Favola: la storia di Resperò (per ragazzi)

 

clouds and sky

 

(racconto di tipo verde)

LA STORIA DI RESPERO’

INTRODUZIONE: quando il mondo delle persone è in guerra per il troppo credere in un idealismo, ecco che gli spiriti che possono portare pace, in quanto allontanati dal comportamento dell’umanità intollerante, decidono molto spesso di trovare rifugio nel mondo selvaggio, regalando poteri ad un umile vita e aspettando tempi migliori per ritornare…

INIZIO

Favola: la storia di Resperò..

Dovete sapere che nel mondo delle favole molte sono le indole e le spiritualità che influenzano gli esseri viventi..

Tra questi, una tra le tante, ed é un essere influente delle decisioni umane è: “lo spirito della Praticità”

molti anni prima lo spirito della Praticità aveva preferito trasferirsi in Afrolandia, continente che si trova nel sud del pianeta delle favole..poichè in Eurolandia continente a nord del pianeta era scoppiata una guerra e lui pacifico come è, era fuggito al sud..

Ma la guerra nel nord del pianeta per fortuna era terminata e fu così che la Praticità capì che quello era il momento giusto per tornare in Eurolandia, doveva ora tornare a vivere tra le persone istruite..le crudeltà della guerra appena vissuta avevano cambiato le intenzioni dei politici, ed ora convincere con la praticità al sincero tollerare il differente, ed a difendere con la praticità con la tolleranza alle diverse opinioni, il senso della praticità una volta messo in discussione adesso poteva tornare ad essere preferito, poichè tutti dovevano guadagnare qualcosa dalla pace: “ognuno a casa sua! stando attenti a non giudicare con pignoleria il prossimo..si doveva obbedire alle regole, ma sempre rispettando l’indole variante dei popoli in quanto ogni forma di vita andava rispettata”.

Ma prima però lo spirito della praticità doveva ringraziare quel mite ed semplice umano selvaggio che lo aveva tenuto vivo in lui in tutti questi anni che lo spirito della praticità aveva vissuto in Afrolandia..

Dovete sapere che lo spirito della praticità si era consolato vivendo nel corpo di un selvaggio, dei momenti di frustrazione di non essere capito dal mondo civilizzato e decise per questo che avrebbe fatto un dono a quell’essere umile così gentile, decise di dare a quello umano di pelle nera, che si chiamava Resperò, il potere di guarire i malati ed i feriti, sia che essi fossero persone, sia che essi fossero animali..era sufficiente che Resperò accarezzasse la parte ammalata o ferita con l’intenzione di guarire e l’individuo umano oppure l’individuo animale guarivano davvero..

Lo spirito della praticità decise questo affinchè anche la vita selvaggia potesse essere utile, poichè tutti gli esseri viventi del pianeta erano una risorsa per la solidarietà, egli volle che questo miracolo avvenisse anche tra i selvaggi, esseri umani di pelle nera così semplici e umili ma ugualmente felici, il saper guarire i malati era utile anche a loro…al parere dello spirito della praticità non importava a chi si causasse la guarigione e la vita secondo lui a causa della praticità era possibile essere guariti anche dall’aiuto di un selvaggio..così in nome della vita tranquilla e sperimentata..lo “spirito della praticità” decise questo: “renderò miracoloso anche un essere appartenente al mondo selvaggio!”.

Dopo aver dato questo potere a Resperò il selvaggio, lo spirito della praticità se ne andò da lui e tornò volando verso Eurolandia, verso il nord del pianeta e obbedendo alle implorazioni di una necessaria nuova saggezza da realizzare in quei luoghi ..

Tornato nelle terre del nord…lo spirito della praticità si incarnò contento in scrittori, filosofi, poeti e capi di governo e di certo in coloro che volevano una volontà di pace nel mondo per molti, e fu libero di utilizzare loro per influenzare il comportamento legislativo dei governanti favorendo in molti il compromesso di fare qualche sacrificio in nome della pace..

Dopo qualche mese finalmente una pace fondata sulla “praticità” tornò a governare su tutto il nord del pianeta…”anche se siamo differenti siamo uguali nelle speranze..quindi restiamo amici ugualmente!” affermarono con praticità i capi di ogni popolo.

Intanto lontano nella selvaggia Afrolandia cosa accadeva?

Il selvaggio di nome Resperò, non si rese conto subito del potere che avevano le sue mani..ma egli ora poteva guarire chiunque..bastava accarezzare un’ammalato..ed il sofferente guariva.

il selvaggio Resperò col tempo capì e poi imparò a guarire fratture e ferite da freccia o da taglio..semplicemente ponendo le sue mani sulla testa del malato o del ferito..dopo qualche attimo il malato guariva…il ferito guariva a causa del miracolo di Resperò, i malati di cui parlo però erano i semplici umani di pelle nera della sua tribù.

Si! la praticità comandava la forza e gli elementi del corpo vivente a tornare sani..ed essi erano incoraggiati a guarire dalla malattia, la praticità non poteva guarire lo spirito..ma poteva guarire il corpo vivente nel sangue e nei muscoli..ed in seguito la consapevolezza di essere guariti e tornati in buona salute, consolava gli ammalati delle loro colpe se le avevano..e guarivano pian piano anche nello spirito..

Resperò aiutava anche chi non era umano, aiutò tutti gli animali a fuggire lontano quando arrivarono gli uomini bianchi malvagi e cacciatori di frodo ..ed un giorno vedendo uno scimpanzé ferito da una freccia ..egli intuì che se avrebbe accarezzato la ferita sanguinante, il fratello scimpanzè sarebbe stato guarito..poichè per chi vive in modo selvaggio gli scimpanzé sono da considerare fratelli per lui..e così Resperò si comportò in questo modo..pose le sue mani sulla ferita dello scimpanze…e la freccia uscì all’improvviso dalle carni..e subito dopo la ferita rimarginò…lo scimpanzé tornò rapidamente in forze..l’amico animale era guarito come per miracolo.

Furono causati molti miracoli dal selvaggio di nome Resperò…

Passarono i mesi e molti facevano offerte al guaritore Resperò, poichè molti malati della sua tribù guarivano miracolosamente, la sua tribù era molta grata a Resperò, e la sua fama di guaritore si diffuse in tutto il sud di Afrolandia tra le genti..

“Ma tu hai dei poteri miracolosi” dicevano gli amici della tribù a Resperò, e poi dissero: “ con te caro Resperò faremo del bene a molti e riceveremo regali da molti..tu hai il potere di guarire il corpo ammalato caro amico, sei magico…” .

Da quel giorno il capo tribù che si chiamava Berengue, considerò il “selvaggio guaritore” con molto più attenzioni di prima..come un vero amico, come se Resperò fosse diventato una persona pari a lui.

Dovete sapere che i ragazzi del villaggio andavano dicendo a tutti in quella zona di Afrolandia che esisteva un guaritore tra loro e quindi la loro tribù seppur povera doveva essere trattata con rispetto…

A causa di questo la notizia dei miracoli si sparse per tutto la regione e tutti gli uomini delle tribù vicine, seppero che i poteri di Resperò erano utili e vollero tutti un bene grande a quell’umano di pelle nera come loro, anche se era abbigliato come un selvaggio vestito di pelli di animale, era molto amichevole e portarono Resperò ad ogni villaggio vicino per far gioire dei suoi miracoli più persone……

Dovete sapere che Resperò guarì anche una bambina di colore malata ai reni…e guarì molti altri ancora..tutti coloro che avevano chiesto aiuto alla sua tribù furono guariti per la gioia di molti.

il selvaggio Resperò ottenne molti regali dalla sua gente per ringraziamento e potè smettere di vivere chiedendo la carità e gli fu donata dal capo Berenguè una ampia capanna nel villaggio…

I giorni passarono e la notizia che nella regione viveva un misterioso guaritore capace di molti miracoli si diffuse per tutta la popolazione del sud Afrolandia.

Dovete sapere infatti, che in quei giorni la figlia del governatore, tale Cristina Villiams, si era ammalata gravemente di una malattia rara, tanto rara e tanto sconosciuta che nessuno la sapeva guarire, una vera malattia tropicale e così il nobile bianco Villiams era disperato e molto triste nel vedere che la medicina del suo dottore di pelle bianca, che doveva essere il migliore in quei luoghi per questo motivo, non riusciva suo malgrado a guarire sua figlia,

Fu così che il governatore chiese ai suoi servi di colore di mandare alla sua casa i migliori dottori della regione vicina..ma essi ugualmente non erano in grado di guarire la sua bambina ed ella restò ammalata per molti giorni.

Dovete sapere che i consiglieri del governatore di quella regione, che era un nobile di razza bianca con l’incarico di amministrare quelle terre…suggerirono ugualmente al governatore bianco, che governava la regione tale lord Villiams, questo era il suo nome, di incontrare il capo tribù Berenguè ed il suo amico guaritore per complimentarsi con loro.

Lord Villiams aveva saputo che esisteva nella parte della regione che amministrava, un guaritore ritenuto molto abile, ed aveva sentito dire che questi era un guaritore capace di molti miracoli..

Poiché il villaggio di cui si parlava, era residente in una zona della regione africana sotto il suo dominio, Lord Villiams si incuriosì molto di questa strana notizia..le capacità miracolose di cui si parlava erano ritenute da tutti molto speciali..e così Lord Villiams ascoltò il suggerimento e decise di voler conoscere di persona quel guaritore, ma il governatore non sapeva ancora che il vero guaritore era un giovane selvaggio ed ignorante….Lord Villiams lo immaginava un uomo istruito e civilizzato ed educato dai bei modi…forse era un negro va bene, ma era sempre secondo lui certamente un essere umano esperto in medicina.

Dovete sapere che il governatore Lord Vlliams era razzista e difendeva un suo ideale personale, nonostante fosse per tutti una cattiveria la teoria per la quale l’uomo bianco è superiore all’uomo negro Lord Villiams la riteneva cosa giusta con molto convincimento…

Infatti Lord Villiams era un uomo bianco ed era stato nominato governatore in quanto era un giudice istruito..

Il governo di Afrolandia sapendo che molti appartenenti al popolo negro di quella regione, erano ignoranti e poveri, avevano scelto Lord Villiams come governatore e lo riteneva giusto, in quanto i negri erano bisognosi di essere governati dall’intelligenza e dalla migliore saggezza di un nobile bianco, era necessario fare questo per far vivere in pace le tribù di negri sempre in competizione, dovete sapere che in quella zona di Afrolandia la mentalità colonialista era molto diffusa tra i bianchi.

Quando i dottori di colore, istruiti e preparati, si accorsero che l’unica speranza di guarigione era rivolta in un selvaggio ignorante di pelle nera, decisero ugualmente di portarlo dal padrone bianco, l’importante secondo loro era che qualcuno guarisse l’ammalata, il selvaggio Resperò quindi era ritenuto l’unica possibilità…e comandarono il capo tribù Berenguè a condurre il suo guaritore alla villa del governatore per dare aiuto alla figlia dell’uomo bianco che era ammalata gravemente da molti mesi…

Il governatore bianco sperava però che quell’unica possibilità di guarigione fosse abbinata ad una persona esperta in medicina, che forse quel guaritore era forse un negro istruito, e si aspettava di incontrare un uomo di colore si ma almeno preparato e capace ..”nasconderò in nome di questa abilità riconosciuta da molti, il parere del mio convincimento razzista ..quello di cui parlano è di certo un dottore qualificato quindi merita rispetto anche lui!..”

Giunse finalmente il giorno che il guaritore fu portato dal capo tribù Berengué alla casa del governatore per sanargli la figlia.

Tutti i presenti si fecero largo davanti all’abitazione di Lord Villiams per far passare il misterioso guaritore, facendo spazio nei corridoi per farlo giungere nella stanza dell’ammalata dove l’attendeva il governatore ed il suo medico bianco..

“Fate entrare il guaritore più famoso di Afrolandia, che egli salvi mia figlia!”..ordinò il nobile bianco ai servi battendo le mani due volte per attirare l’attenzione dei presenti.

Ed il misterioso guaritore entrò:

“E lei il famoso guaritore?” chiese Lord Villiams ad un uomo di pelle nera si! ma ben vestito e con un atteggiamento istruito,

“No SIr! Il vero guaritore è questo selvaggio qui vicino a me!” rispose Berengué con sincerità indicando quello che stava dietro di lui.. “Si chiama Resperò!”.

Ma che stupore sconvolgente per il governatore bianco… che orrore per quell’uomo ordinato ed idealista della razza bianca, dovete sapere che nel vedere Resperò, a Lord Villiams il suo sangue nobile gli ribollì dentro….

Dovete sapere che il governatore bianco non appena vide che il guaritore portato dai consiglieri negri era in realtà un vero selvaggio, mezzo nudo, a piedi nudi, vestito in parte di pelli di animale ed in parte di foglie di palma ..un vero essere probabilmente poco pulito ed ignorante, al parere del giudicare di un lord, Resperò appariva come un individuo da ritenere poco più di un animale,  seppur il presunto guaritore era riverito e rispettato da un intero villaggio di negri, Lord Villiams fu incredulo alla sua fama di medico ed affermò: “Oh! Maledizione!.. é sempre un selvaggio ignorante in quanto appare sporco di fango..ed è molto più simile ad un animale che ad una persona, probabilmente è privo anche di una vera educazione!” disse il nobile Lord Williams premendosi sul naso un fazzoletto a causa della presenza nella stanza di un selvaggio, un fazzoletto profumato preso da una tasca dal vestito del nobile.

Non appena Lord Villiams si rese conto di quanto fosse ridicola la situazione in cui si trovava, pensò dapprincipio ad uno scherzo e si alterò molto e rimproverò il capo tribù, poi rimproverò i suoi consiglieri di colore di essere stati poco riguardosi con lui ed aggiunse:

“Ma come vi siete permessi..portare qui un vero selvaggio vestito in questo modo strano, poco lavato e simile al mio parere più ad una scimmia che ad un umano…e poi qui in casa mia… e volete che io creda che questo individuo selvaggio sia in grado di fare miracoli?..mentitori ed ingrati che non siete altro!” urlò il governatore bianco a tutti i presenti.

Si! quel lord Villiams era proprio un razzista e smise di nasconderlo, riteneva inferiori tutti i selvaggi e tutti gli umani non degni di rispetto e meritevoli di buoni paragoni.

“Mi avete portato un individuo sporco e mal vestito nella mia dimora ..cosa è questo?..é uno scherzo!”..

“Un essere impuro..uno sporco selvaggio qui in casa mia.. che potrebbe contaminare con qualche altro virus la mia dimora.. potrebbe contaminare mia figlia ed forse anche me, mia figlia vedete e già molto malata poiché qualcuno l’ha contagiata…forse questo pigmeo è pure un portatore sano di qualche malattia infettiva..la mia povera bambina dovete sapere è stata contaminata forse da un selvaggio, e costoro che fanno? me ne portano un altro!..terribile a pensarsi…ma che siete matti!..”

“Portate subito via dalla mia casa questo individuo simile ad animale sporco… non credo che questo selvaggio abbia il potere che raccontate..poichè il potere di guarire, sempre se il potere di guarire esiste davvero, c’è lo ha sicuramente una persona di bell’aspetto, sana di testa e lo dimostra vestendosi in modo serio, una persona pulita ed istruita e certamente di razza bianca…

Certamente il guaritore che occorre a mia figlia è una persona dai capelli biondi con gli occhi azzurri ed alta di statura, via tutti voi brutti negri ignoranti..voi volete imbrogliare un padre bianco che soffre!” urlò di nuovo il governatore mettendosi una mano sul torace per calmarsi a causa del turbamento causato dall’incomprensione dei presenti per suoi ideali pignoli nel selezionare..

Tutti scapparono da quella casa impauriti..temevano che il governatore chiamasse i soldati o prendesse delle armi ..se lo faceva sarebbero stati guai per tutti.

Fu così che il capo tribù di nome Berenguè ed il selvaggio Resperò furono allontanati rapidamente e sgarbatamente da quel luogo.

Dovete sapere che i capi dei villaggio in quei giorni ricevettero l’ordine scritto dal governatore bianco di quella zona del Afrolandia, di allontanare dal villaggio, prima che potevano, il selvaggio stregato, in modo da sminuirne la suggestione creata intorno a Resperò, e di lasciarlo vivere libero si! ma in solitudine nella foresta per volontà della saggezza bianca…

Inoltre il governatore ordinò che “nessuno chieda aiuto, da questo giorno in poi, al potere anomalo e impuro di quell’umano selvaggio..al mio parere di certo esso é causato da una invenzione umana che crede ingenuamente in una natura distorta, decisa da parte di qualcuno e voluta senz’altro per deridere l’umanità!”…

Tanto fece il nobile bianco, tanto disse, che voleva che nessuno fosse più aiutato dal selvaggio guaritore..facendo temere al villaggio di Berengue tremende rappresaglie mediante soldati armati, intimidazioni dovute all’accusa di voler fare un dispetto nei riguardi della vera saggezza umana…….

Dovete sapere che il selvaggio Resperò dovette fuggire nella foresta e tornò libero del tutto vivendo inizialmente in solitudine e si riabituò così alla vita selvaggia tra gli alberi, visse umilmente come fanno i selvaggi, tornò ad unirsi a quelli come lui…esseri sperduti tenuti vivi dalle risorse naturali della savana e dei suoi alberi da frutto….

I giorni passarono e dovete sapere che nessun medico bianco e nessun negro istruito, riuscì a guarire la povera figlia del governatore Villiams, la sua malattia era purtroppo molto grave e rara.. non si riusciva purtroppo a trovare una cura efficace per lei.

Fu così che la figlia del governatore a causa della sua malattia, si aggravò ulteriormente , la figlia Cristina si indebolì nella salute e morì prima della fine di quell’anno a causa di un forte attacco di asma..

L’incredulità di suo padre ne aveva causato la morte…poichè dovete sapere che interpretare la vita terrena con troppo idealismo, ad esempio in modo razzista, aveva causato un’altra vittima in quel mondo…sarebbe stata sufficiente una mentalità leggermente più pratica e si sarebbe salvata anche quella bambina..ma non fu così in quei luoghi, anche nel sud di Afrolandia a causa dell’uomo bianco, si era consigliati da un testardo idealismo..in quei luoghi si preferì dare ascolto all’intolleranza.. .

Morale:

a volte le idee filosofiche che consigliano un interpretazione pratica della vita umana richiedono sacrifici e momenti di pochezza di immagine..

ad esempio occorre avere l’umiltà di dover paragonarsi ad un essere meno intelligente di noi…rinunciando alla furbizia del massimo profitto dovuto al voler fare della carità..

Ma poi il tutto è però seguito e premiato da un profonda soddisfazione per noi, poiché l’interpretare con praticità e bontà la speranza di vedere esaudite i nostri sogni, rendendo necessarie la tolleranza e l’amore tra le genti ci fa sentire virtuosi…quindi riteniamoci in nome della pace “seppur tutti differenti ugualmente tutti uguali”..e crediamo nell’amore e nella fraternità tra i popoli..

Fine

Autore: Egidio Zippone

(Milano, Ottobre 2011)

Giudizio: interessante, originale

voto (da 5 a 10): 9

Favola: la storia di Resperò (per ragazzi)ultima modifica: 2020-12-26T19:25:13+01:00da scrittore59

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