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Io e i tacchi a simil-spillo

Post n°834 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da vi_di

Sappiatelo: fino a sei o sette anni fa io appartenevo alla categoria di donne che, quando dicevano " Mi metto i tacchi", indossavano le ballerine al posto delle polacchine. Mio padre, le rarissime volte che eccezionalmente indossavo anche una gonna, usava dire: "Che è, Virgì, oggi t'a travestuto 'a femmena?"
Sei o sette anni fa però ebbi la chiamata.
Nel senso letterale del termine: mi chiamò al telefono un'amica che dava una festa e mi disse: "Però nun venì com'è tuo solito coi jeans e gli scarponcini! Mettiti 'na gonna e 'no poco'e tacco, che dà disinvoltura e charme, fai vedé che in fondo in fondo sì femmena puro tu!"
Quell' in fondo in fondo scosse la mia dignità: io ero femmina sia in fondo in fondo che in superficie in superficie, cacchio! Decisi così che sarei andata femminilissima alla festa, e per questo andai a comprare, oltre ad una gonna a tubino nera stretta e con spacchetto sexy, anche un paio di scarpe con il tacco alto... alto mò... tre  centimetri scarsi, ma tuttavia un'altezza vertiginosa per una abituata alle polacchine. Pur essendo una misura non esagerata, quel tacco era comunque molto  instabile, visto che era  fatto a simil-spillo, ossia strettino in punta; questo lo faceva essere  traballante quel tanto che bastava a darmi un'andatura incerta da ' marò, mò cado!' che però pare sia molto femminile.
Signori maschietti, sappiatelo: le donne coi tacchi non sculettano per provocarvi, ma solo per mantenere l'equilibrio.
Ebbene, la sera della festa il mio look ebbe un tale successo che la  mia vanità da allora mi ha costretta spesso a ' travestirmi' da femmina.
Anche stamattina, avendo messo una gonna, ho indossato delle calzature femminili: un paio di sabot molto carini, tipo questi nell'immagine, soprattutto con il medesimo tacco sottile.
Ero lì per strada che camminavo dandomi l'aria da indossatrice sulla passerella (anche se secondo me il mio incedere somigliava di più alla camminata internazionale che fa il Principe della risata in 'Totò a colori"...)  quand'ecco che da lontano ho visto il semaforo pedonale diventare verde. 
Quando si dice il raptus... non ero in ritardo e quindi non avevo motivi per affrettarmi, eppure mi sono affrettata. Ho accelerato il passo con grave compromissione dell'ondeggiamento sexy che è diventato piuttosto un movimento ondulatorio-sussultario da scala Richter, ho accelerato, ho accelerato...ed eccomi al semaforo: è ancora verde! E vai, ultimo sprint e sarai al di là dell'incrocio! Era imminente lo scatto del rosso per cui mi sono data lo slancio per far presto... e ho inchiodato il tacco del sabot nella fessura tra una mattonella e l'altra del bordo del marciapiede!
Ma non finisce qui: infatti essendo in accelerazione non sono riuscita a fermarmi,  mi si è sfilato il piede dal sandalo e, causa slancio, mi sono trovata a metà delle strisce pedonali con un piede calzato e l'altro no, con la gente che mi guardava trattenendo il riso e gli automobilisti pronti a clacsonarmi contro, il tutto mentre scattava il rosso per i pedoni...
Scornata e scalza sono tornata indietro a recuperare quello stronzo di sabot, che non contento ha pure opposto resistenza a schiodarsi dal marciapiede costringendomi a chinarmi e a divellerlo con le mani!
Da qualche anno ho perso di vista la mia amica che diceva che i tacchi alti danno disinvoltura e charme alle donne... ma prima o poi la ritroverò, oh se la ritroverò!!!

 
 
 
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