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Post n°546 pubblicato il 21 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: calcio
La storia di questo fantastico campionato neroverde comincia molto prima del 25 Agosto, data della prima giornata del campionato di Serie B. Questa storia comincia infatti in una calda e triste serata di Giugno quando, nonostante una stagione regolare di altissimo livello e la possibilità di giocare la semifinale playoff con la sesta in classifica (la Sampdoria), il Sassuolo incappa in una cocente delusione (1-2 fuori casa e 1-1 al Braglia) che sembra essere l'inizio di una discesa di interesse da parte del presidente Squinzi nei confronti di questa sua bella creatura che dopo anni di promesse andate male sembrava destinata a vivere nel limbo della cadetteria per sempre. Armando Zavaglia
Post n°545 pubblicato il 20 Maggio 2013 da massimo.maneggio
TORANO CASTELLO Giuseppe Povia si è esibito sabato sera in Piazza Stillitani, nella frazione di Sartano, ma a Torano il cantautore non è celebrato soltanto per il suo lato musicale. Le dichiarazioni di Povia sul neo ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge hanno destato un certo scalpore, ma sono state apprezzate dal gruppo de “La destra” che, proprio in occasione del concerto di Povia, ha donato una targa al cantautore come «esempio di amor patrio e italianità». Ed è proprio il segretario regionale dei giovani de “La Destra”, il toranese Valentino Adimari, a motivare questo riconoscimento: «Quella di sabato sera è stata una bellissima giornata, ricca di emozioni, fratellanza. Ho consegnato al grande cantautore italiano Giuseppe Povia a nome della destra giovanile calabrese, un riconoscimento per tutto quello che sta facendo a difesa del popolo italiano, dimostrando grande amor patrio e italianità. Povia è rimasto contento e felice per questo nostro pensiero nei suoi riguardi. Con me era presente anche il caro amico Nicola Aronne che ha portato all'artista i saluti della provincia di Cosenza e della città di Castrovillari». Adimari è rimasto colpito da Povia: «Sabato sera, poi, lo abbiamo ammirato esibirsi dal palcoscenico di Sartano, con una grande umiltà e vicinanza tra pubblico e palco. Ha cantato contro la droga, contro l’usura delle banche, a difesa della famiglia naturale, contro l’immigrazione clandestina che sta massacrando questa nostra adorabile Italia. Ha cantato a difesa dell'Italia trasmettendoci dei messaggi importanti come di non smettere mai di credere nei propri sogni oppure che “Essere italiano non è reato”, o ancora “Vola solo chi osa”. Grazie ancora Povia, non ti lasceremo da solo a combattere in difesa di questi valori, noi staremo alla tua destra sul campo di battaglia». A Torano, però, non tutti hanno apprezzato lo spettacolo del cantautore, con le polemiche che divampano soprattutto dal web, mentre proprio lo stesso Povia si è detto felicissimo della serata e del riconoscimento ricevuto. mas.man. calabria 20-5-13
Post n°544 pubblicato il 19 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Di seguito le dimissioni di Danielli e i ringraziamenti dell'Udc giovani, nei due comunicati stampa Caro segretario, In un particolare periodo storico in cui la figura giovanile è alla ricerca delle motivazioni perdute che di fatto issano barriere nei confronti della società e portano a percepire sentimenti ostili nei confronti della politica, ed essendo io un grande sostenitore dell’impegno giovanile in ogni tessuto della società, è con grande rammarico che mi trovo ad annunciarti le mie dimissioni da segretario giovanile e l’allontanamento dal partito stesso. Premetto e voglio rimarcare con forza come tale decisione non sia dovuta a dissapori con la nuova classe dirigente che, anzi, reputo finalmente molto capace e scevra dal puzzo della mala politica, ma dalla presa di coscienza della nullità dei valori presenti nel partito nazionale. Come si suole dire, ai giovani bisogna dare un sogno per far si che loro mettano quel pizzico d’incoscienza che molte volte risulta esser la discriminante per la realizzazione di una grande impresa, ma con logiche del tutto vecchie hanno e continueranno, a spezzare passioni. In questi anni si è ben pensato attraverso scelte scellerate, di depauperare un matrimonio storico e di riportare quel distacco, a mio avviso nocivo, tra chi decide la linea politica dalla poltrona e chi la politica l’esercita cogliendo le istanze del territorio. Non vorrei sembrare presuntuoso e lungi da me impartire una lectio magistralis, ma la politica dei due forni che di fatto smonta il vessilo della schiena dritta, arrogatosi dal nostro leader Casini diversi anni fa, l’incapacità di costruire un centro moderato, riformista ed europeo, la grande approssimazione , l’avarizia dell’interesse personale dimostrato nelle ultime alleanze elettorali, mi hanno convinto a non voler legare più il mio nome a quello dell’Udc. Adesso e solo adesso, si parla di un profondo rinnovamento all’interno del partito, ma lavarsene le mani in una situazione del genere è alquanto comodo. Dato che continuerò a profondere il mio impegno per l’amore della mia terra, spero che in un’ ottica locale la strada momentaneamente interrotta, si possa ricongiungere. I migliori auguri di un buon lavoro. ------------------------------------------------ Prendiamo atto, con rammarico, della decisione personale, sicuramente sofferta, di Gennaro Danielli; tutto il movimento giovanile, comunque, intende esprimere un sentito ringraziamento per il lavoro svolto da lui finora.
Cogliamo l’occasione per ribadire che, nonostante le difficoltà dovute al difficile momento politico, il gruppo rimane coeso e motivato, convinto dei valori che il nostro partito esprime e determinati a portare il nostro contributo per incidere positivamente nelle scelte future dell’UDC. Continueremo a lavorare sul territorio con la passione ed l’impegno di sempre; a breve riprenderemo a pieno la nostra attività politica nella nuova sede che è già in fase di allestimento. Bisignano, 17/05/2013 Giovani UDC Bisignano
Post n°543 pubblicato il 17 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: unical
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: Come una broda sciropposa sono passate le prime cinque puntate, ma dopo aver esonerato il primo sceneggiatore eccovi due grandi personaggi come quel figone di Rosina e quel brutto cattivone di Fresinovich. Pippinu è stato sostituito da una lavastoviglie, e Metaglio ha la Sindrome di Gerusalemme, che ce lo toglie dalle palle almeno oggi.
Crumiro è ancora nel confessionale con Padre Maronno, che è stato anche sfidato a Fifa 2013, dove Crumiro ha giocato con il Siena e Padre Maronno con il Nottingham Forest. “Padre le devo dire perché Sforzini non segna in A!” “E se poi te ne penti?” “Eh no, papà, anzi Padre….” “A morte!” “Ma chi? Io o Sforzini?” “Tutte e due…Maronn…”
Pippinu ha comprato la prima musicassetta dei Parenti di Campagna, con tutte le hit: La regola dell’infisso, Iesterdei, Non ho detto Genoa, Che ci metto al Siena in trasferta? Segna, mio caro non segnare (brano di denuncia contro il calcioscommesse), U viscuvu, La mamma di Rosina era gelosa (quest’ultima anche in bonus track mixata da Gabry Ponte) e Catanzaro portaci ad Amantea.
Rosina, intanto, sostituisce la donna di servizio e fa i servizi al posto della donna di servizio, che è andata a mangiare mezzo quintale di baccalà con il boss Fresinovich. Il boss, dopo essersi tagliato i capelli di lunedì, ha in mente qualcosa di sconvolgente.
Milinella troioneggia in mezzo all’Unical, rimpiangendo gli 82 centesimi presi per una dispensa in cui si elenca come capire il verbo italiano. La nota zoccola si lamenta perché non riesce a trovare il soggetto nelle frasi e si china sotto al tavolo per cercarlo, facendo intravedere a tutti, ma non a Gionni Sfigato (preso da cecità temporale) quella cosa che volgarmente chiamano “A Fissa”
Rosina, dopo aver bruciato mezzo chilo facendo la cyclette a lavare le scale, manda un sms a Pippinu che sta servendo da mangiare in mensa “Duttù chi vi pigliati” “Vollei piatto di soia” “Chibboi? Ohi milunu gialletto, ma va ioca intru Chievo a Verona…usciù” “Le è suonato telefono, dlin dlin” “Leggiamo…caro Pippinu mi ha fatto piacere rivederti, faccia ca rida…cinèèèè chibbodì?” “Faccia sollidente, buon auspicio pel amole” “Ah sì? Cinèèèè tè mangiati chillu ca vù, iu vaiu a mi piglià i durex”
Fresinovich intercetta il cellulare della mugliera e la rinchiude nello sgabuzzino, insieme alle scope. Rosina, per tutta risposta, manda un altro sms a Pippinu che, nella fretta di ordinare i condom, scaraventa il telefonino nei cessi pubblici. Pippinu bestemmia il calendario come Biagianti…
Crumiro, intanto, è ancora alle prese con Padre Maronno. Il padre padrone ha una visione “Ehhh…Maronn, corri Crumiro, corri c’è qualcuno in pericolo” “Grazie prete, grazie per la sua preveggenza” “Sono 500 euri” “Prete, se avevo sti soldi compravo libri originali”
Post n°542 pubblicato il 13 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: ambiente BISIGNANO I cittadini della contrada “Croce D’Alli”, in una lettera aperta, manifestano tutto il loro diniego verso la riapertura della discarica di Trifiero, che si trova proprio nel quartiere della zona montuosa. L’amministrazione comunale, in una recente delibera, infatti, ha trovato una soluzione d’urgenza per i rifiuti, individuando nella vecchia discarica di Trifiero, non utilizzata da decenni, una soluzione per l’immediato. Nella delibera di Giunta, si dà il mandato all’Ufficio Tecnico competente di intraprendere tutte le iniziative necessarie per verificare il possibile utilizzo in via d’emergenza della discarica comunale di Triferio, con un eventuale ampliamento da tenere in considerazione. Tutto questo non va proprio giù agli abitanti di “Croce D’Alli”, spiegando che: «A distanza di circa quindici anni dalla sua chiusura, ci giunge notizia che la discarica potrebbe essere riaperta per fare da deposito ai rifiuti, visto che è in atto un’emergenza. Le nostre domande sono molteplici. L’amministrazione ha dichiarato da tempo che è pronta un’isola ecologica nella nostra zona industriale, e potrebbe anche dare lavoro ai nostri giovani: non si potrebbero veicolare lì i rifiuti e aprire finalmente quest’isola? Ora che i cittadini avevano imparato a differenziare i rifiuti, diciamo loro che questo non serve più e li rimettiamo tutti insieme?». I cittadini ricordano che quella della discarica di Trifiero era un bel programma all’epoca, rimasto però inevaso, poiché il sito fu subito dismesso dopo il suo riempimento ai limiti, e vittima anche di vandalismi e incendi. Gli abitanti di Croce D’Alli sono perplessi e chiedono anche se si possa intaccare un’area dove sono ricomparse delle specie protette di animali (tra cui falchi e poiane), e domandano: «Ora che è ricomparsa la fauna del fiume Duglia, con l’apertura della discarica la uccidiamo di nuovo? Chiediamo che venga completamente abbandonato il progetto di riapertura della discarica. Questo sembra vergognoso per un Comune che si fregia di far parte dell’associazione dei comuni virtuosi e fa parte dei comuni amici di Anter, la quale si occupa di tutela ambientale». In conclusione: «Sappiamo bene che la nostra città sta attraversando una serie di emergenze non facili da gestire, ma non per questo possiamo permettere che venga inferta un’altra grande ferita a un territorio già così malato e siamo disposti a batterci affinché ciò non avvenga». mas.man. c.o. 13-5-13
Post n°541 pubblicato il 09 Maggio 2013 da massimo.maneggio
L’ IDENTITA’ PERDUTA E MAI RITROVATA Cosa vogliono i Giovani Democratici da questa società e dal loro partito. Noi, GD della sede di Bisignano, abbiamo accettato a malincuore il governo che si è appena istaurato a palazzo Chigi, con la speranza (magari anche vana) che riescano a risolvere qualche problema di carattere economico e soprattutto che riescano a cambiare la legge elettorale vigente. Crediamo infatti che una delle maggiori cause di questo “stallo politico” e di questa mancata “rivoluzione” (perché si avevano tutte le carte per farla) risieda proprio nel “PORCELLUM” che non ci ha garantito una maggioranza al Senato, complicando le relazioni all’ interno del Parlamento e favorendo Berlusconi, al quale come sempre sembra proprio che del futuro dell’ Italia importi ben poco (si può capire dalla sua insistente richiesta di abolire l’ Imu per soddisfare populismi e demagogie). Un’ altra ragione, anche questa fondamentale, risiede sicuramente nelle file del Pd stesso e da qui una buona e giusta auto-critica ci sta tutta. Fin dall’ inizio il PD ha pensato di avere la vittoria in tasca affrontando così la campagna elettorale con troppa calma, al contrario dei nostri avversari che, pur molto meschinamente e irragionevolmente, si sono scatenati contro tutto e tutti (da Berlusconi e la sua proposta shock, che oggi pesa solo sul capo del premier Letta, a Grillo e il suo “Tsunami tour”). Arrivato in Parlamento non ha saputo affrontare la situazione difficile in cui si è trovato per il semplice fatto che il Partito Democratico non è stato capace di farlo (mi riferisco alle elezioni assurde del Presidente della Repubblica prima di tutto): così alla fine Silvietto ne è uscito come unico vincitore (come dal 1994, d’altronde). Non vogliamo dare le colpe al segretario dimissionario Bersani, come molti all’ interno del partito stanno facendo, perché egli ha veramente incarnato (parallelamente a Renzi) le nostre richieste di svolta rispetto agli anni della politica della corruzione e del clientelismo. Dobbiamo però prendere atto dell'imbarazzante esperienza che questo partito sta vivendo a causa sicuramente di una dirigenza inadeguata e lontana dalla sua base. Ora si apre davanti a noi una situazione difficile dalla quale si deve necessariamente uscire: l’ Italia ne ha bisogno. Il PD ora deve cominciare a essere un partito con una identità comune e unitaria, un partito di sinistra che riesca a dialogare, con furbizia e intelligenza, con tutte le forze politiche in parlamento e con tutto il popolo italiano. Noi, come penso molti altri, chiediamo questo al nostro partito il quale non è stato capace in questi anni di ispirarci ideali di solidarietà e di uguaglianza (aiutando le politiche di austerità del governo Monti). Se la sinistra non ricomincia a ragionare partendo dagli ultimi non vincerà mai. Scusate la superbia di queste parole ma sono necessarie, in un partito così pigro, le parole forti, che puntino alla vittoria. Inoltre siamo assolutamente pronti a lottare per un’ Europa socialista, unita da forti legami di fratellanza e non da interessi economici che hanno solo portato a sentimenti dannosi e arretrati di anti-europeismo. Quello che chiediamo al nostro partito è: siamo disposti a lottare tutti insieme per una società giusta, onesta e solidale? Giovani Democratici di Bisignano Sez. “Peppino Impastato”
Post n°540 pubblicato il 09 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: unical Casa Unical – Puntata 6 – La lavastoviglie
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: In questa fiction di bassa lega, emerge finalmente quel femminone di Rosina, donna mancata di Pippinu. In un tripudio di emozioni, i due si incontrano e tutto lascia pensare che non finisce qui. I figli di Pippinu sono sempre inquieti, tra la zoccolaggine di Milinella, i dubbi amletici di Crumiro e le seghe mentali di Metaglio.
Pippinu viene convocato dal nuovo proprietario delle mense, un noto mafioso della zona. “Signor Pippinu, lei è un lusso in questa mensa, guardi là ho comprato una lavastoviglie fabbricata prima della guerra nel Kosovo. Lei o si licenzia o la mando a servire i piatti” “N’cula a chi te…vabbono, mandatemi a fare i piatti” Mentre Pippinu bestemmia pesantemente, scopre anche il nome del mafioso della zona: è tale Arman Fresinovich, che ha fatto i soldi non fatturando la sua amicizia con Vladimir Petkovic. La prima prova di Pippinu è quella di servire in mensa proprio il figlio Metaglio “Uhm, papà che ci fai qua? Mi dica che cosa c’è in questa mensa…” “A fissa e mammeta, fricati a ti mova ca c’è a fila…” “Uhm, lei non si deve permettere, che io sono uno studente che pago le tasse…” “Minchiù, i tassi ti pagu iu, mò allanzati ca ti viagnu piu a cavuci”.
Rosina, dopo una sfrenata mattinata di shopping dal fruttivendolo, rientra a casa a preparare la minestra con le verze. Il marito, che prima stava copulando, è riuscito a decomporsi aspettando Rosina già seduto al tavolo “Bella mia, più passa il tempo e più diventi una primula di maggio” “Grazie marito. Quanto sale ci vuoi nella minestra? Ah, pomeriggio vado a pulire il loculo di famiglia, vuoi venire? “No, no, mi bastano già i cubi dell’Unical per sentire puzza di morte”
Milinella, sempre più vacca, si lamenta dell’orario di lezione con le sue amiche papere, volendo ridurre un’ora lorda a quindici minuti netti, ma con pausa di otto minuti di intervallo. Chi se la passa male è Crumiro, dopo lo scioglimento dei Druppi. Il noto boss di prima si è preso anche la sede generale per farci un negozio di robotica, e così i Druppi si sono sciolti non seguendo più Sforzini. Crumiro, preso dal rimorsoooooooooooooooooo, va a confessarsi con Padre Maronno. “Padre, vorrei confessarmi…” “E se poi te ne penti?” “Padre, io ho peccato, io…so perché Sforzini non segna più in Serie A!”
Pippinu, quando si dice il destino, va anche lui medesimo al cimitero. È sempre allegro nonostante tutto, e canticchia: ”La regola dell’infisso non sbaglia mai, se sei amico di una donna e non ce lo metti sei proprio un fisso…tu ru tu! Tu ru tu”. Proprio al ritornello vede Rosina intenda a pulire con il Vetrill il loculo della famiglia del marito “Rosina, che combinaziona” “Pippinu, me come sei bello! Come te la passi?” “Buanu, buanu, chiru faccia i merda du patrunu m’ha degradato” “Mi dispiace, io non ci ho bisogno di soldi che mio marito è miliomiliardario” “Ah sì…? Dimmi una cosa…hai mai figliato?” “Non ho avuto figli, ancora sono giovane, sono una margherita appena uscita dalla serra. Comunque ti scrivo il nome di mio marito su un foglio…tu aprilo solo tra qualche ora”
Pippinu torna a casa canticchiando “All de smoll things, ciu chiz, chiu chiz” e apre il foglio. Quel pezzo di carta svela il suo rivale in amore, ma anche il rivale nella vita: ARMAN FRESINOVICH
Post n°539 pubblicato il 06 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: Juventus
(fonte foto: La Stampa) «Abbiamo fatto trenta…e anche trentuno»: è questo il refrain dei tifosi juventini dopo la conquista dello scudetto che, stando agli archivi post calciopoli, è il numero 29 per la società bianconera. Uno scudetto, il secondo dell’era Conte, mai messo in discussione, con un dominio italiano che ha premiato la squadra più continua in campionato. Sempre in testa dall’inizio a oggi, la Juventus ha iniziato il suo campionato con quattro vittorie consecutive, per poi pareggiare a Firenze: risultato a reti bianche, con la squadra di Montella che mise in seria difficoltà la Juventus, che si accontentò del punto. È un pareggio, però, che carica i bianconeri, anche se il rodaggio si farà sentire, inizialmente, in Champions. In campionato arrivano le vittorie contro la Roma e il Siena, mentre contro il Napoli esplode la stella Pogba, che raddoppia dopo il vantaggio iniziale di Caceres. Il 28 ottobre infuriano, però, le polemiche per il gol annullato a Bergessio, con la gara di Catania (vinta grazie a una rete di Vidal) che riporta quasi al clima di qualche anno fa. Segue la vittoria con il Bologna nell’extra time con gol ancora di Pogba e il match del 3 novembre contro l’Inter. È una gara dai mille volti, la Juventus parte benissimo e dopo 18 secondi Asamoah imbecca Vidal – in fuorigioco – che realizza il vantaggio bianconero. Tra nervosismi e provocazioni, nella ripresa l’Inter dilaga grazie alla doppietta di Milito e al suggello finale di Palacio: i nerazzurri sbancano lo “Juventus Stadium” e la squadra di Conte perde la sua imbattibilità, che termina dopo cinquanta partite consecutive. Il 3 novembre rimarrà impresso nella mente dei tifosi: quella che sembrava un’inversione di tendenza per il campionato, in realtà, dopo poche settimane, nulla fa cambiare al destino stagionale delle due squadre. Dilaga con il Pescara ma non con la Lazio (super Marchetti) e perde nuovamente con il Milan, per un fallo di…schiena del desaparecido Isla: la Juventus non è imbattibile, e viaggia anche tra alti e bassi. Il 6 gennaio, alla ripresa del campionato, la Sampdoria s’impone a Torino con doppietta di Icardi, che replica al rigore di Giovinco, e mister Conte proprio non la manda giù. Il girone di ritorno, però, è meno sofferto, con la Juventus che, con tranquillità, inanella risultati di spessore: alla ventunesima giornata, Pogba matura definitivamente segnando i primi due gol nel 4-0 contro l’Udinese, mentre a Roma, pagando le fatiche di Champions League, i bianconeri escono sconfitti dall’Olimpico grazie a un bolide di Totti. Da Roma in giù, la strada è in discesa. Il pareggio a Napoli mantiene, a giusta distanza, la squadra di Mazzarri, mentre il gol di Giaccherini contro il Catania apre, praticamente, le porte del paradiso. Lazio, Milan e Torino, nelle ultime gare, sono state le squadre che hanno sbattuto il naso contro la determinazione degli uomini di Conte, mentre domenica è iniziata la festa scudetto, a Torino e in tutta Italia. Per diventare davvero grandi, ora, bisognerà vincere nell’Europa che conta.
Massimo Maneggio calabria ora 6-5-13
Post n°538 pubblicato il 06 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: giro d'italia COSENZA Tutti lo ricordano con simpatia, era un ciclista di gran lena e dal sorriso facile, con l’educazione e la cordialità più forti di qualsiasi Appennino duro da scalare. Michele Coppolillo è stato un ciclista di quelli che non si dimenticano facilmente e ben dotato tecnicamente e, appesa la bicicletta al chiodo, si è buttato in politica, diventando assessore allo Sport nel comune di Dozza, comune bolognese di seimila anime. Ma lui la calabresità ce l’ha nel sangue, essendo nato a Cosenza nel 1967. Conta due vittorie da professionista, passando in questa categoria dal 1991 per ritirarsi, poi, dieci anni dopo. E dopo, aggiungiamo noi, migliaia e migliaia di chilometri nelle gambe, affrontati senza mai risparmiare impegno, con la grande capacità di mettersi sempre e comunque al servizio della squadra e dei suoi leader. Il team che gli diede l’accesso ai prof fu l’Italbonifica-Navigare, e fu il terzo ciclista che ebbe l’accesso alla massima categoria ciclistica, per quanto riguarda i calabresi, dopo Giuseppe Canale e Giuseppe Faraca. Le due vittorie maturate in carriera (realizzate al Tour Mediterraneo e al Trofeo Pantalica) sono però entrate nella leggenda, con tutta la Calabria a festeggiare insieme a lui, anche se ebbero maggior risonanza il secondo posto nella settimana internazionale di Coppi e Bartali, ma soprattutto la terza posizione alla Milano-Sanremo. Al Giro d’Italia, invece, la sua storia è stata particolare, con il 29°posto raggiunto nel 1994 come massima affermazione, anche se corredata da qualche tappa con la maglia verde addosso. Sono comunque delle belle soddisfazioni, da raccontare alle generazioni future. La Calabria, del resto, è sempre alla ricerca di nuovi “Coppolillo”. Chiediamo allora a Coppolillo quale sia il suo favorito per questa edizione del Giro e l’ex ciclista risponde con un solo nome: «Bradley Wiggins, il ciclista del gruppo Sky, olimpico nella crono a Londra 2012». Idee chiare, insomma, anche se Nibali cercherà di sovvertire questo pronostico. La competizione ciclistica, però, ha risentito anche degli scandali che, nel corso degli anni, hanno toccato un po’ tutti i vertici, sia quelli italiani che quelli mondiali. Coppolillo non nasconde questo: «I recenti scandali hanno influito, purtroppo, abbastanza sul sistema, ma con tutto ciò gli appassionati sono sempre tanti ai bordi della strada. D’altronde, il Giro è sempre il Giro». Già, e quando il gruppone è in strada, con i suoi colori e la sua carovana, è impossibile non applaudire. Quasi sanremese nel suo slogan, di certo Coppolillo ricorda con nostalgia le sue partecipazioni alla competizione, dove riuscì anche a raggiungere qualche piccola soddisfazione: «Dei miei Giri ricordo con piacere quello del 1994 dove ho indossato la maglia verde. Il mio grande rammarico, però, dopo è di essere arrivato più volte secondo sul traguardo, e non sono mai riuscito a vincere una tappa». Certo, perché i secondi non finiscono mai negli annuari e nessuno li ricorda. Ma chi ama il ciclismo non avrà di certo dimenticato la grande verve di Coppilillo, uno che in sella sapeva sempre come comportarsi e che è stato un esempio per tanti. Un Giro, quello vissuto da Coppolillo, forse anche diverso da quello attuale, che è stato assorbito dalla spirale che unisce il connubio tra sport e spettacolo. Per l’ex ciclista cosentino, però, l’essenza rimane sempre quella: «Penso che sostanzialmente sia cambiato poco facendo un paragone tra le edizioni passate e quella recente, forse l'unica differenza che il ciclismo moderno e un ciclismo più globalizzato». Infine aggiunge un invito: «Sicuramente ci vediamo alla tappa di Serra San Bruno», una frase che indica quella passione a due ruote che non morirà mai.
m.m. calabria ora 6-5-13
Post n°537 pubblicato il 03 Maggio 2013 da massimo.maneggio
Tag: volley La Callipo Sport non parteciperà al prossimo campionato nazionale di Serie A1. Il Presidente Pippo Callipo, dopo profonde riflessioni e lunghi confronti con tutti i dirigenti della Callipo Group, comunica la rinuncia della Callipo Sport al prossimo campionato nazionale di Serie A1. “Nell’anno del ventennale della Callipo Sport mi vedo costretto, mio malgrado e con grandissimo dispiacere, ad assumere una decisione sofferta e dolorosa. Devo comunicare che al momento non ci sono le condizioni per partecipare al campionato nazionale di serie A1. La dura contingenza in cui versa l’economia del nostro Paese non ci consente, infatti, di affrontare questo grande impegno economico. Il Gruppo Callipo non può più, pertanto, mettere a disposizione le risorse adeguate a fronteggiare un campionato dignitoso. Negli anni la Callipo Sport ha saputo costruirsi una valida reputazione sul territorio nazionale per il sempre puntuale mantenimento degli accordi contrattuali. Non posso e non voglio assolutamente tentare di partecipare ad un nuovo campionato con il rischio di non poter poi, ad anno inoltrato, rispettare gli impegni. Il progetto della volley è sempre stato sostenuto quasi unicamente dal main sponsor, la Giacinto Callipo Conserve Alimentari, che negli anni ha supportato il gravoso onere che comporta la gestione di una società sportiva ad alti livelli. I pochi sponsor privati che ci hanno affiancato, e che oggi ancora una volta ringrazio di cuore, sono in realtà Amici che ci hanno seguito non tanto per un ritorno d’immagine quanto per la stima ed il rapporto di affetto e collaborazione con la mia azienda e la mia famiglia. Ci tengo comunque a precisare che il progetto della pallavolo continuerà. Non voglio far mancare a questa nostra già martoriata terra ed ai giovani calabresi l’opportunità di fare sport e di aggregarsi in un ambiente sano e ricco di importanti valori quale quello del volley”. La Callipo Sport comunica che nella prossima settimana verrà indetta una conferenza stampa nella quale saranno illustrati maggiori dettagli. Comunicato stampa Tonno Callipo Vibo
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Inviato da: Toni
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