Creato da vin49presente il 01/03/2010
....Quì radio Londra
VI RICORDO CHE QUESTO E' L'ORIGINALE E CHE E' STATO GIULIANO FERRARA A COPIARMI IL TITOLO....QUI' SI HANNO IDEE COMPLETAMENTE DIVERSE

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Post n°95 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da vin49presente
'Un '68 contro il bunga bunga' di Fabio Chiusi Altro che «ragazze pagate da qualcuno per mentire». Il berlusconismo ha imposto un modello basato sullo scambio sesso-denaro-potere. E per sradicarlo oggi serve una rivoluzione culturale. L'accusa di Paolo Guzzanti (30 novembre 2010) Paolo GuzzantiAltro che «ragazze pagate da qualcuno per mentire». Altro che «cene eleganti in cui non succede nulla». Con i suoi comportamenti, le sue feste, le sue nomine di belle ragazze sessualmente disponibili alle cariche pubbliche (ma anche le sue televisioni) Silvio Berlusconi ha imposto in Italia «una mignottocrazia schiavista» che non sarà facile sradicare, perché ormai è entrata nella testa degli italiani. Quindi «c'è bisogno di un nuovo '68, di una rivoluzione culturale contro questa mignottocrazia», contro «il mercato televisivo della carne» fattosi politica, contro il «criterio di selezione del personale di servizio alle dipendenze del governo» basato su «criteri sessuali» che sta infangando l'immagine dell'Italia in tutto il mondo. Paolo Guzzanti, deputato ex Pdl e autore del recente libro "Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre" (vedi il video), non usa mezzi termini: per mettere fine all'«era di massimo disprezzo per le donne» bisogna porre fine al berlusconismo. E cambiare la mentalità anche di una opposizione che per troppi anni ha osservato passivamente il gioco dell' «imperatore», fatto di «un continuo e rivendicato stupro delle regole, delle norme, delle consuetudini» che, secondo Guzzanti, è lo specchio di una vera e propria ossessione sessuale. Onorevole Guzzanti, perché dice che serve un altro '68, questa volta contro Berlusconi e il berlusconismo? «Serve una rivoluzione culturale contro il berlusconismo inteso come distruzione della dignità della donna e delle regole della democrazia. Che vanno di pari passo: Berlusconi distrugge il decoro delle donne italiane così come e con la stessa funzione con cui disossa, disarticola la democrazia in Italia. Ma il berlusconismo non è fatto soltanto da Berlusconi». Anche dall'opposizione? «Sì, perché durante i sette anni di governo di centrosinistra non si è visto nulla che avesse soltanto l'intenzione di contrastare lo stile berlusconiano. E poi il nuovo '68 andrebbe fatto avendo come obiettivo più che Berlusconi gli italiani». In che senso? «Nel senso che andrebbe fatto rivoltando quell'Italia che è la base del consenso berlusconiano. La rivoluzione culturale dovrebbe investire prima di tutto i contenuti della televisione. Ma su questo siamo all'età delle caverne. A parte poche eccezioni, la flotta pesante Rai-Mediaset è invincibile e porta dei disvalori letali per la società italiana nei rapporti uomo-donna». L'opposizione dovrebbe rivolgersi all'elettorato del Pdl? «Certo, l'errore della sinistra è non aver inventato un linguaggio per parlare all'elettorato berlusconiano. Che non è fatto solo di cretini, ignoranti, mafiosi, antidemocratici e imbecilli, ma anche di una parte dell'Italia migliore, produttiva, avanzata, più colta. Il fatto è che Berlusconi, anche con la "mignottocrazia" ma non soltanto, riesce a parlare direttamente al ventre degli italiani, alla loro parte istintuale, bypassando la politica. Questo è il miracolo che ha compiuto: archiviare la politica come un fastidio insopportabile». Non proprio una rivoluzione liberale... «Il messaggio è "viva gli istinti e rimbocchiamoci le maniche". Tutto ciò che è pesi e contrappesi, politica politicante, Parlamento, Costituzione sono "lacci e lacciuoli", secondo Berlusconi, intralci. Come se lui fosse Gulliver che non si può muovere perché inchiodato da un esercito di piccoli nani. Altrimenti lui costruirebbe ponti, pulirebbe Napoli... Invece anche la sua "politica del fare" ha fallito totalmente». Lei accusa Berlusconi di aver messo in piedi un sistema "di fatto schiavista". In che cosa consiste? «In passato ho frequentato molto il Brasile, dove la mentalità della schiavitù è ancora permanente. La donna brasiliana è quella che ha inventato la chirurgia plastica. Le schiave impararono presto che se volevano sopravvivere dovevano mantenere vivo il loro sex appeal il più a lungo possibile, perché in Brasile a 30 anni una donna è già morta, le quindicenni la sopravanzano. Lì è stato inventato un "turnover di fabbrica del sex appeal" che è una questione esistenziale. E Berlusconi ha riprodotto, forse inconsapevolmente, lo stesso modello. Per cui tutte le ragazzine italiane, specialmente del Sud, altro non hanno in mente che le misure giuste, le tette, il culo, le cosce, il sorriso, gli occhi da mettere sul book e mandare al "Paese dei Balocchi", dove vengono portate con questi autobus che le scaricano davanti alle ville dell'imperatore» |
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