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Gp Australia, vince Vettel

Post n°1244 pubblicato il 26 Marzo 2017 da massimo.maneggio

TRIONFO DI VETTEL NEL GP D'AUSTRALIA

 

IN DODICESIMA POSIZIONE L'ITALIANO GIOVINAZZO

 

É iniziato con il Gran Premio d'Australia il campionato mondiale di Formula Uno. Una stagione che si annuncia particolarmente avvincente per la Ferrari di Vettel e Raikkonen. Già nei test invernali, la Ferrari aveva messo in luce tutte le potenzialità nella nuova SF70H, che grazie al lavoro dei tecnici di Maranello, ha interpretato al meglio i nuovi regolamenti della nuova stagione. Il primo appuntamento stagionale sul circuito di Melbourne, restituisce una Ferrari competitiva e affidabile,  sia in gara, che in qualifica, dopo le ultime stagioni trascorse a lottare per il podio. A partire dalle qualifiche di sabato infatti, la Ferrari ha dimostrato di poter competere con le frecce d'argento. La lotta per la pole è stato un duello a due tra Mercedes e Ferrari, con un ritrovato Vettel che dopo aver a lungo battagliato con Hamilton per la pole position, ha ottenuto la prima fila accanto alla Mercedes campione del mondo. In seconda fila i rispettivi compagni di squadra, con Bottas - all'esordio in Mercedes - in terza posizione e Raikkonen in quarta. Lontani dai primi, i tempi delle due Red Bull di Ricciardo e Verstappen.

 

In gara ha trionfato la Ferrari di Vettel, giunta al traguardo con 10" di vantaggio sulla Mercedes campione del mondo. La svolta al 17° giro. L'aggressività di Vettel ha indotto il muretto Mercedes ad anticipare la sosta, che di fatto, ha compromesso la gara di Hamilton, costretto ad accodarsi dietro la Red Bull di Verstappen al suo rientro in pista, mentre Vettel al comando macinava una serie di giri veloci. Sette giri di differenza tra il pit stop della Mercedes e quello della Ferrari, che hanno consentito a Vettel di scaricare in pista tutti i cavalli della sua SF70H sino alla bandiera a scacchi. Per il Tedesco successo numero 43 in carriera, mentre la Ferrari ritorna al successo dopo due anni. Completa il podio l'altra Mercedes di Bottas. In quarta posizione la Ferrari di Raikkonen ad oltre 20" dal compagno di squadra. In quinta posizione la Red Bull di Verstappen che precede la Williams di Massa. Costretti al ritiro Ricciardo e Alonso.  Ottimo l'esordio - dopo 6 anni un pilota Italiano ritorna a disputare un Gp di Formula Uno - di Antonio Giovinazzo, che a causa dei problemi fisici di Pascal Wehrlein in seguito all'incidente accorso quest'inverno nella Race of the champions, ha preso il volante della sua Sauber ottenendo la 16.ma posizione in griglia di partenza, e la 12.ma posizione al termine del Gp.

 

Al termine della gara il commento di Vettel: "Una gara fantastica, è stato folle in senso positivo vedere tutte quelle bandiere rosse. Abbiamo fatto un lavoro eccellente, la Ferrari ci permette di competere quest'anno. Ho avuto un po' di fortuna quando Hamilton è uscito dal box finendo nel traffico, ma poi sono riuscito a reggere con le gomme e la macchina ha funzionato bene".

 

Felice per la sua gara e per la vittoria Ferrari, Antonio Giovinazzo: "L'obiettivo era finire la gara, sono contento anche per la Ferrari, un Italiano è tornato in Formula Uno e la Ferrari è tornata a vincere. Una giornata che non dimenticheremo mai. Ė stato un week end fantastico. Speravamo di chiudere la gara e sono arrivato dodocesimo".

 

Gp d'Australia, Albert Park, 5.3km, 58 giri.

 

Qualifiche

 

1 L. Hamilton 1:22'188" 2 S. Vettel 1:22'456", 3 V. Bottas 4 K. Raikkonen 1:23'033", 5 M. Verstappen 6 R. Grosjean, 7 F. Massa 8 C. Sainz, 9 D. Kvyat 10 D. Ricciardo, 11 S. Perez, 12 N. Hulknberg, 13 F. Alonso 14 E. Ocon, 15 M. Ericsson 16 A. Giovinazzo, 17 K. Magnussen 18 S. Vandoorne, 19 L. Stroll 20 J. Palmer.

 

Ordine d'arrivo: 1 Vettel 1h24'11"670 (Ferrari), 2 Hamilton (Mercedes), 3 Bottas (Mercedes), 4 Raikkonen (Ferrari), 5 Verstappen (Red Bull), 6 Massa (Williams), 7 Perez +1 giro (Force India), 8 Sainz +1 giro (Toro Rosso), 9 Kvyat +1 giro (Toro Rosso), 10 Ocon +1 giro (Force India), 11 Hulknberg  +1 giro (Renault), 12 Giovinazzo +2 giri (Sauber), 13 Vandoorne +2 giro (McLaren). Ritirati Alonso, Magnussen, Stroll, Ricciardo, Ericsson, Palmer, Grosjean.

 

Classifica piloti: 1 Vettel 25 punti, Hamilton 18, Bottas 15, Raikkonen 12, Verstappen 10, Massa 8, Perez 6, Sainz 4, Kvyat 2, Ocon 1.

 

Classifica costruttori: Ferrari 37 punti, Mercedes 33, Red Bull 10, Williams 8, Force India 7, Toro Rosso 6.

 

Prossimo appuntamento 9 aprile Gp di Cina.

 

 

 Massimiliano Aquino

 
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Reagiamo tutti insieme

Post n°1243 pubblicato il 23 Marzo 2017 da massimo.maneggio

 

LA POLITICA METTA AL CENTRO DEI SUOI PROGRAMMI IL DISAGIO GIOVANILE E IL DEGRADO SOCIO-TERRITORIALE.      

 

Ha fatto scalpore in questi giorni la vicenda di sfruttamento minorile a sfondo sessuale che ha visto per protagonisti tre orchi adulti bisignanesi e due giovani fratelli di 15 e 13 anni, le vittime, anch’essi di Bisignano.

Ma ha fatto altrettanto scalpore la reazione dei tanti alle parole del giudice Barbara Saccà che, a commento di questa squallida e sordida vicenda, ha scritto che Bisignano è un “piccolo centro della Calabria, caratterizzato da un bassissimo livello culturale e da degrado sociale”.

Parole forti, indubbiamente, che hanno suscitato più di una levata di scudi in difesa della nostra città e della nostra comunità, pur con qualche ammissione che, effettivamente, riconosce che fatti atroci come quello portato alla luce dalle forze dell’ordine e dalla Procura della Repubblica, non possono essere considerati marginali al contesto ambientale e sociale di Bisignano.

 

Le ultime notizie di stampa riferiscono, addirittura, che i giovani e i minori assoggettati alle turpi richieste di persone adulte e alle sporche prestazioni sessuali sarebbero almeno una decina.

Si delinea, quindi, un “fenomeno” con caratteri di pervicace, perdurante e coinvolgente gravità e vastità e non di circoscritta circostanza, che deve farci riflettere seriamente come genitori, come cittadini, come classe dirigente nel suo complesso, come forze politiche.

Vicende sciagurate come questa non nascono dal nulla, ma sono sintomo e riflesso di condizioni di disagio e di degrado, particolari e generali, che ci coinvolgono e ci riguardano in termini personali e sociali.  

 

Sono chiamate in causa le famiglie e il ruolo genitoriale; la scuola e il rapporto della scuola con le famiglie di provenienza degli alunni e degli studenti; i servizi sociali e la loro effettiva capacità di intervento laddove possono manifestarsi condizioni di disagio educativo, economico e di partecipazione sociale e dove la potenzialità che esse sfocino in veri e propri stati di emarginazione e di subordinazione ai ricatti e agli allettamenti criminali è più alta.

 

E’ chiamata in causa la classe dirigente locale: quella delle professioni e delle attività economiche a contatto con tanta parte della società; quella dell’amministrazione pubblica e delle forze politiche, a cui sono demandate funzioni primarie di contatto col territorio e con i cittadini; quella dei circoli e dei movimenti culturali; quella che ha ruoli di formazione religiosa e quella che ha ruoli di formazione laica.

 

Chi ha pronunciato quelle parole molto forti nei riguardi della nostra comunità e che non ha avuto remore a coinvolgerci tutti, senza indorare l’amara pillola, ha avuto sotto gli occhi la vicenda attuale e, probabilmente, tante altre vicende di “malessere” sociale che da tempo ci vedono al centro dell’attenzione mediatica, senza che la comunità stessa scuota se stessa da un atteggiamento di rassegnato fatalismo.

Chi ha pronunciato quelle parole non poteva avere uno scopo denigratorio della nostra comunità, che, se così fosse, oltre che ingeneroso, sarebbe falso e privo dell’ effetto positivo che deve suscitare.

 

Noi riteniamo, invece, che le parole dure pronunciate dal giudice abbiano lo scopo di scuoterci, di farci assumere delle responsabilità, di indurci a riflettere sulla necessità di usare la nostra intelligenza, la nostra cultura, il nostro bagaglio storico come elementi di maggiore conoscenza, comprensione e partecipazione della vita sociale; di metterli e metterci al servizio della comunità perché possa crescere unitariamente, senza che nessun singolo, nessun gruppo sociale, nessun comparto territoriale sia abbandonato a se stesso.

 

La nostra comunità ha da sempre avuto un posto preponderante nelle vicende storiche di questa provincia e di questa regione; ha espresso in tutti i campi uomini e attività che sono effettive eccellenze; è stata ed è centro di rilevanza politica, religiosa, culturale e territoriale. Deve, dunque, ritrovare l’orgoglio delle sue origini, della sua storia millenaria, delle sue splendide figure umane, non per mero contraddittorio con chi oggi ci addita le problematiche irrisolte, ma per farcene un punto di riferimento, di impegno attivo e di riscatto per le epoche a venire.

 

Noi, come rappresentanti di un partito politico, non possiamo sottrarci a questo impegno. Nell’imminenza della campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale, non possiamo ritenere che lo scopo ultimo della partecipazione politica sia solo quello di eleggere un sindaco e un consiglio comunale e che la problematica principale da affrontare sia solo quella di misurarsi con la drammatica situazione finanziaria dell’ente comunale.

Dobbiamo mettere al centro del nostro interesse i bisogni primari della popolazione e delle fasce sociali più deboli: nessuno deve essere lasciato solo, nessuno deve essere lasciato indietro.

Dobbiamo ragionare, programmare e agire avendo presente che troppi settori della nostra vita civile e sociale risultano oggetto di scarsa attenzione, di lento e inesorabile regresso, di disconoscimento del loro carattere fondamentale per la crescita della comunità.

 

Certi orribili fenomeni nascono e si sviluppano anche a causa dell’emarginazione in cui versano tanti concittadini, così come tante aree territoriali e urbane.

Per questo vogliamo intendere le parole del giudice Saccà come un incitamento ad occuparci di più e meglio del nostro sviluppo sociale.

E per questo, ci sentiamo di ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per aver scoperchiato questo contenitore di nefandezze e per aver portato alla luce una problematica che ha origini e coltura nei recessi profondi del disagio giovanile.

 

 

 

Bisignano 23/03/2017

PARTITO DEMOCRATICO

     Circolo di Bisignano

 

 

 
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Il Pd sui gravi fatti locali

Post n°1242 pubblicato il 23 Marzo 2017 da massimo.maneggio

Comunicato stampa

 

LA POLITICA METTA AL CENTRO DEI SUOI PROGRAMMI IL DISAGIO GIOVANILE E IL DEGRADO SOCIO-TERRITORIALE.      

 

Ha fatto scalpore in questi giorni la vicenda di sfruttamento minorile a sfondo sessuale che ha visto per protagonisti tre orchi adulti bisignanesi e due giovani fratelli di 15 e 13 anni, le vittime, anch’essi di Bisignano.

Ma ha fatto altrettanto scalpore la reazione dei tanti alle parole del giudice Barbara Saccà che, a commento di questa squallida e sordida vicenda, ha scritto che Bisignano è un “piccolo centro della Calabria, caratterizzato da un bassissimo livello culturale e da degrado sociale”.

Parole forti, indubbiamente, che hanno suscitato più di una levata di scudi in difesa della nostra città e della nostra comunità, pur con qualche ammissione che, effettivamente, riconosce che fatti atroci come quello portato alla luce dalle forze dell’ordine e dalla Procura della Repubblica, non possono essere considerati marginali al contesto ambientale e sociale di Bisignano.

 

Le ultime notizie di stampa riferiscono, addirittura, che i giovani e i minori assoggettati alle turpi richieste di persone adulte e alle sporche prestazioni sessuali sarebbero almeno una decina.

Si delinea, quindi, un “fenomeno” con caratteri di pervicace, perdurante e coinvolgente gravità e vastità e non di circoscritta circostanza, che deve farci riflettere seriamente come genitori, come cittadini, come classe dirigente nel suo complesso, come forze politiche.

Vicende sciagurate come questa non nascono dal nulla, ma sono sintomo e riflesso di condizioni di disagio e di degrado, particolari e generali, che ci coinvolgono e ci riguardano in termini personali e sociali.  

 

Sono chiamate in causa le famiglie e il ruolo genitoriale; la scuola e il rapporto della scuola con le famiglie di provenienza degli alunni e degli studenti; i servizi sociali e la loro effettiva capacità di intervento laddove possono manifestarsi condizioni di disagio educativo, economico e di partecipazione sociale e dove la potenzialità che esse sfocino in veri e propri stati di emarginazione e di subordinazione ai ricatti e agli allettamenti criminali è più alta.

 

E’ chiamata in causa la classe dirigente locale: quella delle professioni e delle attività economiche a contatto con tanta parte della società; quella dell’amministrazione pubblica e delle forze politiche, a cui sono demandate funzioni primarie di contatto col territorio e con i cittadini; quella dei circoli e dei movimenti culturali; quella che ha ruoli di formazione religiosa e quella che ha ruoli di formazione laica.

 

Chi ha pronunciato quelle parole molto forti nei riguardi della nostra comunità e che non ha avuto remore a coinvolgerci tutti, senza indorare l’amara pillola, ha avuto sotto gli occhi la vicenda attuale e, probabilmente, tante altre vicende di “malessere” sociale che da tempo ci vedono al centro dell’attenzione mediatica, senza che la comunità stessa scuota se stessa da un atteggiamento di rassegnato fatalismo.

Chi ha pronunciato quelle parole non poteva avere uno scopo denigratorio della nostra comunità, che, se così fosse, oltre che ingeneroso, sarebbe falso e privo dell’ effetto positivo che deve suscitare.

 

Noi riteniamo, invece, che le parole dure pronunciate dal giudice abbiano lo scopo di scuoterci, di farci assumere delle responsabilità, di indurci a riflettere sulla necessità di usare la nostra intelligenza, la nostra cultura, il nostro bagaglio storico come elementi di maggiore conoscenza, comprensione e partecipazione della vita sociale; di metterli e metterci al servizio della comunità perché possa crescere unitariamente, senza che nessun singolo, nessun gruppo sociale, nessun comparto territoriale sia abbandonato a se stesso.

 

La nostra comunità ha da sempre avuto un posto preponderante nelle vicende storiche di questa provincia e di questa regione; ha espresso in tutti i campi uomini e attività che sono effettive eccellenze; è stata ed è centro di rilevanza politica, religiosa, culturale e territoriale. Deve, dunque, ritrovare l’orgoglio delle sue origini, della sua storia millenaria, delle sue splendide figure umane, non per mero contraddittorio con chi oggi ci addita le problematiche irrisolte, ma per farcene un punto di riferimento, di impegno attivo e di riscatto per le epoche a venire.

 

Noi, come rappresentanti di un partito politico, non possiamo sottrarci a questo impegno. Nell’imminenza della campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale, non possiamo ritenere che lo scopo ultimo della partecipazione politica sia solo quello di eleggere un sindaco e un consiglio comunale e che la problematica principale da affrontare sia solo quella di misurarsi con la drammatica situazione finanziaria dell’ente comunale.

Dobbiamo mettere al centro del nostro interesse i bisogni primari della popolazione e delle fasce sociali più deboli: nessuno deve essere lasciato solo, nessuno deve essere lasciato indietro.

Dobbiamo ragionare, programmare e agire avendo presente che troppi settori della nostra vita civile e sociale risultano oggetto di scarsa attenzione, di lento e inesorabile regresso, di disconoscimento del loro carattere fondamentale per la crescita della comunità.

 

Certi orribili fenomeni nascono e si sviluppano anche a causa dell’emarginazione in cui versano tanti concittadini, così come tante aree territoriali e urbane.

Per questo vogliamo intendere le parole del giudice Saccà come un incitamento ad occuparci di più e meglio del nostro sviluppo sociale.

E per questo, ci sentiamo di ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per aver scoperchiato questo contenitore di nefandezze e per aver portato alla luce una problematica che ha origini e coltura nei recessi profondi del disagio giovanile.

 

 

 

Bisignano 23/03/2017

PARTITO DEMOCRATICO

     Circolo di Bisignano

 

 

 
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Fatti Chiari, promo 21 marzo 2017

Post n°1241 pubblicato il 21 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

--- promo --- 

Nuova puntata di Fatti Chiari, dalle 19.30 in diretta su Rtt Teletebe. Condotta dal giornalista Massimo Maneggio con Luca Muoio e Francesco Chiaravalle, dei Popolari bisignanesi, come ospiti, tra i temi d'attualità saranno analizzati i gravi fatti di cronaca locale, per passare poi all'analisi politici, nonchè i focus sportivi e sociali.

Per intervenire in diretta numero sms 3889094387 o su facebook i messaggi accompagnati da #FattiChiari

 
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Grazie Mazzone!

Post n°1240 pubblicato il 19 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

--- Mario "Gomez" Iaquinta

Il 19 marzo è la festa del papà, ma è anche – soprattutto, per gli amanti del pallone – il compleanno del “papà” degli allenatori, Carlo Mazzone.

Per omaggiare la sua lunga carriera non basterebbe un intero giornale, pertanto ci limiteremo agli episodi più salienti che ne hanno fatto emergere l’anima verace. La gran parte della mia generazione lo ricorda, con molto piacere, alla guida del Brescia di Roberto Baggio, parentesi felice che ricorderemo meglio più avanti. Ma Sor Carletto ha allenato letteralmente una vita, prima ancora di smettere di giocare.

Era infatti la stagione 68/69, lui era ancora un giocatore dell’Ascoli, in serie C, e il presidente Costantino Rozzi – altro uomo di calcio d’altri tempi, spesso ricordato per i suoi famigerati calzini rossi, gli assegna pro tempore la guida della squadra. Nelle stagioni successive diventa alla fine l’allenatore “di ruolo”, e Mazzone costruisce qui le prime tappe della sua carriera di “uomo delle promozioni”: in due anni, con due promozioni consecutive, porta l’Ascoli dalla C alla serie A.

Comincia il suo personale Giro d’Italia della provincia italiana: Catanzaro, Pescara, Bologna, Lecce e Cagliari, fino a quando, nel 1993, non arriva la chiamata della vita: quella della Roma, che per un ardente “romanaccio” come lui è il massimo in cui sperare. Purtroppo, la squadra giallorossa di quegli anni non è lo squadrone che sarà forgiato una decina di anni dopo, ma qui sor Carletto realizza il primo colpo che ricordiamo davvero tutti:

A seconda dei vuoti da colmare o delle esigenze tattiche dicevo a Menichini, che era il mio vice, e agli altri collaboratori: “Ah regà, me servono un trequartista e un centrocampista esterno”. E loro andavano con le mie richieste da Luciano Spinosi, l’allenatore della primavera. 

Mi cadde l’occhio su un ragazzino che non avevo mai chiamato, aveva velocità di gambe e di pensiero, grande tecnica di base e abilità di dribbling, potenza di tiro, insomma tutto. Rimasi come folgorato perché quel ragazzino era già superiore alla media dei miei giocatori, era fuori dalla normalità.

Mi ricordo che chiamai Menechini e gli dissi: “Senti ‘na cosa, hai visto quel ragazzino? È proprio bravo bravo, come si chiama?” Non sapevamo neanche che nome avesse. Allora gli dissi: “Vojo sapè tutto de lui, nome, cognome, età e se va sul motorino… Lo vojo in prima squadra fino a sabato, ma non da solo, chiamane altri tre, così camuffiamo, perché poi i giornalisti iniziano a scrivere: Mazzone lancia tizio…e nun va bene. Chiamamelo un po’ che ci parlo.

“Come te chiami ragazzì?”

“Mister mi chiamo Francesco…”

“Ciao Francè, fino a sabato stai con noi, ma mi hanno detto che vai in motorino, lascialo sta ‘sto motorino che bene che va te piji la bronchite e me saltano i piani…”

A 16 anni arriva in prima squadra Francesco Totti. Sono passati più di 20 anni e Totti è ancora lì, e il primo merito è suo.

Arriva poi al Bologna, dove Baggio se n’è appena andato, ma al suo posto è arrivato Beppe Signori: qui Mazzone compie la prima “rivitalizzazione” della sua carriera e porta i rossoblù fino alla semifinale di Coppa Uefa nella stagione 98/99.

È nel 2000 che arriva l’incontro col Brescia e con Baggio. Certo, col senno di poi è facile dire che “Baggio è Baggio”, ma in quel momento il Codino è un giocatore svincolato corteggiato più da esotici lidi esteri che da squadre di Serie A. Mazzone, invece, ci crede. Un allenatore vecchia maniera per risollevare un giocatore alla vecchia maniera. E non sbaglierà.

Nonostante gli atavici problemi fisici di Roberto Baggio, il Codino, che pure adesso non è più un ragazzino di primo pelo, ritrova uno smalto incredibile, arrivando in alcuni tratti di stagione a comandare la classifica dei cannonieri; il Brescia, dal canto suo, raggiunge sempre la salvezza. Senza Baggio e Mazzone non è mai capitato, né ricapiterà più.

Ok, Baggio, ma non è l’unica invenzione: è anche di Mazzone l’idea di spostare Pirlo, che allora aveva giocato come mezza punta e trequartista, sulla mediana e farne un regista/playmaker:

Chiuso nel suo silenzio, di tanto in tanto provavo a scuoterlo: “Ahò, statte un po’ zitto che m’hai fatto ‘na capoccia così a furia de chiacchierá…” Era il mio modo per dirgli di parlare, qualche volta. Volevo solo che fosse più loquace, che si esprimesse con la stessa disinvoltura che aveva quando era in campo. Un giorno gli dissi: “André, non te la prendere ma ti devo cambiare ruolo. Finora hai fatto la mezza punta, adesso ti chiedo di cambiare posizione, farai il playmaker davanti alla difesa, il regista arretrato…”
Pirlo rimase lì ad osservarmi con aria perplessa e mi disse: “Mister, ma così io finirò per fare pochi gol”.

Io gli risposi: “Andrea, fidati di me. Tu sei un giocatore che deve dirigere il gioco, non puoi stare con le spalle rivolte alla porta come un attaccante, tu sei come uno che ha la vista perfetta e invece vorrebbe tapparsi gli occhi, e nun te preoccupà, vedrai che qualche gol lo farai anche tu e con questa posizione entrerai nella storia del calcio”.

A carriera finita, in occasione della finale di Champions del 2009 a Roma fra Manchester United e Barcellona, Mazzone sarà invitato da un suo ex “studente”, Pep Guardiola, che alla guida dei blaugrana diventerà uno degli allenatori più vincenti di sempre. Un attestato di stima che non ha bisogno di commenti.

L’Uomo Mazzone oltre i “numeri”

Fin qui il dato tecnico riguardante la carriera; una carriera lunga, svolta soprattutto in provincia, a cui è mancata la grande occasione che oggi si vedono arrivare persino allenatori al primo incarico. Ma quello che resterà a lungo di Mazzone nel cuore degli appassionati di calcio, è la passione viscerale, la veracità sprizzante in un mondo che piano piano si sta appiattendo sempre più, schiavo di interessi commerciali e fattori che col campo c’entrano poco e niente.

Ricordiamo tutti la corsa sotto la curva nel derby fra Brescia e Atalanta. Ecco, in quella corsa, che pagò fin troppo caro a livello disciplinare, c’è tutto Carlo Mazzone: l’uomo, prima di tutto. L’uomo con le sue passioni, la sua anima, ma anche la serietà e il senso della responsabilità. Un’età degli uomini che il calcio perde pian piano sempre più e che Mazzone ha incarnato, splendidamente, durante tutti questi (primi) 80 anni.

Ormai era il 92°, la partita era finita. Ma quando hai Baggio in squadra e una punizione dal limite, la partita non può mai finire così, infondo lo sapevo e mi stavo già preparando. 3-3. Non ci pensai due volte, mi trasformai in una scheggia, correvo correvo e correvo con il pugno chiuso e urlavo come un ossesso: “Mo arivo, mo arivo…” Ormai non ragionavo più, mi inseguivano nel tentativo di placarmi il mio vice Menichini e l’addetto stampa Edoardo Piovani. Correvo pensando che ero stato insultato e ferito nei sentimenti più cari, senza nessuna ragione. Correvo fino a quando mi trovai davanti alla rete, un muro trasparente e invalicabile. Fu solo in quel momento che presi coscienza di me stesso, girai i tacchi e andai da Collina dicendo “Buttame fori, me lo merito”.

Fonte degli aneddoti e delle citazioni di Mazzone riportate: machenesanno.it
 
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Crotone-Fiorentina 0-1

Post n°1239 pubblicato il 19 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

* Massimiliano Aquino

Partita casalinga per il Crotone nella ventinovesima giornata di campionato. Allo stadio Ezio Scida si affrontano Crotone e Fiorentina. Due squdre alla ricerca di punti. Il Crotone del tecnico Nicola, crede ancora nella rimonta salvezza distante otto lunghezze. La Fiorentina deve recuperare punti per centrare la qualificazione all'Europa League. Il tecnico Nicola non usa mezzi termini per caricare i suoi: "L'unico nostro obiettivo deve essere la vittoria sulla Fiorentina. Da ora in poi dovranno contare solo i tre punti in ogni singola partita. C'è voglia di fare un'impresa. Chi ci crede non ha bisogno di parlare. Lavoriamo per inseguire qualcosa di straordinario".

Primo tempo - La Fiorentina dopo 2' di gioco crea subito un occasione da rete con Tello, che lanciato sul filo del fuorigioco, si presenta davanti a Cordaz e conclude alto sopra la traversa. Partita equilibrata nei primi minuti di gioco. Rodriguez all'11' interrompe in calcio d'angolo un'azione offensiva di Falcinelli lanciato a rete. Ancora l'attaccante rossoblu al 16' va vicino al gol con una conclusione di testa terminata di poco alta sopra la traversa. I calabresi guadagnano metri sul campo, e tra il 18' e il 19' di gioco si portano al tiro, prima con una ribattuta di Crisetig sugli sviluppi di un calcio di punizione, poi con un tiro cross di Falcinelli. In attacco la Fiorentina al 23' con una conclusione di Kalinic respinta da Cordaz. Alla mezz'ora i viola vicini al gol del vantaggio con Ilicic che lascia partire una conclusione dalla distanza che si stampa sul palo. Al 40' provvidenziale intervento di Barberis che interrompe un'azione pericolosa di Ilicic e Kalinic. Termina sul risultato di parità la prima frazione di gioco.

Secondo tempo - Il Crotone subito pericoloso in zona offensiva con Rohden che lancia in contropiede Falcinelli, ma l'azione si conclude sul fondo. Al 55' per i viola ci prova Tello con una conclusione a giro terminata oltre lo specchio della porta. Al 61' di gioco sono ancora i padroni di casa ad andare vicini al gol con Falcinelli che dal limite dell'area colpisce il palo. La Fiorentina risponde al 65' con una conclusione dal limite di Tello che non crea pericoli alla porta difesa da Cordaz. Al 72' un super intervento di Tatarusanu nega il gol ai padroni di casa. Un minuto dopo è Kalinic ad impegnare l'estremo difensore dei calabresi. All'80' di gioco Kalinic sfiora il palo con una conclusione dal limite dell'area. La Fiorentina al 90' di gioco trova il gol del vantaggio con Kalinic che innescato da Saponara, batte Cordaz con un preciso pallonetto. Termina dopo 2' di recupero il match tra Crotone e Fiorentina.

Fiorentina - Crotone tabellini

Precedenti - Sotto il diluvio dell'Artemio Franchi nella partita di andata il Crotone ha pareggiato per 1 a 1 contro la squadra del tecnico Sousa. In rete Falcinelli per i calabresi, e Astori per la squadra viola.

Statistiche - Nelle ultime quattro partite di campionato disputate allo Scida, il Crotone ha ottenuto solamente un pareggio contro il Sassuolo di Di Francesco. Sono 7 le partite senza vittoria.

Crotone: Cordaz, Rosi, Ceccherini (59' Dussenne), Ferrari, Mesbah, Rhoden, Barberis, Crisetig, Stoian (82' Capezzi), Tonev (52' Trotta),  Falcinelli. All. Nicola.

A disposizione:  5 Festa, 33 Viscovo, 87 Martella, 23 Dussenne, 31 Sampirisi, 42 Sulijc,12 Stoian, 20 Kotnic, 99 Simy, 9 Nalini.

Fiorentina: Tatarusanu, Sanchez, G. Rodriguez, Astori, Vecino, Badeij (71' Olivera), Tello, Chiesa (67' Saponara), Borja Valero,  Ilicic (71' Babacar), Kalinic. All. Sousa.

A disposizione: 57 Sportiello, 23 Satalino, 2 Gonzalo, 31 Milic, 4 De Maio, 27 Maistro, 18 Salcedo, 15 Maxi Olivera, 19 Cristoforo, 24 Hagi.

Direttore di gara Pairetto di Nichelino

Stadio Ezio Scida - Crotone

Marcatori: 90' Kalinic (F)

Ammoniti: Cordaz (C) G. Rodriguez (F)

 
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Città in comune: ci siamo anche noi

Post n°1238 pubblicato il 18 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

 

 

 Comunicato stampa Città in Comune

 

Dopo un lungo e meditato silenzio, nel quale si sperava di avere torto, la maggior parte dei fondatori di città in comune ha deciso di rompere il silenzio volontario iniziato nel mese di maggio 2012. Abbiamo concesso 5 lunghi anni  a chi riteneva di avere diritto alla “candidatura” ed ai loro sostenitori  di correggere e modificare il loro pensiero su di  Noi e su  Stessi,  ahimè, invano!

 

Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad un film già visto, recitato e di nuovo in sala di proiezione  per  un  restyling con gli stessi registi e gli stessi attori!

Davanti a tutto ciò riteniamo “DOVEROSO”   affermare e presentare un nuovo progetto di Rinnovamento Radicale, Sostanziale, Culturale e soprattutto che rappresenti l’inizio di una nuova e lunga stagione politica e Sviluppo Economico e Occupazionale, quindi di Coesione Sociale   per la Nostra  “Città Di Bisignano”.

Antonio Ammirata, AnnaMaria Fabbricatore,  Franco Montalto, Elio Stavale, quali rappresentanti  del Movimento, metteranno in campo le loro capacità e le loro esperienze al servizio della città di Bisignano focalizzando alleanze probabili con i movimenti che hanno manifestato idee e percorsi comuni.

Fin da ora invitano tali movimenti ad unirsi a noi per la preparazione  della lista elettorale che si Candiderà ad Amministrare Bisignano senza colori politici e di facciata, ma avendo come unico scopo il bene comune e lo sviluppo della nostra Città.

Nei prossimi giorni sarà convocato una conferenza stampa in cui verranno ufficializzate le alleanze già in atto e i soggetti da candidare alla carica di sindaco e consigliere comunale.

Antonio Ammirata

AnnaMaria Fabbricatore

Franco Montalto

Elio Stavale

 

 

 

 
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Dalla parte dei più deboli

Post n°1237 pubblicato il 17 Marzo 2017 da massimo.maneggio

DALLA PARTE DEI PIU’ DEBOLI

                 Comunicato stampa Movimento popolare per Bisignano                                                  

Non ci sono parole! Gli avvenimenti portati alla luce dalla recente cronaca ci lasciano sgomenti! Siamo sicuri, però, che la nostra comunità custodisca valori e principi sani, che nessuno, tantomeno un improvvido Giudice, può mettere in discussione con una descrizione falsata della nostra realtà che ci indigna e che rinneghiamo assolutamente.

Nel contempo, però, non possiamo ignorare che episodi come questi squarciano il velo sul malessere giovanile, sul disagio in cui vivono molte famiglie, sulla necessità di tutelare i più deboli e di alzare il livello della coscienza civile e della solidarietà!

Pensiamo che una comunità non possa esimersi dal fare una profonda riflessione su fatti così delicati e, a maggior ragione, anche la Politica deve interrogarsi insieme a tutti gli attori che gravitano attorno alla gestione della Cosa Pubblica.

Bisogna, quindi, essere determinati e darsi delle priorità perché non possiamo parlare, in maniera esaustiva, di BENE COMUNE:

·        se nelle nostre proposte politiche non parliamo di LEGALITA’, quale unico humus nel quale far crescere le nuove generazioni;

·        se in cima ai nostri pensieri non ci sono proposte serie e concrete per i più deboli e i più bisognosi;

·        se non ci sforziamo di rendere il nostro territorio più sicuro e controllato;

·        se non ci poniamo l’obiettivo di dare sviluppo e lavoro (vero strumento di riscatto sociale e tutela della dignità della persona) ai tanti padri e alle tante madri di famiglia che vivono la piaga della disoccupazione.

Pensiamo, quindi, che la politica debba cogliere questa occasione per rilanciare con forza la necessità di costruire una CITTA’ A MISURA DI FAMIGLIA in cui le politiche sociali e tutte le scelte amministrative abbiano come SCOPO PRIMARIO quello di:

ü  tutelare le fasce più deboli

ü   corroborare la cultura della legalità (fondamenta e garanzia  di sviluppo)

ü  puntare sulla Cultura e sulla Scuola quali strumenti fondamentali da consegnare nelle mani dei nostri figli contro le storture della società moderna.

Il Movimento Popolare, convinto che la politica non sia fatta solo di strategia o di posizioni di convenienza, cercherà di essere parte attiva e propositiva in questa importante battaglia.

 

Bisignano, 17/03/2017

 
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Fatti Chiari del 14 marzo 2017

Post n°1236 pubblicato il 14 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

 

--- promo ---

Come ogni martedì, torna “Fatti Chiari” in diretta su Rtt Teletebe alle 19.30 sul 115-293-697 del digitale terrestre.
Condotto dal giornalista Massimo Maneggio con Luca Muoio, ospite Giannicola Baffa, politico del Pd Bisignano e imprenditore per parlare di politica e di attualità, nonchè del caso “Siciliano”. Focus, inoltre, su Juve-Porto e sulle fiction americane.
Per intervenire in diretta #FattiChiari o sms al numero 3889094387

 
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Napoli-Crotone 3-0

Post n°1235 pubblicato il 12 Marzo 2017 da massimo.maneggio
 

Partita in trasferta per il Crotone nella ventottesima giornata di campionato. Ad attendere i rossoblu, l'impegno proibitivo del San Paolo contro il Napoli di Sarri. Proprio contro i campani, la squadra del tecnico Nicola ha disputato nel match di andata, la sua prima partita allo stadio Ezio Scida  dopo i lavori di riqualificazione dell'impianto. In  quell'occasione, il Napoli ha ottenuto i tre punti grazie al risultato finale di 2 reti a 1.

 

Primo tempo - Possesso palla per il Napoli nei primi minuti del match. Dopo 6' di gioco occasione da rete per i padroni di casa, con Callejon che lascia partire un tiro-cross respinto in calcio d'angolo dal portiere Cordaz. Un minuto dopo, l'attaccante Spagnolo si ripete con una deviazione in scivolata  bloccata dall'estremo difensore dei calabresi. Il Napoli attacca a pieno organico e all'11' di gioco si porta alla conclusione con Insigne che calcia a giro l'assit di Calejon, Cordaz si salva in corner. Azione in contropiede per il Crotone al 15', con Falcinelli che lanciato in profondità da Stoian, viene anticipato dall'uscita di Reina. Al 17' ancora Napoli in attacco con la conclusione di Strinic terminata sull'esterno della rete. I calabresi approfittano degli spazi lasciati dal Napoli, e in contropiede al 19' rischiano il gol del vantaggio con Trotta che dal limite dell'area, lascia partire una conclusione terminata a fil di palo. Alla mezz'ora di gioco Sampirisi commette fallo in area su Insigne, e per il direttore di gara è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso Insigne che porta il Napoli in vantaggio al 32' di gioco. Al 35' il Napoli potrebbe raddoppiare con l'assist in area di Strinic, ma nè Pavoletti nè Callejon riescono ad intercettare la sfera. Al 41' ancora gli undici di Sarri pericolosi in attacco con il lancio di Insigne per Callejon, ma quest'ultimo, a tu per tu col portiere si fa respingere la conclusione. Al 43' Callejon serve un assit a Rog che conclude verso la porta difesa da Cordaz, ma il tiro finisce sul fondo. Termina dopo 1' di recupero la prima frazione di gioco.

 

Secondo tempo - Nella ripresa il Napoli controlla i ritmi di gioco, ma il Crotone al 48' va vicino al gol del pareggio con Falcinelli che conclude a rete ma Reina si oppone con il corpo. Sugli sviluppi del calcio d'angolo, Dussenne da posizione centrale calcia male e regala la palla al portiere. Al 51' Pavoletti potrebbe portare il Napoli in vantaggio di due reti, ma la conclusione di testa da pochi passi termina sopra la traversa. Al 55' il tecnico Nicola viene allontanato dalla panchina per le successive proteste seguite all'ammonizione di Crisetig. Al 60' occasione da rete per il Crotone con Falcinelli che colpisce il palo sugli sviluppi di un corner. Al 64' Dussenne atterra in area Hamsik, e secondo penalty per gli undici di Sarri. Dal dischetto batte Mertens che porta a due le reti di vantaggio sui calabresi. Il Crotone accusa il colpo e al 70' subisce la rete del 3 a 0 con Insigne che raccoglie l'assit di Jorginho, e con un preciso diagonale batte Cordaz. Al 74' Capezzi direttamente da calcio di punizione prova a sorprendere Reina, ma la conclusione termina alta sopra la traversa. Al 75' assit involontario di Sampirisi che rischia di mandare a rete Callejon per il gol del 4 a 0. Il Napoli è padrone del campo. Mertens al 78' si libera delle marcature di due avversari, e davanti a Cordaz con la punta del piede prova a mandare la palla in fondo alla rete. Ancora Mertens all'84' lascia partire un diagonale terminato sul fondo. All'86' Cordaz manda in angolo una conclusione in area di Giaccherini deviata con il corpo da Dussenne. Mertens all'89' con un preciso diagonale sorprende Cordaz, ma la sua conclusione è deviata in angolo dal provvidenziale intervento di Martella. Al 90' di gioco il direttore di gara manda le squadre negli spogliatoi con il Napoli che si aggiudica l'incontro per 3 reti a 0. Per il Crotone la Serie B è sempre più vicina.

 

Napoli - Crotone tabellini

 

Precedenti - Nella nona giornata di campionato, il Crotone ha disputato contro il Napoli la prima partita in stagione davanti al proprio pubblico. Nonostante una partita volitiva degli undici del tecnico Nicola, il Napoli ha ottenuto i 3 punti grazie alle reti di  Callejon e Maksimovic. Per il Crotone a segno Rosi nei minuti finali.

 

Statistiche - Il Napoli dopo ventisette giornate di campionato ha segnato 62 reti, mentre il Crotone 21. Solamente l'Empoli ha fatto peggio dei calabresi con 15 reti.

 

Napoli: Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Rog (55' Zielinski), Jorginho, Hamsik, Callejon, Pavoletti (62' Mertens), Insigne (73' Giaccherini). All. Sarri.

 

A disposizione: 22 Sepe, 1 Rafael, 5 Allan, 33 Albiol, 11 Maggio, 19 Maksimovic, 31 Ghoulam, 24 Insigne, 42 Diawara,  99 Milik.

 

Crotone: Cordaz, Sampirisi, Dussenne (87' Cuomo), Ferrari, Martella, Rhoden, Capezzi, Crisetig (70' Barberis), Stoian, Trotta (79' Acosty), Falcinelli. All. Nicola.

 

A disposizione: 5 Festa, 33 Viscovo, 15 Mesbah, 42 Sulijc, 20 Kotnik, 99 Simy, 24 Tonev, 9 Nalini.

Direttore di gara Mariani di Roma

Stadio San Paolo - Napoli

Marcatori: 32' rig., 70' Insigne (N) 66' Mertens (N)

Ammoniti: Rog (N) Martella (C) Crisetig (C ) Ferrari (C)

Massimiliano Aquino

 

 

 

 

 

 
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