Creato da: infernox il 24/11/2011
Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica.

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Decadenza dell'Occidente

Post n°80 pubblicato il 26 Luglio 2016 da infernox

         Il fatto che il colpo di Stato in Turchia sia fallito e’ una prova evidente che il grado di laicita’ del contesto anatolico si e’ sensibilmente ridotto col passare del tempo, e che quel grandioso esperimento sociale che era iniziato all’inizio del secolo scorso, trasformando la Turchia, ex Impero Ottomano, il simbolo della potenza islamica, in una moderna societa’ industriale di stampo occidentale, e’ in via di estinzione.

            La Turchia sta ridiventando islamica, quella punta di diamante del Califfato che per secoli aveva dominato su buona parte dell’Europa orientale e dell’Asia Minore.   Nel frattempo nel corpaccione del territorio popolato dai credenti di Maometto si muovono pulsioni micidiali, che in sostanza tendono allo stesso obiettivo: il risveglio della potenza islamica, e della sua forza espansiva.

            A queste tendenze, di stampo incrementale ed invasivo, e cioe’ accrescitive, fa da contraltare il senso di decadenza, in primis demografica, ed in secondo luogo anche economica e sociale, dell’Occidente in senso stretto.  Il welfare state, simbolo del raggiunto benessere, e’ entrato in profonda crisi.    L’economia ristagna, ed il numero dei poveri aumenta.  Nel frattempo la tendenza espansiva dell’Islam penetra entro i confini, e la gente vede aumentare via via la presenza degli invasori , ed il numero delle moschee.   Un senso di angoscia pervade la popolazione, la sensazione che c’e’ qualcosa da fare, ma non si capisce bene cosa.

            Ma poi vogliamo mettere a confronto il nichilismo delle nostre giovani generazioni, prive di futuro immaginabile, con il senso di appartenenza di questi giovani arabi, che arrivano al punto di morire per le i loro ideali?  Ovvio, non sono tutti cosi’, ma gli esperti calcolano che il fondamentalismo ha presa su di un buon 20%, con una percentuale significativa di persone che possono arrivare fino all’estremo punto di sacrificare la loro vita per la causa.

 

            Noi, sempre piu’ spaesati, li definiamo pazzi squilibrati, depressi, alienati mentali.  Intanto pero’ il fenomeno si allarga, gli attentati si moltiplicano, ormai siamo alla media di uno a settimana, e presto saranno ancora piu’ frequenti.   Senza rimedi visibili.

 
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Cameron exit

Post n°79 pubblicato il 29 Giugno 2016 da infernox

In sostanza cio’ che e’ successo nei giorni scorsi e’ stato un fallimento politico.   Intendo con questo termine il risultato finale di una manovra che era stata concepita da Cameron, premier inglese, per rintuzzare la continua crescita di consensi delle forze euroscettiche all’interno del suo paese.    Il concetto era nobilissimo, ma aveva un difetto di fondo: l’estremo rischio che sottoponeva al paese in quanto lo snodo finale sarebbe stato un referendum consultivo che si sarebbe concluso con un SI od un NO.   Prendere o lasciare.  

Ovvio, Cameron era estremamente convinto di vincerlo, il suo referendum.   Tutta la manovra era stata progettata per arrivare nelle migliori condizioni alla data del referendum e travolgere con questo le residue sparute forze degli anti-europeisti.   Invece….

Invece gli inglesi testoni hanno votato per uscire.   Incredibile!    Il problema e’ che le cose si sono complicate proprio nel finale della manovra.   Cameron forse non aveva tenuto conto delle tensioni interne al suo partito (Renzi dovrebbe prendere appunti) che hanno portato parecchi esponenti di spicco a dichiararsi a favore dell’exit.     Inoltre Cameron aveva fatto conto della tendenza europeistica dei suoi avversari di sempre, i laburisti, che purtroppo si sono rivelati notevolmente tiepidi sul tema, durante la campagna referendaria.

 

Mi fanno ridere gli euroscettici italiani, che hanno brindato del risultato inglese.   Una parte di loro si e’ negli ultimi tempi parecchio ammorbidita, ed intendo i 5stelle, che sono passati dallo slogan “Fuori dall’euro” ad un molto piu’ flebile “Dobbiamo cambiare l’Europa dall’interno”.   I leghisti invece strepitano per “ridare voce al popolo”, probabilmente sotto forma di un referendum consultivo tipo quello inglese, la cui domanda pero’ e’ al momento indefinita.  Che si vuole chiedere al popolo?  Uscire dall’euro?   Certo che no, non se ne parla.  Ed allora: cambiare l’Europa?   E’ come chiedere agli italiani se vogliono bene alla mamma.

 
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Piccola analisi di un programma elettorale

Post n°78 pubblicato il 24 Maggio 2016 da infernox

Cominciamo con le premesse, perche’ dalle premesse si evince il motivo dominante della proposta che ne segue.   Ebbene, per il M5S il motivo dominante e’ la “salubrita’ ambientale”, dato che da li’ tutto ne segue, come in rapporto di causa-effetto, da tutti i punti di vista, sociale, culturale, commerciale (hanno tralasciato la parola industriale, ma e’ specificato che tale aspetto e’ secondario, in quanto nel territorio c’e’ solo una “piccola industria manifatturiera”).   Per Proposta invece tutto e’ incentrato sulle persone componenti la squadra, persone che naturalmente vivono a Trofarello “da sempre”, sono “dedite alla comunita”, sono “esperte”, sono “concrete”, sono “oneste”, sono “libere da vincoli partitici e di interesse”, e naturalmente “si mettono a disposizione”, bonta’ loro, per portare Trofarello ad essere “speciale”, e cioe’ “diventare il paese della musica, dello sport e della pace”.    L’ultima lista invece focalizza l’attenzione sulla crisi appena trascorsa, e forse ancora in essere, crisi che ha portato l’Italia al declino, ma “non” Trofarello, grazie alle iniziative di “riorganizzazione ed innovazione” messe in atto nell’ultimo quinquennio, inquadrate in una “complessa strategia”, tesa a valorizzare la “posizione di baricentro” della cittadina rispetto alle realta’ limitrofe e alle grandi direttrici dei traffici.

Ovvio che  la lista governante faccia leva su quanto realizzato, mentre le altre due sottolineano un obiettivo futuro da raggiungere, diversificato, e cioe’ la salubrita’ in un caso, ed il paese speciale nell’altro.  Il tutto attraverso il programma, che viene specificato nel seguito, e consta di 18 pagine per M5S, e ben 25 pagine per Proposta (mentre invece la lista al governo si limita a 14).   Da menzionare subito la scelta, a mio avviso meritoria, di far precedere un indice alle varie proposte in elenco, scelta presa dal solo M5S, che garantisce solo per questo un encomio speciale, perche’ da’ un quadro d’insieme organico dell’intera esposizione.   A sua volta Proposta non riporta indice, ma da’ un elenco di “parole chiave” che dovrebbero caratterizzare il programma, e cioe’ “obiettivo”, “risorse” per raggiungere detto obiettivo, nell’ottica del “cambiamento”, sfruttando al massimo le “sinergie” per evitare sprechi, ed il tutto con una “comunicazione trasparente” in modo che i cittadini siano informati di quanto sta avvenendo.   Non e’ organico come un indice, ma e’ meglio di niente (come invece troviamo nel programma della lista uscente, che passa subito senza continuita’ ai singoli argomenti).

Entrando nel merito, si nota la concisione e la praticita’ del programma della lista uscente, che fa riferimento ad argomenti specifici e ben delineati, evitando di perdersi nei massimi sistemi.  Ci sono degli elenchi precisi di cose da fare, sia per quanto riguarda le opere pubbliche, sia per la raccolta rifiuti, sia per i trasporti e mobilita’, sia per il soccorso civile, sia per le politiche sociali.   Il capitolo dell’energia e’ invece troppo conciso e generico, mentre invece questo argomento, per i 5Stelle, e’ molto ben delineato e strutturato,   Analoga attenzione i 5Stelle dedicano all’argomento rifiuti, con proposte dettagliate.   Le due tematiche sono a mio avviso il loro cavallo da battaglia.  Nel programma di Proposta invece i due argomenti non compaiono in specifici capitoli, ma per converso viene data una forte visibilita’ ai programmi sociali, per i giovani, per i disabili, per gli anziani, con particolare attenzione alle situazioni di disagio e di indigenza economica.

 

Come si sa, spesso i programmi elettorali costituiscono una specie di “libro dei sogni”, in cui elencare una serie di cose da fare che poi non verranno mai realizzate perche’ totalmente utopiche e fuori dalla realta’.   In questo senso e’ bene cercare di valutare l’indice di realizzabilita’ dei singoli programmi, dando una specie di voto in merito.   Tenendo conto della vastita’ degli enunciati e degli obiettivi, direi che il programma M5S e’ il piu’ utopico, anche se a dire il vero molte delle proposte elencate sono sensate e darebbero effettivi benefici.  Piu’ che altro’ e’ il numero e la vastita’ delle proposte a far propendere per un basso indice di realizzabilita’ complessiva.     La lista uscente ha delle proposte concrete e abbastanza limitate, per cui darei un voto di realizzabilita’ sufficiente. L’altra lista, quella di Proposta, ha una particolare attenzione al sociale.  Le proposte elencate sono abbastanza fattibili, anche perche’ vien posta attenzione all’aumento delle risorse dedicate, utilizzando al limite la leva fiscale.   Non so fino a che punto i cittadini saranno contenti, poi.  

 
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La Costituzione piu' brutta del mondo

Post n°77 pubblicato il 20 Maggio 2016 da infernox

La Costituzione piu’ brutta del mondo.    Cosi’ si intitola un breve libello che ho comprato in edicola, allegato al Giornale.    Parla della nostra Costituzione, ed illumina di informazioni necessarie al prossimo scontro che sta mano a mano montando su come votare al prossimo referendum che decidera’ se la Riforma Costituzionale varata da questo Governo dovra’ essere attuata oppure no.   

Scontro che, fra l’altro, sta ramificandosi anche a livello dei principali giornali del nostro paese.   Infatti e’ successo che Belpietro, direttore di Libero, e’ stato licenziato.   Pare che la sua linea editoriale, basata su di una critica pesante dell’operato di Renzi, ed anche su di un NO netto al prossimo referendum costituzionale di ottobre, non fosse piu’ gradita all’editore (Angelucci) che e’ amico di Verdini, il quale a sua volta ha abbandonato il Cav per spostarsi dalla parte di Renzi ed e’ decisamente favorevole a lasciar passare queste riforme.

            Ma vediamo un po’ di entrare nel merito, anche prendendo spunto da alcuni argomenti tratti dal libello (autore Federico Cartelli).    Dunque, la nostra Costituzione dice che l’Italia e’ una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (art.1).  Dice l’autore che il “diritto al lavoro” cosi’ come espresso, ha assonanza con altre Costituzioni, in via principale con quella dell’URSS del 1936, art.118 : “I cittadini dell’URSS hanno diritto di ricevere un lavoro garantito e retribuito secondo la qualita’ e la quantita’ delle loro prestazioni”, ed anche con la Costituzione della Repubblica Socialista Federale Jugoslava.  Ma il diritto al lavoro da quali fonti dovrebbe essere esaudito? 

            Ricordiamo che non siamo nel comunismo reale, ma in una situazione di economia sociale di mercato.   Il lavoro non e’ esclusivamente statale, ma in maniera preponderante assicurato da ditte private.   Quindi sarebbe piu’ logico tutelare il diritto alla liberta’ d’impresa, piuttosto che un diritto ad un lavoro fantomatico che ovviamente lo Stato non puo’ assicurare a tutti.  In nessuna delle Costituzioni dei paesi occidentali e’ richiamato con forza questo riferimento al lavoro, e tantomeno nel Bill of Rights statunitense del 1789, che fa riferimento ad altri diritti fondamentali, tipo la liberta’ di parola, di stampa, di riunione, di religione, di proprieta’ privata, di pubblico giudizio etc.

            Nell’art 2 si insiste ancor di piu’ sul concetto solidaristico.   Esso recita: “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”    Doveri inderogabili?    Quali?   Il testo non li elenca ne’ li identifica.  E’ come un Manifesto, dove lo Stato evidentemente diventa il principale protagonista, visto che i doveri “inderogabili” nessun privato cittadino potrebbe estrinsecarli, anche perche’ non sono noti.   E quindi redistribuzione ed assistenzialismo a gogo’, e debito pubblico alle stelle, come abbiamo ben potuto verificare.  Seguendo le indicazioni della Carta Costituzionale, si procede verso un sicuro default, anche perche’, come si suol dire, “pasti gratis” non ne esistono, ne’ in natura ne’ in economia.

            Nella sezione dedicata ai rapporti economici si richiama di nuovo alla funzione “sociale” dell’impresa.    Un’impresa che, in mercato di concorrenza, “deve” fare profitto, senno’ muore, ma deve anche, recita la Costituzione, “svolgere una funzione sociale”.  E’ la legge che si preoccupa di assicurare che cio’ avvenga: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” (art.41).

            La legge, e cioe’ lo Stato, che interviene di nuovo pesantemente nell’economia stravolgendone e indirizzandone l’attivita’.   E tutto questo, si badi bene, in un’atmosfera che non e’ piu’ quella degli anni 50, quando la Costituzione e’ nata, ma e’ quella del 21esimo secolo, a globalizzazione ormai spinta, con le multinazionali che non ci mettono che un attimo a decidere se alcuni insediamenti industriali debbano restare nel Belpaese oppure debbano essere spostati altrove, in quanto non concorrenziali.

            Il germe dell’inefficienza e della arretratezza e’ congenito in questa Costituzione, inquinata dalle ideologie imperanti oltre 70 anni fa.   E’ una Costituzione nata in un paese fragile, che emergeva da una dittatura, dopo una guerra civile durata 2 anni, con tesi contrapposte, privo di un’identita’ liberale, ma conteso fra comunismo e cattolicesimo.

            Le varianti introdotte fino ad oggi non hanno cambiato granche’, anzi, hanno addirittura appesantito la struttura delle responsabilita’, creando enti intermedi che non hanno fatto altro che succhiare altra linfa vitale dai tessuti dell’economia.   Il debito pubblico si e’ ulteriormente ingigantito, e tutti i tentativi di arginarlo si sono rivelati vani.

            Adesso c’e’ questa Riforma.     Introduce una semplificazione decisiva, l’eliminazione (parziale) di una Camera ed un rafforzamento decisionale del potere esecutivo.   Non e’ che una pillola analgesica di fronte a quello che sarebbe necessario, pero’ e’ meglio di niente.

            Motivi di opportunita’ politica, tanto risibili quanto opportunistici, hanno scatenato contro la Riforma tutte le opposizioni.   Oltre 50 insigni costituzionalisti hanno firmato un manifesto contro le modifiche.    Anche dentro la maggioranza di Governo, che ha approvato la Riforma, ci sono delle tendenze masochistiche a votare contro la Riforma stessa.   Probabilmente non passera’, col che, come nel 2006, il paese avra’ perso l’ennesima occasione per venire fuori, come si e’ detto in precedenza, in minima parte, dal pantano in cui si dibatte ormai da parecchi lustri.

 

            La breccia, a cui fa riferimento l’autore del libello, non verra’ aperta.   Sono pessimista, e non me ne frega niente, se non dal punto di vista intellettuale.   Fa davvero pena vedere l’ipocrisia imperante che serve solo per difendere posizioni di presunto privilegio.  Quando la barca affondera’ tutti saranno travolti.

 
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E' noia, non e' gioia

Post n°76 pubblicato il 30 Marzo 2016 da infernox

Che noia, che noia!   La politica italiana sembra come in surplace.   Fra pochi giorni ci sara’ un referendum, e non se ne parla.   Non che io mi voglia lamentare del fatto, poche volte in Italia (e pure siamo specializzati) e’ mai stato indetto un referendum piu’ insulso di questo: stiamo discutendo se lasciar andare avanti lo sfruttamento di un giacimento marino oltre la scadenza della concessione oppure no.

            Naturalmente quando ne parli con qualcuno, se questo qualcuno e’ un verde ambientalista grillino etc etc ti investe subito con un “Ignorante, ma non vuoi capire?  E’ un referendum “simbolico”!”.    Capito!    Dietro al quesito insulso c’e’ un significato “profondo” che si riferisce al nostro modo di vivere.   Quindi il nostro “SI” ci deve portare ad una radicale conversione del nostro stile di vita.  Mi viene in mente quella barzelletta del tipo che deve andare a votare al referendum e prende il suo bel SUV da 4.000 di cilindrata.   Ma va la!

            Ma non c’e’ solo la politica italiana ad essere intrisa di noia, ci sono anche i fatti internazionali che fanno venire il deliquio.   Per esempio adesso, dopo i fatti di Bruxelles, non si fa altro che parlare di terrorismo, e come fare a neutralizzarlo, e quali politiche di compattamento dell’intelligence fare, etc etc, badando bene pero’, sui giornali e nei TG, a NON usare mai la parola ISLAMICO.    Al massimo e’ concesso usare il termine “islamista” tenendo conto della sostanziale differenza fra i due, ma e’ meglio in ogni caso non usare neanche quello.

            Dopo gli attentati l’aeroporto di Bruxelles e’ rimasto chiuso per diversi giorni, non si capisce bene perche’.    Come si vede che non siamo abituati alla guerra.  In Israele, dopo un qualsiasi attentato, tutte le tracce dello stesso e i rilievi devono essere chiusi dopo 6 ore dal fatto.   E’ tassativo che la vita deve riprendere normale come sempre a brevissima distanza di tempo, per non lasciar capire che il tessuto normale del decorrere delle cose e’ stato lacerato dai terroristi.

            In ogni caso, ci sono i morti di serie A e di serie B.    Dopo i fatti di Bruxelles, e’ successo un terribile attentato analogo a Lahore, dove pero’ i morti (piu’ del doppio) erano cristiani.   Cancellato in 24 ore.    Nel frattempo continuano a romperci i timpani con i lamenti dei genitori di Regeni, e del fatto che dovremmo dichiarare guerra all’Egitto, responsabile della morte del povero ricercatore italiano.    Ma veramente avremmo dovuto, e non da due mesi, ma da piu’ di due anni, dichiarare guerra anche all’India, responsabile del trattenimento in loco di uno dei nostri maro’, accusati di aver sparato a degli ignari pescatori credendoli pirati.  Non faremo nulla in ambedue i casi.  L’unica cosa che sappiamo fare e’ frignare (spettacolo offerto dall’alto rappresentante della politica estera UE Mogherini, dopo i morti di Bruxelles).

 

            Con dei politici cosi’, con una stampa cosi’, con dei TG cosi’, davvero viene voglia di spegnere tutto, non comprare piu’ i giornali, mettersi a leggere solo le riviste scandalistiche, occuparsi di Belen e di Lady Gaga, o dell’isola dei famosi.

 
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