Creato da Pitagora_Stonato il 12/07/2010

EREMO MISANTROPO

se non avete nulla da aggiungere astenetevi. Grazie

 

 

Il comando č un'attitudine

Post n°968 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 
Tag: chef

 

 

Ieri vagavo per i corridoi...

 

Il Capo : Ha perso al strada?

IO:  Sembrerebbe

Il Capo : Dove deve andare?

IO: sto cercando il corso XWXWXW

Il Capo : MI SEGUA

 

e parte, spedito, veloce!

 

E io dietro, un po' correndo per stare al passo, scale, corridoio, gira a destra, corridoio, gira a destra, mi sento di nuovo studente, scale, atrio.

 

Mi rendo conto che non ho neanche potuto rispondere, per la sua risolutezza potrei seguirlo ovunque, anche senza una destinazione.

 

Si capisce che comanda perché ce l'ha lungo.

 

 

 

 

 

 
 
 

Non so se rasserenarmi...

Post n°967 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato

 

 

 

Non si preccupi

-dice il professore -

visto il livello medio della classe,

suo figlio non avrà problemi

 
 
 

COME VA, LOPEZ

Post n°966 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 

 

Un signore incontra un amico e lo saluta, gli stringe mano e fa un leggero cenno con il capo.

E così che crede di averlo salutato, ma il saluto è già stato inventato e il signore educato non fa che calzare saluto.

Piove. Un signore si rifugia sotto un portone. Quasi mai i signori come lui sanno che in fin dei conti sono scivolati su un toboga prefabbricato dalla prima goccia di  pioggia al primo portone. Un umido toboga di foglie fradice.

E i gesti dell'amore, questo dolce museo, questa galleria di figure di fumo. Si consoli la tua vanità: la mano di Antonio cercò quel che cerca la tua mano, e né la sua né la tua cercavano qualcosa che non sia già stato trovato fin dall'eternità. Ma le cose invisibili hanno bisogno di incarnarsi, le idee cadono a terra come colombe morte.

Ciò che è veramente nuovo fa paura o meraviglia. Queste due sensazioni ugualmente vicine alla bocca dello stomaco accompagnano sempre la presenza di Prometeo; quel che resta è la comodità, quel che riesce sempre più o meno bene; i verbi attivi contengono il repertorio completo.

Amleto non dubita: cerca la soluzione autentica e non il portone di casa o le vie già percorse – nonostante tutte le scorciatoie e i crocicchi che offrono. Vuole la tangente che incrina il mistero, la quinta foglia del trifoglio. Fra il  sì e il no, quale infinita rosa dei venti. I principi di Danimarca, falchi che scelgono la morte per fame piuttosto 1e cibarsi di carne morta.

Quando le scarpe stringono, buon segno. C'è qualcosa che cambia, qualcosa che ci mostra, che sordamente ci pone, ci imposta. Per questo i mostri sono tanto popolari e i giornali vanno in estasi per un vitello bicefalo. Quale opportunità, quale abbozzo di gran salto verso l'altro!

Guarda chi si vede.

— Come va, López?

— Come va, carissimo?

È così che credono di essersi salutati.

 

da "Storie di cronopios e di famas" Cortàzar

 
 
 

Il linguaggio segreto dei fedeli d'amore

Post n°965 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 

Cadono gli occhi
delle stelle nel cielo
si rintanano gli uccelli
vomitando nel volo
petrolio.
Donna mia
tu sei l'unica idea
dentro questa follia
nella notte che scompare
il capriolo.
qui le parole d'amore
sono luoghi lontani
le pistole puntate
sono sempre meno giochi di bambini.
Cambiano stagioni
stan cadendo
gli aquiloni
sopra un mare
di cartone grigio
quasi come fosse
un cimitero.
Puzzano le strade
che portavano
ad oriente
di seguirle o
di cambiarle te lo
giuro non m'importa
proprio niente.
Ho una canzone d'amore che
non esce dal cuore
l'ho venduta troppe volte
quando tutte le emozioni erano alte.
Che importa
ricostruire mondi
che non ci sono più
e poi capire
che me ne frega più.
I don't mind if the world's gonna stop
I don't care if this song is flop
Bob, you know,
all I want is to kill Cip and Ciop.
Albero, eri verde
la canzone mi si perde
in una stanza senza
libri e senza tende
dove gli anni te li conti.
Bevi per sognare
per non farti più capire
per non farti perdonare
per non metterti la sera abiti pronti.
Ho una canzone d'amore
che è scappata dal cuore
l'ho venduta due volte
ad altrettante distinte signore.
Morire
per farvi bello il mondo
non se ne parla più
le idee
suicidi ad assassini
non le contate più.
I don't mind if the world's gonna stop
I don't care if this song is flop
Bob, you know,
all I want is to kill Cip and Ciop


roberto vecchioni
 
 
 

Cara Amica,

Post n°964 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato

ho riflettuto a lungo se fosse il caso di scriverti o no, poi sabato ho fatto una gran fatica a prendere sonno, pensavo a te e allora nonostante penso sia un errore ho deciso di sbagliare.

Sai c'è una canzone che dice : "chissà se in cielo passo gli Who" e io da qualche giorno mi chiedo : "chissà se in cielo suonano Chopin".

E adesso... adesso pare che non mi venga nulla da scrivere, ma mi sforzerò e ti dirò che:

quando se ne vanno le persone cui vuoi bene, per quanto il tempo sia giusto, naturale, logico, si soffre comunque.

mi diceva M. che da tempo ormai combattevi per strappare ore, giorni, settimane, come un soldato di frontiera... sempre bella, te lo dicevo ogni volta che ti incontravo :

"ma sei sempre bella, ma come fai?"

e tu ringraziavi e sorridevi, magari non mi ci credevi neppure, però è così, bella come sono belle le persone che hanno quella luce forte dentro e che preme per esplodere fuori, luciferina, nel senso letterale della parola.

Come sei finita tu in mezzo a noi? Tu non comune mortale. C'è sempre stato quello scalino e tu stavi lì sul sopra e noi sotto ad godere della fortuna di avere a che fare con una donna così eccezionale.

Mi ricordo la penultima volta che ci siamo viste, a casa tua. Parlammo dello scomparso A. e parlando, parlando ci siamo trovate ad asciugarci gli occhi dalle lacrime, a guardarci e a scoppiare a ridere di me, di te, di noi.

Le lacrimose che si incontrano per chiacchierare e finiscono a piangere.

Non so se siste un cielo, un paradiso e un aldilà, farò finta di crederci e penso che ora tu starai con il tuo caro E., uomo d'"altri tempi", se ha ancora un senso questa affermazione.

Non te l'ho mai raccontato, quel giorno che mancò E. ero passata da te, quando vidi il manifesto scappai spaventata, ero molto giovane ed era la prima volta che avevo a che fare con la scomparsa di qualcuno, ora, alla soglia dei quaranta, non li conto neanche più e neanche ci provo, per timore di far torto a qualcuno, dimenticandolo.

Quanto tempo è passato, ed è giusto e doveroso che siate di nuovo insieme.

Poi incontrerai G., mi ricordo di quella bella giornata in montagna, delle curve, della chiacchierata, di tutto quel vino, dei suoi quadri e dai quadri di G. mi arriva il ricordo del tuo salotto, con anche le sue opere, la tua foto da giovane in montagna con gli sci, quella dove eri bella come una diva del cinema, in abito da sera, i tuoi tanti libri...

Hai avuto una vita ricca, dolorosa e difficile. Mi dicevi :

"Vedi sono così vecchia e ancora non ho smesso di arrabbiarmi"

sciocchezze, tutto ti è perdonato per quello che hai dato a me e a tanti altri come me, sottraendolo forse ad altri? Forse sì, tanta era la tua voglia di autonomia. Hai scelto noi e ti ringrazio.

Giovedì mattina c'era A. c'era L. , il buddista, pure lui con gli occhi lucidi. C'era K, non la vedevo dalle medie e non sapevo che vi conosceste, ci siamo abbracciate, "che donna" ha detto, nessuno lo può negare, non è entrata per la funzione : " non ce la faccio".

All'ultimo è stato rintracciato En, il tuo allievo diletto. Non suona più, neanche lui, e il motivo è sempre quello:

"non ho più l'animo", lo capisco.

Mi torna in mente di quando  ci incontravamo in gruppo e lui suonava, io lo seguivo sullo spartito, attenta a girare la pagina al momento giusto, era entusiasmante seguire quelle dita ed arrivare insieme a fondo pagina, c'era dell'erotico, non in senso sessuale, ma tu comprendi quello che intendo e non ho bisogno di spiegare oltre.

C'era F., è rimasto solo sulla panchina F., ora ti faccio ridere: Tu, F e A, la panchina degli "austroungarici", era sereno F., menomale, sono contenta.

Non sono venuta a vederti un'ultima volta, mi hanno detto " sicura che ti faccia bene?", ho dato ragione, non amo quell'ultimo sguardo e lo riservo solo per i familiari, più per senso del dovere e del decoro che per mio desiderio, però quando, mentre aspettavo il carro, ho sentito alcune signore descriverti... un po' mi sono pentita.

"... aveva un abito di seta rosso, con i guanti a mezza manica e la stola nera..."

Perfetta! vestita da sera per andare a sentire suonare Chopin.

Allieva tua per sempre, "Aurora" come avevi deciso di chiamarmi tu.

 

 
 
 

La Maestra, la Mentore, anima grande, anima bella...

Post n°963 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 
Tag: Chopin

 

 

 

 
 
 

generazione bho

Post n°962 pubblicato il 23 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 

 

 

l'Italia è a forma di stivale, per questo prendiamo
calci in culo dalla sera al mattino
ma in fondo se ci pensi ci è andata pure bene
pensa se era a forma di preservativo

 
 
 

io sono per spegnerlo e talvolta lasciarlo del tutto a casa

Post n°961 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 

 

 
 
 

Aneddoto: (sottotitolo : forse sono io a essere fuori posto?)

Post n°960 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato

 

Qualche giorno fa ero in coda alla cassa del supermercato e sento una Signora rivolgersi ad alta voce ad un Signore:

 

" Nonno! Che fa? Li lascia a me i punti?" (trattasi di raccolta punti per bicchieri, piatti...)

 

Già ho trovato fuori luogo e poco di classe la frase detta ad alta voce ma... ma alzo gli occhi dal mio carrello per individuare i protagonisti

 

Lui, il "nonno", un Signore di poco più di settantanni... ma Lei?

 

Lei, pur pettinata, occhialidasoleggiata leopardati, tinta e appariscente... se non stava per dirupare oltre la metà dei sessanta almeno era proprio sul limite.

 

Io ho provato disagio, prima per il "nonno", ma poi più per la giovanetta.

 

 
 
 

... quando si dice che il Web č grande...

Post n°959 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da Pitagora_Stonato
 

 

 

 

ma... ancora tu?

 
 
 
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