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BIG DATA E TOOL

Post n°1016 pubblicato il 24 Marzo 2017 da fresbe
 
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Il 2016 è stato un anno cruciale per i Big Data, con molte organizzazioni impegnate nella ricerca di un sistema automatico di elaborazione e estrazione di valore dai dati di tutte le forme e dimensioni. Nel 2017, i sistemi che supporteranno grandi volumi di dati strutturati e non strutturati, continueranno ad aumentare. Il mercato richiederà piattaforme e strumenti (Tool) che agevolino la custodia dei dati consentendo agli utenti finali l’analisi degli stessi. 

Per TOOL si intende uno strumento, rappresentato nello specifico da un algoritmo matematico, opportunamente concepito per svolgere una funzione di filtro delle informazioni, secondo programmazione ricevuta, per giungere ad una “sintesi” attraverso una tipizzazione lessicale ed accorpamenti in cluster (clustering). Obiettivo è l’estrazione dal Big Data delle informazioni utili per la pianificazione di una o più strategie commerciali, miranti all’ottenimento di un “vantaggio competitivo”.
Trovandoci a dover processare un numero crescente di informazioni che si sviluppano esponenzialmente, sorge il dubbio che il TOOL, possa essere programmato già obsoleto, rendendo forse indispensabile l’autoaggiornamento, possibile attraverso l’utilizzo in serie di Computers di elevatissima rapidità di calcolo, potenza e memoria. Uno strumento utilizzabile da un elevato target di imprese, rappresenterebbe un prodotto vendibile se personalizzato alle specifiche esigenze commerciali del momento.

 
 
 

LE BORSE ED IL SUPERCICLO DI ELLIOTT

Post n°1015 pubblicato il 22 Marzo 2017 da fresbe
 
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La base della teoria di Elliott sta nel concetto di ciclo, e nell'idea che ogni ciclo contenga altri cicli di ampiezza sempre minore, partendo da un ciclo di quasi 200 anni, detto grande superciclo, fino ad uno di poche ore.
Assume un'importanza fondamentale il grado di inclinazione delle onde di ogni ciclo, poichè l'inclinazione è inversamente proporzionale alla durata del ciclo. Per cui le onde del ciclo a 200 anni saranno poco inclinate, mentre quelle dei cicli brevi avranno una durata inferiore e un'inclinazione maggiore.
 
Nel Febbraio dell’anno 2015, dopo gli ultimi tre anni di continui rialzi, era logico attendersi il verificarsi di ribassi in Borsa. L’applicazione allo S&P del Superciclo di Elliot a SETTANTA anni offrì agli analisti, un diverso e più interessante angolo di lettura dell'attuale momento borsistico. Ipotizzare di aver concluso nel 2009 un ciclo di settanta anni e che da quella data si potesse far riferimento ad un ciclo completamente diverso ed altrettanto lungo, portò gli analisti ad una serie di riflessioni.
In un nuovo Ciclo di Borsa, quello che si considera partito dal 2009, risulterà più semplice non farsi condizionare dal passato, poichè la Borsa rappresenta la realtà economica che cambia. Negli ultimi venti anni è in effetti, cambiata moltissimo. Per archi temporali e condizioni così diversi, possono valere parametri di giudizio e valutazione altrettanto differenti.
E’ stato importante “separarsi mentalmente” dal precedente Superciclo per ponderare “Asset Allocation” più coerenti con un’economia che, grazie ad Internet e allo sviluppo recente di economie considerate emergenti solo un decennio fa, esibisce un quadro di mercati e campioni economici profondamente diverso soprattutto rispetto al passato recente.
 
L'inizio anno è il momento giusto per analisi e previsioni. 
Da più parti si ipotizzano scenari positivi che confermano un futuro andamento al rialzo delle performance borsistiche, anche passando per salutari ribassi:
 Anche negli Anni 50, come oggi, al rialzo dei rendimenti dei bond sui mercati finanziari è corrisposta una crescita dei prezzi dell’azionario. Quando i tassi si sono issati al 5-6% negli Anni 60, l’S&P 500 aveva corso di circa il +460% nell’arco di dieci anni. 
 Per gli analisti di Citi, l’elezione di Donald Trump farà bene ai mercati, soprattutto a quello americano che, secondo le previsioni della banca d’affari Usa, beneficera’ della politica economica preannunciata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Secondo gli esperti, sara’ soprattutto la riduzione delle tasse ad avere effetti positivi sul fronte degli utili societari, che a loro volta finiranno per spingere in alto le quotazioni.
 L’elezione di Donald Trump ha buona probabilità di portare ad un significativo cambiamento delle politiche economiche che probabilmente avranno un impatto a livello mondiale. Trump intende mettere al centro della sua politica lo stimolo del settore produttivo e manifatturiero nazionale, il che si traduce in misure che sono molto più pro-business, più pro-protezionismo ecc.
Le CINQUE previsioni degli analisti di JPM:
 La Fed alzera’ i tassi sei volte
 I prezzi del petrolio saliranno fino a 75 dollari al barile
 L’euro si apprezzerà’ del 15% contro il dollaro
 I rendimenti dei T-bond a 10 anni continueranno a salire fino a raggiungere il 3,5%
 Il debito dei paesi emergenti sara’ l’asset con la performance migliore tra quelli a reddito fisso. 


 
 
 

L'ECONOMISTA?

Post n°1014 pubblicato il 17 Marzo 2017 da fresbe
 
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La "polemica" sull'inazione degli Economisti in merito alla crisi epocale in arrivo, non mancò di sollevare quesiti sulla indipendenza del movimento Accademico. Ricordo di aver scritto vari post nel 2007 e 2008, prevedendo l'arrivo della DEFLAZIONE, domandandomi nel contempo, come fosse stato possibile che gli stimati professionisti non si fossero accorti dei segnali. Incompetenza, cecità o... qualcosa di più grave?

Mervyn King, stimato economista, ha concesso un’intervista al vetriolo su Brexit e UE. È stata accolta da un assordante silenzio da parte della nostra Accademia, sempre pronta a scagliarsi contro i suoi membri che sostengono le stesse tesi di King. Ancora una volta è la confraternita degli economisti italiani a essere passiva e conformista: meglio ignorare King che discutere le sue idee, per il  timore che siano giuste. Il giornalista, Mario Sechi, ha colto l’importanza della testimonianza e sollecitato i suoi colleghi e noi economisti a meditare sull’analisi di King, fornendo una sintesi delle tesi in essa sostenute nel caso in cui, non avessero il tempo di leggere le quattro colonne del giornale. Riporto la sintesi per tentare di indirizzare l’attenzione:
• “L’impatto della Brexit nel lungo periodo sarà molto limitato”
• “La Gran Bretagna ha il diritto di governarsi da sé”
• “Chi ha votato per la Brexit non è razzista, xenofobo o stupido”
• “Le élite hanno perso il contatto con i bisogni della gente”
• “È la Ue ad avere lasciato noi”
• “La Sterlina debole è benvenuta”
• “Draghi è in una posizione impossibile”
• “L’Eurozona precipiterà di nuovo nella crisi senza un dibattito genuino e un reale cambiamento”
• “L’unione monetaria è stata prematura senza l’unione fiscale.
• I “nuovi partiti politici che incolpano l’unione monetaria, vengono liquidati come populisti, ma le loro critiche sono basate su accadimenti economici”
• L’unione fiscale costerebbe alla Germania il 5% del PIL, e sarebbe necessaria per permettere ai paesi del Sud di conservare/ripristinare la piena occupazione. 
• “Stiamo andando verso il disastro”. 
In passato sette Premi Nobel, firmarono un documento nel quale si affermava l’insostenibilità dell’Euro. Da tempo sono sorpreso del sostegno che i Sindacati dei lavoratori conferiscono alla tesi di restare nell’UE e nell’euro, ritenendo che una Italexit danneggerebbe i lavoratori, trascurando di valutare il danno ulteriore (considerato che quello pagato dai disoccupati non sia sufficiente) del restarci così com’è. Ritengo che la nostra professione (economisti) abbia gravi responsabilità poiché pecca di indipendenza di pensiero e di coscienza civile. 
Paolo Savona, MF 16 marzo 2017 (sunto e revisione del blogger)

 
 
 

TEXT MINING: APPLICAZIONI

Post n°1013 pubblicato il 16 Marzo 2017 da fresbe
 
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Mi sorprendo trovandomi a trattare di un argomento che conosco poco. La mia curiosità e la passione per l'apprendimento, rappresentano uno stimolo potente alla crescita culturale che, nel mio caso, è fine a se stessa non procurandomi opportunità di guadagno ulteriore. 

Con l’intenzione di interpretare e quindi poter valutare, l’impatto delle nuove tecnologie sugli elementi della produzione, iniziando dalla progettazione per giungere al c.d. “marketing mix”, ci siamo posti dei quesiti.
 L’algoritmo di Text Mining, è un progetto scientifico/ingegnieristico “di scuola” o persegue obiettivi commerciali, influenzando le strategie di marketing?
 L’algoritmo di Text Mining, gli studi e le pubblicazioni sulla materia, sostituiscono le vetuste indagini di mercato o si “limitano” al miglioramento qualitativo/progettuale senza tenete in considerazione “target e quota di mercato”?
 L’algoritmo di Text Mining, può venire applicato anche al “marketing innovativo”?
 L’algoritmo di Text Mining, può essere considerato uno strumento “tout court” che agevoli l’impresa nelle scelte di posizionamento strategico commerciale?
Come ritengo sia per L’Economia, queste scienze devono/dovrebbero essere rivolte all’innovazione, studi e strumenti utili per la comprensione del passato e del presente con l’intenzione di prevedere e pianificare (con naturali margini di approssimazione) gli eventi futuri.

 
 
 

SOCIETA' DI GESTIONE & CONSULENTI: IL GATTO & LA VOLPE

Post n°1012 pubblicato il 10 Marzo 2017 da fresbe
 
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La performance di un fondo comune non influenza il guadagno dell’investitore in modo determinante. Gli interessi della società di gestione e quelli dei gestori, mirano a incrementare il patrimonio gestito, mentre quelli dell'investitore si concentrano sul rendimento dei fondi.
Volendo analizzare la relazione esistente tra la performance di un fondo comune e i guadagni del gestore di questo fondo, emerge quanto segue:
Un Ente di ricerca, ha recentemente analizzato le retribuzioni di circa cinquecento gestori di fondi comuni in Svezia, riscontrando che sono le masse gestite e non le perfomance del fondo, a spiegare le maggiori differenze di retribuzione tra i gestori svedesi. Per la precisione: un aumento rilevante delle dimensioni del fondo può far incrementare del 25% i compensi dei gestori, ma un aumento delle performance lo fa soltanto per il 2,5%.
La performance ovviamente è importante, perché chi riesca a ottenere un risultato migliore, riceve una retribuzione più alta non risultando comunque la principale fonte di guadagno. Gli interessi della società di gestione e quelli dei gestori si muovano insieme, con l’obiettivo di incrementare il patrimonio gestito, mentre non coincide con loro, l'interesse del cliente che resta concentrato sulle fluttuazioni del rendimento del investimento.

N.B.: Mai fidarsi delle persone che operano in questa attività, ma solo dei "numeri" realizzati, mirando sempre e comunque alla assoluta difesa del capitale investito, prioritario rispetto all'incremento che, di questi tempi è risicato se non del tutto inesistente.

 
 
 
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