Facciamo un libro tutti insieme ???
CONTINUATE VOI LA STORIA........scrivete voi la continuazione della storia.
ciao ..........
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Post n°13 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da m.fabrizio
e' TUTTO il giorno che sono strano. Ho come delle scosse elettriche. e mi sono accorto che il braccio destro mi da fastidio e mi accorgo che e' arrossato. Mi gratto e' sembra che il prurito sia passato. Niente dopo un po' ho il ritorno del fastidio. Sono un paio d'ore che ho questo fastidio e sto cominciando a stufarmi. Mi reco in farmacia e mi danno una crema da mettere. Arrivo a casa e mi spalmo l'unguento. Dopo 10 minuti pero' il braccio mi fa sempre piu' male, come se fossi allergico al farmaco e mi si forma una bolla in quella posizione.
Mi decido di recarmi al pronto soccorso.
Il braccio e' sempre piu' gonfio e mi fa sempre piu' male.
Dopo due ore interminabili di attesa, in mezzo a casi umani casi clinici, chiamano me.
Entro dentro e il medico mi guarda il braccio.
Prende un bisturi e io mi tiro indietro. E gli dico se e' impazzito.
Mi si avvicinano due gorilla e mi bloccano e lui con il suo bisturi comincia a scavare il braccio. A un certo punto tutto contento dice che l'ha trovato. Ho il braccio sanguinante e lui ha in mano .............un chip ossidato.
" Ragazzi su mettetelo sul letto, fategli l'elettrochoc cosi' non si ricordera' piu' nulla. uno prima mi si avvicina con i due poli e me li mette a contatto...........
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH !!!!!!!!!
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Post n°12 pubblicato il 17 Dicembre 2010 da m.fabrizio
Apro gli occhi : tutto intorno buio..
Sotto di me sento del materiale bagnato.
Dove sono ? Chi sono.
La testa mi fa male.
Cosa e’ successo ? Cerco di abituarmi all’oscurità.
Sono vestito ma sento freddo.
Comincio a vedere qualcosa intorno a me.
Alberi, erba molto alta.
Sento degli ululati.
Non mi ricordo cosa e’ successo.
Il Freddo comincia ad essere pungente.
Dove sono ? Chi sono?
Adesso sento un ruggito.
Dio mio non può essere un leone. Comincio a spaventarmi…. |
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Post n°11 pubblicato il 17 Settembre 2009 da pentium68
La sera chiamo' la sorella di Corrado. Aveva una voce tetra che incuteva terrore Aldo rispose un po' insonnolito. "Ciao che e' successo ?".
Corrado e' morto ha avuto una complicazione ed i medici non sono riusciti a salvarlo. Il suo migliore amico non c'era piu'. Aldo si era svegliato di colpo, con un colpo basso allo stomaco che continuava a fargli male e a stringersi intorno. Cosa aveva fatto Corrado per meritarsi una simile fine? Continuava a chiederselo Aldo. Dopo riusci' a telefonare a Giacomo e gli diede la cattiva notizia.
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Post n°10 pubblicato il 17 Settembre 2009 da pentium68
......a parlare con uno degli altri due ragazzi. |
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Post n°9 pubblicato il 30 Aprile 2008 da m.fabrizio
....a parlare con uno degli altri due ragazzi. |
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Post n°8 pubblicato il 12 Giugno 2007 da m.fabrizio
Corrado si risveglio' 10 ore dopo. Era stato sotto sedativi. Cominciava a sentire il dolore per i colpi subiti. Era in una stanza con altri 2 ragazzi. Arrivo' il medico che gli chiese come si sentisse. Lui disse che aveva dolore un po' da tutte le parti, come se gli fosse passato sopra un treno. Nel mentre entro' un altro signore che comincio'..... |
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Corrado, Aldo, Giacomo, Gianni, Letizia e le amiche erano davanti all’ Erresy, una delle più belle e esclusive discoteche della collina torinese. C’era un uomo armadio all’ingresso che come al solito faceva la selezione. La fila era chilometrica, davanti l’armadio stava dicendo a tre ragazzi di spostarsi e di fare passare 2 bell’imbusti con 2 ragazze con minigonna mozzafiato. Intanto arrivava a parcheggiare una Porsche Carrera rossa fiammante da cui uscivano 2 ragazzi che da quando si capiva giocavano in serie A. La gente che veniva scartata si spostava dalla fila e ingombrava però il passaggio e molti di questi avevano un aria minacciosa. Ma l’armadio e il collega poco più piccolo , l’armadietto, non si facevano intimorire anzi avevano sguardi assassini che scoraggiavano i ribelli. Dopo mezz’ora di fila arrivarono all’ingresso. L’armadio lì squadrò da capo a piedi, e chiese se erano solo loro quattro. Giacomo rispose che erano insieme alle ragazze, e allora li fece passare. Finalmente si trovarono dentro. All’interno c’era già una marea di gente, la maggior parte figli di papà che non sapevano cosa voleva dire rimboccarsi le maniche e lavorare, e lo sforzo massimo che avevano fatto nella vita era di fare il self service al benzinaio. Questo tipo di locale non piaceva molto ai ragazzi soprattutto a Giacomo e Corrado. Aldo intanto rimaneva a boccheggiare perlustrando parti nude di ragazze che fuoriuscivano dai vestitini. Dopo aver lasciato giacche e borsette al guardaroba furono pronti ad entrare in pista. Era mezzanotte e la musica era appena cominciata, e il volume a palla stordiva le orecchie e il corpo. Il Gruppo riuscì a sedersi in un tavolo, e qualcuno si diresse al bar e Corrado si avviò verso i bagni. Stava per uscire quando due ragazzi dall’aria minacciosa gli si avventarono addosso, uno gli sferrò un pugno e lui cercò di difendersi ma l’altro lo prese da dietro all’americana. Quello davanti gli disse “non hai seguito l’avvertimento, lascia in pace la mia ragazza. Letizia è mia”, e cominciò a tirare calci e pugni sullo stomaco del malcapitato che alla fine crollò sul pavimento. |
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Corrado era tornato a casa. Si cambiò i vestiti da ufficio con pantofole pantaloncini e maglietta. Fuori c’erano ormai quasi 30 gradi. Si spaparanzò sul divano versandosi un bicchiere d’acqua gelato sul bicchiere. Prese il telecomando e comincio a fare zapping non trovando niente di interessante. Si alzò andò in cucina e si preparò un sandwich, ma mentre stava per sbranarlo, suonò il telefono. Sbuffando e lasciando lì lo spuntino andò nel salottino e rispose al telefono. “Ciao Corrado, come stai ?” “Bene, e tu ? rispose Corrado che non era riuscito a capire chi era. “Sono Letizia, ci siamo conosciuti al Manuia non ti ricordi ? “Si mi ricordo” mentì spudoratamente Corrado non ricordandosi quale delle 4 ragazze conosciute fosse e a cui aveva lasciato il numero di telefono. “Mi fa piacere che mi hai chiamato e infatti speravo lo facessi perché volevo avere l’opportunità di conoscerti” cercando di cancellare la figura fatta gli rispose Corrado. “Ti andrebbe di vederci questa sera ?” “Certo stasera vado al Centralino, ti va se ci vediamo lì ?” “Va bene” rispose Letizia.”ci vediamo stasera, ciao” “Ciao”. Corrado tornò in cucina mentre suonò anche il cellulare. “Ciao, cocco allora a che ora ti passo a prendere” era Aldo che dimenticatosi delle lamentele sul Centralino era già ingrifato prima di andare a caccia. “Ma tu non eri quello che non ci volevi andare al centralino” disse Corrado “Ho cambiato idea, poi sono stufo dell’Even così cambiamo un po’”. “Va bene passa alle 10.00”. Finalmente Corrado riuscì a divorarsi il sandwich e nel mentre sbirciò la posta. Fu incuriosito da una busta gialla, la aprì e a caratteri di giornale lesse:_”STAI ATTENTO” Rinchiuse la busta e si mise a dormire dimenticandosi dell’accaduto. |
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Gianni era come suo solito al computer, e continuava a inserire i dati dei nuovi clienti. E come ogni giorno alle 10.00 era andato a prendere il caffè con Giacomo e Aldo. Giacomo aveva 26 anni fisico possente e lavorava come assicuratore come gli altri due. Il loro compito consisteva nel trovare nuovi probabili clienti e fissare un appuntamento e vendere poi i loro servizi. Aldo era biondo grasso e per suoi capelli tenuti lunghi, veniva scambiato per Sandy Marton, solo che avendo il viso un po’ cattivo veniva chiamato Sandy Marcio. I tre si erano abituati a trascorrere insieme quei dieci minuti di pausa e ormai da mesi si incontravano alle macchinette per il caffè e per due di loro l’immancabile sigaretta, fuori nel giardino dell’Azienda. Gianni diceva che non aveva senso prendere il caffe’ senza la sigaretta. Aldo anche lui soffiava e faceva cerchi di fumo, mentre Giacomo guardava i due dicendogli di smetterla di rischiare la vita che prima o poi gli sarebbe venuto un infarto o un tumore. Gianni rispondeva “un infarto e chi te l’ha detta questa?, al massimo a te che hai gia’ 52 anni, (ovviamente non era vero ma da quando una ragazza aveva detto questo a Giacomo, Gianni non perdeva occasione per rinfangare) io poi ne fumo solo 3 o 4 al giorno, e cosi’ fanno bene, come il bicchiere di vino a cena”. Poi i loro discorsi finivano sempre sul calcio e sulle donne. Tutti e tre single, ma mentre Giacomo per scelta, (anche se la sera si faceva il suo putan tur al parco per scegliere la slava che più’ gli piaceva, Aldo per sfiga (un 2 di picche tirava l’altro), Gianni per fare esperienza. Aldo aveva 30 anni e tutte le sere era in discoteca in cerca di selvaggina, pimpante all’ingresso e depresso all’uscita. Gianni invece che l’accompagnava attirava le occhiate delle piu’ belle ragazze del Manuia, il locale che si trovava vicino al fiume. I due ragazzi si sentivano troppo per bene e mai e poi mai avrebbero intrapreso la strada di Giacomo che continuava a baccagliare e andare con le prostitute della città. Aldo ovviamente era sempre incazzato con le tipe che secondo lui se la tiravano tutte. “Tutte puttane con gli altri e mai con me”. Gianni gli diceva che si doveva buttare ma Aldo era un timido (timido ma porco diceva Giacomo) gli piacevano tutte (basta che respirano). Finito il caffè e la sigaretta tornavano alla loro postazione aspettando l’ora del pranzo- Giacomo era quello che fruttava di più’ all’Azienda (era stato anche primo due anni addietro su 200 assicuratori e questo gli aveva fatto crescere la fama tra i suoi colleghi). Gianni era solo 6 mesi che lavorava lì non trovando altri posti dove lavorare, mentre Aldo quando si trattava di vendere perdeva la timidezza e infilava una serie di vendite stratosferiche cercando di eguagliare Giacomo. All’ora di pranzo si ritrovarono tutti e tre unendosi a Corrado che era tornato dalla sua missione. Non era molto felice e lo si vedeva nei suoi occhi. Giacomo gli chiese se gli era morto il gatto, ma Corrado non rispose. Poi divorando la pizza capricciosa biascicò qualcosa inveendo contro il collega. La conversazione si era fermata al solito sulla Juventus il Milan e l’Inter chi era piu’ forte della propria squadra. Gianni propose di trovarsi tutti la sera al Centralino un bar del centro frequentato da bella gente, e molte belle ragazze e poi vedere come evolveva la serata. Aldo cominciò a bofonchiare qualcosa riferito alle tipe che se la stratiravano in quel locale e che lui preferiva andare in collina all’EVEN. Alla fine cedette e si accordarono per il Centralino. |
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L’INIZIO. Lunedi’ ore 21.00, Corrado correva, correva a perdifiato, ma i due ceffi lo stavano per raggiungere. Questa volta l’aveva combinata grossa . Il primo dei due ceffi ,quello piu’ avanti mentre continuava a correre riusci’ ad estrarre la pistola, la punto’ verso Corrado che girandosi vide l’arma puntata su di lui. Il secondo ceffo invece stava perdendo terreno, d’altronde la stazza non lo agevolava, infatti pesava piu’ di 90 kg per 1,75 di altezza. Infatti ansimava e stava per desistere. Allora Corrado decise di buttarsi a destra in una via laterale, mentre il primo ceffo il piu’ snello sparo’. Il colpo parti’ in un sibilo e il proiettile stava per raggiungere Corrado. Seguendo la traiettoria Corrado sarebbe stato colpito alla gamba destra. Ma cosa ci faceva Corrado in quella via buia e stretta inseguito da quelle 2 persone. Tutto era iniziato una settimana prima……continua |


Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 21:44
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2007 alle 23:49
Inviato da: Anonimo
il 14/12/2007 alle 10:31
Inviato da: Anonimo
il 28/07/2007 alle 00:16
Inviato da: m.fabrizio
il 01/05/2007 alle 14:38