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Mamma

Post n°2282 pubblicato il 10 Maggio 2020 da vi_di

'A Mamma

'A Mamma è n'ata cosa: 'o cereviello,
ll'asse d'a casa, 'o sciato, ll'armunia;
è chella ca cumanna 'a cumpagnia:
sta 'ncapa ò capo 'e casa, è nu cappiello.

Attuorno tene sempe nu ruciello,
abbada a mille cose, fa 'a Maria;
e si nun sbatte pè na malatia,
va ascianno sempe ll'ago cu 'o rucchiello.

A chi nu punto, a chi na cera storta,
a chi nu vaso, a chi n'avvertimento.
E se capisce 'a mamma quanno è morta,

quanno nun ce sta cchiù sta scucciantona:
ca pare ca t'accide ogne mumento
e, doppo nu minuto, te perdona.
           Raffaele Viviani

 

 
 
 

Viva il 25 aprile! Viva i partigiani!

Post n°2281 pubblicato il 25 Aprile 2020 da vi_di

"Suona ancora per tutti, campana

che non stai su nessun campanile,

perché dentro di noi troppo in fretta si allontana 
quel giorno di aprile."

Guccini- Quel giorno d'aprile

 
 
 

Tu conta gli imbecilli... (cit. Totò)

Post n°2280 pubblicato il 14 Aprile 2020 da vi_di

Parecchi anni fa in una prima elementare, dopo appena dieci giorni di scuola, una mamma venne da me con un faldone di schede, esercizi, tabelloni e materiali dicendomi che, secondo lei, dovevo usarli perché sennò i bambini non avrebbero imparato niente.
Ribadisco: erano passati solo 10 giorni e chiunque abbia insegnato sa che all'inizio dell'anno un'insegnante deve prima "studiare" il terreno e poi parte con la "semina", quindi la valutazione sul mancato apprendimento era decisamente precoce.
A ogni modo io, che non ero prevenuta, pensando che davvero potessero essere materiali utili, mi presi tutto ringraziando ma precisando che avrei valutato quello che poteva fare al caso mio.
In considerazione della didattica che avevo deciso di utilizzare in classe, però, quel materiale per me non era adatto sicché a fine lezione fermai la signora e, ringraziandola di nuovo, le restituii il tutto.
La signora, piccata, mi fa:
- E' un materiale ottimo, maestra. Si vede che lei non ne capisce, magari perché è inesperta.
E io, che ero al venticinquesimo anno di servizio,chiesi:
- Scusi, signora, ma lei insegna?
-No, ma una mia amica, che conosce una signora, che ha avuto un figlio in prima elementare, dice che è ottimo.
La signora si riprese il materiale e il giorno dopo trasferì il figlio.
Questa cosa mi è venuta in mente oggi dopo aver ricevuto a più riprese in privato il video di un tizio che viene presentato come"giornalista con le contropalle" e che, in quanto titolato da cotanti attributi, ci racconta una serie di balle spaziali ivi compreso un nuovo attacco ai vaccini.
Mi è venuto in mente quell'episodio perché, ai tempi, mi chiesi come si possa considerare una conoscente senza titoli specifici più competente di un insegnante che le ossa se le fa sul campo; per prove ed errori, certo, ma partendo da competenze oggettive.
Ecco, oggi mi sono chiesta la stessa cosa: come si può dare credito a uno che su wikipedia risulta essere un complottista di carriera con competenze in regia, e non credere a scienziati che studiano, che buttano il sangue nella ricerca e che, per prove ed errori, cercano di salvare le vite delle persone.
Domanda peregrina, lo so: se la gente capisse questo nessuno voterebbe Salvini e invece...
Totò aveva ragione: gli imbecilli sono in esuberanza.

 
 
 

Vaneggiamenti in quarantena

Post n°2279 pubblicato il 14 Marzo 2020 da vi_di

L'immagine può contenere: gatto e spazio al chiusoIl nipote del leone

Permettete che mi presenti: mi chiamo Artù e sono il gatto certosino dei signori Pellecchia.

O almeno loro dicono così. La verità è che i signori Pellecchia occupano spazi di casa mia, ma siccome in cambio la mia ciotola è sempre lustra e piena, i letti sono tutti morbidi e puliti e l’angolo a sinistra del divano viene debitamente lasciato sgombro per quando desidero sedermi a guardare la TV, lascio credere loro di essere i padroni. In fondo, nonostante io sia un essere superiore, sono per il “Vivi e lascia vivere”, almeno fino a che lasciano vivere me.

Ed è per questo che sono qua a parlare con voi: perché questo mio modus vivendi (vuol dire modo di vivere; la signora era insegnante e, per ingannare il tempo, qualche cosa l’ho imparata anche io), dicevo questo mio modus vivendi da una settimana a questa parte è stato stravolto, ribaltato, sconvolto.

Cominciamo dalla signora: da quando era in pensione la mattina si alzava con calma, faceva colazione e poi si metteva seduta davanti a un coso che si chiama computer e ci passava le ore silenziosa e quieta. Invece, da una settimana in qua, quando si sveglia scatta che pare una molla, si butta per gli occhi la colazione e, subito dopo, con la faccia da invasata comincia a strusciare tutta, ma proprio tutta la casa con acqua e candeggina. A parte la puzza, io fino a qualche giorno fa passavo le mattine a ronronare in braccio alla signora mentre mo’ mi tocca correre di qua e di là perché, dovunque io mi fermi, arriva lei con spazzolone, pezza e varechina e s’adda scappa’! Uh pardon, scusate! Mannaggia, frequentare i miei umani ha un po’ influito nel mio linguaggio aulico. Sapete, io sono di stirpe francese… ma ‘sti cafuni ‘e fòre dei padroni miei sono di Avellino e dopo quindici anni di convivenza i danni si cominciano a notare, purtroppo.

Ma non divaghiamo: dicevo che negli ultimi giorni qua è una guerra. E mica solo per la signora. Volesse ‘o cielo! Pure lui, il marito, è diventato strano assai! Fino a una settimana fa si alzava presto, faceva le cose sue e poi se ne usciva. Lo stesso nel pomeriggio: alle diciassette scendeva e si ritirava con comodo. Invece da sette giorni non entra e non esce se non per un lasso risibile di tempo.

Dice: ma a te che te ne importa?

Mi importa eccome: io fino a sette giorni fa tenevo praticamente tutto il giorno a totale disposizione un bel lettone da un metro e settanta per un metro e novanta, con materasso ultima generazione e piumone avvolgente. Adesso invece devo dividerlo col Pellecchia, capite? Come se non bastasse la notte, quando devo spartirlo pure con la signora! Che poi lei, prima, si coricava dopo mezzanotte mentre mo’ si corica prestissimo. Per forza! Si ammazza a spazzolare e la sera non serve!

Ho provato a capire cosa abbia causato questa rivoluzione in casa e a orecchio (perché il naso ormai è inservibile a causa della candeggina) mi pare di aver capito che hanno paura di qualcosa da cui si stanno difendendo lavando, lustrando e chiudendosi dentro.

Ed è per questo che sto parlando con voi, vi devo chiedere un piacere: se incontraste quella cosa di cui hanno paura diteglielo voi: che se ne andasse da un’altra parte subito! Tengo pure una coscia un poco addolorata, sapete l’età comincia a farsi sentire, e non ce la faccio più a scappare di qua e di là per sfuggire allo spazzolone o a dormire sul letto della stanzetta: è a una piazza e col materasso a molle!

Se poi la cosa vi dicesse che non se ne vuole andare, portatele questa imbasciata da parte mia: io so’ buono e caro, ma se mi innervosisco esco fuori e se la deve vedere con me. In fondo, sono sempre il nipote del leone.

O no?

 
 
 

Buon anno a tutti

Post n°2276 pubblicato il 01 Gennaio 2020 da vi_di

 

Mi auguro soltanto

di mantenere quello che ho,

al nuovo anno

non ho da chiedere niente di più.

(Friedrich Hebbel)

 

 
 
 

Pensieri sparsi prima di un nuovo anno

Post n°2275 pubblicato il 31 Dicembre 2019 da vi_di

Parafrasando il Maestrone, un altro anno è andato, la sua musica ha finito...
Nelle tasche della sera del 2019, da un lato c'è la gratitudine per averlo vissuto, quest'anno che se ne va, cosa che da un certo momento in poi della vita ho capito proprio bene quanto non sia affatto scontata.
Dall'altro, c'è la malinconia per i vuoti di altri compagni di viaggio perduti. Ricordo che mamma, a ogni fine anno, commentava: "Non c'è rimasto cchiù nisciuno". Dapprima quest'affermazione mi faceva rabbia; mi sembrava che io, i miei figli e mio marito per lei non contassimo nulla. Dopo che ci ha lasciati, invece, ho capito cosa volesse dire: quei vuoti ti restano dentro e, quando ti ci soffermi, ti senti solo anche se sei circondato d'affetto.
Infine c'è la speranza. Una speranza che non è più fatta di "Dirò, farò, vedrò" come da giovani. La speranza d'oggi si accontenta. Le basta immaginare di arrivare ancora a un nuovo 31 dicembre, senza altri vuoti.
Insomma, per il 2020, Signore non peggio.
Auguri a tutti.


 
 
 

Per chi passerà, col cuore...

Post n°2274 pubblicato il 23 Dicembre 2019 da vi_di

 

 

 
 
 

Illustrare la poetica della pioggia

Post n°2273 pubblicato il 21 Dicembre 2019 da vi_di

Essendo la poetica un concetto di natura estetica, dicesi poetica della pioggia quando hai appuntamento dalla parrucchiera per sistemare la cofana prenatalizia e, all'uscita, ti accoglie un cuòfano d'acqua, a secchiate proprio; ciononostante riesci a mantenere un aplomb esteticamente perfetto mentre l'acqua ti sferza, l'ombrello col vento si smerza e la cofana, fresca di piega, si scatafascia tutta.
Ho un dubbio sui kitemmuort una volta in macchina: non so se si possano ritenere o no parte della poetica.
Avvi costì chi possa dirimere l'arcano?
Svelti, ché piove ancora, io devo uscire di nuovo ed è un niente che si sconcicano n'ata vota l'estetica e 'a poetica.

 
 
 

Volatili

Post n°2271 pubblicato il 09 Maggio 2019 da vi_di

Qualche mese fa, scrollando la tovaglia, con Bru' ci siamo detti : "Invece di buttare le briciole di pane nella spazzatura, mettiamole fuori sui vasi delle piante che stanno appesi alla ringhiera del balconcino, così le mangiano gli uccellini".
Tempo di metterle ed è arrivato un passerottino dolcissimo a mangiarle.
Da quel momento, tutte le mollichine sono finite nei vasi e, se qualche volta non ce n'erano abbastanza sulla tovaglia, ci siamo presi la briga di sbriciolare pane secco, fette biscottate e simili pur di far mangiare l'uccellino.
Dopo una settimana, un pomeriggio vedo Artù sul piede di guerra: nei vasi c'erano due passerottini.
"Si so' passati 'a voce, quanto so' belli!", ci siamo detti inteneriti mentre loro beccavano le briciole e Artù si agitava al di qua dei vetri.
Passa un'altra settimana e una mattina, nei vasi, arrivano tre passerotti i quali, siccome quella mattina le briciole erano poche, ci guardavano con disdoro.
"'O primo ha portato tutt'a famiglia a ristorante", ci siamo detti con Bru', e abbiamo aumentato le razioni.
Quattro giorni fa, nel primo pomeriggio, mentre perdevo tempo al computer, vedo Artù con l'occhio appallato e la coda fuori giri che fissa il balcone. Contemporaneamente sento uno strano verso: Glugluglu, glugluglu.
Era una tortora bene in carne che, per papparsi le briciole, si era stravaccata su una delle piante scamazzandola ben bene.
Due giorni fa, stesso orario stesso verso, le tortore erano due e pure impunite, perché ci siamo avvicinati ai vetri per osservarle meglio e loro hanno fatto finta di non vederci.
Oggi le tortore sono passate a tre e stamattina i passerotti, ormai passeracei obesi, erano quattro.

Sto riflettendo se è meglio mettere più briciole o comprare una pistola a piombini.

 
 
 

Prontuario per il brindisi di Capodanno By Erri De Luca

Post n°2268 pubblicato il 31 Dicembre 2018 da vi_di


Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,

a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,

a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

P.S. by Virginia:

Tra coloro che hanno diritto al brindisi
e non sono nella poesia di Erri,
bevo alla Sea Watch e alla Sea Eye in attesa di un porto sicuro,
a tutti quelli che sono a bordo,
ai tanti altri che resteranno nel limbo del Mediterraneo
perché c'è chi crede che ci siano vite di seconda classe.
A chi può dormire sereno dopo aver negato l'approdo,
a chi non si arrende alla barbarie e spera
in un anno meno feroce ed egoista.

Auguri
 
 
 
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