UDINE 2018-2023

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progetto UDINE 2018

Post n°158 pubblicato il 07 Aprile 2017 da abc57

DOPO IL PROGETTO FVG,   PROGETTO UDINE 2018.

UDINE UNA CITTA' DA AMARE ANCHE  LAVORANDO PER UNA NUOVA AMMINISTRAZIONE COMUNALE ED UN NUOVO SINDACO.

 

 
 
 

ALLEANZA PER UDINE 2013/2018

Post n°149 pubblicato il 13 Novembre 2012 da abc57
Foto di abc57

ALLEANZA PER UDINE   2013/2018

Dal giugno scorso,  ma forse anche prima, si sono susseguiti incontri
contatti fra persone e gruppi portatori di interessi e di idee anche diverse, e verso
il finire dell'estate alcuni amici assieme a me hanno deciso che Udine, meriti il
nostro impegno, Udine merita una strategia di sviluppo, ordine e sicurezza, che
la porti fuori dall'isolamento attuale,  nuovamente riferimento  e volano per
un'area vasta che comprenda almeno  la prima cintura di comuni che la 
cingono affettuosamente e riferimento per il Friuli tutto.
Udine Capitale di un Friuli  ancora  vivo, operoso, onesto, oggi  sotto la
pressione della crisi  economica, e vittima di strategie mancate.

Quando, in alcune tavolate, e fra amici,  è emersa l'idea che Honsell non è
assolutamente la migliore risposta alle esigenze della Città, della Udine
Economica, dell'Associazionismo indipendente, della Gente,     e  non è un
buon amministratore nei fatti,  allora  si è concretizzata       l'Associazione
"Alleanza per Udine 2013/2018",      che cosi' oggi definisco per 
brevità,    ma che è la continuazione di un progetto "convergenza" fin troppo presto
abbandonato e rinnegato dai nuovi amministratori, e  che va detto vogliamo
riprendere in parte  e  anche con il contributo di diverse sensibilità
riproporre.

Oggi posso annunciare , che la nostra proposta civica, parte dalla visione
di una Citta ancora viva e dinamica e che non si piega e non si rassegna,  un
progetto che cerca  il consenso  nella maggioranza  degli elettori oggi
insoddisfatti e delusi,  quella che honsell non vuole  anzi non puo
rappresentare "per la sua particolare ideologica visione delle cose" 

In quattro e piu' anni di gestione Honsell, il Comune è enormemente
indebitato, "e non solo per i tagli", è stata sbagliata la strategia di gestione delle
Partecipate depauperando il patrimonio cittadino, ha fatto scelte su opere
rilevanti "finanziariamente" ed a oggi dei grandi flop amministrativi, ha
spesso cercato lo scontro ai vari livelli istituzionali, costringendo Udine in un
angolo,  ha  speso molto ed impegnato con le sue scelte anche il futuro,
linee che andranno prontamente riprese e riviste.

Una maggioranza politica schiacciata ed ostaggio dell'estrema sinistra, mi
fa ricordare che mai in passato, i comunisti più radicali sono entrati al
governo cittadino nei due mandati Cecotti, e da qui partiamo  e riparto, per
scrivere una pagina  condivisa di "sviluppo è legalità",  intervenendo  su un
bilancio che deve essere trasparente (oggi non lo è)  ,   riscritto per poter
liberare risorse  e generare risparmi per le nuove iniziative.
Vogliamo una spesa meno ideologica, meno interventi maniacali  su viabilità
e urbanistica, una spesa  meno vittima  dell'ambientalismo più miope, un'idea
di  citta'  da sviluppare attorno alla partecipazione e condivisione dei diversi
soggetti  Economici, e Culturali,  e che meritano
maggior attenzione  per ripartire tutti assieme, una Città su misura per chi
ci vive, lavora,  e gradevole per chi vuole visitale le sue notevoli bellezze.

Questa proposta è aperta al contributo  e partecipazione  dei tanti, che
attualmente  e con diverse sensibilità partecipano al dibattito quotidiano,
un tavolo aperto e concreto a 5 mesi dal rinnovo Amministrativo.

ALLEANZA PER UDINE 2013/2018
BASSI ENZO

 
 
 

una base per riflettere su Udine come la vorrei .

Post n°144 pubblicato il 18 Novembre 2011 da abc57

 

La Udine del futuroNuove aree di sosta blu e aumento del ticket in centro, ma anche tante rivoluzioni per la viabilità cittadina tra ’metropolitana’ di superficie e linee bus potenziate. Presentato il nuovo Piano urbano

Udine panoramica - Una panoramica di Udine
Una panoramica di Udine

Cinquantamila veicoli, sessantaduemila spostamenti in auto, 3 mila e 500 utenti che si muovono in autobus, 1.760 in treno, 350 quelli che utilizzano la tratta Udine-Cividale e 3.800 persone che sfruttano il trasporto pubblico extraurbano, per un totale di utilizzatori su tpl (trasporto pubblico locale) di 8.700 utenti.

Numeri importanti, soprattutto se si considera il fatto che, nei 18 comuni dell’area vasta, tutti questi spostamenti avvengono in una sola ora, ovvero nella fascia mattutina che va dalle 7.30 alle 8.30 o in quella serale dalle 17.15 alle 18.15. Il che, tradotto in poche parole, significa che in un normale giorno lavorativo, su 220 mila abitanti, oltre 60 mila, quasi uno su quattro, si spostano, in quell’ora, con la propria auto.

È da queste premesse, e dalle conseguenti necessità di predisporre valide alternative e soluzioni alla congestione del traffico cittadino e dell’hinterland, che parte il nuovo Piano Urbano della Mobilità (Pum) di Udine, lo strumento che serve ad affrontare complessivamente il problema delle scelte di politica dei trasporti a scala urbana e/o metropolitana, considerando tutte le questioni inerenti la mobilità e i trasporti.

Il Pum è già consultabile sul sito internet del Comune di Udine ed è stata spedita una lettera informativa a tutti i consiglieri comunali e alle associazioni. Fino al 28 novembre gli elaborati posso quindi essere visionati e scaricati dal sito e possono essere presentate osservazioni in forma scritta (da inviare a: Comune di Udine, protocollo generale – via Lionello, 1), tramite posta elettronica certificata (protocollo@pec.comune.udine.it) o anche online (compilando il form presente sul sito internet del Comune).

Il Pum nei dettagli

Il piano si presenta in 4 volumi per un totale di 434 pagine, 1.160 in allegato di dati, tabelle e grafici.
Nel primo volume sono presenti i principi generali e la visione politica al 2025, quando, come già accennato, si vorrà centrare l’obiettivo del 50% auto, 25% tpl e 25% bici/piedi.
In questa parte si trova anche la descrizione del lungo processo di analisi svolta in 18 comuni per un totale di 220 mila abitanti, considerando che la sola area dell’aster udinese (Campoformido, Pozzuolo, Tavagnacco e Udine) ammonta a 130 mila abitanti.
L’analisi dei dati di flusso, suddivisa in 178 zone di traffico, ha fatto emergere un forte squilibrio verso la mobilità privata di tutta l’area di studio del Pum.
Dalla tabella sottostante si evincono le percentuali di utilizzo di auto, tpl e piedi/bici nelle tre aree studiate

Fondamentale la realizzazione delle tangenziali Sud ed Est per una circolazione che dovrà avvenire in modo orbitale evitando l’attraversamento della città.

Opere da realizzare

Tra le opere che verranno messe in cantiere si va dalla realizzazione del raccordo via Popone-via Pozzuolo, al sottopasso monte Grappa-Zoffo, passando per il sottopasso e il collegamento via Pozzuolo, Lumignacco, Marsala, l’allargamento di via Gonars, la rotatoria viale Cadore-via della Faula, o il collegamento via Pasolini-via Cotonificio e quello via Cividina-via Molin Nuovo.

Ring cittadino

Per quanto riguarda l’area interna al ring cittadino, invece, si prevede la creazione e il potenziamento dell’asse metropolitano del trasporto pubblico da piazzale Osoppo a piazzale D’Annunzio, la realizzazione di rotatorie di completamento del primo anello (via Ciconi-via Manzoni, piazzale Cavedalis, piazzale Oberdan).

Ma sono previsti interventi anche all’esterno del ring, come la regolamentazione delle svolte a sinistra in viale Venezia per fluidificare il traffico e ridurre l’elevata incidentalità.

Parcheggi: più si sosta più si paga

Sul fronte della sosta e dei parcheggi, inoltre, per aumentare le possibilità di sosta agli abbonati e aumentare l’offerta a rotazione per i commercianti, il Pum propone di estendere la zona blu nell’area all’interno del ring. Un altro dei principali punti che si vuole realizzare riguarda le tariffe, con l’introduzione del modello Isee per differenziare il costo degli abbonamenti dei residenti (con tariffe più basse per redditi inferiori), ma anche una riclassificazione delle fasce tariffarie, passando dalle attuali 4 in struttura (0,3, 0,5, 1, 1,2 euro) e 4 a raso (0,6, 1, 1,2, 1,5 euro) a tre nuovi scaglioni per la sosta in struttura (0,6, 1,2 e 1,5 euro) e altrettanti a raso (0,6, 1,2 1,8 euro), istituendo anche, come in molte altre città italiane ed europee, la tariffazione progressiva, che aumenta, cioè, in base alle ore di permanenza.

Ciclibali

Del Pum fa anche parte il piano della ciclabilità, già presentato alla cittadinanza. Qui l’obiettivo è potenziare entro il ring le ciclabili con 5,5 km di nuove piste dedicate alle due ruote, con la creazione di 4 corridoi di attraversamento (Diacono-Poscolle, Stazione-centro, Cella-Garibaldi, Teatro-Patriarcato), pianificando già anche altri itinerari come Stazione-Ospedale-Feletto Umberto e Stazione-Università, Stazione-Molin Nuovo. Per far questo saranno potenziate le stazioni di bike sharing, passando dalle attuali 9 stazioni a un sistema con 20 punti in cui poter prendere o lasciare la bicicletta a noleggio.

Limiti velocità a 30Km/h

Non mancano i riferimenti anche ai limiti di velocità per le auto. “Udine slow town”, questo il nome del capitolo riguardante la velocità consentita entro il ring, prevede la riduzione a 30 km all’ora per tutte le auto in circolazione nelle vie residenziali della città.

Per quanto riguarda autobus, corriere e trasporto pubblico locale, invece, il Pum contiene le proposte già inviate dai Comuni del sistema urbano udinese alla Regione, che sta elaborando il nuovo bando di gara per il tpl. In particolare, la richiesta che le diverse amministrazioni comunali avevano già a suo tempo inviato a Trieste riguardano il potenziamento di 2,5 milioni di chilometri da impiegare su autobus urbani e linee di trasporto extraurbano su gomma, anche con trasporto a chiamata.

Analizzando le proposte contenute nel documento e riguardanti la sola città di Udine, inoltre, il Pum prevede numerose azioni per incentivare l’uso dell’autobus. Ad esempio, si conferma la volontà di pedonalizzare via Mercatovecchio, ma di supportare l’accessibilità del centro storico con delle navette.

Linea 1 e 3 rivoluzionate
La linea 1
, di conseguenza, verrà spostata lungo viale Ungheria e piazza Patriarcato, dunque, diventerà la porta di accesso, tramite via Manin, al cuore della città.

La linea 3
, invece, proprio per venire incontro alle richieste dei comuni dell’aster e fino a quando la Regione non finanzierà i nuovi chilometri, verrà suddivisa in due nuove linee a servizio degli importanti sviluppi urbanistici che ci sono stati negli ultimi anni verso Zugliano e verso Adegliacco.

Il che vuol dire che una linea 3 collegherà la stazione con Zugliano e l’altra unirà la stazione con Adegliacco. Attenzione anche al pendolarismo studentesco con la deviazione del traffico di gran parte delle corriere da piazzale Chiavris, viale Ungheria e via Marco Volpe verso la grande viabilità, con la creazione anche del terminal studenti in via della Faula.

Oltre il 2016
Se fino ad ora il Pum si concentra sulle soluzioni da adottare entro 5 anni, non mancano le proposte a lungo periodo. Tra queste il collegamento del trasporto pubblico locale, una volta avuto l’ok dalla Regione, con i comuni dell’hinterland tramite servizi a chiamata e tre nuove linee bus (pendolini) ad alta frequenza per collegare Campoformido, Pozzuolo e Tavagnacco alla città. Anche per quanto riguarda il trasporto su rotaia il Pum propone alcune soluzioni, come ad esempio estendere l’esperienza della Ferrovia Udine-Cividale in altre tratte verso Campoformido e verso Tricesimo sfruttando i binari già esistenti e aumentando il numero delle stazioni.

Collegamento con l'aeroporto

Per una Udine europea, si intende infine procedere con il collegamento Aeroporto di Ronchi-Ferrovia affinché, grazie al contributo della Regione, si possa attivare una navetta di collegamento con la città, passaggio fondamentale per rilanciare lo stesso aeroporto e il capoluogo friulano.

18 novembre 2011, 10.00
 
 
 

L'IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA SIA NEL SOLCO DEL VANGELO E DELLA FEDE.

Post n°142 pubblicato il 26 Settembre 2011 da abc57

IL DISCORSOBagnasco: "Atti licenziosi, purificare l'aria
Immagine del Paese danneggiata"Pur senza citarlo esplicitamente, il numero uno dei vescovi interviene sulla condotta di Berlusconi. Parla di "comportamenti contrari al pubblico costume e alla sobrietà richiesta dalla stessa Costituzione", che "ammorbano l'aria". Invoca "gesti nobili". E, sulla lotta all'evasione fiscale, dice che non è stato fatto tutto il possibile

ROMA - Frasi inequivocabili. Il presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco, parla davanti al consiglio permanente dei vescovi. E, pur senza nominarlo esplicitamente, pronuncia quelle parole forti - contro il comportamento del premier - che in tanti avevano invocato. "I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie - dice Bagnasco - sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune". "Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui", dice il numero uno dei vescovi. "Non è la prima volta - continua - che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". E ancora: "Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica". Infine l'affondo: "La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l'immagine del Paese all'esterno ne viene pericolosamente fiaccata". "Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi - conclude Bagnasco - e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale,

allora non ci sono nè vincitori nè vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto".

Un intervento attesissimo, quello del numero uno dei vescovi italiani. Fuori e dentro il mondo cattolico. Tanto che molti avevano apertamente criticato il silenzio della Chiesa 1. E d'altra parte l'intervento di Bagnasco arriva a quattro giorni dalle parole pronunciate dal Papa, durante il viaggio a Berlino. Allora Ratzinger si augurò un "rinnovamento etico" 2dell'Italia, parole lette da più parti come un riferimento diretto al premier. 

Le perplessità. Bagnasco avanza qualche dubbio sul massiccio impegno investigativo che ha riguardato il premier e su alcuni atteggiamenti della stampa. "Colpisce - dice Bagnasco - l'ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate". Ma queste perplessità non rappresentano un'attenuante per la condotta del premier. "Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi - dice il presidente della Cei - la responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano". Bagnasco mostra di essere rimasto colpito dalla critiche al silenzio della Chiesa venute anche da tanti giornali diocesani. "Da più parti, nelle ultime settimane - dice - si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti. Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?". E cita il presidente emerito della Corte costituzionale, Franco Casavola: "L'unica voce che denuncia i guasti della società della politica è quella della Chiesa cattolica".

La corruzione. Altro monito della politica arriva - con un implicito riferimento alle tante inchieste in corso - sul tema della corruzione. "È sull'impegno a combattere la corruzione, piovra inesausta dai tentacoli mobilissimi - dice Bagnasco - che la politica oggi è chiamata a severo esame. L'improprio sfruttamento della funzione pubblica è grave per le scelte a cascata che esso determina e per i legami che possono pesare anche a distanza di tempo. Non si capisce quale legittimazione possano avere in un consorzio democratico i comitati di affari che, non previsti dall'ordinamento, si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica con remunerazioni, in genere, tutt'altro che popolari". "La questione morale - continua - non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti, a proposito dei quali è necessario che ciascuna istituzione rispetti rigorosamente i propri ambiti di competenza e di azione, anche nell'esercizio del reciproco controllo".

Evasione fiscale e manovra. Il presidente della Cei torna, con toni indignati, sul tema dell'evasione fiscale. Tema già affrontato - nelle scorse settimane - sia dallo stesso Bagnasco 3 che da altri esponenti della Chiesa, come il cardinale di Bologna Caffarra 4. "Difficile sottrarsi all'impressione - dice il presidente della Cei - che non tutto sia stato finora messo in campo per rimuovere questo cancro sociale". Insomma, una bocciatura delle misure intraprese per far fronte al fenomeno. Giudizio negativo, tra le righe, anche sulla manovra. Parlando delle conseguenze della crisi economica, il cardinale denuncia: "Colpisce la riluttanza a riconoscere l'esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede".

Bagnasco parla anche delle tante critiche mosse alla Chiesa per i privilegi fiscali degli enti religiosi, che si è tradotta tra l'altro in una mobilitazione in rete 5. E si difende appellandosi alle "leggi" e "all'intelligenza degli uomini". Dice Bagnasco: "Quanto alla discussione, non sempre garbata e informata, che c'è stata negli ultimi tempi circa le risorse della Chiesa, facciamo solo notare che per noi, sacerdoti e viscovi, e per la nostra sussistenza, basta in realtà poco. Così come per la gestione degli enti dipendenti dalle diocesi. Se abusi si dovessero accertare, siano perseguiti secondo giustizia, in linea con le norme vigenti. Per il resto, ci affidiamo all'intelligenza e all'onestà degli uomini". 

Fine vita. Infine, il pressing della Chiesa sul testamento biologico. "Esprimiamo l'auspicio - dice Bagnasco - che la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento possa giungere quanto prima in porto: dopo l'approvazione della Camera dei Deputati, essa attende il secondo passaggio al Senato". Un provvedimento che invece ha fatto insorgere il mondo laico 6.

(26 settembre 2011) © Riproduzione riservata

 
 
 

PRGC UDINE. PARCO VIA TRE NOVEMBRE - SANT OSVALDO

Post n°141 pubblicato il 13 Settembre 2011 da abc57
Foto di abc57

SALVIAMO IL PARCO  ATTESO DA ANNI

 

NEL NUOVO PRGC  HONSELL LA TRASFORMA IN AREA EDIFICABILE......

IMPEDIAMOLO !!!!

 
 
 

PER NON DIMENTICARE UN DIRITTO. LEGGE 482

Post n°140 pubblicato il 12 Settembre 2011 da abc57
Foto di abc57

Prime ti ignorin, dopo ti ridin, dopo ti combatin. Dopo tu tu vincis! (*)

"PARTENDO DA QUESTO SPUNTO, RIPRENDO ALCUNI CONCETTI ESPRESSI DA AMICI CHE COME ME HANNO A CUORE LA NOSTRA STORIA (PASSATA PRESENTE FUTURA) E QUESTO PASSA PER UNA LINGUA VIVA."

BASSI ENZO

  Non volevo scrivere. Un proverbio friulano dice che “è inutile tentare di insegnare a un asino: si perde tempo e si infastidisce l’animale”.


Ma mi è tornata sott’occhio una frase di una persona speciale, che non parlava inutilmente.
"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." Diceva Gandhi.
Ebbene, se avesse avuto la possibilità di vivere fino ad oggi, penso che ci avrebbe fatto presente che siamo vicini alla vittoria!


Infatti si è scatenato un attacco frontale, vergognoso contro la lingua friulana, che ritengo sia lo specchio di un popolo e per questo l’attacco arriva dritto al Friuli e ai Friulani.
Non solo ci sono certi politici che si perdono a criticare iniziative che invece nel resto d’Europa sono prese come modello (vedi il Grant dizionari bilengâl talian furlan, trad. Grande dizionario bilingue italiano friulano - ndr, che l’università di Stoccolma utilizzerà come impianto informatico per un vocabolario italiano svedese). Un intervento che è stato finanziato con fondi destinati alla politica linguistica (sul Messaggero Veneto del 04.09.2009, Sergio Cecotti, già presidente della Regione, dichiara «anche prendendo l’anno di massimo finanziamento, stiamo parlando di meno del 0,0003% del Pil. I politicanti che impiegano quote significative del loro tempo a prendersela con un presunto spreco dell’ordine del decimo di millesimo di punto percentuale vanno classificati nella categoria dei buffoni»).

FINO A QUANDO UN SOLO FRIULANO RISIEDERA' IN FRIULI, SARA LOTTA.

 

 

 
 
 

DONARE IL SANGUE ....FALLO ANCHE TU.

Post n°138 pubblicato il 29 Luglio 2011 da abc57
Foto di abc57

MASSIMA PUBBLICITÀ

 
 
 

UN AMICO DI UDINE, DEL FRIULI DELLA MUSICA, UN PREMIO MERITATO GRAZIE.

Post n°137 pubblicato il 27 Maggio 2011 da abc57
Foto di abc57

 

Ventaglio d’argento,  premia Barchi

Alfredo Barchi ha ottenuto il premio del Ventaglio d'argento, che annualmente è assegnato dal Ventaglio delle Muse.

UDINE. Di Alfredo Barchi colpisce «l’aria scanzonata, lo sguardo vivace, la parlata svelta che, con ironia, scandaglia il mondo attorno e ne sottolinea i tratti salienti. Non c’è con lui mai una parola di troppo né un silenzio pesante, non si ha mai l’impressione che il tempo scorra troppo lento, ma anzi, si ha la netta sensazione che su tutto prevalga la capacità di ascoltare».

È stato dunque piú che sentito il riconoscimento al maestro d’orchestra, assegnato ieri pomeriggio da Anna Maria Pittana, all’interno della premiazione annuale del Ventaglio d’argento, a palazzo Torriani, occasione in cui si premia una personalità fra i friulani che si è particolarmente distinta nel panorama delle proposte culturali. E non poteva esserci contesto migliore, appunto, del Ventaglio d’argento, con il quale la tenace e preziosa Anna Maria Pittana, che da anni combatte con fatica per organizzare questo evento.

«Alfredo Barchi non è propriamente friulano – ha specificato la presidentessa del centro culturale Ventaglio delle Muse –, ma lo è diventato grazie ai vent’anni di onorata “militanza” qui in Friuli. La sua presenza lo vede interprete di grandi eventi in cui tutti sono protagonisti: dall’orchestra al pubblico, dove mediatrice di pace e serenità è la bella musica». «Negli eventi che organizza – ha concluso la presidentessa del premio – si vede il suo desiderio di appartenenza a questa terra, di cui Alfredo con la sua passione e dedizione culturale e artistica, contribuisce a diffondere un’immagine di qualità e successo».

A tributare l’omaggio al maestro Barchi una sala piena dei suoi amici storici, ma anche di tanti appassionati delle belle note o amanti dell’arte in genere, fra i quali Sandra e Paolo Amodio, l’attore Omero Antonutti, Beniamino Prior. Tra gli estimatori che hanno iscritto il loro nome nel libretto celebrativo del Ventaglio d’argento, anche il comico Paolo Villaggio, amico di lunga data del musicista.

 
 
 

nuovo polo - comitato udine api

Post n°136 pubblicato il 25 Maggio 2011 da abc57

SICUREZZA: UDINE; API, COMUNE INTERVENGA
 
   (ANSA) - UDINE, 23 MAG - Per Alleanza per l'Italia (Api) ''il
tentato rapimento a Udine di una bambina di tre anni, con
contestuale aggressione alla nonna, accende l'attenzione su una
situazione da tempo insostenibile e ora anche drammaticamente
pericolosa e non puo' essere banalizzato da chi ha la massima
responsabilita' del funzionamento della citta' e della sicurezza
dei suoi abitanti''.
   Alleanza per l' Italia ha chiesto che l' amministrazione
comunale di Udine intervenga con decisione per porre fine a una
situazione nei parchi e nelle aree verdi cittadine da tempo
sotto gli occhi di tutti. ''Il sindaco di Udine dovrebbe sapere
quello che chi per dovere di genitore vede spesso: le aree
dedicate ai bambini sono frequentate anche da persone che vi
bivaccano tutto il giorno bevendo e fumando. Non parliamo poi
dell' ordinanza sindacale in vigore da molti anni sul
comportamento nelle aree verdi tuttora in vigore e che
praticamente nessuno rispetta e fa rispettare.  Visto quanto
accaduto - sostiene l'Api - proponiamo venga immediatamente
attuato un piano di vigilanza di tutte le forze dell' ordine,
vigili urbani in testa naturalmente, sia in divisa che in
borghese in tutti i parchi-gioco per bambini della citta' e un
serio programma di manutenzione e pulizia degli stessi''.
(ANSA).
 
     GRT/SM

 
 
 

NO ELETTRODOTTO UDINE-REDIPUGLIA

Post n°135 pubblicato il 10 Maggio 2011 da abc57
Foto di abc57

 

 

 

No all’elettrodotto,

mozione bipartisan

L’Udc, la Lega e il Pd si rivolgono a Tondo: chieda il progetto interrato. Terna dice no: su quel tratto la soluzione è impossibile

UDINE. La richiesta di affidare a un soggetto terzo, nella fattispecie l’Università di Padova, un approfondimento del progetto dell’elettrodotto Redipuglia – Udine ovest, era una cosa già nota. Ma questa volta la richiesta è trasversale, fatta dal centro – destra e dal centro – sinistra: Udc, Lega Nord e Pd, chiedono, attraverso una mozione diretta a Tondo e alla sua Giunta, una risposta definitiva sul progetto per la realizzazione dell’elettrodotto aereo da 380mila volt. L’ultimo attacco della politica alla rete che, assicura Terna spa, gestore della rete elettrica nazionale, garantirà l’autosufficienza energetica alla regione, arriva in un momento in cui si iniziano a tirare le somme, a livello di iter burocratico.

E così ritornano in campo l’Udc, con i consiglieri regionali, Alessandro Tesolat e Giorgio Venier Romano, la Lega Nord con Ugo De Mattia e Federico Razzini, ma anche l’opposizione, ossia il Pd con Mauro Travanut e Giorgio Brandolin. Alla presenza di alcuni sindaci dei territori interessati (Basiliano, Lestizza, Mortegliano, Pozzuolo, Pavia di Udine, San Vito al Torre), del segretario udinese del Carroccio, Matteo Piasente e del comitato per la vita del Friuli rurale, i consiglieri hanno presentato ieri, nel palazzo della Regione di via Sabbadini, una mozione che impegni il governo regionale ad approfondire l’opportunità di interrare la linea, in tutto o in parte e soprattutto di rivolgersi a un “super consulente” per rivedere il progetto.

Questa mozione, ha spiegato Tesolat, «è stata presentata a fronte di tre fatti nuovi»: il primo riguarda la recente visita a Roma di una delegazione di sindaci che ha incontrato il direttore del ministero dell’Ambiente per sapere a che punto è l’iter autorizzativo. Il secondo, la decisione della Giunta di far interrare alcune parti dell’elettrodotto Würmlach – Somplago. E infine, la richiesta affinché Tondo coinvolga Terna che «non ha mai risposto in maniera soddisfacente sulla possibilità di rivisitare il progetto». Anche secondo Travanut (Pd) «è necessario dimostrare che esistono altri elementi tecnici sui quali è importante discutere».

Dall’altra parte, Terna spa ribadisce la non percorribilità di un progetto di tipo interrato per la «fragilità strutturale della rete elettrica regionale esposta a rischio di sovraccarichi». E sottolinea l’utilizzo nuove tecnologie come tralicci mono stelo e non troncopiramidali, ossia pali che occuperebbero circa 5/6 metri quadrati di basamento, contro i 200/250 dei tradizionali piloni con base triangolare. E infine, ricorda «l’interramento di circa 13 chilometri di altre linee a tensioni inferiori» e l’abbattimento di 110 chilometri di vecchie linee che oggi attraversano 30 comuni del territorio friulano.

 
 
 

Fieste dal Friul 3 di Avril -

Post n°134 pubblicato il 28 Marzo 2011 da abc57
Foto di abc57

3 aprile 1077, nasceva lo stato patriarcale

Come ogni anno, dedico la rubrichetta storica odierna alla ricorrenza del 3 aprile, data in cui si ricorda l'istituzione dello Stato Patriarcale di Aquileia.
L’Imperatore Enrico IV, tornando da Canossa, dove gli era stata tolta la scomunica da Papa Gregorio VII, viene salvato dal suo amico Sigeardo di Beilstein, Patriarca di Aquileia, che lo aiuta a fuggire all'attacco dei nobili che lo minacciavano. Per ringraziarlo della fedeltà e dell'aiuto prestato, il 3 aprile del 1077 l'Imperatore Enrico IV firma la bolla imperiale che conferisce al Patriarca Sigeardo il potere temporale: per la prima volta l'area che comprende i territori del Friuli, Carnia, Cadore, e anche zone che oggi sono in Austria, Slovenia e Istria, è governata da una autorità locale e autonoma che ha sede in Aquileia.
Lo Stato Patriarcale deve essere ricordato anche per un altro importante organo istituzionale: il Parlamento del Friuli che riuniva rappresentanti del clero, della nobiltà e dei comuni. Non c'è una data precisa che documenti la fondazione di questa istituzione, voluta dal Patriarca anche per limitare le pressioni della nobiltà. Ma è certo che il Parlamento del Friuli nacque ben prima del 1215 (almeno 20 anni prima), quando in Inghilterra fu scritta la Magna Charta Libertatum, il documento che farebbe iniziare l'epoca della democrazia parlamentare.

 
 
 

CHI HA INCARICO PUBBLICO DEVE ESSERE ONESTO, PULITO,TRASPARENTE IN TUTTO, ALTRIMENTI VIA!

Post n°132 pubblicato il 05 Marzo 2011 da abc57

Sottotitolo:  la chiesa è entrata ufficialmente in campagna elettorale.

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28 febbraio 2011: Monsignor Negri spiega alla Stampa che il problema non è quello che fa Silvio in casa sua. Ma anche aborto, divorzio e fecondazione assistita sono scelte personali, no?

"A far male alla società sono i Dico, la legislazione laicista, la moralità teorizzata e praticata da quanti ci inondano di chiacchiere sulla rilevanza pubblica di taluni comportamenti privati [...] Le incoerenze etiche di un governante non distruggono il benessere e la libertà del popolo", mentre "gli attacchi alla famiglia e alla sacralità della vita devastano la vita sociale".

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-SESTO COMANDAMENTO: non fornicare

 Cosa  proibisce il sesto comandamento?

Il sesto comandamento "non fornicare"  proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.

 Cosa  ordina il sesto comandamento?

Il sesto comandamento ordina di essere «santi nel corpo», portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

 

 

 
 
 

ALLEANZA PER IL FUTURO - UNA CONVERGENZA PER UDINE

Post n°129 pubblicato il 20 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

solo una riflessione nel rispetto di tutte le posizioni ed idee:
un po di storia: da molti anni il comune ha in un immobile in locazione migliaia di reperti , un museo, parcheggiati ed ammucchiati, pagando l'affitto di un caoannone.
da molti anni alcune migliaia di persone hanno chiesto, cittadini come noi, e sollecitato decisioni in merito, a queste sollecitazioni l'amministrazione precedente , dopo alcuni incontri e votazioni quasi unanimi ha dato l'indirzzo della Ex Caserma Vigili del Fuoco,
un voto del Consiglio Comunale del 2005 disponeva così, contraria dichiarata malisani , unica del PD, guarda caso quella che ora spinge per il cambio di destinazione con la scusa del risparmio economico, ma in relatà un capriccio.......una balla.
Sono certo che dopo il voto del Consiglio Comunale si sono ottenuti due risultati certi:
1-è stato buttato il preliminare progetto (parcheggio 400 posti, museo, uffici o scuola) in una zona strategica della Città, per circa 18/24 milioni, che vista l'importanza dell'opera almeno in parte doveva essere supportata da finanza regionale e provinciale come in parte accaduto, e si sarebbero risparmiati affitti ed altri oneri.
2-non si farà per altri anni nulla a Udine , ricordo un museo di valenza regionale a disposizione delle scuole e dei turisti,
il perchè è semplice per taluni, non ci sono soldi, litigando con chi tiene i cordoni della borsa non si ottiene nulla, ci vorrà molto rinegoziare la copertura finanziaria e per l'incarico e la progettazione nuova..........bandi e gare stc.
forse meglio così, ma far polica così son capaci in molti, parlo di Reitani e Malisani, Honsell, Croattini...senza una visione strategica almeno di 10 anni è solo ordinaria amministrazione,
Udine merita molto di più un progetto da grande Centro regionale , quasi un Capoluogo di regione , quale forse un giorno diverrà.
mandi

 
 
 

MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE . NON PERDERE TEMPO, ENNESIMO IMBROGLIO?

Post n°128 pubblicato il 19 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

MALISANI, REITANI, CROATTINI    SPROVVEDUTI  MA NOOO,  SOLO IGNORANTI ED IMBROGLIONI  IL MUSEO COSÌ CON LA DECISIONE DI IERI SERA IN CONSIGLIO COMUNALE A UDINE   SLITTERA' ANCORA DI ANNI.

INCAPACI O BUFFONI??  AGLI ELETTORI  LA SCELTA NEL 2013

Sollecito questa maggioranza a non perdere ancora tempo, il Museo alla Cadorna
è stato deciso da anni  (e qui chiedo supporto a Martines e Maio che erano
presenti come tanti altri  nella passata legislatura)
unici contrarissimi Malisani e Gallerini che avevano altre visioni
strategiche e non condivise da nessuno, allora.
maggioranza a non perdere ancora tempo, il Museo alla
Cadorna
è stato deciso da anni  (e qui chiedo supporto a Martines e Maio che erano
presenti come tanti altri  nella passata legislatura)
unici contrarissimi Malisani e Gallerini che avevano altre visioni
strategiche e non condivise da nessuno, allora.
La precedente maggioranza si è gia assunta la responsabilità per non
perdere altro tempo, e da quella decisione arrivarono i primi soldi dalla Regione.
In questi giorni , ma gia da due anni Honsell ed i suoi stanno rimettendo
tutto in discussione, sostanzialmente perdendo tempo e dando l'occasione
alla Regione di non impegnarsi finanziariamente, se non fosse così oggi forse
saremmo più avanti, e si darebbero risposte concrete a coloro (molti) che
hanno firmato petizioni e solleciti.
Chiedo, a chi ha memoria  di ricordare e far valere le decisioni gia prese
e di non rincorrere la solita  "Signora"  in questo che è solo  uno stupido 
capriccioe non perdere altro tempo cambiando ancora progetti.
L'ex frigo era stato acquisito per una ristrutturazione concertata ed
utilizzando un finanziamento unico in regione per i 150 anni della bandiera,
ma non si è dato corso , si è perso tempo.

La destinazione ideale è l'ex Caserma dei Vigili del Fuoco, la spesa
ipotizzata non riguardava solo il Museo ma una articolata ipotesi di
utilizzo del sito, compreso il parcheggio sotterraneo e uffici.
(vedere preliminari e studi di fattibilità)
Perchè ancora una volta si perde tempo, si rifanno riunioni gia fatte,
perchè le stesse persone allora favorevoli, non fanno sentire la loro voce, in
questa direzione?
Forse siamo in presenza di una maggioranza  priva di dibattito interno dove
comandano pochi ed i molti obbediscono zitti zitti?

Almeno su questo  fate chiarezza.
  bassi enzo

 
 
 

Rappresentanza territoriale - le circoscrizioni basta ben utilizzarle e con poteri decisionali.

Post n°125 pubblicato il 13 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

Dunque, alla fine, le Circoscrizioni non vengono annullate, grazie ad un accordo trasversale di coloro che riconoscono l'importanza del collegamento capillare della politica con il territorio. Spiace tuttavia notare che, a fronte di una leggera riduzione del numero di consiglieri,  l'indennità di presenza per seduta sembra sarà ridotto drasticamente. Strano che di fronte a questa riduzione, giustificata dalla voce “costi della politica”, non abbiamo  sentito altre proposte di diminuzione dell'indennità  per i  rimanenti consigli degli enti locali. La vera riforma delle circoscrizioni deve essere attuata soprattutto aumentando le deleghe ai parlamentini rionali, e aggiungendo competenze specifiche legate ai problemi e alle segnalazioni che i consiglieri circoscrizionali affrontano ogni giorno, specie per ciò che riguarda la viabilità, i trasporti e i lavori pubblici nei rioni, la messa in campo ed il sostegno delle realtà associative periferiche, le promozioni culturali nel territorio. Senza tralasciare le indicazioni in merito a tutte le voci del bilancio comunale.

Se utilizzate come e meglio di come lo sono ora, le Circoscrizioni, oltre ad essere, come detto più volte, una valida palestra politica, sono il vero strumento di ascolto delle esigenze dei cittadini, un feedback ad un costo congruo. Basta utilizzarle. Nessun altro strumento è più valido anche senza il gettone di presenza.

Sottostimare chi lavora costantemente nel territorio , equivale a chiedere di fare volontariato. E in tal caso applichiamo il criterio anche per i consigli comunali, provinciali e regionali, diminuendo proporzionalmente le indennità. Ci sarebbe una selezione diversa dei candidati, possiamo esserne certi.

 
 
 

MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE - QUANTI PASTICCI MALISANI/HONSELL/PD

Post n°124 pubblicato il 05 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

«Nell’ex Frigo di via Sabbadini sarebbe meglio realizzare un grande magazzino per la conservazione di documenti e archivi. E’ un edificio fragile, che forse potrebbe avere bisogno di lavori ben più onerosi di quelli previsti». Questa la posizione di Italia Nostra sulla destinazione d’uso dell’edificio.Dunque l’associazione che si occupa di tutela e conservazione dei beni storici e artistici un po’ in tutto il Paese entra nel dibattito sull’utilizzo del grande edificio realizzato tra il 1921 e il 1922 dal’ingegner Francesco Mauro, uno specialista del settore, e che secondo la giunta Honsell sarebbe il luogo ideale per ospitare il Museo di storia naturale.
«In merito al dilemma della collocazione dello spazio espositivo, ribadita la necessità di legare le scelte della localizzazione più idonea al piano scientifico cheMUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE, a parer mio, è già stato redatto dal Comitato e dai collaboratori del museo stesso – dice Diana Barillari, una delle responsabili udinesi di Italia Nostra –, provo a lanciare una riflessione. Il Frigorifero, quale futuro? Data la caratteristica natura “scatolare” del manufatto e le difficoltà che potrebbero presentarsi nel recupero di una struttura in calcestruzzo armato, una destinazione d’uso idonea potrebbe essere quella di grande magazzino per la conservazione di documenti e archivi. Chilometri di scaffali che potrebbero trovare degna accoglienza tra le mura dell’ex Frigorifero, senza richiedere interventi complessi onde adattarlo alle necessità di un museo o di un centro culturale. Quindi l’ex Frigorifero potrebbe diventare il prezioso custode delle memorie cittadine e friulane, ospitando carte e materiali che raccontano molto di noi e della nostra storia».

Secondo Barillari, l’ex Frigo presenterebbe anche delle incognite riguardo il restauro. «Le costruzioni in calcestruzzo armato come quella di via Sabbadini – spiega la rappresentante di Italia Nostra – non danno garanzie di conservazione, hanno gravi problemi e durano meno della tradizionale casa in muratura. Quindi, prima di qualsiasi tipo di scelta, credo sia opportuna e indispensabile una ricognizione accurata sull’effettivo stato di salute della struttura. Il rischio, infatti, è che un domani dovremo fare i conti con un edificio ben più fragile di quanto possiamo immaginare oggi. E se i costi dovessero lievitare? Qui sono in ballo milioni e milioni di euro. Per quanto riguarda il museo, ritengo che prima debba essere presentato il progetto espositivo, poi viene il contenitore. Storia naturale potrebbe essere una carta ottima per il rilancio turistico della città, bisogna utilizzarla bene. Se si sbaglia, invece, si fanno solo disastri».

 

 
 
 

LA LEGA NORD CON IL FIATONE, L'ATTESA FEDERALISTA LOGORA DAL 1994 SOLO PAROLE.

Post n°123 pubblicato il 05 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

Agli occhi di Berlusconi è un successo, a quelli di Bossi un moderato passo avanti, a quelli della base padana una iattura infinita.

l pareggio, e  la sostanziale bocciatura, del federalismo fiscale dei comuni in Bicamerale ha fatto andare su tutte le furie i militanti del Carroccio. E non è bastato neanche il Consiglio dei Ministri straordinario convocato da Berlusconi per scavalcare lo stop del Parlamento per calmarli.

«Bossi sta diventando più bugiardo per Berlusconi – scrive Fabio su www.padania.org –. Se non passa il federalismo si va subito al voto.

Rivendicano quel voto che fino a qualche giorno fa Bossi minacciava, spada di Alberto da Giussano in una mano e sigaro in un'altra. «Che figuraccia, tanti bla bla bla, - scrive Umberto, sempre tra i commenti della Padania on line – noi non abbiamo paura del voto, l'unica soluzione è il voto, ma siccome il voto a Berlusconi faceva paura gli abbiamo parato il culo.

 
 
 

Friuli Futuro - anche con l'applicazione della legge 482.

Post n°122 pubblicato il 05 Febbraio 2011 da abc57
Foto di abc57

UDINE. L’insegnamento del friulano nelle scuole della regione al via. Saranno così finanziati i corsi che riguardano oltre 68 mila studenti ai quali vanno aggiunti altri 9mila delle scuole paritarie. L’assessore all’istruzione, Roberto Molinaro, ha comunicato ieri alla giunta i contenuti della bozza del regolamento della legge regionale (la 29 del 18 dicembre 2007) su tutela, valorizzazione e promozione del Friulano.

La commissione permanente ha elaborato una schema di articolato ora al vaglio degli uffici regionali che si sviluppa su tre cardini: la definizione delle linee guida, dei contenuti e delle caratteristiche del Piano applicativo di sistema per l’insegnamento della lingua Friulana; l’istituzione e la tenuta dell’elenco regionale degli insegnanti con competenze riconosciute per l’i nsegnamento della lingua friulana; i criteri e le modalità di realizzazione delle iniziative promozionali e di sostegno nel settore dell’istruzione.

L’assessorato ha calcolato quante saranno complessivamente le risorse da trasferire alle scuole dell’infanzia, alle primarie e alle secondarie di primo grado, statali e paritarie, che hanno sede nei comuni “friulanofoni”, per coprire le spese dei docenti impegnati nella attività didattica e per l’organizzazione delle iniziative, per i progetti compresi nell’offerta formativa, per l’i nsegnamento della lingua friulana agli adulti e agli immigrati.

Gli studenti iscritti alle scuole dei comuni “friulanofoni” sono 68.263: 8.403 della provincia di Gorizia, 17.045 di quella di Pordenone e 42.814 di quella di Udine. A questi vanno aggiunti circa 9.000 alunni delle scuole paritarie.

 
 
 

net spa-honsell-croattini-una bella discarica

Post n°120 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da abc57

solo questo sapevano fare sotto banco, nei fatti la net spa, per l'accordo con csr ha stralciato la localizzazione di una discarica a Udine sud.

e qui sta la beffa, l'ennesima presa in giro,  Honsell e Croattini  , hanno comunque mantenuto, con il loro silenzio assenso, l'accordo con Caveja , accordo del 2009 (documento presentato in provincia di Udine ed in possesso di alcuni Consiglieri Comunali di Udine)  che i Dirigenti Net spa hanno redatto, ed è il documento che oggi mantiene  "viva"  la richiesta in regione di una cava di ghiaja/poi discarica, domanda presentata a fine 2010 ,  e che l'Assessore Ciriani ha manifestato l'intenzione di negare il permesso.

ad oggi solo parole, l'iter è ancora attivo,  forse ci stanno tutti prendendo in giro e ci vorrebbe maggiore trasparenza  forse.

bassi enzo

 
 
 

Honsell il Sindaco della Discarica.

Post n°119 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da abc57
Foto di abc57

MERCOLEDÌ, 12 GENNAIO 2011
 
Ma Bertossi (Api) avverte: se la società approva, Honsell deve mandare a casa il cda. Volpe Pasini: il Pdl prende in giro i cittadini
 L' impianto previsto dal progetto di fusione con Net il Consiglio Comunale ha espresso il suo parere?
 
In attesa del parere sul progetto da parte di  Net (società partecipata per il 99% dal Comune), non hanno dubbi i proprietari (forti del documento redatto assieme ai dirigenti Net nel 2008) e presentato alla Regione lo scorso 27 dicembre per la costruzione di un impianto da 850 mila metri cubi in località Modoletto, tra Sant’Osvaldo e Cussignacco.
 «Stiamo verificando le ultime cose . Molto probabilmente venerdì in concomitanza con la riunione del cda della Net che, a sua volta, dovrà votare il piano industriale.
Un piano che secondo il sindaco, Furio Honsell, non parlerà di discarica anche se, al momento, pare davvero impossibile pensare che il Comune possa emendarlo in questo senso.
-A volte il Sindaco dice non verità, non a caso il capogruppo dell’Alleanza per l’Italia (Api), Alberto Bertossi, di fronte alle affermazioni di Honsell che continua a ripetere «finché sarò io sindaco la discarica di Modoletto non si farà», commenta: «O il cda di Net si allinea alla posizione del sindaco oppure, in caso contrario, il sindaco ha l’obbligo politico di sfiduciare lo stesso cda. Se venerdì non viene meno la discarica, il sindaco ha il dovere morale di mandare a casa il cda di Net».
-La polemica infuria perché nel cda Net, politicamente, sono rappresentante entrambi le coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra. Da qui il sospetto che il piano industriale non venga emendato e che la Regione, grazie al fatto che l’autorizzazione Aia equivale a una variante urbanistica, dia il via libera all’impianto anche se il piano regolatore di Udine vieta la costruzione di discariche e cave su tutto il territorio comunale, ma le ultime varianti vietano solo
Discariche private come ha voluto Honsell.
-Perché il Pdl di Cussignacco minaccia di portare in piazza la gente proprio per contrastare la realizzazione della discarica di Modoletto? «Il cda di Net ha affidato al vicepresidente Lino Vattovani, indicato dal Pdl e nominato da Honsell, la delega per la fusione con il Csr e per la realizzazione del nuovo piano industriale di sviluppo, piano che chiede la realizzazione di una nuova discarica quale elemento indispensabile visto il prossimo esaurimento delle due esistenti.
Chiedo quando i Consiglieri Comunali ne hanno discusso? quando il Presidente della prima Commissione sig. D'Este ha convocato la Net per sapere qualcosa del piano industriale?
Mancanze o ignoranza amministrativa?
Le posizioni di Volpe Pasini chiariscono molte cose anche in prospettiva futura.

 
 
 
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