Creato da kuzco75 il 13/02/2010

Kuzcotopia

Con questo blog vorrei condividere, con chi lo riterrà interessante, tutto ciò che questo straordinario popolo può insegnarci...e la mia gratitudine và all'amore della mia vita originaria di quel meraviglioso posto chiamato Perù.

 

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IL GINSENG PERUVIANO

Post n°23 pubblicato il 28 Dicembre 2010 da kuzco75
 

MACA

 

Il maca ( Lepidium Meyenii ) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Brassicacee che cresce spontanea in Bolivia e Perù ad un'altitudine che va dai 3.000 ai 5.000 metri. Il maca, conosciuto anche col nome di ginseng peruviano, è l'unico vegetale commestibile che resiste a condizioni estreme; cresce infatti sotto la calotta glaciale delle ande con venti gelidi molto forti, temperature sotto lo zero ed una forte esposizione alla luce solare.

La pianta del maca non ha grandi dimensioni, presenta piccoli fiori di color grigio e cresce spontanea in terreni molto poveri ed a carattere roccioso; la parte destinata al consumo umano è rappresentata dalla radice. In tempi antichi il maca, o ginseng peruviano, era coltivato dalle popolazioni delle Ande per le sue proprietà nutritive ed energetiche, questa la sua composizione: acqua, proteine, ceneri, fibra alimentare e grassi. Questi invece i minerali presenti nella radice di maca: ferro, fosforo, calcio, zinco, potassio, sodio, iodio, cobalto e manganese.

maca

Discreta la presenza di vitamine, in particolare troviamo: vitamina A, B1, B2, B12, C, D ed E. Per quanto riguarda gli aminoacidi essenziali citiamo: lisina, valina, leucina, fenilalalina, tronina, metinina e isoleucina.

Proprietà curative e benefici del maca

Grazie alle sue proprietà energetiche il maca si è rivelato essere un alimento particolarmente utile in caso di problemi di stanchezza cronica e depressione; inoltre rappresenta un valido aiuto anche per chi svolge attività che richiedono un'attività intellettuale molto impegnativa, come ad esempio studenti e scienziati.

maca

Sebbene il maca non contenga sostanze eccitanti come può essere la caffeina, è comunque in possesso di proprietà in grado di apportare benefici al sistema nervoso incrementando la capacità di concentrazione e la memoria. Grazie alla presenza di vitamine con proprietà antiossidanti ( vitamina A, C ed E ), del fosforo, dei flavonoidi, la radice di maca aiuta a ridurre il processo di invecchiamento delle cellule del nostro organismo; recenti studi scientifici condotti sugli animali hanno dimostrato che la regolare assunzione di radice di maca è in grado di abbassare la percentuale di insorgenza di tumore al seno.

La radice di maca, grazie al suo contenuto di calcio e sali minerali in genere è in grado di aumentare la densità delle ossa; la sua assunzione viene quindi consigliata durante il periodo della crescita, della gravidanza e dell'allattamento. Non solo. La sua assunzione risulta utile per accelerare la guarigione dalle fratture ossee.

afrodisiaci

Un'altra caratteristica molto “apprezzata” della radice di maca riguarda le sue proprietà afrodisiache che paiono anche essere un ottimo rimedio nei confronti dell'impotenza maschile; da molti secoli infatti questa particolare radice viene utilizzata per aumentare e potenziare le capacità riproduttive degli uomini ma anche degli animali.

Ma le proprietà del ginseng peruviano non si esauriscono qui: grazie al suo contenuto di steroli il maca rappresenta una valida alternativa naturale agli anabolizzanti per culturisti e frequentatori di palestre; è stata confermata la sua capacità di aumentare la forza e la massa muscolare.

Il maca era utilizzato già da oltre 2.000 anni dalla popolazione Inca per il nutrimento delle famiglie nobili e dei soldati; queste affermazioni sono rese possibili dai numerosi ritrovamenti archeologici che testimoniano quanto sopra. Oggi le popolazioni delle Ande consumano la radice fresca, essiccata o sottoforma di bevande; dalla sua radice si ottiene una farina che viene utilizzata per la preparazione di minestre, mentre dalla sue foglie si ottiene un ottimo tè. La radice secca di maca si conserva molto a lungo e lo stesso vale per le sue proprietà che restano pressoché inalterate.

Oggi il maca sta cominciando a diffondersi un po' in tutte le parti del mondo dove viene venduto per le sue proprietà energetiche, afrodisiache, per aumentare la fertilità e come valido aiuto per i problemi alle vie respiratorie. (fonte: http://www.ecplanet.com)

 
 
 

Fondali marini Peruviani

Post n°22 pubblicato il 21 Ottobre 2010 da kuzco75
 

fondali marini

Se siete appassionati di immersioni potete programmare un viaggio in Perù.

Fascino e mistero avvolgono i fondali marini nel Nord del Paese, un mondo che cela una ricchezza e una diversità naturalistica unica al mondo. In questa parte dell’Oceano Pacifico vivono circa 1.000 specie di pesci, 872 di molluschi, 412 di crostacei e 450 di alghe.

Visitando questa zona del Paese, si possono osservare anche alcune delle 175 specie di uccelli marini come il pinguino di Humboldt, oltre a pellicani, cormorani dalle zampe rosse e altre specie migratrici, mentre dalle acque delfini, balene e otarie si esibiranno in danze coreografiche.

In questo piccolo gioiello tropicale, bagnato dalle onde del Pacifico e con un clima che assicura sole e temperature miti durante tutto l’anno, si può approfittare di escursioni, tour e visite guidate organizzate da operatori turistici locali specializzati nel mare.

Nel totale rispetto della natura e della sua conservazione, vengono organizzate numerose attività accompagnate da esperti biologi marini, dallo snorkeling, all’osservazione della vita marina, fino a diverse tecniche di pesca. Non ultimo si può partecipare ad escursioni via terra al Santuario Nazionale di Mangrovie di Tumbes e lungo il sentiero di Ernest Hemingway, per ammirare spiagge, fossili marini, impressionanti formazioni rocciose e calette di pescatori.

Invece nei pressi di Lima, a Paracas, le numerose escursioni in mare accompagnate da esperti biologi permettono al turista di entrare in contatto con balene, pinguini, leoni marini e delfini.(http://luxgallery.tuttosport.com)

 
 
 

Los Incas: I Figli del Sole

Post n°21 pubblicato il 16 Ottobre 2010 da kuzco75
 

inti raymi

Le feste più importanti degli Incas coincidevano con i due solstizi (21 giugno e 22 dicembre) e per l'impero quello dell'inverno australe rappresentava anche l'inizio di un nuovo anno nonché l'origine mitologica del popolo Inca, discendenti del Sole. E, sul finire di giugno c'era l'Inti Raymi, una celebrazione che tra balli e sacrifici durava una decina di giorni. Proibita dagli spagnoli perché considerata contraria alla religione cattolica, l'Inti Raymi si svolse clandestinamente per secoli fino alla metà del ´900 quando tornò ad essere pubblica e divenne, soprattutto a Cusco dove si svolge ancora oggi, un forte richiamo turistico. Giugno, stagione secca, senza piogge e non troppo fredda in Perù, è anche il periodo migliore per visitare quello che Ernesto Che Guevara definì "l'enigma di pietra in America" quando raggiunse le rovine di Machu Picchu insieme al suo amico Alberto Granado nel 1952. La città perduta degli Inca, rimasta parzialmente ignota ai conquistadores spagnoli nel ´500, scoperta o meglio riscoperta per la cultura occidentale dall'archeologo americano Hiram Bingham nel 1911, venne edificata intorno al 1450 su ordine dell'imperatore Pachacutec e fu abitata per un centinaio di anni.

 

Un mistero restano i motivi della sua costruzione, sul picco della "montagna vecchia" in cima alla vallata del fiume Urubamba, che quelli relativi al suo abbandono. Ma, ancora oggi, la sua straordinaria posizione geografica la rende enigmatica e incantevole ad oltre 2.400 metri sul livelli del mare fra due montagne e gole a strapiombo. Un miracolo d'architettura che ha stregato poeti (Neruda e Cardenal) e creato la mitologia dell'armonia "socialista" di una civiltà moralmente superiore schiacciata dall'avidità e dalla ferocia degli invasori.

 

Per raggiungerla c'è un comodo trenino ma il modo migliore per viverla è affrontare a piedi, sacco in spalla, i 42 chilometri del camino Inca che si percorrono in quattro giorni con tre soste notturne. La parte più affascinante del tragitto è al terzo giorno quando si supera il passo di Runkurakay e in mezzo ai cervi e a magnifiche valli si arriva fino alle rovine di Intimata, un complesso di terrazze e banchine costruite nel pendio di una montagna, prima di scendere verso l' ultimo accampamento, Wiñaywayna, ormai prossimi all' aerea di Machu Picchu.

 

 

Il vantaggio di raggiungere le rovine sulle proprie gambe è anche quello di arrivarci all' alba, quando una luce tremula illumina poco a poco il tracciato della città, rendendola ancora più maestosa. L' ultimo tratto da Wiñaywayna alla meta si percorre in poco meno di due ore ma già ad Inti Punku, poco dopo la metà del viaggio, si comincia a distinguere Machu Picchu.

 

All' origine il camino inca che collegava Cusco a Machu Picchu era lungo circa centotrenta chilometri ma oggi la parte conservata che si percorre a piedi è appena un terzo. Sull' accesso c' è un numero chiuso e di solito conviene comprare il biglietto con un po' di anticipo. L'avvicinamento al trekking inizia con un autobus che da Cusco arriva fino al km 82 della strada verso Machu Picchu.

 

Da qui, con una prima giornata di leggere salite, si prende l' antico cammino attraversando il fiume su un ponte sospeso di corda e legno. Insieme alle vedute, ai canyon e alle rovine di altri insediamenti incas che si trovano lungo la via un' attrazione della zona sonoi differenti tipi di orchidee che si incontrano. La prima notte si trascorre in un accampamento che si chiama Wayllabamba e che si trova intorno ai tremila metri. Prima di partire, quando scegliete le cose da portare, ricordatevi che per l'altitudine l' escursione termica tra il giorno e la notte può essere molto forte e sotto la luna può fare piuttosto freddo.

 

Il secondo giorno è anche quello più difficile perché si sale fino ai quattromila metri del passo di Warmiwañusca. Tutto il viaggio viene fatto sempre insieme ad una guida locale ma se non siete abituati all'altezza e alla mancanza di ossigeno, o non siete abbastanza allenati, si consiglia di pagare un portatore che vi aiuti con i bagagli o lo zaino fino al passo. Il servizio costa una decina di euro e vi consentirà di salire un po' più leggeri e più tranquilli. (http://www.antikitera.net)

 
 
 

Il mistero delle linee di Nazca

Post n°20 pubblicato il 09 Ottobre 2010 da kuzco75
 

                      linee di nazca

Numerosi misteri irrisolti costellano la Terra. Tra i più affascinanti vi è quello delle linee di Nazca. Si trovano nell’omonimo deserto nel sud del Perù, su un altopiano. Consistono in più di 800 disegni stilizzati, per lo più animali, incisi nel terreno. Le dimensioni sono gigantesche, ma fino al 1927 a nessuno era nota la loro esistenza. Sono visibili solamente dall’alto, e sono stati scoperti solo quando la zona è stata sorvolata da un aereo militare.

linee di nazca

MISTERO RISOLTO? - Realizzati tra il 300 a.C. e il 500 d.C., le più fantasiose teorie si sono avvicendate per giustificarne l’esistenza. Dei, alieni, calcoli astronomici e matematici: nel calderone che include la chiave di lettura dell’arcano è stato infilato un po’ di tutto. Adesso, tuttavia, è emersa una spiegazione che appare tutt’altro che improbabile, e che mette in relazione le linee e l'acqua, così scarsa nel territorio.

linee di nazca

UNA «MAPPA» DELL’ACQUA - Questa ipotesi, poco sostenuta nel passato, ha ripreso vigore ultimamente grazie allo studio di un ricercatore indipendente americano di Poughkeepsie, David Johnson, che ha lavorato insieme agli esperti della University of Massachusetts e dell'Agenzia peruviana «Andina». Secondo Johnson i geroglifici peruviani formerebbero un’enorme mappa delle risorse d'acqua sotterranea. Ci sarebbe una stretta correlazione tra gli antichi acquedotti o altri elementi «d'acqua» e le principali figure del luogo. Sarebbe stata l'esperienza, secondo il ricercatore, a permettere alle popolazioni preispaniche di conoscere le vie d'acqua sotterranee che scendono dalle montagne circostanti il deserto. Le 13mila linee che formano le oltre 800 figure si trovano su un’area di circa 500 km quadrati. Sono state realizzate scavando dei solchi nel terreno non più profondi di 30 centimetri.

linee di nazca

LA TEORIA DEGLI UFO - La particolare conformazione del luogo ha fatto sì che le figure si conservassero intatte nei secoli. Queste si trovano tutte su un altopiano nelle vicinanze del quale non esistono punti di osservazione situati in alto. Un dettaglio non da poco. Tra le principali teorie per spiegare questo fatto, quella secondo cui si tratterebbe di un calendario astronomico, quella che afferma che le linee avevano uno scopo religioso e quella del calendario meteorologico. Erich von Däniken è autore della spiegazione che, finora, ha avuto più seguito: sostiene che le linee di Nazca sono opera degli alieni. Secondo lo scrittore, esseri dello spazio, provenienti da un altro sistema solare, giunsero sulla Terra circa 10mila anni fa. Fu allora che, alterando il Dna della scimmie, diedero origine alla specie umana. L’uomo, dotato dell’intelligenza grazie agli extraterrestri, iniziò ad adorarli come dei, e in loro onore traccio le linee di Nazca.(fonte: http://it.notizie.yahoo.com)

 
 
 

PREMIO NOBEL AL PERUVIANO MARIO VARGAS LLOSA

Post n°19 pubblicato il 07 Ottobre 2010 da kuzco75
 

mario vargas llosa

E' la notizia che tutti gli scrittori sognano di ricevere, ma nessuno saprebbe dire che tipo di reazione si possa avere nel sentire la fatidica parola: Nobel. Lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa quando ha appreso che l'Accademia reale di Svezia ha deciso di assegnargli il Premio Nobel per la Letteratura 2010 non ci ha creduto. "Pensavo fosse uno scherzo" ha detto "Non pensavo di essere fra i candidati".

Negli ultimi due anni l'ambito riconoscimento ha illuminato la carriera di autori non molto conosciuti dal grande pubblico, mentre quest'anno la scelta ricaduta su Vargas Llosa senza dubbio premia l'ampio seguito e la grande notorietà che questi possiede in tutto il mondo. Stando a quanto scrive l'Accademia di Stoccolma, il Nobel è stato assegnato proprio allo scrittore 74enne "per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua acuta immagine della resistenza, ribellione e sconfitta dell'individuo".

Un premio, questo che "costituisce un riconoscimento per la letteratura sudamericana e per la lingua spagnola", così come lo stesso Vargas Llosa ha affermato ai microfoni di una radio colombiana. Nato nel 1936 ad Arquipa, ha cominciato ad affacciarsi sulla scena letteraria verso la fine degli Anni Cinquanta, caratterizzando da subito la sua opera di scrittore con un sentito impegno politico, il quale lo ha portato anche a candidarsi alla presidenza del Perù. Fra le sue opere più celebri si ricordano Conversazione nella Catedral, La casa verde e Avventure della ragazza cattiva, anche se il suo libro più importante è considerato da molti La città e i cani (1963).

Lo scrittore peruviano ha saputo la notizia mentre si trovava a New York. "Ero sveglio, lavoravo dalle cinque del mattino - spiega - quando ha squillato il telefono. Patricia (sua moglie, ndr) ha risposto e mi ha detto, ha chiamato un signore che parlava inglese ma è caduta la linea ".

Rispetto a molti altri intellettuali del suo Paese come Gabriel Garcia Marquez e Isabel Allende, entrambi sicuramente di idee legati ad una tradizione politica di sinistra, Vargas Llosa non ha mai nascosto la sua cultura di destra. Per Dario Fo consegnare a Vargas Llosa il Nobel per la Letteratura 2010 è stata "una scelta meditata e seria". Il Nobel per la Letteratura 1997 ha poi aggiunto: "Ho letto alcuni suoi libri su indicazione di Sartre che lo considerava un ottimo scrittore. In quegli anni ho apprezzato in particolare la sua capacità di descrivere la lotta di classe nel suo paese: argomenti molto delicati che hanno messo a nudo le debo
lezze di un popolo in grave difficoltà".

(fonte:http://www.newnotizie.it)

 
 
 
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