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Un blog creato da living_art il 28/12/2006

LA MIA MOLESKINE®

Le emozioni, le riflessioni e i piaceri della vita, per chi vuole assaporarla appieno, mantenendo comunque una soave leggerezza

 
 

INTRO

Dare spazio alla riflessione, alla giusta lentezza in un mondo che non ti dà tempo, ritrovare il piacere anche un pò infantile del foglio bianco su cui scrivere parole in libertà, scarabocchiare, incollare fiori e fotografie, affinché aprendo queste pagine si possa riassaporare profumi e ricordi dei giorni di vacanza.

 

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Poesie aspettando la neve

Post n°540 pubblicato il 07 Dicembre 2017 da living_art
 

La neve pose una tovaglia silenziosa su tutto. PESSOA

Verrà quest'anno la neve Che insieme a te contemplai? BASHO

Amo la neve. Amo soprattuto la neve Che accade quando meno te lo aspetti. Ci si sente Come dentro un segreto. FABRIZIO CARAMAGNA

Sui campi e sulle strade Silenziosa e lieve Volteggiando, la neve cade. Danza la falda bianca nell’ampio ciel scherzosa Poi su terra si posa stanca. In mille immote forme sui tetti e sui camini sui cippi e sui gradini dorme, tutt’intorno è pace, chiuso in oblio profondo Indifferente il mondo tace. ADA NEGRI

 
 
 

3. VIVA ARTE VIVA: L'interconnessione fa fiorire la cultura di un Paese (57-esima Biennale d'Arte di Venezia)

Post n°539 pubblicato il 22 Ottobre 2017 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Ancora pochi giorni per visitare la 57-esima Biennale d'Arte di Venezia.

Come già ho scritto nei precedenti post, dal titolo della rassegna di quest'anno, 'Viva Arte Viva', emerge la voglia di riconoscere la vitalità dell'arte, sia nei suoi contenuti, come è stato proposto nel Padiglione Italia da Roberto Cuoghi, in cui la vita ed i suoi mutamenti influenzano e danno forma alla materia artistica, sia nella capacità umana e degli esseri viventi di creare rete, di connettersi in forma di tribù, popolo, la cui unione, aiuto solidale nel contributo di ogni singola parte, aiuta a portare a migliori modi di vivere, come è stato proposto da diversi padiglioni, tra cui Cile e Andorra, in cui il lavoro del singolo veniva magnificato allorquando entrava a far parte di un'opera più grande, collettiva (vedi precedenti post).

Altresì, con 'Viva Arte Viva' il padiglione Diaspora ha connotato questo termine facendo capire quanto sia importante la connessione di diverse etnie per far grande la cultura di un Paese. In mostra, uno dei lavori che più mi è piaciuto in tutta la rassegna, questa biblioteca di libri interamente ricoperti da tessuti etnici africani (nella foto l'opera 'British Library' realizzata da Yinka Shonibare MBE). E ad ogni libro, andando a curiosare tra i titoli, si trova il nome di autori che hanno contribuito a rendere grande la cultura inglese, anglosassone nel mondo, nel cui albero genealogico non avevano ascendenze inglesi.

Buona visione 

Living

 
 
 

Bill Viola alla Cripta di San Sepolcro

Post n°538 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da living_art
 
Foto di living_art

Il silenzio della cripta di San Sepolcro, luogo in cui San Carlo trascorreva ore ed a volte notti vegliando sul simulacro della tomba di Cristo, diventa il luogo ideale per i video realizzati da Bill Viola.

Nei lavori dell'artista la dualità 'incomunicabile' e inavvicinabile vita - morte entra in contatto, in un continuum che trasmette allo spettatore diverse emozioni dalla sofferenza, struggimento, incertezza, ritrosia, al raccoglimento e all'estasi della luce e della vita eterna.

In EARTH MARTYR, un uomo inizialmente sepolto dalla pesantezza di un cono di terra, della vita terrena, inizia molecola dopo molecola a liberare il proprio corpo in un'ascensione della materia. Un cambio di stato, in cui l'uomo, da una condizione prostrata, ascende liberandosi delle particelle di terra verso il cielo, aprendosi ad una vita leggera e luminosa, fino a che il volto diventa pienamente illuminato una volta che si rivolge al cielo.

In THE RETURN, una donna sperimenta con tentennamenti, tristezza e sofferenza, contrizione, l'oltrepassamento della soglia la sua immagine inizialmente sbiadita e atona si riempie di colore dopo la catarsi dell'ineluttabile passaggio. Questa scena, questo momento sono molto intensi, carichi di un colore rosso vivo, con emozioni che da compresse finalmente si liberano.

Per finire il video THE QUINTET OF SILENCE riprende un gruppo di cinque persone che vengono attraversate e sopraffatte da emozioni intime, tra il gelo e lo stupore, espresse in slow motion, circostanza che dà maggior impatto alla scena.
Posizionato di fronte alla tomba di Cristo questo video diventa ancora più denso di sentimenti umani che passano dall'incredulità prima per la morte di chi si professava Re dei Giudei allo stupore della resurrezione e vita eterna.

Entrare in questa mostra con il giusto spirito di raccoglimento ed introspezione rende la visita un'esperienza unica e da ricordare.

Buona visione,
Living

BILL VIOLA ALLA CRIPTA DI SAN SEPOLCRO, MILANO

17 ottobre 2017 - 28 gennaio 2018

www.criptasansepolcromilano.it/billviola

 

 
 
 

Milano com'era, com'è e come sarà

Post n°537 pubblicato il 29 Settembre 2017 da living_art
 
Foto di living_art

In corso allo Spazio Tadini un interessante dialogo fotografico con le due mostre: al piano inferiore 'Milano Anni '60, fotografie di documento' con 75 scatti d'autore di fotografi milanesi consolidati: Virgilio Carnisio, Ernesto Fantozzi e Valentino Bassanini, che descrivono la città meneghina, nella sua trasformazione ed energia degli anni del Boom, ma anche nella nostalgia di luoghi della Milano com'era, come gli enormi prati delle periferie urbane, oggi inglobati nell'agglomerato urbano.

Questa mostra è affiancata al piano superiore dagli scatti di 90 giovani autori (alcuni già riconosciuti da mostre personali) che nel collettivo fanno parte della nuova realtà PhotoMilano, un gruppo che cattura la Milano di oggi e proiettata al futuro secondo diverse prospettive fotografiche, dall'architettura, alla street art, dalla socialità urbana ai dettagli di luoghi iconici della nostra città, come ad esempio Piazza Gae Aulenti e la Torre Velasca.

per maggiori informazioni: https://spaziotadini.com/

Buona visione,

Living

 
 
 

VINCENZO AGNETTI - CENT'ANNI DA ADESSO

Post n°536 pubblicato il 06 Luglio 2017 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Fino al 24 settembre a Palazzo Reale a Milano sarà possibile visitare un'ampia retrospettiva sull'artista milanese Vincenzo Agnetti.

L'artista è riconosciuto quale una delle massime espressioni dell'arte concettuale italiana: i suoi 'Assiomi' degli anni '70, di cui troverete una ricca esposizione in mostra, sono tra i lavori che meglio rappresentano la sua ricerca, in cui, partendo da riflessioni personali, arriva a sintetizzare in frasi scritte su bacheliti nere - letteralmente oserei dire lapidarie - il frutto, la conclusione della sua ricerca concettuale.

Dietro ci sono sempre frasi che aprono la porta a storie, riflessioni ed interpretazioni. Pertanto, queste sue opere possono essere lette secondo due registri, uno a carattere e valore meramente iconico, uno che rimanda al pensiero più profondo; i suoi lavori più emblematici sono sintesi di Immagine e Pensiero.

Nella sua produzione, la parola è elemento centrale, principalmente scritta, sua modalità preferita d'espressione (oltre che per gli Assiomi anche ad esempio per la serie dei Feltri o per la Macchina Drogata) a volte anche parola recitata, come nell'Amleto Politico, opera in cui emerge la capacità di interpretazione, con una performance in cui declama i numeri dall'uno al dieci, riuscendo a farli diventare linguaggio universale che supera bandiere e appartenenze razziali e ideali.

Come avrete modo di vedere, l'ambizione di questa mostra, curata dalla famiglia di Vincenzo, in primis da Germana Agnetti, con parte critica di Marco Meneguzzo, è stata quella di riportare lo spirito da cui partivano i suoi lavori, attraverso meticolose cartelle di presentazione, lasciando che le opere potessero parlare da sole e allo stesso tempo scoprendo che dietro c'è sempre un pensiero importante... e credo, avendola vista, che l'obiettivo sia stato centrato.

Buona visione,

Living

 
 
 

2. VIVA ARTE VIVA: L'ARTE PARTECIPATA (DALLA 57A BIENNALE D'ARTE DI VENEZIA)

Post n°535 pubblicato il 27 Maggio 2017 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Il titolo della Biennale d'Arte a Venezia di quest'edizione "Viva Arte Viva" lasciava spazio allo sviluppo di diverse tematiche ed interpretazioni.

Oltre al considerare l'arte come materia viva, in un post di cui già ho scritto, alcuni padiglioni hanno affrontato il tema della vita dell'arte dal punto di vista sociale, considerando l'opera d'arte quale frutto della condivisione e partecipazione collettiva, ad esempio di un popolo o tribù.

Riguardo a tal punto uno dei padiglioni che più mi è piaciuto dell'intera Biennale è stato quello del Cile (nella foto) con oltre 1500 maschere realizzate grazie alla collaborazione di una tribù indigena: l'effetto d'insieme dell'installazione è sorprendente.

La coralità della partecipazione l'ho scoperta pure nel padiglione di Andorra, con centinaia di ciotole che, prese singolarmente, non hanno una grande valenza se non artigianale, ma allestite insieme nel padiglione danno un'altra sensazione che amplifica il messaggio ed evidenzia come un lavoro corale vada oltre l'apporto del singolo.

Viva arte viva, cultura e tradizione dei popoli.

 
 
 

ERRATUM - Arte e musica in concerto

Post n°534 pubblicato il 24 Maggio 2017 da living_art
 
Tag: Arte

Il titolo di questo progetto che spazia dall'arte alla musica venne coniato da Duchamp, da un suo esperimento che fece all'inizio dello scorso secolo che consisteva nel realizzare un concerto partendo da tre serie di 25 carte, una per ogni voce, con una sola nota per carta. Ogni set di carte veniva mescolato in una scatola, le carte estratte, una alla volta, componevano e una serie di note indicate dall'ordine in cui erano state disegnate.

Da qui il termine Erratum oggi nasce dallo stesso spirito

www.erratum.it

un laboratorio di idee in cui arte e musica si incontrano in una piccola stanza dove c'è ciò che serve per vivere l'esperienza sonora appieno, per poi estendersi necessariamente al ogni angolo del mondo, attraverso la radio web:

https://www.spreaker.com/user/erratumaudiomagazine

Ieri ho avuto modo di partecipare ad una delle serata di performance partecipate in cui si sviluppavano i lavori di Jackson Mac Low: ad ogni partecipante veniva data una lettera da pronunciare ed un numero che corrisponde al tempo di pausa. 

Sarà interessante seguire attraverso la rete le nuove realizzazioni, spazio di ascolto e sperimentazione che può divenire punto di riferimento per creativi, musicisti, poeti e artisti. 

 
 
 

1. VIVA ARTE VIVA: L'ARTE ED I SUOI MUTAMENTI (DALLA 57a BIENNALE D'ARTE DI VENEZIA)

Post n°533 pubblicato il 16 Maggio 2017 da living_art
 
Tag: Arte
Foto di living_art

Tra le mostre viste la scorsa settimana in laguna, uno degli aspetti che ho colto di maggior interesse è l'osservazione di come gli artisti abbiano sperimentato un'arte mutevole, sottoposta e vulnerabile rispetto al tempo e alle condizioni ambientali.

In primis, nella mostra 'Tesori dal Naufragio dell'Incredibile' dell'artista Damien Hirst a Palazzo Grassi e alla Fondazione Pinault (Punta della Dogana), trovo geniale l'idea del recupero, della riscoperta di un tesoro immerso negli abissi, con incluso il fotodocumentario del salvataggio dei reperti ad opera dei sommozzatori (personalmente credo che sarebbe stato ancora più vero e di rilievo lasciare veramente alcune opere sommerse per un lungo periodo di tempo ed inoltre... evitare i personaggi di Disney... un pò troppo kitsch). Le vestigia delle civiltà antiche ritrovate formano un intero museo, in cui vengono ricomposte collezioni di monete, monili, armi, sculture di grandi dimensioni intaccate da anemoni, coralli e incrostazioni marine. Oltrezl alla riscoperta di tesori, l'aspetto che l'artista mostra nelle sue opere, seppur in modo artificiale (altra pecca) è la mutazione dello stato originario delle opere per l'effetto del tempo e degli agenti legati all'ambiente, nello specifico dell'ambiente marino.

La mutazione dell'opera è un tema che accomuna la serie di lavori di Hirst con quella della 'Imitazione di Cristo' di Roberto Cuoghi al Padiglione Italia all'Arsenale della Biennale (nella foto). In questo secondo caso, gli agenti climatici lavorano sulle sculture ricavate da stampi del Cristo in croce realizzate tramite gelatine, resine e colle miscelate su una base di struttura in silicone. La forza del risultato è inaspettata e personalmente ancora più potente, perché le sculture esposte a diverse condizioni climatiche parlano da sole circa la mutazione ed i diversi risultati che portano con sé, realmente, una mutazione compiuta e percepibile a partire dalle singole molecole, nella struttura vitale che opera continuamente.
Per finire, sempre alla Biennale, uno spunto simile viene dalle opere di Gal Weinstein al Padiglione d'Israele ai Giardini: entrando si viene subito avvolti da un profumo di caffé, osservando bene si nota come la muffa intervenga su macchie di caffé componendo e ricostruendo una cartina, una regione d'Israele. Anche le pareti ed il pavimento sono oggetto di continua mutazione di un materiale organico. In particolare, la rappresentazione figurativa sulla parete principale prende spunto da un racconto biblico in cui Giacobbe chiede al sole di fermarsi  (Giosuè 10:12/13). È anche questa un'opera che cattura la vita in movimento, un pò mi ha fatto riflettere sul fatto che anche noi vorremmo chiedere, come Giacobbe, che il tempo si fermi per vincere la battaglia.
Ma la vita è continuo cambiamento, continua e viva variazione: 'Viva Arte Viva'

 
 
 

I LUOGHI E LA VITA QUOTIDIANA CHE SI AFFACCIA E PALPITA NEGLI SCATTI DI VIRGILIO CARNISIO

Post n°532 pubblicato il 10 Maggio 2017 da living_art
 

Ieri l'incontro all'inaugurazione della sua mostra 'La mia India' del fotografo Virgilio Carnisio, uno dei fotografi che ammiro di più, per la sua pulizia formale negli scatti e per la capacità di far vivere i luoghi, legati agli aspetti quotidiani degli abitanti che li caratterizzano.

Vi invito a scoprire le sue foto dagli anni '60 ad oggi, nel suo sito:

http://www.virgiliocarnisio.it

 

La mostra sarà fino al 20 maggio presso la

Biblioteca Valvassori Peroni

Via Valvassori Peroni – 02.88465095

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday   9-19 mercoledì/ Wednesday 14-19

 
 
 

Appunti tratti da 'Raccontare le Storie dell'Arte'

Post n°531 pubblicato il 20 Aprile 2017 da living_art
 

Studio Azzurro

Per loro la mostra 'oltre ad aver punto di vista, ha punto di vita'

Il racconto deve tener conto di questo fatto

 

Storytelling aziendale

Tutte le marche diventano editori con storie originali da fare circolare per far affermare la propria identità 

Le storie non sono più lineari (come nei romanzi), ora tutte le storie hanno un andamento multi lineare, aperto, con ipertesti. Partecipativo, come una piazza (non è mai stata lineare): i discorsi girano, ha molto della partecipazione

Le marche lo sanno molto bene, nella Customer experience Design (design dell'esperienza dei clienti) tutte le aziende danno importanza all'esperienza dei clienti.

 

+++ Siamo nell'era dell'Economia dell'Esperienza +++

Nella storia queste sono le evoluzioni:

Economia agricola con beni fungibili - figura dei producers

Economia Industriale con beni tangibili- figura dei makers

Economia dei Servizi intangibili - figura dei providers

Economia dell'Esperienza beni memorabili - figura degli stager

in cui si mettono le cose su un palcoscenico... creare palcoscenico, storia, racconti, con una accelerazione molto forte

 

Chi non mette in scena esperienze sta perdendo

 

I musei hanno molte carte da giocare è non devono perdere il treno.

È importante capire come raccontare (modello), è il modo che fa la differenza

L'osservatore, l'utente, è partecipe e coautore perché l'esperienza gli rimanga dentro, nel suo cuore, nella sua mente

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Proposto qualcosa come vissuto

Neuromarketing

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Diletta Grella

 

Ha realizzato una delle ultime interviste a Paolo Rosa di Studio Azzurro

Come si definisce?

"Io mi sento molto vicino a pittori del Rinascimento", consapevole che il pubblico sarebbe entrato dentro i loro lavori.

Perché il popolo nel '500 non sapeva né leggere né scrivere, quindi il quadro permetteva un'attività: le persone entravano, c'era fruizione attiva e partecipata.

Così dovrebbe essere il museo oggi, un racconto multimediale, attivo, un museo di narrazione (Diverso da un semplice museo di collezione)

Vai al museo perché vuoi capire perché quel pezzo è diventato così importante

Il racconto multimediale è attivo e partecipato 

Al riguardo lo Studio Azzurro ha realizzato il Museo della mente a Roma - realizzato dallo Studio Azzurro)

Basato su 'uscire dentro, entrare fuori' 

(Basaglia): perché uscendo dall'istituto si entra nella vita fuori, nella società, si entra nella vita di relazione

 

Binomio dentro e fuori

Nel Museo della Mente lo spettatore assume delle posizioni dei malati psichiatrici (come ad esempio le posizioni dell'oscillare o tenere testa tra le mani)

 

Entrare dentro nell'opera: in questo modo lo spettatore partecipa, insieme facciamo un'opera.

 

Pompeo Martelli ci ha aiutato molto nel progetto, nella coralità con cui le opere sono state realizzate.

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Spunti e domande

 

Da un collaboratore di DoppioZero

- La  neuroestetica può aiutare a spiegare la dissonanza nell'arte contemporanea?

Il cervello ha delle reti neuronali vengono  sollecitate da opera d'arte contemporanea anche astratta, informale, al pari dell'opera figurativa.

 

Attraverso il Priming, si cerca di costruire un modello che consenta di lavorare sul piano:

- Semantico : associazioni semantiche

- Visivo-percettivo : aspetti fisici, della forma 

 

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Contro il consumismo museale, con centinaia di opere esposte che poi non rimangono in mente, Umberto Eco in passato propose anche di fare mostre.

'mono opera', da vivere in profondità

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Decadimento cognitivo

Il Priming risulta fondamentale anche per chi ha difficoltà di apprendimento

(da 3 a 80 anni) Persiste anche per chi ha avuto traumi

 

Il priming è :

+++ Memoria più antica che abbiamo +++

 

Percorsi guidati di persone con demenza

a visitare i musei (prime sperimentazioni a New York e recentemente provati anche alle Gallerie d'Italia)

Le persone handicappate si rapportano con l'opera d'arte ma anche con le altre persone che formano il gruppo 15/20 persone.

Quando si torna nell'istituto dove si trovano le persone, con demenza o handicap, vengono invitate a fare dei lavori che rimandano alle opere viste ... ciao n questo modo "riprendono il Dialogo che hanno perso".

Queste esperienze hanno un gran valore dal punto di vista terapeutico. 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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