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NOI E PLATONE..

Post n°42 pubblicato il 31 Maggio 2015 da alvaro527
 

ATENE,370 a.c.

Qando   la   città   retta   a   democrazia    si    ubriaca   di    libertà

confondendola con la licenza, con i'aiuto di cattivi coppieri costretti

a comprarsi  l'immunità  con  dosi  sempre  massicce  d' indulgenza

verso ogni sorta di illegalitàe di sporcheria;

quando questa  città si copre  di  fango accettando di farsi  serva  di

uomini di fango per potere continuare a vivere  e  ad  ingrassare nel

fango;

quando   il   padre  si  abbassa   al   livello   del   figlio   e   si   mette,

bamboleggiando, a  copiarlo  perchè  ha  paura  del  figlio;

quando  il figlio  si  mette  alla  pari  del  padre  e, lungi da  rispettarlo,

impara  a  disprezzarlo  per  la  sua  pavidità;

quando   il   cittadino accetta   che, di  dovunque  venga, chiunque gli

capiti  in  casa, possa  acquisirvi  gli  stessi  diritti  di  chi  l'ha costruita

e ci è nato;

quando   i   capi   tollerano    tutto   questo per   guadagnare   voti  e

consensi in nome di una libertà che  divora  e  corrompe  ogni  regola

ed ordine;

c' è   da   meravigliarsi   che   l'arbitrio   si   estenda   a   tutto  e  che

dappertutto   nasca   l'anarchia   e   penetri   nelle   dimore  private  e

perfino  nelle  stalle?

In  un  ambiente  sifatto, in  cui  il  maestro teme ed adula gli scolari e

gli scolari non tengono in alcun conto i maestri;

in cui tutto si mescola e si confonde;

in  cui  chi  comanda  finge,  per comandare sempre di più, di mettersi

al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi;

in  cui  i  rapporti  tra  gli  uni  e  gli  altri   sono  regolati  soltanto dalle

reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze;

in  cui  la  demagogia  dell' uguaglianza  rende  impraticabile  qualsiasi

selezione, ed  anzi  costringe  tutti  a  misurare  il  passo delle gambe

su chi le ha più corte;

in  cui  l'unico  rimedio  contro il favoritismo consiste nella molteplicità

e moltiplicazione deifavori;

in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici;

in  un  ambiente  si  fatto, quando raggiunge il culmine dell' anarchia e

nessuno  è  più  sicuro  di  nulla  e  nessuno è più padrone di qualcosa

perchè  tutti  lo  sono,  anche  del  suo letto e della sua madia a parità

di  diritti  con  lui  e  i  rifiuti  si  ammonticchiano  per  le  strade perchè

nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli;

in  un  ambiente  si  fatto,  dico,  pensi tu che il cittadino accorrerebbe

a difendere la libertà, dal pericolo del' autoritarismo?

Ecco secondo me, come nascono le dittature . esse hanno due madri.

Una è l'oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia.

Laltra è la democrazia  quando, per sete  di  libertà  e  perl' inettitudine

dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.

Allora  la  gente  si  separa  da  coloro cui fa la colpa di averla condotta

a  tale  disastro e si prepara a rinnegarla  prima coi sarcasmi, poi con la

violenza che della dittatura è pronuba e levatrice.

 

Così lademocrazia muore: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.

 

PLATONE

"La Repubblica cap. VIII

Una fotografia scattata all' Italia 2400 anni fa.



 
 
 
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