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« Messaggio #47..UN TOCCO D'ARTE.. »

Il Miracolo della Madonna del Sangue di Re

Post n°48 pubblicato il 28 Marzo 2006 da Vanessa5
Foto di Vanessa5

Non so se conoscete questa Madonnina ed il suo Miracolo. Chi nn è delle mie parti è difficile che lo conosca ed è per questo che ve lo voglio raccontare.. come tutti i dogmi cristiani o ci credete o sarà stata comunque, spero, una bella "storia" letta in un blog qualsiasi...

Erano le ore 23 del 29 aprile del 1494. In quel tempo la giornata era divisa in 24 ore, dal tramonto al tramonto, finiva ed iniziava l'imbrunire. Era un martedì. Ciò che accadde non può ritenersi una leggenda, poiché e ben documentato in due pergamene autentiche di quell'epoca, firmate dai podestà della Valle, Daniele Crespi e Angelo Romano, e controfirmata, la prima, da quattro notai, i cui nomi figurano negli archivi comunali di alcuni paesi vigezzini. Un'ora prima del tramonto un certo Giovanni Zucono (soprannominato poi "Zuccone") assieme con l'amico Comolo giocava alla "piodella" sulla piazzetta antistante la chiesa del paese, dedicata a S. Maurizio

 Il gioco consisteva nel porre sopra un bussolotto di legno o di sasso (il "mago") una moneta per ciascun giocatore. Viceversa chi colpendo il "mago" con la piodella (una scheggia di sasso rotondeggiante) "riusciva a spargere le monete intorno facendo sue quelle più vicine alla "piodella". Lo Zuccone, già noto per il suo carattere furioso, quella sera era perdente, "non sappiamo quanto denaro, ma a sufficienza per scatenare in lui la collera e l'irrazionalità che si nasconde in ognuno di noi quando ci sentiamo perseguitati dalla sfortuna". E lo Zuccone se la prende con la tranquilla immagine della Madonna che è li a pochi passi sotto il porticato della chiesa, dipinta sulla facciata,

 a destra della porta di entrata e che sembra non occuparsi delle disavventure dello Zuccone. Accecato dall'ira scaglia la "piodella" contro l'immagine e la colpisce in fronte. "Poltron, lo rimprovera il compagno Comolo, hai tratto alla Vergine Maria!". Lo Zuccone rientra in se stesso e preso da rimorso, si inginocchia davanti alla Madonna e chiede perdono

 Poi, colti tutti due da una sensazione di paura; fuggono, Prima ancora dei segni prodigiosi che stanno per manifestarsi sulla sua immagine colpita in modo sacrilego, la Madonna ha già compiuto il primo miracolo nel cuore del suo aggressore. Nella notte, verso le 11, prima Giovanni di Minola di Re e poi Antonio Ardicio di Craveggia, passando davanti alla chiesa, notano un chiarore insolito sotto il porticato come se vi fosse una candela accesa. Anch'essi, presi da paura, si allontanano in fretta

 Prima dell'alba il sagrestano Stefano di Gisla, mentre si accinge ad aprire la chiesa per il suono dell'Ave Maria, trova inginocchiata davanti all'immagine una donna vestita di bianco; crede di riconoscere una sua vicina di casa e la saluta senza ricevere risposta; ma non si accorge di cosa stà avvenendo sull'affresco

 Esce quasi subito dalla chiesa e non trova più la donna. Sarà un vecchietto di nome Bartolomeo a scoprire per primo l'avvenimento prodigioso.

 Nel gesto devoto di toccare l'immagine della Madonna e di baciarsi la mano, s'accorge con stupore che è bagnata di sangue. Guarda la Madonna e vede che dalla ferita della testa esce un rigagnolo di sangue. Corre a chiamare il rettore della chiesa don Giacomo. Suonano le campane a distesa e la notizia si propaga di casa in casa, di paese in paese

La gente accorre e si accalca sotto il portico della chiesa con gli occhi fissi sull'immagine insanguinata implorando ad alta voce: "Misericordia, misericordia". "Pareva che la terra tremasse".

 Per tutto il giorno e la notte successiva molte persone rimangono sul luogo del miracolo a pregare con ceri accesi in mano. Dopo la mezzanotte il fiotto di sangue cresce e gocciola fino a terra emanando un profumo soave "impossibile a descriversi". Sul pavimento si tampona il sangue con "pannolini bianchi" che poi il parroco raccoglie in una tovaglia e ripone in un calice. L'effusione di sangue dura una ventina di giorni fino al 18 maggio in modo intermittente e sempre meno abbondante come da una ferita che a poco a poco si rimargina. Ad ogni emissione di sangue, si annuncia l'evento con il suono delle campane; al richiamo, il popolo accorre "di giorno e di notte".


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Un blog di: Vanessa5
Data di creazione: 08/02/2006
 

IL SEGRETO !!!

 
 
 
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QUESTIONE DI SGUARDI

Voglio solo che ti perdi
non ti chiedo quanto resterai… no
né promesse né ricordi
non è quello oh no, lo sai
un minuto per averti un saluto quando te
ne vai poi
quando passa questa notte
come un sogno passerai
Che domani è tardi
che adesso è si
si per come mi parli
tu perché siamo qui
è questione di sguardi
è, ah… un attimo
così, così magnetico
così, così
Senti come si colora
questa notte che poi
mai più
senti cosa si respira
vorrei dirti eh…
vorrei che tu
non sarà per una sera
che domani ancora noi
Che domani torni
che va bene così
tu per come mi parli
tu perché siamo qui
è questione di sguardi
è, ah.. un attimo
così, così lunatico
così, così fantastico
così, così
Nessuna resistenza
nessuna pietà
ci arrendiamo all’evidenza
e alla voglia di libertà
è un giorno di vacanza o cosa sarà
ma adesso vieni
adesso sono qua
E’ questione di sguardi ..o no o no
tu per come mi parli
è questione di sguardi
è, ah.. un attimo
così, così magnetico
così, così lunatico
così, così o no
Che domani torni (domani torni)
che va bene così (va bene così)
che domani torni
che va bene così
si per come mi parli
tu perché siamo qui
è questione di sguardi
è un attimo così, così, così, così

 
 

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