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Speranze: Greta Thunberg

Post n°2270 pubblicato il 14 Marzo 2019 da vi_di

 
 
 

#FuturoAlLavoro

Post n°2269 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da vi_di

 

 

https://www.facebook.com/erika.picariello/videos/10155906807120877/

 

 
 
 

Prontuario per il brindisi di Capodanno By Erri De Luca

Post n°2268 pubblicato il 31 Dicembre 2018 da vi_di


Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,

a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,

a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

P.S. by Virginia:

Tra coloro che hanno diritto al brindisi
e non sono nella poesia di Erri,
bevo alla Sea Watch e alla Sea Eye in attesa di un porto sicuro,
a tutti quelli che sono a bordo,
ai tanti altri che resteranno nel limbo del Mediterraneo
perché c'è chi crede che ci siano vite di seconda classe.
A chi può dormire sereno dopo aver negato l'approdo,
a chi non si arrende alla barbarie e spera
in un anno meno feroce ed egoista.

Auguri
 
 
 

Propiziamoci l'anno nuovo

Post n°2267 pubblicato il 31 Dicembre 2018 da vi_di

Per avere un anno d’oro sono tanti i riti propiziatori da fare.
Si possono mangiare sette diversi tipi di frutta secca: noci, nocciole, arachidi, uva passa, mandorle, fichi, datteri.
Si possono mangiare rapidamente a mezzanotte dei chicchi di frutta: in Spagna chicchi d’uva, rigorosamente dispari; qui da noi devono essere pari, dodici chicchi, nel tempo dei dodici rintocchi. Se però si vuole garantire la felicità coniugale, meglio i chicchi di melograno.
Se siete single e donna, potete lanciare una scarpa contro la porta di casa: se la scarpa cade con la punta verso la porta, il matrimonio è prossimo.
Se poi voleste conoscere il mestiere del vostro principe azzurro, sciogliete un po’ di piombo e gettatelo in un secchio d’acqua fredda: la forma che prenderà indicherà l’arte del futuro sposo.
A mezzanotte contro il malocchio si deve sempre fare il botto, col tappo di spumante o rompendo i bicchieri, come in Russia.
Per allontanare le lacrime, si deve buttare giù dalla finestra dell’acqua sporca.
Per rompere definitivamente con il passato, si butta giù qualche oggetto di ceramica o vetro che deve rompersi a terra: se non si rompesse, sarebbe un cattivo presagio.
E ancora, contro gli spiriti maligni si deve aprire la finestra di una stanza buia della casa e, subito dopo, quella di una illuminata.
Per cacciare via le tristezze dell’anno vecchio. si deve spazzare tutta casa con una scopa nuova.
Per un anno ricco, si deve mettere una monetina sotto i piatti dei commensali e, se si esce di casa dopo la mezzanotte, si deve uscire con le tasche piene.
Mi raccomando: non accettate calendari in dono oggi ed evitate  di incontrare un prete dopo la mezzanotte: portano male entrambi.
Se, dopo che avrete fatto tutto questo, l’anno andasse male… beh, che dire, almeno ci avrete provato.
In fondo, come diceva Eduardo De Filippo, essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.

Buon anno!

 
 
 

Buon Natale

Post n°2266 pubblicato il 25 Dicembre 2018 da vi_di

 

Buon Natale a chi c'è e a chi non c'è più.
Buon Natale a chi calpesta le stesse strade
e a chi sceglie di percorrere altre vie. 
Buon Natale a chi sorride e a chi no.
Buon Natale a chi corre per i negozi alla ricerca di doni
e a chi guarda le vetrine e sospira.
Buon Natale a chi non ha il lavoro, 
a chi lavora anche se non lo pagano,
a chi è stanco ma deve lavorare ancora.
Buon Natale ai figli che ritornano a casa 
e per loro le mamme preparano il cenone.
Buon Natale a Salì e Sem, 
ai 300 sulla Open Arms,
a tutti i poveri, i malati e i bisognosi,
a chi cerca una vita migliore.
Buon Natale a quelli che, 
a dispetto di chi dice:
"Non è un nostro problema"
o "I porti sono chiusi", 
accolgono col cuore,
accendendo la vera luce del Natale: 
la speranza.

Buon Natale a tutti.

 
 
 

La vendetta di Spelacchio

Post n°2265 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da vi_di

 
 
 

Natale 2018

Post n°2264 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da vi_di

 
 
 

Decreto Sicurezza

Post n°2263 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da vi_di

DECRETO SICUREZZA, cosa accadrà adesso?

(Tempo di lettura 5 minuti)

Fra i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo), in Italia ci sono 180 mila migranti.

Gli stranieri senza permesso di soggiorno (cosiddetti irregolari) sono circa 530mila.

Da qualche giorno, per effetto del Decreto sicurezza Salvini, sono iniziate le prime “espulsioni” di migranti con permesso di soggiorno temporaneo.

Ovvero persone che hanno un titolo per restare in Italia, almeno fino a quando una commissione non deciderà se confermare o meno quel permesso.

Allora perché si parla di espulsioni?

Vengono espulsi, nel senso di “rimandati a casa loro”?

Assolutamente NO.

Vengono espulsi, SOLO (eufemismo) dal sistema di accoglienza, ovvero da una casa dove stare, in attesa del colloquio presso la competente commissione territoriale.

Di quante persone parliamo?

Circa 40.000.

Se vengono espulse da questi centri di accoglienza dove finiranno queste persone?

Per strada.

Ma quanto dura il percorso, in media, prima che vengano ascoltate da una commissione territoriale che deciderà se dargli o meno lo status di rifugiati?

Circa un anno.

E chi non otterrà lo stato di rifugiato dove finirà immediatamente?

Per strada.

Facciamo l’esempio di Milano dove, prima ancora del Decreto Sicurezza, c’erano 3.000 migranti per strada.

Come mai?

Per due ragioni: perché la loro richiesta è stata accolta (chi ottiene lo status di rifugiato esce dai Cas, ma talvolta non trova spazio negli Sprar), oppure perché è stata rifiutata e quindi devono lasciare i centri e, in teoria, essere rimpatriati.

Ma non ci sono i soldi per rimpatriarli!

Perché lo sapete che ogni rimpatrio costa un sacco di soldi?

E lo sapete che se le persone in questione non hanno documenti e i loro stati d’origine ne rifiutano il rimpatrio, non si può neppure eseguire il rimpatrio?

Secondo le proiezioni di Caritas, Croce Rossa, Emergency (3 realtà che ci lavorano sul serio a contatto con il fenomeno) saranno 150mila i migranti a finire per strada.

E come pensa di risolverlo Salvini, questo visibile e mastodontico problema?

Costruendo nuovi centri di espulsioni.
I vecchi CIE. 
Praticamente prigioni in attesa di essere espulsi.

Bene, direte voi, è così che andrà, Salvini costruirà tante scatole dove mettere dentro migliaia di persone in attesa di espulsione.

Certo, io ho 38 anni, e da quando ho memoria sento parlare del fenomeno del sovrappopolamento delle carceri.

Sapete quanto è il totale dei carcerati in italia al 31 ottobre?

59.803mila detenuti.

In 30 anni non hanno risolto il problema del sovraffollamento delle carceri, che riguarda, fra le 10 e le 20mila persone, a seconda dei periodi.

Per esempio, lo sapete che esistono 38 carceri costruite e mai aperte o utilizzate?

Perché vi chiederete?

Per mancanza di personale per tenerli aperti!

E per centinaia di centri di espulsione, quanto costerebbe la loro sola gestione?

E poi, pensate che spuntino in pochi mesi centinaia di centri per contenere decine di migliaia di persone in attesa di espulsione?

Ne consegue che la maggior parte dei 160 mila migranti accolti nei Cas finiranno per strada.

E cosa produce migliaia di persone per strada, senza un tetto sulla testa, senza cibo garantito, senza lavoro e senza possibilità di trovare queste cose lecitamente?

Un mare di potenziali disperati costretti a delinquere.

O detta alla Salvini, un mare di fottuta INSICUREZZA.

Praticamente una polveriera pronta a esplodere.

E siccome se avessi parlato della gravità sociale di buttare per strada migliaia di vite umane, mi avreste accusato di “buonismo”.

Allora ve la pongo sul piano della sicurezza.

Me lo dite come si fa a chiamare SICUREZZA una roba che produrrà migliaia di persone per strada, le stazioni delle piene di gente che dorme nelle sale d’aspetto, i portici delle nostre città piene di poveri cristi che dormono sui cartoni e chissà cosa gli toccherà fare per sfamarsi??

Questa non si chiama sicurezza, questa si chiama schizofrenia politica, in attesa che scoppi una guerra civile fra poveri! 😠

#decretosalvini #decretosicurezza #MatteoSalvini 

#Salvini #Lega #M5S#Movimento5Stelle #vergogna

 
 
 

Braccia rubate all'agricoltura

Post n°2261 pubblicato il 31 Ottobre 2018 da vi_di

Premesso che solo una minoranza di giovani del sud potrebbe avvalersi davvero di questa proposta perché pochi sanno coltivare la terra oggi (li abbiamo fatti studiare, come i miei genitori contadini fecero con me sperando di darmi un futuro migliore), l'offerta pare sia che al terzo figlio ti danno il terreno per 20 anni con un prestito di 200.000 euro a tasso zero che deve servirti a costruire su quel terreno casa e annessi. 
Impiantiamo su questa proposta un problemino stile maestra elementare.
Una coppia di 30, 35 anni con tre figli si prende un terreno incolto (se fosse coltivato avrebbe già un padrone) e un debito di 200.000 euro per 20 anni. 
DOMANDA: Quanto deve pagare all'anno per il solo debito con lo Stato?
RISPOSTA: 10.000 euro all'anno
DOMANDA: Avendo almeno 3 figli e un'azienda da portare avanti, quanto deve ricavare fin dall'inizio (cioè da quando il terreno non rende e la casa ancora non c'è) per poter far fronte a spese personali e mutuo?
RISPOSTA: Ponendo che per mangiare, bere, pagare le utenze e la scuola ai figli nonché vestirsi bastino 12.000 euro l'anno (ma ci vuole uno che, come diceva mamma, spacchi 'a fessa 'a formicola) e per la tenuta dell'azienda (animali, foraggio, mezzi meccanici, semi, manodopera occasionale, contributi, tasse) ne bastino altri 8.000, uniti ai 10.000 da dare allo stato, per pagare ci vogliono almeno 2.500 euro al mese.
DOMANDA: Dopo 20 anni, quando col suo lavoro la coppia avrà pagato 200.000 euro per un terreno che non è suo ma solo in concessione, ci avrà lavorato, avrà costruito, insomma avrà rivalutato un terreno che prima non valeva nulla, lo dovrà restituire bello e risanato (magari anche da qualche bella discarica tossica che c'era prima) oppure glielo dovrà pagare? E in questo caso, a quale prezzo? Quello di oggi o quello che, col suo lavoro, gli avrà dato?
E se non avrà i soldi per pagarlo (com'è presumibile visto che nessun contadino ha un ricavo di 2500 euro al mese sennò faremmo tutti i contadini e quindi il poveraccio avrà debiti piuttosto che crediti), a 50, 55 anni dove andrà lui coi suoi figli?

The answer my friends is blowing in the wind, cantava Bob Dylan, pericoloso sofistico di sinistra.

 
 
 

#decretofiscale #manina

Post n°2260 pubblicato il 18 Ottobre 2018 da vi_di

E 'a prima bozza nun parla 'e me.
Io le domando "Dimme chi è
che t'ha cagnato" E essa dice a me:
"Ccà nun ce sta nisciuno"


 
 
 
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