Creato da valastro il 06/02/2007

O. M. Valastro

Studio di Sociologia Professionale

 

Guardare con gli occhi di una sirena l'arte della vita umana

Post n°81 pubblicato il 01 Settembre 2019 da valastro
 

Sirena - Aldo Gallina in arte Jona - immagine prima di copertina - I piedi fuori dall'acqua di Sonja Gherbi (Edizioni StreetLib).

Guardare con gli occhi di una sirena l'arte della vita umana
Introduzione di Orazio Maria Valastro

Guardare con gli occhi di una sirena, personificazione della sensibilità e della creatività rivelate da un intenso e appassionato percorso di ricerca personale, è l'esortazione che queste pagine rivolgono a tutte e tutti noi. Esplorare il mondo, come lettrici e lettori, attraverso gli occhi dell'autrice. Che cosa ci rivela e verso dove ci accompagna la scrittura autobiografica di Sonja Gherbi?

Non mi è possibile rispondere prontamente a questa domanda senza fare una breve premessa. L'autrice ama scrivere fin da ragazza, e il suo diario, divenuto nel tempo un testimone silenzioso della sua vita, ha segretamente alimentato il desiderio di comprendere e raccontare l'arte umana del vivere. Sono felice di avere fatto la sua conoscenza quando, nel 2012, ha iniziato a seguire gli ateliers di narrazione e scrittura autobiografica che conduco nell'ambito delle attività culturali promosse dall'OdV Le Stelle in Tasca. La sua scrittura è stata premiata nel 2015 nel corso della seconda edizione di Thrinakìa, il premio internazionale di scritture autobiografiche, biografiche e poetiche dedicate alla Sicilia, che ho ideato e presiedo. Sonja Gherbi meritava, e merita, la nostra attenzione, e la valutazione della giuria internazionale mi ha reso enormemente lieto per lei.

Il suo impegno nella scrittura prosegue ancora oggi, un'esperienza che ho l'onore di seguire e condividere con questa pubblicazione, orientando l'attenzione dei lettori sulla duplice traccia di questa scrittura: la testimonianza di una vita raccontata con una sincerità commovente, affidata in custodia alla nostra capacità di prenderci cura della sua storia e di noi stessi; e la consapevolezza di un comune destino che condividiamo, della quale l'autrice ci rende partecipi in modo disarmante.

Seguendo questa duplice traccia siamo accompagnati, a volte dolcemente, e altre volte dolorosamente, a osservarci come delle piccole isole, complesse e infinite, delle configurazioni geografiche esistenziali in cerca del sentimento dell'amore. Siamo inoltre sollecitati a considerare la nostra più intima grandezza, l'inclinazione a costruire dei ponti per attraversare i mari e gli oceani che ci separano, e spesso ci riusciamo, guardando con gli occhi di una sirena al di là di noi stessi.

Verso dove ci conduce, pertanto, il movimento della scrittura autobiografica di Sonja Gherbi? Verso quella libertà di scegliere ed essere vicini alle parole di una sirena, per raccontare un mondo affrancato dai valori nocivi al nostro divenire, ambasciatori di valori portatori di speranza e benefici per la nostra umanità. È qui che risiede la chiave di volta del senso della scrittura e della lettura di questo testo, a lungo meditato, ininterrottamente ripreso e sostenuto dalla recondita cerca dell'autrice.

Oggi abbiamo bisogno di ricucire una sofferenza collettiva e la scrittura autobiografica ci permette di restare vicini alla nostra umanità, lasciandoci accompagnare dallo sguardo dell'altro, dalla meraviglia che suscita e che risiede nella possibilità di sentirci compresi e di comprendere, oltre le parole, quando anche per un breve istante possiamo cogliere il senso profondo delle storie condivise. L'immagine della sirena che incarna una nuova presenza a sé stessi, agli altri e al mondo, è qui una figura simbolica di uno spazio profondo di comprensione di sé stessi e del mondo.

È nell'ascolto sensibile di sé e degli altri che la scrittura autobiografica incoraggia la crescita della persona, sperimentando il mondo che abitiamo insieme, esplorando noi stessi per compenetrarci nell'altro, alimentando la fiamma della vocazione umana. La vocazione ad accogliere e ricevere gli altri e il mondo attraverso la tolleranza e la compassione, ammaliati dall'attrazione estetica potente ed efficace del racconto autobiografico, ci conforta nel difficoltoso tentativo di assumere lo sguardo di una sirena aliena, come energia estranea e resistente alla crudeltà del mondo, che reincanta il senso del tutto e della vita come bisogno vitale d'amore.

Orazio Maria Valastro
Sociologo, consulente e formatore autobiografico, specializzato nell'immaginario e nella scrittura di sé, presidente di Thrinakìa Premio internazionale di scritture autobiografiche, biografiche e poetiche, dedicate alla Sicilia.

 
 
 

La diversitÓ come simbolo di speranza e di ricchezza

Post n°80 pubblicato il 30 Agosto 2019 da valastro
 

Sirena - Nadia Rouge - immagine quarta di copertina - I piedi fuori dall'acqua di Sonja Gherbi (Edizioni StreetLib).

La diversità come simbolo di speranza e di ricchezza
Prefazione di Amor Dekhis

Partendo dai suoi testi autobiografici, Sonja Gherbi si presenta come autrice complessa e dai molteplici interessi. Questi testi, oltre alla piacevole lettura, offrono motivo di studio e ricerca, viste le tematiche trattate. Già la sua vita di per sé è particolare, perché appartiene a due realtà distinte, vicine per certi aspetti e lontani per altri. Un rapporto fra due realtà alquanto complesse che richiede più approfondimenti per capirne le connotazioni. Vive la parte più tenera della sua infanzia nel paese del padre, e si trova in Italia ancora bambina, con difficoltà di adattamento nel nuovo contesto sociale, soprattutto rispetto al suo inserimento nella scuola italiana.

Sono difficoltà che nel caso della Gherbi producono un arricchimento e avranno ripercussioni rilevanti e fondamentali per il suo futuro di scrittrice, e questo lo possiamo cogliere dalla lettura dei suoi testi, bellissimi e ricchi di esperienze. Come un marinaio esploratore, ci conduce in un lungo viaggio sensazionale desiderato e graduale, denso di situazioni emozionanti, di sentimenti e di ricordi. Il lettore si perderebbe volentieri nelle sequenze stese a grandi sfumature come macchie panoramiche di parole poetiche che si susseguono scorrevoli in armonia lungo i suoi testi, e che ci rivelano l'indole dell'autrice alla creatività, la sua padronanza delle tecniche inerenti alla conoscenza della linguistica che si percepisce in suoni ed espressioni in più di una lingua, e soprattutto il talento rivolto alla narrativa.

Parte con propositi indefiniti, rappresentazioni diluite e astratte, accompagnati da evocazioni liriche, per sfociare su esistenze, ben concrete e circoscritte dal tempo e dallo spazio, vissute sia in prima persona, sia da persone con le quali lei ha condiviso una parte della sua vita. E lì subentra spesso il destino che lei sa bene ordire proiettandolo come un ponte a legare fra loro gli avvenimenti più importanti. Ci fa percorre esperienze interessanti del passato collegate alla sua vita privata, dall'infanzia fino alle vicende odierne, in contesti storici e cambiamenti geopolitici noti, in particolare il fenomeno migratorio e la guerra civile in Algeria. È significativo il suo impatto, ancora bambina, con la scuola italiana, dove lo scompenso identitario è presente in maniera tangibile ed emblematica per chi si trova in circostanze simili, ovvero quelle legate alla migrazione.

In Algeria, all'epoca dello stato sociale e delle politiche con tracce ancora ben visibili della rivoluzione, nonostante eravamo a cavallo di una trasformazione pericolosa, era la figlia di suo padre, con un nome di famiglia tipico, un'esistenza fissa come una roccia.

Cambiato paese, invece, trovandosi in Italia, presso la sua seconda famiglia, sebbene sia italiana di fatto da parte di sua madre, doveva dimostrare la sua identità a causa del luogo di nascita e il cognome straniero. Questo ci fa ricordare un aspetto perenne relativo al fenomeno migratorio che rimane ancora di attualità, rispetto alla regolarizzazione di un immigrato che ogni volta che si presenta all'ufficio della questura per il rinnovo del permesso di soggiorno con una marea di documenti come se fosse arrivato per la prima volta, nulla gli viene riconosciuto anche dopo anni di permanenza, la sua identità rimane sempre in bilico. Più tardi l'autrice conoscerà ambienti migratori e persone appartenenti a minoranze etniche, quando da adulta con esperienze acquisite in Italia e un bagaglio intellettuale e un'istruzione conclusa, come mediatrice culturale sarà coinvolta nella gestione del fenomeno.

Nella scrittura dell'autrice, per quanto abbia vissuto la maggior parte della sua vita in Italia e si sia formata nella cultura italiana, in alcuni brani si percepisce un legame mai reciso con l'altra parte, ovvero il paese del padre, la sua cultura e la sua produzione letteraria.

Considerando la storia personale dell'autrice, le esperienze vissute, la sua formazione versatile e multiculturale, in tempi di globalizzazione e di società multietnica, è facile indovinare che Sonja Gherbi intraprenderà un percorso letterario di qualità, impegnato nell'ambito dell'incontro fra i popoli, facendo della diversità un simbolo di speranza e di ricchezza.

Amor Dekhis
Premiato scrittore in lingua italiana, nato nella provincia di Sétif (Algeria), vive e lavora a Firenze.

 
 
 

Mitanalisi dell'insularitÓ

Post n°79 pubblicato il 16 Agosto 2019 da valastro
 

La pubblicazione dell'ultimo numero elettronico della rivista è disponibile gratuitamente in accesso libero sul sito dell'Osservatorio dei Processi Comunicativi.

Gli articoli sono pubblicati in lingua francese e italiana: buona consultazione.

Mitanalisi dell'insularità
Selezione Atti Convegno internazionale di Scienze Umane e Sociali
Direzione: Orazio Maria Valastro - Hervé Fischer
21-22 maggio 2018 - Monastero dei Benedettini - Catania-Italy
M@GM@ vol.17 n.1 ISSN 1721-9809
Rivista internazionale di Scienze Umane e Sociali

Sommario

Mythanalyse de l’insularité
Hervé Fischer

Philosophe et artiste multimédia, de nationalité française et canadienne, fondateur et président de la Société Internationale de Mythanalyse (Montréal, Québec-Canada), directeur de l’Observatoire international du numérique, Université du Québec.

Mythanalyse du corps autobiographique : fabulations d'un corps à corps avec l'insularité
Orazio Maria Valastro

Sociologue, chercheur indépendant, directeur scientifique de M@GM@ Revue internationale en Sciences Humaines et Sociales, président de Thrinakìa - prix international d'écritures autobiographiques, biographiques et poétiques, dédiées à la Sicile.

En passant par la Sicile : fée Morgana, en voyage dans la Méditerranée
Ana Maria Peçanha

Sociologue et muséologue, chercheuse associée au Laboratoire d’Éthique Médicale & de Médecine Légale, Université Paris Descartes.

Les marques sont des îles
Georges Lewi

Mythologue, spécialiste des marques, consultant, conférencier, écrivain.

Alcuni miti siciliani nelle «Metamorfosi» di Ovidio: Cerere e Proserpina, Anapo e Ciane, Alfeo e Aretusa
Rosalba Galvagno

Insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura nell'Università di Catania.

L’isola del vagheggiamento, del ricordo e del nostos: la Sicilia, da Ovidio a Consolo
Dario Stazzone

Presidente del comitato catanese della Società Dante Alighieri, dottore di ricerca in italianistica (Lessicografia e semantica del linguaggio letterario europeo).

Des Isles d’Auvergne aux Outremers, parcours utopiques
Sylvie Dallet

Professeur des universités, directrice de recherches au Centre d’Histoire Culturelle des Sociétés Contemporaines, responsable du programme de recherche international et interdisciplinaire Éthiques de la Création et préside l’Institut Charles Cros, Paris.

L’île et l’esprit
Luc Dellisse

Écrivain et poète, professeur de scénario du cinéma à la Sorbonne et à l’École supérieure de réalisation audiovisuelle (Esra), ainsi qu’à l’Université libre de Bruxelles (ULB).

Le fripon divin en Sicile : mythanalyse et prospective à Saint Nicolò l'Arena
Christian Gatard

Sociologue, expert en dynamique de groupes et en créativité, fondateur de Gatard & Associés (Paris) - Institut international d'études qualitatives.

Les fictions littéraires considérées comme des îles…
Lorenzo Soccavo

Chercheur associé à l’Institut Charles Cros (Paris), rattaché au séminaire Éthiques et Mythes de la Création, est proche de la Société internationale de mythanalyse (Montréal).

Sicilia e romanzi: il fascino degli stereotipi
Rosalba Perrotta

È stata professoressa ordinaria di Sociologia alla Facoltà di Scienze Politiche dell’università di Catania. International corresponding editor della rivista Symbolic Interaction.

L’île des Sanguinaires : territoires de l’imaginaire au cinéma et vertiges de soi
Yannick Lebtahi

Maître de conférences HDR en Sciences de l’Information et de la Communication à l’université de Lille, sémiologue, analyste des médias, mais aussi réalisatrice de documentaires.

« Mythologie » vs « Mythe » : armes, truelle et plume dans Le Livre de la Cité des Dames de Christine de Pizan
Jean-Jacques Vincensini

Professeur émérite de langue et littérature médiévales, Université François Rabelais-CESR (Tours).

L’insularité dans Le Comte de Monte-Cristo : Analyse juridique
Peggy Larrieu

Maître de conférences en droit privé et sciences criminelles à l'Université d'Aix-Marseille.

La logica del mito e clinica psicoanalitica dell'insularità tra confinamento e apertura all'alterità
Giovanni Lo Castro

Psychologue clinicien, psychanalyste, membre du SLP et de l'AMP, il est agrégé de Psychologie Clinique à l'Université de Catane.

Insularité : éthique d’une cognition synesthésique
Bernard Troude

Chercheur en neurosciences et sciences cognitives, chercheur en sciences des fins de vie (inscrit à “Espace éthique Île-de-France” Université Paris-Sud) - Laboratoire LEM: Laboratoire d’Éthique Médicale et de Médecine légale, chercheur en sociologie compréhensive - C E A Q : Centre d’étude sur l’Actuel et le Quotidien Université Paris Descartes.

Verso una nozione complessa dell’insularità: l’incontro di mare e di terra nella novella di Cola Pesce
Nino Arrigo

Dottore di ricerca in «Studi Inglesi e Angloamericani» e in «Metodologie della Filosofia», borsista di ricerca presso la cattedra di Letterature Comparate dell’Università di Enna «Kore».

Identità scientifica e mito di appartenenza all’isola disciplinare: la dialettica dell’illuminismo, il naturale e l’artificiale razionalizzato
Francesco Paolo Pinello

Cultore di Sociologia Generale e della Devianza presso l'Università degli Studi di Enna "Kore".

Mitanalisi come strumento di formazione e riscatto della marginalità
Salvatore Squillaci

Sociologo, professore a contratto di Demo Etno Antropologia presso l’Università degli Studi di Catania.

 
 
 

MartÝn Guevara Duarte Ŕ il testimonial di penna del premio Thrinakýa

Post n°78 pubblicato il 14 Agosto 2019 da valastro
 

Martín Guevara Duarte è il testimonial di penna della 5a edizione di Thrinakìa, premio internazionale di scritture autobiografiche, biografiche e poetiche, dedicate alla Sicilia.

«Sicilia bedda», è il titolo del suo racconto autobiografico dedicato alla Sicilia e a Thrinakìa.

Dal promontorio si vedevano le onde lambire gli scogli, il sole fioco ma austero, nonostante tutto il suo potere chiarificatore, non riusciva a cancellare in me la sensazione, ogni volta che guardavamo in basso, di sovrastare una gola così profonda da arrivare sino al centro della Terra, per questo motivo afferrai la mano di Adriana. A lei girava la testa per le vertigini più che comprensibili e ci aiutammo a vicenda per oltrepassare quella curva dell'impervia stradina, valse la pena prendere quel sentiero per raggiungere il porto di Levanzo dalla Grotta del Genovese, invece di tornare per la via più lunga ma più diritta.

Il paesaggio era ancora più bello dopo aver appreso da un antropologo che ci accompagnava, che in passato quell'isola era collegata alle altre due vicine, Marettimo e Favignana, e tutte e tre alla Sicilia. Qui arrivarono i primi abitanti di Trapani, forse dalla penisola iberica, come suggeriscono le pitture rupestri sulle pareti della grotta del Genovese, di circa ottomila anni, simili a quelle della grotta di Altamira. Molto probabilmente, pensai, quegli abitanti avevano camminato lungo il sentiero sul bordo del precipizio, e forse, uno di loro prese per mano un'Adriana del Neolitico che soffriva di vertigini, gesto come filo conduttore e simbolo della solidarietà tra gli esseri umani di ieri, di oggi e di sempre. Forse si fermarono, probabilmente, coniugando prudenza e timore reverenziale per quel crogiolo di colori che ricade su quel paesaggio meraviglioso per dire addio a quella che in futuro sarebbe stata la punta dove finisce l'Italia, o il suo principio, dipende da quale parte si guardi.

Arrivati al porto, dalle nuvole rigonfie precipitò scrosciante un acquazzone. I camminanti stavano appena iniziando a conoscersi. Appoggiammo i nostri zaini sotto il tetto di un bar e ordinammo caffè, acqua, birra, pizze e arancini, e mi aspettava il gatto più affettuoso che abbia mai incontrato in vita mia. Le fusa di quel felino sul mio collo che soprannominai Pirandello, insieme alle chiacchiere animate, arricchite da sonore battute dall'allegro carattere siciliano dei miei nuovi amici, sono rimaste incastonate nel mio ipotalamo come uno scenario, o meglio, come un tappeto persiano.

Più tardi tornammo a Favignana, due giorni trascorsi conoscendo nuovi posti, persone, e poi a dormire a casa dell'artista plastico MoMó Calascibetta. Un'accoglienza meravigliosa con cena e notte tra racconti e risate, ancora e ancora, e il giorno appresso l'inizio della camminata sull'Antica Trasversale Sicula partendo da Mozia. Un gioiello universale per la concentrazione di Storia, cultura... e zanzare. Da quel momento, quindi, la Sicilia cominciò a entrarmi dentro, le risate cariche di energia e i paesaggi diedero i natali a un flusso affettivo interiore, a un amore per quest'opera intarsiata e dipinta dalle essenze multiculturali generate dai viaggi, dal passare del tempo, la convivenza, il senso dell'humor, dell'onore e di un misterioso equilibrio che si fonde tra una scintilla vulcanica con odori, sapori e colori insostituibili. La dolcezza e la lealtà della sua gente, la bellezza interiore ed esteriore della mia amica Francesca, la profondità e fermezza della mia amica Anna, l'affetto di Tano e Peppe, di Adriana e Maurizio e tanti altri. La forza di Peppino Impastato e la sua famiglia, la pastasciutta alla Norma e al Nero di Seppia.

I Siciliani con la loro spontaneità, per la mia esperienza personale, sono più cugini dei cubani, o di un caraibico molto più bellicoso e millenario, piuttosto che dei romani, dei greci o degli arabi.

Oggi voglio congratularmi con la 5a Edizione di Thrinakia, il Premio Internazionale di scritture autobiografiche, biografiche e poetiche, dedicate alla Sicilia. E voglio essere fedele al mio desiderio di contribuire all'arricchimento intellettuale dell'isola che ho appreso ad amare e a diffonderne i suoi preziosi tesori culturali.

(Traduzione: Anna Assenza)
Martín Guevara Duarte (Argentina 1963 - scrittore) 
Luglio 2019 - León, Spagna

Martín Guevara Duarte nasce in Argentina nel 1963. Cresce a L'Avana con la sua famiglia, rimanendo nell'isola cubana per dodici anni, mentre suo padre, il fratello minore di Ernesto Che Guevara, pativa il carcere come prigioniero politico della dittatura argentina. Finalmente torna alla terra natia dopo il trionfo della democrazia. Già in tenera età rifletteva sulle sue inquietudini attraverso la scrittura. Viaggia spesso per l'America Latina e l'Europa, svolge parecchi lavori, di solito con case editrici e distributori di libri. Legge i classici europei e segue il ritmo della letteratura americana moderna, impara le lingue in modo autodidatta, scrive poesie, storie, riflessioni che legge a un pubblico attento in incontri letterari. Sempre con un forte ingrediente d'irriverenza verso il Potere e il "politicamente corretto", spesso confinante con la marginalità, tanto nel suo modo di pensare che nel suo modo di vivere.

Si trasferisce in Spagna, dove forma una famiglia; vive tra Madrid e León e inizia a pubblicare articoli su diversi media in Internet, critico feroce dei meccanismi autoritari di qualsiasi modello di società passata, ma specialmente dei totalitarismi del nostro tempo.

Ha scritto un libro intitolato «All'ombra di un mito» sul peso della possente immagine del Che sulla sua persona, e sul resto della famiglia, che lo ha portato a viaggiare in differenti paesi di diversi continenti, dove è stato invitato a dibattiti e conferenze. In Italia ha realizzato un progetto chiamato «Diarios», in collaborazione con l'artista cubano Ascanio, residente a Milano, presentato e premiato a Milano. E nel 2018 esce il suo secondo libro «Triángulo Guevara» che include racconti e articoli su i suoi punti di vista politici in America Latina, in Europa e nella narrativa in generale.

Durante l'ultimo decennio è autore di numerosi articoli nel suo omonimo blog e in diversi media digitali tra i quali ricordiamo Infobae, Cibercuba, Havanatimes, Martinoticias, Misceláneas de Cuba.

Viaggia in Sicilia nel 2018, stimolato dall'influenza della sua amica Anna Assenza, regista indipendente e siciliana, attualmente residente in Costa Rica, amica intima di suo nipote Canek Sanchez Guevara, figlio di Hildita, uno dei suoi cugini preferiti e nipote del famoso mito, che morì alla stessa età di suo nonno e sua madre, nel gennaio del 2015 in Messico.

Invitato dall'Antica Trasversale Sicula, giunge per la prima volta nella meravigliosa isola di Sicilia ed è profondamente colpito dalla sua cultura, dai suoi paesaggi e soprattutto dall'autenticità della sua gente. Da quel momento in poi giura amore eterno e incondizionato verso l'eclettica isola dei Sicani e dei Siculi.

 
 
 

Orazio Maria Valastro alchimista e sociologo di quartiere

Post n°77 pubblicato il 10 Agosto 2019 da valastro
 

L’Ateliers dell’immaginario autobiografico di Orazio Maria Valastro alchimista e sociologo di quartiere

Orazio Maria Valastro, presidente dell'Organizzazione di Volontariato Le Stelle in Tasca, sociologo e ricercatore indipendente, ci racconta la sua storia di formazione tra l'Università della Sorbona e l'Università Paul Valéry e il suo ritorno in Sicilia, una scelta di vita che è stata dettata dal cuore.

Leggi l'intervista di Susanna Basile su Sicilia Report.

 
 
 

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