Trieste, No Pass sgomberati al porto. Sui manifestanti lacrimogeni e idranti. Ferito un agente. Salvini e Meloni: sono pacifici

È cominciato stamani sgombero dei manifestanti che stazionano davanti al Varco 4 di Trieste. Alcuni mezzi della polizia sono giunti intorno alle 8 al presidio davanti al Varco 4 dall’interno del Porto. I manifestanti li attendevano seduti dall’altro lato del Varco lungo la strada seduti a terra intonando «La gente come noi non molla mai» e «Libertà». I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi «in nome della legge» poi sono stati azionati gli idranti. La polizia, prima con gli aidranti e poi con un paio di cariche, ha cercato di disperdere i manifestanti dalla sede stradale.

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La polizia ha sparato lacrimogeni sui manifestanti, disperdendo la folla che continuava a stazionare. In tanti, dunque, sono arretrati su via dei Campi Elisi. I manifestanti si sono dispersi lungo i Campi Elisi. Alcuni stanno invitando le persone a scendere in strada e a protestare contro l’operazione di sgombero. È immaginabile che la polizia stia intanto prendendo possesso dell’area antistante il Varco 4.

Un agente del Reparto mobile è rimasto ferito nelle operazioni di sgombero del Varco 4 del Porto di Trieste. Si ignorano le sue condizioni, che tuttavia non dovrebbero essere preoccupanti. La polizia, intanto, sta vagliando la posizione di 5/6 persone che manifestavano. Lo si apprende da fonti della Questura.

Alla testa del corteo, entrato in piazza Unità d’Italia, c’è il dimissionario portavoce del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste Stefano Puzzer, che ha dichiarato: «Vediamo se hanno il coraggio di caricarci anche in piazza Unità d’Italia». Intanto, il traffico lungo le Rive è stato bloccato dalle forze dell’ordine al passaggio dei manifestanti. In piazza ci sono passanti e turisti e anche alcuni presidi di agenti.

Salvini e Meloni: idranti su lavoratori pacifici. Matteo Salvini ha commentato così i fatti di Trieste: “Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?”. Critica anche Giorgia Meloni: “Idranti contro i lavoratori che scioperano al porto di Trieste. Lo stesso governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale”.

Nello spiazzo antistante c’erano alcune centinaia di persone che stazionavano. La polizia invece in prossimità del Varco ha costituito una sorta di barriera tra uomini e mezzi spingendo lavoratori e No Green pass lontano dal Varco stesso. I manifestanti – tra portuali con le tute gialle e No Green pass – si sono alzati in piedi gridando «libertà» e chiedendo alle forze dell’ordine di arretrare. E ancora: «Abbiamo tutti famiglia, vogliamo il diritto a lavorare». Tra i portuali c’è anche Stefano Puzzer, leader della protesta. Uno dei lavoratori ha accusato un leggero malore durante le prime fasi concitate dello sgombero ed è stato allontanato dalla folla dai colleghi. Un’ambulanza è giunta poco dopo per soccorrerlo. I manifestanti, quando gli idranti sono stati chiusi, si sono seduti nuovamente tenendosi per mano o abbracciandosi, mentre i mezzi della polizia hanno avanzato lentamente per poi fermarsi. In un secondo momento sono stati di nuovo azionati gli idranti nel tentativo di scoraggiare i manifestanti dal resistere e opporre resistenza. Poco prima di lanciare nuovamente acqua, i poliziotti hanno tentato vanamente di alzare da terra i portuali che si tenevano per mano.

Nell’avanzare, il blocco della polizia ha superato il gruppo di portuali che sedeva a terra – tra i quali c’era anche Stefano Puzzer – di fatto isolandolo dal resto dei manifestanti nel momento in cui gli agenti hanno continuato ad avanzare. I poliziotti, avanzando anche con piccole cariche e con intervallato uso di idranti, hanno guadagnato un centinaio di metri e continuano a costringere i manifestanti ad arretrare.

C’è chi prega con il capo chino, c’è chi tra le lacrime dice «Io da qui non mi muovo, fino alla fine»: molti dei manifestanti No Green pass al porto di Trieste si stringono mano nella mano seduti a terra, a giustificare la loro volontà di non abbandonare il campo al Varco 4, mentre i poliziotti, in tenuta antisommossa, sono schierati di fronte al presidio per sgomberarlo, così come indicato dalla Prefettura. «Siamo disarmati, abbiamo bambini a casa, vergogna», grida una manifestante all’indirizzo dei poliziotti.

La polizia spinge i manifestanti verso il parcheggio
La polizia – una barriera di agenti con due automezzi con idranti e alcuni mezzi blindati – continua ad operare a fisarmonica: avanza di qualche metro e si ferma per qualche istante, poi continua ad allontanare i manifestanti sospingendoli verso l’esterno. Gli agenti mirano a spingere i manifestanti nell’area del parcheggio antistante il Varco 4, dove parcheggiano i camion, per consentire così ai manifestanti di continuare la loro protesta e nel contempo al Porto di riprendere regolarmente l’attività.

I manifestanti si tengono per mano. Malore per un portuale
Nello spiazzo antistante ci sono alcune centinaia di persone che stazionano. La polizia invece in prossimità del Varco ha costituito una sorta di barriera tra uomini e mezzi e conta di avanzare lentamente spingendo lavoratori e No Green pass lontano dal Varco stesso. I manifestanti – tra portuali con le tute gialle e No Green pass – si sono alzati in piedi gridando ‘libertà’ e chiedendo alle forze dell’ordine di arretrare. E ancora: ‘abbiamo tutti famiglià, ‘vogliamo il diritto a lavorarè. Tra i portuali c’è anche Stefano Puzzer, leader della protesta. Uno dei lavoratori ha accusato un leggero malore durante le prime fasi concitate dello sgombero ed è stato allontanato dalla folla dai colleghi. Un’ambulanza è giunta poco dopo per soccorrerlo I manifestanti quando gli idranti sono stati chiusi, si sono seduti nuovamente tenendosi per mano o abbracciandosi, mentre i mezzi della polizia hanno avanzato lentamente per poi fermarsi.

La linea dei sindacati
Al di là delle divergenze organizzative su come gestire la protesta, pare comunque essere stato ascoltato l’appello dei sindacati. “Liberate il porto”, le legittime manifestazioni di dissenso “devono essere garantite, ma non possono impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive per il futuro”,avevano affermato Cgil, Cisl e Uil.

“Quelle persone che hanno dimostrato solidarietà a quei lavoratori portuali in presidio facciano un passo in avanti e liberino il porto e quei lavoratori da un peso e una responsabilità che non hanno. Non si esasperi questa situazione perché, nel rispetto di tutte le idee, chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza”.

Trieste, No Pass sgomberati al porto. Sui manifestanti lacrimogeni e idranti. Ferito un agente. Salvini e Meloni: sono pacificiultima modifica: 2021-10-18T13:50:52+02:00da manuela_man27

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