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Simona Squadrito

Inchiostro e dinamite. Simona Squadrito ha deciso di non lasciare l’Antigruppo nel cono d’ombra della storia ufficiale. Di rimetterlo in circolo. Di restituirgli corpo, conflitto, comunità.

Antigruppo siciliano. Parliamo di un gruppo di poeti e artisti che, per quasi un ventennio, ha attraversato e incendiato il dibattito culturale siciliano e internazionale. Un’esperienza rimossa, marginalizzata, ridotta al silenzio non per mancanza di forza, ma per snobismo culturale e per l’incapacità delle narrazioni dominanti di accogliere pratiche realmente antagoniste. (Simona Squadrito)

Lettura all’interno di CONNESSIONI, rubrica di CIRCUITI AinT – Artisti in Transito, un reticolo di storie che si riconoscono e si attraversano (Mazara del Vallo 2026, La prima stella di Gibellina, E Mi Accendo).

Il termine indagato da CONNESSIONI1 è “Antigruppo siciliano” con Simona Squadrito autrice di “Inchiostro e dinamite” pubblicato da Postmedia Books,  2025. “Ogni libro racconta una storia, ed ha la sua storia” – dice Squadrito. Come parte della sezione LAB della fiera Art Verona con “Un Tulipano rosso” nel 2022 Squadrito presenta il suo progetto, la ricerca sul movimento dell’Antigruppo siciliano indagando questa voce nei suoi riverberi internazionali. A metà degli anni ’70 l’Antigruppo sbarcava nel mondo anglosassone e la Cross-Cultural Communications di Stanley Barkan (500 titoli in 59 lingue diverse) pubblica nel 1976 ‘Sicilian Antigruppo’ una antologia dei poeti siciliani nella serie di riviste di letteratura ed arte mondiale,  raccolte e spesso tradotte bilingue, tra queste italiano e siciliano.  Voci quelle dell’antigruppo, dal 1968 fino agli anni ‘80, come fenomeno che ai più è dato sapere solo attraverso sommarie notizie di rete. O inserito nel campo letterario Beat italiano, che nel Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano del 1979 trova il suo culmine e in un certo senso il suo declino (Beat 72, le culture del dissenso, in POP/BEAT Liberi di Sognareˡⁱⁿᵏ). La spinta collettiva dell’Antigruppo siciliano è altresì fisiologicamente conclusa in quegli anni, forse per eccesso di personalismi. Ma è proprio la sua vocazione corale – come spiega l’autrice – di salvaguardia della lingua siciliana, e le sue stratificazioni, e il plurilinguismo delle delegazioni invitate agli “Incontri dei Popoli del Mediterraneo” ideati da Rolando Certa e tenutisi dal 1979 al 1986 a Mazara del Vallo che miravano a trasformare il Mediterraneo in un “mare di pace e cooperazione”, ad essere quel nodo di complessità che rendeva il movimento attrattivo ma puntellato inevitabilmente di Disguidi e Conflitti. Spiega meglio Simona: da un lato generati da un mal d’essere sociale, dal mal de vivre la Sicilia e la “Sicilitudine, che – come scrive nel ‘59 Crescenzio Cane, artista e scrittore, un futuro attivista de L’Antigruppo – è una condizione dello spirito che scaturiva dalla paura e dalla solitudine che ti assaliva a vivere in Sicilia, terra di illusioni e delusioni, di slanci e di tirannidi: il fascismo prima, la mafia dopo”.

Di conflitto, ancora, con tentativi di negoziare e illustrare la pace raccogliendo le voci intellettuali dei paesi di affaccio nel mediterraneo, a cominciare dalla questione della Grecia dei Colonnelli alla Palestina e l’OLP di Liberazione della Palestina che sono solo alcuni degli aspetti discussi in questi incontri.  Simona Squadrito con Lisa Andreani, per  REPLICA, di fatto intervista nel 2024 il docente universitario e attivista palestinese Wasim Dahmash (che partecipa al secondo degli incontri sul Mediterraneo) sui suoi rapporti con l’Antigruppo siciliano, sul genocidio in Palestina e i principi dell’anticolonialismo; mentre la poesia “Un popolo è un popolo” di Rolando Certa dedicata alla Palestina viene esclusa dall’evento dedicato all’Antigruppo siciliano a Berlino da l’Archivio Conz, contemplato come parte delle collaborazioni strette a supporto di un bando di Italian Council di cui Andreani e Squadrito erano risultate vincitrici. […]Una decisione censoria dell’istituzione allineata (kabulmagazine) alle politiche di terrore di Israele.

E forse urgentemente attuali ancora, se osserviamo i conflitti non risolti o misuriamo il ‘Gruppo 63’ a cui viene notoriamente contrapposto l’Antigruppo che agiva spesso dall’interno dell’establishment culturale, e l’Antigruppo come una “avanguardia alternativa. O in alcuni casi un “derby” culturale, focalizzandosi su percorsi creativi autonomi.

Allora forse “la cultura mostra ciò che è già leggibile, riconoscibile, spendibile. Ciò che rientra in una grammatica condivisa del successo culturale. Tutto il resto resta fuori campo, come se non esistesse, e finisce per scomparire veramente” (Daniela Thomas, a proposito delle Capitali della cultura e dell’Arte contemporanea Agrigento e GibellinaˡⁱⁿᵏTP24). Il fuori campo per Connessioni è l’Antigruppo siciliano, la sua origine mazarese, la città più Capitale del mare, dei gamberi rossi, che della cultura o dell’arte in cui viene voglia – a dispetto dell’autoesilio di Consagra con la mancata facciata del “palazzaccio”, della distruzione delle maioliche di Barna dalla facciata dell’ex mercato ittico – di queste pagine di storia che raccontano le comunità e ne riportano la memoria, per tentare di evolvere da una condizione per certi versi dannata. Che in Sicilia si può restare o anche tornare, come l’artista Paolo Asaro che con il suo tornare a Mazara vive luci e ombre di una Sicilia terra di frontiera, e si adopera in Gibellina E Mi Accendoˡⁱⁿᵏ‘ a sollecitare attenzioni culturali pubblicando l’intervista audiovisiva a Salvino Catania (2009), nelle cui citazioni appare Rolando Certa. Connessioni.

Il libro di Squadrito nel suo book tour nazionale sarà presentato anche a Mazara del Vallo introdotto da Giacomo Cuttone. Quindi nell’Antigruppo siciliano, in quegli anni,  ci sono ragioni politiche e con l’arte, lo strumento per veicolare le istanze sociali: pittura, happening di poesia, poesia visiva, poesia sui muri, sulle proprie camicie, artisti e poeti escono dalla poesia non con un prodotto ma con azioni, praxis: che ha il suo senso nell’attività stessa, virtuosa, etica, e politica.  Il tempo del ciclostile, dei racconti orali, forme di mondo: felicemente distinti. Ciò che fa vero, chi si è realmente mosso. Lo stesso titolo del libro è un rimando alle tante citazioni dell’Antigruppo, campo urbano, una freccia contro il carrarmato...

Il lavoro della Squadrito, 256 pagine e 88 illustrazioni,  mette dunque ordine, e in forma corale struttura le vicende e gli autori dell’Antigruppo siciliano. Poeti, narratori, pittori, grafici, da Santo Calì, Crescenzio Cane, Nat Scammacca, Gianni Diecidue, a Rolando Certa, Ignazio Apolloni, Antonino Contiliano, Danilo Dolci, per citarne alcuni. Con occhio curioso indaga storia e presente, in una continua interpretazione dell’intera esistenza umana, focalizzando in cosiddetti movimenti minori quei punti cruciali necessari allo svolgimento della storia e la comprensione del presente.

E molto altro ancora ci sarebbe da dire sulle figure femminili legate all’Antigruppo (Vibra Fabra e altre), l’autrice intanto ci terrà informati sulle prossime attività di questa sua documentazione.

Il 5 febbraio 2026 Inchiostro e dinamite sarà presentato a Torino, Cripta747. È stato già presentato il 20 dicembre a Catania, Stravento; il 29 a Linguaglossa (CT).

Quando morrò vienici a Schisò in una notte d’agosto come questa / in cui lame di stridi del gabbiano / traffiggono la luna fino al cuore. Santo Calì

Simona Squadrito è critica, editrice, curatrice indipendente e autrice di pubblicazioni sull’arte contemporanea. Co-fondatrice di REPLICA, archivio italiano del libro d’artista, e di KABUL magazine, associazione culturale, casa editrice indipendente e rivista di arte e cultura contemporanea –È docente presso MADE Program Mediterranean Arts & Design Program di Sicracusa.

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga scoperto, Se una notte d’inverno… Siamo tutti viaggiatori in tal senso, intuizione e ricerca creano un campo di approfondimento e conoscenza. Tramite un termine, un hyperlink, un tag, anche alcuni temi tornano ad essere urgentemente attuali. “L’arte dell’ospitalità, della condivisione, delle parole dell’accoglienza e della poesia da dischiudere al mondo – viene da pensare– proprio oggi che tuona la guerra” – Pietro Tartamella. (La stessa guerra).

Fonteˡⁱⁿᵏ

Inchiostro e Dinamite | Siamo ancora beatultima modifica: 2026-01-27T18:35:12+01:00da Dizzly