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Creato da Pitagora_Stonato il 12/07/2010

EREMO MISANTROPO

se non avete nulla da aggiungere astenetevi. Grazie

 

 

Anobizzandomi

Post n°347 pubblicato il 24 Maggio 2012 da Pitagora_Stonato
 
Tag: anobii

dopo tanto tentennare, ennesima iscrizione ad una community...

vedremo.

 
 
 
 
 
 
 

LE ansie carnivore del niente. Prologo

Post n°344 pubblicato il 21 Maggio 2012 da arysound2

Le parole sono solo una barca che serve ad attraversare il fiume e a permettere di sbarcare sull’altra sponda. (gli intellettuali)Si dimenticano della meta e restano a vivere per sempre sulla barca. Quando ‘pensano’ non fanno altro che affermare credenze che li gestiscono dai meandri della loro oscurità interiore. Per loro il mondo è quello che credono che il mondo sia. Ancora di più, sono convinti si essere quello che si immaginano di essere, vale a dire un insieme di idee carenti di realtà.

Non sappiamo quello che siamo , non sappiamo quello che è l’altro, conosciamo solo le nostre relazioni. Se la realtà è un’unità, tutti questi legami sono immaginari. Viviamo all’interno di frontiere mentali, sbattendo contro pareti costituite da concetti folli, abitudini stagnanti, definizioni di cemento armato, morali caduche, filosofie pretenziose, necessità di consumo innestate a forza di pubblicità malsana, educazioni adulterate da dottrine politiche, desideri deformati dall’esempio di artisti mutati in buffoni venditori al servizio delle industrie nocive. Che smette di guardare solo sé stesso per guardare ed ascoltare l’altro, non solo quello che si trova all’esterno ma anche il misterioso essere che dal centro del nostro inconscio ci invia chiamate insistenti, proponendoci la grande liberazione?

 
 
 

Le ansie carnivore del niente

Post n°343 pubblicato il 21 Maggio 2012 da Pitagora_Stonato
 

Beh, vi racconto quel che tutti sanno – l’incidente genetico che produce dieci mongoloni ogni cento nascite- dato che gli elicotteri, nel lanciarli, calcolano sempre male l’altezza e la botta che uno prende, nonostante l’immondizia sia morbida, fa perdere la memoria… Disgraziatamente non c’è altro modo di arrivare in queste zone, siamo circondati da muraglie senza porta, e sorvegliati da innumerevoli mitragliatrici. In un certo senso ci temono, nonostante la nostra incapacità. Individualmente, moriamo; ma come “razza” siamo indistruttibili perché siamo inseriti per sempre nel cuore del codice genetico. Continueremo a venire a questo mondo nonostante tutti gli assassinii. Nasciamo normali, cresciamo, studiamo, lavoriamo, procreiamo e n giorno improvvisamente ci si allarga la fontanella, si s’ingrossa il labbro inferiore, ci crescono i denti e diveniamo, come dicono loro, mongoloni.

Per noi questo nome significa libertà, per i militari significa cretinismo. Non è che causiamo degli scandali né che diventiamo delle belve, no… il fatto è che cominciamo, con le migliori intenzioni a commettere delle pericolose imbranataggini. Ci cadono le granate di mano, premiamo i bottoni sbagliati, diciamo “avanza” invece di “manca”; ci cambia il senso del gusto: ci risvegliano l’appetito solo la carta sporca, i rifiuti, le carogne; la figura del Generale non ci atterrisce, smettiamo di ascoltare i suoi discorsi, caghiamo ai piedi dei televisori e bombardiamo con delle palle di fango lo schermo… all’inizio, quando eravamo fucilati, ci scappava da ridere e quando ci facevano scendere come minatori nella scure gallerie scoppiavamo insieme alla dinamite, che naturalmente avevamo mal collocato, causando danni catastrofici. Adoravamo i perentori, i sermoni, i rimproveri e obbedivamo con grandi sorrisi… per poi causare inondazioni, cortocircuiti, incendi, incidenti tremendi… il paese andava a rotoli, stavamo provocando un caos economico. Per fortuna qualcuno scoprì che come spazzini eravamo geniali: adoravamo le immondizie; essendo il nostro gioco e il nostro alimento le conoscevamo e le amavamo; quando vi rotolavamo dentro perdevamo la nozione del tempo… ci rinchiusero dentro delle muraglie costruite ad anello intorno alla città , e ci insegnarono a produrre petrolio dalla spazzatura, una gelatina scura che fa andare le macchine di tutto i paese. Il nostro ghetto è utili alla patria! Ma nono sorprendetevi se vi parlo con tanta coerenza: non sono un vero mongolone ma un mongolone convertito. Dichiararsi malato di mente ha degli enormi vantaggi…

 

 
 
 
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