CINEFORUM BORGO

I film, i personaggi e i commenti della stagione 2016/2017

 

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Cineforum 2016/2017 | Il programma!

Post n°294 pubblicato il 30 Settembre 2016 da cineforumborgo
 

CINEFORUM 2016/2017
PROGRAMMA

11/10/2016      “PERFETTI SCONOSCIUTI” di Paolo Genovese
18/10/2016      “LOVE AND MERCY” di Bill Pohlad
25/10/2016      “IL CASO SPOTLIGHT” di Thomas McCarthy
08/11/2016      “TUTTO PUO' ACCADERE A BROADWAY” di Peter Bogdanovich
15/11/2016      “JULIETA” di Pedro Almodóvar
22/11/2016      “ANOMALISA” di Charlie Kaufman, Duke Johnson
29/11/2016      “AVE, CESARE!” di Ethan Coen, Joel Coen
06/12/2016      “DHEEPAN - UNA NUOVA VITA” di Jacques Audiard
13/12/2016      “LA PAZZA GIOIA” di Paolo Virzì
20/12/2016      “LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT” di Gabriele Mainetti
10/01/2017      “TUTTI VOGLIONO QUALCOSA” di Richard Linklater
17/01/2017      “PERFECT DAY” di Fernando León de Aranoa
24/01/2017      “IL FIGLIO DI SAUL” di László Nemes
31/01/2017      “CAROL” di Todd Haynes
07/02/2017      “DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES” di Jaco Van Dormael
14/02/2017      “LA ISLA MINIMA” di Alberto Rodriguez
21/02/2017      “TRUMAN - UN VERO AMICO E' PER SEMPRE” di Cesc Gay
28/02/2017      “LA CORTE” di Christian Vincent
07/03/2017      “TOM À LA FERME” di Xavier Dolan
14/03/2017      “MICROBO & GASOLINA” di Michel Gondry
21/03/2017      “PER AMOR VOSTRO” di Giuseppe M. Gaudino
28/03/2017      “IL TERZO UOMO” di Carol Reed
04/04/2017      “IL CONDOMINIO DEI CUORI INFRANTI” di Samuel Benchetrit
11/04/2017      “FIORE” di Claudio Giovannesi
02/05/2017      “IO E LEI” di Maria Sole Tognazzi
09/05/2017      “IL PIANO DI MAGGIE - A COSA SERVONO GLI UOMINI” di Rebecca Miller
16/05/2017      …FILM A SORPRESA!

Proiezioni: Cinema Nuovo Multisala - Sala 1, Borgomanero - Ore 21,15
Prezzi: €. 50,00 abbonamento (27 film) - €. 5,00 biglietto (un film)

 
 
 

Cineforum 2016/2017 | Eccoci!

Post n°293 pubblicato il 30 Settembre 2016 da cineforumborgo
 

Come ogni anno, l’Associazione Culturale Vincent Vega giunge a portare il suo invito a trascorrere insieme ventisette martedì, ventisette serate dedicate al piacere di vedere cinema, di parlare di cinema, di conoscere cinema.

Inizieremo martedì 11 ottobre, e sino al 16 maggio 2017 (con l’ormai usuale titolo a sorpresa), ci faremo compagnia con una selezione di 27 titoli scelti come di consueto tra quelli usciti tra luglio 2015 e giugno 2016.

Quello di quest’anno, riteniamo, è un programma più lieve nel tono generale, e senz’altro equilibrato, bilanciato, nei linguaggi, negli stili, nei temi; come sempre, ci si muove tra l’amore e la guerra, tra la vita familiare e il crimine, tra la storia e il biopic, e, nei generi, l’animazione e la commedia, il film di genere e l’innovazione, il maestro riconosciuto e il regista esordiente…

In più, sulla scorta della positiva esperienza della scorsa stagione, anche quest’anno riproporremo, stavolta nel programma ‘normale’, un grande classico in versione restaurata.

Parte del nostro impegno è anche, come sempre, nel cercare di proporre le nostre selezioni alternando i titoli più impegnativi, per linguaggio e tematiche, ad altri più lievi nei toni e nei temi proposti, come sempre con una consistente presenza di pellicole italiane.

Insomma, abbiamo cercato di mantenere una certa continuità con quanto realizzato nelle stagioni passate, certi che la nostra proposta potrà portare ancora più appassionati ad avvicinarsi alla nostra realtà in nome dell’amore, condiviso, per il cinema di qualità.

E come sempre, le informazioni di servizio: come da moltissimi anni a questa parte il costo, invariato, sarà di 50,00 €. per l’abbonamento a tutte le proiezioni (27 films) e di 5,00 €. per l’ingresso al singolo spettacolo; inoltre, anche per quest’anno, grazie alla rinnovata disponibilità da parte del Cinema Nuovo Multisala, che ci ospita, tutti gli abbonati al cineforum 2016/2017 usufruiranno presso il cinema stesso, da martedì a venerdì, della riduzione a €. 5,00 del biglietto di ingresso al cinema per la programmazione normale.

Infine, sulla scorta dei positivi riscontri delle ultime stagioni, anche per quest’anno sarà possibile acquistare in prevendita le tessere abbonamento, che saranno infatti a disposizione degli utenti dai primi giorni di ottobre, naturalmente presso il Cinema Nuovo Multisala.

Abbiamo detto tutto, riteniamo: noi, e la nostra voglia di fare, ci siamo; siamo certi che in molti vorranno esserci, come sempre curiosi e interessati, e allora aspettiamo tutti martedì 11 ottobre prossimo per una nuova partenza, la direzione è sempre la stessa: un nuovo, stimolante, affascinante, emozionante viaggio nel mondo del cinema di qualità.

E, come sempre, per chi crede che ne valga la pena, rinnoviamo l’invito a portare un amico!

Arrivederci a presto!!!


Associazione Culturale Vincent Vega

 
 
 
 
 

Cineforum 2015/2016 | 10 maggio 2016

Foto di cineforumborgo

ROOM

Regia: Lenny Abrahamson
Soggetto: Emma Donoghue (romanzo)
Sceneggiatura: Emma Donoghue
Fotografia: Danny Cohen
Musiche: Stephen Rennicks
Montaggio: Nathan Nugent
Scenografia: Ethan Tobman
Arredamento: Mary Kirkland
Costumi: Lee Carlson
Effetti: Ed Bruce, Screen Scene
Interpreti: Brie Larson (Ma'), Jacob Tremblay (Jack), Joan Allen (Nancy), Sean Bridgers (vecchio Nick), Tom McCamus (Leo), William H. Macy (Robert), Matt Gordon (Doug), Amanda Brugel (agente Parker), Joe Pingue (agente Grabowski), Cas Anvar (dott. Mittal), Wendy Crewson (hostess del talk show), Sandy McMaster (veterano), Matt Gordon (Doug), Joan Allen (Nancy), Jee-Yun Lee (speaker news), Randal Edwards (avvocato), Justin Mader (agente FBI), Ola Sturik (reporter #1), Rodrigo Fernandez-Stoll (reporter #2), Rory O'Shea (reporter #3), Tom McCamus (Leo), Kate Drummond (vicina), Jack Fulton (amico di Jack)
Produzione: David Gross, Ed Guiney per Element Pictures/ Film4/Irish Film Board/No Trace Camping
Distribuzione: Universal Pictures Italy
Durata: 118'
Origine: Irlanda, Canada, 2015
Golden Globe 2016 a Brie Larson come miglior attrice; Oscar 2016 a Brie Larson come miglior attrice protagonista.

Ma' vive per il suo bambino di soli 5 anni. Gioca con lui, gli racconta storie, cerca tutti i modi per farlo divertire. Nonostante ciò, è difficile nascondere che vivono in una ‘stanza’ di 9 metri quadrati e senza finestre, solo un lucernario da cui vedere una porzione di cielo. Jack è un bimbo curioso e Ma' è consapevole che il figlio ha raggiunto l'età giusta per aiutarla a mettere in atto il suo piano di fuga per raggiungere insieme il mondo fuori.
Un’agente di polizia intima di tacere a un collega superficiale e rinunciatario, mentre cerca di dare senso alle parole confuse di Jack, il bambino protagonista di “Room, che vede il mondo per la prima volta. Da ottima detective, in pochi istanti decodifica informazioni all’apparenza incomprensibili che il collega riteneva prive di senso. C’è, in questa donna, ottimismo, determinazione e grande senso praticoOltre a un’intesa immediata e materna con Jack. Poco dopo, il nonno di Jack non riesce a sopportare la paternità biologica del nipote, e si fa da parte impacciato, incapace di dire una parola. Queste attitudini rinunciatarie (quella del poliziotto e del nonno) sono entrambe aspetti di un modo di affrontare il mondo con scarsa sensibilità, con scarsa propensione al qui e ora, all’apertura, all’ascolto e all’accoglienza.
La stanza del titolo è quella dove è nato e cresciuto Jack (lo straordinario Jacob Tremblay), recluso per anni insieme alla madre (Brie Larson, appena premiata con l’Oscar). Al compimento del quinto anno di Jack, la madre comincia ad escogitare tentativi di fuga, ma si trova ad affrontare la forte ostilità del figlio all’idea che ‘stanza’ e ‘mondo’ non coincidano come lei gli ha sempre fatto credere.
il rapporto madre-figlio è il vero fulcro attorno a cui ruota “Room, e non avrebbe molto senso chiedersi se il film sia più onesto o più ricattatorio sul piano dei sentimenti. Quel che vale la pena indagare è il modo in cui Abrahamson illustra, anche in termini cinematografici, una relazione dal sapore archetipico.
Non a caso, i momenti decisivi del film arrivano nella seconda parte, in cui si racconta l’incontro con la vita attraverso la doppia prospettiva del bambino - per il quale si tratta di un primo approccio al mondo - e della madre, per la quale si tratta invece di un ritorno. E se nel romanzo di Emma Donoghue (qui anche sceneggiatrice) il punto di vista è quello del bambino, la sua prima persona singolare, il film sceglie uno sguardo ambivalente. Solo in pochi momenti, infatti, gli occhi di Jack fanno da tramite a quelli dello spettatore (con l’aggiunta talvolta della voce over del bambino), mentre in generale viene restituita sia l’innata capacità dei bambini di fronteggiare situazioni devastanti per gli adulti, sia la difficoltà, per una donna, di rimpossessarsi della propria vita dopo aver subìto un trauma. L’interesse del film sta perciò sia nello scoprire il mondo attraverso Jack (in un’età in cui è già in grado di elaborare razionalmente la realtà), sia nel vedere come la forza della madre derivi dal trovare proprio nel figlio quella capacità che a lei manca.
Parlando a un livello puramente emotivo, e rischiando per questo di non venire colte sul piano razionale, “Room crea una forte tensione tra la sfera intima del rapporto madre/figlio, accogliente ma soffocante come la Stanza, e il mondo esterno, che per Jack è affascinante ma ancora tutto da scoprire, anche negli aspetti più oscuri. In termini simbolici, la Stanza non è altro che il luogo psichico della sicurezza e delle relazioni più profonde, materializzazione di quell’accoglienza femminile che trova nella maternità il compimento ideale. Accudito dalla madre, Jack idealizza la Stanza come spazio dell’intimità, subendone il fascino anche al di fuori: è dunque necessario che il bambino si liberi del rapporto totalizzante con la madre per poter cominciare a vivere nel mondo reale.
Scoprendo il mondo, Jack impara ad accoglierlo, ne ridefinisce le coordinate grazie agli strumenti trasmessigli dalla madre. La posta in gioco, per lui, sarà mantenere la meraviglia di uno sguardo sempre meno ‘vergine’; mantenere intatta, insomma, la capacità di accoglienza. Anzitutto attraverso la fantasia.
E il finale del film, senza rivelare nulla, rappresenta proprio l’attraversamento, da parte del bambino, della prima conradiana linea d’ombra. L’inizio della fine dell’infanzia. Solo demistificando i miti, in fondo, ci si prepara a fare i conti con la vita.
Stefano Santoli, Cineforum

La storia narrata nel film dell’irlandese Lenny Abrahamson (e nel libro di Emma Donoghue) s’ispira a un caso di pochi anni fa. Nel 2008 si scoprì che l’austriaco Josef Fritzl, ora in carcere a vita, aveva tenuto per 24 anni sua figlia Elisabeth segregata in un bunker dove abusava di lei e dove erano nati sette figli incestuosi. Nel film una giovane donna vive rinchiusa con il suo bambino di 5 anni ricevendo le visite dell’uomo che l’ha rapita e dalle cui violenza il bimbo è nato. La ragazza ha allevato il figlio, ignaro del mondo esterno, compiendo ogni sforzo perché il piccolo si senta protetto e amato (come Benigni con il piccolo Giosuè). Ma sono le scelte di regia il pregio del film. Senza introduzioni o spiegazioni dapprima veniamo interamente calati nell’universo claustrofobico, e poi altrettanto repentinamente avviene lo scioglimento che però prelude alla seconda parte in cui madre e figlio devono fare i conti con la ripresa di una difficile normalità.
Paolo D’Agostini, La Repubblica

LENNY ABRAHAMSON
Filmografia
:
Adam & Paul (2004), Garage (2007), What Richard Did (2012), Frank (2013), Room (2015)

Arrivederci a martedì 11 ottobre per l’inizio della stagione 2015/2016!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
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