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Creato da celticwolf1968 il 12/01/2007

MAGIC CLUB

Il Generale, l' Arma che torna sulla strada, che diventa invisibile ed imprevedibile, che ritorna schiava solo del dovere, che riconosce un solo padrone, il popolo di cui si compone e quella Patria rivendicata e ritrovata nelle fabbriche, nelle campagne, nelle scuole, dovunque aleggi il senso d' umanità. “ultimo”

 

 

8 marzo

Post n°339 pubblicato il 08 Marzo 2009 da celticwolf1968

8 marzo, festa della Donna.

Ma dov'è questa presunta festa, ogni giorno alla televisione sentiamo notizie di violenze e soprusi contro le donne da parte di padri, mariti fidanzati,estranei .. persone che dovrebbero proteggere invece abusano di donne inermi.

Non basta una Mimosa per far dimenticare quello che ogni giorno le donne subiscono.

Non un giorno ma tutti i giorni ci si dovrebbe ricordare di loro..

Non una mimosa ma una mano tesa è questo di cui una donna ha bisogno, dale istituzioni, da chi le circonda..

Tendiamo questa mano e facciamo in modo che ogni giorno sia l'8 marzo e non una sola volta all'anno.

Celticwolf1968

 
 
 

Post N° 338

Post n°338 pubblicato il 15 Giugno 2008 da celticwolf1968

Certe notizie non hanno bisogno di alcun commento..

Lecce, Ucciso a Coltellate Esponente Idv

Lecce, 15 giu. (Adnkronos/Ign) - Un esponente dell'Italia dei Valori, Giuseppe Basile, è stato ucciso nella notte a Ugento, in provicia di Lecce, con varie coltellate al torace. L'uomo, 61 anni, era consigliere provinciale di Lecce e consigliere comunale di Ugento.

Secondo le prime informazioni Basile è stato colpito mentre tornava a casa. A trovare il corpo all'1,30, nei pressi della sua abitazione, sono stati alcuni vicini che rientravano.

Le indagini sono condotte dalla Compagnia di Casarano e dal Comando Provinciale di Lecce che indagano a vasto raggio e vagliano tutte le piste da quella politica a quella privata.

Per il sindaco di Ugento, Eugenio Ozza, si tratta di "un fatto che ha sconvolto tutto il paese, talmente grave ed efferato che non ha nessuna spiegazione logica e non puo' essere collegato all'attività politica e amministrativa di Basile". "Era un consigliere comunale di opposizione esuberante, vivace, anche eccessivo nelle esternazioni - racconta Ozza - ma non in modo da suscitare una reazione di questo genere da parte di qualcuno. I suoi interventi in consiglio comunale e i suoi comizi erano attacchi non diretti a qualcuno in particolare ma espressi a livello generale. Anche perché - aggiunge il primo cittadino - non ci sono fatti amministrativi particolari, come appalti o opere pubbliche, che possono spiegare questo gesto".

"Aspettiamo le risultanze delle indagini dei carabinieri -conclude- ma, a prescindere da queste, dico sin da ora che il Comune di Ugento è tranquillo e amministrato con grande trasparenza". Il sindaco Ozza riferisce anche che tra poco potrebbe arrivare a Ugento il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino.

La notizia ha scuscitato molto sgomento all'interno del movimento politico che ''partecipa al dolore dei familiari". Lo afferma il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro aggiungendo che, "Basile era un politico tutto d'un pezzo che affrontava e denunciava ogni giorno a muso duro ciò che non andava bene nella gestione della res publica".

Scioccato anche Pierfelice Zazzera, deputato IdV Pugliese e Coordinatore Regionale del Partito. ''L'intero partito regionale, tutti coloro che lo hanno conosciuto e che con lui hanno condiviso battaglie politiche e campagne elettorali, si uniscono al dolore dei familiari'', afferma ricordando ''Peppino come un uomo energico e determinato, che per anni ha portato la bandiera dell'Italia dei Valori nel Salento. Attendiamo di conoscere gli sviluppi delle indagini in merito alla matrice dell'omicidio, per comprendere l'accaduto''.

                                                           Da  Adnkronos
 
 
 

Post N° 337

Post n°337 pubblicato il 12 Marzo 2008 da celticwolf1968
 
Tag: ULTIMO

Il CORRIERE DELLA SERA

 

31 ottobre 1999

 

 

 

di Carlo Bonini

 

 

LA VICENDA

 

 

·       LA SQUADRA

 

Tutti gli uomini che la formavano erano stati scelti dal capitano “Ultimo”. Erano il reparto catturandi del Ros. Ancora oggi non si conosce il loro vero nome, per motivi di sicurezza.

·       LA CATTURA DEL BOSS

 

Furono gli uomini di “Ultimo” a catturare, la mattina del 15 gennaio 1993, il boss dei boss di Cosa Nostra Totò Riina.

·       LO SMANTELLAMENTO

 

Oggi quella squadra è stata interamente smantellata: i suoi componenti sono stati tutti trasferiti dal Ros, in “reparti dell’Arma territoriale”. E “Arciere”, uno degli uomini di “Ultimo”, “trasferito d’ufficio” dal Comando Generale, ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro questa decisione.

 

 

“COSI’ E’ IMPOSSIBILE PRENDERE I LATITANTI”

 

Il capitano Ultimo: devono dirci se le nostre indagini sui boss servono ancora

 

 

          ROMA - Non vedeva “Ultimo”, il suo vecchio capitano, dal giorno in cui si erano stretti la mano per l’ultima volta. Prima di lasciare la divisa. Prima di vedere come andava a finire. Con i ragazzi della vecchia squadra catturandi del Ros, quelli dell’arresto di Totò Riina, trasferiti in provincia a fare multe per divieti di sosta.

          Allora si erano abbracciati e non c’era stato bisogno  di dirsi niente. Lui ora scaricava cassette di frutta e quarti di bue ai mercati generali. Ne era passato di tempo.Ma non era cambiato, come non era cambiato “Ultimo”. E non era un caso che gli fosse venuta voglia di rivederlo proprio quel giorno. Mentre i tg, le radio, spiegavano al Paese che il Tribunale di Palermo aveva assolto Giulio Andreotti.

          Si erano abbracciati e si erano messi a camminare. Come ai vecchi tempi. Senza una meta precisa. “E allora? Arciere come sta? E “Ombra”?”. “Ultimo” lo aveva fissato con un lampo di malinconia. “Lasciamo perdere che forse è meglio”.” Dimmi almeno di Andreotti, dai, muoio dalla curiosità”. E Ultimo aveva sorriso. Già, aveva voglia di chiedere e raccontare al capitano tante cose. Ma poi decise che forse era meglio starlo ad ascoltare. Perché era lui ad aver bisogno di parlare. “Vedi non siamo cambiati. Non cerchiamo medaglie, encomi, soldi. E non molliamo mai, mai. Ma non riesco a capire quale sia il gioco in cui sono. Una volta ho 20 ragazzi, una volta ne ho 40. Poi, un giorno, arriva un ordine di avvicendamento e addio. Guarda quello che sta succedendo. Ti ricordi no, quello che ci hanno sempre detto? per condannare un mafioso servono le prove, non solo i pentiti. E le prove come le trovi? Con l’esperienza, con il lavoro di squadra. Ma l’esperienza si coltiva, non si improvvisa. Come gli ultimi giovani delle mie parti. Poi, ti dicono:vogliamo i latitanti. E anche noi li vogliamo, giusto? Dio solo sa quanto li voglio. Ma si possono prendere in queste condizioni?”

          Lo aveva interrotto anche un po’ spaventato:” Non mi dire che vuoi mollare”.”Ma non ci penso neppure un attimo. Lo sai che non mi piace chi si compiange. Questa è la mia vita. E’ da quando ho 15 anni che ho deciso di fare quello che faccio. Io non mi devo sistemare. Sono un contadino io, un “villano”. Quel che faccio lo devo “ali ultimi degli ultimi”, a quelli che pagano le tasse. E solo alla fine un po’ anche a me stesso”.  “ E allora?”. Allora bisogna che qualcuno si metta intorno ad un tavolo e decida. Se un certo tipo di lavoro non serve o non piace più, benissimo. Ci mettiamo a fare altro. Ma qualcuno deve dircelo. Qualcuno di quelli con le greche, le medaglie. per esistere bisogna che qualcuno ogni tanto te lo ricordi”.

          “Ultimo” si era ficcato le mani nelle tasche del piumino. E l’amico aveva provato a farlo sorridere:”Ma non scoppi di caldo?”. “Veramente mi viene freddo a pensare a certe cose. E sai che ti dico? Mi viene da ripensare con nostalgia a Milano, quando tutto è cominciato. Che bei tempi. Che magistrati, che città”. “E dai, forza. Andrà a finire che penseranno che anche tu hai cominciato a menartela”. “Se lo pensano, lo devono dire. Se pensano che noi lavoriamo male, qualcuno lo deve dire, deve, capisci? Ascolta: il problema non è “Ultimo”. Il problema è che quando un Paese ha bisogno di eroi o di pazzi, vuol dire che c’è qualche cosa che non va. Essere bravi ma soli non serve a nulla. Io voglio che dimentichino “Ultimo” se necessario, ma che l’albero di Falcone a Palermo cresca così tanto da farli impazzire a quelli là che lo hanno ammazzato. Perché gli alberi sono le radici del cielo amico mio”.

          Aveva provato a chiedergli dei suoi “nuovi ragazzi”. “Sono in gamba, hanno entusiasmo. Peccato che non sappia per quanto resteranno. E poi mi chiedo: perché i migliori tenenti usciti dall’Accademia non devono venire subito al Ros e passare prima dalla “Territoriale”? Non capisco. E allora mi viene un sospetto e mi dico: stai a vedere che magari qualcuno pensa che un ufficiale è meglio che non si formi subito con la mentalità di questo reparto. Ma se è così, ti rifaccio la domanda di prima: non è meglio sederci intorno ad un tavolo e decidere quello che vogliamo, una volta per tutte?”

  Ora l’amico si era fatto curioso:” Ma con qualcuno ne hai parlato di queste cose?”. “Che non mi conosci? Certo che ne ho parlato. Ma sono uno che perde la pazienza. Quelli allora pensano che ho un carattere fatto a modo mio e le cose rimangono al punto di partenza”. Ora non parlava più il capitano “Ultimo”. Passeggiavano senza dirsi nulla. Sì, non era cambiato. Forse qualche capello grigio in più. Ma in fondo era rimasto quello di allora. Si erano salutati come l’ultima volta: Con una stretta di mano. Però questa volta il capitano una cosa l’aveva detta, sorridendo:”Ehi, ricordati. Prima o poi ci riusciremo a colorare le periferie”. Vedendolo andare via pensava che questa volta avrebbe dovuto raccontarlo a qualcuno quello che aveva appena ascoltato.

          E al Corriere della Sera chiede allora solo di poter aggiungere una cosa:”Scusami, “Ultimo”, se non ho tenuto la bocca chiusa. Ma questa cosa la dovevo a te e a tutti i ragazzi”.

Carlo Bonini

 

 

 

 
 
 

Post N° 336

Post n°336 pubblicato il 08 Marzo 2008 da celticwolf1968

Messaggio N°2593
8 Marzo 2008 - 11:18
 

 

8 MARZO..

VORREI RICORDARE ALLE AMICHE E NON CHE NON DEVE ESSERE UNA FESTA DEL CONSUMISMO..

DIVERTIAMOCI CERTO MA TENENDO BEN PRESENTE QUALE SIA LA VERA ORIGINE DELLA FESTA.. LUNGHE E DOLOROSE BATTAGLIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DI PURTROPPO ANCORA PICCOLI TRAGUARDI..

QUINDI STASERA TRA UNO STREP E UN BALLO RICORDATEVI DI VOLGERE ANCHE SE PER UN ATTIMO I VOSTRI PENSIERI A TUTTE QUELLE DONNE CHE OGGI PER LE LORO IDEE PER IL LORO CREDO PER I LORO IDEALI ORA. NON SONO PIU' QUI' PER FESTEGGIARE QUESTA RICORRENZA..

SONO ORGOGLIOSA DI ESSERE STREGA MA SOPRATTUTTO ... DONNA!!!

                            Fenicenera1968

alias  Celticwolf..

 
 
 

Post N° 335

Post n°335 pubblicato il 05 Marzo 2008 da celticwolf1968

Arciere restituisce medaglia d'oroCatturò Riina, ora è stato indagato

Il maresciallo dei carabinieri del Nucleo di 'Ultimo', noto col nome in codice di 'Arciere', ha restituito al capo dello Stato la medaglia ricevuta per la sua attività. Il motivo del gesto, secondo quanto riportato dal tg Studio Aperto, è l'accusa al maresciallo - da parte della procura di Torino - di concorso in estorsione per il ritrovamento del tesoro rubato della Palazzina di caccia di Stupinigi nel 2004.

La vicenda che segue la procura di Torino è ancora da chiarire ma sembra legata al periodo di servizio al nucleo Tutela patrimonio culturale del maresciallo: il ritrovamento del "tesoro" della Palazzina di Caccia di Stupinigi (oggetti d'arte e di antiquariato per un valore stimato in venti milioni di euro) trafugato nel 2004 e fatto ritrovare in un campo distante pochi chilometri alla fine del 2005.

Per ottenere la refurtiva, l'Ordine Mauriziano (proprietario della Palazzina) aveva pagato 250 mila euro: un'estorsione in piena regola, secondo i magistrati, che proseguendo gli accertamenti ritennero di dover esaminare la condotta di "Arciere" e di un sovrintendente della polizia stradale. Le indagini sull'episodio sono in pieno svolgimento, mentre i presunti autori del furto, un gruppo di nomadi sinti piemontesi, sono già stati individuati, arrestati e rinviati a giudizio.

La lettera del maresciallo ArciereRiconsegna la medaglia d'oro

Signor Presidente della Repubblica,
chi Le scrive è il Maresciallo dei Carabinieri [...], soldato tra i Suoi soldati, per rivolgerLe una preghiera.
La prego di voler accettare, in restituzione, la medaglia che il Presidente della Repubblica pro tempore Carlo Azeglio Ciampi volle concedermi, in data 20 aprile 2006, con atto n.1 del registro diplomi e n.247 di posizione, a seguito del ritrovamento delle opere d’arte trafugate dalla palazzina di caccia di Stupinigi, onorandomi di una ricompensa che mi riempì di gioia ed intensa commozione. Gioia che è stata offuscata dal venire a sapere che, quella mia attività di indagine è, da mesi, all’attenzione della Magistratura torinese che ha deciso di iscrivermi nel registro degli indagati per il reato di concorso in estorsione.

Ma non è un problema legato a me, la mia dignità è stata calpestata senza alcun riguardo, la stampa ha banchettato sulle spoglie del guerriero caduto, suggendo alle sue ferite, senza che una voce si alzasse in mia difesa. Il problema, ora, è quello di difendere il mio Presidente, Capo delle Forze Armate e simbolo della Patria, che, a sua volta, potrebbe essere oggetto di analogo attacco. Questo non potrei accettarlo. Un soldato, perché tale sono, muore per il proprio Comandante, senza un lamento e senza esitazione.
 
Mi conceda, pertanto, di riconsegnare, personalmente, nelle Sue mani, la preziosa onorificenza, di cui sono e Le sarò, per sempre, grato, concedendomi il privilegio di evitare che il fango delle accuse macchi il prezioso simbolo.

Nella mia anima il ricordo dell’onore concessomi rimarrà immacolato e mi darà la forza di affrontare questa sorta di persecuzione che mi distrugge  la vita, sia professionale sia privata.
Confido nella Sua, nota, generosa disponibilità, attendendo che Ella disponga la mia venuta presso di Lei per il doveroso gesto.

Viva l’Italia.

Sono disgustata da quello che sta succedendo..

Hanno lentamente distrutto tutto cio' che di buono il Capitano Ultimo e i suoi uomini hanno fatto.. Uno ad uno quegli stessi uomini sono stati messi alla berlina accusati come criminali di cose ingiuste che non hanno fatto.. E' dunque questa la Giustizia? E' questo lo stato che dovrebbe credere nei suoi Uomini?

Uomini con Ideali e che credono nella Legge e nella Giustizia..

Ma quale legge e quale giustizia?

Questo Stato avvelenato dalla Mafia e dalla corruzzione che si erge a giudice e giuria e infanga arbitrariamente Uomini giusti, Eroi popolari che hanno fatto una parte della storia di questo nostro paese ormai in declino..

VERGOGNA!!!!

Con che coraggio vi definite difensori di questo paese se poi fate del male ai vostri Uomini??

Non li proteggete, non li tutelate, siete solo capaci di distruggerli moralmente, voi che siete l'unica vera causa della rovina di questo ormai spento paese..

Prima o poi la gente si stufera' di queste ingiustizie e allora rimpiangerete di non aver al vostro fianco uomini come Ultimo e i suoi uomini..

                                                          Celticwolf1968

 
 
 
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postato da La mamma 
cinziamascagni@libero.it
 Domenica 4 Febbraio 2007 ore 11:28:20
Oggi sono triste, è dalle 8 che scrivo e-mail, mando fax, telefono (anche se poi è domenica e mi rispondono in pochi), ricevo tante promesse ma nessun fatto. Possibile che a nessuno importi di una bambina di 4 anni che se non potrà curarsi morirà nel giro di 1 o 2 anni; io mi chiedo come possono le persone comportarsi così. La vita di mia figlia non fa odiens; meglio la morte perché se muori ci sei se vivi sei invisibile.
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