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Acri e i rifiuti pericolosi

Post n°998 pubblicato il 21 Agosto 2015 da massimo.maneggio

ACRI Quanto è accaduto in Campania, nella cosiddetta "terra dei fuochi" e in relazione a probabili rifiuti pericolosi sotterrati nei territori dei Comuni di Lattarico e Montalto, ha rievocato, nella popolazione acrese, la vicenda del 1997. Nei pressi dell'ingresso principale del cimitero di via Seggio, alcuni passanti avvistano un tir abbandonato con a bordo del materiale non facilmente individuabile. Tra gli abitanti cominciano i sospetti ed i primi interrogativi; chi ha portato in quel posto il mezzo? Dove era diretto? Cosa c'era dentro? Rifiuti nocivi provenienti dal nord? Semplice spazzatura da depositare in discarica? Merce illegale?  ipotesi, peraltro terribili dal punto di vista ambientale e sanitario, ma nulla più. Ancora oggi, grazie anche al bombardamento mediatico su quanto sta accadendo in Campania, la paura è così tanta come la consapevolezza che aver trascurato per anni quella vicenda non possa che aver procurato terribili dubbi. Eppure, nel gennaio del 2000, la Commissione parlamentare d'inchiesta, presieduta da Massimo Scalia, si è riunita per trattare il ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse. Nella relazione vi è scritto, tra l'altro, che "nel comune di Acri, nell'estate 1997, è stato ritrovato un camion abbandonato che trasportava numerosi fusti contenenti rifiuti pericolosi ma, purtroppo, come in molti altri casi analoghi le indagini non hanno consentito di individuare l'esatta provenienza e la destinazione del carico." Ed ancora: "le forze dell'ordine hanno svelato un'attività di trasporto e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, in particolare miscele di solventi polari e di sostanze organiche ad alta concentrazione di cromo e materiale solido costituito da cuoio. I rifiuti, trasportati su un autotreno, in parte venivano scaricati su un terreno sito in località Serra Cavallo nel comune di Bisignano ed in parte smaltiti presso la discarica del comune di Acri pur in assenza delle prescritte autorizzazioni regionali." Dopo anni, restano i quesiti. Come c'è finito il tir in quel posto? Da dove proveniva? Cosa trasportava di preciso? Come mai né comune né partiti né associazioni hanno chiesto un'indagine più approfondita? Nel frattempo, però, pare che sul territorio i casi di forme neoplastiche, gravi, lievi e mortali, sono in sensibile aumento. Nei giorni scorsi, esperti ed amministratori, si sono seduti allo stesso tavolo e ne hanno discusso. Alla fine hanno convenuto che sarebbe opportuno redigere un registro tumori e prima di questo effettuare un altro rapporto inerente per verificare la patologia più diffusa, le zone più colpite, le fasce di età ed il sesso interessati. L’ultimo rapporto, il secondo, sulle neoplasie nel territorio locale risale al 2013. Il lavoro d'indagine prese in considerazione indicatori statistici di prevalenza e mortalità al fine di individuare efficacemente aspetti problematici del territorio rispetto alle neoplasie rilevate tra il 2010 ed il 2011 attraverso la compilazione, da parte dei medici di base, di un questionario di rilevazione. Sono quattro anni, quindi, che non si hanno informazioni ma l’amministrazione comunale attuale ha manifestato la volontà di istituire un gruppo di lavoro ed affrontare di petto la difficile e preoccupante questione.

ROBERTO SAPORITO

 
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Il calcio televisivo, un amarcord...

Post n°997 pubblicato il 18 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 

Il calcio televisivo vive soprattutto di amarcord.

Davide Moscardelli of Bologna scores the 2-0 against Parma during the Italian Serie A soccer match Parma FC vs Bologna FC at Ennio Tardini stadium in Parma, Italy, 12 May 2013. ANSA/BARACCHI

 

Sky, Mediaset Premium e le partite in streaming hanno cancellato gli anni del calcio che si seguiva soltanto in televisione e in orari prestabiliti. Il tutto è andato anche a discapito dello stadio, diventato un luogo inaccessibile a causa dei continui episodi di violenza che non consentono, alla famiglia media, una sana partecipazione dagli spalti. Per non parlare dei prezzi che, partendo da una semplice curva, sono esorbitanti nella maggior parte delle strutture italiane, cadute a pezzi e senza ormai alcun futuro.

Il calcio del terzo millennio va vissuto in televisione, è questa l’unica via d’uscita. Le televisioni pagano, decidono il palinsesto e anche la distribuzione delle risorse: a chi è più ricco saranno dati più soldi, alle matricole soltanto le briciole e un paracadute per la retrocessione. Così, il bouquet del calcio italiano è diventato frammentato con un’unica consapevolezza: la televisione odierna ha tolto risorse a questo sport, svuotato sempre più di contenuti tecnici. Il calcio italiano ormai rimane in vita per consentire alle emittenti a pagamento di avere milioni di utenti mentre, nel passato, era semmai la televisione che contribuiva a offrire qualche spunto al calcio italiano.

Parliamo di circa cinquant’anni fa ma sembra di rivivere l’era mesozoica. In principio ci fu La Domenica Sportiva che partiva come un semplice contenitore dove unire, qua e là, le immagini dai maggiori campi. Visse gli anni migliori con EnzoTortora e contribuì a lanciare la novità per eccellenza: lamoviola. Per molti è stata una manna dal cielo, per altri una disgrazia che ha aperto le porte al gossip calcistico. Fu un gol di Gianni Rivera, in uno dei derby milanesi più discussi della storia, a rappresentare il primo “caso umano” del calcio. Era il 22 ottobre 1967 e Carlo Sassi, che si occupava della moviola, non sapeva di aver creato un ‘mostro’ capace di sconfiggere, attualmente, ben cinque arbitri più un sesto uomo a bordocampo.

La televisione, almeno fino all’avvento delle emittenti a pagamento, era in funzione del calcio: non tutto doveva essere mostrato proprio per non impedire l’accesso allo stadio. La domenica era il giorno designato per riprendersi dalle fatiche settimanali, erano in programma otto gare in contemporanea (e, all’epoca, otto gare formavano un’intera giornata di campionato) con ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ che partiva addirittura dal secondo tempo. In Italia, almeno per i primi 45 minuti, nessuno, tranne gli spettatori dello stadio, era a conoscenza dei risultati di Serie A. Basti pensare a quando Enrico Ameri disse quel “Milan 0… Verona 3″, prendendo fiato tra una parola e l’altra per far morire quasi di infarto milioni di rossoneri. Gli anni ottanta furono, forse, quelli del maggior splendore90 minuto inviati oldtelevisivo-calcistico, nonostante gli scandali del Totonero. I Mondiali spagnoli e il ritorno dei calciatori stranieri rendevano 90° minuto il primo baluardo per la predominanza in casa del maschio italico, che poi si saziava con gli altri programmi dellaRai. Poco alla volta, c’era da stropicciare gli occhi per PlatiniZico,Maradona e altri fenomeni che sbarcavano solo nel nostro torneo.

Ora, invece, tutto si vede subito in una televisione che acceca e abbaglia. Telecamere personalizzate, zoom supersonici e altre diavolerie tecniche consentono, attualmente, di conoscere il numero esatto dei chilometri percorsi in campo, la convenzione geo spaziale di un calcio di punizione nonché l’esaltazione dei tatuaggi nelle parti più recondite di un brocco straniero. Andiamo ora a spiegare le differenze del mesozoico calcistico-televisivo con quelle dello show attuale a un bambino di dieci anni: ci riderà, probabilmente, in faccia. Con il suo tablet, alle 17.01, avrà visto già tutti i gol della giornata frammentata, aspettando l’esito del posticipo del martedì sera in maniera angosciosa, in quanto il fantacalcio è il suo gioco preferito rispetto al battimuro con le figurine Panini.juve classicIl carrozzone della Serie A riparte nel week end, l’unico buon senso avuto è di non offrire dei contratti da dieci milioni netti ai super divi del pallone. È solo colpa della crisi e, chissà, che il tipo di contratto inaugurato da Antonio Conte non apra una nuova frontiera: il fenomeno del futuro potrebbe essere ingaggiato con una colletta milionaria. Gioiranno, così, le emittenti a pagamento che faranno spot di auto celebrazione. Ai poveri antiquati, che guarderanno il servizio pubblico, la punizione è di attendere sino alle ore piccole. Il calcio in esclusiva era un lusso in epoca di monopolio. E ora pay per view, felici e contenti.

Massimo Maneggio

 
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Marco Giampaolo, il miracolato

Post n°996 pubblicato il 17 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Il “ritorno” di Marco Giampaolo

giampaoloNel mondo del pallone c’è un uomo che non puoi mai dare per “morto” – professionalmente parlando – nonostante faccia il mestiere più carogna nella categoria, l’allenatore: Marco Giampaolo.

L’allenatore è il mestiere più complicato nell’ambito – chi ha giocato a Football Manager senza imbrogliare lo sa: a volte hai una squadra di fenomeni, altre una “banda di ignoranti”, ma indipendentemente dagli uomini al tuo comando devi raggiungere degli obiettivi prestabiliti, devi fare punti, altrimenti perdi il posto. Puoi giocare bene, puoi essere un genio della tattica, ma se semplicemente sei entrato in un momento sfigato dove tutto ti va per il verso sbagliato il tuo sedere comincerà a friggere come le patatine del McDonald’s.

Marco Giampaolo, nonostante abbia beccato negli ultimi anni tutta una serie di “momenti-friggitoria” riesce comunque a ritagliarsi ancora il suo spazio nei massimi campionati. Crediamo, a questo punto, che lui sia esattamente come l’allenatore descritto prima: quello bravo ma con una “nuvola dell’impiegato” sopra la testa grande come una casa. Ripercorriamo brevemente la sua carriera.

Comincia ad Ascoli, dove formalmente è il vice-allenatore di Massimo Silva, perché lui al momento è ancora sprovvisto del patentino. Per questo piccolo “imbroglio” viene squalificato per due mesi (strana la vita: Conte è stato squalificato per quattro mesi per calcioscommesse, sulla base del “non poteva non sapere”; le proporzioni mi sembrano un po’ così…). Nonostante tutto arriva la promozione in Serie A il primo anno – rocambolesca: il Genoa viene colto in flagrante mentre compra la partita col Venezia e viene declassato all’ultimo posto, Perugia e Torino che si erano conquistate la promozione falliscono – e la salvezza il secondo.

Giampaolo lascia l’Ascoli per andarsi a sedere su una delle panchine meno tranquille della Serie A, quella del Cagliari, dove nel 2006/2007 viene esonerato, sostituito da Colomba che viene esonerato anche lui e infine richiamato, portando la squadra alla salvezza con una giornata di anticipo.

Ora ci si chiede: “ma allora che avete da dire? Finora è stato un bravo allenatore!” Probabilmente, ma è adesso che comincia il periodo “sfigato”:

2007/08, Cagliari: esonerato alla 12° giornata;

2008/09, Siena: salvezza;

2009/10, Siena: esonerato alla 10° giornata;

2010/11, Catania: esonerato alla 20° giornata;

2011/12, Cesena: esonerato alla 10° giornata. Si segnala il 23 ottobre Siena –Cesena, dove il tecnico viene preso in giro da entrambe le tifoserie: i toscani cantavano “Possesso palla”, i romagnoli rispondevano “Non tiriamo mai”;

Ok, fermiamoci un attimo, perché adesso arriva il bello: Giampaolo a Brescia. Serie B, anno 2013/14: per il Brescia arriva una sconfitta contro il Crotone, gli ultras vogliono un confronto privato con il tecnico. La società cede e acconsente a qualcosa che è oggettivamente difficile da accettare. Il giorno dopo questo “confronto”, Giampaolo è sparito: all’allenamento mattutino di lui non c’è traccia. Le voci si rincorrono: chi dice che è scomparso, chi invece dice che è al mare, lui è irrintracciabile e persino “Chi l’ha visto?” gli dedica un servizio. Poi si capisce: Giampaolo è stato costretto ad un confronto improponibile e nel periodo da “desaparecidos” ha deciso di andare via da Brescia. È il 25 settembre, Giampaolo si rifà vivo dopo due giorni e rassegna le dimissioni dall’incarico.

Nel 2014/15 subentra come allenatore della Cremonese in Lega Pro. Arriva ottavo a fine campionato e se ne va.

Ora, guardando questa carriera, cominciata in modo promettente ma proseguita con una sfilza di esoneri, viene da chiedersi: chi prenderà Giampaolo come allenatore?

Risposta facile: l’Empoli. Giampaolo è da poco il neo allenatore della squadra toscana, col compito mica facile di non far rimpiangere Maurizio Sarri. Una panchina di Serie A per un allenatore dalla storia tanto travagliata, come è possibile?

La spiegazione che ci possiamo dare è sempre quella suggerita prima: lui è bravo, ma ha una sfiga enorme. Quando la Juve decise di prendere Ciro Ferrara, fra i nomi in lizza c’era pure il suo. Cioè, stiamo parlando della panchina della Juventus, mica della Longobarda. Dopo tutto Allegri, fresco del suo primo scudetto al Milan, disse che Giampaolo era più bravo di lui, uno dei migliori in giro, forse anche meglio di Mourinho…

Mario Iaquinta

 
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Cosenza C5- preso Botteghin

Post n°995 pubblicato il 15 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Comunicato stampa del 14-08-2015
L’A.s.d. San Vincenzo Cosenza Futsal comunica di aver raggiunto
l’accordo, sulla base di un prestito annuale, con il calcettista brasiliano
Renan Botteghin. Nato a San Paolo nel 1994, ha fatto la trafila nel settore
giovanile del Corinthians per poi passare al Baruerì e al San Paolo stesso.
Da qui la decisione di provare l’esperienza in un campionato importante
quale quello italiano. Botteghin è un promettente difensore che può
botteghin_renan
giostrare in ugual modo da laterale o da ultimo ed arriva a titolo
temporaneo da Aosta. “Farò del mio meglio per i colori rossoblù – ha detto subito dopo aver trovato l’accordo con il sodalizio del presidente Luca
Donato – Sono intenzionato a disputare una grande stagione in una società
ambiziosa. Ho fatto la scelta giusta nell’accettare le avance del tecnico
Francesco Cipolla, del resto la Serie A è il sogno di qualsiasi atleta.
Ritengo di possedere un buon passaggio e non disdegno le sortite offensive
per andare a segno. L’obiettivo è centrare gli obiettivi fissati dal club, ma
sono certo che vivremo un grande campionato”.
L’A.s.d. San Vincenzo Cosenza Futsal comunica inoltre che lunedì 17
agosto inizierà a Camigliatello Silano il ritiro della squadra. Sarà
comunicato per tempo l’elenco dei convocati diramato dal tecnico Cipolla.

 
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Parlamento interviene su Rossano e Corigliano?

Post n°994 pubblicato il 15 Agosto 2015 da massimo.maneggio

Alluvione sullo Jonio cosentino, Barbanti e Molinari (AL) : “Una mozione unitaria nei due rami del Parlamento per sostenere e dare una speranza alla popolazione ed agli imprenditori colpiti dagli effetti del nubifragio a Rossano e Corigliano.“

COSENZA - Dopo le violente precipitazioni che, unitamente all'incuria del territorio ed agli abusi su di esso, hanno provocato danni enormi alle comunità ioniche, in particolar modo a quelle rossanesi e coriglianesi, ed a tutti i cittadini - in special modo i turisti - ivi temporaneamente soggiornanti, abbiamo preparato una mozione a sostegno dei cittadini e degli imprenditori che sono stati colpiti e abbiamo deciso di inviarla a tutti i parlamentari della Repubblica, invitandoli ad impegnare il Governo a tutela di chi è rimasto senza casa, senza lavoro e, in alcuni casi, ha perso veramente tutto. In estrema sintesi, nella mozione chiediamo che le spese sostenute dalla Regione per la ricostruzione non siano conteggiate ai fini del patto di stabilità ma anche che vengano sospesi gli invii di cartelle esattoriali per il pagamento dei tributi, soprattutto quelli locali; che vengano previsti sgravi fiscali per la ricostruzione dei beni architettonici e culturali danneggiati; che per le costruzioni inagibili vengano sospesi i pagamenti dei mutui favorendo, nel contempo, l’accesso al credito per le aziende che devono rimettere in piedi la loro attività. Naturalmente, ci rendiamo disponibili fin da ora a valutare qualsiasi proposta integrativa di un impegno che vuole essere un approccio ad un problema che potrebbe - e non ce lo auguriamo - interessare in futuro - com'è purtroppo successo - altri territori della penisola e che vogliano farci pervenire gli altri parlamentari, in modo da rendere più celere possibile l'approvazione della mozione dai due rami del Parlamento.

Auspichiamo che tutti i parlamentari calabresi si facciano promotori, per i propri schieramenti, di questa mozione nell’ottica della migliore tutela del nostro territorio e del più rapido ritorno alla normalità della cittadinanza e delle attività produttive danneggiate e - per una volta - di una disinteressata unità d’intenti.

Sebastiano Barbanti - Cittadino eletto alla Camera

Francesco Molinari - Cittadino eletto al Senato

 
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Iannace lascia il Bisignano

Post n°992 pubblicato il 11 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: volley

Comunicato stampa

Iannace (2)

La Consuleco Volley Bisignano saluta il suo capitano Mario Franco Iannace. Il pallavolista non disputerà il campionato 2015-16 con la maglia biancoblu, lasciando un ottimo ricordo sia nei tifosi nonché nello staff tecnico e dirigenziale. Iannace, da buon capitano, ha guidato i ragazzi bisignanesi nelle ultime due stagioni straordinarie per la squadra cratense, conquistando la finale di Serie C da neopromossa e in seguito la finale di Coppa Calabria, persa soltanto nelle ultime battute contro la Tonno Callipo Vibo. Di Iannace la società non può che parlarne bene, apprezzandone la sua professionalità e la sua capacità di saper gestire il gruppo anche nei momenti più difficili. La società tutta augura il meglio al pallavolista Iannace: «Un ragazzo eccezionale e un professionista preparato. Il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo a lasciare il palazzetto di Collina Castello. Siamo orgogliosi di aver percorso insieme a lui un pezzo importante della nostra storia pallavolistica. Sarà sempre il benvenuto nel nostro gruppo, per ora gli auguriamo come società il meglio dal punto di vista sportivo e soprattutto umano». La società prossimamente annuncerà anche i nuovi giocatori che comporranno il roster della Consuleco Volley Bisignano.

 

Ufficio stampa volley Bisignano

 
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Chi canta per Sant'Umile?

Post n°991 pubblicato il 11 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: musica

Arriva l’estate, arriva agosto e impazza soprattutto il toto-cantante per la festa di Sant’Umile. A fine mese, come da tradizione, sarà celebrato il secondo santo di Calabria, sia da un punto di vista religioso con messe, novene e processioni nel centro storico, nonché con festeggiamenti civili che coinvolgeranno la popolazione nonché quanti ritorneranno nel loro paesi d’origine dopo mesi di duro lavoro. Il cantante che in questi ultime settimane va per la maggiore, con ogni probabilità sarà a Bisignano: si tratta dell’acrese Fabio Curto, che recentemente ha ricevuto una targa proprio dall’amministrazione comunale ed è stato visto nella piazza del viale Roma, luogo dove potrebbe esibirsi nella settimana di Sant’Umile. Appare questo il nome più assodato per i prossimi festeggiamenti, che avranno comunque spazi ludici per i bambini nonché le immancabili esibizioni della scuola di danza del territorio. Il toto-cantante, però, non si ferma alla quasi-certezza di Fabio Curto. Negli anni, infatti, artisti del calibro di Simone Cristicchi, Toto Cutugno, Rom, Pfm, Luca Carboni, Nino D’Angelo (per ben due volte) si sono esibiti in terra cratense, facendo registrare il tutto esaurito in piazza. Anche per il 2015 si cerca il nome a effetto, magari da scovare in un giorno libero della sua tournee per offrirgli una serata e, di conseguenza, calare anche il prezzo dell’esibizione. Gli ultimi rumors parlano addirittura di Albano Carrisi, ma il cachet dell’artista pugliese è roba per altri budget.

 

masman


 
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Occhio ai pomodori...

Post n°990 pubblicato il 06 Agosto 2015 da massimo.maneggio

MONGRASSANO Lasciano sul fuoco la pentola dei pomodori: un incendio distrugge la casa e un trattore. Una tradizione che rischia di diventare una strage quella dei pomodori fatti in casa. Il fatto è accaduto   in contrada Cocchiato, nei pressi della Sp108 nel centro storico di Mongrassano. A darne l’allarme i vicini di casa dopo aver visto il fumo copioso uscire dal fabbricato attiguo all’abitazione dei contadini che in quel momento stavano riposando. Un avvistamento fortuito considerato che i poveri malcapitati sarebbero potuti anche morire d’asfissia. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di Rende, l’autobotte e i volontari del distaccamento di Mangone diretti dal caposquadra Massimo Guzzo. Le fiamme hanno divorato tutto quello che era all’interno della struttura, il tetto in legno e tegole è crollato, mentre è andato distrutto un trattore parcheggiato all’interno. Gli uomini del 115 hanno evitato una tragedia riuscendo a portare in un posto sicuro una quantità di bombole e una cisterna di gasolio che, probabilmente, sarebbero serviti per cuocere la conserva dei pomodori. Con molta probabilità il fuoco lasciato acceso per la cottura avrà intaccato la catasta di legno, generando l’incendio mandando in fumo 130 metri quadri di abitazione. Ottimo e professionale il lavoro svolto dai vigili del fuoco. Le operazioni si sono protratte per circa due ore. Sul posto sono giunti i militari dell’Arma e il sindaco per assicurarsi che nessuno avesse subito alcun danno.

 

Massimo Maneggio

 
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In Calabria ci vuole il servizio sociale

Post n°989 pubblicato il 06 Agosto 2015 da massimo.maneggio

 

 

Come dovrebbe essere  il servizio sociale in Calabria?

Il servizio sociale in Calabria legislativamente è di competenza dei Comuni,dovrebbe semplicemente esistere secondo quei requisiti specifici contenuti nelle leggi, ma presenta varie discrasie.In primis attuazione L. 328/00, art.12 e poi nella l.r. 23/2003, che rimane ad oggi senza regolamento attuativo. Ora mi chiedo è così difficile fare ciò? Evidentemente si, ed evidentemente non basta una legge, ne due a creare e far funzionare un servizio che, allo stato attuale appare frammentato (pochi i comuni che hanno la figura dell’assistente sociale  figuriamoci poi psicologo ed educatore).I distretti socio-assistenziali che potevano istituire l’ufficio distrettuale di servizio sociale di fatto hanno rinunciato, salvo qualche caso isolato.Infatti, quando poi si devono raggruppare più soggetti ognuno tira l’acqua per il suo mulino ( ma solo di tipo economico per il proprio campanile).

Vogliamo parlare dello status attuale dei dipendenti  che nelle varie forme di lavoro precario e anomalo portano avanti il servizio sociale nei  Comuni ? La stragrande maggioranza degli assistenti sociali o delle altre due figure che operano nei Comuni sono dipendenti a tempo indeterminato in possesso dei titoli ma quasi sempre inquadratidiversamente o  proviene dai lavori cosiddetti  di pubblica utilità o socialmente utili che altro non sono che “lavoratori in nero legalizzati”.

Non solo, spesso si ritrovano con le mani legate perché, non avendo un contratto regolareo inquadrati diversamente con l’ente dove svolgono la professione di assistente sociale devono in un certo senso chiedere il permesso… ( senza autonomia!).Cercando di immaginare le politiche sociali della Regione Calabria si potrebbe puntare finalmente su un welfare "pluralistico", con un sistema allargato di governo basato sulla gestione dei servizi da parte dei comuni in forma associata (distretti socio-assistenziali), o singola se in possesso delle figure citate. Mantenendo, a livello comunale, in assenza di pianta organica sociale soltanto quei servizi che  comportano una modesta complessità gestionale (assistenza economica e alloggiativa, aiuto personale, mensa sociale e accoglienza notturna, trasporto sociale, centri ludico-ricreativi e di aggregazione sociale e altro come i ricoveri socio-assistenziali in Istituto) confermando la circ.reg. prot. Siar/189731 del 28 novembre 2011 e delegando ad essi anche verifiche di controllo sulle strutture residenziali presenti sul territorio di competenza.

Tutti gli altri interventi dovrebbero essere gestiti invece a livello associato nel distretto, recuperando e coinvolgendo  le figure che attualmente vi lavorano nei Comuni ed in possesso dei titoli. Con il trasferimento delle funzioni potranno essere potenziati gli uffici dei distretti socio-assistenziali, attraverso il distacco del personale degli uffici dei singoli Comuni dedicati ai servizi sociali.

Questo potrebbe garantire finalmente un raccordo più forte fra gli interventi sociali e quelli a livello di programmazione, organizzazione, erogazione e finanziamento. Finora si è avuto un sostanziale scollamento tra sistema sociale comunale  e servizio sociale sanitario ( affidato alle Asp), con una cattiva qualità degli interventi e un conseguente spreco di risorse. Il raggiungimento degli obiettivi di integrazione deve essere un elemento fondamentale per la valutazione sia per i responsabili dei piani sociali di zona, sia per i direttori dei distretti sanitari. Un  Piano sociale regionale, dovrebbe essere lo strumento privilegiato della programmazione delle politiche sociali sul territorio. Prevedendo,  per la stesura del Piano il coinvolgimento degli organismi del Terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle ASP. Per garantire la qualità degli interventi e dei servizi si dovrebbero adottare una serie di strumenti come ad esempio  da parte dei Comuni del distretto di una carta dei diritti di cittadinanza sociale, un regolamento per la gestione dei fondi economici da parte dei Comuni capofila, l'attuazione di processi di valutazione da parte dei cittadini e delle associazioni di tutela degli utenti e un monitoraggio periodico attraverso il Sistema informativo dei servizi sociali e l'Anagrafe elettronica dei servizi sociali. L'affidamento dei servizi , dovrebbe avvenire secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa escludendo il criterio del solo massimo ribasso.Infine bisognerebbe istituire  un osservatorio per combattere la povertà.

L'Osservatorio dovrebbe essere a tutti gli effetti un organismo della Regione con il compito di analizzare il fenomeno della povertà nella Calabria e di elaborare politiche innovative di inclusione sociale. La partecipazioneall'Osservatorio,  poi dovrebbe essere  allargata ai rappresentanti delle organizzazioni del Terzo settore che lavorano nel contrasto alla povertà, in modo da creare un coordinamento stabile tra le realtà che operano sul territorio.i Comuni in tempi brevi  in forma singola o distrettuale dovranno istituire il servizio sociale secondo il dettame della legge 328/2000 art.12 con le figure previste (Assistente sociale  Psicologo e Educatore) oppure non  possono svolgere tali compiti.Fermo restando  che prioritariamente si dovranno utilizzare sia nei Comuni che nei distretti le figure citate che attualmente hanno svolto e svolgono  tale lavoro a tempo indeterminato o determinato o precario, andando a sanare tutte le situazioni anomale sia economicamente che giuridicamente ( guadagno sulla spesa economica);oppure  istituire con propri fondi di Bilancio comunale gli Uffici di servizio sociale singoli o zonali.

 

Assistenti Sociali :Donatella Maisano e Umile Bentivedo

 

 

 
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Siciliano sempre al top

Post n°988 pubblicato il 06 Agosto 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: scuola

C’è una scuola che anche ad agosto raccoglie premi e riconoscimenti. È il caso dell’istituto “Enzo Siciliano” e, in particolare, del professore Rosalbino Turco, che ha ricevuto il premio “Stella di Calabria”, come «simbolo di eccellenza in Calabria per l’assiduo impegno profuso nell’ambito artistico-culturale e della storia locale». Il premio ricevuto ad Aprigliano è una menzione speciale per tutta la struttura scolastica, capace nella stagione 2014-15 di appassionare i ragazzi e renderli partecipi in tanti progetti, apprezzati anche in ambito nazionale con riconoscimenti di primo livello arrivati anche dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Turco ha dedicato il premio all’impegno quotidiano dei suoi colleghi, del dirigente scolastico Giuseppe De Rosa, nonché ai ragazzi che riescono a dare motivi di vanto alla città di Bisignano.

 

Masman

 
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