Creato da Pitagora_Stonato il 12/07/2010

EREMO MISANTROPO

se non avete nulla da aggiungere astenetevi. Grazie

 

 

dalla rete

Post n°1178 pubblicato il 22 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

"...Véronique era, come si suol dire, "in analisi"; oggi come oggi rimpiango di averla conosciuta. In genere da una donna in analisi è impossibile cavare alcunché. Come ho avuto modo di constatare più volte, le sventurate che cadono in mano agli psicanalisti diventano definitivamente e letterlmente inutilizzabili. Questa conseguenza non va considerata come un effetto secondario della psicanalisi, bensì come il suo scopo principale. Con l'alibi della ricostruzione dell'io, in realtà gli psicanalisti procedono a una scandalosa demolizione dell'essere umano. Innocenza, generosità, purezza... tutto ciò viene rapidamente triturato dalle loro rozze mani. Gli psicanalisti, pinguemente rimunerati, supponenti e stupidi, annientano definitivamente nei loro cosiddetti pazienti qualunque attitudine all'amore, sia mentale sia fisico; in pratica si comportano da veri e propri nemici dell'umanità. Spietata scuola di egoismo, la psicanalisi sfrutta con agghiacciante cinismo le brave figliole un po' smarrite e le trasforma in ignobili bagasce dell'egocentrismo delirante, incapaci di suscitare altro che un legittimo disgusto. In nessun caso bisogna accordare la minima fiducia a una donna che sia passata per le mani degli psicanalisti. Meschinità, egoismo, arrogante ottusità, completa assenza di senso morale, cronica incapacità di amare: ecco il ritratto esaustivo in una donna "analizzata"..."

tratto da M. Houellebecq "Estensione del dominio della lotta"

 

“La società erotico-pubblicitaria in cui viviamo si accanisce a organizzare il desiderio, a svilupparlo fino a dimensioni inaudite, al tempo stesso controllandone la soddisfazione nel campo della sfera privata. Affinché la suddetta società funzioni, affinché la competizione continui, occorre che il desiderio cresca, si allarghi e divori la vita degli uomini.” 

 da "Le particelle elementari"

 
 
 

Sottomissione - Michel Houellebecq

Post n°1177 pubblicato il 21 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

 

E in virtù di cosa una vita ha bisogno di essere giustificata? La totaliltà degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione.

Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.

 

***

 

Nel corso dei due giorni seguenti mi abituai a quella litania di uffici, senza tuttavia riuscire ad apprezzarla davvero. La messa era l’unico elemento riconoscibile, l’unico punto di contatto con la devozione com’è intesa nel mondo esterno. Per il resto, si trattava della lettura e del canto di salmi adatti al momento della giornata, a volte intervallati da brevi letture di testi sacri, effettuate da uno dei monaci - letture che accompa­gnavano altresì i pasti, consumati in silenzio. La chiesa moder­na, costruita nella cinta del monastero, era di sobria bruttezza - richiamava un po’, per l’architettura, il centro commerciale Super-Passy di Rue de l’Annonciation, e le sue vetrate, semplici chiazze astratte e colorate, non meritavano alcuna attenzione: ma tutto ciò non aveva molta importanza ai miei occhi: non ero un esteta, infinitamente meno di Huysmans, e l’uniforme brut­tezza dell’arte religiosa contemporanea mi lasciava pressoché indifferente. Le voci dei monaci si alzavano nell’aria gelida, pure, umili e benigne; erano piene di dolcezza, di speranza e di attesa. Il signore Gesù doveva tornare, sarebbe tornato presto, e già il calore della sua presenza colmava di gioia le loro anime, era questo in fondo il tema unico di quei canti, canti di attesa organica e dolce. Nietzsche, con il suo fiuto da vecchia bagascia,aveva visto giusto: in fondo, il cristianesimo era una religione femminile.

 

**


 

 
 
 

Se stasera non avete nulla di meglio da fare

Post n°1176 pubblicato il 20 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

In prima serata su Iris

 

 

 

Quando l'ho visto, alla fine del film, non ho capito: non ho capito se mi è piaciuto, se è mi dispiaciuto, però "non so bene cosa, ma mi ha disturbato"

 
 
 

Tv...

Post n°1175 pubblicato il 18 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato

 

 

questi tipi qui, su laeffe, il mercoledì (#democraziaportamivia)

 

 

 

 
 
 

Oppure possiamo tacere

Post n°1174 pubblicato il 16 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato

E vogliamo parlare di quelli/e che mettono il punto a capo?

 

Intendo dire, il

 

.a capo.

 

Ma anche

,le virgole.

 
 
 

Le conseguenze dell'amore

Post n°1173 pubblicato il 14 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

 

 
 
 

.

Post n°1172 pubblicato il 13 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

 

 
 
 

Dopo le tre di notte e fino alle quattro,

Post n°1171 pubblicato il 13 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

sonnambuli e sofferenti esclusi, è il momento in cui tutte le persone sono nel sonno profondo, neanche le cannonate possono nulla, sentono un botto, si riprendono un attimo, si domandano: "ma cosa??..." e poi ricadono addormentati. E' l'ora delle effrazioni, dei furti con scasso, dello sfondare le vetrine coi furgoni...

 

Ed è così, confermo, io tra le 3.30 e le 4.00 ho vomitato tre quarti di anima e non si è svegliato nessuno.

 

 

 

PS. per Lep: indovina chi si è fatto scappare il serpente? Io un'idea ce l'ho.

 

ps ps pare sia scappato da un furgone... io penso ai poveri scoiattoli che adesso tremano all'idea del predatore che si aggira nei giardinetti.

 
 
 

RI-POST

Post n°1170 pubblicato il 07 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato

…le donne, in fondo, le compri chi non le conosce.

Post n°150 pubblicato il 27 Aprile 2011 da Pitagora_Stonato
 

Può darsi che nel palazzo di fronte, dietro a quelle finestre chiuse, alcuni ciechi, uomini, donne, risvegliati dalla violenza dei continui scrosci, con la fronte appoggiata ai vetri freddi ricoprendo col fiato del respiro l’appannamento della notte, stiano rammentando il tempo in cui così, proprio come stanno adesso, vedevano la pioggia scendere dal cielo. Non possono immaginare che laggiù ci sono tre donne nude, nude come sono venute al mondo, sembrano matte, devono essere proprio matte, nessuno con la testa a posto andrebbe a lavarsi su un balcone esponendosi agli sguardi dei vicini, tanto meno in quelle condizioni, cosa importa che siano tutti ciechi, certe cose non si devono fare, mio Dio, la pioggia, come scorre sui loro corpi, come scende fra i seni, come si trattiene e si perde nell’oscurità del pube, e infine si spande e circonda le cosce, forse le abbiamo giudicate male ingiustamente, forse siamo noi a essere incapaci di vedere ciò che di più bello e glorioso è mai accaduto nella storia della città, giù dal balcone si riversa una tovaglia di spuma, ah se potessi seguirla, giù all’infinito, pulito, purificato, nudo. Dio solo ci vede, disse la moglie del primo cieco, che , malgrado le disillusioni e le contrarietà, è ancora fermamente convinta che Dio non sia cieco, al che la moglie del medico rispose, Neppure lui, il cielo è coperto, soltanto io posso vedervi, Sono brutta, domandò la ragazza dagli occhiali scuri, Sei magra e sporca, brutta non lo sarai mai, E io, domandò la moglie del primo cieco, Sporca e magra come lei, non tanto carina, ma più di me, Tu sei carina, disse la ragazza dagli occhiali scuri, Come puoi saperlo se non mi hai mai visto, Ti ho sognato due volte, Quando, La seconda è successo stanotte, Stavi sognando la casa perché ti sentivi più tranquilla, è naturale, dopo tutto quello che abbiamo passato, nel sogno io ero la casa, e siccome, per vedermi, avevi bisogno di darmi una faccia, l’hai inventata, Anch’io ti vedo carina, e non ti ho mai sognato, disse la moglie del primo cieco, Il che dimostra solo che  la cecità è la provvidenza dei brutti, Tu non sei brutta, No, infatti non lo sono, ma l’età, Quanti anni hai, domando la ragazza dagli occhiali scuri, Quasi cinquanta, Come mia madre, E lei, Lei cosa, E’ ancora carina, Un tempo lo era di più, Capita a tutti, lo eravamo sempre un po’ di più, Tu , mai come adesso, disse la moglie del primo cieco. Ecco come sono le parole, nascondono molto, si uniscono pian piano fra loro, sembra non sappiano dove vogliono andare, e all’improvviso, per via di due o tre, o di quattro che all’improvviso escono, parole semplici, un pronome personale, un avverbio, un verbo ,un aggettivo, ecco lì che ci ritroviamo la commozione che sale irresistibile alla superficie della pelle e degli occhi, che incrina la compostezza dei sentimenti, a volte sono i nervi a non riuscire a reggere, sopportano molto, sopportano tutto, come se indossassero un’armatura, si dice, La moglie del medico ha i nevi d’acciaio e poi, in definitiva, la moglie del medico si scioglie in lacrime per via di un pronome personale, di un avverbio, di un verbo, di un aggettivo, mere categorie grammaticali, mere designazioni, come del pari sono le restanti altre due donne, le altre, pronomi indefiniti , anch’esse piangenti, che abbracciano quella della frase completa, tre grazie nude sotto la pioggia. Sono momenti che possono durare in eterno, è più di un ora che queste donne sono qui, è tempo che sentano freddo. Ho freddo , ha già detto la ragazza dagli occhiali scuri.

 

Cecità  - José Saramago

 
 
 

La gente diceva: "è diventato matto"...

Post n°1169 pubblicato il 06 Maggio 2015 da Pitagora_Stonato
 

... L'uomo gongolava: era salvo. Se la gente si convince che uno è pazzo, lo lascia in pace, non gli rompe i coglioni.


***


Nella difficile arte di stare al mondo si dovrebbe scrivere la vita con leggerezza, scivolare, sorvolare, dimenticare, ripartire ogni mattina da quello che resta. In una parola: fregarsene. Soprattutto non prendere niente sul serio. Ma per far questo occorre essere adatti. Non udire e non vedere comporta una buona dose di cinismo accompagnata dal menefreghismo allegro di chi, la mattina a colazione, batte pacche sulle spalle e fischietta.

Da "Come sasso nella corrente" Mauro Corona

 

 
 
 
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