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Creato da carrubella il 27/01/2007
E la storia continua
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Post n°185 pubblicato il 12 Aprile 2009 da carrubella
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Post n°183 pubblicato il 30 Marzo 2009 da carrubella
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Post n°153 pubblicato il 06 Marzo 2009 da carrubella
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Post n°149 pubblicato il 02 Marzo 2009 da carrubella
Stazionava alla larga strada. Filari,come braccia,alberi dolci crescono vicino a posti sosta che passante usa per domesticare calde estati con le verdi fronde. Passa giovanotto da quel posto e mai che s’abbia farsene domanda: perché quel posto,perché tutte quelle soste. Passava,già,di fretta allora; dove recar facea di se,poco distante. A piedi o a cavallo di sellino anch’egli solea fermarsi in loco,nella sosta ventilando polmoni all’aria pura e a sentir fischiare tra le fronde piccole piume che mente nettan e fanno forte il core. Ma nella strada dove passa vita non sempre di fortuna è costruita, anzi, via o viottoilo che sia vien sempre a chiudersi con rovi dato che d’incuria è stata lesa. Sarà stata cosa che non dice, come a trovarsi solo senza alcuno che vedea di lui le necessità; sarà l’amore suo passato in quella donna, oppure se stesso a lasciarla per motivo, o a lagnarsi di non saper trovare, d’anima di cuore la capacità d’adotto fare . Ora si trova a stazionare in quella larga strada ove non sente più quell’aria fresca non più viandante o passeggero ma per averla scelta come casa.
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Post n°147 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da carrubella
Alzheimer
Si volta indietro guarda o sembra guardare l’aria smarrita riflette in se come se tutto non fosse. Rapito,perduto, con mente costante a muti ricordi tanto che, gente che guarda non vede e non vuol vedere per poter conservare qualcosa di se. Quando,ancora,si dava al lavoro felice di ridere e scherzo avere con quei che lo guardano a compassione. Ora vuole dare alla vita un saluto per poi vedere la vita del dopo, cosa concessa a quelli che vivo in altro mondo,lontani da se. Hanno certezza quei poveri soli d’esser condotti lontano da qui ove gli sguardi non fanno paura perché accoppiati solo a sorrisi.
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Post n°144 pubblicato il 22 Febbraio 2009 da carrubella
Maschere
Maschera ride quando copre quel viso, o quando piange quel viso, nascosto, che accorata voce l’assale. Non piange per riso quel viso e non fa lavoro da circo il profilo. Narra a se la sua storia sì triste mentre la gente si chiede se piangere o ridere d’egli, pagliaccio o povero uomo. Dispera la maschera ormai d’avere smarrito la vita d’avere perduto speranze che rendono viva memoria. Desta si sporge a mirare, quello, che come bimbo non sa,e saper regalare sorriso e speranza. Ora sul suo velato viso una lacrima vera dall’occhio nero vien giù. |
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Post n°140 pubblicato il 20 Febbraio 2009 da carrubella
Il volo di rondine Cambiando tratto vola
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Post n°138 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da carrubella
Sogno d’Amore Oh! come vorrei del mio desio potessi trasformarsi in cosa viva portare avanti l’armi per toccare quei creatura che tanto aizza il core. Non di famelico desio d’ardente amare ma per regalo fare a questo amore con la maniera che mi aspetto in cuore di dolci parole e fiato sì vicino tanto che rafforzar me sento dentro al petto,voglia a sentirla, amarmi con parole e mani e con sua pelle rovistar la mia sentirla così fresca ,sulle dita; sentire lei il candido lasciare, per largo fare al fuoco delle vene nell’atto che matura quel desio, per poi tornare ancora a quel candore ch’era in principio, quando corte fare. Ma, a passar di soli pochi istanti, sentire voglia di innamorarci ancora e ancora amarci. |
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Post n°136 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da carrubella
Furtivo
Mandi un tratto di te
che ti veda altrove.
Nascosta aspetti che venga fuori
parola mia dolce a te
perché tu vuoi
perché mi vuoi rubare
portare lontano me e
l’amore mio solo a te.
Senza che altri guardando l’amore
richiedan anche loro per il mio bell’amore
caldo, dolce,per sempre innamorando amare.
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Post n°130 pubblicato il 06 Febbraio 2009 da carrubella
Velo
Sbarcati pensieri da viaggi lontani da terre lontane di oblii reconditi di popoli e genti e di quelli vicini presenti per sempre nel cavo ricordi. Ma quando a te pare che solo contare del ricordare parlare con te di quello di te o a coloro che prestan l’orecchio e allungano l’occhio per dire chi sei, ti senti rapito da quello che dici ti senti ancor quello che baldo tu andavi. Voler cominciar almen una volta andare per mari o per terre celate lasciar nei miei occhi ,purtroppo velati, ancor di quei popoli e genti vicini che suggeriscan da raccontare.
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