Chiede di essere pagata: «Dove sono i miei soldi?». E il datore di lavoro la picchia a calci e pugni

Si è presentata dal suo datore di lavoro, chiedendo di essere pagata. Ma è stata aggredita, in una escalation di violenza, con calci e pugni. Il tutto, in diretta sui social.

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La denuncia social
L’episodio è stato denunciato da una pagina Facebook, ‘Il pagamento? Poi vediamo – Osservatorio sullo sfruttamento in Calabria’. Nel post si vede il video della diretta fatta dalla giovane donna, originaria dell’Africa, che si era presentata nella struttura balneare dove lavora, chiedendo al datore di lavoro: «Dove sono i miei soldi? Io da qui non me ne vado». Secondo quanto riportato dalla pagina Facebook, l’episodio sarebbe avvenuto a Soverato Marina (Catanzaro).

L’aggressione
«Non ti preoccupare, ci sono gli avvocati e adesso arrivano i carabinieri. Questa è casa mia», la replica del datore di lavoro. Che poi, quando scopre che la ragazza sta riprendendo tutto in una diretta social, diventa sempre più aggressivo, fino a prenderla a calci e pugni, tentando anche di distruggere il cellulare.

Chi è la vittima
La vittima dell’aggressione si chiama Beauty ed è una giovane donna straniera, mamma di una bambina di quattro anni. Dopo l’aggressione non aveva sporto denuncia, ma si era presentata al pronto soccorso per farsi medicare: è stata poi dimessa e ora sta bene, secondo quanto denuncia l’associazione calabrese che denuncia soprusi sul lavoro, che si è offerta di fornirle assistenza legale e sindacale. «Il locale non è nuovo a cose di questo tipo, anche l’anno scorso ha avuto gli stessi atteggiamenti con il figlio della signora del video – aggiunge l’associazione – La ragazza ha già un avvocato, gli abbiamo offerto assistenza sindacale per recuperare immediatamente le spettanze (poi l’iter penale per l’aggressione segue un altra procedura)».

Le reazioni
Mentre i carabinieri stanno indagando sull’accaduto, non si sono fatte attendere le reazioni di condanna della politica, specialmente quella locale. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha scritto su Twitter: «Dalla bellissima Soverato arriva una brutta storia. Il lavoro – che non deve in alcun modo somigliare alla schiavitù – si paga, sempre. E deve essere regolare: il nero o il fuori busta sono contro la legge. Solidarietà a Beauty. Gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto».

Anche Ernesto Magorno, senatore e coordinatore regionale di Italia Viva, ha condannato l’aggressione: «Chiede di essere pagata per il suo lavoro e viene aggredita. Enorme dispiacere per quanto successo a #Soverato. Ogni atto di violenza è da condannare fermamente, sia fatta piena luce su quanto accaduto».

«A Soverato ennesima scena di razzismo, ennesima violenza su una donna, ennesimo mancato rispetto di una lavoratrice» – ha scritto sui social Caterina Bini, senatrice del Pd e sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento – «Condanno fermamente quanto avvenuto e invio a Beauty, la giovane ragazza nigeriana aggredita e alla sua famiglia un abbraccio di solidarietà e vicinanza».

Chiede di essere pagata: «Dove sono i miei soldi?». E il datore di lavoro la picchia a calci e pugniultima modifica: 2022-08-03T18:55:40+02:00da manuela_man27

One thought on “Chiede di essere pagata: «Dove sono i miei soldi?». E il datore di lavoro la picchia a calci e pugni

  1. L’ARTICLO DI NIGERIANA,”CHIEDE DI ESSERE PAGATA”:”DOVE SONO I MIEI SOLDI ?”, SUSCITA IN SVARIATI “CITTADINI ITALIANI” INDIGNAZIONE,POICHE’,APPENA SI SENTE DIRE QUALCOSA NEI LORO CONFRONTI “VERA HO FALSA,SI SPOSTANO TANTE ORGANIZAZZIONI,E’ SI IMPEGNANO PER LA LORO DIFISA, SOLIDARIETA’, REGALIE, ECC.,MENTRE CAPITANDO “CASI REALMENTE SERI ED ECLATANTI”A SVARIATI DI NOI ITALIANI, ESSENDO SOGGETTI “UMILI E’ ONESTI”,SIAMO BEN BENE BISTRATTATI, PRESI A BEFFE E’ PER I FONDELLI,SE CHIEDIAMO I NOSTRI SOLDI SIA PER IL LAVORO ESPLETATO SIA PER OTTERERE IL “RIMBORSO” DEL DENARO RELATIVO ALLA NOSTRA PENSIONE.(CASO PERSONALE TANGIBILE), SI “RENDE NOTO”,CHE NON TRATTASI DI RAZZISMO BENSI’ DELLA NETTA REALTA’ VIGENTE DA SVARIATI ANNI. DIFATTI AI NULLA FACENTI O POCO LAVORO ESPLETATO,SI REGALA “TANTO DENARO PUBBLICO” E’ QUASI TUTTI CONDUCONO LA VITA DA PASCIA’,MENTRE NOI LAVORATORI ITALIANI,PERCHE’ “ONESTI E’ UMILI”CI COSTRINGONO E’ “ISTIGANO” A MORIRE DI FAME,ED A ELEMOSINARE SE NON VOGLIAMO MORIRE. PERTANTO TRATTASI DI INGIUSTIZIA NEI CONFRONTI DI NOI “ONSTI LAVORATORI. PER CUI IN MTANTI SI CHIEDONO, PERCHE’ TANTO AFFETTO PER SVARIATI STRANIERI CHE REALMENTE HANNO ROVINATO LA NOSTRA BELLA ITALIA IN VARI MODI DI CUI E’ A VISTA D’OCCHIO?,
    FRA’ POCO VI RACCONTERO’ “CASO” REALE ACCADUTO IERI “03 AGOSTO 2022”.
    IN FEDE CECLIA LOLIVA PINTO STUDENTE DETECTIVE

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