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Mitroglou, bomber greco

Post n°986 pubblicato il 29 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Kostas Mitroglou, un uomo a metà. Ha fatto benissimo nei campionati ellenici, non si è ripetuto al mondiale. Le speranze della Grecia erano fondate su questo centravanti di belle speranze, classe 1988, che negli anni passati ha attirato l’attenzione di tutti i top club d’Europa. Al mondiale, però, la sua è stata, appunto, una storia a metà, l’epopea di un attaccante che si è improvvisamente smarrito. Il minutaggio è stato impietoso e alcune volte anche incomprensibile. Ha giocato venticinque minuti contro la Colombia, trentacinque contro il Giappone (richiamato in panchina dopo l’espulsione di Katsouranis per bilanciare la squadra), è rimasto in panchina a guardare il match degli ellenici contro la Costa d’Avorio, deciso da alcuni “vecchietti” come Samaras, ed è stato un incompiuto contro Keylor Navas, il portiere para tutto del Costa Rica. Eppure, quello appena trascorso poteva essere il suo mondiale, ma evidentemente il 2014 non è proprio il suo anno fortunato. Acquistato per la bellezza di quasi quindici milioni di euro dal Fulham, in Premier League il suo esordio è stato un fiasco, con tre partite giocate, infortuni e la retrocessione della squadra londinese. È stato l’emblema del fallimento della squadra di Al Fayed, che poteva risalire la china e la classifica in Premier ma ha subito sventure di ogni genere, ritrovandosi attualmente in Championship (la nostra Serie B) con ingaggi e fardelli poco piazzabili, un po’ come successo già al QPR. Mitroglou ora è Mitroglouun mezzo fardello, nel futuro potrebbe essere una speranza. Arrivava in Inghilterra dopo un anno passato in gran scioltezza, ed era considerato il miglior attaccante europeo: aveva raggiunto la media di un gol ogni sessantaquattro minuti. Addirittura i numeri con l’Olimpiakos, per la stagione 2013-2014, erano pazzeschi: quattordici gol in campionato in dodici gare, e tre marcature in cinque gare di Coppa dei Campioni, infilate tutte d’un colpo contro il malcapitato Anderlecht. Il 31 gennaio, però, qualcosa si è rotta proprio nel momento di massimo splendore: il Fulham riesce a strappare il giocatore a tante squadre ben più quotate (in Italia era l’Inter a farci ben più di un pensiero), con quasi quindici milioni messi in valigia, che l’Olimpiakos non può proprio rifiutare. Arriva, così, al mondiale, memore dei cinque mesi da incubo passati in Inghilterra e conferma il trend negativo. È stato irriconoscibile, in alcune gare non è riuscito neanche a stoppare un pallone. Però i numeri li ha, anche se non sono emersi nella competizione mondiale. Ha forza fisica, un ottimo stacco di testa e la predisposizione al gol, come dimostrano i dati greci del 2013, amplificate anche dalla crescita nei settori giovanili del Duisburg, tanto che poteva essere, a quest’ora, forse un convocato della squadra di Joachin Low. Dovrà maturare perché a ventisei anni è giunto il momento di prendere delle responsabilità, soprattutto con la nazionale ellenica, dove Karagounis, Gekas e altri hanno ormai chiuso un ciclo.

Massimo Maneggio

 
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Cosenza Futsal è pronto

Post n°985 pubblicato il 26 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

COSENZA FUTSAL IN RITIRO IN SILA DAL 17 AGOSTO 
MARTEDI' ALLE 11 PRESENTAZIONE DEI QUADRI SOCIETARI
Il San Vincenzo - Cosenza Futsal comunica che martedì 28 Luglio 2015 presso il Chiostro di San Domenico si terrà la conferenza di presentazione alle ore 11. La società svelerà l’organigramma dirigenziale per la stagione 2015/2016 e mostrerà al pubblico le maglie di gioco con cui prenderà parte al campionato di Serie A. Contestualmente verrà alzato il sipario anche sul nuovo logo del club, disegnato da Luigi Vircillo. All’incontro con stampa e tifoseria è prevista la partecipazione delle massime cariche politiche e sportive della città e della provincia.
Il San Vincenzo - Cosenza Futsal comunica inoltre che la squadra svolgerà il ritiro pre-campionato dal 17 al 22 agosto presso la struttura alberghiera “Lo Sciatore” di Camigliatello Silano, così da consentire agli sportivi di assistere agli allenamenti della squadra. Il tecnico Cipolla e i suoi calcettisti sosterranno le sedute presso il Palazzetto di Croce di Magara che può ospitare fino a mille spettatori. Così il co-presidente Giancarlo Bria: “La scelta di portare il gruppo tra i boschi della Sila è figlia di un’idea della dottoressa Stefania Rota, nostro main sponsor. Siamo entusiasti di poter sfruttare il territorio della provincia e di lavorare in una struttura all’avanguardia. A breve, inoltre, sarà reso noto il calendario delle amichevoli e delle prime iniziative che abbracceranno ogni ambito

- comunicato stampa -

 
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Il successo di Mario Lo Gullo

Post n°984 pubblicato il 26 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: libri

Continua il tour di presentazione de “Informazione e comunicazione commerciale in Calabria”, il libro di Mario Lo Gullo che ieri ha fatto tappa a Corigliano Calabro, ospitato da Confcommercio ed Assocultura.

A dare avvio alla presentazione, il Presidente di Confcommercio Cosenza e della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri, che ha salutato e ringraziato gli intervenuti: “Oggigiorno fare informazione è difficile, e lo è ancor di più in Calabria. Un territorio in cui i mezzi di comunicazione, non liberi, ma vittime di strumentalizzazioni e manipolazioni, continuano ad essere, troppo spesso, ancelle della politica. Il giornalismo ha bisogno di professionisti lucidi, coraggiosi, appassionati. Mario ha tutte queste caratteristiche. A lui mi legano le tante esperienze professionali portate a temine con impegno e soddisfazione. Oltre al giornalista, apprezzo l’uomo: persona coraggiosa, dall’apparenza timida, ma in realtà squisitamente umile”.

Il libro narra 40 anni di carriera di Lo Gullo, in una stimolante descrizione che prende il via dai sogni di un giovane sedicenne alle prese con le prime esperienze professionali in qualità di corrispondente de “il Giornale di Calabria” per il suo paese, Sartano di Torano Castello. Un trascinante memoriale, una sorta di viaggio virtuale tra le tante ed avvincenti tappe di un percorso professionale non privo di difficoltà, ma carico di successi e soddisfazioni. Molte le esperienze nel mondo della carta stampata, della radio e della televisione, ed intenso il legame tra Lo Gullo e i tanti imprenditori calabresi che nei decenni gli hanno affidato i lori comunicati commerciali, a conferma del suggestivo ed indissolubile legame tra informazione e comunicazione commerciale

Emozione nelle parole dell’autore: “Il mio è stato un percorso sempre dietro le quinte, alla ricerca di notizie dal territorio e per il territorio. Descrivere un’intera carriera, la passione di una vita, non è facile e forse un solo libro non risulta essere esaustivo. Ciò che in particolar modo mi premeva era ricordare le grandi persone che ho incrociato in questi anni, per ritagliare loro il giusto e meritato spazio nella memoria collettiva”.

Parole di elogio anche dalla voce del Presidente di Assocultura, Mariano Marchese: “Lo Gullo emerge da queste pagine come un esempio da seguire, un professionista che non si risparmia e non si tira mai indietro. Mario ha fatto cultura e vuole continuare a farlo proprio nella sua terra, cui rimane legato e dalla quale guarda lontano, scorgendo nuove opportunità e nuovi orizzonti”.

Preziosi gli interventi del Direttore di Confcommercio Cosenza Maria Cocciolo, dell’editore Demetrio Guzzardi e del dott. Giorgio Marchese, che a più riprese hanno condiviso impressioni e sensazioni.

Grande soddisfazione del pubblico, che al termine dell’incontro si è intrattenuto per complimentarsi e confrontarsi con l’autore.

fonte: http://www.confcommercio.cs.it/news/mario-lo-gullo-presenta-il-libro-informazione-e-comunicazione-commerciale-in-calabria-4390

 
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Campionati italiani di beach volley

Post n°983 pubblicato il 23 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: volley

 - comunicato stampa - 

Parte Campionato Italiano di Beach Volley ad Amantea: primi 42 match, spettacolo e divertimento

Sveglia presto per i ragazzi dell’Asd Beach & Volley Amantea, che organizza la tappa del Campionato Italiano di Beach Volley Under 19 e Under 21 allo Sport Village di Amantea, e per gli atleti che hanno aperto questi quattro giorni all’insegna dello sport e del divertimento. In apertura riunione tecnica per tutti, con i saluti del vice-sindaco e Ass. al Turismo Giovambattista Morelli, che ha salutato gli atleti e dato il benvenuto a nome della Città di Amantea; altra presenza importante per gli atleti il consigliere federale nazionale Cristiana Parenzan che ha sottolineato: “Ho sentito parlare un gran bene di questa tappa dai ragazzi nelle passate edizioni, e adesso che sono qui, non posso che confermare la qualità della struttura e dell’organizzazione.”

Ha concluso la riunione tecnica Vincenzo Pugliano, vero e proprio regista dell’evento che con entusiasmo ha salutato gli atleti e dato un sentito in bocca al lupo a tutti a nome dell’Asd Beach & Volley, dei partner e di tutti coloro hanno reso possibile questo evento tanto partecipato.

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Alle 9.30 già le prime coppie sono scese in campo, poiché solo iniziando così presto è stato possibile raggiungere tra maschile e femminile i 42 incontri disputati nel corso della giornata, sui 5 campi allestiti sul lungomare di Amantea. In questa prima parte di torneo si sfideranno ben 21 coppie femminili e 22 maschili, per contendersi la vittoria all’interno della categoria Under19. Le coppie rappresentano quasi tutte le regioni italiane, con atleti che arrivano dal Veneto alla Sicilia, passando per Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e così via.

Domani nuovamente tutti in campo a partire dalle 9.00, fino alle 16 quando avranno inizio le finali cui seguirà il cerimoniale di premiazione.

Spettacolo assicurato, sabato e domenica con la categoria Under21 e le finali a partire dalle 17.30 di domenica 26 luglio all’interno della splendida cornice del campo centrale, una vera e propria arena dedicata a far godere al meglio lo spettacolo del beach volley.

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Aranguiz e l'Udinese lo rimpiange...

Post n°982 pubblicato il 22 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Rimarrà un rimpianto per il campionato italiano. Uno dei tanti, in un torneo che, secondo molti, ha abbassato i suoi standard qualitativi. La storia di Charles Aranguiz è affiorata proprio al mondiale brasiliano dopo quella sua storica marcatura alla Spagna, che di fatto ha eliminato le “Furie Rosse” dalla competizione. Ancora una volta l’Udinese e i suoi scout avevano trovato la classica intuizione calcistica: dal Cile era stato segnalato Aranguiz, un furetto imprendibile, abile nelle due fasi e motore trainante in un campo da gioco. aranguizDvd e viaggi intercontinentali testimoniano la bontà dell’affare ma in Italia, però, non arriverà subito, con la società friulana che preferisce lasciarlo in prestito, per qualche mese, all’International di Porto Alegre, dove il cileno incanta e fa magie su magie. La convocazione per i mondiali è d’obbligo, con Jorge Sampaoli che lo considera un elemento fondamentale della sua nazionale, fatta da gente rapida e scattante, abituata a correre dannatamente per raggiungere un pallone. A Udine, intanto, aumentano i rimpianti nella seconda parte della passata stagione. Il campionato dei bianconeri non è stato di quelli memorabili, pochi sono stati i talenti lanciati (per una volta, è stato un italiano a emergere: il portiere Simone Scuffet), e molte sono state le delusioni, come quel Luis Muriel, paragonato spesso a Ronaldo e che, proprio specchiandosi in questi paragoni, ha perso anche il treno dei mondiali, mancando la convocazione con la Colombia. Così, finito il campionato di Serie A, l’Udinese pensa prepotentemente all’esordio al “Friuli” di Aranguiz, affiancandolo all’eterno Totò Di Natale, certa anche che l’International non abbia i soldi necessari per il riscatto: otto milioni di dollari erano una sorta di garanzia su questo. Nulla di più sbagliato. A fine maggio, Aranguiz è riscattato dai brasiliani, che concretizzano il prestito maturato a gennaio grazie al denaro cash di un magnate brasiliano, quel Delcir Sonda sospettato di avere alle spalle qualche big europea. Ma in realtà, Sonda è solo un’abile stratega che sfrutta una legge vietatissima in Europa ma normale nei paesi sudamericani, dove i privati, le banche e i gruppi economici possono tranquillamente rilevare il cartellino di un calciatore o anche una parte. Un investimento migliore di un Buono del Tesoro a quanto pare, poiché Aranguiz nei mondiali brasiliani ha impennato le sue quotazioni, a furia di correre nel campo. Le qualità di Aranguiz sono emerse nelle ultime settimane, con merito e bravura. Può agire da seconda punta o da ala, come la maggior parte degli attaccanti cileni, ed il meglio lo ha dato in quattro stagioni nell’Universitad de Chile con venti gol realizzati. Sembra Alexis Sanchez in alcuni movimenti e, un po’ come lui, ha nel passato il segno dell’Udinese. Trovando un difetto, qualche volta registra dei black out, la sua concentrazione sembra non reggere per novanta minuti. A volte, gliene bastano soltanto una manciata, però, per decidere una partita.

Massimo Maneggio

 
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La movida crea disturbo a Cosenza

Post n°981 pubblicato il 21 Luglio 2015 da massimo.maneggio

COSENZA: MOVIDA PIAZZA SANTA TERESA.  INTERROGAZIONE DI MOLINARI. INTERPELLATI I MINISTRI DELL’INTERNO E DELLA SALUTE. < IL SINDACO SORDO ALLE RICHIESTE D’AIUTO DEI RESIDENTI>

movida“ Ho ritenuto doveroso, a sostegno delle istanze  dei residenti di Piazza Santa Teresa a Cosenza, tra cui dilaga il malcontento per i disagi inevitabilmente generati e connessi all’apertura sfrenata di non pochi locali notturni nella zona, di investire della questione i ministeri competenti, attraverso una interrogazione a risposta scritta. Ho chiesto lumi  al Ministro dell’Interno e della Sanita’ su quali siano le intenzioni e i provvedimenti che, cautelativamente si intendano assumere al fine di garantire la sicurezza e la salute dei residenti e, in primis, quella quotidiana tranquillità che, per loro, sembra essere venuta meno. Non si tratta di una presa di posizione fine a se stessa, ma la consapevolezza che si tratta  di una situazione veramente incresciosa, tenendo conto che molti di questi locali, che sembra risultino privi dei necessari isolamenti e degli obbligatori certificati di impatto acustico, hanno trovato collocazione in palazzi in cui risiedono non pochi condomini.

Come se non bastasse, ad aggravare le conseguenze contribuiscono le ridotte dimensioni di alcuni  esercizi commerciali che, non essendo in grado di  accogliere tutti gli  avventori al loro interno, prevedono lo stazionamento – non si sa quanto legittimo – dei clienti all’esterno in modo protratto,  generando  intralcio e pericolo per la circolazione dei passanti e potenziando il disturbo del riposo notturno con schiamazzi e rumori molesti.

Senza contare il problema dei parcheggi, aggravato dagli spazi ridotti causati dalla nuova fisionomia assunta dalla piazza per il gran numero di clienti che frequentano, quotidianamente, gli esercizi commerciali. Ho preso atto che su istanza della Questura di Cosenza, sono stati effettuati diversi controlli e sopralluoghi da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria- ARPACAL, da cui sono emersi valori di rumore ben al di sopra dei limiti di legge e, dunque, un forte inquinamento acustico prodotto dalle attività. Ho contezza, poi, che non pochi  esposti, diffide e denunce di privati cittadini e di amministratori condominiali investiti dai condomini della tutela della pubblica quiete, sono state inoltrate al primo cittadino di Cosenza al quale è stato inviato anche un documento unitario firmato da ben cinque condomini rappresentanti circa 350 persone, attraverso il quale sono state sollecitate misure urgenti. E’ inconcepibile che il Sindaco, ad oggi, sia restato sordo rispetto ad un problema che riguarda un'area così importante del centro cittadino. Un'area alla quale egli stesso ha cambiato i connotati, contribuendo in modo cruciale al generarsi di questo stato di cose, e non tenendo conto della volontà di chi, in quella zona, vive quotidianamente. Speriamo che l'intervento dei Ministri dell’interno e della Salute possa contribuire ad avviare un’azione concreta che restituisca ai residenti della zona di Piazza Santa Teresa il sacrosanto diritto alla quiete pubblica.

Sen. Avv. Francesco Molinari

Presidente Associazione politico- culturale

CALABRIA TERRA LIBERA

 
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Origi, che bomber per il Liverpool

Post n°980 pubblicato il 20 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Divock Origi è l’esempio di un talento precoce. Rappresenta al meglio la sua nazionale, il Belgio, che ha inaugurato una sorta di “Nouvelle Vague” del calcio del terzo millennio. La compagine belga ha una generazione di nuovi fenomeni, basti pensare che Origi, classe 1995, ha una concorrenza di tutto rispetto, come Lukaku (altro giovane che sembra già vecchio per l’esperienza maturata), Mertens, e alle spalle gente di grande talento come Witsel ma anche dal passo lento, forse anche lentissimo come nel caso di Fellaini. Origi, però, ha i movimenti della pantera, un passo felpato e un fisico imponente. Non ha ancora compiuto vent’anni e tanto basta per renderlo già uno dei migliori attaccanti europei. Certo, come tutti i giovani attaccanti non è freddissimo sotto porta: in quaranta partite, circa, di campionato con il Lille ha esultato soltanto sei volte. Il primo gol, però, lo ha siglato al suo esordio contro il Troyes, dopo sei minuti dal suo ingresso ufficiale nel mondo del professionismo. Anche al suo esordio da titolare, l’anno dopo, si è fatto subito apprezzare, sbloccando il risultato del Lille contro il Lorient, per poi risentire, un po’, dei carichi di tensione che può offrire un’intera stagione calcistica, soprattutto avendo tanti occhi addosso. Origi è il classico giocatore che fa reparto da solo. Difende palla, gioca di sponda e fa salire la squadra come un veterano ma spesso arriva anche stanco mentalmente, per l’appuntamento sotto rete. Ai giocatori generosi si perdona tutto e Origi appartiene a questa categoria, senza lesinare quell’umiltà rara da trovare per un giocatore che, non avendo compiuto vent’anni, ha già un futuro spalancato. Al mondiale è arrivato quasi per caso, dopo l’infortunio di Benteke, un’altra stella del Belgio 2.0.

Mark Wilmots, allenatore della nazionale ed ex gloria calcistica, non ha avuto dubbi nel scegliere il suo sostituto, con Origi richiamato dai suoi propositi di seguire il mondiale in vacanza. Posto per il Brasile assicurato, quindi, in una nazionale che ha sofferto l’impatto con la competizione e che, proprio con l’ingresso di Origi, ha cambiato marcia, ribaltando il risultato contro l’Algeria.Cinque giorni dopo, Origi si è ripetuto con un’ottima prestazione e il Belgio ha ipotecato il passaggio agli ottavi di finale. Segna contro la Russia e toglie praticamente Fabio Capello dal mondiale, con una rete nell’area piccola che ha permesso al popolo belga di festeggiare. Match winner ma non titolare, anche se contro la Corea mister Wilmots ha cercato di fare risparmiare le energie ai suoi giocatori, in vista del turno successivo. Così contro gli Usa per Origi si sono spalancate le porte del “posto fisso”: gioca novanta minuti ma, nei tempi supplementari, sarà sostituito, con il Belgio che è riuscito poi a trovare due reti e la qualificazione contro l’Argentina. Il dualismo con l’altro giovane Lukaku lo ha fatto probabilmente crescere in maturità, ben sapendo che, dalle prossime qualificazioni agli Europei, aumenterà il carico di responsabilità.

 

Massimo Maneggio

 
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Marano Principato - anziani alle terme

Post n°979 pubblicato il 18 Luglio 2015 da massimo.maneggio

Anche quest’anno riparte la manifestazione “Vivere le terme - alla scoperta della salute”, organizzata dalla Pro Loco di Marano Principato del presidente Francesco Pulice e giunta meritatamente alla sua decima edizione.

Un bel traguardo - quello dei dieci anni - che riempie d’orgoglio tutta la Pro Loco brava nel corso degli anni a coinvolgere gli anziani del paese, offrendo loro momenti di relax e di benessere per la propria salute. Nelle precedenti edizioni si è registrato un buon successo e l’auspicio è che anche quest’anno siano tanti i partecipanti, in quanto il servizio non ha scopo di lucro.

Quest’anno gli anziani potranno usufruire dei servizi delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese dal 31 luglio al 13 agosto grazie al servizio di navetta-autobus che durerà per tutta la durata in questione con diversi orari mattutini per prendere praticamente a domicilio i partecipanti. Possono partecipare all’iniziativa tutti i cittadini di Marano Principato (gratuitamente per i viaggi di andata e ritorno) così come gli anziani dei centri limitrofi con un contributo di soli 25 euro come ticket di partecipazione. Gli anziani dovranno munirsi di ricetta medica dove saranno da segnalare le prescrizioni di cure, mentre all’arrivo alle Terme Luigiane dovranno regolarizzare le ricette nonché i pagamenti dei ticket.

 

I modelli di adesione sono disponibile presso l’edicola Edda Tenuta in corso Annunziata 161 a Marano Principato.

 

Pro Loco Marano Principato

 
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Lodeiro, asso volante

Post n°978 pubblicato il 17 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Piccolo, tozzo ma anche pieno di talento. L’interpretazione del “volante”, ovvero il centrocampista offensivo sudamericano con compiti di copertura spesso variabili, può essere incarnato al meglio dall’uruguayano Nicolas Lodeiro. Anche al mondiale brasiliano le sue buone qualità non sono passate inosservate: sa dribblare, fare pressing, impostare e lanciare in verticale, ottima qualità soprattutto quando gli attaccanti si chiamano Cavani e Suarez, morsi a parte. Lodeiro, numero 14 della “celeste”, si rivela come un ottimo contraltare dei suoi onesti colleghi di reparto: nella sua nazionale, togliendo Ramirez, il talento nei mediani è stato pressoché assente nel corso degli anni, con i vari Perez, Gargano e Arevalo Rios che sono discreti pedalatori e cacciatori di caviglie avversarie. Classe 1989, Lodeiro ha medie qualità fisiche (1,70 m e 71 kg, segnalano gli almanacchi) ma un cervello funzionale al gioco del calcio. Il piede sinistro lo porta a essere un regista ideale, ma anche col piede destro riesce a fare cose discrete. Sui calci diretti è una sicurezza, anche se la sua lentezza, soprattutto in alcuni frangenti di gioco, rischia di irritare gli amanti dell’intensità per tutti i novanta minuti. Ha iniziato calcisticamente nel Nacional, dove ha vinto quasi tutto a livello giovanile, per poi passare con discreti risultati in prima squadra. In Olanda non ha sfruttato la grande occasione, con l’Ajax che fece carte false per averlo in squadra, ma la fortuna non ha assistito il regista. Tanti infortuni, poca continuità e una certa fragilità anche interiore non lo hanno aiutato, con Frank De Boer, allenatore dei lancieri, che lo impiegava in attacco, un po’ come si fa spesso nei casi di emergenza oppure nei casi disperati. Nonostante ciò, Lodeiro può vantare due scudetti in Olanda, con tre reti realizzate e spesso decisive per il palmares dell’Ajax. Terminata la parentesi nei Paesi Bassi, Lodeiro è tornato nel suo continente, dopo aver ottenuto la lista gratuita, decidendo di firmare per il Botafogo, in modo da ricostruire pian pianino la sua carriera. La squadra brasiliana non sarà un fulmine di guerra, ma consentirà a Lodeiro di riprendersi, con un apprendistato utile per l’approdo al Corinthias, con il contratto firmato nelle scorse settimane. In nazionale la sua storia è quasi da sceneggiatura cinematografica. Nel 2010, al suo esordio a un mondiale, la combina grossa rimediando subito un’espulsione contro la Francia, dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. Il 23 giugno 2011, invece, fa commuovere l’intera nazione uruguayana segnando contro l’Estonia e dedicando la marcatura al padre scomparso due giorni prima. Nel mondiale brasiliano non ha fatto danni e si è rivelato, finalmente, un giocatore affidabile per il futuro. Il futuro è suo ed ha già assaggiato gli stadi brasiliani e il loro incessante calore. Lodeiro avrebbe meritato maggiori chance nel calcio europeo, ma potrebbe tornare celermente sulle agendine degli operatori del mercato.

Austria+v+Uruguay+POI820pVH6Yl

Massimo Maneggio

 
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Die - mediano di ferro

Post n°977 pubblicato il 17 Luglio 2015 da massimo.maneggio
 
Tag: calcio

Come essere protagonisti, senza un apparente motivo. La storia di Serey Die, centrocampista della Costa D’Avorio, fece rapidamente il giro di tutto il mondo. Il calciatore, durante l’esecuzione dell’inno nazionale, si lasciò andare a un pianto profondo, che commosse un po’ tutti. Si diffuse subito una voce: il padre era appena morto e lui cercava di onorare la sua fresca memoria giocando contro la Colombia. Fu una gara sfortunata per gli africani che, dopo un primo tempo di puro contenimento, cedettero fisicamente nella ripresa, con il gol del definitivo 2-0 che scaturì proprio da un errore di Die: perse palla scioccamente, consentendo il contropiede colombiano finalizzato dall’ex giocatore del Pescara, Quintero. Giocò con la morte nel cuore per molti, ma in realtà fu lo stesso Die a specificare i motivi di quel pianto: non fu per il padre, che lasciò la vita terrena nel 2004, bensì rivolto alle disastrate condizioni del suo paese e per l’onore di rappresentarlo, almeno, calcisticamente in una vetrina di lusso come quella dei mondiali. Non è stato, comunque, un mondiale da ricordare, sia per il risultato sportivo nonché per quell’errore a macchiare le prestazioni di un onesto calciatore. La carriera di Die, classe 1984, ha già vissuto forse le migliori stagioni, anche se a trent’anni suonati nel suo ruolo da mediano non ha quasi rivali, almeno guardando al calcio africano. Corsa, carattere e abnegazione sono le sue maggiori qualità, anche se i piedi non sono proprio raffinatissimi. Riconoscibilissimo dalla sua cresta bionda, in campo è sempre l’ultimo a mollare, anche perché non ha avuto in carriera degni compagni a cui affidarsi completamente: il lusso di poter essere il gregario di un grande centrocampista centrale è stato sfiorato soltanto al Chelsea. In Inghilterra, però, Die ha giocato relativamente poco, con tre presenze sbiadite che ne fanno una meteora della Premier League. Prima dello sbarco in Inghilterra, c’era stato il Die d’avanguardia, esploso con lo Stade D’Abidjan e poi con l’EokKram, che attirò le attenzioni di tutti i club europei. Il Chelsea lo fece giocare per qualche spezzone e Die trovò poi spazio in Svizzera, dove la continuità è garantita per mestieranti onesti del pallone. Quattro stagioni nel Sion sono state per Die un viatico fondamentale, con due coppe nazionali conquistate e il rimpianto di non aver mai vinto un campionato. Si rifarà, con gli interessi, approdando al Basilea, dove conquista dueprimati svizzeri, ma non realizza la vendetta contro il Chelsea, che elimina la sua attuale squadra proprio nelle semifinali dell’Europa League, edizione 2013. Fu proprio in quella competizione che Die mostrò il maggior potenziale, come fu accertato anche dalle statistiche raccolte nei sette incontri ufficiali disputati. In nazionale è arrivato troppo tardi, nell’età in cui si considerano i centrocampisti africani pronti al pensionamento, ma Die ha dimostrato di saper tenere botta. Non chiedetegli, però, di eccedere nel palleggio o di pensare al suo paese.

Massimo Maneggio

 
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