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Studiosi da tutto il mondo all’Università della Calabria per discutere su Simboli e Modelli nel Mediterraneo

Post n°824 pubblicato il 18 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 
Tag: unical

COMUNICATO STAMPAIl Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria è stato teatro della sesta edizione del MedWorlds-International Conference of Mediterranean Worlds. L’Unical, infatti, è partner di questa conferenza internazionale, che si svolge una volta l’anno, insieme all’Università di Berna, all’Università 29Mays di Istanbul, all’Università di Malta e al Mediterranean Seminar dell’University of California-Santa Cruz. Le scorse edizioni si sono tenute ad Istanbul, Cipro, Salerno e Berna. I tre giorni di questa edizione, realizzata anche grazie al contributo fattivo della Provincia di Cosenza e del gruppo UBI Banca Carime, sono stati caratterizzati dal suggestivo titolo “Symbols and Models of the Mediterranean”. Il MedWorlds è un’iniziativa che affronta in maniera interdisciplinare tematiche relative alla storia, alla letteratura e alle espressioni artistiche dei Paesi del Mediterraneo, accogliendo studiosi provenienti da tutto il mondo. Il tema scelto per questo importante appuntamento, ovvero i “simboli e i modelli nel Mediterraneo”, ha avuto una grande eco ed è risultato particolarmente affascinante per i riscontri ottenuti in termini di partecipazione accademica internazionale. Ricco e articolato il programma, suddiviso in 9 sessioni, con oltre 30 relatori provenienti da Università europee, americane, asiatiche, oltre le due attesissime lezioni magistrali: quella di Sharon Kinoshita, dell’Università della California-Santa Cruz, su “Il simbolico e il pragmatico nel Mediterraneo medievale” e quella di Jean Marie Martin del CNRS-Francia, su “I modelli politici e religiosi nel Mediterraneo medievale”. Opportunamente, da buon padrone di casa, il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gino Crisci, ha presentato il Campus universitario agli ospiti stranieri, quasi tutti per la prima volta in Calabria, mostrando le sue strutture e illustrando le tante potenzialità che l’ateneo calabrese può continuare a far crescere. Dopo un doveroso contributo del Rettore, come messaggio di benvenuto agli illustri relatori, è seguito il saluto, altrettanto entusiasta, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Raffaele Perrelli, che ha tenuto a sottolineare come l’interdisciplinarità di una conferenza internazionale come il Medworlds ben si adatti al Dipartimento che dirige, specie per l’offerta formativa erogata e per le peculiarità scientifiche del corpo docente che afferisce al Dipartimento. Davvero di notevole spessore scientifico tutte le sessioni incluse nel programma: a partire da “Arte del Mediterraneo e simbolismo”, che ha ospitato interessanti interventi su simboli, esseri animati e inanimati, dall’antichità al Medioevo (con interventi di M. Hleunig-Heilmann, S. Voegtle, B. M. Gugolj,D. Tesic-Radovanovic, B. Kutukcuoglu, A. Georgiou, M. Marcos Cobaleda, S. D. Paich). Di grande rilevanza, poi, la trattazione del tema “Simbologia nella letteratura” che, attraverso i testi presentati, ha messo in risalto i miti rivisitati, dalla realtà alla surrealtà, dal passato al presente (con interventi di Y. Sabra, S. Alessi, I. Avsenik-Nabergoj, G. Strano, A. Amoroso, M. Marku). La “Percezione del Mediterraneo” è stata analizzata, invece, attraverso le sue immagini, i suoi colori, gli odori e i suoi culti (con contributi di V. Lari, T. Fogacci, G. Squillace, M. Bidotti). Attraverso i “Modelli storiografici nel Mediterraneo” si è andati alla ricerca di un’identità, nei termini e nelle parole (con le relazioni di A. Leiduan, J.E. Bernard, R. Berardi, L. Hulin), oltre che nel pensiero (con il contributo di L. Parisoli). Si è parlato anche di “Rappresentazioni di modelli”, individuati ed espressi nell’iconografia, nei testi scritti e nell’architettura (grazie agli interventi di T. Kaffenberger, M. Salerno, O. Caykent). Infine, ma non di secondaria importanza, il tema“Mediterraneo bizantino”, con le sue sfumature e i suoi simboli (trattato brillantemente da V. Kokkori, D. Peirano, A. Vaccaro, L. Zavagno). Viva soddisfazione è stata espressa, al termine dell’evento, dall’organizzatrice di questa sesta edizione del Medworlds, Mariarosaria Salerno, professore aggregato di Storia medievale dell’Unical. “Grazie a questo lavoro abbiamo dimostrato ancora una volta che il Mediterraneo, e in questo caso proprio la Calabria, è sempre stato, e può continuare ad esserlo, il vero punto d’incontro tra culture. La ricerca scientifica e la comunicazione a livello internazionale dei risultati di simili manifestazioni rappresentano un mezzo privilegiato su cui continuare ad insistere. Mi piace sottolineare anche l’interesse dei tanti studenti che hanno partecipato ai lavori – conclude la Salerno –, oltre l’entusiastica soddisfazione dei relatori che hanno chiesto a noi organizzatori di poter presto istituzionalizzare rapporti e scambi didattico-scientifici tra le Università di appartenenza e il nostro ateneo”.

 

 
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90° minuto - puntata 14/9/14

Post n°823 pubblicato il 14 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 

Parliamoci chiaro: il pubblico dovrà adattarsi alla svelta alla conduzione di Marco Mazzocchi e alle tecnologie che hanno invaso (forse anche con ritardo) il nostro/vostro 90°minuto. I tempi di Paolo Valenti sono finiti da un pezzo – nonostante anche un piccolo ricordo nella prima puntata – ma anche quelli di Fabrizio Maffei e di Giampiero Galeazzi, colui che ho conosciuto più di tutti da bambino. Se Paola Ferrari era almeno digeribile, Franco Lauro riaccese alla sua maniera il motore del programma (dopo l’apprendistato con la Serie B), nonostante un campionato maggiore formato spezzatino e la non eccelsa qualità degli ospiti che aveva in studio.

Edizione 2014-2015 piena di novità, a elencarle ci vorrebbe la durata intera di 90°minuto, ora sdoppiato in due. Ai bei tempi durava dai venti minuti ai cinquanta, ora ci vogliono due ore scarse: dalle 18.10 alle 19.35 su Rai2, poi per una mezzoretta c’è il cicchetto su Rai Sport 1. Novità a mazzi: il conduttore Marco Mazzocchi, gli ospiti fissi (Jacopo Volpi e l’arbitro Tiziano Pieri, compreso il suo accento improponibile) e quelli variabili, come Ubaldo Righetti, Angelo Di Livio e Francesco Colonnese. Il curatore è Enrico Testa, e a lui tocca il servizio introduttivo, mentre il coordinamento giornalistico tocca da quest’anno a Valerio Iafrate.

Prima del tanto parlato della trasmissione, i momenti di calcio del weekend passano sugli schermi con varie colonne sonore del passato. E proprio in quanto a musiche ci sono altri cambiamenti: sparisce “Ogni Santo Lunedì” di Davide Maggio nella presentazione delle gare e torna la musichetta con il clarinetto.

Twitter sbarca con la critica alla valutazione del minutaggio tra italiani e stranieri, definendo il tutto come «al limite del razzismo». Tweettano anche Radja Nainggolan e Alessandro Florenzi, centrocampisti della Roma, mentre gli inviati devono valutare migliori e peggiori e la stima in…palle delle gare, da uno a cinque. Inviati che, per altro, effettuano i loro collegamenti in esterna, tranne Fabrizio Failla che, probabilmente, soffre il freddo per rimanere comodo nella cabina di Firenze.

La lista degli epurati è anche lunghina. Beppe Dossena e Alessandro Vocalelli hanno salutato la banda, mentre Carlo Longhi è andato in pensione, con ogni probabilità. Soprattutto, hanno tolto Adriano Bacconi e la sua spocchia da primo della classe (e finalmente!).
Franco Lauro

Passiamo ora agli inviati. Franco Lauro da quest’anno fa l’inviato ed è forse il vincitore morale di questa prima puntata. Commenta in maniera impeccabile Inter-Sassuolo 7-0 e spesso trattiene un «trrripla! Soragna!» ma va bene così. Mazzocchi lo saluta come un reduce di guerra e lui, il nostro/vostro Franco Lauro, quello che salutava tutti da casa, gli ammalati, le persone anziane e quelle sole, ha quasi le lacrime dalla rabbia. Non ricambia le false smancerie e chiude il primo collegamento senza formulare nessun augurio. Franco Lauro, unico e inimitabile.

Il primo a comparire degli inviati, nel giro, è però Paolo Paganini per Sampdoria-Torino 2-0. Ovviamente, Paganini quest’anno continuerà a commentare le gare della Sampdoria e mai quelle del Genoa, un mistero che qualcuno dovrà prima o poi spiegare.

Giacomo Capuano per Cagliari-Atalanta 1-2 è quello che dura di meno. Se ne va anche a casa prima, c’era rimasto solo lui al Sant’Elia.

Marco Lollobrigida è quello più bersagliato: si è rotto un tendine ma commenta Lazio-Cesena 3-0 da gran professionista. Lo colpiscono anche le zanzare, neanche le salviettine repellenti dei tecnici non lo salvano.

Fabrizio Failla per Fiorentina-Genoa 0-0 smentisce un caso Mario Gomez, mentre al professore Gianni Cerqueti tocca Napoli-Chievo 0-1 da commentare in esterna, mentre dietro di lui una donna sbracciata e con i guanti litigava a piè pari.

Gli anticipi, invece, toccano a Gianni Bezzi per Empoli-Roma 0-1 e ad Alberto Rimedio per Juventus-Udinese 2-0: i più brutti anticipi mai commentati, non per colpa loro. Enunciano articoli letti a scaglioni.

Stefano Mattei anticipa Giacomo Bonaventura in campo per Parma-Milan, anche se dal prossimo turno vedremo sicuramente Alessandro Antinelli, impegnato ora con la pallavolo.

Soprattutto, la prossima domenica ci saranno sette orari per la terza giornata e tre gare in contemporanea alle 15. Basteranno soltanto due ore per la trasmissione? (Ironia).

Vedremo se i dati auditel daranno ragione a Mauro Mazza, che ha voluto il cambio di conduttore e che è stato, a sua volta, già sostituto da Carlo Paris.

E non dimenticate: un abbraccio a tutti quelli che ci seguono dalle case di cura, di riposo, dagli ospedali e alle persone sole.

Massimo Maneggio

 

 
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Ragazzi, let's go!

Post n°822 pubblicato il 14 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 

Scritto da: Giorgio Durante, Responsabile del progetto per la Calabria

Dopo un’estate sempre connessi, i ragazzi di tutta Europa si accingono a tornare nelle aule delle scuole, trovandosi così a dover limitare l’uso dei propri Smarthphone. Per molti questa condizione sarà quasi traumatica essendo ormai abitudine vivere con il telefonino in mano. Falliti quindi tutti i tentativi di sociologi, psicologi e soprattutto dei genitori di imporre limitazioni all’uso di internet e con lui i vari Facebook, Twitter, Whatsapp ecc. Questo è il dato preoccupante che motiva ancora di più tutti i soggetti impegnati nel progetto europeo Safer Internet ed è per questo motivo che in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico parte la campagna della rete Insafe , Back2School 2014, Insafe mette a disposizione degli studenti il kit-regalo Back2School, un kit di risorse e strumenti per gli insegnanti da usare per tutto l’anno scolastico, rilasciato l’ 8 settembre per rappresentare il Giorno Internazionale dell’Alfabetismo delle Nazioni Unite. Il kit completo include piani di lezione, l’indagine “Dì la tua sul futuro di internet”, risorse di sicurezza e molto altro. Quest’anno la campagna Back2School contiene anche ulteriori informazioni sul Safer Day Internet (SID) 2015, che avrà luogo martedì 10 Febbraio 2015 con il tema “Creiamo un miglior Internet insieme”. Per maggiori formazioni in merito al SID 2015, si può visitare www.saferinternetday.org. L’auspicio è che tutti gli studenti delle scuole europee prendano parte all’importante iniziativa, la sempre maggiore diffusione degli apparati che consentono il cosiddetto “Internet in piedi” espone le nuove generazioni a rischi notevoli, limitabili solo con un uso consapevole del web e degli strumenti di comunicazione creati per usare la rete. Ragazzi perciò occhi aperti!

 
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Libertà di stampa = libertà di pensiero

Post n°821 pubblicato il 11 Settembre 2014 da massimo.maneggio

La libertà di pensiero si identifica come l'individuale arbitrio nella manifestazione del proprio substrato ideologico, per mezzo delle parole, degli scritti ed ogni altro mezzo; non va intesa esclusivamente in senso meramente positivo come “la libera espressione delle idee” bensì anche come diritto di non esternare ciò che si pensa, diritto di utilizzazione di qualunque mezzo tecnico per la divulgazione del proprio pensiero, e sostrato del diritto di informare e di essere informati. Il diritto di cronaca e la libertà di stampa sono delle “species” di libertà di pensiero, infatti, nel diffondere le informazioni, il giornalista ricorre ad un'attività ermeneutica come quella di interpretare i dati e le informazioni a carattere prettamente soggettivo. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria nel caso delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non oltre ventiquattro ore, fare denuncia presso l'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto (art 21 della costituzione della repubblica italiana ). l 'essenza della libertà di stampa consta dunque nel non dovere chiedere autorizzazione per la pubblicazione e sopratutto, lo scritto non deve essere sottoposto a censura preventiva. L'unica forma di limitazione della libertà di stampa dunque è il sequestro ( a carattere repressivo). Ricordiamo che il sequestro può anche essere disposto dal giudice civile in caso di abuso d'immagine. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. L'ordinamento dunque si serve della clausola generale “buon costume” per collegare la realtà dinamica delle circostanze a quella più statica della costituzione, e grazie alla sua vaghezza, l'espressione diventa strumento di controllo. La corte costituzionale ha riconosciuto l'esistenza di ulteriori limiti impliciti che tutelano situazioni costituzionali come il diritto alla riservatezza, il diritto all'onore della persona, che ricevono tutela rafforzata nelle norme penali. L'interesse alla realizzazione della giustizia è un altro limite che giustifica il “segreto giudiziario”. la tutela del buon costume viene assicurata per mezzo del sequestro , perchè se fosse ammessa censura ci troveremmo di fronte ad un' aporia, un'antinomia ed una rottura costituzionale anomala perchè all'interno dello stesso articolo. La legge può stabilire , con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. La ratio di questa norma è molto appropriata perchè molto spesso, la stampa, per poter sopravvivere, è coartata ad essere vittima di imposizioni e condizionamenti ideologici che si convertono in esternazione dell'interesse dei finanziatori, per non parlare della pressione dei gruppi economici.

di francesco ferdinando cristarella oristano

 
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Torna l'ippica a Paglialonga

Post n°820 pubblicato il 11 Settembre 2014 da massimo.maneggio

BISIGNANO La grande ippica torna nelle strutture di Paglialonga. Come ormai da buona consuetudine, gli appassionati e gli amanti dei cavalli si ritroveranno nel polo sportivo bisignanese per assistere a una delle interessanti gare previste nel programma sportivo. Da venerdì, infatti, si svolgerà al circolo ippico dell’Arcione una maratona lunga tre giorni, dove si sfideranno i migliori fantini in ben sessantadue categorie sportive: tutto questo non succede poi così spesso. Cavalieri e cavalli avranno il loro bell’impegno nel sconfiggere una ricca e nutrita concorrenza, proveniente dalle maggiori città calabresi ma anche un po’ da tutto il Sud Italia. Soprattutto per gli atleti più giovani, la tappa di Bisignano sarà un ottimo viatico dove misurare le proprie potenzialità. Il concorso, come sempre, partirà dalla base di un’ottima organizzazione, dove i ruoli sono stati già stabiliti per garantire il massimo della professionalità ai partecipanti nonché ai tanti ospiti che presenzieranno a bordo pista. A Marie Anne Depraetere toccherà il ruolo di show director della manifestazione, Maria Boscarelli sarà il segretario della giuria composta, tra gli altri, anche da Anna Andrisano e Marcello Passoforte. Lo steward della competizione sarà Sandrino Santoro, mentre i cronometristi arriveranno direttamente dalla Ficr di Cosenza.

Mas Man

 

 

 

 

 
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Rifiuti zero, ci siamo

Post n°819 pubblicato il 10 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 

Comunicato stampa

Ad un anno esatto dalle consegna delle 86794 mila firme nelle mani del Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini, dopo tante manifestazioni pubbliche, convegni, assemblee, incontri di studio lungo tutta la penisola, finalmente l’obiettivo è alla portata dell’impegno profuso. Abbiamo ricevuto assicurazioni dal Presidente della VIII Comm. della Camera On. Ermete Realacci, a cui la Presidente Boldrini ha inviato la Legge di Iniziativa popolare Rifiuti Zero, che entro il mese di ottobre p.v. la Comm. Ambiente inizierà l’esame della nostra proposta di legge convocando in audizione i rappresentanti dei sottoscrittori la LiP.

E’ un primo importante successo per tutto il Movimento nazionale legge Rifiuti Zero che vede riconosciuto il valore di un impegno a due anni dalla importante risoluzione del Parlamento Europeo su discariche e inceneritori entro il 2020 e nel pieno del semestre EU a guida del Governo italiano.

L’avanzata della strategia Rifiuti Zero in Italia ed in Europa, l’impegno di tanti comitati, associazioni, movimenti, liberi cittadini a determinare un cambio di rotta nella strategia del recupero/riciclo dei materiali post consumo, l’impegno del Parlamento nel riconoscere l’esercizio costituzionale del diritto sancito all’art. 71 – “Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli", apre una prospettiva legislativa coerente col mandato ai cui i sottoscrittori hanno delegato il Movimento Legge Rifiuti Zero.

E l’Italia, alla guida del semestre europeo, ha una grande opportunità, per una volta, nell’indicare all’intero continente un percorso legislativa che sottende una operazione di totale revisione giuridica, di generale riconversione tecnologica e soprattutto di un grande percorso culturale di partecipazione popolare.

Questo vuole essere la LiP e questo auspicano quanti da nord a sud hanno messo la faccia, il tempo e il cuore per proporla e sostenerla consapevoli che l’oggettiva difficoltà evidenziata nel percorso organizzativo, tra le diverse realtà del Movimento, non possa in alcun modo inficiarne lo straordinario risultato. L’avvio del percorso indicato dalla Legge Rifiuti Zero in Italia può essere la vera sfida alla creazione di un ciclo virtuoso che oltre a tutelare l’ambiente e la salute possa dare una risposta immediata per l’avvio di un ciclo produttivo sostenibile foriero di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Un ciclo virtuoso che va dalla raccolta “porta a porta” generalizzata alla introduzione della Tariffa puntuale, dall’attivazione dei Centri di riuso e riparazione alla realizzazione di impianti di riciclo dei materiali inorganici e di compostaggio dei materiali organici, dalla revisione del sistema di contributi CONAI all’introduzione della tassa sul “vuoto a perdere” senza dimenticare la moratoria contro gli inceneritori e la produzione di energia dai rifiuti, la revoca degli incentivi a forme di energia non rinnovabile, il blocco del CSS, la revoca dei contratti capestro per i Comuni per conferire negli inceneritori, la normativa sul reato di danno ambientale, la moratoria per le discariche di amianto e tanto altro ancora.

QUESTA E’ LA VERA RIVOLUZIONE CULTURALE CHE IL MOVIMENTO NAZIONALE LEGGE RIFIUTI ZERO PROPONE AL PARLAMENTO DEL PAESE E ALL’INTERA COMUNITA’ DEGLI STATI D’EUROPA.

Franco Matrone
Portavoce nazionale "Movimento Legge RZ"

 
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Musica contro le mafie

Post n°818 pubblicato il 08 Settembre 2014 da massimo.maneggio


L'Associazione "Musica contro le mafie" presenta 
l'Edizione 2014 del Premio Nazionale 
"Musica contro le mafie"
 




"La Musica è Armonia, e armonia significa accordo. Armonia è quando da una relazione di parti scaturisce qualcosa di di diverso e di comune, qualcosa in cui ogni parte si possa riconoscere senza perdere per questo la sua identità..questo è il senso profondo di "Musica contro le mafie"
(Luigi Ciotti)



Riparte, completamente rinnovato, il "Premio Musica contro le mafie" 2014. Da venerdì 29 agosto 2014, è disponibile il nuovo bando su musicacontrolemafie.it/premio2014

"Musica contro le mafie" è un importante premio musicale che coniuga la musica all'impegno sociale. Il progetto è stato ideato, organizzato e sviluppato da MkRecords sotto l'egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), con la partnership di Radio Kiss KissClub TencoBanca Etica,Medimex (Puglia Sounds), Smart-itMuzi Kult e con il sostengo della campagna "Riparte il Futuro".

L'associazione, negli ultimi due anni, ha realizzato un libro/cd (Mkrecords/Rubbettino) ed un Documentario dal titolo "L'Alternativa" che contengono le testimonianze di artisti, scrittori, operatori, giornalisti e testimoni di giustizia. Tra i tanti artisti che hanno deciso spontaneamente di mettere la propria voce amplificando il messaggio antimafioso, ci sono: Fiorella Mannoia, Simone Cristicchi, Paolo Rossi, Samuel dei Subsonica, Roy Paci, Mario Venuti, Marlene Kuntz, Sergio Cammariere, Modena City Ramblers, Bandabardò, Teresa De Sio, Raiz, Piotta, Apres La Classe, Sud Sound System, Frankie Hi Nrg, Paolo Belli, Nuju, Kiave, Eugenio Finardi e molti altri.

Da venerdì 29 agosto 2014, accedendo al portale musicacontrolemafie.it/premio2014, musicisti di ogni genere ed età potranno iscriversi e partecipare al concorso che premia composizioni originali create a sostegno della cultura della legalità, dell'impegno e della responsabilità.
La musica può essere un'arma non violenta ed efficace per la sensibilizzazione e diffusione di messaggi profondi, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall'indifferenza, dall'apatia e dalla rassegnazione.

L' Obiettivo del "Premio Musica contro le mafie" è quello di premiare artisti che diffondano messaggi positivi, brani che abbiano contenuti a favore della Memoria, Denuncia, Giustizia Sociale, Resistenza e Libertà. Artisti che con la forza della loro musica preservino e tramandino la memoria, diventando testimoni di un messaggio di impegno e consapevolezza, di riflessione e invito alla "cittadinanza attiva".

Dopo una prima fase, tre giurie (Facebookiana, Responsabile e Studentesca) decreteranno i dieci finalisti che si esibiranno nelle due finali: Finale Centro-Sud al Teatro Unical di Rende (CS) e Finale Centro-Nord al Vibra Club di Modena.

Successivamente saranno decretati i due vincitori del Premio Musica contro le mafie 2014 che saranno premiati e si esibiranno alla XX Giornata della Memoria di Libera a Bologna il 21 Marzo 2015 (http://youtu.be/f_PkuLadfHU).

Oltre ai due vincitori che saranno insigniti del premio Musica contro le mafie 2014 (realizzato dai maestri orafi Spadafora), verranno assegnate due menzioni speciali su segnalazione del Club Tenco e verranno consegnati alcuni premi speciali dai partner Radio Kiss Kiss, Mk Records, Riparte il Futuro, On Mag Promotion. 

Vuoi essere uno dei nuovi artisti Testimonial del progetto "Musica contro le mafie"?

Vuoi che la tua musica diventi la nuova"Musica contro le mafie"?

Con 3 soli Click potrai essere il nuovo vincitore del "Premio Musica contro le mafie"

 
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Cna e la concretezza

Post n°817 pubblicato il 06 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 

COMUNICATO STAMPA

 

I proverbi sono la sapienza del genere umano, scriveva Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”. Per questo si confà il detto “raglio d’asino non va in cielo”, giusta metafora del reale valore di ciascuno che evidenzia come non sia sufficiente raccontare le cose affinché queste siano vere, ma ci vogliono i fatti e la credibilità per affermarli. Un invito alla concretezza, all’onestà e alla rappresentazione vera della realtà dei fatti che il presidente provinciale di CNA Cosenza, Francesco Rosa, rivolge a quanti stanno cercando di sovvertire maldestramente il regolare riconoscimento associativo che due mesi fa ha portato l’imprenditore Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Cosenza, a ricoprire l’importante funzione di presidente della Camera di Commercio di Cosenza.

Mentre il presidente Algieri, sostenuto dalle rappresentanze provinciali di CNA, Coldiretti, Confcommercio e da un apparentamento costituito da molte sigle in rappresentanza di associazioni, sindacati e consumatori, impegna quotidianamente tutte le sue forze in favore delle imprese e in difesa della sopravvivenza della Camera di Commercio di Cosenza in vista della possibile riforma del Governo, c’è chi continua a non voler accettare il voto democratico espresso dalle rappresentanze associative e si diverte a proseguire nell’accanimento giudiziario nei confronti di un gruppo che pensa solo al bene di tutte le imprese della provincia di Cosenza, pronto a programmare e pubblicare importanti bandi entro fine anno su quanto sinora non fatto. Siamo dinanzi ad un insopportabile teatrino – prosegue la dichiarazione di Francesco Rosa – che vede rappresentare sul palco dell’assurdo la posizione irragionevole e masochistica di Assindustria Cosenza, Confartigianato e Confagricoltura. Tre organizzazioni che non riescono a trovar pace e ad accettare serenamente il risultato delle urne e che continuano a provare, con inutili ricorsi, a commissariare l’Ente camerale. Peraltro, in un momento così delicato per l’economia, con grave pregiudizio dell’operatività della Camera in favore delle imprese. Uno spreco di energie e uno spettacolo poco decoroso per chi lo sostiene, che ha come solo risultato quello di veder rigettate o sospese le azioni di contrasto di questi soggetti, come ad esempio avvenuto nuovamente con l’ennesima respinta sospensiva e rinviato in merito a gennaio”.

A tal proposito, la nota di CNA Cosenza mette in evidenza anche un chiaro conflitto d’interessi corrente con la presenza di un consigliere nominato da Confartigianato che svolge la professione di avvocato per conto della Camera e che, allo stesso tempo, indice ricorsi contro lo stesso Ente, che lo ha incaricato più volte in sua difesa. Uno strano comportamento, cui l’attuale guida della Camera non vuole più assistere e che intende far verificare all’Ordine di appartenenza, insieme a quello di uno studio legale di Cosenza che si comporta in modo eguale: ovvero, difensore di giorno e accusatore di notte.

Come sostenitori attivi della nuova presidenza della Camera, chiediamo a Klaus Algieri di proseguire nel suo impegno in favore della trasparenza e della legalità a sostegno delle imprese. Siamo certi che egli saprà avviare una nuova stagione e che saprà trasformare, con il supporto e la partecipazione di quanti lo sostengono, quanto non è stato fatto bene sino ad ora. Il nostro obbligo è quello di garantire la massima efficienza all’Ente e di rappresentare con onestà gli interessi di tutte le piccole e medie imprese”.

In conclusione, il comunicato di CNA Cosenza volge lo sguardo alla vicenda della Banca di Garanzia, portata avanti senza successo dalla precedente presidenza della Camera, con i favori della cordata contrapposta a quella che sostiene l’attuale presidente Algieri.

 

È giunto il momento di ribadire la verità su questa vicenda – prosegue il presidente provinciale di CNA – che non vuole tra gli autori della sua sonora bocciatura i soliti oscuri poteri forti, chiamati pretestuosamente in causa tutte le volte che non si vogliono indicare i sicuri colpevoli. Il progetto dell’istituto di credito è tramontato miseramente solo per la volontà autorevole e indiscutibile della Banca d’Italia che, nonostante i reiterati solleciti e le chiare indicazioni su quanto necessario era fare, non ha legittimamente consentito l’avvio di questa iniziativa a causa di tutti i motivi ostativi riscontrati, che non garantivano una sana e prudente gestione della banca per onorabilità e poca democrazia nell’elezione degli organi. E per il momento mi fermo qui…”.

 
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Elezioni in Calabria, ci siamo...

Post n°816 pubblicato il 05 Settembre 2014 da massimo.maneggio
 

IL COMMENTO DI CHI HA PROMOSSO IL RICORSO PER INDIRE LE ELEZIONI

Esprime grande soddisfazione Giorgio Durante responsabile Movimento difesa del Cittadino calabrese, sottoscrittore come elettore calabrese del ricorso, sulla decisione del Tar che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino per il Movimento Difesa del Cittadino e che ha ordinato alla Regione Calabria l’indizione delle elezioni che la Giunta rifiutava, con goffe tecniche dilatorie, nonostante le dimissioni dell’ex Presidente Scopelliti risalgano a cinque mesi fa. Il responsabile Regionale dell’Associazione commenta “Finalmente si mette fine a questa fase acquitrinosa, dove la politica calabrese ha dimostrato ancora una volta di non fare l’interesse dei cittadini ma di badare solo alle convenienze di bottega, anche nell’ambito degli stessi schieramenti politici, il TAR mette fine a questo stillicidio quotidiano che prolungava l’agonia di una giunta, già morta nel momento della sentenza contro il presidente Scopelliti, giunta che ha continuato a prendere decisioni e a gestire fondi pubblici”.

“C’è voluto il giudice amministrativo per ristabilire la minima legalità democratica e costituzionale – commenta l’avvocato Gianluigi Pellegrino che ha proposto il ricorso accolto dal Tar. Con la connivenza – di tutte le parti politiche – aggiunge – si stava verificando un autentico scempio di elementari regole democratiche. Un consiglio e una giunta sciolti continuavano non solo a prendere indennità ma anche a dare contributi, stipulare contratti, assunzioni, incarichi e avevano avuto anche la protervia di modificare la legge esistente proprio per auto-attribuirsi il potere di NON indire le elezioni. Cose da terzo mondo. E il tutto nel silenzio non solo di tutti i partiti ma anche delle istituzioni che sarebbero dovute intervenire come impone l’art. 126 della Costituzione a cominciare dal Governo. Per fortuna c’è un associazione di cittadini come MDC che, come già in passato chiese e ottenne per la Regione Lazio (dove la Polverini dimissionaria rifiutava l’indizione), ora ha ottenuto dal giudice amministrativo il ristabilimento di minime regole costituzionali. La vicenda – conclude – dovrebbe fare riflettere quanti vorrebbero assegnare a queste realtà regionali persino il potere di formare il Senato della Repubblica”.

Ufficio Stampa MDC Calabria

 
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Molinari a ruota libera

Post n°815 pubblicato il 02 Settembre 2014 da massimo.maneggio

 

Martedì 2 settembre 2014 – comunicato stampa

 

Sentenza Antinoro, Molinari (M5S): "Ecco gli effetti reali della nuova legge sul voto di scambio. Avevamo ragione ad opporci al provvedimento.
E ora, dal Governo di salvezza dei politici condannati continueranno i cori entusiasti ?"

 

ROMA - L’avevamo detto che la nuova legge sul voto di scambio approvata in Senato il 16 aprile scorso presentava più di una falla. L'alleggerimento delle pene rispetto al quadro sanzionatorio precedente, frutto del patto delle controriforme Renzi-Berlusconi, nascondeva aspetti ben più subdoli sui quali ero pure intervenuto in Aula. Aspetti confermati dalle profetiche parole del magistrato palermitano Nino di Matteo - in prima linea nella lotta alla collusione politico-mafiosa - che già il 12 giugno scorso denunciava a Catania la “prova diabolica” costituita dalla variante normativa approvata, denunciandone i rischi e definendo la nuova legge una “occasione perduta per una repressione efficace del voto di scambio politico-elettorale-mafioso”.

Sono quelle stesse "lacune" che i giorni scorsi hanno permesso al "cuffariano" dell’Udc, Antonio Antimoro (già "Mr. Preferenze" : 25.000 voti alle regionali siciliane del 2008), di poter ordinare qualche vassoio di pastarelle, visto l’annullamento ad opera della Cassazione (con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio) della sua condanna a 6 anni, inflitta per aver comprato voti da un boss. Come afferma la sentenza della Cassazione, il “nuovo articolo 416 ter” rende “penalmente irrilevanti condotte pregresse consistenti in pattuizioni politico-mafiose che non abbiano espressamente contemplato… il concreto dispiegamento del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e che quest’ultimo si impegni a farvi ricorso” ; “ai fini della punibilità, deve esservi stata piena rappresentazione e volizione da parte dell’imputato di avere concluso uno scambio politico-elettorale implicante l’impiego da parte del sodalizio mafioso della sua forza di intimidazione e costrizione della volontà degli elettori”.

In sostanza, il modo di procacciare i voti deve costituire oggetto dell'accordo di scambio politico-mafioso, di modo che il candidato sia consapevole di poter contare sull'esercizio concreto del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e dell'impegno di quest'ultimo a farvi ricorso, se necessario : non si tratta certo del moderno controllo mafioso del consenso che procura voti sicuri a quei politici che accettano il patto criminale.

Una legge accolta da cori entusiasti, per l'inserimento di quelle "altre utilità" promesse (oltre al denaro) in cambio di voti, e che - alla prova del fuoco - non solo è risultata inutile ma si è addirittura trasformata in un regalo da parte della maggioranza di governo - sulla cui inconsapevolezza è legittimo nutrire dubbi - ai politici già condannati e dei quali risulta possibile aspettarsi l'assoluzione : già ci figuriamo la bontà del suo utilizzo per ottenere l'incriminazione dei politici che scendono a patti con la mafia !

Ma niente paura perché, nel caso che per qualche politico tutto dovesse andare male, rimane la riduzione delle pene in cui fidare (da 4 a 10 anni rispetto alle precedenti che andavano da 7 a 12 anni) : con 4 anni non scatta l’interdizione perpetua ai pubblici uffici ed è difficile che una pena così esigua si traduca nella detenzione effettiva in carcere.

Se si può dire utilmente la nostra, è l'attuale prospettiva della lotta alla collusione politica-mafiosa che è sbagliata : è scarsamente efficace una lotta a giochi fatti ovvero ad elezione avvenuta del politico colluso. Portare il fenomeno criminoso nel campo giudiziario in tale momento è tardivo ed otterrà comprensibili forti resistenze da parte di chi è stato già formalmente investito della rappresentanza popolare ; occorre intervenire prima. E' dall'anno scorso che il M5S ha depositato, sia al Senato che alla Camera, la legge Lazzati nella sua stesura originale : essa, portata ed ideata da calabresi e condivisa non solo da parlamentari del M5S, giace in attesa di calendarizzazione in Parlamento mentre potrebbe dare un formidabile contributo alla lotta alla collusione politico-mafiosa.

Siamo stanchi di essere presi per "cassandre" di un sistema corrotto sin dall'investitura dei suoi rappresentanti popolari nelle istituzioni e di continuare a dare battaglia in Parlamento nella colpevole indifferenza dei media al senso autentico della nostra presenza nelle isituzioni. Siamo stanchi - insieme ai cittadini italiani - di dover sopportare un Governo che non da' risposte ai problemi della nostra società e che di tale incapacità fa mercimonio con un sistema criminale per trarre i frutti del consenso in un contesto reso critico da un'astensione elettorale pari a quasi il 50% ; e tutto ciò mentre vengono tagliate prestazioni sociali ed aumentati i tributi ai cittadini onesti.

È troppo richiamare l'attenzione sulle nostre proposte di riforme a favore dei cittadini ?

 

Avv. Francesco Molinari-M5S
Cittadino eletto al Senato
Vice Presidente Comm. Finanze e Tesoro
Capogruppo Comm. Politiche Europee
Membro Commissione Antimafia
Membro Comm. Federalismo fiscale
Membro Consiglio di Garanzia Senato
 
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