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Marin'o panzone

Post n°239 pubblicato il 02 Ottobre 2007 da vi_di

Da qualche tempo c'è un sito on line che si chiama www.avellinesi.it, che come sottotitolo ha 'La memoria visiva del 900'. Racconta infatti la storia della mia città attraverso foto, per lo più inviate dagli avellinesi stessi.
Io ci vado spesso, su quel sito, alla ricerca di facce o strade perdute...
La mia è una città quasi senza storia ormai.
I terremoti, il bombardamento del '46, pessime amministrazioni, hanno fatto sì che nel tempo molto del passato venisse sepolto sotto quintali di cemento armato.
Trovare on line tracce di quelli che sono ormai solo ricordi è innegabilmente bello, e quindi io vado spesso su questo sito, sperando di ritrovare magari anche qualcuno che conosco.
E oggi, aprendo il sito, ho trovato l'immagine di Mariniello, meglio noto come Marin'o panzone.
Oggi nelle città personaggi particolari non se ne vedono quasi più, o meglio non li si vuol vedere, giustificando la nostra noncuranza con la fretta che la fa da padrona nella nostra vita quotidiana. Un tempo non era così. Un tempo la fretta non era dominante e allora ci si poteva anche fermare ad ascoltare Mariniello 'o panzone quando, nei pomeriggi d'estate, si sedeva sul muretto dell' ECA ( Ente Comunale Assistenza) dopo aver mangiato quello che quel giorno gli avevano dato alla mensa comunale e, con a fianco una bottiglia di vino offerta da qualcuno che abitava lì intorno, cantava a squarciagola per dieci minuti, un quarto d'ora, il tempo necessario a 'appararse 'o suonno', ad addormentarsi, insomma. E noi bambini, che un po' avevamo paura di lui a dire il vero, aspettavamo che si addormentasse per vederlo ciondolare in avanti, quasi poggiando il mento sul suo pancione enorme, con la segreta speranza di vederlo cadere dal muretto!
Marino, l'orco della mia fanciullezza..un orco dolce e gentile, che mai ha sgridato nessuno di noi, nemmeno quando i più figl'e ndrocchia lo facevano oggetto di scherno.
Mi sono chiesta tante volte dove passasse la notte, dove si riparasse d'inverno, come mai non avesse una famiglia che si curasse di lui.
Ricordo che negli ultimi tempi era diventato magro e non cantava più...
E' stato bello ritrovarlo, oggi.

 
 
 
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