Ottobre 2020: Matia Bazar – TANGO (1983)

Tango

 

Data di pubblicazione: Febbraio 1983
Registrato a: Simphony Recording Studio (Milano)
Produttore: Maurizio Salvadori & Roberto Colombo
Formazione: Antonella Ruggiero (voce, percussioni), Mauro Sabbione (tastiere, voce), Carlo Marrale (chitarre, voce), Aldo Stellita (basso), Giancarlo Golzi (batteria), Enzo Jannacci (voce del traduttore)

 

Lato A

 

                        Vacanze romane
                        Palestina
                        Elettrochoc
                        Intellighenzia
 

Lato B

 

                        Il video sono io
                        Scacco un po’ matto
                        Tango nel fango
                        I bambini di poi
 

 

Quando la musica è grande, è grande ovunque.
Non ha limiti o barriere
(Antonella Ruggiero)

 

Sacrosanta verità quella proferita da Antonella Ruggiero, una delle cantanti maggiormente carismatiche nel panorama del pop italiano. La musica è grande, ed è grande ovunque, e soprattutto quando è grande è grande fatta da chiunque. In questo è più che opportuno ribadire la grandezza dei Matia Bazar, band spesso liquidata come dispensatrice di “canzonette” e “motivetti radiofonici”, ma che invece ha saputo portare in Italia mode e sonorità del tutto nuove, e che all’estero erano di dominio di grandi portabandiera di un rinnovamento pop dettato dalla new wave e dal post punk.
In un certo senso i Matia Bazar sono stati precursori di tutto un filone pop alternativo, che poi negli anni ’90 è sfociato in fenomeni come i Subsonica e l’underground club torinese. Non per niente Max Casacci e compagni vollero proporre ad Antonella Ruggiero un’importante collaborazione, e nello stesso tempo a più riprese hanno eseguito una loro personale versione di Per un’ora d’amore. Questo a riprova che i Matia Bazar sono stato qualcosa di più di un semplice gruppo alla moda. In Italia sono stati dei precursori dell’elettro-pop e del pop sintetico, che all’epoca era di dominio di gente come Depeche Mode, Ultravox o B-52’s. Mica roba da ridere…
Quindi in questa sede ci sentiamo di rendere a Cesare ciò che è di Cesare, e quindi riconoscere il giusto tributo ad una delle band più importanti ed influenti (anche se spesso snobbata dalla critica, nonostante il grande appoggio del pubblico) della storia del pop italiano. E per farlo, ci orientiamo verso uno dei dischi più omaggiati ed influenti del gruppo, Tango, che uscì in contemporanea con la partecipazione al Festival di Sanremo del 1983 (la stessa edizione in cui Vasco Rossi portava un inno immortale come Vita spericolata). I Matia Bazar portarono il tango elettronico di Vacanze romane, facendo ovviamente riferimento al grande classico cinematografico di William Wyler, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, alimentato da un testo nostalgico e romantico. Nonostante questa componente classicheggiante, è facile intravedere gli impulsi tecnologici dettati dalla curiosità di Mario Sabbione, che all’epoca si nutriva di ascolti che spaziavano dai Kraftwerk ai Joy Division. Il brano è diventato un classico della canzone popolare italiana, ma nello stesso tempo apriva strade interessanti all’avanguardia. E di avanguardia nel disco ve n’è tantissima, a cominciare proprio dalla seguente Palestina, con un titolo inequivocabilmente “politico”, come saranno da lì a poco le Istanbul dei Litfiba o Emilia paranoica dei CCCP. Il brano vive di una fusione particolarmente indovinata tra pop sintetico e musica etnica, tanto da farci venire in mente una certa Kate Bush. Segue la pop wave di Elettrochoc, carica di tensione e atmosfere robotiche, richiamando tanto i primi Depeche Mode quanto certi Ultravox per abilità ipercinetica e sonorità glaciali. Il lato A si chiude con le sofisticazioni rarefatte e oniriche di Intellighenzia, che ricordano i Roxy Music dei primi anni ’70 e i Japan. Antonella Ruggiero canta come una sirena ammaliante, semplicemente stupenda!
Si riparte con i tribalismi androidi de Il video sono io, perfettamente in linea con lo spirito robotico che permeava certi lavori di Laurie Anderson. Solo che a differenza della Anderson, Antonella Ruggiero sfoggia una musicalità vocale tutta latina. Scacco un po’ matto dal canto suo risente di un certo eurorock teutonico, cercando alambicchi progressivi tra gli intermezzi. Tango nel fango riprende le trame sonore dell’inno Vacanze romane, e giocherella con la tradizione, esattamente come faranno i Litfiba con la loro Tango. Il disco si chiude con la filastrocca progressiva I bambini di poi, che in qualche modo ci fanno ricordare a tratti Le Orme o gli Area, salvo poi imbastirsi di suoni metallici tipici dei Decibel, e trame melodiche che ricordano il Franco Battiato pop di inizio anni ’80.
Tango è l’esempio perfetto di come i Matia Bazar facessero musica con curiosità e intelligenza, guardando avanti, senza limitarsi ad essere un fenomeno di massa. In questo disco vi troviamo appunto avanguardia, poesia, bel canto e suoni anticipatori di un nuovo movimento in Italia, quello della pop wave. Antonella Ruggiero poi leader vero e carismatico di un gruppo che ha retto fino a che non c’è stata lei al timone. Dopo il suo abbandono è stata sostituita nell’ordine da Laura Valente, Silvia Mezzanotte (che ha abbandonato il gruppo per ben due volte), Roberta Faccani. Questo ha permesso al gruppo di ottenere ancora successo, ma è anche tutta un’altra storia…

 

Negli anni ‘80 la mia generazione ascoltava quasi solo musica inglese, visto che la scena italiana underground era pressoché sconosciuta e quella ufficiale veniva snobbata; per i Matia Bazar, però, si faceva un’eccezione, venivano considerati. Tra le sue preferenze dell’epoca, Antonella mi ha citato Tuxedomoon, Residents, Bauhaus: gruppi che sentivo anch’io, e da qui ho capito che tra noi poteva esserci un terreno d’incontro
(Max Casacci)

 

Ottobre 2020: Matia Bazar – TANGO (1983)ultima modifica: 2020-10-15T12:08:45+02:00da pierrovox

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