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INNOVAZIONE & FINANZIAMENTI

Post n°1024 pubblicato il 27 Maggio 2017 da fresbe
 
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Le "startup" impegnate nella ricerca di nuove tecnologie per le batterie sono decine, ma i successi si contano sulle dita di una mano. Questione di finanziamenti?

Fino a quando i dispositivi continueranno ad essere alimentati dalle "vecchie" batterie agli ioni di litio? Nonostante i progressi (sia nella durata sia nella ricarica veloce) non potranno ancora efficacemente supportare ancora per molto, lo sviluppo tecnologico di questi ultimi anni. Basti pensare alle auto elettriche come Tesla, attualmente equipaggiate di un "battery pack" dotato di alcune decine di accumulatori agli ioni di litio. Hanno infatti un'autonomia limitata (poco più di 300 chilometri) se paragonata a modelli analoghi alimentati a benzina. Le migliorie a livello software per ottimizzarne i consumi, potranno regalare qualche decina di chilometri in più, ma per raddoppiare (quantomeno) l'autonomia attuale saranno necessarie batterie basate su altre tecnologie. Nonostante le decine di scienziati e tecnici impegnati in ricerche in questo settore, la ricerca di nuove tecnologie per le batterie, incontra molti problemi. 
Il principale, è riassunto da una frase di Qichao Hu, fondatore di una startup che ha sviluppato una batteria litio-metallo. "Passare dall'idea alla produzione è piuttosto complesso in questo settore, perché quando si migliora un aspetto della tecnologia, se ne peggiorano inevitabilmente molti altri". SolidEnergy Systems, società fondata da Hu, è solo una delle decine di startup che tra Stati Uniti, Cina e resto del mondo stanno cercando di "regalare" un nuovo futuro al mondo dei dispositivi ricaricabili. Un gran numero di società sono sempre più vicine a realizzare degli accumulatori in grado di mettere la parola fine al problema delle batterie scariche: sono più sicuri, affidabili, ecologici e, soprattutto, dotati di una maggior densità energetica (quindi capacità di accumulare energia a parità di spazio occupato). Batterie di questo genere avrebbero un costo di circa 100 dollari al kW/h, permettendo così di rendere energeticamente autonome le abitazioni (sarebbe sufficiente accumulare energia con pannelli solari e pale eoliche domestiche per alimentare casa anche di notte) e più leggere le auto elettriche. Al momento, però, sembra che la transizione verso batterie più efficienti sia lontana da venire. Come ammette Elon Musk, papà di Tesla, di Hyperloop e di SpaceX tra le altre, la tecnologia agli ioni di litio è ancora la più conveniente e all'orizzonte non c'è alcuna alternativa apparentemente in grado di spodestarla.
L'altro grande problema riguarda i finanziamenti e i fondi a disposizione di chi fa ricerca nel campo delle batterie di nuova generazione. Per passare dalla fase di ricerca sviluppo a quello di produzione, infatti, sono necessari somme piuttosto ingenti (circa 500 milioni di dollari, secondo alcune stime) che consentano di realizzare delle “linee”  in grado di assicurare economie di scala e possibili guadagni. Nella stragrande maggioranza dei casi, queste startup possono contare solo su poche decine di milioni di dollari, rendendo così impossibile passare alla produzione e alla commercializzazione delle scoperte. Se si pensa che Tesla sta investendo 5 miliardi di dollari per costruire la sua fabbrica dove realizzare le nuove batterie al litio da montare a bordo delle sue auto elettriche, si capisce facilmente che la forbice tra gli ioni di litio e le altre tecnologie difficilmente potrà essere chiusa. 

 
 
 

NEL SOLE

Post n°1023 pubblicato il 22 Maggio 2017 da fresbe
 
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Si tratta di una opportunità che le Grandi Aziende non devono e possono ignorare.

Il progresso e l’innovazione avanzano di pari passo e restare “sul posto” in nome della tradizione o del motto “abbiamo sempre fatto così!” risulta perdente in un mercato schizzofrenico dove la domanda soffre di sterilità ed il denaro circola con difficoltà. L’implementazione tra l’ingegneria e l’automazione, in linea con l’Industry 4.0, serve e servirà a fornire risposte in merito alla strategia aziendale sotto la spinta della tecnologia applicata. L’informazione conduce all’idea vincente, al cambio di passo, alla rivoluzione industriale. Ritengo che il sistema sia prossimo ad un passaggio epocale, conseguenza dell’affermazione delle fonti energetiche “verdi” nei confronti dei derivati del petrolio ed al carbone. Non si tratterebbe di una “semplice” scelta ideologica mirata alla difesa della qualità dell’aria e dell’ambiente, ma di una “convenienza” che in quanto tale, non potrebbe essere ignorata. 
E’ una questione di tempo e l’accumulatore concepito per durare, prestazionale ed a costo sostenibile, sarà realtà sconvolgendo il mercato dell’autotrazione (e non solo). In un mix di trascendentale, poetico e filosofico, l’essere umano nel prossimo futuro si rivolgerà al SOLE per assicurarsi un futuro sostenibile, come già accadde agli albori della civiltà.

 
 
 

IL VALIDATORE (I.V.T.)

Post n°1022 pubblicato il 04 Maggio 2017 da fresbe
 
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Prendendo ispirazione dalle ricerche innovative riguardanti il trattamento, il filtro e le estrazione delle informazioni potenzialmente utili sul piano strategico, per la produzione ed il commercio, sono giunto alla formulazione di una considerazione.

L’ambiente del BIG DATA, inteso come immenso contenitore di dati con aggiornamento senza soluzione di continuità, con riferimento specifico al “pubblicato” (con esclusione del contenuto dei brevetti) necessiterebbe di uno “strumento” (tool) di “validazione”. Si parla delle c.d. “bufale”, notizie false diffuse sul web da pagine o siti intenzionati a lucrare “click di visualizzazione” con effetti immediati sul costo delle pubblicità degli inserzionisti: esiste infatti un rapporto preciso tra questi due valori.
Il primo compito del programma filtro, sarebbe quello (ostico a dire il vero) di separare la “notizia” dal commento e soprattutto dal titolo, perlopiù accattivante e fuorviante. L’articolo od il testo subirebbe quindi ulteriori trattamenti di “pulizia” al fine di pervenire alla new sintetica. 
Il campo di applicazione sarebbe rivolto al “target 100”, interessando sia i privati che le aziende, operando come “primo strumento” per filtro ed analisi.

 
 
 

ISTERESI ECONOMICA

Post n°1021 pubblicato il 21 Aprile 2017 da fresbe
 
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 In economia propriamente l'isteresi è l'incapacità del tasso di disoccupazione di tornare al livello iniziale dopo uno shock avverso, anche dopo il superamento dello stesso. 

È causata fondamentalmente da quattro motivi: gli "Insider-Outsider" (e cioè la partecipazione alla contrattazione per il lavoro di chi è già occupato per mantenere il proprio posto di lavoro); i "lavoratori scoraggiati" (e cioè gli individui che dopo un periodo di tempo senza risultati smettono di cercare lavoro); il "search e mismatch" (l'abitudine di lavoratori e imprenditori a risultati scarsi nella ricerca di occupati/occupazione); lo "stock di capitale" (cioè il basso investimento causato dallo shock che porta ad un basso livello di movimenti di capitale).

N.B.: Ritengo che le prime TRE motivazioni, siano conseguenza di un atteggiamento sbagliato (arrendersi... sebbene all'evidenza). Sulla QUARTA valuto si possa opportunamente operare, non attendendo l'iniziativa del PRIVATO (demotivato dal basso rendimento del capitale investito) ma dello STATO ad incentivare la domanda aggregata.
Siamo al solito muro contro il quale si scontrano regolarmente le buone intenzioni. Il duro contrasto avviene tra le teorie liberiste classiche e le teorie keynesiane, con le prime supportate dai poteri forti e le seconde dai “veri economisti” , osteggiati ad ogni livello.

 
 
 

INFORMAZIONE-PROGETTAZIONE-APPLICAZIONE

Post n°1020 pubblicato il 14 Aprile 2017 da fresbe
 
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Arriva sempre il momento della sintesi, nel quale si devono giocoforza, raccogliere i frutti della ricerca e dell'investimento. Si ritorna quindi nel campo della pratica ortodossa dei bilanci programmatici, dell'analisi dei costi-benefici.

Successivamente all’elaborazione eseguita dall’algoritmo di “mining”, l’impresa che ha commissionato agli “analitys”, l’estrazione delle informazioni dal BIG DATA sintetico, si dovrà applicare ad attività comuni, ripetitive e programmabili. La scheda di valutazione costi-benefici, e di raffronto tra il prima ed il dopo. Si tratta di calcolare e pianificare un business plan, per considerare l’incidenza dell’intervento innovativo (materiali, procedure?) sul aumento dei costi, sul prezzo al dettaglio, sulla quota di mercato ed il raffronto con la concorrenza. Sarà importante poter prevedere con procedimento statistico per target, l’impatto del nuovo prodotto nel settore merceologico di appartenenza. Consideriamo si tratti di tecnologia applicata (smartphone, pc, sistemi di comunicazione) per scattare una “fotografia che fissi l’attimo”. Il nemico è sempre l’obsolescenza e la variabile temporale che rende il vantaggio competitivo, relativo ad un lasso di tempo, che tende costantemente a diminuire. Gli smarthphone sembra siano alla fine della loro rapida evoluzione: saranno soppiantati da un sistema differente, futuristico, portatile e non ingombrante. Si “indosserà” soppiantando quello che in effetti è, l’attuale mini pc, portatile che può essere utilizzato “anche” come telefono. Varrà quindi la pena di investire nel miglioramento di un prodotto che sarà presto sostituito e dimenticato? 
E’ sempre una mera questione di strategia: non deve essere scordato!

 
 
 
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