aggiunge - nel rispetto di tutte le diversità, le esigenze e le opinioni, ma nel comune rispetto dei principi ne delle regole fondamentali”.

Siamo talmente abituati a contestare per il gusto dei farlo, che molto spesso non ci prendiamo nemmeno la briga di approfondire gli argomenti in questione... Per quanto mi riguarda approvo la riforma Gelmini per la scuola, in quanto penso che negli ultimi anni si sia fatto di tutto per tutelarei docenti ma ben poco per il bene dei nostri figli. Si, al maestro unico e maggiori risorse per i docenti di sostegno (assegnati ora con il "contagocce"... e se non fosse per il contributo degli Enti Locali che pagano Educatori ed Assistenti ad Personam... la situazione sarebbe oltremodo grave). Credo poi che anche tra gli insegnanti ci debba essere un "maggior controllo": troppi hanno fatto danni! Persone che hanno letteralmente in mano il nostro futuro, devono essere preparati e soprattutto devono essere "pedagogicamente" parlando validi, devono cioé sapersi rapportarte con il bambino, devono infondere in lui la fiducia in se stesso, non devono mortificarlo o - addirittura - ignorarlo. SAPERE E SAPER FARE. Inoltre un Paese che ha bisogno di "rialzarsi" deve ottimizzare le risorse che ha a disposizione... non dobbiamo scordare che a suo tempo l'inserimento di più docenti nella scuola elementare era stato deciso per lo più per dare un posto di lavoro ai tanti maestri a spasso....
Nelle aziende private le riduzioni di personale avvengono - purtroppo - molto spesso, in quanto la crisi invade ogni settore... non può esserne di certo esente il settore dei dipendenti pubblici... o trattasi di una "casta"?

 
 
 

RIFORMA GELMINI (2)

Post n°554 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Di seguito un articolo di Claudia Mancina, apparso sul Riformista del 12 settembre 2008. Claudia Mancina, per chi non la conoscesse, è stata parlamentare della Quercia dal 1992 al 2001, è tra le fondatrici dell’associazione di donne del centrosinistra Emily in Italia, oltre che docente universitaria e studiosa di Gramsci.

CARO PD LA GELMINI HA RAGIONE
di Claudia Mancina

La scuola costituisce da sempre un lato molto esposto del profilo riformista della sinistra. Esposto, cioè, alla regressione negli antichi vizi dell’opposizione comunista: statalismo, corporativismo, propagandismo. Anche oggi il Partito democratico sembra voler raccogliere le truppe di un’opposizione dispersa contro le misure del governo sulla scuola, promettendo un autunno caldo che ricalca quello che nel 2001 oppose il centronistra alla Moratti. Le ragioni di questa sensibilità non sono difficili da individuare. La prima attiene a una tradizione culturale. La sinistra si è sempre battuta per l’efficienza e la dignità del sistema pubblico, per l’accesso egualitario, per i diritti degli studenti e degli insegnanti, per la democrazia scolastica. Ha l’orgoglio di avere ispirato la maggiore (se non unica) riforma del dopoguerra, quella che istituì la scuola media unica. Tutti obiettivi estremamente meritori, che tuttavia non possono essere ripresentati oggi tali e quali: alcuni vanno ripensati, altri ridimensionati; tutti accompagnati da altri più attuali e forse più urgenti obiettivi. Un’altra evidente ragione, meno nobile ma non meno stringente, è che in questa enorme azienda e nel suo indotto – le famiglie – la sinistra trova da sempre una parte consistente e molto attiva della sua base elettorale e d’opinione, con la quale la CGIL fa da cerniera. La centralità della scuola tuttavia si fa sentire soprattutto quando c’è da fare campagna di opposizione. Sul piano proprio del riformismo, dopo la stagione di Luigi Berlinguer, in gran parte fallita proprio per gli ostacoli posti dal sindacato e dal tradizionalismo della sinistra, non è che si sia visto o si veda molto, al di là di un buonsenso democristiano anni cinquanta, rimesso in circolazione dal passato ministro e dall’attuale governo ombra.
Siamo oggi di fronte a una nuova titolare del Ministero, che sta presentando – finora solo a parole – qualcosa di simile a un progetto di riqualificazione della scuola pubblica in base a principi quali il merito, la responsabilità, l’autonomia e la valutazione. Sono principi che non si possono non condividere, e che anzitutto il Partito democratico dovrebbe condividere. L’affermazione a mio parere fondamentale è che la funzione della scuola è quella di formare le nuove generazioni e non quella di combattere la disoccupazione. A partire da qui (o, con le parole di Attilio Oliva, guardando la scuola finalmente dalla parte degli studenti e non da quella degli insegnanti) andrebbe disegnato l’intervento dell’opposizione.
La Gelmini dovrebbe essere sfidata a realizzare davvero quello di cui parla, cioè a presentare provvedimenti corrispondenti alle cose che dice. Poi le sue proposte si potranno criticare, e si potranno fare proposte diverse. Ma altra cosa è tirare fuori il solito armamentario dell’attacco alla scuola pubblica, al tempo pieno all’occupazione, ai precari, ecc.
Guardiamo per esempio la questione della scuola elementare, l’unica sulla quale c’è un atto concreto (anche se ancora vago quanto all’attuazione) della ministra. Si può dire che il ritorno al docente unico è solo una questione di tagli, ma è altrettanto lecito pensare che il passaggio al docente plurimo fu essenzialmente una scelta occupazionale. Poi ci sono argomenti pedagogici a favore dell’una come dell’altra opzione. E del resto, da quando i tagli in una struttura mastodontica, costosissima e inefficiente sono un disvalore? Si dovrebbe piuttosto ragionare su quali altri tagli, magari più produttivi, siano possibili, per esempio intervenendo sull’organizzazione del lavoro e sul dimensionamento delle strutture. Ma i tagli nel sistema scolastico, che sono stati resi inevitabili dalla contrazione demografica prima ancora che dalle difficoltà finanziarie, sono cominciati almeno col governo Amato (1992). Da allora, con la parentesi Berlinguer, la sinistra che si dice riformista non è stata capace di produrre un progetto per la scuola che non fosse la cieca battaglia per lasciare tutto com’era, magari spendendo di più.
Ma la scuola italiana com’è
- non solo i rapporti Ocse ce lo ricordano puntualmente, ma tutti lo vediamo e lo sappiamo - non funziona. Non funziona come agenzia di istruzione in senso stretto, come risulta dall’alto numero di abbandoni e come può dire chiunque insegni all’università e si veda arrivare ogni anno studenti un po’ più impreparati. Non funziona come agenzia formativa in senso ampio, come risulta dall’evidente crisi di identità e di ruolo degli insegnanti, dalla diffusione di comportamenti devianti tra gli studenti, dalla crescente difficoltà, che ogni docente serio riporta, di coinvolgere l’interesse degli allievi sulle materie curricolari. Di conseguenza non funziona neanche dal punto di vista democratico, perché non riesce a compensare in alcun modo le diseguaglianze di opportunità dovute alla nascita. Sono problemi grossi, e se Veltroni pensa davvero che la formazione sia vitale per un paese moderno dovrebbe portare il suo partito a analizzarli e a fare proposte per affrontarli. Vorrei sentir dire al Partito democratico che l’insegnamento è una professione, e quindi bisogna introdurre una reale differenziazione di ruoli e di stipendi tra gli insegnanti, primo, indispensabile passo per ridare slancio all’insegnamento; che bisogna formare gli insegnanti all’uso attivo e creativo delle tecnologie nella didattica; che bisogna formare i presidi alla direzione aziendale; che bisogna accorciare il ciclo di studi di un anno, per evitare che i nostri ragazzi siano svantaggiati nel confronto con gli altri paesi europei; che bisogna abolire il vetusto esame di maturità e sostituirlo con prove scritte corrette da agenzie esterne; che bisogna dare alle scuole reale autonomia e quindi anche la libertà di assumere i docenti sulla base di liste di idonei; che i genitori sono chiamati a condividere la responsabilità educativa ma non devono intromettersi nella responsabilità professionale dei docenti (chi ha letto l’inquietante lettera di una genitrice di un illustre liceo romano, pubblicata da Repubblica nei giorni scorsi, sa di cosa parlo).
Sono scelte difficili e impopolari, e il Pd non sembra affatto intenzionato a farle. Dubito che ci riesca anche la ministra Gelmini, visto il destino di chi prima di lei in modo diverso aveva tentato alcune di queste strade. In Italia si parla molto della centralità della scuola, della sua crisi, della sua mancata altissima funzione culturale, ma poi si rifugge dallo sfidare il potentissimo blocco di opinione che rifiuta qualunque intervento riformatore, e che è trasversale agli schieramenti politici. Se però per fortuna o per virtù la ministra riuscisse a fare anche una sola delle cose di cui parla, sarebbe ancora una volta un punto per il governo, ancora una volta un’occasione perduta per il Partito democratico.

 
 
 

RIFORMA GELMINI

Post n°553 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

IL MITO DELLA SCUOLA ELEMENTARE
di Luca Ricolfi
(La Stampa, 25 settembre 2008)

Ci sono, nelle politiche governative in materia di istruzione, parecchie cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio la mancanza di una diagnosi convincente dei mali della nostra scuola e della nostra università. Il vuoto di iniziative forti per aumentare il numero di asili nido, specialmente nel Mezzogiorno (uno dei cosiddetti obiettivi di Lisbona: portare la copertura al 33% entro il 2010, contro l’11% attuale). Soprattutto non mi piace per niente il fatto che all’Università (dove lavoro) i tagli della manovra finanziaria 2009-2011 siano uguali per tutti gli Atenei, quando da anni - grazie ad una serie di ottime ricerche - si sa con precisione quali sono gli atenei che spendono (relativamente) bene i loro fondi e quali li dilapidano in una corsa senza senso all’aumento del personale e agli avanzamenti di carriera.
E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc).
Il mio stupore nasce da due ragioni distinte. La prima è che, andando a controllare le cifre (DL 112, art. 64, comma 6), si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l’introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno eventualmente richieste dalle famiglie. Né si vede su quali basi l’opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna (nessuna norma della Finanziaria lo prevede, e il ministro ha esplicitamente escluso tale eventualità).
Ma c’è un secondo motivo per cui mi è incomprensibile lo tsunami anti-Gelmini di queste settimane: i critici danno per scontato che la scuola elementare così com’è vada bene, e che l’introduzione del maestro unico sia una scelta didatticamente sbagliata. Può darsi, ma non ne sarei così sicuro, e vorrei spiegare perché. Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici (in una parola sono «ignoranti», secondo la bella definizione del libro di Floris uscito in questi giorni: La fabbrica degli ignoranti, Rizzoli). In breve i ragazzi spesso sono debolissimi proprio nell’organizzazione del pensiero e nella padronanza del linguaggio, ossia precisamente in ciò che avrebbero dovuto acquisire nei cinque anni di scuola elementare. Il sospetto è che la scuola elementare di oggi, pur essendo perfetta come luogo di socializzazione e di ricreazione, sia ben poco capace di trasmettere conoscenze e formare capacità, ivi compresa la capacità di concentrarsi, di ordinare le idee, di autovalutarsi, di mettere impegno in attività non immediatamente gratificanti.
A questa osservazione si potrebbe obiettare, e certamente qualcuno obietterà, che sia i test nazionali (Invalsi) sia i test internazionali (Pirls, Timss, Pisa) ci restituiscono un’immagine ben più ottimistica della scuola elementare italiana. Ma questo è vero solo in parte. I test internazionali condotti sui bambini in quarta elementare danno risultati opposti a seconda degli ambiti considerati (l’Italia è ai primi posti nei test di lettura, ma precipita agli ultimi sia in quelli di matematica sia in quelli di scienze). Quanto ai test nazionali essi indicano che il declino dei livelli di apprendimento fra i 7 e i 16 anni è costante e inizia già nelle elementari (in quarta i bambini vanno sensibilmente peggio che in seconda). Forse la cattiva fama della scuola media inferiore e dei suoi insegnanti è in parte immeritata: è vero, i risultati dei ragazzi delle medie sono pessimi, ma forse lo sono proprio perché la scuola elementare - con la sua impostazione ludica - non li prepara alle prove che dovranno affrontare quando entreranno in un mondo vero, meno protetto, in cui ci sono anche frustrazioni e si deve essere capaci di studiare da soli (cosa che molti bambini non imparano mai a fare: un effetto perverso del tempo pieno?).

Conclusione? Nessuna, solo una preghiera: anziché fare dello spirito sul grembiulino e del terrorismo sul tempo pieno, proviamo a riflettere seriamente - ossia senza preconcetti ideologici - sui vizi e le virtù della nostra scuola elementare.

 
 
 

TROVA IL TEMPO

Post n°552 pubblicato il 04 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

Uno splendido testo di Madre Teresa di Calcutta

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Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere.
E' la fonte del potere
E' il più grande potere sulla terra
E' la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare.
E' il segreto dell'eterna giovinezza
E' il privilegio dato da Dio.
Il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare.
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità.
E' la chiave del Paradiso!!

...siamo sempre talmente "presi"... abbiamo 1000 e più impegni.... che spesso - troppo spesso! - ci scordiamo delle piccole cose che rendono le nostre giornate speciali.
Dobbiamo davvero cercare di trovare "il tempo"... quello giusto... che ci permette di vivere bene con noi stessi e con gli altri
Felice we
*baci&abbracci*

mary

 
 
 

2 OTTOBRE

Post n°551 pubblicato il 02 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 

...festa degli Angeli Custodi... e da qualche anno pure "festa dei Nonni"

Di seguito la poesia: "Se cerchi gli angeli..."

…non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.
Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..
Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi.. amore è accogliere con un sorriso.. perchè nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..
Amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore, amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perchè è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.
Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perchè se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.
Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo… non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura …ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo". Ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perchè l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...


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Ecco... quello raffigurato sopra deve essere il mio angioletto... ultimamente alquanto distratto!...
ogni tanto si "perde"... ma non dispero, in quanto se mi assomiglia almeno un pochino... pian piano dovrebbe tornare in sé ;-)

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Eccolo qua!... in uno dei momenti "seri".
Oddio... sembra un tantino preoccupato... ne avrò combinata un'altre delle mie sicuramente!!!!


 
 
 

MY LIFE

Post n°550 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da sembrosolopazza

Viva.
Latito ma ci sono.
Nella consapevolezza che niente è come te lo immagini.
Succedono cose che non hanno un senso, anche se cerchi tremendamente di capire perchè sia capitato.
Non puoi farci niente.
SPERARE.
Ci rimane solo questo.
Anche se ci sono mille "se"....
non smetto di andare avanti.

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La vita è un mistero....
ognuno di noi è chiamato a percorrere il sentiero della vita con i suoi alti e bassi, con le sue gioie e dolori... e capire qual è il suo ruolo nella storia.
Penso che la vita sia un dono prezioso e come tale vada vissuta...

Vi saluto con una strofa di una canzone dei Queen:
"
Made In Heaven"
 
I'm playing my role in history
looking to find my goal
Taking in all this misery
but giving it all my soul
Made in heaven made in heaven

Sto giocando il mio ruolo nella storia
cercando di raggiungere il mio obiettivo
Prendendo parte a tutta questa miseria
ma mettendocela tutta
Deciso in cielo, deciso in cielo

 
 
 

IL DILUVIO

Post n°549 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da sembrosolopazza
 
Tag: STORIE

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Scoppia un diluvio, tutti cercano di trovar riparo e mettersi in salvo tranne un uomo la cui Fede è fortissima.
Passa un uomo in macchina e gli dice: “Corri, vieni con me che sto scappando”, ma l’uomo dalla profonda Fede risponde: “No, credo in Dio e lui mi salverà!”.
Continua a diluviare, il livello dell’acqua aumenta, passa una barca e gli grida: “Ho posto, sali e mettiti in salvo!”, ma l’uomo risponde: “No, credo in Dio e lui mi salverà”.
L’acqua ormai è altissima, arriva un elicottero, dall’alto viene detto all’uomo di aggrapparsi alla fune, ma l’uomo risponde: “No, credo in Dio e lui mi salverà!”.
L’uomo muore, sale in paradiso, vede Dio e gli dice: “Signore mio, io credevo in te, perché non mi hai salvato?!”.
E Dio risponde: “ Ti ho mandato la macchina…la barca…l’elicottero…ma tu da me che vuoi?!!!”.

Dalle mie parti si dice: "Aiutati che il ciel t'aiuta"... ;-)

 
 
 
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