È un'indicazione ferma, precisa, che ci rassicura e allo stesso ci richiama alla responsabilità. I farisei si credevano giusti e si esaltano di questo. Il Signore ci chiama a riconoscerci nella semplicità sia nel giusto che nello sbagliato e dare spazio a Lui.
Essere se stessi non è un colpa, la vera colpa è mettere delle maschere a noi stessi e agli altri, ma queste prima o poi cadono e a volte lasciano ferite lungo il passaggio. Quanto sarebbe bello, poter credere che possiamo essere noi stessi e che Lui ci ama così, e da quell'amore, in nome dell'amore, ripartire risanando le nostre fragilità.
Chiediamo al Signore di vivere la certezza che Lui ci conosce e ci ama, desidera fare del nostro cuore, il luogo dove questa rassicurazione chiami alla responsabilità e la responsabilità maturi gesti di bontà, perdono e conforto in chi vive accanto a noi.
Dio conosce i nostri cuori e quindi tutto il dolore e la fatica sofferta, nulla a Lui è nascosto e ogni lacrima versata trova un luogo di rifugio, affinché ciascuno di noi riconosca in se stesso colui che da sempre ci ha amato, e mai ci lascerà, così da poter dire: