Creato da viscontina17 il 30/06/2012

Bisbigli d'onde

dolci richiami d'essenze

 

CITTA' GALLEGGIANTE AUTOSUFFICIENTE IN POLINESIA FRANCESE

Post n°354 pubblicato il 22 Gennaio 2017 da viscontina17

 18 GEN - Una città galleggiante e autosufficiente, alimentata con l'energia solare, nutrita con coltivazioni idroponiche (direttamente nell'acqua) e dissetata con dissalatori. E' quella che potrebbe sorgere dal 2019 nella Polinesia francese, nel cuore dell'Oceano Pacifico. L'autorità dell'arcipelago ha firmato un accordo in tal senso con il Seasteading Institute di San Francisco, in California. La Polinesia francese rischia di finire sott'acqua per l'innalzamento degli oceani dovuto al riscaldamento globale. Così ha deciso di dare spazio all'istituto californiano per sperimentare il suo progetto. Se gli studi di fattibilità avranno esito positivo, il cantiere potrebbe aprire nel 2019. La città galleggiante sarà formata da piattaforme pentagonali collegate fra di loro, con palazzine di tre piani, giardini e ormeggi per barche e navi da crociera. La città sarà il più autosufficiente possibile. L'energia elettrica verrà fornita da pannelli fotovoltaici, l'acqua verrà da impianti di desalinizzazione. Colture idroponiche forniranno alimentari vegetali. (ANSA).

 
 
 

SALA MUSEO DEL MARE PER COMANDANTE ED EQUIPAGGIO ANDREA DORIA

Post n°351 pubblicato il 16 Gennaio 2017 da viscontina17

GENOVA, 28 DIC - Una sala del Galata Museo del Mare è stata dedicata al comandante Piero Calamai e all'equipaggio dell'Andrea Doria. Il transatlantico naufragò il 26 luglio 1956 nell'Oceano Atlantico mentre era diretto a New York, a causa dello speronamento da parte del mercantile svedese Stockholm.

Presenti il direttore del Mu.Ma Pierangelo Campodonico, il sindaco Marco Doria e alcuni superstiti. "Calamai e gran parte del suo equipaggio portarono in salvo oltre 1600 persone. Per anni è stata costruita una verità di facciata, alimentata dal sentimento anti-italiano presente negli Stati Uniti, ma già nel 1970 era dimostrato che il comandante Calamai avesse ragione rispetto alla versione svedese", dice Campodonico. Emozionate le figlie di Calamai, Silvia e Marina. "Finalmente un riconoscimento a quella che è stata l'opera di papà e dell'equipaggio". La targa che ricorda Calamai e l'equipaggio dell'Andrea Doria è stata scoperta da tre componenti dell'equipaggio: "Giustizia è fatta: è riconosciuto il valore del comandante". (ANSA)

 
 
 

VENTI FARI IN CONCESSIONE PER 50 ANNI,BOOM DI RICHIESTE

Post n°350 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da viscontina17

 

ROMA, 20 DIC - L'immobile più gettonato è il Faro di Punta Polveraia a Marciana, nell'isola d'Elba: sono sette le offerte arrivate per il recupero e il riuso di questa imponente struttura nell'ambito del secondo bando di gara - targato Difesa Servizi spa e Agenzia del Demanio - che ha proposto in concessione fino a 50 anni, 20 tra fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. Complessivamente sono 54 le proposte pervenute in tre mesi da parte di investitori immobiliari italiani e stranieri, associazioni, singoli imprenditori e imprese del settore alberghiero. Oggi, con l'apertura in seduta pubblica dei plichi, comincia la fase di valutazione delle offerte. Quella "più vantaggiosa", in base alla componente progettuale (valutata con punteggio pari al 60%) e alla componente economica (40%), si aggiudicherà la concessione. Il faro di Punta Polveraia, costruito nel 1909, è un edificio imponente, su due piani, che si estende per 2.769 metri quadrati. Ma tra i beni che i privati chiedono in concessione, ci sono anche strutture di dimensioni molto più contenute. E' il caso del Faro dell'isola di Spignon, a Venezia. Si tratta di un faro piuttosto malmesso che si estende su una superficie di appena 190 metri quadrati, ma che sorge su un isolotto vicino agli Alberoni, in uno dei luoghi più magici e romantici della laguna di Venezia. Per questa potenziale casa da sogno sono arrivate cinque proposte, mentre sei hanno interessato il Faro delle Formiche, nell'isolotto di Formica Grande, la 'lanterna' degli isolotti maremmani. Quattro proposte interessano il riuso del faro della Guardia sull'isola di Ponza, il faro di Capo Mulini a Acireale (Catania), quello di Capo Faro a Santa Maria di Salina, il faro di Capo Zafferana a Santa Flavia (Palermo) e il faro di Punta del Pero, a Siracusa. Tre proposte, poi, per il faro di Punta Libeccio sull'isola di Marettimo e per il faro di Capo Milazzo; due per il faro di Punta Spadillo a Pantelleria, per il faro di Goro, fra il Po e il mare ferrarese, per la Torre Castelluccia del Bosco Caggione, una torre costiera del 500 situata a Marina di Pulsano, in provincia di Taranto e per lo Stand Florio, un edificio costruito nel 1905 sul litorale meridionale di Palermo. Una proposta, infine per il recupero e il riuso del faro di Torre Preposti a Vieste, sul Gargano, e una per l'ex Convento San Domenico maggiore Monteoliveto, a Taranto, una struttura seicentesca che si affaccia sul lungomare della città vecchia. "Il grande interesse verso il progetto Valore Paese Fari 2016 conferma ancora una volta la validità dell'idea ed è il frutto di una proficua collaborazione tra le amministrazioni centrali, territoriali, le comunità locali e il mondo dell'imprenditoria", ha commentato l'ad di Difesa Servizi Spa Fausto Recchia. "Ancora una volta - ha aggiunto il direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi - gli imprenditori, le associazioni e i cittadini hanno risposto con entusiasmo a un progetto importante: far tornare a nuova vita queste strutture, infatti, vuol dire non solo recuperarle, grazie a progetti di valorizzazione, ma soprattutto metterle a disposizione della comunità, creare nuova occupazione, alimentare la rinascita dei bellissimi luoghi in cui si trovano. Il numero delle offerte ricevute ha invece confermato che se si lavora bene per costruire operazioni di recupero realmente appetibili, la partecipazione c'è e i risultati arrivano". (ANSA). 

 
 
 

MARINA NAVE CARABINIERE A GEDDA PRIMA TAPPA AUSTRALIA

Post n°349 pubblicato il 02 Gennaio 2017 da viscontina17

ROMA, 27 DIC - La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere della Marina Militare è arrivata oggi a Gedda, dove sosterà fino all'1 gennaio 2017. Lo rende noto la Marina Militare, segnalando che quella di Gedda sarà la prima tappa della campagna navale, iniziata da La Spezia lo scorso 20 dicembre, che porterà la nave a toccare alcuni porti dell'Australia e dei Paesi del sud-est Asiatico tra cui Indonesia, Oman, Pakistan e Sri Lanka nei prossimi mesi. Domani, 28 dicembre, il comandante della nave, il Capitano di Fregata Francesco Pagnotta, presenterà presso la Camera di Commercio di Gedda la campagna navale in corso e illustrerà la nave, gioiello della cantieristica navale italiana. La Nave Carabiniere, ricorda ancora la nota, è la quarta unità FREMM consegnata alla Marina Militare nell'aprile 2015 in versione antisommergibile e è allestita con sistema d'arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all'avanguardia sia nel campo militare che civile. L'imbarcazione nella sua campagna navale in Sud Est Asiatico e Australia sarà impegnata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali ed avviare relazioni con nuovi potenziali partner, nell'alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata. (ANSA).

 

 
 
 

SEGRETI DI NAVI BORBONICHE RIEMERGONO NEL PORTO DI NAPOLI

Post n°348 pubblicato il 25 Dicembre 2016 da viscontina17

 

NAPOLI, 23 DIC - Potrebbe essere la campana di bordo della corvetta 'Flora', affondata su disposizione dell'ammiraglio Nelson nel 1799, quella ritrovata ad inizio dicembre nello specchio d'acqua del porto di Napoli ed attualmente nei laboratori di restauro del Museo Archeologico Nazionale. In fondo al mare sono restati per ora quattro cannoni. Già recuperate dai sommozzatori anche alcune 'palle' o proiettili, così come la campana sottoposti a processo di desalinizzazione al MANN. I risultati delle indagini di recupero di reperti archeologici sul fondale del porto di Napoli (che rientrano nel Grande Progetto), partiti a luglio, sono stati presentati al museo archeologico dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dal presidente dell'Autorità portuale Pietro Spirito, dal Soprintendente ABAP per il Comune di Napoli, Luciano Garella, dall'archeologo Enrico Stanco e dalla Responsabile Laboratorio di restauro per il MANN, Luisa Melillo. (ANSA).

 
 
 

IL MAR MEDITERRANEO IN MOSTRA A CAGLIARI

Post n°347 pubblicato il 18 Dicembre 2016 da viscontina17

 

CAGLIARI, 17 DIC - Il mar Mediterraneo visto attraverso le carte geografiche reinterpretate con il colore, e la calligrafia dell'artista. È il senso della mostra, per la prima volta a Cagliari, di Massimo Pompeo. L'esposizione è stata inaugurata giovedì al centro culturale Il Lazzaretto, dal 15 dicembre al 22 gennaio.

Le opere, come suggerisce il titolo dell'iniziativa Ex tabulis maritimarum, prendono spunto da vere tavole usate dai navigatori per muoversi attraverso il Mediterraneo. Nato e vissuto a Latina, Pompeo è attivo artisticamente dagli anni Settanta. Si è formato con maestri quali Leo Guida e Antonio Virduzzo, alternando l'attività di ricerca a quella di insegnante. Ha esposto i suoi lavori, oltre che in Italia, in Francia, Spagna, Germania, Romania, Svezia, Portogallo, Macedonia, Finlandia, Giordania, Turchia, Tunisia, Emirati Arabi, Giappone, Messico,Venezuela, Brasile e Cuba. In mostra ci sono anche le Carte di Ichnusa, trenta lavori inediti realizzati per la mostra cagliaritana dedicati alla Sardegna e al Golfo di Cagliari, sulle cui acque si affaccia il Lazzaretto.

Unica nel suo genere è la tavola di Budelli: un'incisione creata con un processo litografico su legno secondo una tecnica di rarissima e complessa applicazione. (ANSA).

 
 
 

AL MOLO ANGIOINO DI NAPOLI LA FREGATA CARLO MARGOTTINI

Post n°346 pubblicato il 11 Dicembre 2016 da viscontina17

(ANSA) NAPOLI, 21 OTT - Sarà a Napoli da domenica 23 a giovedì 27 ottobre la fregata Carlo Margottini, attualmente impegnata nell'operazione 'Mare Sicuro' nel Mediterraneo. La nave della Marina Militare sarà ancorata al molo Angioino del porto di Napoli, in occasione della VII edizione di "Shipping and the Law", il convegno internazionale degli armatori, che riunisce il 25 e 26 ottobre all'Università Suor Orsola Benincasa i vertici mondiali del settore marittimo per confrontarsi sul futuro dello shipping. Quest'anno la sessione di apertura del 25 ottobre ospiterà l'intervento del comandante in capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che illustrerà "Il ruolo della Marina Militare in uno scenario internazionale".

La fregata Margottini, flag-ship dell'operazione 'Mare Sicuro' fino al prossimo 4 novembre, è frutto del programma di cooperazione internazionale Italo-Francese Fremm (Fregate Europee Multi Missione), insieme alle navi della stessa classe Bergamini, Fasan, Carabiniere e Alpino.

Le Fremm sono navi moderne ed economiche in grado di operare in contesti multinazionali per l'assolvimento di operazioni antiterrorismo, di sorveglianza e interdizione dei traffici illeciti, di controllo dell'immigrazione clandestina, assistenza umanitaria e di soccorso in caso di calamità naturali. In occasione della sosta, l'unità sarà aperta al pubblico per le visite a bordo domenica 23 dalle 14.30 alle 18.30; lunedì 24 dalle 9 alle 12; martedì 25 dalle 16 alle 18.30; mercoledì 26 dalle 9 alle ore 12 e dalle 14.30 alle 18.30. (ANSA)

 
 
 

LA TUNISIA PUNTA SULL'ECONOMIA DEL MARE

Post n°345 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da viscontina17

 

 

TUNISI, 30 NOV - Il porto di Sidi Bou Said, splendido villaggio nei pressi della capitale, verrà totalmente rinnovato e numerosi porti da pesca verranno presto trasformati in porti turistici. Lo ha annunciato il ministro tunisino del Turismo Selma Elloumi Rekik alla Conferenza internazionale Tunisia 2020 illustrando i progetti per il futuro del proprio dicastero che punta sullo sviluppo della cosiddetta Economia del Mare. Un settore promettente come ha dimostrato il successo dello Yacht Med Festival Blue Tunisia Lazio svoltosi recentemente al porto turistico di Gammarth. Per portare a termine i progetti in seno al ministero e' stata creata un'unità speciale dedicata a porti turistici e crociere, ha annunciato Rekik, che ha esposto ai molti investitori stranieri presenti in sala le immense potenzialità della Tunisia nel settore del turismo, con la presenza di oltre 40 mila siti storici e archeologici e 60 isole in grado di offrire soggiorni indimenticabili a tutti le tipologie di turisti. Alcune destinazioni, ancora sconosciute al grande pubblico, come Tataouine e Tabarka, possiedono caratteristiche uniche al mondo, ha detto il ministro evidenziando inoltre il processo di rinnovamento intrapreso dal suo ministero per quanto riguarda l'e-visa, il visto elettronico, che faciliterà l'ottenimento del visto a distanza agevolando dunque l'entrata nel paese per chi proviene da paesi con obbligo di visto(ANSA)

 
 
 

ARCHEOLOGIA DOPO 18 ANNI "POMPEI DEL MARE"E' MUSEO

Post n°344 pubblicato il 27 Novembre 2016 da viscontina17

 

PISA, 24 NOV - Dopo 18 anni d'attesa quella che fu definita la 'Pompei del mare' diventa finalmente un museo. Domani apriranno al pubblico (visite guidate e gratuite dalle 11 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16) le prime due sale degli Arsenali medicei, nel centro di Pisa, interamente ristrutturati dal ministero dei Beni culturali. Il sito ospiterà 30 imbarcazioni di epoca romana (di cui 13 integre), risalenti a un periodo compreso tra il III secolo a.C e il VII d.C., complete di carico (oggetti personali dei marinai, migliaia di frammenti ceramici, vetri, metalli, elementi in materiale organico). Sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo: nel 1998, vennero alla luce i resti della prima nave, determinando il blocco dei lavori per la costruzione della ferrovia nei pressi della stazione di San Rossore, a due passi dal complesso monumentale di piazza dei Miracoli e dalla Torre pendente. Nacque così il grande cantiere di scavo e di restauro. Il laborioso lavoro di archeologi e restauratori di Cooperativa Archeologia, che si è occupata anche del montaggio dei relitti sotto la direzione dell'archeologo Andrea Camilli, ha ricomposto il mosaico di una lunga storia, fatta di commerci e marinai, navigazioni e rotte, vita quotidiana a bordo e naufragi. Il tutto disseminato all'interno degli Arsenali medicei di Pisa: costruiti nella seconda metà del '500 per volontà di Cosimo I, sono formati da una serie di capannoni in mattoni, in origine aperti, decorati sulla facciata verso l'Arno da mascheroni in marmo, stemmi e iscrizioni che ricordano le vittorie navali dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano. I primi due ambienti ad essere aperti al pubblico (saranno 8 in tutto) sono la sala V e, con una sezione introduttiva a questa, la sala IV, con l'esposizione della prima imbarcazione rinvenuta, la nave A (lunga 18 metri e risalente al II secolo d.C). Nella grande sala V saranno esposte tutte le navi restaurate: da guerra, da commercio, da mare aperto e da fiume. Il progetto di scavo e restauro delle antiche navi di Pisa è innovativo a livello internazionale, considerato che per la prima volta sono state restaurate delle navi per intero, senza che venissero smontate. A breve, sarà svelato il resto, per un totale di 4.800 metri quadrati: l'ingresso sarà dal cortile, con il lungo corridoio che costituisce la spina dorsale del percorso, la narrazione di tutto quello che era Pisa prima delle navi, gli eventi alluvionali che portarono al loro progressivo affondamento, tutte le navi restaurate e tanto altro, fra cui il bagaglio del marinaio, una cassetta di legno con monete e medicamenti.(ANSA).

 
 
 

ONG OCEANIA, UE CHIUDE LA PESCA AL PESCE SPADA O SI PERDERA' LA SPECIE

Post n°343 pubblicato il 20 Novembre 2016 da viscontina17

"Il forte calo del pesce spada nel Mediterraneo non potrà che peggiorare senza un piano di recupero che ne limiti le catture con un sistema di quote. Purtroppo la situazione è chiara: o l'UE si impegna per un piano di recupero robusto o perderà questa risorsa" Lo dice in un comunicato Lasse Gustvasson, direttore esecutivo per l'Europa della ong Oceana, che si batte per la tutela dei mari. La popolazione del pesce spada si è ridotta di oltre un terzo in trent'anni, secondo un nuovo parere scientifico degli scienziati internazionali della Commissione Internazionale per i Tunnidi (ICCAT). "Se non vengono intraprese azioni correttive risolutive per fermare lo sfruttamento eccessivo del pesce spada - aggiunge Gustavsson - la probabilità che questa risorsa possa recuperare è pari allo 0%. Dati recenti mostrano come la flotta e il mercato inizino a soffrire l'impatto economico di questa perdita. Allo stato attuale l'unica alternativa è chiudere la pesca". Secondo Oceana, Malta nel 2016 ha registrato un calo del 25% delle sue catture rispetto all'anno passato, con una conseguente perdita economica del 30% per questa pesca. L'Italia, protagonista principale di questa pesca, conta con 45% delle catture totali di questa specie, però importa circa 7 volte le sue catture da altri Paesi, tra cui Marocco e Algeria. (ANSA).

 

 
 
 

BOMBE MORTAIO E MINE II GUERRA RITROVATE NEL GOLFO DI NAPOLI

Post n°342 pubblicato il 07 Novembre 2016 da viscontina17


NAPOLI, 21 OTT - Proiettili di medio calibro, una bomba da mortaio e due cluster contenenti mine antiuomo, tutti risalenti alla Seconda guerra mondiale sono stati ritrovati dai palombari del Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Napoli e da quelli del reparto Pronto Impiego del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" (Comsubin, La Spezia) nella zona tra Bacoli e Capo Miseno. L'operazione si è svolta dal 18 al 20 ottobre ed è partita dopo una segnalazione della Guardia di Finanza all'Autorità marittima di Pozzuoli sulla possibile presenza di residuati esplosivi del periodo bellico. I palombari hanno trovato ed identificato gli ordigni esplosivi che sono stati posti in sicurezza e, successivamente, fatti brillare al largo di Capo Miseno, in un area individuata dalla Guardia Costiera di Pozzuoli.

Gli ordigni distrutti, trovati ad una profondità compresa tra i 15 e i 27 metri, nonostante fossero in mare da oltre settant'anni, non solo mantenevano immutata la loro pericolosità, ma essa era notevolmente aumentata a causa della corrosione delle spolette e degli inneschi esplosivi. In queste condizioni, l'unico sistema per neutralizzarli, è il loro brillamento che può essere eseguito solo dagli specialisti della Marina Militare, con tecniche ben collaudate che non comportano danni all'ecosistema marino. (ANSA).

 
 
 

RESTI RACCHIUSI NEL MAR ROSSO

Post n°341 pubblicato il 30 Ottobre 2016 da viscontina17

                                               

 
 
 

PALERMITANO DAVI' TENTA TRAVERSATA IN BARCA DA PALERMO A RIO

Post n°340 pubblicato il 22 Ottobre 2016 da viscontina17

PALERMO, 23 SET - E' stata presentata, nello stand Suzuki all'interno del Salone Nautico di Genova, giunto alla sua 56esima edizione, la "Ocean Rib Experience-transoceanica in gommone": la quarta missione sportiva del gommonauta palermitano Sergio Davì. Dopo le precedenti avventure che lo hanno già visto protagonista nel 2010 con la Palermo-Amsterdam (3000 miglia), nel 2012 con la Palermo-Capo Nord (oltre 4000 miglia) e nel 2015 con la Palermo-Rio de Janeiro (interrottasi a Lanzarote per un incendio a bordo), il comandante Davì ritenta la traversata oceanica che lo porterà in Brasile. La partenza è prevista tra gennaio e febbraio 2017, come consueto, da Palermo. Circa 4.400 miglia nautiche lungo una rotta che tocca Sicilia, Sardegna, Isole Baleari, Spagna meridionale, Marocco, Isole Canarie, Capo Verde, Brasile. Davì tenterà l'impresa a bordo di un gommone Master 996, lungo circa 10 metri, appositamente allestito ed equipaggiato per la navigazione oceanica d'avventura. In numeri, la transoceanica in gommone prevede 25 giorni di navigazione (soste escluse) e 30 di soste programmate, 260 ore di navigazione, circa 4.400 miglia nautiche, una velocità media di crociera di 20 nodi in diurna e di 7 in notturna, ed un consumo stimato di circa 9.000/10.000 litri di benzina. (ANSA).

 
 
 

ALLE HAWAI ELETTRICITA' CON L'ENERGIA PRODOTTA DALLE ONDE

Post n°339 pubblicato il 14 Ottobre 2016 da viscontina17

Arriva alle Hawaii l'elettricità alimentata dall'energia delle onde dell'oceano. L'hanno generata due "boe" speciali nella baia Kaneohe di Oahu, isola principale dell'arcipelago americano: la corrente elettrica prodotta dall'impianto ha "viaggiato" per un miglio fino a una base militare che si sta occupando dei test, entrando nella rete elettrica dell'isola. Si tratta del primo impianto per trarre energia dalle onde negli Stati Uniti. L'incessante movimento marino racchiude in sé un enorme potenziale: secondo stime potrebbe soddisfare un quarto del fabbisogno energetico americano. La tecnologia tuttavia è indietro rispetto alle altre fonti rinnovabili, sole e vento in testa. Di qui il progetto pilota alle Hawaii. Grazie alle sue onde, rinomate per la loro forza e altezza tra i surfisti di tutto il mondo, l'arcipelago ben si presta alla sperimentazione di tecnologie per le rinnovabili marine. E ha un grosso bisogno di abbattere gli alti costi di elettricità, alimentata dal petrolio che arriva via mare. Inoltre le Hawaii devono raggiungere l'obiettivo di sfruttare energia al 100% rinnovabile entro il 2045. Un orizzonte non troppo lontano. Secondo esperti potrebbero volerci dai 5 ai 10 anni per avere una tecnologia per le rinnovabili marine che possa fornire un'alternativa non troppo costosa ai combustibili fossili. Gli sviluppatori stanno ancora ragionando sul design più efficace per sfruttare al meglio il movimento delle onde e su un dispositivo che riesca a resistere alle tempeste e all'azione corrosiva dell'acqua marina. Gli Stati Uniti si sono posti l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio di un terzo dai livelli del 2005 entro il 2030 e sono molti gli Stati che stanno puntando a uno sviluppo maggiore delle rinnovabili. (ANSA-AP)

 
 
 

DENTRO IL MARE NELLA NOTTE

Post n°338 pubblicato il 07 Ottobre 2016 da viscontina17

                                                  

 
 
 

SALONE NAUTICO DI GENOVA

Post n°337 pubblicato il 02 Ottobre 2016 da viscontina17

GENOVA, 14 SET - La nautica a 360 gradi in un unico contesto: 800 espositori, 1000 imbarcazioni esposte su 180.000 mq di superficie di cui 100.000 in acqua. E' il Salone nautico internazionale di Genova, il più completo per varietà di tipologie merceologiche rappresentate. Dal 20 al 25 settembre, la 56ma edizione della rassegna, anticipata rispetto alle edizioni passate che si svolgevano in ottobre, offre agli amanti del mare un'occasione unica per vivere l'emozione di scegliere la barca, insieme alla più vasta gamma di accessori, componentistica e abbigliamento tecnico. Assenti i grandi marchi quali Azimut e Ferretti, ma presenti tanti cantieri stranieri e italiani, alcuni di ritorno a Genova dopo anni di assenza, il salone nautico di Genova resta un'occasione speciale per aggiornarsi sulle novità più interessanti del mercato e di provare le imbarcazioni sia in mare, sia nei bacini protetti. E' l'unico salone, sottolineano gli organizzatori, dove è possibile provare tutti gli sport dell'acqua in modo gratuito e in massima sicurezza e quest'anno gli amanti della vela possono provare l'ebbrezza di volare sull'acqua a bordo di velocissimi catamarani che approdano a Genova per la prima volta con una tappa del circuito M32 Mediterranean Series. La rassegna ospita quest'anno anche gli atleti azzurri che hanno partecipato ai Giochi di Rio 2016, e tra loro anche le medaglie olimpiche. E poi due giornate interamente dedicate alla pesca con tutorial insieme ai più famosi pescasportivi italiani.

Il salone nautico di Genova ha retto in situazioni difficilissime con il crollo del fatturato della nautica dai 6,5 miliardi del 2008 ai 2,4 nel 2014. Ma oggi soffia una brezza favorevole: i dati di mercato indicano per il 2015 un incremento del fatturato globale pari al 17,1% rispetto all'anno precedente, che raggiunge in tal modo i 2,9 miliardi di euro.

L'Italia detiene il primato in termini di export delle unità da diporto entrobordo per l'anno 2015 con una quota del 23,7%. Il salone, anche in questa edizione, ribadisce quindi, grazie al supporto dell'Ice, il suo ruolo di finestra sul mondo con un focus sull'internazionalizzazione. Fitto il programma degli incontri B-to-B con la missione di operatori, che coinvolge i responsabili degli uffici tecnici dei cantieri, uffici acquisti, buyer, distributori internazionali e broker. Presente, per la prima volta in Italia, una delegazione di 15 broker indipendenti della Florida Yacht Broker Association, storica associazione americana che conta oltre 1.200 soci attivi nel settore del commercio di imbarcazioni in uno dei mercati più vivaci in assoluto. (ANSA).

 
 
 

DIFESA DOPO 15 ANNI UNA NAVE ITALIANA TORNA IN IRAN

Post n°336 pubblicato il 25 Settembre 2016 da viscontina17

ROMA, 24 SET - La fregata Euro, impegnata nell'ambito della missione antipirateria dell'Unione Europea denominata "Atalanta", è arrivata questa mattina nel porto iraniano di Bandar Abbas, dove effettuerà una sosta dal 24 al 27 settembre, prima di rientrare in Italia. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. E' dal 2001 che una nave italiana non entrava in un porto iraniano. La sosta iraniana della nave Euro, si spiega in una nota, "conferma la mutua volontà di riprendere la cooperazione storicamente avuta tra le rispettive Difese e interrotta da molti anni e si inquadra nel contesto più ampio della ripresa degli storici e ottimi rapporti tra le due Marine". Le ultime visite di unità navali della Marina militare che hanno fatto sosta in Iran (Bander Abbas) sono state: la fregata Eueo (aprile 1999) e la fregata Bersagliere (aprile 2001). (ANSA)

 
 
 

EMOZIONI DEI SUB

Post n°335 pubblicato il 19 Settembre 2016 da viscontina17

                                                              

Molti subacquei si addentrano, con la dovuta cautela, nei meandri del mare, per venire

a contatto con quella parte di natura così recondita, e misteriosa, che non compare ad

occhio nudo, nella distesa azzurra, ondulata da correnti e risacche spesso comandate

dal flusso della luna.

Il magico paesaggio che si presenta ai loro occhi è sempre diverso, racchiudendo

atteggiamenti intensi d'un ciclo vitale che si ripete da una miriade di anni, accogliendo

in sè creature di tutti i tipi e vegetazione marina che si evolve rapidamente.

 

 

 
 
 

CREATIVITA' E FASCINO DEL MAR ROSSO

Post n°334 pubblicato il 03 Settembre 2016 da viscontina17

                                                

 
 
 

Giornata mondiale degli oceani, 4 "ricette' di chef e Oceana

Post n°332 pubblicato il 03 Maggio 2016 da viscontina17

Per celebrare la Giornata mondiale degli oceani, l'associazione ambientalista Oceana ha presentato quattro azioni per contribuire alla campagna "Salviamo gli oceani e alimentiamo il mondo". Queste azioni sono il risultato dell'assidua collaborazione con alcuni degli chef più famosi al mondo che hanno assistito Oceana nella redazione di questa lista, tra cui Joan Roca, lo chef di El Celler de Can Roca, recentemente premiato come Miglior ristorante del mondo 2015.

"Gli chef sono dei modelli culinari importantissimi ed esercitano una grande influenza sul cibo che consumiamo" sottolinea Lasse Gustavsson, direttore esecutivo di Oceana in Europa. "Siamo lieti che tanti chef famosi a livello mondiale abbiano riconosciuto l'importanza di questa campagna e ci stiano aiutando a sensibilizzare l'opinione pubblica sullo stato dei mari e su come tutti insieme possiamo fare la differenza. Le nostre scelte alimentari hanno un'influenza diretta sullo stato dei mari: scegliendo un'alimentazione a base di pesce sostenibile possiamo salvare gli oceani e nutrire il pianeta.

Tra l'altro, il pesce è buonissimo e ha dei benefici ampliamente documentati sulla nostra salute". Queste le quattro azioni da intraprendere per salvare gli oceani e nutrire il pianeta: - Mangiare pesci di piccole dimensioni; - Mangiare pesce di provenienza locale; - Preferire il pesce di mare o di lago al pesce d'allevamento; - Non mangiare gamberi o gamberetti.

Il pesce d'allevamento, spiegano i promotori dell'iniziativa, ''pone un importante problema di sostenibilità: infatti se il pesce è carnivoro, come ad esempio il salmone, si ciberà comunque di pesce selvatico sotto forma di pellet a base di farina di pesce. Ragion per cui, quando si consumano salmoni d'allevamento si sta comunque mangiando del pesce selvatico. La quantità di pesce necessaria per far raggiungere al salmone la pezzatura commerciale varia da paese a paese, ma possono essere necessari addirittura fino a 5 kg di pesce selvatico per produrre mezzo chilo di salmone''.

Per quanto riguarda i gamberi, l'allevamento di gamberetti è generalmente causa della distruzione dell'habitat costiero, come ad esempio delle foreste di mangrovia, che costituiscono le zone di riproduzione dei pesci selvatici. Inoltre, anche i gamberetti selvatici costituiscono un problema, in quanto la loro pesca si svolge con l'utilizzo di reti a maglie molto piccole che catturano molto più di quello che dovrebbero: Si calcola che, per ogni chilo di gamberetti catturato, 3-5 kg sono catture accidentali.(ANSA web)

 

 
 
 

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