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LE PROVE E LA MENTE di Paramahansa Yogananda

Post n°1402 pubblicato il 22 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. 

 

YOGANANDA


Esse fanno parte della naturale legge dell'evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove.
Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi.
Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri.
Non dire mai "sono finito". Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po' di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.
Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio.
Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole.
Non intrististi o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente.
Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero,
così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno.
La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai.
Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero.
Ricorda che sei immortale.
Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente.
Dovrai sviluppare l'elasticità mentale.

 
 
 

GIUNI RUSSO: MORO PERCHE' NON MORO (2 versioni)

Post n°1401 pubblicato il 19 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

GIUNI RUSSO: MORO PERCHE' NON MORO

Testo ispirato dalla poesia "Desiderio del cielo" di Santa Teresa d'Avila.

Dalla Basilica S. Lorenzo Maggiore a Milano

 

GIUNI RUSSO

 

TESTO

Vivo ma in me non vivo

E' il bene che dopo morte imploro

Che mi sento morire

Morire perché non moro

E più in me non vivo

Vivo nel tuo immenso amore

Mi vuole mi struggo ogni ora per intenso ardore

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro

E più in me non vivo

Moro perché non moro

Ti ho dato il Cuore scritto a immagine con segni d'oro

Moro perché non moro

 

Non mi tradire fortissimo amore che imploro

Moro perché non moro

 

Moro perché non moro

Quanto è mai lunga all'esule

Quest'affannosa vita

Quanto mai duri i vincoli

Che m'hanno ormai sfinita

Per quello che ho nell'anima

Che posso fare, o vita

Se non te stessa perdere

E andare in lui smarrita

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro

E più in me non vivo

Moro perché non moro

Ti ho dato il Cuore scritto a immagine con segni d'oro

Moro perché non moro

Non mi tradire fortissimo amore che imploro

Moooo  o rooo

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro...... 

 

 

 

Fantastica interpretazione di Lene Lovich in un concerto dal vivo a Torino.

E' un duetto virtuale con Giuni Russo, ma di grande potenza e coinvolgimento

 

 

 
 
 

IL FUOCO SACRO DI GIUNI RUSSO (conversione e carmelitane scalze)

Foto di alf.cosmos

Maria Antonietta parla a cuore aperto di Giuni, un Nicodemo moderno che nella notte della vita s'interroga sul Mistero. Incontra la spiritualità di S. Ignazio di Loyola e quella carmelitana, le cause della sua rinascita religiosa. Dopo la lettura degli "Esercizi Spirituali" e di altri testi di ascetica e mistica, la luce del Risorto splenderà inesorabilmente nelle sue interpretazioni.

 

GIUNI RUSSO SANTA TERESA D'AVILA

 

Giuni ha cominciato a interessarsi di spiritualità leggendo la mistica dei grandi santi della Chiesa, un'esperienza poi decodificata nelle canzoni. La prima fu "Moro Perché Non Moro".  Come è nata l'idea di musicare un testo di Santa Teresa?

 

Dopo aver letto libri di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce, si mostrò  determinata nel musicarli ma non ci riusciva. Io avevo deposto le armi come musicista, erano ormai trascorsi cinque anni dalla lettura dei testi e mi sembrava un progetto irrealizzabile. Le dissi di cavarsela da sola. Un giorno, dopo la preghiera del vespro, in Sardegna, mi cantò un verso di uno scritto di Teresa d'Avila "Moro perché non moro", dicendomi di tenere a mente le parole e la melodia. Lei era smemorata. Non avevamo un registratore, tantomeno le strade sterrate di campagna non aiutavano a catturare l'atto creativo del momento. Ricordo che si creò comunque un'atmosfera magica. Ebbe quella che noi cristiani chiamiamo "ispirazione". Fu il punto d'arrivo di un lungo percorso di conversione e meditazione, un punto di partenza dal punto di vista artistico.

 

Prima di conoscere la spiritualità carmelitana, Giuni inizia il suo cammino cristiano grazie a  Sant'Ignazio di Loyola.

Meditava sugli "Esercizi Spirituali" e ne rimase colpita a tal punto che volle praticarli. Ho ancora con me il libro che leggeva copiosamente, con sue annotazioni e sottolineature. Si chiedeva chi potesse guidarla in questo esercizio, dove trovare il sacerdote o la comunità per vivere un'esperienza simile.  Ci siamo messi alla ricerca di un istituto e andammo in un monastero in Toscana. Nei pressi di Sansepolcro (Arezzo), trovammo un'indicazione con su scritto "Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola". Lei disse: "Non è possibile, gira subito, andiamo a vedere!". Ci accolsero delle suore che gestivano una casa di spiritualità dove venivano proposti gli esercizi ignaziani. Vista la possibilità di seguirli a Milano, città dove abitavamo, ci indicarono la casa di spiritualità delle Suore del Cenacolo e lì cominciammo gli esercizi guidati da un gesuita. Le suore divennero poi nostre amiche e madrine di cresima.

 

E in quella casa avvenne un altro incontro...

Quando cominciammo gli esercizi, andammo in biblioteca dalle suore. Improvvisamente Giuni puntò il dito verso un libro posto assai in alto su uno scaffale. Chiese alla madre superiora se poteva prestarglielo. Era la biografia di Santa Teresa d'Avila, "Fuoco in Castiglia".

Tra i tanti libri puntò proprio quello? 

Certo. Come incontrammo quella freccia sulla strada che ci indicò la via da percorrere per gli esercizi spirituali ignaziani, mentre invece stavamo andando in un altro luogo, così incrociammo la vita di santa Teresa grazie all'istinto di Giuni e chissà... al caso. Cominciò ad appassionarsi di Santa Teresa, Edith Stein e Giovanni della Croce fino al punto di musicarne alcuni poemi.

 

Una cosa stupisce di Giuni: la capacità di "sbriciolare" la mistica cristiana, un tema ostico e mai apparso nelle canzoni che convergono verso la spiritualità, solitamente ispirate - nella stesura dei testi -  alla letteratura biblica. Come è riuscita nell'impresa?

 

Credo ci fosse una predisposizione che venisse dall'Alto, unita a una grande forza di volontà. È sempre stata determinata. Fin da bambina sognava di fare la cantante e voleva diventarlo in maniera non usuale, come invece siamo abituati a vedere oggi, dove basta avere un pò di voce per pretendere di fare musica e avere successo nel più breve tempo possibile.  Lei ha seguito l'istinto e non le logiche di mercato.

 

Quanta distanza c'è tra un pezzo leggero come "Un'estate al mare" e "Il Carmelo di Echt", un brano che racconta la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz di Edith Stein?

Una distanza siderale, direi. Quando fu proposto a Giuni di incidire "Un'estate Al Mare" accettò per gioco, convinta poi di poter interpretare brani a lei più consoni. Questo non fu possibile, se non per l'intervento provvidenziale di Franco Battiato. Le case discografiche spingono sempre sul commerciale e progetti alternativi mettono in ansia le Major. Ancora oggi manager senza scrupoli mi chiedono con insistenza di editare "Un'estate al Mare" e "Alghero" per fare soldi. Ma i soldi poco interessavano. L'ostracismo dei discografici fece molto soffrire Giuni che lo stesso non rinunciò al suo modo di scrivere musica e d'interpretarla. Fino ad arrivare a brani come "Il Carmelo di Echt" di Juri Casmisasca sul sacrificio di Santa Teresa Benedetta della Croce, "La sua figura" e molti altri.

 

"La sua figura" è uno dei pezzi più intensi dell'intera discografia di Giuni. Ad un recente festival di musica ho consigliato al direttore artistico di inserirla nel palinsesto. Il soprano scelto per l'interpretazione, ascoltandola la prima volta, ha pianto per la commozione. Cosa si prova di fronte a reazioni del genere? 

L'affetto della gente verso Giuni è indescrivibile. Un sentimento che s'accompagna a un senso di rabbia per come Giuni è stata maltrattata dall'industria discografica italiana. In un momento di sconforto, voleva lasciare la musica. Lei non si piegò mai alle strategie di mercato e il risultato delle sue scelte coraggiose si manifesta nelle reazioni positive del pubblico.

Forse non tutti sanno che l'ispiratore de "La Sua Figura" è San Giovanni della Croce.

 

Potremmo definirla come sorella di "Moro Perché Non Moro". Mentre Giuni suonava il pianoforte, la canzone sgorgò spontaneamente dopo aver letto un verso di un poema di San Giovanni della Croce: "Sai che la sofferenza dell'amore non si cura, se non con la presenza e la sua figura" (Dove mai ti celasti). Costruimmo poi il testo intorno all'inciso.

 

"La sposa" è un brano interpretato insieme alle Carmelitane Scalze del monastero di Milano, dove ora riposa Giuni. Come siete riusciti a convincere le claustrali a cantare?

 

E' bastato portare tutto l'occorrente per la registrazione e far passare un microfono tra le grate. Le suore amavano  Giuni. Vincendo qualche piccola e naturale resistenza, hanno cantato a cappella. Giuni era di casa in quel monastero a tal punto che scelse, in punto di morte, d'essere lì seppellita. 

 

L'Italia è in debito di riconoscenza nei suoi confronti. Ci si dimentica e in fretta di grandi artisti che hanno fatto la storia della musica. Cosa fare per conservare la memoria di Giuni? Alice nel suo ultimo album "Lungo la strada" omaggia Giuni e reinterpreta "A' cchiu' bella", un testo di Totò da lei già cantato. Basterà?

 

Alice è stata una grande amica di Giuni, cosa molto rara nel mondo dello spettacolo. Un'artista sensibile e vicina. Vorrei creare a Milano un museo per conservare la memoria di Giuni Russo. Supereremo  presto sicuramente tutti i problemi organizzativi, mentre curiamo varie pubblicazioni musicali postume, come il cd "Cercati in me"  (pubblicato nel 2008) dove interpreta "Il Cantico dei Cantici" e "Il Cantico spirituale" di San Giovanni della Croce e alcuni testi di Santa Teresa.

 

Pubblicato il 30 aprile 2010 da: https://lettovisto.myblog.it/2010/04/30/il-fuoco-sacro-di-giuni-russo/

 

P.S.

Le sue interpretazioni, dopo la conversione, trasmettono emozioni molto profonde e sono un viaggio interiore anche per chi deve affrontare sofferenze come il tumore che ha vissuto nell'ultimo periodo della sua vita terrena.

Ognuno ha la sua strada e il suo percorso Interiore è passato attraverso queste esperienze che hanno scosso la sua Anima.

Il suo corpo fisico è stato sepolto nel cimitero delle monache carmelitane scalze.

 

Nacque il 10 settembre 1951a Palermo

E abbandonò il corpo il 14 settembre 2004 a Milano

 

 

Giuni Russo con le Carmelitane Scalze - La sposa

(Dopo 45 secondi comincia il coro delle Carmelitane Scalze)

 

 

Nel prossimo post pubblicherò un brano di Giuni Russo struggente e bellissimo in una doppia versione....non mancate...

 
 
 

PALLINA HA SEMPRE AMATO

Post n°1399 pubblicato il 09 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Un mese fa PALLINA è andata nell'Aldilà.

PALLINA ha sempre amato sua madre MUSIC e il fratello LEO, ma anche me e SPEEDY, la tartaruga.

Fin da quando ho portato a casa SPEEDY, PALLINA andava a trovarlo (è maschio) e anche SPEEDY la cercava, uscendo dalla vaschetta e andando da Lei, che addirittura gli faceva degli scherzi, mettendosi dietro la porta per poi comparire all'improvviso.

                                                                                                       

PALLINA SPEEDY

 

                                                                                                                                        

Pure ultimamente, quando PALLINA era in fase avanzata di malattia, voleva andarlo a trovare e si metteva davanti alla vaschetta a vegliarlo.

Verso la fine, avendo poche forze, tendeva a tenere la testa bassa...è capitato che SPEEDY, vedendo solo le orecchie deve aver pensato a un agguato o qualcosa del genere e l'ha morsa proprio all'orecchio. E' stata una scena drammatica perché ho subito sollevato PALLINA e SPEEDY è rimasto attaccato all'orecchio....

Questo è avvenuto 1-2 giorni dopo questa foto

Nonostante tutto nei giorni seguenti e con poche forze PALLINA, sentendo che ormai era alla fine,  voleva continuare ad andare a trovarlo perché capiva che poteva essere l'ultima volta che poteva stargli vicino... Naturalmente ero presente anche io e la tenevo un po' a distanza...

Questo dimostra che comunque PALLINA ha voluto dimenticare l'evento negativo e che in Lei ha prevalso l'Amore e non la paura di essere morsa.

 

Mi sembra importante voler ricordare questo.

Gli animali amano e PALLINA lo ha dimostrato fino alla fine.

 

Mia cara PALLINA, detta PALLINELLA

Ti amo tantissimo 

 
 
 

Aivanhov: DATE E VI SARA' DATO

Post n°1398 pubblicato il 05 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

L'IMPORTANZA DEL DONARE

 

AIVANHOV

 

"Esiste una legge per cui, quando si fa un vuoto in un luogo dello spazio, qualcosa viene immediatamente a colmarlo.

Questa legge fisica si applica anche alla vita psichica, cioè quando si dà, si riceve.

Quando avete vuotato i vostri serbatoi interiori, perché avete dato il vostro Amore ed i vostri buoni pensieri a tutte le creature, qualcosa arriva immediatamente dall'alto per riempirvi.

Perciò amate e sarete amati.

Date e vi sarà dato.

Date anche quello che vi manca ed otterrete.

Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce?

È molto semplice: cominciate con l'illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete Luce, perché in questo caso un altro essere, che possiede più Luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità".

Omraam Mikhael Aivanhov 

 
 
 

PERCHE' CREDERE ANCHE SE NON SI VEDE? di Rudolf Steiner

Post n°1397 pubblicato il 01 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CAPTARE LE CONNESSIONI

 

 meditazione

 

 

Se qualcuno chiede: Ma come posso fidarmi di ciò che dicono i ricercatori spirituali, quando non riesco a vedere da solo? - la domanda è in realtà ingiustificata. Perché è perfettamente possibile, con una semplice riflessione, arrivare alla sicura convinzione che le comunicazioni siano vere.

Se qualcuno si trova incapace di farlo, non è perché è impossibile "credere" a qualcosa che non si vede; è dovuto al fatto che il pensiero di cui disponiamo non è stato sufficientemente liberato dai pregiudizi, almeno non in modo completo o abbastanza profondo.

Per essere sufficientemente chiari su questo punto, dobbiamo essere pronti a riconoscere che il pensiero dell'uomo può, se si applica con energia e determinazione, afferrare più di quanto si supponga generalmente. Perché questo pensiero ha al suo interno una realtà interiore dell'essere che ha una connessione con il mondo supersensibile.

L'uomo è, di regola, incosciente della connessione, poiché è abituato ad applicare la sua facoltà di pensiero al solo mondo dei sensi; quindi, quando sente delle comunicazioni dal mondo supersensibile, le stabilisce come incomprensibili. Sono comunque completamente comprensibili e non solo per coloro il cui pensiero è stato educato attraverso l'addestramento spirituale.

 

Tratto da "La Scienza occulta" di Rudolf Steiner

 
 
 

CALENDARIO FASI LUNARI LUGLIO 2021

Post n°1396 pubblicato il 29 Giugno 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CALENDARIO FASI LUNARI 

LUGLIO 2021

 

luglio 2021

 

Fonte: https://www.segnalidivita.com/calendario/calendario-lunare-2021.htm 

 
 
 

Ivana Spagna: "mi è capitato di vedere delle presenze"

Post n°1395 pubblicato il 24 Giugno 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Ivana Spagna racconta le sue esperienze paranormali

Video RAI: La vita in diretta 11/04/2019 

 

IVANA SPAGNA

 

 

 

 
 
 

Leadbeater: AIUTARE I MORTI

Post n°1394 pubblicato il 18 Giugno 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

I MORTI SONO VIVI........

 

aiutare i morti

 

Molte concezioni erronee e fuorvianti vengono comunemente condivise sulla morte e sulla condizione dei morti, ad esempio quella per cui le persone trapassate sarebbero ormai lontane da noi.

In realtà i morti non sono lontani da noi, né cambiano la propria natura all'improvviso; essi sono solo esseri umani, esattamente come lo erano prima di morire, né migliori né peggiori, e rimangono ancora accanto a noi, sensibili più di prima ai nostri sentimenti o pensieri.

Il morto sente ogni emozione che attraversa il cuore dei propri cari, e se essi come spesso accade, danno troppo spazio al dolore, questo getta una analoga nuvola depressiva sul morto, rendendogli il percorso più difficile. Molti di loro invece hanno bisogno di aiuto, di spiegazioni riguardo al "nuovo mondo" nel quale si trovano: la loro religione dovrebbe aver insegnato loro che cosa aspettarsi in questa "circostanza", ma nella maggior parte dei casi tutto ciò non succede, forse perché gli insegnamenti ricevuti e le conoscenze acquisite in vita, non sono stati sufficientemente integrati. 

Così accade che molti di questi individui trapassati si trovino in uno stato di considerevole disagio, o addirittura di terrore, soprattutto quando incontrano le terribili forme-pensiero che essi, e altri come loro, hanno costruito e alimentato per secoli. Tutto questo purtroppo risulta molto dannoso per l'evoluzione di queste persone, che hanno bisogno prima di ogni altra cosa, di essere calmate e confortate. E questo è uno dei compiti che svolgono spesso gli ausiliari invisibili umani: un incarico gravoso che costa molta fatica e molto tempo. Ricordiamo che gli ausiliari invisibili umani sono individui, decisamente evoluti, in grado di muoversi consapevolmente sul piano astrale. Essi sono di conseguenza in grado di aiutare sia i vivi che i morti, anche se lavorano comunque con delle ferree restrizioni per quanto riguarda ciò che possono fare.

Ci sono uomini, ai quali l'ingresso nella loro nuova vita ultraterrena, dà per la prima volta l'opportunità di vedere se stessi per quello che sono veramente, e perciò spesso alcuni di loro, sono pieni di rimorsi e di vergogna. In questi casi, i servizi degli ausiliari invisibili sono importanti e molto preziosi: essi possono spiegare a questi defunti che "ciò che è stato... è stato", che qualunque cosa abbiano fatto in vita, non sono anime perse e avranno altre opportunità nelle prossime vite.

Alcuni morti, inoltre, rimangono disperatamente legati alla Terra, dove si fissavano e si fissano tuttora i loro pensieri e interessi. Queste persone, così materialiste, soffrono molto quando si trovano a dover abbandonare tutto ciò che possedevano. Altri rimangono legati alla Terra a causa dei crimini commessi, o di compiti rimasti incompiuti e di questioni non risolte, mentre altri sono preoccupati per chi resta. Tutti questi sono casi che hanno bisogno di spiegazioni, e a volte è anche necessario che l'ausiliario invisibile faccia qualcosa sul piano fisico per soddisfare i desideri di costoro, e lasciarli così liberi dalle preoccupazioni e pronti a passare a sfere più elevate. 

E' certamente un pensiero che rende felici il fatto che il momento del necessario riposo per il corpo fisico, ovvero il sonno, non necessariamente corrisponda ad un periodo di inattività per la nostra vera essenza profonda, che grazie al corpo astrale è libera di muoversi e in alcuni casi, come abbiamo spiegato, di "rendersi utile". 

Naturalmente, sono necessarie alcune qualità per questo tipo di lavoro: per prima cosa l'ausiliario deve essere molto altruista, il voler aiutare gli altri deve essere sempre il primo scopo. In secondo luogo egli deve avere un perfetto autocontrollo. Non deve mai permettere alle sue emozioni di interferire minimamente con il suo lavoro: rabbia e paura devono perciò essere accantonate. Terzo, egli deve essere dotato di calma, serenità e gioia. Quarto, costui deve avere delle conoscenze, ovvero deve aver già appreso sul piano astrale tutto il possibile sul prossimo. Come ultima cosa, deve avere un cuore pieno di amore, non di sentimentalismo, ma di intenso desiderio di servire, di divenire un canale per quell'amore di Dio che oltrepassa la comprensione umana.

Si può credere che questi siano standard difficilmente raggiungibili, ma non è così; al contrario, sono perseguibili da ogni uomo che desideri spendere un po' del proprio tempo in questo senso. Se desiderate veramente divenire adatti a questo compito glorioso, non scoraggiatevi dunque, ma lottate per riuscirvi. Avere questa ferma intenzione, vuol dire essere già a buon punto del percorso. Se conoscete persone in difficoltà o addolorate, non importa se esse siano vive o morte, pensateci mentre state per addormentarvi, e decidete che, appena sarete liberi dal corpo, andrete da queste persone e vi impegnerete a confortarle. 

Potrete non essere consci del risultato, potrete non ricordare nulla la mattina; ma siate sicuri che il vostro proponimento non sarà stato inutile e prima o poi, avrete le prove del lavoro svolto e del vostro successo. Ricordate inoltre, che così come voi aiutate altri, anche voi potrete, a vostra volta, essere aiutati. Tutti gli uomini infatti, dal più misero al più elevato, sono legati insieme da una lunga catena di solidarietà reciproca, che trova la sua collocazione al di sopra delle nebbie terrene, là dove la luce di Dio splende sempre. 

A cura di www.fisicaquantistica.it

Tratto da: "La vita dopo la morte" di C.W. Leadbeater, a cura di Fisicaquantistica.it

Pubblicato il 21 Febbraio 2014 da beatrice

Fonte: https://www.fisicaquantistica.it/esoterismo/aiutare-morti? 

 
 
 

PALLINA HA RAGGIUNTO MUSIC NELL'ALDILA'

Post n°1393 pubblicato il 15 Giugno 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Nel pomeriggio di mercoledì 9 giugno 2021 PALLINA ha abbandonato il corpo.

 

PALLINA

 

Da quando si è scoperto che aveva tumore ai polmoni e fegato, è passato poco più di un mese.

In questo ultimo periodo le sono stato sempre vicino, prendendomi cura di Lei con tutto il mio essere.

Non ha avuto dolori (questo me lo hanno confermato i veterinari), per questo motivo tutti i veterinari interpellati mi hanno consigliato l'accompagnamento empatico (come ho fatto anche per MUSIC).

Sono riuscito a evitare l'eutanasia, che diventa inevitabile in casi di dolori fisici. Nel suo caso c'è stato un indebolimento progressivo fino a che se ne andata dormendo.

Ha interagito fino a ieri. Nella sua debolezza, quando la accarezzavo cercava di avvicinarsi a me...era comunque cosciente in quei momenti...esprimeva Amore pur nella debolezza....momenti molto forti a livello interiore.

Ci siamo sempre amati tanto  

Dopo 4 anni di malattia di MUSIC, appena il tempo di riprendermi e arriva questa batosta............Non abbiamo fatto in tempo a goderci in pieno questo meraviglioso rapporto....che destino.....

Mi voleva sempre vicino. Mi veniva a chiamare per andare a dormire...mi portava in camera da letto e poi saliva sul letto, invitandomi a distendermi vicino a Lei, per abbracciarla.

 

                                                                              

 

Mia amata PALLINA, ora per Te inizia un viaggio importante. Ritroverai la tua amata MUSIC e starete insieme nella Pace in un percorso evolutivo dell'Anima.

Hai una splendida Anima, che ha fatto una forte esperienza, con fortissime emozioni che ti hanno fatta evolvere. Una dolcissima Anima, piena d'Amore

Ci riabbracceremo quando passerò anche io nell'Aldilà, perché sia la tua Anima che quella di MUSIC si sono individualizzate per affrontare nuove esperienze. Esperienze che faremo insieme. Siamo stati una famiglia e così sarà anche per la prossima incarnazione, che io credo faremo tutti insieme in forma umana.

Ti ringrazio per tutto l'Amore che mi hai donato. Amore incondizionato puro

Ti amo con tutte le mie forze

PALLINA cara, PALLINA bella, sei la mia PALLINELLA 

Sei sempre stata nei miei pensieri, nel Mio Cuore  e nella mia Anima e così sarà per sempre

Buon viaggio amorino mio

Alfredo

 

P.S. PALLINA la soprannominavo anche "l'esoterica", perché "vedeva" al di là della vista fisica, infatti penso anche che abbia visto MUSIC in più circostanze dopo il trapasso.

Nella foto è sul letto, che amava tanto.

Aveva 16 anni e mezzo

 
 
 
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