Gennaio 2020: Gnarls Barkley – ST. ELSEWHERE (2006)

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Data di pubblicazione: 24 aprile 2006
Registrato a: Paramount Studios (Hollywood)
Produttore: Danger Mouse
Formazione: Cee-Lo Green (voce), Ben H. Allen (basso), Eric Bobo (batteria), Dr. President (tastiere, basso, organo), Daniele Luppi (basso, minimoog, organo, sintetizzatore), Menta Malone (cori), David Piltch (basso), Chris Tedesco (tromba), Eddie Reyes (chitarra acustica)

 

Tracklist

 

                        Go-Go gadget gospel
                        Crazy
                        St. Elsewhere
                        Gone daddy gone
                        Smiley faces
                        The boogie monster
                        Feng shui
                        Just a thought
                        Transformer
                        Who cares?
                        Online
                        Necromancer
                        Storm coming
                        The last time
 

 

 

Trovo che il tipo di musica a cui sono attratto sia
quello che molte persone danno per scontato
(Danger Mouse)

 

 

Fenomeno e tormentone dell’estate 2006 che ci colpisce da più fronti – dall’heavy rotation su tutte le radio nazionali fino alle suonerie cellulari – questi impronunciabili Gnarls Barkley hanno fatto il botto grazie al loro primo single, la stranota Crazy. Molto ben variegata, questa track sposa una certa corrente techno, soprattutto nell’incipit, in particolare quella morbida e godibilissima del filone Moby, ad una sorta di celebrazione di un genere morto d’infarto fulminante una notte di luglio di quasi trent’anni fa: mi riferisco alla fine improvvisa, causata dal boicottaggio proposto da un DJ americano la notte del 12 luglio 1979, di un genere che una sera era il massimo della vita ed il mattino dopo era diventato spazzatura: la Disco Music! Beh, ricicla che ti ricicla, i nostri cari Gnarls Barkley dimostrano che anche il pattume di ieri può divenire oro oggi: potere del vintage? Ma l’ascolto di Crazy non faccia trarre conclusioni affrettate sul tono dell’album: la filosofia pazza di questo gruppo non permette ai suoi componenti di legarsi ad unico genere. Ed allora ecco spaziare i due ragazzotti del ghetto dal funky indemoniato, un po’ alla James Brown senza soul, di Go go gadget gospel con il suo originalissimo accompagnamento di fiati campionati, al R’n’B spruzzato di hip hop e raggae della title track St. Elsewhere; dalla cover di Gone daddy gone degli stralunati, geniali Violent Femmes, dediti ad un folk-punk rock di primissima classe, al soul d’altri tempi di Smiley faces. Facile individuare tra le quattordici tracce che compongono questo album almeno un altro paio di hit sfonda classifica: prima tra tutte la già citata Smiley faces, secondo single in uscita a brevissimo, ma sicuramente anche l’incalzante traccia conclusiva, la cantilenante The last time. Citazione dovuta per la miglior canzone di St. Elsewhere: The boogie monster. Cosa aspettarci dai Gnarls Barkley? Un mordi e fuggi come per i dispersi Outkast di Hey ya o la creazione di un nuovo genere che porterà linfa vitale al panorama della musica pop? Per ora accontentiamoci di divertirci con un buon disco e non preoccupiamoci troppo del futuro… Carpe diem!

                       

Gennaio 2020: Gnarls Barkley – ST. ELSEWHERE (2006)ultima modifica: 2020-01-23T11:33:36+01:00da pierrovox

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