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WEB TAX PROSSIMA VENTURA ?

Post n°1032 pubblicato il 18 Settembre 2017 da fresbe
 
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In assenza di “regole chiare e condivise” all’interno della UE, i colossi del web sguazzano come paperelle nello stagno:

"E' un'iniziativa molto buona quella dei quattro Paesi. L'economia digitale rende la tassazione molto difficile, a nessuno piacciono le tasse, quindi dobbiamo stabilire le modalità di applicazione": lo ha detto il ministro olandese e presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, riferendosi alla web tax.
Booking.com, Google, Amazon, Facebook ed Airbnb si stanno arricchendo ai danni degli Stati Ue, a cui non versano la “giusta” proporzione di tasse. Per questo la Ue sta studiando una 'web tax' europea, che superi l'attuale principio della 'residenza fiscale' delle aziende, adattandolo alla caratteristica dell'economia digitale, che produce redditi 'virtuali' in molti Stati, versando le tasse in uno soltanto, determinato per convenienza. E' quanto si legge nel documento che l'Ecofin discuterà la prossima settimana a Tallin, di cui l'ANSA ha preso visione. Affrontare le sfide dell'economia digitale comporta la "modifica del concetto di stabilimento permanente". In base a questo approccio, "anche senza presenza legale", un'azienda con una "presenza digitale significativa" nei Paesi dove opera, dovrebbe obbligatoriamente stabilire una "residenza virtuale" che la costringerebbe a sottostare alla tassazione. Il ministro Italiano dell'economia Pier Carlo Padoan, ha sottoscritto una dichiarazione politica congiunta con i colleghi di Germania, Francia e Spagna a sostegno di una iniziativa per la tassazione delle imprese dell'economia digitale. E' quanto informa il Tesoro secondo cui i quattro ministri delle finanze dei paesi più grandi dell'Eurozona intendono presentare l'iniziativa per la tassazione della web economy nel corso della prossima riunione informale dell'Ecofin. La dichiarazione è stata inviata a Toomas Töniste, Ministro delle Finanze dell'Estonia (Stato che ricopre la presidenza di turno dell'Unione europea) per conoscenza al Commissario europeo Pierre Moscovici. L'iniziativa, spiega il ministero, "ha lo scopo di sollecitare una imposizione delle imprese che svolgono attività economica in Europa senza corrispondere un livello di tassazione adeguata, mettendo a repentaglio i principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del continente".

 
 
 

NOVE MILIARDI

Post n°1031 pubblicato il 06 Settembre 2017 da fresbe
 
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Questa è l'epoca della comunicazione, del vantaggio competitivo consentito dall'informazione ma nella realtà l'esigenza dell'estrazione dell'idea vincente dal "totale a disposizione", non rappresenta una nuova strategia.

Prova ne è, tra l'altro, un racconto breve di Arthur C. Clarke, risalente all'anno 1953, dove si racconta di una setta di monaci tibetani impegnati ad elencare tutti i nomi di DIO, come loro unica missione in vita. A tale scopo acquistano un grande e prestazionale calcolatore, in grado di filtrare i termini dal vocabolario e poter giungere alla individuazione dei NOVE MILIARDI DI NOMI DI DIO (A.C. Clarke 1953)

«Si tratta di una richiesta che potremmo definire un po’ insolita, - disse il dottor Wagner in un tono che sperò fosse pieno di tatto. – A quanto mi risulta è la prima volta che una ditta si sente chiedere di fornire a un monastero tibetano un cervello elettronico. Non vorrei sembrarle troppo curioso, ma non avrei mai sospettato che il suo … ehm… istituto potesse aver bisogno di una macchina del genere. Potrebbe spiegarmi per cosa esattamente lei ha intenzione di utilizzarla?»
«Con piacere, - rispose il Lama, riordinando le pieghe della sua tunica di seta e posando il bollettino di sui s’era servito per calcolare i cambi. – La vostra calcolatrice Modello V è in grado di svolgere operazioni matematiche semplici fino a cifre di dieci decimali. Comunque a noi, per il nostro tipo di lavoro, interessano le lettere, non i numeri. Noi desideriamo che la vostra ditta modifichi il circuito d’uscita della macchina in questo senso, in modo, cioè, che la macchina stampi parole e non colonne di cifre.»

 
 
 

ISTAT LUGLIO dice + 1,1%

Post n°1030 pubblicato il 11 Agosto 2017 da fresbe
 
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L'organizzazione para-governativa ISTAT, continua a denunciare la sua dipendenza dal potere costituito, proseguendo nel rappresentare un mercato Italia che non c'è, in conclamata deflazione quindi a segno MENO con la domanda stagnante. Non esiste motivo alcuno che determini un cambio di rotta. Non si investe a causa degli incerti/inesistenti ritorni e non si spende spaventati dal futuro incerto. Nel frattempo proseguono le chiusure delle imprese non più in grado di resistere alla contrazione dei ricavi ed all'aumento delle imposte criminali come chi le autorizza ed applica. Viene sistematicamente violata la concorrenza, in favore delle cosi dette associazione e circoli non a scopo di lucro, politicamente supportati in danno di che le imposte le deve versare. Questo scempio dovrà terminare, in un modo o nell'altro...

 
 
 

TECNOLOGIA ED OCCUPAZIONE

Post n°1029 pubblicato il 02 Agosto 2017 da fresbe
 
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Dalla ricerca The Future of the Jobs presentata al World Economic Forum è emerso che, nei prossimi anni, fattori tecnologici e demografici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro. 

Alcuni, come la tecnologia del cloud e la flessibilizzazione del lavoro, stanno influenzando le dinamiche già adesso e lo faranno ancora di più nei prossimi 2-3 anni. L'effetto sarà la creazione di 2 nuovi milioni di posti di lavoro, ma contemporaneamente ne spariranno 7, con un saldo netto negativo di oltre 5 milioni di posti di lavoro. 
L'Italia ne esce con un pareggio (200.000 posti creati e altrettanti persi), meglio di altri Paesi come Francia e Germania. A livello di gruppi professionali, le perdite si concentreranno nelle aree amministrative e della produzione: rispettivamente 4,8 e 1,6 milioni di posti distrutti. 
Secondo la ricerca compenseranno parzialmente queste perdite l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria. Cambiano di conseguenza le competenze e abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la soft skill (abilità  intesa come la capacità di portare a termine compiti e di risolvere problemi) più ricercata, e parallelamente, diventeranno più importanti il pensiero critico e la creatività.

Considerazioni:
La strategia del “lungo termine” porterà dei vantaggi in termini di miglioramento delle prestazioni individuali (si spera  si crede), ma allo stato attuale genera disoccupazione e perdita di posti di lavoro. tutti Come affermava J.M. Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti. Se nelle aree amministrative e produttive (che hanno la loro vitale importanza) si perderanno 4,8 e 1,6 milioni di posti di lavoro irrimediabilmente distrutti, si assisterà ad una “ignoranza di ritorno” con gravi danni sociali e procedurali. Non esiste solo la ricerca e la gestione necessita di professionalità in grado di redigere contratti che abbiano un senso ed operatori preparati ad operare concretamente. L'assistenzialismo di stato, ha creato una zona grigia nel terzo settore, dove cooperative ed associazioni dichiarate NO PROFIT, creano ricavi non tassabili arricchendo gruppi politicamente supportati. La recente introduzione dell'obbligatorietà della pubblicazione del bilancio, non risolve il problema. Non è mai storicamente accaduto (*) che il progresso tecnologico determini danni così evidenti nei confronti dei livelli occupazionali. Come diceva il buon Bartali: "L'è tutto sbagliato, tutto da rifare"

(*) Riferito alle economie industriali mature, non già alla prima rivoluzione industriale con l'avvento delle macchine a vapore. Era inevitabile allora la perdita di occupazione conseguenza della "cifra produttiva" dell'automazione rispetto all'attività manuale.

 
 
 

RBC - CICLO ECONOMICO REALE

Post n°1028 pubblicato il 14 Giugno 2017 da fresbe
 
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E' una teoria che si basa sul modello di crescita neoclassico, considerando l'ipotesi di prezzi flessibili, per studiare come un vero e proprio shock per l'economia, potrebbe causare fluttuazioni del ciclo economico. 

La ricerca di Kydland e Prescott (1982) è considerata il punto di partenza della teoria RBC e di modellazione del DSGE. La Banca centrale europea (BCE) ha sviluppato un modello DSGE, denominato Smets-Wouters,  utilizzato per analizzare l'economia della zona Euro nel suo insieme (non i singoli paesi europei separatamente). 
Il modello è inteso come alternativa al Area-Wide Model (AWM), un modello più tradizionale di previsione empirica, che la BCE ha utilizzato per diversi anni. Le equazioni del modello Smets-Wouters, descrivono le scelte dei tre tipi di attori protagonisti del mercato: le famiglie, che scelgono i consumi ed il numero di ore lavorate in modo ottimale, condizionate dal vincolo di bilancio; le imprese, che decidono quanto lavoro e capitale debbano impiegare; e la Banca Centrale, che controlla la politica monetaria. I parametri nelle equazioni sono stati stimati utilizzando le tecniche statistiche, in modo che il modello descriva la dinamica del PIL, i consumi, gli investimenti, i prezzi, i salari, l'occupazione e tassi di interesse per l'economia della zona Euro. Al fine di riprodurre fedelmente il comportamento semi-statico di alcune di queste variabili, il modello incorpora diversi tipi di attriti che rallentano l’adeguamento allo shock, come prezzi e salari interdipendenti, ed i  costi di adeguamento degli investimenti. Michael Woodford, afferma che i modelli DSGE sono comunemente utilizzati dalle Banche Centrali di oggi, e hanno fortemente influenzato i politici come Ben Bernanke, tuttavia ciò che emerge dall’analisi dei modelli DSGE, non è poi così diverso da quanto derivante dalla tradizionale analisi keynesiana. Gli intenti di modellazione di molte istituzioni politiche, possono ragionevolmente essere interpretate come uno sviluppo evolutivo nell'ambito del programma di modellazione macroeconomica dei keynesiani dal dopoguerra ad oggi. Il Presidente della Federal Reserve Bank di Minneapolis, ha evidenziato come i modelli DSGE non siano stati utili, per prevedere la crisi finanziaria del 2007-2010. Egli sostiene che l'applicabilità di questi modelli sta migliorando, crescendo il consenso tra macroeconomisti in merito ai modelli DSGE, che hanno comunque necessità, di integrare la dinamica dei prezzi con le frizioni dei mercati finanziari. Il Congresso degli Stati Uniti ha ospitato nel 2010, varie audizioni sui modelli macroeconomici, per indagare il motivo per cui i macroeconomisti non siano riusciti a prevedere la crisi finanziaria del 2007-2010. 
I modelli DSGE attualmente più diffusi ed utilizzati, danno per scontato come l'intera economia, possa essere interpretata come se fosse influenzata da una sola persona dai comportamenti coerenti e prevedibili, o da un gruppo, impegnato nella realizzazione di un piano razionalmente progettato ed a lungo termine,  "solo" disturbato da shock inattesi.
 

 
 
 
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