Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

La casa dei nonni

Post n°760 pubblicato il 18 Aprile 2017 da gianor1
 

 

Tornare nell'antica casa dei nonni e non trovare più il grande carrubo che mi difendeva nelle afose giornate estive della mia infanzia è stato come essere catapultato fuori dal tempo. Ho sentito una sospensione e una incapacità di capire se davvero avevo vissuto quell'infanzia e sentito quelli odori oppure se tutto era stato un sogno. Giunto al cancello ho perfino dubitato che le chiavi che avevo in mano potessero aprirlo sul serio. Ed invece la chiave è scivolata delicatamente, ha girato il meccanismo e la mano sinistra mi è andata automaticamente sotto la barra di mezzo per poter sollevare il cancello quei pochi millimetri per far scattare del tutto il meccanismo. Reminiscenze di vita quotidiana...e poi...poi è stato come tuffarsi indietro di più di trenta anni. Il cigolio della"chiave grande" della porta d'ingresso, il cui chiavistello era stato aggiunto da mio nonno dopo che erano entrati i ladri quando avevo all'incirca sei o sette anni...Ricordo ancora che per diverso tempo cercai di capire perchè una casa che aveva già la sua normale serratura avesse necessità di un ulteriore accorgimento capace di tenere fuori altri individui, che senza volto, avevano preso i ricordi della vita dei miei nonni. E l'interruttore della luce dell'ingresso!? Mi sembrava molto più in alto...e l'odore, quell'odore che non ha nome ma che è la mia vita passata; le persiane chiuse, la casa in penombra come sempre e nonna che ogni giorno provava ad aprirle per far baciare dalla luce anche le mura interne. Quel silenzio, imperante anche in passato per rispetto di nonno che lavorava anche la notte. Ed intanto i miei giochi erano in silenzio, ovattati nella luce e nel rumore, oppure fuori nel piazzale sotto il grande carrubo e,in fondo,dopo il salotto magazzino, camera mia. Sulla porta ancora il cartello di"divieto di accesso al razzismo" e all'interno ancora il mio letto, i miei poster appesi, i libri impilati a caso sulla libreria, le foto, le poesie scritte a migliaia di amori sognati, le storie incise sul tavolo,e...polvere, tanta polvere su quel letto di ferro battuto. Ancora nessuno ha tolto,da sotto il materassino del cane, la cuccia del mio amico che mi salutò per l'ultima volta come per sancire la fine di un epoca. E adesso non sento il dolore, non ci sono rimpianti, solo sorrisi, e se socchiudo gli occhi sento ancora i miei passi, piccolo piccolo che corro per quel corridoio che allora sembrava lunghissimo, che scalzo cercavo in  inverno le mattonelle riscaldate dai tubi del riscaldamento. Sento ancora il suono del pianoforte, le lacrime dei primi "eterni" amori, sento ancora l'infrangersi dei piatti scivolati di mano alla nonna; sento  il rumore che faceva il rasoio del nonno mentre lo scuoteva nell'acqua del lavandino. Sento i miei passi furtivi a notte inoltrata, sento i gemiti di sere, notti, mattine, giorni d'amore a cui seguivano sempre, o quasi, risate soffocate di chi ancora l'ha "combinata"! Prendo alcuni quaderni di carta di riso testimoni della mia adolescenza, afferro un fumetto di Dylan Dog e m'incammino. La porta si chiude, il sorriso rimane e tra le lacrime trattenute mi pare ancora di scorgere, mentre esco dal piazzale, il grande carrubo...

 
 
 

Pasqua di Resurrezione

Post n°759 pubblicato il 10 Aprile 2017 da gianor1
 

                             

Tra pochi giorni si festeggierà la Pasqua! La nostra posta elettronica, i nostri blogs saranno pieni d' immagini dai colori vivaci e di buoni auspici.
L'agnello, icona della mansuetudine, mattato.
L'uovo, segno di nascita, stritolato e assimilato da bocche fameliche e insaziabili.
Dolci e armoniche colombe glassate e mandorlate, il cui unico volo lo effettuano dalla bocca allo stomaco.
Le icone della festa, private del loro significato dalla commercializzazione spietata.
Sono restio  a fare di ogni evento festivo un'aspettativa esclusivamente esteriore. Capisco che questo pensiero è fuori da ogni consuetudine sociale, ma non posso farci nulla. Ho rispetto verso coloro che celebrano secondo la religione  ma non riesco a farmi coinvolgere nelle feste vacanziere.  So di comportarmi da ipocrita, cinico, ma schietto per la conseguente astensione lavorativa
La Pasqua di Resurrezione che dovrebbe essere il significato maggiore della nostra religione s'identifica in un contorno rituale massiccio. Tradizione intimistica tramutata in shopping compulsivi, in preparazioni culinarie da utilizzare in abbuffate di fine settimana. In barba alla Croce, come i soldati romani incuranti del dolore sotto il simbolo.
"Buona,felice e serena Pasqua"..."a te e famiglia"..."andate da qualche parte?"...
Sono frasi che proferiamo ogni anno. E' una recitazione conosciuta fin da quando eravamo bimbi. Importante è festeggiare un vincolo sociale e familiare senza domandarci qual'è il vero significato.
E' sincero, ora augurarvi una Pasqua Santa? Dal mio cuore, "Sì".
Il dipinto è la Resurrezione del Caravaggio.

 

 
 
 

Voglia di scrivere

Post n°758 pubblicato il 03 Aprile 2017 da gianor1
 

"Inchiostro e voglia di scrivere per cercare di dare ad ogni emozione una personalità, ad ogni stato d'animo un'anima"(Pessoa).

Ieri desideravo scrivere qualcosa, ma non trovavo un argomento. Ho voluto assecondare un impeto che mi porta da qualche parte della scrittura, prima che da qualche parte della vita. Mi chiedevo, per prima cosa, se scrivere su carta o direttamente al computer. Quando ho bisogno di maggiore concentrazione scrivo su fogli candidi. Quando devo velocizzare i tempi scrivo sul computer. E la differenza esiste. Ho optato per la seconda eventualità, probabilmente negli ultimi giorni mi sentivo affaticato anche nel concentrarmi (diciamo che non mi và...).
Dopo gli scrutini ho rallentato i ritmi, ho disteso i nervi (per quanto ne sia capace), ho deciso di rilassarmi un po' . Eppure dovrei volgere l'attenzione su parecchie faccende (si dice sempre così, ma non fa niente).
Ma neccessito di scrivere qualcosa! Vergare emozioni più del fare (o forse no?). Non so: posso dire quanto sono incantevoli il cielo e il mare della mia Isola quando le giornate sono così serene oppure disquisire di quanto mi fanno male le gambe negli ultimi giorni.
Di religione, di politica e compagnia non mi va di parlare. Per loro ci pensano i vari tg e la carta stampata.
Mi rendo conto che faccio fatica a inseguire i pensieri o forse no, peggio, non mi viene da pensare, evidentemente mi sono fuso col pc! Quando è così vuol dire che qualcosa non va, ma per rincuorarmi finisce che do la colpa al clima, alle stagioni, al torpore che la primavera infonde. E mi viene in mente Thomas Mann che con quel celebre passo del "Tonio Kroger", credo sia il quarto capitolo, se rammento bene, in cui Adalberto, il novelliere, maledice la primavera. Non posso far niente, ma quel brano non lo levo proprio dalla mente. Ritorna in continuazione, quasi come un pensiero ossessivo (anche di questo si parlava nel capitolo).
Dal momento che mi accorgo di parlare di nulla, mi fermo. Pensare a niente fa bene.
Per scale di confronti si giunge a pensare a tutto. E si è di nuovo piacevoli e felici.

 


 
 
 

Il clown dei desideri

Post n°757 pubblicato il 27 Marzo 2017 da gianor1
 

Un dì all'ebdomada non lavorava mai.
La fragilità che lo distingueva non  consentiva un'ulteriore incombenza gravosa. Comunque quel dì era dedicato alla manutenzione dei desideri.
Disponeva dei colori dell'arcobaleno. E anche altri ideati da lui.
Seduto, con i desideri in grembo, rifletteva. Doveva compilare il programma per la ebdomada successiva; doveva definire in quale anima avrebbe consegnato un sogno.
Scorse i nominativi nella lista delle anime sofferenti, per svolgere l'impegno più urgente.
Ah! La lista diventava sempre più lunga!
Era sempre più complesso operare una scelta.
La dispiegò e iniziò a leggere: anime da tempo note e altre che non erano mai state in lista. Anche qualche anima in cui aveva dipinto tempo addietro e che, per lungo tempo, non era più stata in lista.
Questo per lui era un orgoglio: dipingeva con tanta intensità, da riuscire a rimarginare numerose ferite e sopprimere alcuni dolori. Per altri solo il Cielo poteva intervenire.
Era, tuttavia, molto faticoso. L'Amore l'aveva messo in guardia:" Verrà un momento in cui non potrai più fare questo lavoro. Ti consumerà tutte le energie e dovrai prendere un periodo di riposo. Se non accadrà di peggio".
Ma lui era instancabile, adorava dipingere nelle anime, intrecciava colori dorati , argentati e pennellava, lievemente, inspirandosi alla melodia di un orchestra che solo lui sentiva. Era meraviglioso e lo rendeva così felice! Amava la sensazione di un'anima che si risvegliava alla vita e all'amore!
Ma adesso, si sentiva così stanco! Forse poteva rimandare la manuntenzione dei desideri successivamente. Forse era meglio riposare un po', prima. Sì, si sarebbe adagiato brevemente sopra la  nuvola dei sogni e ne avrebbe cercato uno dolce.
Il clown si addormentò immantinente, lasciando cadere a terra la lista delle anime. L'Amore arrivò in quell'istante e la raccolse.
Il primo nome della lista era: il clown dei desideri.
E adesso...chi avrebbe dipinto nella sua anima?


 
 
 

Illusione primaverile

Post n°756 pubblicato il 21 Marzo 2017 da gianor1
 

Il tempo appare esitare in un marzo bizzarro. In questo momento, tuttavia, non piove. L'altro giorno, passeggiando nel mio giardino ho fatto in tempo a godere lo spettacolo di una magnolia in fiore, con i suoi colori rosa-violacei e quella patina d'avorio, in perfetta armonia con la smodata policromia primaverile. Ho fatto in tempo a vedere i fiori. Ora sono già caduti e le foglioline iniziano a far capolino. La primavera ha le sue paturnie; è lunatica, può mettere di buon umore quanto innervosire. Ad ogni modo è sempre sopra le righe. Personalmente preferisco l'autunno, mi si confà di più. Poverina, la primavera non ha colpe, sono io che nel vedere tutta la natura rifiorire mi sento uno spettatore posto a distanza, un pò in disparte. Questo un poco mi fa male. Così mi sento più a mio agio con l'impatto cromatico monocorde dell'autunno. Ma poi, a ben guardare, quando le foglie cominciano a cadere e a cambiare colore hanno la loro bellezza. Forse è la loro vicinanza con la morte che le fa sembrare così belle, il loro canto del cigno: si sforzano di dare l'ultimo tocco a questa tela bellissima che è la natura. Tutte le cose, in prossimità della loro fine, nella coscienza (naturale?) del loro decadere fisico riescono ad avere un sussulto, un impeto: è il loro ringraziamento al mondo, forse per essere state vitali per un poco. O un moto di ribellione, chissà! La primavera invece è spavalda, non si cura del futuro, la sua illusione è un continuo presente. E sia! Non si può stare ad interrogarsi più di tanto.

 
 
 

Area personale

 







Sono per la salvaguardia del grafema Ch

 

Ultimi commenti

In tua dolce compagnia sembrerā tutto meno...
Inviato da: divinacreatura59
il 28/05/2017 alle 09:34
 
...Felice giorno del Signore. ^_^
Inviato da: gianor1
il 28/05/2017 alle 06:13
 
Afferma Daniel Goleman che quanto č maggiore la nostra...
Inviato da: gianor1
il 28/05/2017 alle 06:13
 
Tante ore serene anche a te, gentile Amica. Gian^_^
Inviato da: gianor1
il 28/05/2017 alle 06:09
 
ma no dai!!!!!
Inviato da: donadam68
il 27/05/2017 alle 20:14
 
 

Ultime visite al Blog

y_costadavorioriccidoratidivinacreatura59sagredo58gianor1donadam68blue.sky00e_d_e_l_w_e_i_s_sgabbiano642014elyravmaracicciaaforismadamorenilsiastarseablu
 

Come eravamo



 
Citazioni nei Blog Amici: 233
 

 

 

 

Spigolature

AFORISMA
L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

Armonia delle forme

 



 

 

Solidarietā


 
,

,

,



 

Contatore per siti

 

 
 



 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31