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Creato da Belethil_di_Lorien il 05/01/2005

Belethil's Tales

Direttamente dalle Marche di Mezzo.....pensieri, opere e illusioni di una mezza-elfa, mezza-archeologa, mediamente cinica, cronicamente pessimista e ironicamente acida!

 

 

Dove c'è Barilla, c'è casa

Post n°1476 pubblicato il 16 Aprile 2012 da Belethil_di_Lorien

Questo che sto per scrivere non c'entra nulla con il tema del post ma DEVO scriverlo, pur conscia che concorrerà di diritto al premio "Sticazzi d'oro 2012".
Ci ho fatto caso qualche giorno fa, quando ho sentito la necessità di cercare una pinza per tirar su i capelli. Sono cresciuti. Sono di nuovo lunghi. Mi sento di nuovo io.
Cretino pensare che cm di capelli possano cambiare il modo di riconoscerti.
Il gesto apotropaico di tagliarli è stato comunque utile. La fase di transizione dura, faticosa, impegnativa. Finita.

Tornando a noi.
Casa. L'etimologia di questa parola è strettamente legata al concetto di "coprire", "fare ombra", "dare rifugio".
E su questo riflettevo: ai luoghi e ai modi di sentirsi "a casa".
La casa è quel modo di sentirsi protetti, al sicuro, difesi e al tempo stesso liberi.
La casa puoi sentirla in un edificio, senza abitarlo. La casa è in una città, senza che sia quella delle tue origini. La casa è in un orizzonte, come guardare il confine occidentale disegnato dalle vette dei Sibillini. La casa è nelle persone che si incontrano. La casa è nei pensieri.
Il senso di protezione, di accoglienza. Il tetto che ti ripara dalla pioggia e dal sole. E dal vento.
La casa è anche una porta spalancata verso l'esterno. Una porta che ti invita a guardare fuori, con la consapevolezza che la troverai aperta in qualsiasi momento. Se avrai nuovamente bisogno di un rifugio. E' sicurezza implicita.
E' la corsa intorno al campo da baseball: sai che devi tornare alla "casa base".
Il punto di partenza e quello di arrivo che non necessariamente coincidono con lo stesso luogo.
La casa è uno stato d'animo che ti accompagna durante il tragitto.
La casa è uno dei mille travestimenti della speranza e della felicità.
La casa è un recinto dove la paura non entra. Mai.

 
 
 

C'est dommage

Post n°1475 pubblicato il 03 Aprile 2012 da Belethil_di_Lorien

Imbucarsi nel tunnel "Amarcord" può avere varie conseguenze.
Generare un turbine di nostalgia.
Farti sentire a casa avendo al tempo stesso la sensazione di aver regalato le chiavi di quella dimora ad altri.
Suscitare ricordi. Far affiorare aneddoti, sorrisi, emozioni.
Farti rendere conto che ci sono cose che stai lentamente perdendo. E la colpa è solo tua.
ERGO: si può porre rimedio?
Naturalmente si.
Esemplifico, altrimenti finirò come sempre col blaterare alla Joyce senza farvi capire una beneamata ceppa!

Qualcuno ricorda quando passavo ogni sacra festività nell'Antro della Cultura? Era sicuramente un lavoro troppo discotinuo ma mi teneva in allenamento. Sciorinare la storia del mio territorio dall'VIII sec. a.C. al VIII sec. d.C. davanti ad orde di ragazzini delle medie o di attempati turisti mi permetteva di mantenere vivi anni ed anni di studio.
Sono trascorsi due anni, credo, dall'ultima guida che ho svolto nell'Antro della Cultura.
Risultato: mi ricordo la metà, della metà, della metà di ciò che sapevo come l'Avemaria. No buono. No buono per niente.
Non dico che voglio tornare a sognarmi ogni Decio Mure che compie la devotio. O a fare i disegnini con la dinastia dei Gordiani (maledetti loro e il III secolo) ma, cazzoimpero, è vergognoso che io non ricordi certe date o certi fatti storici.
Poche settimane fa ho rispolverato un libro che, ai tempi dell'università, ho venerato come un testo sacro. "Augusto e il potere delle immagini" è, per un addetto ai lavori, fonte inesauribile di rimandi. Una rete splendida che collega storia-ideologia-arte. Ma lo consiglierei tranquillamente anche a qualsiasi persona curiosa. Zanker ha lo straordinario dono della chiarezza, a mio avviso.
La stessa chiarezza con cui, a Palazzo Massimo, uscendo dalla sala delle monete in cui era scattato l'allarme, disse a me e ad Andrea: "rakazzi, ze fi dikono qualkosa, tite che è kolpa mia"

Tutto questo per dire che non bisogna mai dimenticare.

 
 
 

Sintesi

Post n°1474 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da Belethil_di_Lorien

Riassunto delle mie ultime 3 settimane:


Neve che viene, neve che va.
Gente che viene, gente che va.

Di robe da dire ne avrei. E anche parecchie. Ma per parlare davvero liberamente credo che dovrei aprire un altro blog. Possibilmente su un'altra piattaforma. Trovare un nick un pelino più credibile e lanciarmi nella fantastica avventura de "la verità, nient'altro che la verità, dica: lo giuro!"
Troppi occhi legano le mie dita, qui. Occhi del passato remoto e occhi del passato prossimo.
Il passato ha sempre il suo lato affascinante. Il fatto che è passato, ovviamente.

Il discorso è un po' criptico ma spero sarete pazienti, questa volta.
Buonanotte

 
 
 

Comunicazione di servizio

Post n°1473 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da Belethil_di_Lorien

Questo blog è in pausa causa glaciazione.
Dell'autrice.

Ad maiora.

 
 
 

Chiedi e ti sarà dato. Forse.

Post n°1472 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Belethil_di_Lorien

Mia cugina, che oggi si è laurata con lode (perché "buon sangue non mente"), nel frontespizio della sua tesi ha scritto la seguente frase di Erri De Luca:
"Il verbo della vita è CHIEDERE, avere una DOMANDA, lanciare il punto interrogativo verso l'alto, annuvolato o sgombro [...], a bassa voce mandare lontano la richiesta, perché il soffio e non il grido va lontano. Chiedere perché non chiedere è la resa".
Bene.
Troppe volte me ne sono rimasta imbambolata ad aspettare delle risposte come "manna dal cielo". Come se fossero scontate, dovute, praticamente d'obbligo.
E invece: col cazzo!
Allora ho provato a cambiare atteggiamento. Un quesito ti arrovella le sinapsi, Belethil? Allora CHIEDI! Rompi i coglioni! Poni un elegante punto interrogativo.
Risultato: file not found!
Ok, allora sbaglio di certo qualcosa.
O, più semplicemente, mi illudo di porre le mie domande a persone gonadi-dotate.

In questi ultimi tempi ho imparato a dire ciò che penso. Anche se è scomodo. Anche se è impopolare. Mi piace essere chiara ed avere chiarezza.
Lo pretendo.
E finirò per passare come la stronza di turno. Che gioca a fare l'acida per copione.
Va benissimo così.
Un vaffanculo in più o in meno non mi cambia la vita.

Ah, sono diventata ancora più scurrile del consueto.
Sorry.

Ad maiora, sparuti lettori.

 
 
 

Why?

Post n°1471 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da Belethil_di_Lorien


E le questioni irrisolte. Maledette questioni irrisolte.
Che si ripropongono: come la peperonata!

Io. Io e il mio stramaledettissimo vizio di voler capire tutto e tutti.
Dimenticando, puntualmente, che a volte le cose sono molto più semplici di quanto io possa immaginare.
Ma c'è un motivo per tutto.

Perché?
La mia domanda preferita.

 
 
 

Se una notte d'inverno...

Post n°1470 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da Belethil_di_Lorien

Per la gioia di molti (non la mia, precisiamo) è arrivato il freddo.
I Sibillini sono carichi di neve e qualche fiocco s'è visto anche nel mio paesino.
Che culo!
Fa tanto Natale... Si. E io non vedo l'ora che sia il 7 Gennaio.
Anche il 2011 è agli sgoccioli. Deo gratias. Peccato che all'approssimarsi della fine di ogni anno mi ritrovo a pensare: "speriamo che il prossimo non sia come quello appena trascorso". E, puntualmente, il nuovo anno si dimostra peggiore del precedente.
Me sa che ce devo fa il callo.
Fortunosamente i Maya dicono che il 2012 sarà l'ultimo, ergo, prendiamo un bel respiro e affrontiamo i prossimi dodici mesi (o poco meno) così come vengono.
Nel 2011 ho visto abissi inesplorati. Ecco: li ho esplorati, mi basterebbe così. Grazie.
Inutile farsi propositi, tanto poi sono le Parche che decidono e non mi pare abbiano un gran senso dell'umorismo.
Come da tradizione, quando si avvicina Natale combino sempre qualche macello in casa. L'anno passato ho quasi ucciso mio padre. Oggi ho fatto tremendamente la stronza con mia madre che, giustamente, mi ha tolto la parola.
Da inizio dicembre non ho più una vita sociale, causa delirio natalizio a lavoro. Non che prima fossi Miss Mondanità, ma almeno una volta a settimana al cinema riuscivo ad andare.


In tutto questo marasma, c'è una persona a cui devo dire "grazie" per le risate quotidiane. Il Puffo sa.
(se passerà a leggere da queste parti)

 

 
 
 

Quando viene dicembre

Post n°1469 pubblicato il 07 Dicembre 2011 da Belethil_di_Lorien

Fuori tira un vento che ti porta via. Magari, aggiungerei.
Ultimo mese dell'anno. Dicembre.
L'inverno è alle porte. Altrui, a quanto pare. I Sibillini sono ancora verdi.
Abitazioni e alberi sono pieni di lucine già da inizio novembre. Bel modo di farti arrivare a Natale che ne hai già le balle piene.
C'era un tempo in cui il Natale lo iniziavo ad annusare a fine novembre. Ora no. Non più. Non lo sento nemmeno la sera del 24. L'anno scorso l'ho proprio cancellato dal calendario, tanto per dire. Ho ricordi del pranzo di Natale in cui mescolavo lacrime al brodo coi cappelletti.
Belle scene. Memorabili.


Ma l'odio per i babbi Natale rampicanti resta vivo. Quindi, se ne vedete in giro, appesi ai balconi, siete pregati di usare il lanciafiamme come vi ho insegnato negli anni passati. (chi frenqueta questo blog dai "bei tempi che furono", sa).


In negozio sta iniziando la fase "delirio". Il che mi imporrà a breve l'uso di una brandina, tanto per non stare a sprecare tempo facendomi km inutili ogni giorno.

Ora il problema vero, lancinante, che mi trafigge l'anima è un altro.
CHE CAZZO FACCIO L'ULTIMO DELL'ANNO?!
Questi sono drammi.
Altro che la manovra finanziaria.

Ad maiora, sparuti lettori

 
 
 

Rassicurazioni

Post n°1468 pubblicato il 21 Novembre 2011 da Belethil_di_Lorien

Sono viva.
Paura eh?
Si, si...ancora non sono andata a guardare le cicorie dalle radici.
Fatti fondamentali in questo periodo silenzioso?

- mi è scaduto il contratto il 16 novembre, sto continuando a lavorare quindi presumo che sia stato rinnovato, anche se non è dato sapere per quanto. E' un lavoro che amo ogni giorno di più e quindi va bene così (segnatevi quest'ultima frase e ricordatemela dopo Natale, se sopravviverò)

- ho barattato il week end a Londra (regalo non consumato degli zii shopping per lo scorso Natale) con un Iphone 4s. Ora passo la vita cercando di convincerlo a funzionare come il mio vecchio Nokia, maledicendo la tastiera qwerty che pare dotata di vita propria e facendomi insultare da Siri, il personal assistant che mi rimprovera quando non parlo con corretto accento inglese. Tanto per fare un esempio: gli ho chiesto se era un bell'uomo. Mi ha risposto: Cristina, we are talking about you, not me. Ma devo confessare che quando, salutandolo, mi ha risposto: I live to serve, me so' quasi commossa!

- ho dato una sistematina ai capelli. Urlavano il loro bisogno di cure e li ho accontentati. Li ho pregati di farmi il piacere di crescere un po' più in fretta, perché questa fase "nè corto nè lungo" mi sta profondamente scartavetrando le balle. Sempre per essere femminile nel linguaggio.

- stamattina sono tornata da Roma. Toh, che novità. Si, lo so che appena ho un po' di libertà me ne scappo nella mia città adorata. E' stata una domenica intensa di persone e di emozioni. E' anche stata una domenica di immense magnate.
Pranzo (finito alle 16) a Santa Maria di Galeria, sperduto borgo nel braccianese: affettati, polenta con salsiccia, maialino da latte arrosto, panna cotta al caramello e caffè.
Cena a Roma al ristorante "Buono" in Via Albenga, 1 (faccio volentieri pubblicità): antipasto di fritti misti, cotolette di abbacchio fritte e patate arrosto e poi ho alzato bandiera bianca.
E Roma è fatta anche per scoprire che ci sono persone che magari incontriamo per la prima volta ma è come se fossero sempre state parte della nostra vita. E domenica mi è capitato con due persone: Lisa e Simona.

- Dal 1 novembre ho cambiato letteralmente modo di vivere. Il perché e il percome non ve lo dico. E' un segreto. Ah, tranquilli. Nessun uomo all'orizzonte. Mi stanno lontani e STANNO BENE DOVE STANNO.

Che altro, lasciatemi pensare...
Credo sia tutto.
Per ora.

 
 
 

How are u?

Post n°1467 pubblicato il 09 Novembre 2011 da Belethil_di_Lorien

Un "come stai?", ogni tanto, è chiedere troppo?
Via facebook, via sms, via piccione viaggiatore.
Scritto su uno schermo, su carta pergamena. Ovunque.

Un cazzo di "come stai?"
UNO!!!!!!!

 
 
 
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