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Un alltro guerriero se n'è andato

Post n°181 pubblicato il 10 Marzo 2011 da hunkapi_genova
 

Gli anni passano ed il percorso della vita si avvicina alla fine. Molti guerrieri hanno raggiunto gli antenati, personaggi primari della storia americana che hanno lasciato una eredità pesante per i giovani nativi che rischiano di perdersi nel magma di una società che tende a cancellare le nazioni originarie.

         Sarà difficile riempire anche il vuoto lasciato da Jack Forbes scomparso a 77 anni il 23 febbraio scorso presso il Sutter Davis Hospital. Un personaggio fuori dal comune capace di radicare profondamente la coscienza critica e l’analisi storica in ambito universitario: un autentico guerriero per una politica dei nativi americani. Di origini Powathan-Renapè e Delaware-Lenape (1) è stato professore emerito, scrittore, studioso ed impegnatissimo attivista politico. Nacque il 7 gennaio del 1934 a Bahia de los Alamitos in Suanga (Long Beach)in California. Crebbe in una fattoria in mezzo acro El Monte del Sur a San Gabriel Valley e in Eagle Rock, (Los Angeles, California), dove iniziò la carriera di scrittore sul giornale della scuola superiore. Nel  1953 conseguì il diploma di laurea in scienze politiche al Glendale College; alla University of Southern California, due anni dopo partecipò ad un master in cui conseguì il diploma in Filosofia, nel 1956 una laurea in storia e nel 1959 ebbe un dottorato di ricerca su storia ed antropologia.

         Una carriera da protagonista senza dimenticare le radici fino al punto di divenire all’inizio degli anni sessanta uno dei  primi partecipanti e tenace organizzatore del nascente movimento per i nativi americani. Una militanza perfettamente  coesa con il successo di ricercatore che lo portò in Gran Bretagna presso le Università di Warwick nell’ambito del Programma Fullbright ad Oxford e la Università di Essex. Ottenne anche la Cattedra Tìnbergen a Rotterdam presso la Erasmus University.

Forbes fu, inoltre, professore emerito presso la University of California dove aveva presieduto          il programma di studi Native American. Influenzò fortemente la nascita dello stesso presso le università di Berkley e del Minnesota Fondò la Deganawidah-Quetzalcoatl University, oggi relegata ad un chiusura ufficiale per varie vicissitudini burocratiche.  Conosciuta come D.Q. University ebbe lo scopo di fornire idee e metodi alternativi di educazione rivolti ai Nativi Americani.

Ha vissuto il suo ruolo pienamente , è stato autore di numerosi libri, monografie e articoli. Egli fu anche poeta e scrittore di narrativa, docente ospite in Russia, Giappone, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Italia, Francia, Canada, Belgio, Svizzera, Norvegia, Messico e altrove. Jack Forbes fu il destinatario della Prima Book Award American Columbus Foundation alla Carriera per il 1997. Egli è stato anche un Guggenheim Fellow. Premio 1999 del Circolo Writer of the Year (Prosa - Non-Fiction)

Ines Hernandez Avila (Nez Percè – Chicano), attuale detentrice della cattedra di Studi Nativi Americani presso il UC Davis Department , ha voluto ricordarlo: “Jack era un uomo con una visione magnifica, con il cuore di un poeta. Dedicò la sua vita al lavoro, con passione, brillantemente, come un vero spirito grande, con tutta la potenza delle sue parole e azioni, per trovare i popoli indigeni, riconoscendo loro, e celebrare i loro volti e nei cuori di tutti i suoi colori “.  

Riuscì con la collaborazione di altri docenti a far divenire i Native American Studies un dipartimento accademico nel 1993, appena un anno prima del suo pensionamento. Infaticabile  autore è  molto conosciuto per uno dei suoi libri più interessanti che divenne un testo primario del movimento anticivilizzazione: Columbus and other cannibals (Colombo ed altri  cannibali) con molte ristampe compresa quella del 1992 ai tempi dell’infausto cinque centenario celebrativo. Cosa intendesse quando si gettò lo si arguisce facilmente. Una storia di terrorismo, genocidio e ecocidio raccontata da un punto di vista dei nativi americani che ha ispirato  gli attivisti più influenti per decenni. Spaventosamente, la sua critica radicale del moderno stile di vita civile; è più importante oggi che mai. Identificare la coazione a consumare occidentali la terra come una malattia, Forbes scrive: “ La brutalità non conosce confini. L’avidità non conosce limiti. Perversione non conosce confini. . . . Queste caratteristiche tutte spinte verso un estremo, sempre in movimento in avanti una volta che l’infezione iniziale si regola dentro. . . Questa è la malattia del consumo di vita altre creature e possedimenti. Io lo chiamo il cannibalismo”.

Alcuni testi tra i più recenti con i loro titoli si commentano da soli: Only  Approved  Indians  (Approvato solo dagli indiani), The American Discovery of Europe (La scoperta Americana d’Europa), Red Blood (Sangue rosso),  Africans and Native Americans: The Language of Race and the Evolution of Red-Black Peoples (Africani e nativi americani: il linguaggio di razza e l’evoluzione dei popoli nero-rossi”.

La sua tenacia ha aperto la via del rinascimento americano e non sarà tanto facile cancellare il frutto del suo lavoro; nessuno potrà fare a meno della buona semina. Grazie a Jack Forbes si studia storia e cultura e non quella dei civilissimi cannibali.

Pablo - Nuvola

 

 
Rispondi al commento:
febo_company
febo_company il 02/04/11 alle 21:38 via WEB
Bel post anche questo. Concordo su tutto. Ma, riferendomi esclusivamente al titolo del libro di Jack Forbes, vorrei spezzare una freccia in favore di Colombo. Il quale fu spinto alla sua impresa più dal suo temperamento marinaresco che dalla bramosia di guadagno. Purtroppo i suoi successori (spagnoli ed inglesi), non avevano lo stesso spirito. E così, per depredarle delle terre e dell'oro, hanno distrutto intere nazioni, insieme alla loro storia ed alla loro cultura. Che poi sono la vera ricchezza dell'umanità.
 
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