Solo

E’ strano.
Di solito non mi pesa la solitudine. Sono piuttosto orso nelle relazioni sociali e seleziono molto le interazioni con le altre persone.
In qesto momento, però, la solitudine sembra pesare molto. E’ una strana sensazione. Sono cinque settimane che sono in casa ed esco solamente il tempo necessario per fare la spesa.
Vivo solo e, quindi, una volta chiusa la porta di casa alle mie spalle, non ho nessuno con cui parlare.
In queste cinque settimane ho interagito “fisicamente” solo con tre miei vicini di casa.
Parlo più o meno quotidianamente con qualcuno ma non è la stessa cosa.
Quello che mi manca è quella sorta di elettricità che si prova quando si è fisicamente vicino ad una persona.

Sogni

In queste settimane faccio sogni strani.
Non hanno un filo conduttore se non quello di lasciarmi con un enorme punto di domanda quando mi sveglio.

Stanotte ne ho fatto uno di questi.
Per quel poco che mi ricordo ero in una specie di parco con altre persone.
Ero in un gruppo di persone e, ad un ceto punto, mi sono girato ed erano sparite. Ricordo che ero disorientato ma, ad un certo punto, ero nuovamente in un altro gruppo di persone (un gruppo differente, sapete come funziona nei sogni).
Cammino parlando con uno di loro fino a che non mi rendo conto di essere rimasto nuovamente da solo.
Non c’era più nessuno intorno a me.
Mi chiedevo dove fosse la gente con cui ero stato fno a pochi istanti prima.
Ero solo.

Fotografie

Faccio fotografie da molti anni.
Giusto per darvi un’idea, quando ho comprato la mia prima macchina fotografica ho valutato se comprare una digitale o una a pellicola e la probabilità era al 50%.

Negli anni ho fatto tantissime fotografie. Le ho fatte al mio cane (che purtroppo non c’è più) in assoluto il mio soggetto preferito e anche a concerti (Caparezza, Negrita ed anche altri grandi nomi). Sono un fotografo autodidatta e, in quanto tale, con i miei limiti, talvolta enormi.
Poco prima della quarantena ho iniziato un corso “base” di fotografia.
Gran parte di quello che insegnano lo so già fare (imparando dai miei errori) ma mi sono accorto che quello che non so (o che non ricordavo o avevo sempre sottovalutato) è qualcosa che può rendersi utile una volta che uscirò da qui e riprenderò a fare foto.

Mai pensare di sapere tutto perchè è proprio quello il momento in cui non sappiamo niente.

Gambe

 

Ho sognato le sue gambe. Non con un’annotazione sessuale ma come un posto dove trovare pace.

Ho sognato le sue gambe nel momento in cui siamo in ufficio e siamo seduti a bere il caffè.
Quando lei è li e tiene le gambe accavallate nei suoi jeans neri.
Ho sognato di apoggiare la testa su quelle gambe per trovare un po’ di serenità.
Non potrò mai mettere la mia testa su quelle gambe.

Quarantena

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Non è la quarantena ad infastidirmi. Non soffro di solitudine o, almeno, non ne ho mai sofferto prima.
E’ che c’è una strana sensazione di vuoto nel mio palazzo.
Ci sono tutti, nessuno è partito e nessuno ha invitato i parenti ma, pur essendo un giorno di festa, nessuno festeggia.

Ci sono famiglie con bambini ma non ci sono bambini che festeggiano. E’ mattina ma il silenzio irreale la fa sembrare piena notte.
C’è il sole fuori e sembra ferragosto in città.
Questa quarantena ciha ulteriormente allontanati ed isolati nel nostro mondo che si chiude dietro di noi quando chiudiamo la porta di casa.

Ci richiudiamo dentro la nostra bolla di sicurezza dentro la quale si spera che non entri nulla.

Il silenzio sembra una pesante coperta che spinge verso il basso le nostre anime.