LA CLASSE - ENTRE LES MURS
Titolo originale: Entre les murs
Regia: Laurent Cantet
Soggetto: François Bégaudeau (romanzo)
Sceneggiatura: Laurent Cantet, François Bégaudeau, Robin Campillo
Fotografia: Pierre Milon, Catherine Pujol, Georgi Lazarevski
Montaggio: Robin Campillo, Stéphanie Léger
Scenografia: Sabine Barthélémy, Hélène Bellanger
Costumi: Marie Le Garrec
Interpreti: François Bégaudeau (François), Nassim Amrabt (Nassim), Laura Baquela (Laura), Cherif Bounaïdja Rachedi (Cherif), Juliette Demaille (Juliette), Dalla Doucoure (Dalla), Arthur Fogel (Arthur), Damien Gomes (Damien), Louise Grinberg (Louise), Qifei Huang (Qifei), Chien-wei Huang (Wei), Franck Keïta (Souleymane), Henriette Kasaruhanda (Henriette), Lucie Landrevie (Lucie), Agame Malembo-Emene (Agame), Rabah Naït Oufella (Rabah), Carl Nanor (Carl), Esméralda Ouertani (Sandra), Burak Özyilmaz (Burak), Eva Paradiso (Eva), Angélica Sancio (Angélica), Boubacar Touré (Boubacar), Justine Wu (Justine), Samantha Soupirot (Samantha), Atouma Dioumassy (rappresentante degli studenti), Nitany Gueyes (rappresentante degli studenti), Vincent Caire (Vincent), Olivier Dupeyron (Olivier), Patrick Dureuil (Patrick), Frédéric Faujas (Fred), Dorothée Guilbot (Rachel), Cécile Lagarde (Cécile), Anne Langlois (Sophie), Yvette Mournetas (Yvette), Vincent Robert (Hervé), Anne Wallimann-Charpentier (Anne), Fatoumata Kanté (madre di Souleymane), Abdoul Drahamane Sissoko (supervisore), Adeline Fogel (madre di Arthur), Sezer Özyilmaz (madre di Burak), Wenlong Huang (padre di Wei), Cheick Baba Doumbia (fratello di Souleymane), Marie-Antoinette Sorrente (addetta alle pulizie), Silma Aktar (addetta alle pulizie), Aline Zimierski (staff delle cucine), Stéphane Longour (supervisore), Olivier Pasquier (amministratore), Julie Athenol (consigliere), Céline Spang (delegata), Marie-Laure Bulliard (delegata), Robert Demaille (delegato), Lingfen Huang (madre di Wei), Khalid Amrabt (padre di Nassim), Jean-Michel Simonet (preside)
Produzione: Caroline Benjo, Carole Scotta per Haut et Court/France 2 Cinéma/Canal+/Cinécinéma/Cncsofi-cinéma 3/Cofinova 4
Distribuzione: Mikado
Durata: 128’
Origine: Francia, 2008
Qualcuno ha scritto che “La classe” di Laurent Cantet, Palma d'oro a Cannes e candidato francese per l'Oscar, non è un film sulla scuola ma (vedi il titolo originale “Entre les murs”) un film «dentro» la scuola. Al primo posto in patria negli incassi, la pellicola vanifica discorsi e teorie anche seri, figurarsi il tema dei grembiulini caro al nostro ministero, mettendo in scena l'incontro-scontro fra due mondi: quello dell'insegnante, impegnato a trasmettere lo scibile, e quello degli allievi, che trovano il sapere scollegato dalla vita.
François Marin insegna nella IV ginnasio di una periferia multietnica parigina. Però non è questo il punto. Arabi, cinesi, africani o bianchi che siano, questi alunni tredici/quattordicenni, simili per gergo, rituali, modo di vestirsi, portano nella scuola la voce della strada, cioè di una realtà in continua trasformazione. Che ne sa di loro quel giovane professore che si presenta in veste di amico? Come può pensare che un'immutabile regola grammaticale o la scansione di un endecasillabo possano avere qualche influenza sul loro futuro? Dal canto suo, frustrato nel suo tentativo di dialogo, il prof reagisce, si offende anche, entra in crisi assillato dal dubbio di pretendere troppo o troppo poco. Però non si arrende, consapevole che le provocazioni nascondono una richiesta di aiuto: vediamo quanto sei disposto a sopportare, se sai convincerci, se ti stiamo veramente a cuore.
Ispirato all'omonimo libro (Einaudi) di François Bégaudeau sulla sua esperienza di insegnante e da lui stesso interpretato, “La classe” è animata da venticinque veri alunni che recitano un copione cucitogli addosso su misura da Cantet nel corso di un anno di prove, ma lasciando spazio sul set all'improvvisazione, con tre macchine da presa in grado di cogliere al volo il momento estemporaneo, il gesto improvviso, l'espressione volatile. Ne deriva un'incredibile sensazione di freschezza, spontaneità e divertimento; e al tempo stesso la consapevolezza che la vera istruzione, o passa grazie a quel rapporto indicibile, a volte meraviglioso e spesso sofferto, che si instaura fra maestro e allievo. O non passerà.
Alessandra Levantesi, La Stampa
Il film (……) trasuda verità: si svolge al 90% in classe - Cantet l’ha girato con tre videocamere digitali che gli permettevano di riprendere le lezioni senza «invaderle» con la troupe - e fa emergere i caratteri dei ragazzi. Sono 14-15enni veri, chi timido e chi bullo, chi educato e chi aggressivo, chi parla francese come Molière e chi non lo parla quasi per niente, e sono tutti tipici adolescenti del XXI secolo: riescono a stare concentrati al massimo per 30 secondi e danno del tu ai computer, ma fondamentalmente sono dei cuccioli, e molti di loro vengono da zone del mondo (il Mali, i Caraibi, il Maghreb, la Cina) che gli scherzi della storia e le tragedie del colonialismo hanno riversato sulle spalle della dolce Francia. “Entre les murs”, titolo che significa «fra le mura», parla del mondo fuori da quelle mura: è quello che gli americani chiamano «il fardello dell’uomo bianco», la responsabilità nei confronti di popoli martoriati che ora chiedono giustamente, a noi europei, il conto (memorabile il momento in cui un’alunna africana ripete, in pochi secondi, il meccanismo del «commercio triplice» per cui le stesse navi portavano gli schiavi dall’Africa all’America e le materie prime dall’America all’Europa). La sostanza politica del film è arricchita dal fatto che Bégaudeau, interpretando se stesso, non dà solo una prova da «non attore» memorabile (……) ma si mette in scena con tutti i difetti e le incertezze del mestiere. Il suo prof non è un eroe: commette i suoi errori e, nel corso dell’anno scolastico, perde per strada un ragazzo, espulso perché turbolento (ma non senza motivo…). E rimane stupefatto quando un’alunna «ribelle» gli racconta di aver letto, per conto proprio, la Repubblica di Platone e gli spiega in due parole il semplice concetto di convivenza democratica. È la potente metafora che chiude il film e che lo renderebbe obbligatorio per molti nostri ministri, magari in un doppio programma assieme a Il resto della notte di Munzi. Pur diversissimi, i due film fotografano lo stato delle cose, in materia di rapporto con gli «stranieri», in Francia e in Italia. E confermano come la Francia, già partita in vantaggio, stia scomparendo all’orizzonte - rispetto all’Italia - per quanto concerne l’integrazione e il rispetto degli immigrati. Non mancano i problemi, anzi: ma si lavora per risolverli, non per rinchiuderli «fra le mura» di altri edifici, non scolastici, come tanto piacerebbe a chi ci governa.
Alberto Crespi, L’Unità
LAURENT CANTET
Filmografia:
Jeux de plage (1995), Risorse umane (1999), A tempo pieno (2001), Verso il sud (2005), La classe - Entre les murs (2008)
Martedì 10 novembre 2009:
BURN AFTER READING - A PROVA DI SPIA di Joel e Ethan Coen, con Brad Pitt, George Clooney, Tilda Swinton, John Malkovich, Frances McDormand
Inviato da: anonimo10_1
il 25/09/2009 alle 21:05
Inviato da: zapping2007
il 03/03/2009 alle 14:41
Inviato da: Gaia.dgl1
il 12/02/2009 alle 13:01
Inviato da: Mr.enki
il 13/11/2008 alle 18:35
Inviato da: Mr.enki
il 29/10/2008 alle 23:19