Creato da vin49presente il 01/03/2010
....Quì radio Londra
VI RICORDO CHE QUESTO E' L'ORIGINALE E CHE E' STATO GIULIANO FERRARA A COPIARMI IL TITOLO....QUI' SI HANNO IDEE COMPLETAMENTE DIVERSE

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Cosa aspettano a fare un'altra campagna contro l'AIDS
Post n°84 pubblicato il 11 Novembre 2010 da vin49presente
Niente condom siamo teen di Mariaveronica Orrigoni Passata la grande paura dell'Aids, solo un terzo degli adolescenti italiani fa l'amore con il preservativo. Il risultato è che aumentano malattie come la clamidia, la gonorrea e il papilloma virus No, il condom no. Nel tourbillon emotivo ed ormonale che guida l'attività sessuale dei teenager, sembra questo il motto unificante. Romantici, trasgressivi, spavaldi o sciupafemmine (e sciupamaschi) che siano, i ragazzi lo rifiutano, o meglio: lo ignorano. Passata la grande paura dell'Aids che ha ingabbiato l'attività erotica di due generazioni, oggi i giovani sembrano voler credere alla favola che Hiv è battuto e sembrano voler ignorare che, purtroppo, al sesso si associa, sempre nei fatti, uno scambio che, oltre alla gioia e al piacere, muove virus e batteri. Per lasciarli fuori dal consesso basta poco: una precauzione iniziale col poco simpatico profilattico e una conoscenza reciproca nel tempo.Invece, come mostrano i dati raccolti nel "Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza" redatto da Telefono Azzurro e Eurispes, nel 2002 più della metà dei ragazzi utilizzava il profilattico durante ogni rapporto, mentre oggi non lo fa neanche uno su tre. Numeri a cui si aggiungono i tanti allarmi lanciati dalla Sigo, la Società italiana di ginecologia e di ostetricia, che promuove con il sito "Scegli tu" una forte campagna di informazione sulla contraccezione. "Da un sondaggio commissionato l'anno scorso a Milano, è emerso che una quattordicenne su sei ha già fatto l'amore, e quasi il 40 per cento delle ragazzine per la loro prima volta non ha usato nessuna protezione", spiega Giorgio Vittori, presidente della Sigo: "Addirittura la metà di loro non si è premunita neanche durante i rapporti successivi, nonostante lo scambio tra i partner sia ormai molto frequente. Siamo davanti a un'emergenza, soprattutto perché coinvolge delle giovanissime che sembrano delle donne da un punto di vista fisico, ma che in realtà sono ancora delle bambine quando si parla di gestione delle responsabilità". I giovani tra i 14 e i 18 anni sono più emancipati, non sembrano aver paura di sperimentare anche solo per pura curiosità. E, ciò che preoccupa i medici, è che non hanno nessuna voglia di tenere in conto il pericolo delle malattie trasmissibili sessualmente: non sanno nulla in matria di Aids, di gonorrea o di papilloma virus. Un'impreparazione che si riflette nella scelta delle precauzioni: la maggior parte di loro è ossessionata dalle gravidanze indesiderate e ricorre perciò a coito interrotto, pillola anticoncezionale o del giorno dopo (in Italia se ne vendono più di mille al giorno, soprattutto a ragazze under 20). Metodi che nulla fanno contro i virus, che sono tutt'altro che spariti, ma che vengono come cancellati dalla mente dei ragazzi. Quasi un anno fa fece molto scalpore una lettera scritta al "Corriere della Sera" da una studentessa universitaria, niente affatto trasgressiva, che aveva contratto l'Hiv dal fidanzato. La sua confessione riportò alla ribalta un argomento finito quasi nel dimenticatoio nonostante i numerosi nuovi contagi e scatenò una serie di polemiche che svanirono però in pochissimi giorni. Ovvio che nessuno vuole impaurire i giovani, per loro il sesso è un'esperienza giocosa e sarebbe sbagliato terrorizzarli con le malattie della promiscuità, anche se ogni anno colpiscono migliaia di adolescenti. Perché si possono evitare. E imparando a usare il condom si potrebbe di fatto quasi azzerare il rischio di contrarre infezioni pericolose. Quando si parla di malattie sessualmente trasmissibili, le conseguenze maggiori riguardano il sistema riproduttivo; spesso sono del tutto sconosciute, soprattutto dalle ragazzine, che non sanno come l'errore di oggi possa minare la loro capacità riproduttiva di domani. Francesca, 28 anni, ha scoperto di avere la clamidia quasi per caso. Qualche perdita, una visita dal ginecologo, ed ecco la diagnosi. "L'ho presa in vacanza molti anni fa, dal tipico bravo ragazzo che incontravo ogni estate al mare. Quando il dottore mi ha detto cos'avevo, mi ha subito messa al corrente di una potenziale sterilità; e ora che sono sposata e voglio una famiglia, ho le tube chiuse e non posso avere figli, a causa di uno stupido errore di tanto tempo fa", racconta. |
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