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Creato da ladamadivetro il 20/06/2008

Momenti

Mille e mille fragilità

 

 

La freccia

Post n°334 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da ladamadivetro
 

SCONGIURO PER CAMMINARE IGNORANDO SE STESSI

Ho sempre creduto di andare avanti
un passo dietro l’altro per poi ricominciare,
ma non so perché, seguendo questo procedimento,
finivo sempre oltre il punto verso cui mi dirigevo.
Andare verso un uomo in linea retta
era il modo più sicuro di perderlo di vista:
correr verso un oggetto delizioso bastava
per aprire un vuoto proporzionale al suo fascino.
Se volevo toccare la neve in montagna,
e iniziavo l’ascesa, con lo sguardo alle cime,
mi ritrovavo a scendere per una valle fertile
con timidi ruscelli di ghiacciai.
E quando mi immergevo, per poi attraversare
a nuoto un qualche fiume, giungevo, inevitabilmente,
nel medesimo luogo da dove ero partita.
Fu doloroso percepire quanto di vero c’era
nelle parole del saggio Zenone;
non erano per me affatto un paradosso
piuttosto un’evidenza che dovevo accettare:
mai sarebbe stata tirata
la freccia che mirava al centro;
io mai sarei riuscita ad arrivare quindi
dove volgevo l’occhio o il desiderio.
Nemmeno ci riuscii seguendo
i consigli di un celebre filosofo portato in matematica:
né descrivendo un’ellittica breve,
né camminando a zig-zag o in circolo
cessavan di fuggire le cose cui anelavo,
vuotarsi tutti i luoghi e tutte le vetrine
oppure cancellarsi dalla mano
i possibili amanti o i destini.
Dovetti disperarmi. Dovetti perder la speranza.
E seppi che era un bene.
Provai a guardar di sbieco le cose e gli esseri che amavo,
entrar nel loro mondo senza nessun proposito.
Mi misi a camminare ignorando me stessa
e all’improvviso il mondo
si soffermò nella mia mano.

Chantal Maillard

Questa meravigliosa poesia è della spagnola Chantal Maillard, poetessa specializzata in Filosofia e Religioni indiane. Con queste sue parole ci consiglia di non preoccuparci troppo delle regole, di evitare piani dettagliati da seguire, di non ragionare semplicemente per schemi, ma di affidarci al carpe diem, alla creatività, di osservare la realtà da un punto di vista differente onde evitare che le nostre vite si infilino in un labirinto da cui non riescono più ad uscire, esattamente come il celebre paradosso di Zenone, quello della freccia, spazio/tempo. 
La freccia che si dirige verso il bersaglio in realtà è ferma, occupando lo spazio della sua lunghezza in ogni singolo istante. Se la nostra vita è quella freccia, non riusciremo mai a muoverla: ma se saltiamo la logica e spostiamo la nostra visione, allora la vedremo correre veloce verso il bersaglio.

Amici cari, la vostra dama vi augura di fare centro in ogni bersaglio della vostra vita e vi abbraccia tutti fino al nostro prossimo incontro.

Alessandra

 
 
 

Un pensiero per Te :-)

Post n°333 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da solosorriso

Aspettando...Ti

Un abbraccio di buon fine settimana.

Carmen

 
 
 

Per Voi

Post n°332 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da ladamadivetro
 

Un'immagine, un pensiero. Dall'amica ormesullasabbia ho imparato il potere delle immagini, di quanto ci avvicinino a stati d'animo nostri e di altri. In questo caso questa immagine mi ha portato vicino allo stato d'animo della cara solosorriso che, da quel che ho letto nel suo blog, mi sembra di aver capito che non stia attraversando un periodo buono. Lo lascio a tutti voi questo pensiero/saluto ma principalmente a lei con un abbraccio particolare. Coraggio cara, tutto si evolve pian piano. Ritrova il tuo sorriso così prezioso per tutti noi.

E' un augurio che la vostra dama estende ad ognuno di voi, affinchè non perdiate mai la forza del vostro sorriso.

Arrivederci presto.

Alessandra

 
 
 

Fino al prossimo Natale.

Post n°331 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da ladamadivetro
 

E tutto torna al proprio posto. Rimettiamo via il Natale e i suoi colori come si ripongono gli abiti tra una stagione e l'altra. Tutto al proprio posto nelle vecchie scatole, quelle che ancora profumano di cartone, di pino, di colla. Ogni cosa al suo posto tra la polvere delle soffitte o tra gli scaffali della cantina, insieme ad altre cose. Oggetti immobili che riprenderanno vita con il fiato di un altro Natale. Aspetteranno pazienti nel riposo dei sentimenti e di uno spirito che si perde nell'attimo stesso in cui chiudiamo le scatole. Uno sguardo più attento ed ecco spuntare un nastrino dorato, una pallina sbeccata, qualcosa che si è rotto tra un passaggio e l'altro.
E così si butta un pezzo di Natale
con un po’ di malinconia, per la verità.

Fino al prossimo anno.

 
 
 

La resilienza

Post n°330 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da ladamadivetro

Una parola poco nota: resilienza. Con questa parola si definisce la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.
Alcuni possiedono questa funzione psichica in modo innato, mentre altri l'hanno acquisita nel tempo in rapporto con l'esperienza ed il proprio vissuto. Questo concetto si sta affermando sempre più nell'analisi dei contesti sociali successivi a gravi catastrofi di tipo naturale o dovute all'azione dell'uomo quali, ad esempio, attentati terroristici, rivoluzioni o guerre. In queste situazioni si osservano popolazioni che riescono lentamente a recuperare dignità umana e ricostruire una propria sicurezza economica lavorando duramente senza perdere la fede, mentre altre si lasciano andare alla miseria, al dolore e alla depressione elemosinando aiuti all'esterno e lamentando la sfortuna ricevuta.
Questo dimostra che non sempre chi abbia avuto una vita piena di ostacoli sia in grado di essere resiliente perché c'è chi soccombe, chi rende la vita agli altri difficile perché loro sono stati i primi a soffrire e chi invece impara dalle difficoltà e ne fa tesoro per gli altri.
La persona resiliente non cerca tanto di resistere alle difficoltà o alle deformazioni quanto di ripristinare o trovare uno status di benessere che renda possibile l'espressione della propria persona riorganizzando il proprio progetto di felicità. Se pensiamo al mondo dello sport il vero atleta è qualcuno molto abile nel fronteggiare le difficoltà.  Qualcuno disposto ad affrontare un problema dietro l'altro, a misurarsi con tutti i tipi di disagio, a reggere a stress notevolissimi.
Molte meteore fanno successo in breve tempo e poi si perdono nel buio dell'universo perché non sono abituati a perseverare e a guardare oltre gli ostacoli.
Hanno raggiunto i primi successi molto in fretta e facilmente senza poi impegnarsi seriamente e pazientemente a mantenere il livello raggiunto ambendo a mete più elevate. Infatti la comodità rende deboli e gli ostacoli sono opportunità nel momento in cui li sappiamo affrontare. Il mondo dello sport può essere proprio una scuola di vita anche nel vivere la nostra quotidianità e il nostro lavoro.

 
 
 

Per Te!

Post n°329 pubblicato il 02 Gennaio 2012 da ormesullasabbia.a

Tesoro! ^_____^

Non dimenticare la calza!

Paola

 
 
 

Felice Anno Nuovo.

Post n°328 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da ladamadivetro
 

Il tempo è come un ospite alla moda, il quale stringe appena la mano del convitato nell'atto in cui prende congedo, e al tempo stesso spalanca le braccia, quasi dovesse spiccare il volo per abbrancar l'ospite ch'è sul punto d'arrivare.

W. SHAKESPEARE, Troilo e Cressida

Abbracciamo dunque amici cari questo nuovo anno che sta arrivando, abbiatene cura come si fa con un ospite gradito, sorridetegli quando busserà alla vostra porta e si sentirà, a sua volta, in dovere di regalarvi momenti belli da conservare nel tempo.

Manteniamoci fiduciosi verso i giorni nuovi che ci attendono e viviamoli uno per uno così come saranno.

Amici cari, la vostra dama vi augura un anno nuovo ricco di gioia, amore, fiducia e tanto coraggio nell'anima. Affettuosità per tutti. A presto.

Alessandra

 
 
 

Se pur fatiche e sogni

Post n°326 pubblicato il 27 Dicembre 2011 da ladamadivetro
 

Se pur fatiche e sogni
e la mesta ubbidienza me malvivo fanno,
e rare tue fronde, poesia,
un'ultima gaiezza mi soccorre
e brevemente il mio deserto illude.
Sorriso estremo,
labile zampillo d'acque che dal perso tempo
smorzato appena insorge,
e i duri raggi del dispietato sole di mia vita
fa un attimo brillare,
ultimo dono dell'avara infanzia,
questo: giocare.
 
Sergio Solmi da Fine di stagione

Tra una festa e l'altra mi piace gustarmi le mie vecchie poltrone e il divano dove riassapora vecchie ma amate letture e qualche film che mi ha conquistato a tal punto da voderlo rivedere. Meglio ancora mi piace chiudere gli occhi in una sorta di dormiveglia dove mi crogiolo in una specie di sogno frammisto a pensieri odierni o antichi, ricordi che riaffiorano dolcemente.
Il bambino che è in noi ogni tanto si desta e sveglia anche i nostri più reconditi ricordi. Il tempo spensierato dell'infanzia emerge e ci sorprende a qualunque età.
Non so se avete visto quel meraviglioso film francese Il favoloso mondo di Amélie. Comunque, in una scena, la trasognante Amélie scopre fortuitamente in un nascondiglio del suo appartamento una scatola con i giochi che erano appartenuti tanto tempo prima ad un ragazzo. Indaga presso i vecchi inquilini dello stabile e riesce a rintracciarlo; gli fa ritrovare la scatola in una cabina telefonica.
L'emozione di quell'uomo è indescrivibile: è il tempo che si racchiude su se stesso. E proprio questa emozione, che a tutti noi capita qualche volta di provare ritrovando oggetti o immagini del tempo che fu, è quella che Solmi descrive magistralmente.

 
 
 

Auguri per Te :-)

Post n°325 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da solosorriso

Tanti cari auguri a Te e i tuoi cari di un Natale sereno e gioioso :-)

Un pensiero dolce alla piccola Irene.

Carmen

 
 
 

Natale.

Post n°324 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da ladamadivetro

Ma è la vigilia di Natale. Se è passato il tempo in cui accadevano miracoli,
ci è rimasto almeno un giorno magico in cui tutto può succedere.
JOSTEIN GAARDER, La ragazza delle arance

E ci si accorge che è Natale. Un Natale strano quest'anno, ancor più rigido dell'anno passato. Rigido non nelle temperature ma nei rapporti. Rimpiango il Natale di quando ero bambina o di quando era piccolo mio figlio. Rimpiango quell' estasi e la gioia del rito dell'accensione dell'albero. Mia madre si è sempre occupata delle decorazioni in casa ma l'albero era rigorosamente compito di papà. Maestro nella simmetria di luci e palline sull'albero, ha sempre creato dei piccoli capolavori e l'otto dicembre alle ore 20, nè un minuto di più nè un minuto di meno, ecco che si compiva la magìa delle luci con un'armonia di intermittenze che riuscivano a trattenerci lì davanti per ore. Bagliori che ci incuriosivano più dei regali in bella mostra sotto l'albero.
"Il pacco più piccolo contiene sempre le cose più preziose"; sono cresciuta con questa frase. Così mi illudevano e tenevano a bada la mia insurrezione nei confronti dei pacchi degli altri fratelli che erano di dimensioni più grandi. Da allora ho sempre creduto che dentro un piccolo pacchetto ci possa stare molto di più, ero innamorata delle mie piccole cose. Amo ricordare quei giorni, l'armonia che ci univa come famiglia, l'affetto che si sentiva forte la notte di Natale quando eravamo tanti piccoli cuccioli intorno ad un grande albero insieme ai nostri genitori e i nonni.

Quest'anno sarà un Natale di distanze. Mio figlio parte domani con un paio di cugini più grandi per andare negli Stati Uniti a passare il Natale dal padre. Non sono contenta di questo ma non potevo dirgli di no. I ragazzi crescono e le nostre tavole si svuotano un pò. E' la legge della natura.
Mancherà anche Irene e anche questo non mi piace ma non posso che accettare. Mia cognata ha deciso che passeranno le feste con gli altri nonni e mio fratello non si è opposto, non vuole contraddirla.
Accetto a malincuore questa decisione, ormai la spaccatura è evidente. Non ho più nemmeno parlato di Irene volutamente perchè provo dolore. Ho cercato di vederla come una di quei bambini della polvere, uno dei tanti visini smarriti di L'Aquila che ancora ricordo bene. Dal canto mio sto cercando di non far pesare su di lei questa situazione che si è venuta a creare. Lei sa che io sono spesso via per lavoro per cui si è rassegnata a non vedermi più spesso come prima. A me il cuore invece si spezza ogni volta che penso a questo sconcertante atteggiamento di mia cognata.
Ho fatto bene, ho fatto del bene e di questo mi faccio forza. Domani le porterò il regalo che ho scelto per lei. Niente di eclatante o esagerato, niente che potrà essere per lei un regalo diverso o più grande di quello dei sui genitori. Una semplice casa di Barbie, un gioco come tanti ma che so essere un suo desiderio. Cercherò di farmela dare almeno per un pomeriggio, giusto il tempo di parlare un pò con lei lungo le strade affollate di persone. Il tempo di qualche sorriso davanti ad una cioccolata fumante. Lei ed io, proprio come un tempo. Ma sarà difficile. So che mia cognata cercherà di ostacolare anche un solo momento di solitudine con la bambina.

E quindi Natale, un Natale con i pochi piccoli rimasti, quelli che ancora saranno capaci di entusiasmarsi davanti alle luci del nostro vecchio e grande albero.

Miei cari, la vostra dama vi stringe in un unico abbraccio augurandovi un Natale felice insieme alle vostre famiglie. Un Natale che vi dia gioia e tanta serenità nel cuore.

Alessandra

 
 
 

Piccolo dono per il tuo blog!

Post n°323 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da ormesullasabbia.a

 
 
 

La casa del tempo



GIORNI D'INVERNO NELLA CASA ESTIVA

Nella solitudine di questi giorni d'inverno
con gli alti fiori di aloe rossi nel giardino,
in casa non c'è nessuno e io la abito.
Ci sono gli uccelli. E la luce del sud
nel giorno indeciso.
Viene la notte con gli occhi bendati
e cieca cade fuori dai muri
così fredda, così ampia.
Vivo nell'intimità della casa vuota,
e nelle stanze disabitate
posso sentire il suono attutito della vita,
toccare il tempo congelato,
gustare negli specchi un sapore dolce,
la noia di un'immagine senza gioventù.
E ci sono, però, il calore di una vita già indossata,
il segreto entusiasmo di essere stato.

Francisco Brines

Una poesia che si addice a questo mio periodo che ho dovuto dedicare al lavoro. Una full immersion dentro le responsabilità lavorative da cui non ci si può sottrarre. Mi sono rinchiusa dentro la casa al mare, in solitudine, per portare a termine ciò che dovevo assolutamente terminare entro questo mese.
Ma com'è vivere nella casa che si usa per le vacanze estive in inverno? Quali sono le sensazioni e le emozioni che dà? Sono le domande a cui risponde questa poesia malinconica che naviga nel corso del tempo con la serena accettazione del suo scorrere.
Quello che alla fine emerge, da questi giorni trascorsi nella casa delle vacanze estive così diversa in inverno - le sere brevi, il freddo, il silenzio, il caminetto acceso, il tempo che sembra scorrere più lento - è un sapore dolce di nostalgia.

Domani si torna a casa. C'è un Natale da affrontare.

 

 
 
 

Grazie a tutti.

Post n°321 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da ladamadivetro
 

Voglio ringraziarVi amici cari che avete continuato a sostenermi in questo blog. So che comprendete e perdonate le mie lunghe assenze. In un angolino profondo del mio cuore vive e batte il pensiero per Voi.

Grazie miei cari. Presto passerò a far visita ai vostri mondi.

Ale

 
 
 

:-)))

Post n°320 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da solosorriso

Cara Ale, spero tutto bene e che presto ti leggerò...

Carmen

 
 
 

Ciao tesoro!

Post n°319 pubblicato il 05 Novembre 2011 da ormesullasabbia.a

 
 
 

Un pensiero per te!

Post n°318 pubblicato il 29 Ottobre 2011 da ormesullasabbia.a

Un pensiero che è un caro abbraccio!

Paola

 
 
 

Il mio saluto per voi.

Post n°317 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da ladamadivetro
 

IL SOLE

 "Vi sono esseri grandi, nobili e puri che hanno vissuto e ancora vivono sulla terra; ma quali che siano le loro qualità, è impossibile trovare una creatura che possa essere paragonata al sole per luce, amore e generosità. Il sole è l'unico sulla terra che esprima la grandezza di Dio, ed è lui che dobbiamo prendere come modello. Se gli esseri umani sono spesso deboli, cupi, tristi e astiosi, è perché non hanno per ideale qualcosa di infinito. Il loro ideale è di assomigliare a un dato membro della loro famiglia, a un certo uomo politico, a un determinato attore o a un certo miliardario. Ma che modelli sono questi? Andate a vedere le loro debolezze, le loro angosce, i loro disordini! Il sole, invece...
Niente può essere paragonato a lui. Se lo prenderete come modello, il vostro intelletto riceverà la sua luce, il vostro cuore il suo calore, il vostro spirito la sua potenza. E, soprattutto, come lui, saprete essere generosi."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Ecco quello che la vostra dama ha pensato di dedicarvi cari amici. Un saluto caldo e d'affetto che possa scaldare i giorni freddi che arriveranno, quelli che sono davanti a noi. Voglio per voi un cammino fatto con il sole e nel sole.

Arrivederci presto.

Alessandra

 
 
 

Figli e dintorni.

Post n°316 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da ladamadivetro
 

Molti giorni sono passati dal mio ultimo ingresso in questo blog. Tutto era da rimettere a posto: il rientro a casa dopo tanti mesi, il lavoro da riorganizzare, alcuni rapporti da riallacciare ma in primis mio figlio. L'ho trascurato molto in questi mesi e avevamo un arretrato da recuperare. Abbiamo passato una settimana a raccontarci le nostre estati. Io l'ho riempito di Africa sapendo di toccare in lui alcune corde che accomunano entrambi. Lui mi ha parlato dei suoi sogni, delle sue aspettative, delle sue conquiste. Questo tra di noi succedeva mentre Roma fibrillava. Mentre scorreva un corteo di violenza. Mentre per un giorno intero siamo stati prigionieri della violenza e della devastazione. E guardavo il viso di mio figlio, ascoltavo i suoi discorsi ma nello stesso tempo dovevo frenare la sua voglia di andare a schiaffeggiare chi, poco lontano dalla nostra casa, non riusciva a rispettare nemmeno il crocifisso di un piccolo oratorio o la macchina di un poveretto che ancora se la doveva pagare e non possiede un posto auto al chiuso. Trattenerlo è stato davvero difficile perchè la stessa sua voglia era anche la mia. Per la prima volta ho avuto paura per lui, per me, per la nostra città che, pur se abituata alla gente, alle grandi manifestazioni, alle proteste, ai comizi, ha sofferto per una giornata che è sembrata più lunga del solito. 
Quei giovani devastatori molto vicini all'età del mio ragazzo, mi hanno spinto a pensare ai loro genitori che sicuramente non conosceranno quest'aspetto dei loro ragazzi, questa specie di doppia personalità. Questo pensiero mi spaventa e mi fa guardare mio figlio con occhi interrogativi ma solo per un attimo. Lui ed io siamo cresciuti insieme, lo conosco profondamente, parliamo di tutto per ore o giorni se è necessario.
Mi chiedo se la vita frenerà i suoi entusiasmi, la sua voglia di fare per sè e per gli altri. Mi chiedo quanto questo figlio così dolce riuscirà ad avere in cambio, se sarà amato per quanto sa amare, se avrà rispetto nella stessa misura in cui ne offre. Sarà compreso per come cerca di comprendere tutti? Quante domande e le risposte saprà darle solo la vita, il tempo che inesorabilmente me lo sta facendo diventare un giovane uomo. Certo non è un angelo, non è un essere perfetto. Ha il suo carattere anche un tantino ribelle, quel giusto mix di bastardaggine e dolcezza che lo rende affascinante agli occhi di molte ragazzette che ho già avuto modo di conoscere.
I figli sono un'ansia continua e, di questi tempi, crescerli è sempre più difficile e ultimamente sempre più coppie scelgono di non avere figli. Le motivazioni sono tante e consone a questi tempi moderni. Ci si sposa sempre più tardi ad un'età spesso troppo avanzata per avere la possibilità di mettere al mondo dei figli o, più semplicemente, per avere l'energia necessaria alla crescita di un bimbo, possono esserci problemi economici, una coppia poco stabile, la donna che sceglie di preferire la carriera alla ruolo di madre etc. Alcune di queste motivazioni possono anche essere ritenute valide, altre meno, a seconda del proprio modo di vedere le cose e della propria scala di valori.
Ultimamente, però, si sente spesso una motivazione alternativa: "non voglio avere dei
figli per non vederli crescere nella corruzione di questo mondo e, magari, morire tra tutta questa cattiveria ed ingiustizia". E' una riflessione molto forte, un'affermazione sulla quale ho riflettuto a lungo.
E' davvero così? Possiamo veramente affermare che non esiste futuro per i  nostri figli? Sebbene a volte ci si senta sopraffatti dal male dilagante e dalle indubbie difficoltà che il mondo ci mette davanti,  credo che la mancanza di speranza nel futuro sia il peggiore degli handicap che una persona possa avere.
Gli esseri umani hanno la capacità di ricostruire dove è stato distrutto, di formare quello che è informe, di elevare un'intera generazione se necessario. 
Scegliere di non avere figli per paura, vuol dire negare al genere umano qualunque possibilità di rivalsa, è un segno di resa. I nostri figli arriveranno molto più in la di dove siamo arrivati noi ed i figli dei nostri figli faranno altrettanto con i loro genitori;  se crediamo nel bene, dunque, dobbiamo avere fiducia, lasciare che la vita dei nostri figli sbocci e cresca, tentando di renderla abbastanza forte da non essere spezzata dalle tempeste del dolore e della cattiveria e poi lasciare che essa faccia il proprio corso.
Non mettiamo dei limiti a quello che i nostri figli potranno fare su questa terra perché il ruolo di ognuno di loro potrebbe essere determinante per il  bene comune.
E' compito di noi genitori "sorvegliare" sulla capacità di discernimento dei nostri figli affinchè ad esempio possano partecipare a quelle che vengono definite manifestazioni pacifiche senza che invece si schierino dalla parte di chi del bene comune non se ne interessa proprio.

 
 
 

Un pensiero per te

Post n°315 pubblicato il 08 Ottobre 2011 da ormesullasabbia.a

Ale! ^___^

Buon week end tesoro!

Paola

 
 
 

Del sonno

Post n°314 pubblicato il 30 Settembre 2011 da ladamadivetro
 

Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose
allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia
di fame di carne
quel che non so cosa sia
definitivamente l'indefinito.
Dormo irrequieto
e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto,
mezzo sognando.

Fernando Pessoa

 
 
 
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MANEGGIARE CON CURA

 

 

DONI PER IRENE

Ciao Irene, voglio dedicarti questa immagine visto che ami disegnare e per ringraziarti delle belle immagini che scegli sempre per me.
Che la tua vita sia sempre costellata da un arcobaleno di felicità...

Questo dolce e colorato pensiero è della cara amica solosorriso che ringraziamo di cuore. 

Alla mia dolce e piccola Irene!
 

Ti aspetto bambolina! ^___^ Un bacio! Zia Paola

  da ormesullasabbia.a

 

Piccola cara! ^___^ Questo abbraccio dolce è per te!

Ci sia sempre il sole nella tua Vita!

 zia Paola


Grazie di questi teneri pensieri cara Paola, zia meravigliosa.
 

PENSIAMO ANCHE AGLI ALTRI

Chiedo una visita al blog - CARLO PARLANTI FREE -  un segno per fargli sentire la nostra vicinanza.

 

PER LE DONNE E CON LE DONNE, SEMPRE!

   

 


NO ALLA VIOLENZA!
NO ALL'OMERTA'


  












(http://www.riconoscilaviolenza.it/?op=home)

 

 

RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA FEMMINILITà

CON L'ORGOGLIO DI ESSERE
SEMPRE DONNE



 

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DOMANDA


Qual'è la vera sostanza dell'amore?

 

PREMIO


E' un onore per me esprorre questo premio che ha voluto donarmi l'amico Argo (
http://blog.libero.it/
cercodicapire/
 )
che ringrazio di cuore.

 

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La tua rosa tra i miei fiori cara
amica ormesullasabbia, a significare 
amicizia sincera.
E adesso ci aggiungo
il cuore

Dalla cara amica Marie questo
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