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SBOCCO SUI FIORI
Post n°61 pubblicato il 23 Aprile 2006 da padronadelvulcano
Un modo assolutamente gratuito di fare del male... Ieri sera decido che, visto che sono bella (?) giovane (ehm...) ricca (...questa, poiiiii!) e single (ecco, sì, questa è vera) DOMENICA PARTO E VADO A BARCELLONA. Oggi sono andata a prendere la carta di credito prepagata, perché non ne ho mai avuta una mia. Già il bancomat mi crea delle falle impegnative... se aggiungo un altro strumento di morte al mio conto in banca... è fatta! E poi qui nella Bassa Padovana c'è il baratto. A che mi serve la carta di credito? Bah... In ogni caso, oggi verrà ricordato come il giorno in cui anch'io ho una Visa (di gomma, per carità, e quando la schiacci fa "peow-peow", ma è piena di soldi). Mentre compravo il biglietto Venezia-Barcellona-Venezia ripensavo alla mia giornata. a mezzogiorno ne avevo già piene le palle, è stata ricca di spunti negativi... PER CITARNE UNO: Stanotte mia nonna è stata ricoverata per delle complicazioni della polmonite. Lei ha 600 anni, è madre di 5 maschi incapaci di stare al mondo e pieni di ghiaia nel cervello, incompetenti in materia di assistenza a qualsiasi creatura... insomma, un disastro. La vecchia viene ricoverata in tutta fretta e io stamattina le ho portato il necéssaire calzini-mutande-asciugamani-camicia da notte (perché il figlio rincoglionito ieri sera l'ha mollata nel letto di ospedale in MUTANDE E MAGLIONE... che amarezza...). Così chiedo a mio papà in che reparto è ricoverata. Non lo sa. Gli chiedo ma come pensi di trovarla se non sai a che piano è? E lui mi dice che si deve trovare ad un'ora da definire al momento, in un punto imprecisato del (vasto) parcheggio dell'ospedale ...e con chi si deve incontrare? Col rincoglionito che l'ha lasciata in mutande e maglione ieri sera. Auguri! Poi mio papà voleva che andassimo tutti insieme (neanche morta). Parto da sola col necéssaire e mi presento allo stronzo n.2 della mia giornata, ovvero l'infermiere del pronto soccorso per chiedere dove è stata ricoverata la signora Nome e Cognome, che è entrata d'urgenza stanotte. Il Sacco di merda mi fa: Ma lei chi è? La nipote, rispondo. Il Sacco si gratta la barbetta chic e guarda il vuoto come per cercare ispirazione, raccoglie una certa dose di saccenza e poi caga fuori le parole magiche "legge sulla privacy". In pratica non mi può dire dov'è. Io cerco di venirgli incontro: le do un documento, così sa chi sono, mi prendo la responsabilità della cosa. E lui assume la postura del disagio (ai quattro grezzi della Bassa Padovana basta sentire la parola "legge" e si rintanano umilmente a contare le pannocchie, così il Sacco può finire di giocare a sudoku). "Eh, non è così semplice...". A me viene da assassinarlo, ma gli vengo ancora più incontro: "Beh, mi dica anche solo dove posso sapere il reparto in cui è ricoverata. Non c'è l'ufficio informazioni di accettazione?". Il Sacco mi fa lo sguardo della sfida. Io mentalmente gli sto tagliando lo scroto con la forbicetta delle unghie... Lui abbozza una qualche stronzata e io esco ringhiandogli un "ma va' in figa, va'...". Cerco la nonnina per tre piani, nessuno sa niente, finché non la trovo (ovviamente era all'ultimo piano. La trovo in mutande, col maglione, incapace di muoversi. La cambio, le metto il comodino girato everso di lei e dal lato destro del letto, visto che a sinistra è paralizzata... ma non ci ha pensato nessuno?). La camicia da notte che mia mamma ha recuperato a casa nostra le sta giusta. lei la indossa lo stesso e mi dice che tanto mio zio le porterà le sue camicie da notte fra poco. Ma capirà quali sono? chiedo io. Speriamo, fa mia nonna. Secondo me arriva col tuo vestito da sposa, tanto non capisce la differenza fra un capo femminile bianco e l'altro... Dopo un po' infatti arrivano mio papà e lo zio interdetto, che invece di portare le camicie da notte ha portato VESTAGLIE DI SETA!!!! Perché "ha sbagliato cassetto"... ma vaffanculo, va'... L'unico momento gaio è stato quando un bambino di 5 anni guarda mia nonna e sua nonna (dirimpettaie di letto nella stessa stanza del reparto di geriatria) e chiede, GRIDANDO: MA QUESTO E' L'OSPEDALE PER LE VECCHIEEEEE? Io non ero nella stanza, stavo buttando involucri vari nell'unico cestino del reparto, nella stanza "soggiorno". Al momento della domanda di quell'innocente stavo rientrando nella stanza, così ho potuto vedere i sorrisi amari ma di gusto che i vari figli e nipoti dei vecchi ricoverati si sono fatti. L'irritazione sale... ragazzi, che due palle, sto dicendo tante di quelle parolacce in questi giorni... Padrona della Costa Brava
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Inviato da: FrancyRich
il 30/06/2007 alle 19:12
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il 29/06/2007 alle 22:24
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