Creato da solosorriso il 17/01/2008

CertePiccoleVoci

E' bellissima da dentro la fine delle poesie, sapere che non c'è più tempo e dirti le mie...

 

Buon fine settimana :-)

Post n°2676 pubblicato il 23 Marzo 2019 da solosorriso

Mi piace il verbo sentire.
Sentire il rumore del mare, sentirne l'odore. Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente.  Alda Merini 

Ed io oggi sento la Primavera...

Sereno fine settimana a tutti Voi

 
 
 

Auguri a tutti i papà...

Post n°2675 pubblicato il 18 Marzo 2019 da solosorriso

"Oggi molti giovani, anche inconsapevolmente, hanno nostalgia del padre. Quello vero. Che ti guarda, magari anche da lontano, ma che ti vede, ti sorride, ogni tanto ti sgrida. Un padre che non fissa continuamente l'orologio, ma che guarda il figlio negli occhi per infondergli coraggio" (C. Risé)

 

E tanti auguri a tutti i papà che ancora possono sorridere ad i loro figli...ma anche a quelli che ci guardano da lassù con un sorriso più lieve...

 
 
 

Donne da 8 marzo...

Post n°2674 pubblicato il 08 Marzo 2019 da solosorriso

"Se mi faccio comprare, non sono più libera, e non potrò più studiare: è così che funziona una mente libera" (Ipazia)

Ci sono tanti modi per festeggiare la Giornata delle donne, dalle mimose che è meglio lasciare sugli alberi, ai vari regali pensati ad hoc. Quest'anno io voglio farlo pubblicando la storia di una donna speciale, Ipazia d'Alessandria, uccisa proprio l'8 marzo del 415 d.C.

Chi era Ipazia d'Alessandria

Matematica, astronoma, filosofa, Ipazia d'Alessandria visse ad Alessandria d'Egitto tra la fine del IV e l'inizio del V secolo.  Ipazia non si sposò mai e a 31 anni assunse la direzione della Scuola neoplatonica di Alessandria. A quanto pare fu il padre Teone a incoraggiarla a intraprendere gli studi scientifici. Quasi da subito si dimostrò molto portata per l'astronomia, fece infatti curiose scoperte sul moto degli astri, di cui parlò nel Canone astronomico. Di lei, Gemma Beretta scrisse: "Ipazia insegnava ad entrare dentro di sé (l'intelletto) guardando fuori (la volta stellata) e mostrava come procedere in questo cammino con il rigore proprio della geometria e dell'aritmetica che, tenute l'una insieme all'altra, costituivano l'inflessibile canone di verità."

La sua vita iniziò a destare interesse una ventina d'anni dopo il decesso, avvenuto per assassinio, per merito degli storici della Chiesa Socrate Scolastico e Filostorgio. Dopo 80 anni ne parlò anche Damascio di Damasco, che le dedicò una biografia. Socrate Scolastico e Filostorgio nei loro scritti fecero accuse più o meno velate di omicidio nei confronti di Cirillo, Vescovo di Alessandria, ancora vivo, uno dei cristiani che odiava Ipazia. A tal proposito Socrate Scolastico scrisse: "Ella giunse ad un tale grado di cultura, che superò di gran lunga tutti i filosofi suoi contemporanei. [...]. Per la magnifica libertà di parola ed azione, che le veniva dalla sua cultura, accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei lo stare in mezzo agli uomini. Infatti, a causa della sua straordinaria saggezza, tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale. Per questo motivo, allora, l'invidia si armò contro di lei. Alcuni, dall'animo surriscaldato, guidati da un lettore di nome Pietro, si misero d'accordo e si appostarono per sorprendere la donna mentre faceva ritorno casa. Tiratala giù dal carro, la trascinarono fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario: qui, strappatale la veste, la uccisero colpendola con i cocci. Dopo che l'ebbero fatta a pezzi membro a membro, trasportati questi pezzi al cosiddetto Cinerone, cancellarono ogni traccia di lei nel fuoco". Damascio, nella biografia dedicata ad Ipazia, affermò che il vescovo Cirillo tramò il suo assassinio mosso da invidia.

Detestata o amata, Ipazia di certo non passava inosservata, Socrate Scolastico e Damascio affermarono che grazie a lei la filosofia tornò ad Alessandria, era infatti una donna generosa, che condivideva il suo sapere con tutti. Ecco perché il popolo la amava e rispettava. Si racconta infatti che Ipazia fosse disponibile a insegnare a chiunque volesse ascoltarla, anche nelle strade della sua città.

Gli studi e gli insegnamenti di Ipazia

Non sono rimasti scritti di questa donna straordinaria ma le fonti antiche le attribuiscono sicuramente un commentario a un'opera di Diofanto di Alessandria e uno alle Coniche di Apollonio di Perga. Probabilmente scrisse anche un suo Canone astronomico. Sono stati alcuni dei suoi discepoli a tesserne le lodi come Sinesio, che costruì un astrolabio concepito sulla base degli insegnamenti della maestra, e fu sempre lei a ispirare un altro strumento, l'idroscopio.

Per quanto riguarda il pensiero filosofico di Ipazia, è sempre Sinesio a fornirci preziose indicazioni. Si dice che Sinesio, durante la scuola con Ipazia ad Alessandria, si convertì alla filosofia divenendo parte di un importante circolo di iniziati alessandrini. Ipazia, a quanto pare, insegnò loro a considerare la filosofia un autentico stile di vita, una ricerca della verità. Secondo Socrate Scolastico Ipazia fu la sola erede, ad Alessandria, della filosofia platonica.

Cosa ci insegna la storia di Ipazia

In questo giorno dedicato al femminile è importante ricordare le vite di donne coraggiose e forti che hanno contribuito, ognuna a suo modo, a cambiare la mentalità del proprio tempo. Sebbene siano trascorsi secoli dai tempi di Ipazia e tante siano state le rivoluzioni portate avanti in nome delle donne, tutte noi continuiamo a subire ingiustizie e discriminazioni più o meno velate. Lo dimostrano i tanti delitti d'amore, la difficoltà a denunciare mariti, compagni, fidanzati violenti, dovuta a un sistema che non incoraggia la denuncia ma la paura, la disparità economica fra uomini e donne, tristemente attuale, la merceficazione del corpo femminile, all'ordine del giorno.

Purtroppo c'è ancora molto da fare, molta strada da percorrere per raggiungere la parità, molti stereotipi da abbattere, a partire dalle cose apparentemente più innocue. Il fatto che le pubblicità, per esempio, mostrino le bambine come piccole mamme alle prese con figli-bambole e maschietti intenti a spararsi con fucili e pistole giocattolo fa parte degli stereotipi. Così come il rosa bambina e il blu bambino, lei carina e lui birichino, lei "poco di buono" e lui sciupafemmine e così via. Come combattere questi stereotipi? Innanzitutto facendoci caso, prendendone consapevolezza, perché ritenendoli innocui, non facciamo altro che il loro gioco. (Laura De Rosa)

Ma davanti a storie così, come possiamo pensare che un fiore così fragile come la mimosa possa rappresentarci?

Buon 8 Marzo a tutte, ragazze


 

 
 
 

Donne...

Post n°2673 pubblicato il 06 Marzo 2019 da solosorriso

È facile essere una femmina, bastano un paio di tacchi a spillo e abiti succinti. Ma per essere una Donna ti devi vestire il cervello di carattere, personalità e coraggio.

Anna Magnani 

 
 
 

Buona settimana

Post n°2672 pubblicato il 03 Marzo 2019 da solosorriso

COINQUILINI

C'è anche chi mi ha visto di notte aggirarmi
con una lanternina fioca
e illuminare a uno a uno gli alberi del mio giardino
(c'era vento, pioveva, era buio)
per vedere se hanno paura o hanno freddo,
come facevo un tempo con i miei figli.
C'è anche chi poi
mi ha sentito andar via mormorando:
"Grazie a Dio, stiamo tutti bene".

N. VRETTÀKOS 

Quanto amore per la natura in questi versi...Immagine bellissima quella di un uomo che abbraccia gli alberi di notte...mentre piove...un uomo così è capace di ammirare il cielo...il sole e le stelle...è quello che armonizza i fiori ed i prati trasformando il tutto in poesia....

Comunque, stanno tutti bene tranne me  L'influenza purtroppo mi ha colpita in un momento meno adatto...ma chissà...forse mi dovevo proprio riposare un pò... Ufffffffffff non amo stare in casa così tanti giorni ma mi sa che mi tocca.

A voi tutti invece auguro una buona settimana e di godere di queste bellissime giornate di primavera anticipata...

 


 

 
 
 

E buon riposo sia...

Post n°2671 pubblicato il 20 Febbraio 2019 da solosorriso

L'INEMURI PSICOLOGICO (IL RIPOSINO MENTALE)


Inemuri è l'arte giapponese per riposarsi in pubblico, per un breve e semplice riposino.
I giapponesi riescono a riposarsi in pubblico facendo un breve pisolino senza mai estraniarsi del tutto da ciò che li circonda. 
In Giappone non c'è nulla di male nell'addormentarsi in pubblico, anzi, imparare l'arte del riposino in stile giapponese pare sia molto utile per recuperare le energie perse soprattutto a causa dei ritmi lavorativi molto intensi.
L'Inemuri è una sorta di riposino vigile: si chiudono gli occhi per riprendersi dalla stanchezza ma nello stesso tempo si mantiene una parte della mente sveglia e presente nel luogo in cui ci si trova.
In campo psicologico potrebbe essere utile a recuperare energie psichiche se si riescono ad effettuare "pisolini mentali" in cui si prova a staccarsi per qualche minuto da tutti i pensieri che affollano la mente, anche se ci si trova al centro di situazioni e persone, una "sorta di "assenza momantanea e consapevole".. 
Aiuterebbe a prendere il giusto distacco da ciò che fagocita o fa stare male o a disagio. Bisognerebbe allenarsi ad un "INEMURI PSICOLOGICO".
Roberto Cavaliere Psicoterapeuta 

Che dire? Per chi ci riesce una gran bella cosa...personalmente non riesco ad addormentarmi così facilmente in pubblico anche se, visto le giornate pesanti che mi attendono nei prossimi mesi, mi farebbe anche molto comodo per ricaricarmi le batterie  Ormai mi sono rimasti pochi giorni e poi inizierà un periodo di superlavoro fino a fine maggio...fin da ora perdonatemi se non potrò essere presente come vorrei


 
 
 

Quasi Primavera...

Post n°2670 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da solosorriso

E si inizia a sentire l'arrivo della Primavera...le sere si allungano e l'aria confonde...speriamo di non scontarle più in là queste bellissime e tiepide giornate...

Sereno fine settimana a tutti


 
 
 

Buon San Valentino...

Post n°2669 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da solosorriso

Ci sono persone che hanno un compagno, ma che si sentono talmente sole e vuote che è come se non lo avessero. 

Altre, invece, pur di non aspettare, decidono di camminare accanto alla persona sbagliata e, nel loro egoismo, non permettono a quella persona di allontanarsi, anche se sanno che non la rendono felice.

Ci sono persone che portano avanti matrimoni o fidanzamenti ormai distrutti, perché credono che stare da soli sia difficile ed inaccettabile. 

Ci sono persone che decidono di occupare il secondo posto cercando di arrivare al primo, ma quel viaggio è difficile, scomodo e ci riempie di dolore e di abbandono.

Eppure, ci sono altre persone che sono da sole e vivono e brillano e si lasciano travolgere dalla vita nel migliore dei modi. Persone che non si spengono, anzi, al contrario, che ogni giorno si accendono di più. Persone che imparano a godersi la solitudine perché le aiuta ad avvicinarsi a se stesse, a crescere e a diventare più forti dentro.

Queste persone sono quelle che un giorno, senza sapere esattamente quando né perché, troveranno al loro fianco una persona che le ama con amore vero e, allora, si innamoreranno nel modo più bello.

Madre Teresa di Calcutta

 
 
 

E intanto nevica...

Post n°2668 pubblicato il 31 Gennaio 2019 da solosorriso

Leggo...stasera leggo mentre fuori nevica...finalmente nevica...a guardare fuori dalla finestra nemmeno sembra la fine di gennaio...il riverbero della neve sotto la luce dei lampioni regala un colore caldo ed indefinito...il fumo dai camini si confonde con i fiocchi che cadono con ritmo regolare sulla strada completamente deserta...sembra la notte di Natale ed invece domani è febbraio

Stavo leggendo che:

"il primo febbraio, nella tradizione celtica, si festeggia Imbolc, la festa della pioggia, della purificazione che corrisponde alla Festa della Candelora che i cristiani ricordano il 2 febbraio. Imbolc è la festa della luce che inizia a manifestarsi con l'allungarsi delle giornate anche se siamo ancora in inverno. In attesa della primavera, la natura inizia a dare i primi segnali di risveglio. Parliamo, quindi della festa della rinascita e la trasformazione, il momento ideale per cominciare un nuovo ciclo di vita. E' il momento di condividere i progetti, le aspirazioni e i sogni.

Imbolc è un termine dall'origine incerta e potrebbe derivare da Imb-folc, cioè "grande pioggia' ed in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche "Festa della Pioggia".

Secondo la leggenda, gli esseri fatati si radunavano per celebrare la Dea della Luce o Brigit,  divinità del triplice fuoco, dell'arte, della fucina, delle tradizioni conservate e della guarigione. In onore della Dea, ancora oggi, è in uso tra i contadini appendere dei nastri colorati ai rami degli alberi di loro proprietà, al fine di esorcizzare la malasorte e di segnarli come simulacri delle malattie dalle quali intendono essere guariti. Era tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele. In epoca cristiana la festa di Imbolc venne equiparata alla Candelora. Poiché la festa pagana era sotto gli auspici della dea Brígit, si trasformò nella ricorrenza di Santa Brigida. Le tradizioni pagane e cristiane in questo caso si sono completamente fuse, trasformando una dea in una santa del calendario cristiano.

Durante Imbolc si usa accendere dei falò perché il fuoco è considerato sotto il suo aspetto di luce e di purificazione che si esprime attraverso le giornate che si allungano, il sole prepara con i suoi raggi la terra in vista della prossima semina e dei futuri raccolti.

Sempre secondo la leggenda, elfi, folletti e fate benedicono di nuova luce la propria abitazione, girando per le stanze di casa in senso orario con in mano la candela bianca accesa, visualizzando la potenza della luce che permea i muri, le suppellettili e tutti gli oggetti che "vivono" della nostra esistenza. Gli elfi si recano in un bosco o in un prato per raccogliere un dono per la propria casa come una penna d'uccello, una pietra, un sacchetto d'erbe, mentre le fate hanno il compito di spazzare fuori dall'uscio le energie morte dell'anno trascorso con la propria scopa celebrativa."

Buon febbraio a tutti voi


 

 

 
 
 

27 gennaio 2019 Io non dimentico...

Post n°2667 pubblicato il 26 Gennaio 2019 da solosorriso

Quando questo orrore finirà (perchè finirà) si faranno musei e nelle teche ci saranno scarpe, lettere, piccole foto tessera, ciocche di capelli, mucchi di vestiti lacerati. 
E ci saranno classi di scuola (perchè ci saranno) che si chiederanno come è stato possibile. 
E ci saranno superstiti che racconteranno se questo è un uomo. 
E ci saranno quelli che volteranno lo sguardo per la vergogna. 
E taceranno. 
E diranno che avevano ubbidito agli ordini. 
E ci saranno coloro che hanno avuto il coraggio di disubbidire che torneranno ad alzare gli occhi. 
E ci saranno nipoti che chiederanno ai nonni da che parte stavano. 
E ci saranno nonni, pochi, che risponderanno con verità "stavo dalla parte dell'umanità". 
E ce ne saranno altri che abbasseranno gli occhi e non risponderanno.

Ilda Curti 

In questa nuova giornata della memoria credo non ci siano rimaste più molte cose da dire...Non dimenticare invece è ancora e sempre fondamentale.

 
 
 

Oggi...

Post n°2666 pubblicato il 22 Gennaio 2019 da solosorriso

Il fatto che io continui a sorriderti
non significa che non sappia cosa dici e pensi di me.
Significa solo che me ne frego.
Ma con classe!

Totò

E oggi ci sta tutto tutto

 

 

 
 
 

Sguardi virtuali...

Post n°2665 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da solosorriso

ANCHE SE NON C'È WI-FI

Anche se non c'è wi-fi né cellulari
o Skype, posta elettronica, WhatsApp
e nemmeno segnali di fumo o colombe
né amici messaggeri
né postini,
con gli occhi io ti manderò segnali.

Olga Liliana Reinoso 

Ci sono quasi tutti i modernissimi strumenti di comunicazione nelle parole di questa poetessa argentina...ma anche quelli antichi, a dire il vero, non vengono trascurati...i segnali di fumo, i colombi viaggiatori fino alla classica posta. Ma tra questi il più importante rimane comunque l'imbattibile sguardo che è rimasto l'atto comunicativo per eccellenza fin dagli albori dell'umanità. Per entrare in contatto tra esseri umani senza bisogno di tante parole, spesso bastano degli sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più impercettibili...è il modo in cui un essere umano, nel suo intimo, risponde al richiamo di un altro.

Ecco, questo è quello che penso e prediligo ma non nego che anche questi blog, (e ringrazio chi nei commenti mi ha ricordato con gli auguri che oggi è il mio compliblog) senza bisogno di occhi o paroloni riescono a farci arrivare agli animi ed ai cuori delle persone soprattutto quelle che si mantengono sincere anche dietro un'anonima tastiera....Eh sì, anche l'anima può passare attraverso una tastiera proprio come attraverso uno sguardo 

Grazie per gli auguri al mio blog che compie ben 11 anni e buon fine settimana a tutti 

 

 
 
 

Coraggio...

Post n°2664 pubblicato il 12 Gennaio 2019 da solosorriso

Per chi ha bisogno di coraggio c'è un' espressione giapponese, formata da quattro kanji, che esprime il concetto per cui: come l'acqua 【水】che scorre【流】, le nuvole【雲】 si muovono【行】.

Qualunque avvenimento ci accada, anche un rannuvolarsi cupo del cielo, è destinato naturalmente a passare.

Felice fine settimana a tutti

 

 

 
 
 

Buon Anno :-)

Post n°2663 pubblicato il 02 Gennaio 2019 da solosorriso

L'anno è appena iniziato...quindi sono ancora in tempo per fare gli auguri a tutti voi...
Non mi chiedo come sarà o come vorrei che fosse, mi basterà che sia come quello appena passato...Sì perchè in fondo il 2018, per me, è stato un anno buono...E' stato un anno soprattutto di incontri e pochi scontri...Un anno che mi ha regalato abbracci, comprensione e soprattutto tanta tanta amicizia...Un anno in cui ho ricercato me stessa e la mia serenità...dopo tanto tempo mi sono messa al primo posto e non ho permesso a niente e nessuno di abbattermi.

Un anno che mi ha anche regalato tante sorprese e fatto ritrovare un pezzo di gioventù; un anno che mi ha dato l'opportunità di riabbracciare una persona a me molto cara che non vedevo da quasi 15 anni...Emozioni che non potrò dimenticare molto presto...

E l'ho chiuso proprio così...con un'emozione nuova. Un abbraccio nuovo, sconosciuto ma talmente caro, aspettato e desiderato a tal punto da farlo sembrare un abbraccio conosciutissimo che non ha fatto nient'altro che confermare e rafforzare l'idea che mi ero fatta della persona.

Grazie quindi 2018, spero che passerai il testimone al 2019 regalandomi le stesse emozioni, un pò di salute e soprattutto tanta forza per affrontarti poichè, lavorativamente parlando, so già che sarai un anno decisamente impegnativo Un passo per volta e tutto si farà...sempre e solo guardando avanti e con fierezza

E sia un buon anno davvero anche per tutti voi, capace di realizzare i vostri sogni ed i desideri più cari... Auguriiiiiiiiiiiiiiiiii

 
 
 

Buon Natale a tutti :-)

Post n°2662 pubblicato il 21 Dicembre 2018 da solosorriso

Ed eccoci a Natale...che dire? rischiamo di cadere nella retorica con le solite frasi fatte ma io voglio davvero augurare ad ognuno di voi che la gioia del Natale entri nei vostri cuori regalandovi il dono più bello: quel senso di pace in grado di alleviare, almeno per un pò, qualunque vostro tormento e disagio...

Di solito vi dedico nel mio blog di immagini (il link lo trovate sul lato sinistro) un'immagine natalizia e personalizzata, quest'anno invece ne ho postate una ventina pensando agli amici e lascio scegliere a voi quella che più sentite vostra...mi piacerebbe, naturalmente senza obbligo alcuno, che mi indicaste la vostra scelta così da capire se quello che ho pensato io per voi, corrisponde esattamente alla vostra scelta...insomma un gioco natalizio

Qui invece vi lascio un abbraccio affettuoso ed il mio più sincero augurio di Buon Natale e giorni di festa sereni insieme ad i vostri cari...

 
 
 

:-)

Post n°2661 pubblicato il 17 Dicembre 2018 da solosorriso

È il Natale nel cuore che infonde il Natale nell'aria.

William Thomas Ellis 

Già...ed inizia a sentirsi...con i soliti rituali...cene e pranzi aziendali, lucine, spettacolini di strada, una spruzzata di neve ed il freddo di dicembre ci accompagnano a questa settimana prenatalizia...ecco, che sia una settimana serena per tutti

 
 
 

8 dicembre...

Post n°2660 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da solosorriso

Otto dicembre...è sempre stata una data importante per la mia famiglia poichè i miei genitori festeggiavano l'anniversario di matrimonio e ci tenevano tantissimo...Voglio dedicare a loro questi pensieri perchè, se fossero ancora vivi, avrebbero festeggiato 73 anni di matrimonio...Un matrimonio che ha resistito indissolubile, con tantissime diversità e molta tolleranza...un matrimonio che è passato indenne tra sacrifici,  dispiaceri e qualche gioia...un lungo rapporto durato dal 1945 fino al 2011 cementato, come diceva mia mamma, da "un amore pazzo"...
Un matrimonio che, paragonato a quelli di oggi, fa chiedere se gli sposi che si accingono a farlo comprendano seriamente il vero senso del matrimonio.

Gli sposi sono sempre al centro della scena ma se osserviamo bene, ormai l'attenzione è riservata ad una gran sfilata di abiti da cerimonia per grandi e piccini, addobbati con chiome preparate da parrucchieri esperti, profusione di fiori magistralmente sistemati dai floral designer, montagne di cibo costosissimo, doni di ogni tipo, spesso inutili per scelta della coppia. E poi grandi sorrisi in posa con amici e familiari davanti al fotografo che dopo ne tirerà fuori di ogni...foto assurde ed improbabili, filmini di ogni genere ecc. 

Ma un matrimonio ha davvero bisogno di tutto questo? È questo il suo vero senso? I miei genitori tutto questo non l'hanno avuto...A due che si amano dovrebbe bastare un anello, qualche firma ed un festeggiamento discreto.
Ormai invece si tende a sfoggiare un lusso che stride troppo con la semplicità che caratterizza un  vero amore. Vi è mai capitato di vedere in tv il Boss delle cerimonie? Da mettersi le mani nei capelli...

Fino ad una ventina di anni fa l'occasione di uno sposalizio diventava motivo di ritrovo e di divertimento. Si ricorreva alla festa anche per racimolare qualche soldo per pagarsi la cerimonia, qualche accessorio per la casa e, magari, un piccolo viaggio di nozze in una località italiana mai visitata oppure il classico giro dai parenti lontani che non avevano potuto partecipare alle nozze.
Capitava più spesso di quanto si pensi, di trovarsi intrappolati in un legame che poteva essere una vera prigione ma si stringevano i denti e si andava avanti con dignità mantenendo fede a ciò che ci si era giurati sull'altare. 

Oggi,  a differenza di allora, non siamo disposti a rinunciare nemmeno al superfluo. Molto spesso ho visto naufragare matrimoni per difendere a spada tratta serate da single con gli amici, scappatelle, soldi per sciocchi vizi personali, come se fosse tutto lì un matrimonio: dormire insieme ma poi divertirsi da soli...Il fatto è che non siamo più abituati al sacrificio, nemmeno per amore.  Il vero senso del matrimonio non è certo nel giorno sfavillante della cerimonia e  va ben oltre un banale giorno di festa pieno di buoni propositi.

Faccio gli auguri ai miei genitori che sono lassù perchè mi piace pensare che festeggino lo stesso...Auguri amori miei...

A voi auguro un sereno fine settimana di festa

 

 
 
 

Dicembre...

Post n°2659 pubblicato il 01 Dicembre 2018 da solosorriso

Godi il regalo della luce del cielo di dicembre,

tanto discreta che è quasi solo trasparenza,

non dà fastidio ed è bellissima.

Ángel Gonzalez  

Eccolo qua l'ultimo mese dell'anno...quello che ci rende più malinconici per clima e ricorrenze ma che ancora regala gioie ai bambini che sono rimasti gli unici capaci di aspettare...

Il freddo, la nebbia e la neve renderanno tutto più ovattato ma lucine intermittenti e fiocchi natalizi lo coloreranno come al solito...

Auguro a tutti voi un dicembre che sappia regalare solo gioie nel cuore

 
 
 

25 Novembre TUTTI I GIORNI

Post n°2658 pubblicato il 24 Novembre 2018 da solosorriso

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!   William Shakespeare 

Questa storia terrificante è purtroppo vera e pubblicata su un sito dedicato a questo argomento sempre più attuale...Una storia come tante altre certo, come tutte quelle che giornalmente si sentono al telegiornale...ma fa la differenza il fatto che questa Donna abbia trovato il coraggio di denunciare!

Leggerlo può aiutare qualcuno sicuramente anche se auspico che le donne che leggeranno questa intervista non debbano riconoscersi nelle parole di questa Donna mentre invece spererei tanto che a leggere, riconoscendosi, possa essere qualche uomo...giusto per sentirsi una merda!!!

CHI AMA NON PICCHIA!!!

"Mi picchiava con il batticarne, mi umiliava e mi diceva 'puttana'. Ma quando denunci sei sola"

La testimonianza di una donna che per anni ha subito violenze psicologiche, fisiche e sessuali da parte del marito e che ha trovato il coraggio di denunciare.

"È iniziata come una storia normale, nulla lasciava presagire come sarebbe andata a finire, ma pensandoci oggi, i segnali c'erano tutti. Siamo stati insieme 14 anni. Quando l'ho conosciuto credevo di aver incontrato una persona che mi stava salvando da una famiglia che non mi stava bene, dal 'padre-padrone'. Non immaginavo che dovevo salvarmi da lui".

Umiliata, ricattata, sottomessa, picchiata, violentata:  la storia di Stefania (nome di fantasia ndr.), una donna del nord Italia, è una goccia nel mare. Simile a molte altre che riguardano le donne, eppure unica, per il riscatto e la forza dimostrata da una persona che ha deciso di ribellarsi.

"Dopo sposati, i rapporti con la mia famiglia si sono incrinati sempre di più per via di questioni economiche, mio marito è riuscito a farmi chiudere completamente i rapporti con mio padre, mettendomi di fronte a una scelta: o lui, o loro", racconta Stefania.

"A poco a poco ha creato il vuoto intorno a me. Quando le persone venivano a casa a trovarmi faceva di tutto e di più per farmi sentire a disagio. Una mia amica veniva solo quando lui non c'era perché provava imbarazzo nel modo in cui lui trattava me e i miei figli".

Dopo il matrimonio Stefania resta incinta ma la gravidanza va male e perde il bambino. Dopo due mesi però è di nuovo incinta ma il suo compagno non la supporta, né la accompagna alle visite: "mi lascia sola in tutto".

Nasce il bambino e dopo due anni ne arriva un secondo: "Lui però non lo voleva" racconta Stefania, "dalle analisi prenatali sembrava che il bambino potesse avere dei problemi, lui mi dice di abortire se c'è questa possibilità. Io scelgo di tenerlo. Non baso la vita di mio figlio su un calcolo di probabilità, ma una volta nato, quel figlio per lui resta sempre di serie di b".

La storia tra Stefania e il marito va avanti tra litigi sempre più feroci, Stefania lavora come archeologa ma non riesce a fare tutto da sola, così accoglie la proposta della suocera e si trasferisce in un paesino più piccolo dell' Emilia Romagna, dove vive la famiglia del marito, per avere supporto. Lascia il lavoro e dopo un po' anche il marito fa lo stesso e la raggiunge in quella casa dove vivono molte, troppe ore insieme. I litigi diventano sempre più accesi e furibondi.

"Prima che lui mi raggiungesse in quella casa, aveva già cominciato a contarmi i soldi, io ero obbligata a chiedere quello che mi serviva e a giustificare quelle spese. Dovevo chiamarlo e spiegare per cosa mi servivano i soldi, lui era fuori e quindi mi faceva una ricarica postpay. Io non avevo bisogno di niente secondo lui, tanto dovevo stare a casa. Non lavorando più dipendevo totalmente da lui. Era una violenza economica e psicologica".

"Mi ha annullata completamente, non avevo nemmeno tempo per trovarmi un lavoro. Stando a casa tutto il giorno la tensione e i litigi sono aumentati. Alla fine sono iniziati gli episodi di violenza fisica. Sono iniziati gli spintoni, i calci alle caviglie", prosegue Stefania.

"Quando vedevo che la situazione stava degenerando cercavo di nascondere la cosa ai nostri figli, ma non era facile".

Poi c'è stata la violenza sessuale: "da un anno e mezzo ormai dormivo sul divano ma negli ultimi tempi, di notte, mi prendeva e mi trascinava in camera da letto per fare quello che voleva. Io non urlavo e non mi opponevo perché c'erano i bambini, ma non volevo".

Nel 2015 Stefania gli fa recapitare una lettera di separazione ma lui la minaccia: "mi dice che mi avrebbe tolto i figli, perché non avevo una casa, non avevo un lavoro. Io avevo provato ad allontanarmi, ma lui mi ricattava".

"Le discussioni avvenivano di mattina mentre i bambini erano a scuola, ma con il tempo non c'è stato più limite, siamo arrivati a litigare tutto il giorno, anche il pomeriggio, la sera, non potevo cenare con loro perché altrimenti nasceva una discussione".

"Ero grassa, non meritavo di mangiare. Così mi diceva. Una delle volte che mi ha fatto più male è stata quando mi ha colpito con un batticarne, di quelli di ferro, sopra l'arcata orbitale perché avevo comprato i croccanti per il gatto senza chiedere permesso". "I croccantini per il gatto": mi ripete Stefania.

"Questo evento è stato il più grave fisicamente, lui mi dava della puttana davanti ai miei figli, ma di fronte a una colluttazione in cui ho cercato di difendermi, ho deciso di denunciare la cosa".

"Denunciare tuo marito, il padre dei tuoi figli, non è facile", spiega Stefania, "anche ammettere a te stesso che hai fallito, che non hai capito niente".

"Sono andata al centro antiviolenza e mi hanno dato una grossa mano a prendere coscienza della situazione, non avevo la minima stima di me stessa, mi sentivo una nullità. Quando sono andata alla polizia per denunciare ho trovato un poliziotto che mi ha davvero raccolta con il cucchiaino, ma dopo le cose si sono complicate".

Stefania ha cambiato avvocato e ha cercato di trovare la sua strada per allontanarsi dall'uomo che la opprimeva e che ormai aveva reso la sua vita un inferno.

"Ho incontrato anche persone che mi hanno scoraggiato: un'ispettrice di polizia mi chiese insistentemente se volevo procedere con la querela, dicendomi che poi si andava incontro al tribunale per i minori e così via, questa è stata difficile".

"Cosa dovevo fare, aspettare che mi ammazzasse?", si domanda Stefania. "Dovevo arrivare al livello che mi ammazzava di botte?".

"Ricordo il giorno che vennero a prendere mio marito a casa per l'allontanamento: andai a prendere i bambini a scuola, scoppiai a piangere con la direttrice. Ero senza un soldo in tasca, senza un lavoro, senza un riferimento familiare, mi rifugiai in chiesa con i miei figli. L'unico posto in cui mi sentivo tranquilla".

Oggi Stefania vive con i suoi figli, che vedono il padre due volte la settimana. Suo marito per un anno ha avuto il divieto di avvicinamento, l'ordinanza restrittiva: "poi l'ispettore mi ha chiamata per avvisarmi che non c'è stato un rinnovo. Lui vive a un civico di distanza da me, lo incontro sempre". E questa è una delle paure di Stefania.

"Se oggi mi dovesse succedere qualcosa, la gente saprebbe a quale porta bisognerebbe andare a bussare", ribadisce la donna.

"La cosa importante di questa storia, che non è diversa da altre molto simili alla mia, è che quando tu denunci ti si fa il vuoto attorno: vuoto sociale, legale, da tutti i punti di vista. Io non sapevo neanche che avevo diritto a un avvocato d'ufficio. Sono scaduti i termini per costituirmi parte civile nel processo".

Stefania ricorda con sofferenza specialmente i momenti in aula: "Quando sei in aula, con tuo marito a 50 cm di distanza, che ti ride in faccia mentre devi raccontare come sono avvenuti i pestaggi, le violenze sessuali, subendo domande che giustamente devono avere risposte, e con gli avvocati di lui che provano a metterti in difficoltà, posso garantire che è davvero difficile. La solitudine è trovarsi in un'aula di tribunale da sola".

"Oggi posso dire che se tornassi indietro andrei più spesso al pronto soccorso, denuncerei di più. Perché devono pagare queste persone ma devono anche seguire un percorso di recupero", conclude Stefania.

 




 

 
 
 

Per ridere un po' :-)

Post n°2657 pubblicato il 20 Novembre 2018 da solosorriso

Il grande segreto di tutte le donne rispetto  ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto!' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi, ma senza che il corpo venisse a contatto con la tavoletta. 
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di quando sei ancora una bambina, importantissima e necessaria, dovrà accompagnarti per il resto della vita.
Ma ancora oggi, ora che sei diventata adulta, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando devi andare in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate (è la posizione ufficiale da 'me la sto facendo addosso').
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con la figlioletta piccola 'che non può più trattenersi' e ne approfittano per passarti davanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai!); pensi: 'Non importa..'. Appendi la borsa a un gancio sulla porta e,  se il gancio non c'è (non c'è mai!), ispezioni la zona: il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché 'Non si sa mai'.
Tornando alla porta, dato che non c'è la chiave devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'...Aaaaahhhhhh... finalmente... A questo punto cominciano a tremarti le gambe perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.
Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa: 'Non sederti MAI su un gabinetto pubblico!' . Così rimani nella 'posizione' ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione: per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo, non ce n'é !!! (Mai) Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta: ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati...NO !!! Allora urli: 'O -CCU- PA- TOOO!!!' continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.
In quel preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l' altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non sapevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... Il ricordo di tua mamma che sarebbe piena di vergogna se ti vedesse così, perché il suo...non ha mai toccato la tavoletta di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'. Ma la tortura non è finita...Sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino: è tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da Gobbo di Notre Dame, per non far cadere la borsa nel lavandino.
L 'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato una eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa, o peggio ancora con la cerniera abbassata!
A me è capitato una volta e non sono l'unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo uomo che è gia uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere 'Guerra e pace' mentre ti aspettava.
'Perché ci hai messo tanto?', ti chiede irritato. 'C'era molta coda', ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce, perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione' (e la dignità).
Questo scritto è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto dentro. 
(dal web)

Signore mie e non ditemi che non è vero eh!!??? Ahahahahahahahah 

Buona serata a tutti

 
 
 
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UN SORRISO

Sorridi

Sorridi al sole che illumina la
terra e fa germogliare la vita
Sorridi al passero che si posa sul tuo davanzale
in cerca di poche briciole
Sorridi al vecchio che ti regala i suoi saggi consigli
e aiuta la sua mano tremante
ti benedirà
Sorridi all'amico quando cerca il tuo sguardo
ti chiede aiuto e sicurezza
Sorridi all'ammalato senza speranza
il tuo sorriso sarà per lui la medicina più preziosa
Sorridi al sorgere di ogni nuovo giorno
perché è un dono di Dio
Sorridi al timido bocciolo di un fiore
anch'esso ti annuncia il miracolo della vita
Sorridi al frastuono dei bimbi
essi sono la speranza di un mondo migliore
Sorridi all'amore in qualunque forma si manifesti
esso vince il tempo e lo spazio
Sorridi davanti alle meschinità della gente senz'anima
il tuo sorriso forse la farà ricredere
Sorridi quando ascolti note armoniose
la musica è linguaggio universale
Sorridi al tuo fratello dalla pelle più colorata
è in tutto simile a te
Sorridi e troverai la pace nel tuo cuore
e in quello degli altri. (
Ishak Alioui)

Un grazie per questi pensieri per me alla mia Amica Marie
StellaDanzante
 
Un pensiero di luce per la mia mamma
(Dono dell'amica Ale del blog Momenti-damadivetro)

 

 

 

 

Il vero amore non lascia tracce

Come la bruma non lascia sfregi sul verde cupo della collina
così il mio corpo non lascia sfregi su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buioi bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio come manette fatte di neve
il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola si perde nei nostri abbracci
come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare un momento nell'aria
così come la tua testa sul mio petto
così la mia mano sui tuoi capelli
e molte notti resistono senza una luna, senza una stella
così resisteremo noi quando uno dei due sarà via, lontano.

Leonard Cohen

 

ERO UNA PICCOLA CREATURA

 

Ero una piccola creatura nel cuore

prima di incontrarti,

niente entrava e usciva facilmente da me;

eppure quando hai pronunciato il mio nome

sono stata liberata, come il mondo.

Non ho mai provato una così grande paura, perché ero senza limiti.

Quando avevo conosciuto solo mura e sussurri

stupidamente sono scappata da te;

ho cercato in ogni angolo un riparo.

Mi sono nascosta in un bocciolo, ed è fiorito.

Mi sono nascosta in una nuvola, e ha piovuto.

Mi sono nascosta in un uomo, ed è morto.

Restituendomi al tuo abbraccio.

Mary-Elizabeth Bowen

 

CONTATORE

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LE MIE ORIGINI

 


Rossano (CS) - Chiesa Bizantina di San Marco

 

IO STO CON LORO

 

IMPARIAMO DAI BAMBINI

Nella società moderna abbiamo spesso la tendenza a trascurare le qualità umane naturali: bontà,compassione, spirito di collaborazione, capacità di perdonare.
Nell'infanzia invece si lega facilmente. Non ci si chiede che mestiere fa l'altro o a che razza appartiene. L'importante è che sia un essere umano come noi, e che nasca un rapporto.

 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato a discrezione dell'autrice e comunque non sistematicamente. Non può quindi essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della L. n.62/2001.
La maggior parte delle immagini e dei video provengono dal web, il copyright è dei loro rispettivi creatori anche se sconosciuti. Se il loro uso violasse diritti di autore, dietro segnalazione, provvederò alla loro rimozione.
Il mio grazie sincero va a tutti coloro che si adoperano con la grafica e consigli e rendono disponibile a tutti la loro creatività.  
 
 
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