Il caso della studentessa di legge scomparsa: corpo ritrovato 13 giorni dopo in una cisterna, è stata violentata

La serata passata con due amici, poi la corsa in taxi finita con l’abbandono sul ciglio di una strada tristemente famosa, infine la denuncia di scomparsa e l’epilogo più tragico: il ritrovamento del corpo in decomposizione in una cisterna. La storia di Debanhi Escobar, studentessa 18enne di Giurisprudenza, tiene il Messico con il fiato sospeso. L’ultimo tassello, proveniente dalla seconda autopsia eseguita sul corpo della giovane, parla di omicidio e violenza sessuale.

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Ma procediamo con ordine. Debanhi ha passato la serata dell’8 aprile con due amici, poi uno di loro ha chiamato un taxi che anziché riportarla a casa l’ha lasciata sul ciglio di un’autostrada nel nord del Messico, alla periferia della città di Monterrey, conosciuta come la “Strada della morte”. L’ipotesi è che la ragazza sia scesa dall’auto in seguito al tentativo di molestie da parte del tassista, che le ha anche scattato una foto a riprova del fatto che la giovane fosse viva. L’uomo è stato arrestato.

Dopo 13 giorni dalla denuncia di scomparsa, il corpo della giovane è stato ritrovato nella cisterna di un motel nel comune di Escobedo, a poche centinaia di metri da dove l’autista del taxi l’aveva lasciata e dal confine con gli Stati Uniti. A far scattare l’allarme, i dipendenti del motel che avevano avvertito un cattivo odore provenire dalla cisterna accanto alla piscina. L’esame del Dna ha confermato quello che gli abiti e la catenina ritrovati sul corpo in decomposizione avevano fatto supporre: si trattava di Debanhi.

Mentre continuano le indagini sulla sua morte, El Paìs ha diffuso i risultati dell’autopsia fatta eseguire dalla famiglia Escobar. Nel referto medico legale si afferma che la causa del decesso è stata un colpo secco alla testa. La stessa cosa che era stata accertata nella prima autopsia rilasciata dalle autorità. Ma maggiori dettagli dal secondo rapporto rivelano che la sua morte non è stata accidentale.

Descrivendo il modo in cui è morta la studentessa di giurisprudenza dell’Università Autonoma di Nuevo Leon, il rapporto indica che ha subito diverse contusioni alla testa, “di origine esterna al corpo e perché intense, ripetute e con diversi angoli di impatto, ne consegue che sono stati causati da un’altra persona e che si tratta di una morte omicida violenta”. Inoltre, si afferma che Debanhi sia stata vittima di un’aggressione sessuale, cosa che non era stata menzionata nella prima autopsia ed era una delle grandi questioni del caso. «Il corpo mostra segni di una relazione sessuale vaginale, violenta e recente», indica il rapporto.

Il caso della studentessa di legge scomparsa: corpo ritrovato 13 giorni dopo in una cisterna, è stata violentataultima modifica: 2022-05-13T18:38:53+02:00da manuela_man27

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