Creato da grazia.pv il 02/10/2007

I miei pensieri

Dico quello che penso

 

Voleva fare la maestra

Post n°4126 pubblicato il 01 Luglio 2017 da grazia.pv
 

Le piacevano i bambini. Al pomeriggio, nel cortile di casa, si radunavano attorno ai tavolini del giardino, ognuno con un quaderno e una matita in mano, lei dettava e loro scrivevano, poi lei leggeva e correggeva e commentava e raccontava storie e faceva domande e loro seguivano e lei era contenta. Poi andavano in bicicletta a raccogliere viole nel prato vicino, ne facevano mazzetti da portare a casa e si davano appuntamento per il giorno dopo. Era una gioia. Ma gli anni passavano, i bambini diventavano ragazzi e lei non faceva più la loro maestrina, ma tentava di studiare per diventarla. Tentava, ma senza troppo entusiasmo, di concentrarsi sui libri di latino e di storia, di matematica e di filosofia. Filosofia, pedagogia, psicologia, le uniche materie che l'appassionavano, forse perchè cercava un senso a tante cose e un perchè che non trovava. Cercava l'amore, ecco cosa cercava. Cercava quello che non aveva in famiglia. L'amore un giorno arrivò, o almeno lei credeva che fosse l'amore, quello vero. Non lo era. Aristotele, Platone erano un riferimento, un'illusione. I suoi pensieri e le sue illusioni. Lei credeva che, come lei, anche gli altri avessero un'idea pura dell'amore e si lasciò andare. Finito tutto, crollato tutto: tutte le illusioni, la fiducia, la purezza. Il tempo non cancella le ferite, le rimargina, ma lascia il segno e quel segno è una cicatrice che rimane per tutta la vita. Quella ragazza che credeva nell'amore, adesso è una donna che ha vissuto troppo, che ha sofferto troppo e che ha sbagliato troppo. E non ha più voglia di vivere, ma sopravvive.

 
 
 

Sono perplessa

Post n°4125 pubblicato il 30 Giugno 2017 da grazia.pv
 

Oggi sarà staccata la spina a Charlie, quel bambino, al quale medici avevano diagnosticato una grave malattia, incurabile, inguaribile, che gli provoca tante sofferenze e che può solo progredire. I genitori avrebbero voluto curarlo, magari portandolo negli USA, per provare una cura sperimentale, ma niente da fare, il piccolo dovrà morire, lasciando i suoi genitori nella più grande disperazione. Ma io mi chiedo: chi può decidere di lasciar morire un bambino o di tentare il tutto per tutto per farlo vivere, pur avendo una malattia inguaribile, ma non incurabile? Chi, se non i genitori, possono decidere? Un adulto può lasciarsi morire, rifiutando le cure, ma un bambino? Chi decide per lui? Oggi lascerà per sempre questo mondo e le sue sofferenze avranno fine, ma non finiranno per i suoi genitori, no, per loro rimarrà un dolore insanabile, inguaribile e incurabile. Addio piccolo. 

 

 
 
 

Orgoglio?

Post n°4124 pubblicato il 28 Giugno 2017 da grazia.pv

Quando ci si ostina a voler comprendere qualcuno che non vuole capire, che cosa significa? Possibile che tocchi sempre ad una parte sola, mentre l'altra pensa solo ai propri bisogni e non si curi di quelli dell'altra persona? Possibile che la moglie (l'infermiera) non possa avere giorni no, stare male, aver bisogno di un sostegno, anche solo morale, ma che si faccia in quattro per sostenere l'altro? Perchè? E se la suddetta lo lasciasse cuocere nel suo brodo, non lo aiutasse più e pensasse di più a sè stessa? In quel caso passerebbe per una persona cattiva, certo, se non peggio.

 

 
 
 

Il coraggio

Post n°4123 pubblicato il 20 Giugno 2017 da grazia.pv
 

Ci vuole più coraggio a togliere la vita a qualcuno o a togliersi la vita? Me lo chiedo ogni volta che sento certe notizie raccapriccianti, come quella di oggi di quel ragazzo che, alla vigilia del processo a suo carico, per aver provocato la morte di Luca Varani, si è tolto la vita; non so se provare pietà anche per lui, ma la vita è vita per tutti, per la vittima e per il suo carnefice. Infatti la mamma del povero Luca è scoppiata a piangere, niente potrà più ridarle suo figlio e non credo che abbia voluto questa fine per il suo carnefice. Resta il fatto che, chi ha il coraggio di togliersi la vita, abbia fondamentalmente una grande fragilità, ma chi toglie la vita a qualcun altro, lo faccia perchè in preda di alcool o droghe, o sia folle di suo. Certo che ogni giorno sentiamo notizie di questo tipo; tutti alcolizzati, drogati o folli?

 
 
 

Capelli al vento

Post n°4122 pubblicato il 14 Giugno 2017 da grazia.pv

L'unica cosa che apprezzo dell'estate è la possibilità di asciugare i capelli sul balcone, per il resto non sopporto il caldo e il sole. E pensare che una volta mi mettevo con un asciugamano e mi crogiolavo come una lucertola. Se lo faccio adesso, come minimo mi sento male. Buona estate a tutti! 

 
 
 
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