Anno Domini 1386

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Verso Ignoto

 
 

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...Diamo i numeri??? ^_____^

Post n°399 pubblicato il 14 Maggio 2017 da fico_vintage

Certo che... alcune credenze sono veramente curiose!!!
Un tempo si pensava che dove le Strade creavano incroci del tutto
naturali (e se parliamo di Genova e i suoi Vicoli, la cosa non poteva
di certo essere evitata) proprio li, si potesse trova il Diavolo in agguato.
E facendo un po' di ricerche sono arrivato a leggere questo...
"Genova doveva essere piena di Diavoli, se in ogni Cantone c'è
un Santo"...Ma come e' possibile una cosa del genere???
Sicuramente il 25 Marzo 1637, Genova decide di eleggere la Vergine
Maria a propria Regina e Protettrice e di porsi sotto la Sua protezione.
Quindi un passaggio da Repubblica Indipendente a Monarchia???
mmmhhhhh...questo sembra essere stato piu' un passaggio "politico"
piu' che una vera e propria rivoluzione.
A quel tempo altri Stati che avevano la Monarchia,( Spagna,Francia,
etc...) erano, per cosi dire, un po' piu' privilegiate. Quindi adottando
questo statuto, Genova risultava Monarchica, mantenendo pero' una
struttura Repubblicana.
Quindi, in caso di scontro , si poteva far valere un'attacco non solo
Politico, ma anche Religioso. Resta pero' indubbio che i Genovesi
sono sempre stati devoti alla Vergine Maria. La riprova e' che proprio
a Genova, se vi capita di girare un po', proprio agli angoli delle Strade
potrete vedere diverse Edicole che la raffigurano sostanzialmente in
Quattro "pose".
"L' Immacolata" quando raffigurata con le mani giunte al petto.
"L'Assunta"quando le braccia sono poste all'esterno e in basso.
"Misericordia, quando la mani tengono il mantello.
Ed infine la "Mater Dei", con il Bimbo in braccio.
Ma non solo La Vergine si puo' trovare agli angoli della Citta', ma
anche San Giovanni Battista, Sant'Anna, Sant'Antonio, etc.

Tante di queste Edicole contengono "copie" per essere preservate dalle
intemperie del tempo, e dai furti. Infatti molte di queste Edicole
risultano "vuote".
Gli Originali si possono trovare all'interno del Museo di Sant'Agostino.
Altra Curiosita'... Molte di queste Edicole proprio perche' custodite dal
Popolo, che se ne prendeva cura, durante la notte, erano spesso
" L'illuminazione" notturna della Strada, o Vicolo in cui era posta.

Il Numero??? Si Dice 4000 Edicole!!!....io non ne sono sicuro.
Trecentocinquanta si dice nel Centro Storico.
Uhm....dove poteva nascondersi secondo Voi il Diavolo???? 

 
 
 

...My Boogie....^______^

Post n°398 pubblicato il 07 Maggio 2017 da fico_vintage

 
 
 

...Gira che ti Rigira...^____^

Post n°397 pubblicato il 25 Aprile 2017 da fico_vintage

Una Fontana del tutto particolare...ehm...si, insomma, a guardarla
non si direbbe proprio che abbia qualcosa di particolare. Anzi...
Allora perche' ve ne parlo?!?
Dovreste saperlo ormai che vi presento qualcosa che, in questo caso
calza a pennello, cela qualcos'altro.
Dove si prova innanzitutto?
E' posta vicino a una delle Porte d'ingresso della Citta' di Genova
del 1155. Inizialmente "Porta di Santa Fede", nome che derivava da
un'antica Chiesa nelle vicinanze. Conosciuta anche con il nome di
" Porta Sottana " che la vede contrapposta alla Gemella
" Porta Soprana", arrivata ai giorni nostri con il nome di
" Porta dei Vacca". Entrambe Opere di Fortificazione della Cinta
Muraria Genovese del XII secolo.

Ma torniamo alla Nostra Fontana, conosciuta come Fontana del
Vacchero, posta in Piazza Vacchero, e che da' il Nome ad una delle
Antiche Porte di Genova, Porta dei Vacca...
Pero' qualcosa ancora non torna...
Torniano al lontano 1644, in quell'anno i parenti della Famiglia di
Giulio Cesare Vachero, fecero erigere questa Fontana, che come
vediamo e' una semplicissima "Vasca", sormontata da 2 semi
conchiglie , e un Leone dalla cui bocca sgorgava l'acqua.
Ai lati due colonne, il tutto incastonato in un'anonima parete.
Certo non e' di piccole dimensioni, anzi , posta tra due palazzi,
nasconde interamente una piazzetta che si trova alle sue spalle.

2017-04-23 15.47.32

E' questo era proprio lo scopo di questa Fontana.
Nascondere cosa???
Nel 1628, i Savoia, che con Genova non ha mai avuto buoni
rapporti, trovo' in Giulio Cesare Vachero, l'uomo che tento' il
"colpo di stato". Nel suo progetto c'era quello di uccidere il Doge
di Genova, e i componenti piu' importanti della Repubblica.
Tutto questo per far cadere la Repubblica , e permettere cosi
l'ingresso in Citta' dei Savoia. La congiura fu' mandata a monte
da un complice, che rivelo' quali furono le intenzioni del Vachero.
Tento' la fuga, ma fu' arrestato, torturato ed infine condannato.
Non disse mai chi fossero' i complici, ma, l'intervento per chiedere
la grazia da parte di Carlo Emanuele I, non lasciavano dubbi su'
chi fosse il mandante, e gli interessi.
Avvenuta l'esecuzione con il taglio della Testa (richiesta ottenuta
da parte del Vachero, perche' pratica riservata ai Nobili, al posto
dell'impiccagione, riservata ai traditori...) la sua casa fu' rasa
al suolo, i Figli esiliati, i suoi beni confiscati.
Sui resti della casa, che creo' questo spiazzo, fu' eretta una
" Colonna Infame " fatta erigere dal Governo Genovese per
ricordare cosa sarebbe successo a chi si metteva contro
la Repubblica.

2017-04-23 15.48.05

Quindi nel 1644 i discendenti del Vachero, stanchi di vedere il
proprio nome nel centro di questa Piazzetta, ebbero il permesso
di erigere questa Fontana, che nascondesse questa Colonna.
Il posto della Colonna oggi, non e' piu' quello originale, per lavori
che hanno interessato la piazzetta e' stata spostata a lato, quello
che c'e' di originale e' la Lapide che riporta...

2017-04-23 15.52

« JVLIJ CÆSARIS VACHERIJ
PERDITISSIMI HOMINIS
INFAMIS MEMORIA
QVI CVM REPVBLICAM CONSPIRASSENT
OBTRVNCATO CAPITE, PVBLICATIS BONIS
EXPVLSIS FILIIS, DIRVTAQUE DOMO
DEBITAS PŒNAS LVIT
A. S. MDCXXVIII »

" A memoria dell’infame Giulio Cesare Vachero,
uomo scelleratissimo, il quale avendo cospirato contro
la Repubblica, mozzatogli il capo, confiscatigli i beni,
banditigli i figli, demolitagli la casa, espiò le pene dovute"

2017-04-23 15.55.03

uhmmm....vista cosi...le cose non sono cambiate...
L'intento di nascondere il tutto, non senbra riuscito molto...Infatti da
questa prospettiva, si vede la Fontana e la Colonna Infame...
mah!!!!

 

 
 
 

...^_______^

Post n°396 pubblicato il 08 Aprile 2017 da fico_vintage

Completiamo il giro nella Cattedrale di San Lorenzo. Mi aiutero' con
un Video, che e' molto piu' significativo d tante parole...
Mi limito solo alla descrizione di un paio di "Pezzi", che sono
sicuramente affascinanti.(ehmmmm...e ho pochissimo tempo a
disposizione, per descriverli tutti...)

IL SACRO CATINO

Tra Storia e Leggenda, questo oggetto, che per molto tempo fu'
ritenuto fosse di Smeraldo,(e il Colore Verde molto intenso lo si puo'
vedere ancora oggi) arrivo' a Genova, portato da Guglielmo Embriaco
"TestadiMaglio",  (che poi tanto 'Mbriaco forse non era)...
dopo aver partecipato, e conquistato la Citta' di Cesarea nella prima
Crociata del 1101.
Guglielmo di Tiro, il grande Cronista delle Crociate della fine del
XII secolo, sosteneva che i Genovesi portarono il " Vas coloris
vividissimi, in modo parapsidis formatum" che pareva essere di
smeraldo, del quale si diceva fosse stato donato dalla Regina di
Saba a Salomone, e usato dal Cristo durante l'Ultima Cena.
E ancora, usato da Giuseppe di Arimatea  per raccogliere il Sangue
del Cristo Crocifisso.
E' dunque questo il Santo Graal???
Lunghe sono le peripezie che si sono succedute nei Secoli...
fino all'arrivo di Napoleone, nella sua avanza per la creazione
del suo Impero.
Conquistata Genova, trafugo e porto il Sacro Catino a Parigi.
Nel 1806, venne appurato scientificamente che il prezioso
recipiente non era fatto di Smeraldo, ma di Vetro, la cui
colorazione cosi' intensa era dovuta a una componente molto
ricca di Ossidi di Magnesio e Potassio.
Nel 1816 fu' restituito a Genova, ma il trasporto dalla Francia
a Genova fu disastroso. Il Catino giunse frantumato in 10 pezzi.
( tra cui uno mancante). Il Sacro Catino viene restaurato una
prima volta nel 1908 e una seconda volta nel 1951, e fu allora
che venne aggiunto il bordo in ferro per mantenere meglio
i pezzi insieme.

La Croce degli Zaccaria
Uno straordinario Capolavoro in Lamina d’Oro con incastonati
Smeraldi, Zaffiri e Perle. Al suo interno ci sono 2 frammenti di
Legno attribuiti alla Vera Croce di Cristo.

IL PIATTO DI CALCEDONIO

Detto anche Piatto di San Giovanni Battista (Patrono di Genova)
Secondo la Tradizione,questo sarebbe il piatto dove fu posta la
testa del Battista, e presentato a Salome'.
Le notizie lo danno in arrivo in Citta' dal Cardinale Balue, che ne
fece dono al Papa Genovese Innocenzo VIII (1484 – 1492).
Si sa' che questo reperto e' sicuramente un manufatto di Epoca
Romana del I secolo d.C.
Nel XV secolo in Francia fu' decorato,con Oro, Rubini e Smalti.
Al centro fu' collocata una Testa raffigurante il Santo.
Sul bordo, in Lamina d'Oro, troviamo la scritta in latino
 “Joannes Baptiste inter natos mulierum non surrexit maior”.
“...fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni
il Battista”  frase pronunciata da Gesù (Mt 11,11).
Il Nome Piatto di Calcedonio e' dovuto al materiale con cui e'
composto il piatto. Il Calcedonio e' un tipo di quarzo che ha
caratteristiche simili all'Alabastro. Se si retroillumina il piatto si
puo' ammirare il passaggio dalla caratteristica colorazione
bianco-azzurrina (a luce diffusa) a una "magica" colorazione
rossastra, percepibile solo quando la pietra dura viene
attraversata dai raggi luminosi.

 
 
 

Sniff....Arriva la Primavera...^______^

Post n°395 pubblicato il 29 Marzo 2017 da fico_vintage

Come promesso ^_______^. Dunque, se ora Vi ponessi il quesito
di cos'e' questa, cosa mi rispondereste?!?

S.L.Scacchiera

Bene!!! Risposta esatta!!! E sapete dove si trova questa Scacchiera?!?
Indovinate???
Sempre nella Cattedrale di San Lorenzo (Foto al post precedente).
Quindi abbiamo parlato del "Filetto" o "Tris", ora vediamo di
approfondire dove si trova questa Scacchiera, e cosa si nasconde
dietro alla sua collocazione... Sulla Facciata, lato sinistro, ad un'altezza
di 5 mt circa, la trovate li... Qualche tassello non e' piu' del colore
acceso che tendeva al rosso... Ma... Siamo nei primi anni del 1300,
Genova e' una Potente Repubblica, che vive un periodo assai florido.
Mercanti in Terra e in Mare. Proprio nei primi decenni, un certo
Megollo Lercari, (Megollo sarebbe il nome, e deriverebbe da" Menegu",
Menico, Domenico...) Mercante e Navigatore, era solito fare da spola
da Genova a Trebisonda (Turchia) per i suoi affari.
Le sue visite in quella Terra, erano diventate cosi frequenti che
divenne ben presto Ospite d' Onore dell' allora Imperatore Turco
Alessio II.
Un giorno, come gia' era accaduto in precedenza, frequentando
spesso il Palazzo, il Megollo e l'Imperatore si ritrovano a giocare
a Scacchi. Nella Sala oltre ai Sudditi, Cortigiani, si presenta un certo
Andronico, (voci dicono che sia stato il "favorito" dell' Imperatore)
che inizia ad infastidire il Megollo, fino ad insultarlo, e si dice a dargli
un sonoro schiaffo.
Immaginate!!! Megollo Lercari, Mercante e Navigatore, ospite dell'
Imperatore, insultato e schiaffeggiato da un Cortigiano??? 
E no eh!!!! Chiede che gli siano presentate delle pubbliche scuse,
sfidandolo a duello, ma l'Imperatore Alessio II, non ascolto' queste
richieste. Indignato e furioso il Megollo giura vendetta. Fa' rientro
a Genova. Racconta l'accaduto ai parenti e familiari, e con il permesso
di quest'ultimi e del Comune, raduna dei soldati,e con 2 Galee si dirige
verso Trebisonda. Ma non si precipita a Corte dell'Imperatore, ma si
ferma nelle acque appena fuori dal Porto.
Tutte le navi che sono dell' Imperatore vengono intercettate,
abbordate, e ai prigionieri vengono tagliati naso e orecchie.
Il "Bottino" viene poi conservato in Salamoia in Barili... .
Questo si ripete per un certo periodo, fino a quando, fatto prigioniero
un' Anziano e i suoi due figli, il pover'uomo chiede di salvare i due figli
ed e' pronto a sacrificare la sua vita. Mosso a pieta', il Megollo chiede
di far ritorno dall' Imperatore, insieme ai figli, evitando a tutti loro il
"taglio", recapitandogli il "Bottino" con la promessa che se il Suo
Cortigiano, causa della sua indignazione, non si fosse presentato a Lui
rendendogli pubbliche scuse, e affrontato a duello, avrebbe continuato
il suo macabro modus operandi.
Alessio II, "convinto",  non pote' fare altro che sottostare.
Quando il Cortigiano Andronico fu' portato al cospetto di Megollo,
piangendo, impaurito, e implorando pieta', il Megollo gli rispose
"Genoesi mai incrudeliscono contra Donne" (Giustiniani, c. CXLVIIIv)
che tradotto suona piu' o meno cosi " non sia mai che si dica che i
Genovesi se la prendano con le Donne"... Con un calcio nel Popo' lo
consegno di nuovo all' Imperatore.

Bene....ehm....chi fa' una partita a Scacchi ora????

Nooooooo!!! Stavo dimenticando una cosa...uff...che Testa!!!
Dunque, qui sotto Vi propongo la foto del Palazzo Lercari-Parodi
(Parodi e' il nome della Famiglia che ne 'e' proprietaria).
Fu fatto erigere nel 1571, da Franco Lercari, un discendente del
Nostro "Menegu".
Sulla facciata del Palazzo troviamo un portale un po' bizzarro. ad
opera di Taddeo Carlone. Architetto e Scultore. Ai lati troviamo 2
Telamoni. Il Telamone e' di solito una scultura maschile, impiegata
come sostegno, strutturale o decorativo, molto piu' belle di semplici
Colonne. Guardate molto attentamente la foto....Notato niente???

Immagine p

Mhhhhh...forse e' un po' troppo piccolina, e oggi mi sento buono, e vi
voglio aiutare. Commissionato il lavoro, e completato, il Signor Franco,
discendente del Megollo, chiese allo Scultore di dare un colpo un po'
piu' forte sul nasino dei due Telamoni, a ricordo che quello era il
Palazzo dei Lercari, quelli che non si fanno prendere ne' per il naso,
ne' per le orecchie....

Immagine f

Altra cosa poi chiudo....Le icone qui sono tutte senza naso, ma il
Megollo in questo caso non c'entra ....

 

 

 
 
 
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