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ESPERIENZA DI PRE-MORTE di Carl Gustav Jung

Post n°1246 pubblicato il 20 Maggio 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

ESPERIENZA DI PRE-MORTE DI CARL GUSTAV JUNG

Pubblicato il 10 Aprile 2018 da beatrice


Nel 1944, lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, persona molto attenta ai fenomeni interiori e spirituali, visse un'esperienza che descrisse poi nel capitolo "Visioni" del suo libro autobiografico "Ricordi, sogni, riflessioni".


Jung

 

Eccola, con le sue parole: "Al principio del 1944 mi fratturai una gamba e a questa disavventura seguì un infarto miocardico. In stato di incoscienza ebbi deliri e visioni, che dovettero cominciare quando ero in pericolo di vita e mi curavano con ossigeno e iniezioni di canfora...

Mi pareva di essere sospeso nello spazio, sotto di me, lontano vedevo il globo terrestre avvolto in una splendida luce azzurrina e distinguevo i continenti e l'azzurro scuro del mare. Proprio ai miei piedi c'era Ceylon e dinanzi a me, a distanza, l'India. La mia visuale comprendeva tutta la terra; la sua forma sferica era chiaramente visibile e i suoi contorni splendevano di un bagliore argenteo, in quella meravigliosa luce azzurra.

In molti punti, il globo sembrava colorato o macchiato di verde scuro, come argento ossidato. Sulla sinistra, in fondo, c'era una vasta distesa, il deserto giallo rossastro dell'Arabia; come se l'argento della terra in quel punto avesse preso una sfumatura di oro massiccio. Poi seguiva il Mar Rosso e lontano - come a sinistra in alto su una carta - potevo scorgere anche un lembo del Mediterraneo, oggetto particolare della mia attenzione. Tutto il resto appariva indistinto. Vedevo anche i nevai dell'Himalaya coperti di neve, ma a quella distanza c'erano nebbia e nuvole. Non guardai per nulla verso destra. Sapevo di essere sul punto di lasciare la terra.

Più tardi mi informai dell'altezza a cui si dovrebbe stare nello spazio per avere una vista così ampia: circa 1500 chilometri! La vista della terra a tale altezza è la cosa più meravigliosa che avessi mai visto".

 

 TERRA


Ma l'avventura continua: sospeso nello spazio cosmico, Jung vede una pietra, una specie di meteorite, grande come una casa simile a certi blocchi di granito che aveva visto a Ceylon, nei quali viene talora scavato un tempio. E anche nel "meteorite" è scavato un tempio: la porta è incorniciata da lampade accese e a destra di essa siede, in attesa, un indù a gambe incrociate, nella posizione del loto.

E qui avviene un processo interiore di liberazione e contemporaneamente di immedesimazione con il proprio bagaglio terreno: "Quando mi avvicinai ai gradini che portavano all'entrata accadde una cosa strana: ebbi la sensazione che tutto il passato mi fosse all'improvviso tolto violentemente. Tutto ciò che mi proponevo, o che avevo desiderato o pensato, tutta la fantasmagoria dell'esistenza terrena, svanì, o mi fu sottratta: un processo estremamente doloroso.

Nondimeno qualcosa rimase: era come se adesso avessi con me tutto ciò che avevo vissuto e fatto, tutto ciò che mi era accaduto intorno. Potrei dire: era tutto con me e io ero tutto ciò. Consistevo di tutte queste cose, per così dire, consistevo della mia storia personale e avvertivo con sicurezza: questo è ciò che sono. Sono questo fascio di cose che sono state e che si sono compiute. Questa esperienza mi dava una sensazione di estrema miseria e al tempo stesso di grande appagamento. Non vi era più nulla che volessi o desiderassi. Esistevo, per così dire, oggettivamente: ero ciò che ero stato e che avevo vissuto..."

A questo punto il processo però si blocca perché avviene qualcosa che fa capire a Jung che bisogna tornare indietro: "Mentre mi avvicinavo al tempio, avevo la certezza di essere sul punto di entrare in una stanza illuminata e di incontrarvi tutte quelle persone alle quali in realtà appartengo. Là finalmente avrei capito - anche questo era certezza - da quale nesso storico dipendessero il mio io e la mia vita e avrei conosciuto ciò che era stato prima di me, il perché della mia venuta al mondo e verso cosa dovesse continuare a fluire la mia vita...

Mentre così meditavo, tuttavia, accadde qualcosa che richiamò la mia attenzione. Dal basso, dalla direzione dell'Europa, fluiva verso l'alto un'immagine: era il mio medico... Quando questa immagine mi fu dinanzi, ebbe luogo tra noi un muto scambio di pensieri. Il mio medico era stato delegato dalla terra a consegnarmi un messaggio, a dirmi che c'era una protesta contro la mia decisione di andarmene. Non avevo il diritto di lasciare la terra, dovevo ritornare. Non appena ebbi sentito queste parole, la visione finì..."

 

Se si considera con attenzione il racconto di Jung, non avremo difficoltà a individuare in esso elementi che abbiamo già incontrato in altri casi: un'esperienza fuori dal corpo, la dimensione diversa nella quale il protagonista viene a trovarsi, la situazione di confine simbolizzata dal medico, che fa capire che non è il momento di morire e che è necessario tornare indietro; oltre naturalmente a sensazioni di bellezza, compiutezza, armonia.

 

Ma l'esperienza non finisce qui: durante le tre settimane che seguirono l'infarto, Jung ebbe ancora, praticamente ogni notte, echi e riflessi di quella prima esperienza cosmica. Ricordando quanto aveva sperimentato, Jung scrisse di essersi sentito "come sospeso nello spazio, al sicuro nel grembo dell'universo, in un vuoto smisurato ma colmo di un intenso sentimento di felicità... E impossibile farsi un'idea della bellezza e dell'intensità dei sentimenti durante quelle visioni...".

E aggiunge: "Sebbene in seguito io abbia ritrovato la mia fede in questo mondo, pure, da allora in poi non mi sono mai liberato completamente dall'impressione che questa vita sia solo un frammento dell'esistenza, che si svolge in un universo tridimensionale, disposto a tale scopo... Posso descrivere la mia esperienza solo come la beatitudine di una condizione a-temporale nella quale presente, passato e futuro siano una cosa sola".

 

La realtà terrena era parsa a Jung come "...una sorta di prigione con scopi ignoti, che aveva un potere ipnotico che costringeva le persone a credere che essa fosse la realtà, nonostante si fosse conosciuta con evidenza la sua nullità".

 

Carl Jung affermò anche che solo dopo la sua malattia aveva scritto le sue opere principali: le intuizioni e le conoscenze derivate da quella esperienza, in sostanza, gli avevano infuso "il coraggio di intraprendere nuove formulazioni". Dopo la malattia, inoltre, era avvenuta anche un'altra cosa, che egli descrive così: "un dir di sì all'esistenza, un sì incondizionato a ciò che essa è, senza pretese soggettive. L'accettazione delle condizioni dell'esistenza così come le vedo e le intendo. L'accettazione della mia esistenza, proprio come essa è... nel bene e nel male, quindi, nella gioia e nel dolore".

 

Tratto da: "NDE: Testimonianze di esperienze in punto di morte", di Paola Giovetti 

Fonte: https://www.fisicaquantistica.it/paranormale/esperienza-di-pre-morte-di-carl-gustav-jung

 
 
 

RECOARO, CIGNO UCCISO A BASTONATE. E LA COMPAGNA I LASCIA MORIRE

Post n°1245 pubblicato il 15 Maggio 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

RECOARO, CIGNO UCCISO A BASTONATE. E LA COMPAGNA SI LASCIA MORIRE.

Il sindaco: «Non mangiava più»

Il fatto è accaduto nel laghetto superiore del parco, dove da anni viveva la coppia di animali. Il Comune ora metterà delle telecamere nel'area

Di Andrea Alba

 

cigno

 

Nella foto la cigna morta nel laghetto di Recoaro Terme

 

RECOARO TERME (VICENZA) Il suo compagno è stato trovato morto nell'acqua, il collo spezzato, forse ucciso a bastonate da un ignoto senza cuore. E lei, senza lui, non riusciva a vivere: è morta di inedia, smettendo di mangiare. Una vicenda tristissima che mette in mostra sentimenti molto umani, ma i cui protagonisti sono due cigni. Nella serata di domenica 5 maggio nel laghetto superiore del parco in centro a Recoaro Terme è stata trovata morta anche la femmina della coppia di bellissimi volatili che da anni faceva mostra di sé nello specchio d'acqua. Il maschio era morto appena due giorni prima. «La femmina si è lasciata morire. Si vedeva che stava male, non mangiava più e temevamo finisse così» commenta il sindaco Davide Branco. È stato proprio lui a recuperare l'uccello morto dall'acqua. «Invieremo il corpo all'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, come era stato per il maschio. In questo caso però non ci sono dubbi, l'animale si è lasciato andare. È caratteristico di questa specie, succede spesso che i compagni o le compagne non sopravvivano a lungo quando muore uno dei due». I due cigni non sono gli unici del parco, negli specchi d'acqua più bassi vive qualche altro esemplare. Il maschio è stato trovato morto venerdì mattina da una cittadina che passeggiava lì intorno: sul posto sono intervenuti anche i carabinieri forestali. Se l'esito dell'analisi dell'Istituto Zooprofilattico confermerà che l'animale è stato ammazzato, scatterà una denuncia verso ignoti per uccisione di animali. «Entro l'anno quest'area verrà coperta da un servizio di videosorveglianza, in modo che episodi gravi come questo non si ripetano più» conclude Branco.

 

Fonte: https://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/cronaca/19_maggio_06/vicenza-uccidono-bastonate-cigno-compagna-si-lascia-morire

 

P.S. L'articolo è di alcuni anni fa e dimostra quanto gli animali siano esseri senzienti con gioie e dolori come e anche più di molti umani....

 
 
 

ANU & LA SACRA FAMIGLIA DEGLI DÈI

Post n°1244 pubblicato il 06 Maggio 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

ANU & LA SACRA FAMIGLIA DEGLI DÈI

 

Enki-Enlil

 

AN/ANU

 

Anu

 

An ("Cielo"); An. Anu ("Colui che appartiene ai Cieli"): sovrano che regnava sul pianeta Nibiru quando i suoi astronauti giunsero sulla Terra. Padre di Enlil, avuto dalla sposa ufficiale Antu, e di Ea/Enki e Ninharsag, avuti da altre mogli. Discendente di una lunga dinastia di sovrani di Nibiru, salì al trono dopo aver deposto Alalu, il sovrano regnante; la loro inimicizia si ripercosse sulle generazioni successive.

In quanto a capo del pantheon, il suo numero di rango era il 60. Secondo Sitchin, Anu fece almeno tre visite sulla Terra, delle quali esistono testimonianze. La prima fu quando si dovette organizzare una Missione Terra in piena regola; la seconda fu dopo l'ammutinamento degli Anunnaki, quando venne presa la decisione di creare un "lavoratore primitivo"; la terza fu nel 4000 a.C.: una visita di stato insieme alla sua consorte Antu, allorché venne donata la civiltà al genere umano. (p: 23-24)

 

ANTU

 

 Antu: Sposa ufficiale di An/Anu. Essendone la sorellastra (stesso padre, ma di madre diverse), suo figlio Enlil divenne l'erede legittimo di Anu, pur se non era il primogenito. Accompagnò Anu nel corso della sua visita sulla Terra. (p: 26)

La storia del diretto primogenito alla successione si è perpetrata nel tempo in quasi tutte le storie dei regnanti e patriarchi umani sulla terra; una storia simile la possiamo apprendere dalla Bibbia con Abramo di Ur figlio di Thera che sposò Sarai (Sarah-Sara) sua sorellastra che diede alla luce Isacco diretto discendente, pur non essendo il primogenito, che fu Ismaele nato dalla schiava di Sara, Agar.

 

EA/ENKI

 

Enki


Ea ("Colui la cui casa è l'acqua"(: nome epiteto del capo del primo gruppo di cinquanta Anunnaki giunti sulla Terra, ammarato nelle acque del Golfo Persico. Scelto per le sue conoscenze scientifiche, la sua missione era estrarre oro dalle acque del Golfo; ritratto con acqua che fluisce, era il prototipo dell'Acquario.

Era il primogenito di Anu, sovrano di Nibiru, ma non l'erede legale, perché nato dall'unione di Anu con una delle sue concubine; il privilegio della sua successione apparteneva al fratellastro Enlil, la cui madre non era soltanto la sposa ufficiale di Anu, ma anche la sua sorellastra.

Molti dei conflitti sulla Terra derivano proprio dalla rivalità tra i due fratellastri; per mettere pace, Anu garantì a Ea il titolo di En.Ki ("Signore della Retta"), ma il suo numero di rango era il 40, inferiore quindi al 50, numero di rango di Enlil.

Quando i piani iniziali fallirono, gli venne affidata la responsabilità delle operazioni estrattive dell'oro nell'Africa Sud Orientale. Lì scoprì l'esistenza di ominidi geneticamente simili agli Anunnaki - il che lo portò a compiere la sua impresa più importante: la manipolazione genetica necessaria a creare l'Adamo.

In quanto creatore del genere umano, fece fallire il progetto (del fratellastro Enlil) di lasciare perire (la sua creazione) nel Diluvio, dando istruzioni al suo fedele seguace di costruire la famosa Arca.

Il suo "centro di culto" a Sumer era Eridu. Il suo dominio, che divise tra i suoi figli, era l'Africa. Gli Egizi lo chiamavano PTHA ("Lo Sviluppatore"). Descritto nei testi come un playboy, ebbe numerose relazioni adulterine anche con femmine terrestri. La sua autobiografia, ritrovata su tavolette parzialmente danneggiate, è stata usata da Sitchin per scrivere Il Libro perduto del dio Enki. (p: 84)

 

ENLIL

 

Enlil


En.lil ("Signore del Comando"): figlio di Anu e della sua sposa e sorellastra Antu, perciò Erede legittimo al trono di Nibiru; il suo rango numerico era 50. Comandante carismatico, venne inviato a organizzare la Missione terra dopo il fallimento dei primi tentativi di Ea di estrarre l'oro necessario alla sopravvivenza di Nibiru. La sua rivalità con Ea/Enki relativa alla successione venne aggravata dal fatto che erano entrambi innamorati della sorellastra Ninharsag.

Enlil - che aveva avuto da lei un figlio al di fuori del matrimonio - finì con lo sposare l'infermiera Sud (ribattezzata Nin.lil). Riteneva inapropriato alla Missione terra il matrimonio tra i giovani Anunnaki (i Nefilim di cui parla la Bibbia) e le "Figlie dell'uomo" e si oppose all'idea di salvare l'umanità dalle acque del Diluvio..

Ma dopo che Enki lo ebbe costretto ad accettare la sopravvivenza dell'uomo come un dato di fatto, concesse agli uomini agricoltura e sovranità, e venne riverito e amato dai Sumeri che lo chiamavano "Padre Enlil". La sua città, Nippur, fungeva da centro religioso di Sumer. Il suo "figlio primogenito" Ninurta (la cui madre era Ninharsag) nacque su Nibiru; i suoi figli Nannar/Sin e Ishkur/Adad, invece, nacquero sulla Terra. (p: 91-92).

 

Fonte: https://ningishzidda.altervista.org/tag/alalu/

 
 
 

CALENDARIO FASI LUNARI MAGGIO 2019

Post n°1243 pubblicato il 01 Maggio 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CALENDARIO FASI LUNARI 

MAGGIO 2019 

 

MAGGIO

 

 

Fonte: https://www.segnalidivita.com/calendario/calendario-lunare-2019.htm

 
 
 

GUARISCE DA ANEMIA CON DIETA VEGANA

Post n°1242 pubblicato il 26 Aprile 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

GUARISCE DA ANEMIA CON DIETA VEGANA

 

 

 

Barbara Gentilezza dichiara che...

 

A 38 anni decide quindi di non mangiare più carne e di fare immediatamente le analisi in modo da non attribuire eventuali carenze di ferro alla nuova alimentazione vegetariana e per vedere le differenze. Chiaramente aveva il ferro basso e la ferritina a 4 (valore minimo = 10); la sua dottoressa decise di prescrive l'ennesimo integratore e davanti alle sue resistenze optò per qualcosa di naturale: l'acqua ferrosa, prescrivendo almeno due scatole, da ripetere il mese successivo.

Barbara ne compra una sola e sulla scatola vede scritto che

- la vitamina C aiuta l'assorbimento del ferro

- the, caffè, cioccolato, latte e latticini RIDUCONO l'assorbimento del ferro.

 

Decide perciò di passare direttamente ad una dieta vegana (il suo pensiero è stato: se queste sostanze riducono l'assorbimento del ferro che noi dovremmo avere in una certa quantità, non sono sostanze previste per la nostra alimentazione).

Ripete le analisi dopo 2 mesi e la ferritina è già salita a 6, dopo 11 mesi è a 24.

 

Il ferro contenuto nella verdura cruda, nei semi, nei legumi, ma anche nella frutta non ha rivali, tanto più se si eliminano quelle sostanze che riducono l'assorbimento del ferro.

Chiaramente questo – conclude Barbara - parlando solo dell'anemia ed escludendo tutti gli altri benefici.

 

Sono riportate di seguito le 3 analisi effettuate.

• 1° analisi effettuata il 14/10/2009 ..........Ferritina = 4 ng/mL

• 2° analisi effettuata il 16/12/2009 ..........Ferritina = 6 ng/mL (2 mesi dopo)

• 3° analisi effettuata il 14/09/2010 ..........Ferritina = 24 μg/L (11 mesi dopo)

 

Fonte: http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=331 

 
 
 

IDENTIFICARSI CON CIO' CHE SI VUOLE CONOSCERE PER POTERLO COMPRENDERE di Cerchio Firenze 77

Post n°1241 pubblicato il 16 Aprile 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

IDENTIFICARSI CON CIO' CHE SI VUOLE CONOSCERE PER POTERLO COMPRENDERE di Cerchio Firenze 77

 

amore animali bambina

 

Chi può conoscere la realtà vera?

Colui che riesce a conoscerla non più mediante la percezione, bensì mediante l'identificazione, la comunione: diventare la cosa che si vuole conoscere.

Solo attraverso questo processo è possibile conoscere la realtà.

Ed eccoci nel mondo del sentire, il mondo delle intuizioni, il mondo delle comunioni, il mondo delle identificazioni

 

Tratto da: MAESTRO PERCHE' - risposte dall'invisibile - Edizioni Mediterranee - di Cerchio Firenze 77

 
 
 

PAURA DI PERDERE LE CERTEZZE DEL QUOTIDIANO di Krishnamurti

Post n°1240 pubblicato il 11 Aprile 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

PAURA DI PERDERE LE CERTEZZE DEL QUOTIDIANO di  Krishnamurti

  

KRISHNAMURTI


Così abbiamo separato la vita dalla morte. Morire è la fine della nostra vita e noi la mettiamo il più lontano possibile - dopo un lungo intervallo di tempo - ma alla fine del lungo viaggio dobbiamo morire. Cos'è che definiamo vita? Guadagnare soldi, andare in ufficio dalle nove alle cinque, lavorare come matti in laboratorio, in ufficio o in fabbrica, con un'infinità di conflitti, paura, ansia, solitudine, disperazione, depressione. Tutto questo è ciò che chiamiamo vita, vivere, ed è a questo che siamo aggrappati. Ma è vivere questo? Questo vivere è dolore, sofferenza, ansia e conflitto, con ogni forma di inganno e corruzione. Dove c'è l'interesse personale ci deve essere corruzione. Ed è questo che chiamiamo vivere. Conosciamo queste cose, sono molto comuni per noi, è questa la nostra esistenza quotidiana. Abbiamo paura di morire, cioè di lasciar andare tutto quello che abbiamo conosciuto, che abbiamo vissuto e accumulato: i nostri bei mobili, le nostre raccolte di quadri e dipinti. Ma la morte viene a dirci che non possiamo più tenerci tutte queste cose. E allora ci aggrappiamo al noto, e abbiamo paura dell'ignoto.

 
 
 

NON DIPENDERE DAL COMPORTAMENTO DEGLI ALTRI di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Post n°1239 pubblicato il 04 Aprile 2019 da alf.cosmos
 
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NON DIPENDERE DAL COMPORTAMENTO DEGLI ALTRI 

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

Aivanhov

 

"Smettete di meravigliarvi e di lamentarvi del comportamento degli uomini. Una volta per tutte sappiate che sono capaci di fare di meglio e purtroppo anche di peggio, decidete quindi di non occuparvi più dei loro errori e dei loro difetti, poiché ciò mette in moto troppe reazioni negative dentro di voi. Esiste una corrispondenza tra ciò di cui vi occupate e lo stato nel quale vi sentite in seguito. Se siete a tal punto sensibili alle cattive azioni degli altri, vi sentirete invasi da sentimenti di ostilità, di collera, di indignazione, ecc. Tuttavia sappiate che non sono i vostri sentimenti che li potranno cambiare. In compenso tali sentimenti agiranno del tutto sfavorevolmente sulla vostra coscienza interiore e un giorno il vostro stesso viso rifletterà tutti quei sentimenti negativi che avete nutrito. Ebbene ciò non è intelligente. L'uomo intelligente non fa dipendere il suo stato interiore dal comportamento degli altri."

 

Tratto da Pensieri Quotidiani di Omraam Mikhaël Aïvanhov - Ed. Prosveta

 
 
 

CALENDARIO FASI LUNARI APRILE 2019

Post n°1238 pubblicato il 02 Aprile 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CALENDARIO FASI LUNARI 

APRILE 2019 

 

APRILE

 

Fonte: https://www.segnalidivita.com/calendario/calendario-lunare-2019.htm

 
 
 

TRASFORMAZIONE DEI SOGNI di Rudolf Steiner

Post n°1237 pubblicato il 26 Marzo 2019 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

TRASFORMAZIONE DEI SOGNI

di Rudolf Steiner

steiner.jpg

Un segno che il discepolo dell’occultismo ha raggiunto il gradino di evoluzione in cui egli riconosce il proprio Sé superiore, o che sta per raggiungerlo, consiste nella trasformazione che si verifica nella vita dei suoi sogni.

Questi erano prima confusi e arbitrari, mentre ora incominciano ad assumere un carattere regolare. Le loro immagini cominciano ad avere una concatenazione e un senso, al pari delle rappresentazioni della vita quotidiana. Il discepolo può riconoscere in essi legge, causa ed effetto. Anche il contenuto dei sogni si modifica. Mentre prima non vi percepiva che ripercussioni della vita quotidiana, impressioni trasformate dell’ambiente in cui vive, o dello stato del proprio corpo, ora le immagini che sorgono dinanzi a lui provengono da un mondo che finora non conosceva.

Dapprima, indubbiamente, permane il carattere generale della vita di sogno, in quanto il sogno si differenzia dalla veglia per il fatto di manifestare simbolicamente ciò che vuole esprimere. Si può, ad esempio, sognare di fuggire impauriti da qualcuno che c’insegue e svegliandoci, ci accorgiamo che durante il sonno siamo stati colti da una palpitazione del cuore. Anche fatti che si svolgono nell’ambiente vicino al dormiente, si riflettono simbolicamente nel sogno: il battito di un orologio può provocare, ad esempio, l’immagine di una bomba che sta per esplodere.

Questo modo allegorico di esprimersi è proprio anche del sogno regolato di un uomo, il cui corpo eterico comincia ad evolversi. Ma esso, in tal caso, non rispecchia più semplici fatti dell’ambiente fisico o del proprio corpo materiale. Si frammischiano ora anche delle immagini che sono espressione di cose e di condizioni di un altro mondo. Non bisogna però affatto credere che un vero mistico basi i propri insegnamenti, su ciò che in tal modo egli sperimenta nel sogno. Queste esperienze nel sogno, infatti non devono essere considerate che come i primi indizi di un’evoluzione superiore.

Ben presto si verifica il fatto che le immagini sognate dal discepolo non sfuggono più, come prima alla direzione dell’intelligenza assennata, ma possono essere da questa dirette e ordinatamente osservate, come durante lo stato di veglia. Insomma, la differenza fra la coscienza di sogno e lo stato di veglia tende sempre più a diminuire. Colui che sogna, diventa nel vero senso della parola, sveglio mentre dorme, sentendosi cioè padrone e guida delle proprie rappresentazioni.

Durante il sogno, l’uomo si trova effettivamente in un mondo diverso da quello dei suoi sensi fisici. Ma se i suoi organi spirituali non sono abbastanza sviluppati, quel mondo esiste per lui come il mondo materiale potrebbe esistere per un essere dotato solamente dei primissimi rudimenti degli occhi. Bisogna rendersi chiaramente conto, che l’uomo oltre alla sua vita diurna cosciente ordinaria, ne svolge una seconda, incosciente, nel mondo di cui si è accennato. Tutto ciò che l’uomo percepisce e pensa viene da lui impresso in quel mondo, ma è possibile vedere quelle impressioni, soltanto quando i fiori di loto sono abbastanza sviluppati.

Durante il giorno, nello stato di veglia, quando i fiori di loto non sono ancora sufficientemente sviluppati, le deboli impressioni spirituali che essi inviano non arrivano a farsi sentire di fronte alle potenti impressioni dei sensi fisici. Quando poi nel sonno le porte dei sensi esteriori vengono chiuse, quelle impressioni emergono in modo confuso e il sognatore si avvede allora vagamente di esperienze che vengono fatte in un altro mondo.
Rudolf Steiner

Fonte: http://www.visionealchemica.com/trasformazione-dei-sogni/

 
 
 
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