Community
 
massimo.man...
   
 
Creato da: massimo.maneggio il 21/11/2008
spazio autonomo di un giornalista senza sponsor...
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Aprile 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

Ultime visite al Blog

morenaindelicatagiuseppedonadio1990Sky_Eaglemassimo.maneggiopocco80arteorganariaDJ_Ponhzisoledada100IlCantoDellOmbraserragodaniela70stella.contessa64psicologiaforenseandy192karel_ANera_Mente
 

Ultimi commenti

mah, a me pare che, come sempre, si campi di parole......
Inviato da: balimbalo
il 05/04/2014 alle 12:11
 
Ti lascio l'augurio che l'anno che sta' per...
Inviato da: alive_2012
il 31/12/2013 alle 07:32
 
Grazie Massimo!
Inviato da: Toni
il 23/03/2013 alle 16:29
 
Caro massimo, le avversità della vita hanno stancato, la...
Inviato da: giuseppedonadio1990
il 18/08/2012 alle 11:12
 
Lasciatelo dire da uno che quasi ci gode a trovarsi in...
Inviato da: Mario Ia5
il 20/07/2012 alle 15:38
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

I miei link preferiti

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

 

 

Al Limite non c'è mai fine...

Post n°758 pubblicato il 22 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

E' proprio vero che non c'è limite al peggio quando il peggio diventa una forma mentis o uno stile di vita. Stamattina ci siamo ritrovati in redazione e abbiamo appreso che il misterioso liquidatore che attualmente non risulta ancora registrato alla Camera di Commercio ha mandato un'altra delle sue email mannaia alle ore 18.47 di venerdì 18 aprile (lo stesso giorno in cui ha interrotto le pubblicazioni dell'Ora e ha oscurato il sito impedendo persino la consultazione dell'archivio quindi cancellando ogni traccia del nostro lavoro). Il contenuto di questa comunicazione noi lo ignoravamo poiché era stato inviato ad un dipendente amministrativo quel giorno assente perché in ferie. Con questa email il Bilotta "autorizza" ad organizzare già da stamattina il ritiro delle attrezzature e di tutto quanto apparteneva alla C&C, la nostra società editrice, all'interno delle nostre redazioni periferiche chiedendo lo sgombero immediato di tutti i locali delle redazioni in affitto. Ancora una volta i più elementari diritti dei lavoratori, le libertà fondamentali degli individui, la dignità umana e professionale sono stati gravemente calpestati. Nessuno di noi per il momento è stato licenziato quindi come si può impedire di fatto a qualcuno di andare sul posto di lavoro facendoglielo trovare chiuso o senza le strutture necessarie o senza aver avuto alcun preavviso? E soprattutto come può Bilotta agire da dittatore, a che titolo? La sensazione è che la fretta nasca soltanto da voler far passare nel silenzio le manovre poco chiare che hanno scandito quest'ultimo mese dell'Ora. Manovre che conducono sempre alla volontà di far passare la testata a De Rose che magari poi l'affiderà ad un altro soggetto (noi sappiamo già chi è), nella trita e purtroppo drammatica logica dell'accurduni che uccide la Calabria. Non possiamo ignorare queste violazioni, non possiamo farle passare nel silenzio. Queste sono solo l'apice di un malcostume diffuso nell'editoria locale dove certe arroganze da padroni delle ferriere sono purtroppo state la regola per decenni.
Luciano Regolo e i giornalisti dell'Ora

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

L'Ora dei saluti

Post n°757 pubblicato il 19 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

Cari amici,

è l’Ora dei saluti. Che non avrei mai voluto scrivere ma, tant’è, mi sa che oggi sono inevitabili. Finisce così, senza un perché evidente (come avete potuto costatare), finisce un po’ com’è iniziata, nel pieno di quel modus operandi che la Calabria del settore giornalistico vive.

Così, passata Pasqua, la nostra regione perde una voce, forse la miglior voce, quella che non si è inchinata e piegata, che è morta con gli occhi aperti, sputando lacrime, sudore e sangue fino all’ultimo secondo.

Si perde una voce, calerà il silenzio. Il mio e quello di tanta altra gente, uomini e donne prima che giornalisti, gente che ha sacrificato anni per una causa comune, nonostante minacce, querele e quant’altro, perché statene certi, oh voi ben pensanti, che scrivere in questa regione non è per niente facile. E statene pur certi che, a meno di un miracolo, uno staff giornalistico così preparato, efficace, dinamico e cazzuto non si troverà più: la maggioranza di noi, ve lo assicuro, non ha nulla da invidiare a colleghi nazionali.

Il termine di grande famiglia mi sa di farsa, ma posso assicurare che negli anni quelli di Calabria Ora (poi, L’Ora della Calabria) formavano un bel team. Ricordo tante telefonate, le attese con la musichetta, i cambi di rigaggio, le serate al computer nel consegnare un pezzo, anche le incazzature, ma si remava tutti nella stessa direzione. Su di noi, statene certe, nessuno potrà mai sparare a zero: l’onestà della nostra scrittura era anche l’onesta della nostra vita di tutti i giorni.

Ora ci saranno i riposi dei guerrieri. Personalmente ringrazio chi, nel corso degli anni, ha seguito il lavoro di un pinco pallino qualunque che, grazie a un giornale, è maturato anche come uomo. A citarvi singolarmente ci metterei una vita, ma non posso che ricordare con affetto le tante vicende seguite e l’umanità legate a esse, tutto il mondo della volley (e questo lo rivendico con un po’ d’orgoglio), il fatto di aver scritto le notizie del popolo, quello che spesso non aveva voce. Ecco, il silenzio dell’Ora sarà, ora, anche il vostro silenzio.

Scusate, già da ora, se non sarò molto cordiale in questi giorni di Pasqua, ma francamente capirete i motivi e la retorica degli auguri la lascio ad altri.

A presto – speriamo - giornalisticamente parlando.

 

Massimo

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La lotta al femminicidio spiegata ai ragazzi

Post n°756 pubblicato il 13 Aprile 2014 da massimo.maneggio

RENDE La lotta al femminicidio spiegata ai ragazzi: nelle sale dell’University Club, ancora una volta è il gruppo di “Pedagogia della R-Esistenza”, in collaborazione con il circolo “Maria Rosaria Sessa”, a dare una sterzata sui temi sociali e di stretta attualità. Anche in Calabria, purtroppo, le statistiche sono in aumento, con madri di famiglia e giovani ragazze a soffrire la mano violenta dell’uomo. Se in passato si parlava di delitti d’onore e delle spose bambine da dare in cambio ai figli dei boss, i tempi odierni testimoniano una violenza che ha assunto altre forme, non meno cruente. Proprio per questo, i ragazzi hanno ascoltato una diretta testimonianza, con una giovane madre che ha raccontato la sua storia con coraggio: «Come tutte le ragazze sognavo un matrimonio e dei figli - sostiene la giovane vittima - e incontrai il mio ragazzo che sembrava un principe azzurro, ma dopo il matrimonio qualcosa cambiò e diventò nero: ero incinta di otto mesi quando mi picchiò, alzandomi le mani perché avevo rifiutato di dare i soldi a mio suocero, che li aveva persi alle macchinette». La ragazza, anche dopo la nascita della sua bambina, rimane all’ombra malata dell’uomo, con violenze psicologiche e fisiche in una continua escalation. Lontana dai propri cari e con poco sostegno alle spalle, rimanere accanto al marito, per il bene della figlia, sembrava l’unica soluzione: «La bambina piangeva e cercava di consolarmi - racconta la ragazza - e a mio marito avevo già detto di non amarlo più, volendo solo un rapporto civile per nostra figlia. Non ho retto più e ho denunciato in Questura, con il mio ex che, anche nel bar dove lavoravo, ha minacciato tutti, mentre il datore di lavoro, per non avere problemi, mi ha licenziata». Sola e con una figlia da mantenere, la giovane madre va in un centro antiviolenza, ma l’incubo non finisce: comincia una fase di stalking, e subisce nuove aggressioni: «Un giorno mi ha praticamente ammazzato di botte, rincorrendomi anche con un coltello. In seguito mi ha rotto un timpano dell’orecchio sinistro: quel giorno l’hanno arrestato definitivamente». Dopo questa difficile testimonianza, è emerso in sala l’intervento del Pm di Cosenza, Paola Izzo, a spiegare anche la legislazione in materia e il ruolo delle forze dell’Ordine in questi casi. Spazio poi per Cinzia Falcone, coordinatrice del progetto “Il sangue Rosa” Anmed, e per la sociologa Sabrina Garofalo, con gli interventi anche dei professori Giancarlo Costabile e Michele Borrelli. Affrontare questi temi è solo il primo passo verso un problema messo ancora troppo in secondo piano.

Mas. Man.

L'Ora della Calabria 13.4.14

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Zagarise in prima fila

Post n°755 pubblicato il 13 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

COMUNICATO STAMPA

 

 

Le osservazioni esposte dal Sindaco di Zagarise, Pietro Raimondo, in riferimento alla vicenda dell’elettrodotto di Alta Tensione “Calusia-Catanzaro” e alla connessione in modalità “entra-esce” della costruenda stazione di trasformazione 370/150 KV di Belcastro, sono state accolte dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, che ha chiesto il ritiro del relativo procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, facendo sì che entro il prossimo mese di settembre 2014 venga presentato un unico Studio di Impatto Ambientale. L’opera insisterà nei comuni di Catanzaro, Simeri Crichi, Soveria Simeri, Sellia Marina, Sersale, Belcastro, Cerva, Petronà e Zagarise, oltre alcuni territori della provincia di Crotone. Il sindaco Raimondo, anche nella sua qualità di coordinatore dell’aggregazione dei Borghi del Parco della Sila, avendo rilevato anomalie e incongruenze procedurali, ha intrapreso un’azione di contrasto nei confronti della Società Terna al fine di tutelare i diritti di tantissimi privati cittadini, che altrimenti si sarebbero visti espropriare importanti appezzamenti terrieri, vocati a varie destinazioni produttive e dove sono attualmente presenti dei magnifici uliveti secolari. Grazie a questo suo intervento, sostenuto dall’ingegnere Gabriella Trombino, il primo cittadino di Zagarise è riuscito a tutelare un territorio a forte vocazione turistica e agricola, che rischia di poter essere danneggiato e penalizzato dal punto di vista economico, ambientale e della salute pubblica. “I nostri comuni non sono un corridoio di arbusti su cui far comodamente transitare un elettrodotto – ha dichiarato Pietro Raimondo – e Terna non può pensare superficialmente di non arrecare danno all’ecosistema presente e alle attività economiche e produttive che interessano l’area. Il progetto della nuova linea, curato dalla Società Terna rifacendosi al PRG di 13 anni fa, non poteva essere utilizzato per stabilire la compatibilità del tracciato di un elettrodotto, visto che non si tratta di un rifacimento sul vecchio tracciato ma di una nuova linea. Così facendo, Terna sta trasgredendo il principio di sviluppo sostenibile, alterando l’habitat e l’ecosistema, oltre a violare il principio di uguaglianza intergenerazionale, visto che la distruzione delle risorse naturali di un territorio sottrarrebbero del patrimonio naturale alle generazioni future. Noi non vogliamo bloccare lo sviluppo tecnologico, né tantomeno vogliamo ostacolare o contrastare le legittime esigenze di avere dei nuovi e più efficienti sistemi infrastrutturali. Abbiamo, però, l’obbligo di continuare a vigilare sulle questioni che interesseranno il nostro territorio, facendo quanto nelle nostre possibilità per assicurare alle popolazioni che amministriamo la tutela della propria salute, senza trascurare l’effetto dei campi magnetici sulla vegetazione e sulla fauna”.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Date i fondi al santuario di Sant'Umile

Post n°754 pubblicato il 12 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

BISIGNANO L’esclusione del santuario di Sant’Umile dal programma di finanziamenti destinati alla Calabria ha destato molti clamori e polemiche confermando, ancora una volta, lo scarso appeal che la città cratense ha maturato, soprattutto nel corso degli ultimi anni, verso le varie istituzioni. Per una città che ospita un Santo, non è bello essere esclusa dal programma di finanziamenti con 26,8 milioni di euro a disposizione, di cui dieci destinati per la Provincia di Cosenza: da quattro anni il santuario è chiuso, e se ne attende ancora la completa riapertura. L’onorevole Enza Bruno Bossio ha così rivolto un’interrogazione per conoscere le ragioni dell’esclusione dal programma di finanziamento, chiedendo se si siano verificate delle inadempienze da parte degli enti interessati e quali siano le iniziative da attuare per una veloce riapertura, per provare, almeno, a rendere Bisignano un luogo di attrazione turistico-religiosa al pari degli altri siti calabresi. Bruno Bossio, così, si rivolge al Ministero dei beni culturali: «Il santuario - scrive - è un luogo di devozione popolare assai significativo e patrimonio turistico fondamentale del comune di Bisignano e custodisce opere d'arte di inestimabile valore artistico e storico. A causa di una frana che ha interessato la collina su cui sorge, il santuario è stato chiuso il 14 febbraio del 2010 e, da quel giorno, poco e nulla è stato fatto per consentire la riapertura del santuario». Continua così: «Vogliamo sapere se, nello specifico del santuario di Sant'Umile di Bisignano, si siano verificate inadempienze che avrebbero potuto vanificare l’accesso al finanziamento. Inoltre, si vuol conoscere quali iniziative si possano assumere sin da subito per intervenire al più presto sul santuario di Sant’Umile di Bisignano e consentirne la riapertura in tempi brevi al fine di restituirlo alla piena fruizione da parte di fedeli e visitatori».

Mas Man

L'Ora della Calabria

12-4-14

 

 

 

 

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

L'Esser Juventini

Post n°753 pubblicato il 12 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

Tacchinardi definisce la parola “juventinismo”. “Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unico contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Conte ha perfettamente ragione: da una parte ci sono gli juventini, dall’altra tutto il resto. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all’interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All’inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale ad una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti”. Definita la parola juventinismo, ora sia passa a spiegare l’altro termine, “l’anti-juventinismo”. “La critica costante. L’invidia verso il più forte. Quando le altre squadre cambieranno mentalità, potranno risolvere il senso di inferiorità rispetto alla Juventus. Smettendo di pensare che vinciamo grazie ai presunti aiuti. Semmai i trionfi arrivano perché ogni componente è perfetta. Città compresa. A Torino, quando esci e vai al ristorante, la gente non viene a salutarti, ti lascia vivere. Questo, per un professionista, è molto importante. Decisivo, poi, è il fatto che la società sia tornata in mano ad un Agnelli. Con la gestione Cobolli Gigli – Blanc, l’identità bianconera si stava perdendo”. Dopo la spiegazione in stile professore universitario, Tacchinardi va sul personale, gli si chiede se fosse più amato dal popolo bianconero oppure inviso agli altri, lui risponde così: “Il secondo. Anche perché giocavo in una Juve di calciatori che in campo non guardavano in faccia nessuno: Conte, il sottoscritto, Davids e Montero, per dirne alcuni. Tra gli avversari, ci facevamo pochi amici. Ma abbiamo vinto tanto”. Poi l’ex centrocampista racconta anche un aneddoto curioso. “L’anno scorso sono stato ad un passo dall’allenare una squadra giovanile di una società importante. Sono stato bocciato perchè bianconero. E ne vado fiero”

FONTE: TUTTOJUVE.COM

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Sensation, che peccato

Post n°752 pubblicato il 09 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 
Tag: volley

COMUNICATO STAMPA

Sensation Profumerie – Futura Rc (Parziali 20-25, 15-25, 20-25)

Sensation Profumerie: Argirò, Battaglia, Cipolla, Cufari, C. Cilione, P. Cilione, Cristallino (L), Dulcianu, Lucà, Mazzone. Allenatore: Latella

Futura Rc: Daquino, Paleologo, Sapone, D’Oria, Marcello, Raso, Romeo, Morena, Ambrosio, Borghetto, Pratticò, Nisticò (L). Allenatore: Daquino

Arbitri: Agapito e Moscato.

Nel ritorno dei quarti di Serie C femminile, svanisce il sogno della Sensation Profumerie, ma esce tra i grandi applausi del proprio pubblico, che ha capito gli sforzi della squadra di Gioiosa. Dopo il 2-3 a Reggio Calabria di domenica scorsa, non è riuscito il slam alla squadra di Latella che poteva almeno pareggiare, per tentare il tutto per tutto domenica. Sono state le assenze, ancora una volta, a pesare in casa Sensation Profumerie, come quelle di Petrillo e Fiamingo, con le ragazze che hanno stretto i denti cercando di dare comunque il meglio. Mazzone al centro è la novità del primo set, condotto nella parte iniziale dalla Sensation, che poi ha subito la rimonta delle avversarie. Nel secondo parziale, la Futura ha preso maggiormente le misure, mentre nella squadra di casa è da lodare la prestazione di Argirò, classe 1997, che impiegata al centro ha svolto un’ottima gara, murando la ben più esperta Ambrosio (così come Battaglia ha murato D’Oria). Nel terzo set, si infortuna Cristallino e subentra Lucà, ma il più ormai è fatto, con la Futura Rc che conquista a Siderno l’accesso per le semifinali. Si esce tra gli applausi, ma senza grandi rimpianti: la Sensation Profumerie ha dato il meglio, con le ragazze fiere del proprio campionato così come la dirigenza e lo staff tecnico.

Ufficio stampa Polisportiva Gioiosa

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Mongrassano, si vota...

Post n°751 pubblicato il 07 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

MONGRASSANO Le elezioni comunali si avvicinano e i politici sono in fermento, mentre con la riduzione per legge del Consiglio comunale (sarà formato da dieci elementi, sette di maggioranza con due assessori e tre di minoranza) è bagarre per il municipio di Piazza Tavolaro. Se l’opposizione nicchia sul nome del candidato, la maggioranza andrà compatta in cerca della riconferma: l’ha annunciato l’attuale vicesindaco del paese, Giuseppe Sacco. Proprio Sacco propone i primi rumors: «Sarà una campagna elettorale basata sui contenuti, rispetto a tutto ciò che si è realizzato in questi cinque anni, forse un po’ strana perché a oggi non ci sono candidature ufficializzate da parte di altre forze politiche o esponenti della società civile che hanno espresso la volontà di volersi candidare a Sindaco o consigliere comunale. Il Sindaco Mariani, con tutta la squadra, si concentrerà su un programma abbastanza pragmatico e semplice, molto trasparente, con la speranza che vengano tempi migliori per gli amministratori, veri e unici interlocutori diretti dei cittadini». Da assessore al Bilancio, Sacco non si lamenta: «Si è fatto tanto rispetto alle deleghe conferitemi dal sindaco sin dall’inizio del mandato (vedi Pubblica istruzione) e in corso del mandato stesso, come quella finanziaria. Rispetto al Bilancio, invece, sono stati anni davvero difficili per le casse comunali, impoverite sempre di più da oramai irrisori trasferimenti statali per via dell’ attuazione completa del federalismo fiscale. Siamo stati allo stesso tempo l’amministrazione che ha applicato l’aliquota dell’Imu al 2% sulle prime case (dell’hinterland siamo stati l’unico comune), mentre sulla Tares ci siamo mantenuti nelle fasce medio-basse salvaguardando soprattutto i residenti». L’occhio di Sacco, classe 1989, è stato rivolto anche ai giovani del paese: «La tariffa sul servizio idrico è la più bassa del circondario e abbiamo negli anni mantenuto tariffe bassissime rispetto al trasporto scolastico (dieci euro mensili e agevolazione per chi ha più di due bambini), il ticket mensa è di solo un euro a pasto per ogni alunno e per il futuro l’intenzione è continuare in questa direzione, volta al risparmio e a non sperperare».

Mas  Man

L'Ora della Calabria

6-4-14

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Sensation a galla

Post n°750 pubblicato il 07 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 
Tag: volley

COMUNICATO STAMPA

 

Vibrante, appassionante, sensazionale: la Sensation Profumerie esce a testa altissima dal primo match playoff contro la Futura Rc. Nonostante i favori della vigilia vertevamo decisamente in favore delle avversarie, l’incontro tra le compagini è finito al tie-break, con la Sensation che, pur sconfitta, esce moralmente vincitrice dell’incontro. Senza una palleggiatrice di ruolo (giocherà Laura Dulcianu in cabina di regia e farà una partita sontuosa), la Sensation Profumerie ha stretto i denti mostrando come la pallavolo sia un grande sport dove mostrare il puro sacrificio: prova ne è la prestazione delle ragazze di Latella che, ringalluzzite anche dal gradito ritorno di Francesca Petrillo, hanno stretto i denti, lottando come delle leonesse per sopperire alle altre assenze in campo. Match ondeggiante, quindi, con la Sensation Profumerie che ha vinto il primo e il terzo set, subendo poi la rimonta della Futura Rc che, da terza classificata, era data per molti anche come gran favorita per la vittoria del campionato di Serie B2. Ovvio che, mercoledì, siano le reggine della Futura a partire in vantaggio (un’altra vittoria chiuderebbe i giochi), ma la Sensation Profumerie a Siderno ora crede nella qualificazione: vincendo gara2, si andrebbe allo spareggio decisivo per l’accesso alle semifinali. Il morale è altissimo, con la società e il mister che credono fortemente nello spirito battagliero delle ragazze che, ancora una volta, hanno dato lustro a un team capace di far parlare di sé sempre in positivo.

 

Ufficio stampa Polisportiva Gioiosa

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

A Lezione di legalità

Post n°749 pubblicato il 04 Aprile 2014 da massimo.maneggio
 

RENDE A lezione di legalità: continuano i cicli seminariali di “Pedagogia della R-Esistenza”, sempre gremiti di ospiti e di tanti studenti alla ricerca di un riscatto. Il tema proposto, non a caso, è stato tra i più sentiti, per il ricordo alle donne e ai bambini colpiti dalla mano crudele della ‘ndrangheta, con la memoria che, senza andare troppo lontano, ci riporta subito ai fatti accaduti, nelle scorse settimane, a Cassano allo Ionio con il piccolo Cocò Campilongo. Nella sala dell’University Club il dibattito, così, si è allargato a più voci, tutte legate da un unico filo resistente: quello della giustizia e della legalità. Vari i saluti, partendo dal rettore Gino Crisci, che ha esortato i ragazzi a cercare la legalità giorno dopo giorno, contribuendo a vivere in un ambiente più sereno, così come sono state utili le indicazioni di Roberto Guarasci, componente del senato accademico universitario. Il professor Giancarlo Costabile, invece, ha introdotto i due super ospiti: il procuratore capo di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, e Pier Paolo Bruni, Pm della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Costabile, come sempre energico e schietto, ha esortato i ragazzi a credere maggiormente nella voglia di riscatto di questa terra, dichiarando che il lavoro fatto dai magistrati non dovrà essere mai svolto nella solitudine, ma insieme al supporto vitale di tanti cittadini per bene. Lo stesso Costabile, inoltre, ha tirato le orecchie alla vecchia università che, spesso, non ha combattuto il potere, rimanendo in un silenzio complice. Spagnuolo e Bruni hanno, poi, raccontato ai ragazzi, con il cuore in mano, la loro lotta quotidiana e l’impegno per non cedere di un millimetro alle mafie. Gli stessi si sono auspicati anche un cammino comune da fare insieme alle istituzioni, per delegittimare il potere mafioso e dare, così, un primo calcio all’illegalità. In chiusura, spazio per il professor Michele Borrelli che, da buon pedagogista, ha mostrato come il pensiero kantiano sia, in fondo, molto più vicino di quanto si pensi, in un mondo dove l’economia, la politica e la cultura sembrano aver perso la moralità.

Massimo Maneggio

L'0ra della Calabria

4-4-14

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »