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Creato da gianor1 il 07/01/2005

La riva dei pensieri

Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.

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Fauna variegata

Post n°631 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da gianor1


Chiunque, come me,  lavori insieme ad altri colleghi sa quanto la cosa più faticosa non sia il lavoro in sè, ma gestire i rapporti umani.
Il campionario è rilevante, mi auguro che a voi vada diversamente, ma la mia esperienza nel mondo della scuola m'induce a pensare che vivo in uno zoo variegato e multicolore.
Egotici, cioè i malati di "ego", coloro che vogliono vedere il loro nome comparire su tutto.
Come comportarsi? Facile! Non togliete mai il loro nome, anzi, quando è possibile aggiungetelo surrettiziamente!
Barricati. Costoro si trincerano dietro le loro scartoffie lamentandosi del gravoso carico di lavoro, della pesantezza degli adempimenti a cui attendono ma che agli altri non è dato di sapere.
Come comportarsi? Non fare domande; ogni tanto compiangere lievemente il collega per la fatica che si sgroppa e fargli capire quanto è importante per il buon funzionamento del lavoro!
Caffettari (la maggioranza dei colleghi). Sono notevoli esperti di tutte le scelte della macchinetta del caffè, molti di loro hanno preparato lunghissime tesine di laurea sulle tipologie del mocaccino e sull'ermeneutica del cappuccino. La sala caffè  si può considerare la postazione di lavoro preferita o, quantomeno, quella per la quale dimostrano una vocazione naturale.
Come comportarsi? 1.Quando passate per una veloce pausa entrate, salutate affettuosamente, fingetevi tremendamente presi da impegni, salutate e uscite. 2.Frequentate la sala caffè solo in orari morti.
Intoccabili. Sono coloro occupanti posizioni sindacali e spinti da nobili motivi: nessuno deve infastidirli o riprenderli. Difendono con il coltello tra i denti i loro iscritti ma preferibilmente, quando la situazione richiede un pò di coraggio, loro, cuor di leoni, non spendono il loro nome, si blindano dietro il nome della sigla...
Come comportarsi? Non iscrivetevi, non votateli, non dategli corda; fingetevi disinteressati alla politica, ai partiti, ai sindacati, al mondo. Smascherate la loro ipocrisia con tutti i colleghi dotati di onestà intellettuale!!!
Sono individuabili altre categorie (nevrotici, desaparecido, esauriti, critica-tutto  a cui appartengo), ma bastano quelle citate ( o sarà che oggi sono quelle che mi stanno più sulle palle) per poter concordare che le vacanze sono necessarie!

 
 
 

Intenzione e azione.

Post n°630 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da gianor1
 


Niente giova tanto ad avere il senso delle proporzioni, quanto provare benevolenza per gli altri. La benevolenza è un sentimento di simpatia, di comprensione per le difficoltà e le sofferenze altrui. Implica la disposizione a metterci nei panni degli altri, a distogliere per un momento l'attenzione verso noi stessi per tentare d'immaginare cosa sia trovarsi nella difficile situazione di un'altra persona, e al tempo stesso provare simpatia per questa persona. Significa ammettere che i problemi degli altri, le loro sofferenze e frustrazioni sono altrettanto reali dei nostri, anzi a volte anche peggiori. L'ammissione di questa realtà e il desiderio di aiutare gli altri, di offrire loro un sostegno, apre il cuore e rende intenso il senso di gratitudine. La benevolenza è qualcosa che si sviluppa con la pratica. Implica due cose: intenzione e azione. L'intenzione significa semplicemente ricordarsi di aprire l'anima al prossimo; di spostare l'interesse personale a quello degli altri.

E l'azione è semplicemente "cosa fare" in proposito. Si può per esempio donare dei soldi (e di tempo) a una causa che ci sta particolarmente a cuore. Oppure si può gratificare la gente che incontriamo per la strada con un bel sorriso e un sincero:" Ciao, come va?"
Non importa tanto cosa facciamo, quanto come agiamo. Come diceva la Piccola Suora di Calcutta:" Non possiamo fare grandi cose su questa terra. Possiamo solo fare piccole cose con grande amore".
La benevolenza sviluppa il senso di gratitudine in quanto distoglie l'attenzione da cose che abbiamo finito per prendere troppo sul serio. Soffermarci a riflettere sul miracolo della vita, sul dono della vista, dell'amore e di tutto il resto, aiuta a ricordare che molte cose che "sembrano importanti" in realtà sono solo cosette che ingigantiamo.

 
 
 

Auguri

Post n°629 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da gianor1

Buona fine e buon inizio
alle mutande rosse e al vischio,
ai cenoni costosi e ai botti chiassosi.
Ben venga il countdown
in differita tra le televisioni
e lo zampone con le lenticchie.
Che sia gioioso il trenino ballante di mezzanotte,
al suono delle note intramontabili di "Brasil".
Buona fortuna ai 60 milioni di sms
che vorrebbero arrivare tutti insieme
auspici, scongiuri e speranze.
2011 addio, il mondo non ti rimpiangerà!
Caro 2012  in te riponiamo tante speranze.
Non deluderci!
Auguri a tutti i disillusi che sanno coltivare la speranza!

 
 
 

E' Natale!

Post n°628 pubblicato il 10 Dicembre 2011 da gianor1



Da alcuni anni m'impegno a vivere gli accadimenti così come avvengono. Sarà il tempo che trascorre inevitabilmente o, forse, le esperienze che mi hanno formato, inducono a vedere le cose che appaiono per tentare di comprenderne il significato profondo. Non vincolo più la mente a disquisire su questo modo insensato di vivere il Natale. Da anni vado oltre perchè è una battaglia persa, pensare di cambiare questo tipo di cose. Il mondo va come va!
A volte male, a volte bene. Molti danno enfasi a tanti aspetti e situazioni che andrebbero vissute diversamente.
Possiamo farcene una colpa o farne una colpa al prossimo? No!
Penso sia più utile e proficuo per ciascuno di noi, e per le persone che ci stanno intorno, il tentativo di vivere in modo autentico, manifestando e dando rilievo alle cose che hanno veramente importanza, lasciando le frivolezze, le corse pazze, la frenesia a chi pensa che così facendo riesce a colmare quel grande vuoto che sente interiormente.
Il cuore si riempie diversamente da come si riempie la pancia.
Occupare il cuore di gioia e di serenità è il vero impegno. Tutto il resto, nella giusta misura, può essere solo un contorno.
Ed allora, non preoccupiamoci tanto dove corre questo pazzo e insensato mondo, preoccupiamoci di capire dove  stiamo andando e, questo periodo di feste, al di là di tutto e tutti, può essere un giusto momento per fare questo.
Carissimi saluti a tutti ed auguri affinchè questo Natale ci possa "prendere" per quello che realmente è!

 
 
 

Sulla televisione...

Post n°627 pubblicato il 25 Novembre 2011 da gianor1

     
                   

In questi giorni ho notato che sulla programmazione televisiva italiana si sono delineate due scuole di pensiero: da un lato, chi, avendo ormai perso ogni tipo di fiducia tanto nel mezzo quanto nei suoi conduttori, rubricano tutto come un segno della decadenza dei tempi, e si augurano sconquassi capaci di riportare contenitore e contenuto ai bei tempi che furono: nobili, austeri, persino un pò bigotti, certo sempre migliori di quelli odierni, smandrappati quant'altri mai (scusate il termine)!
Dall'altra parte della barricata stanno sia coloro che, attribuendo allo strumento (flat screen, lcd o plasma 30, 32, 40, 50 pollici ecc...) virtù taumaturgiche di spiegazione del mondo, considerano l'analisi dei palinsesti l'equivalente di un trattato di sociologia; sia coloro che, fedeli alla tradizione nazionale che ci vuole divisi e contrapposti in fazioni avverse, sono ben contenti di poter appendere al balcone un lenzuolo che recita io sto con Bonolis" ed avere al tempo stesso un argomento di discussione valido quanto le dimissioni di Berlusconi, da spendere nel proprio bar dello sport.
Personalmente, come sempre, tendo a stare nel mezzo: delle risse tra miliardari tendo a fregarmene bellamente sentendomi quasi insultato tanto da quelli che credo essere i secondi fini delle risse medesime, quanto dallo straordinario spazio a loro dedicato; dall'altro, ho la sensazione (di questo si tratta, non ho ancora letto ponderosi tomi al riguardo) che davvero capire la televisione serva a capire (un pò) il mondo, e non mi va di fare lo snob che si ritira sull'Aventino, o a Capalbio, se va ancora di moda.
E così mi ritrovo a fare il voyeur, a sbirciare qui e là, per non sapere troppo e per evitare di non saperne nulla.
Ecco se qualcuno volesse psicanalizzarmi, oppure semplicemente farmi sapere che sì, siamo in tanti in mezzo al guado (e fors'anche al guano), beh, che si faccia avanti. Grazie.

 

 
 
 
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L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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